×

Title: L'illuminata di tutti i tuoni di canto fermo

Author: Illuminato Aiguino

Publication: Antonio Gardano (Venezia, 1562)

Principal editor: Frans Wiering

markup: Emiel Ubink

Funder: Utrecht University Netherlands Organization for Scientific Research (NWO)

Edition: 2000

Department of Information and Computing Sciences Utrecht University P.O. Box 80.089 3508 TB Utrecht Netherlands
Copyright © 2000, Utrecht University, Netherlands
page 1
LA ILLVMINATA DE TVTTI I TVONI DI CANTO FERMO, CON ALCVNI BELLISSIMI SECRETI, non d'altrui piu scritti, COMPOSTA PER IL REVERENDO PADRE Frate Illuminato Aiguino da Bressa, dell'ordine Seraphico d'Osseruanza.
F. ILLVMINATO AYGVINO CAPITANIO D M D R
Con Priuilegio dell'Illustrissima Signoria di Venetia, per anni X V. IN VENETIA PER ANTONIO GARDANO, M D L X I I. [annotation: Ad uso de Scrittori della Prou.a Rif.a di S. Ant.' di licenza espressa del Super.e]
page 2

ALLA MOLTO ILLVSTRISSIMA E RELIGIOSISSIMA SIGNORA PAOLA CONTESSA DI GVASTALLA, & Essemplarissima Ancilla di Giesu Christo.

ANCOR che la purità, e sincerità del bellissimo, e santissimo animo vostro, Illustrissima e Religio­ sissima Signora Contessa, sempre intento a quelle sopra naturali harmonie che porge a gl'eletti suoi la diuina consolatione, non molto forse prezzi que­ sti nostri mondani, & imperfetti concenti, Ella pregia pur nondimeno la bnona mente di coloro, che al Colto diuino, danno il frutto delle lor fati­ che e studi, quali e quanti si siano. Ne di prouar questo farà mestiero altronde tor gl'essempi che dalle santissime vostre operationi, con le quali intanto hauete esso diuino honore, e nelle Chiese, e ne luoghi pii, da Voi cosi religiosamente edificati, e gouernati essaltato, che dal san­ tissimo essempio Vostro pigliano maniera, e forma tutti coloro, che del viuer pio sono dallo Spirito Santo infiammati. Per questa cagione adunque hauendo io Illuminato, seruo di Giesu Christo, anchorche inutile, & affettionatissimo alla santissima conuersation vostra, com­ posto ad vtilità di coloro, a cui il diuin Colto diletta, alcune introdut­ tioni, e regole di Musica plana, ò canto Fermo, da vsarsi nelle Chiese Monastiche, e doue piu si ricerca il Canto semplice e pio che la Musi­ ca variata, e che piu diletta spesso l'orecchia che il Core. Et douendo­ le all'honor del Signor nostro Giesu Christo dare in luce, ho preso ar­ dire di a Voi dedicarle, cosi perche con ogni affetto di Core riuerisco il nome Vostro, come ancora perche la cosa in se è pia & religiosa, al­ la pietà, & religion Vostra, come a suo simile si conuiene. Vostra Si­ gnoria Illustrissima e religiosissima adunque si degni con quell'animo A2 page 2v accettar questo picciol dono, che il Saluator nostro accettò i duoi mi­ nuti della pouera Vedoua, la qual con lieto animo piu dato hauerebbe se piu dar'hauesse potuto. Et viua sempre felice. Di Venetia a di 3 Di Genaro nel MDLXII. Di V. Illustriss. Signoria Seruitore, Frate Illuminato Aiguino, Minoritano d'Osseruanza.
page 3

LA ILLVMINATA DE TVTTI I TVONI DI CANTO FERMO, CON ALCVNI BELLISSIMI SECRETI, non d'altrui piu scritti. LIBRO PRIMO.

Della mano secondo i Greci. Cap. I.

LA MANO Greca comenza in A re, & ha quinde­ ci positioni come appare.
A proslambanomenos hypate hypaton b trite synemenon pa­ ramese
C parhypate hypaton C trite diezugmenon, cum paranete synemenon
D lychanos hypaton D paranete diezugme­ non cum nete sinemenon
E hypate meson E nete diezugmenon
F parhypate meson F trite hyperboleon
G lychanos meson G paranete hyperboleon
A Mese A Nete hyperboleon.

Della mano de Guido Aretino, & della sua diuisione. Cap. II.

HOR seguita la mano de Guido Aretino, la quale è quella che i Lati­ ni li hanno dato opera, & di continuo da loro è essercitata. Adunque le positioni di essa mano sono venti, & saranno diuisi in tre parti. La prima parte sarà chiamata Graue, la seconda Acuta, la terza Sopracuta, come vederai tutto per ordine dalla parte remissa.
La parte Graue La parte Acuta La parte Sopracuta
Gamma ut G sol re ut G sol re ut
A re A la mi re A la mi re
mi b fa mi b fa mi
C fa ut C sol fa ut C sol fa
D sol re D la sol re D la sol
E la mi E la mi E la
F fa ut F fa ut
Anchora esso Monacordo sarà diuiso in due parti, cioè diece in riga, & diece in spacio incominciando la prima positione quale è Gamma ut, sarà chiamata riga, & la seconda positione qual dice A re, sarà chiamata spacio, & cosi procederai infino alla fine di esso Monacordo, dicendo vna in riga, & l'altra in spacio, & per essere piu degno luogo, la riga che non è il spacio comenza adunque il Monacordo in riga.
page 3vLIBRO

Delle chiaui vniuersali della mano di Guido, & quante sono, & anchora quante sono le particulari, & che il b molle è accidentale, & che cosa sia chiaue. Cap. III.

LE chiaui vniuersali sono venti, secondo la opinione d'alcuni musici alli quali son contrario, & dico mentre che tutte le lettere per se sole di­ mostrano la sua positione, ò sia riga ò spacio, non per questo sono venti, Ecco la ragione, Dando principio alla prima positione qual chiamia­ mo Gamma ut, A re, mi, C fa ut, D sol re, E la mi, F fa ut, ouero cosi GA C D E F, seguita G sol re ut primo, infina alla positione F fa ut [[i-n]]clusa, sarano quelle istesse lettere come appare, G sol re ut, A la mi re, b fa mi, C sol fa ut, D la sol re, E la mi, F fa ut, ouero cosi G A C D E F, seguita poi la positione G sol re ut secondo, per infino all'ultima positione, saranno quelle istesse lettere apparenti, mancan­ do l'ultima lettera quale è F, G sol re ut, A la mi re, b fa mi, C sol fa, D la sol, E la, ouero cosi G A C D E, adunque seguita per le dimo­ strationi sopradette, che le chiaui vniuersali non sono altro che sette, ma sono deriuate & replicate, & non venti come alcuni hanno scritto, & questo afferma Nicolao Vuolico Baroducense, & Giouan Spadaro, & il mio irrefregabile maestro Pietro Aron. Hora potrebbono dire alcuni che dal G sol re ut primo, per infino al F fa ut secondo, vi sono otto let­ tere [[per]] cagione del b molle posto in mi acuto. Rispondo, dato che il b molle sia posto [[i-n]] mi acuto, & anchor [[i-n]] mi sopracuto, non per questo ritrouansi [[i-n]] ordine delle sette lettere naturali, quali so­ no queste G A C D E F, anzi sono accidentali come confermano i dot­ ti Musici disopra nominati. Hor veniamo al proposito nostro, che le lettere disopra mostrate sono chiaui, dice Giouan Tintore nel suo Com­ pendio Diffinitorio. Quid sit Gamma ut, est linea cuius clauis est G, quid sit A re, est spacium, cuius clauis est A, quid sit mi, est linea cu­ ius clauis est quid sit C fa ut, est spacium, cuius clauis est C, quid sit D sol re, est linea, cuius clauis est D, quid sit E la mi, est spacium, cu­ ius clauis est E, quid sit F fa ut, est linea, cuius clauis est F, quid sit G sol re ut, est spacium, cuius clauis est G, & cosi procede con tal ordine per infi­ no all'ultima positione della mano. Adunque la chiaue vniuersale non è altro che vna dimostratione di linea, ouero spacio. Et le chiaui particula­ ri sono due, la prima sarà chiamata chiaue della proprietà di natura graue posta in F fa ut, & composta di tre note come appare in figura delche ogni volta che si trouara la sopra detta chiaue sempre dimo­ strara la positione di F fa ut primo. Hor seguita la seconda chiaue la quale sarà chiamata della proprietà del quadro acuto posta in C sol fa ut, & composta di due note come appare. & doue apparira tal figura, sempre si dimostrara la positione di C sol fa ut. Anchora dimo­ page 4 PRIMO. 4 straremo vna figura come appare b, la quale è chiamata da Greci Me­ non, che vol dire cosa accidentale, & da noi è chiamata Congiunta di b molle, perche mouetur ad tempus, che potest adesse & abesse sine corru­ ptione subiecti. Et d'un minor semituono causa il tuono sesquiottauo, & per contrario d'un tuono causa il semituono minore per fare il tuo­ no. Diremo adunque che sarà chiaue accidentale posta in mi acuto, con quella della proprietà di quadro acuto, posta [[i-n]] C sol fa ut, co­ me appare. Potrebbono dire alcuni quale è la cagione ch'io pongo tal figura b con la chiaue della proprietà di quadro acuto, posta in C sol fa ut, e che l'altre sono poste per se sole. Io rispondo mol­ te ragioni vi potrei dire, nondimeno mi voglio accostare con il Fi­ losofo qual dice, omne quod potest fieri per pauciora, non debet fieri per plura. Hor al proposito mio, philosophus dicit, accidens non potest esse sine subiecto, & cosi anchora volendo dimostrare il b molle in mi, graue bisogna dimostrare la chiaue della proprietà di natura gra­ ue posta in F fa ut, come appare. Cosi anchora volendo dimostra­ re il b molle sopr'acuto, bisogna sia dimostrato accompagnato co­ me appare. [[per]]che volendo dimostrarli per se soli na­ scerebbono molti errori, & si verrebbe a fare con­ tra al Filosofo. Ma gli errori che di quì nascerebbono non gli dico per non essere prolisso. Et la predetta chia­ ue è d'alcuni chiamata Chiaue principale, ò voi dire naturale, la qual co­ sa non sarà da noi concessa per essere accidentale, come disopra habbia­ mo prouato, perche seguiterebbe che non saria differenza dalla naturale all'accidentale, & da Greci fu trouato tal figura b, per annullare il trito­ no, come afferma Guido Aretino. Inuentum est a Grecis b, rotondum, ad temperantiam tritoni, & vbi necessarium fuerit apponatur. Adunque seguita che il b molle è accidentale, perche il tritono è naturale, qual nasce dalla positione F fa ut, alla positione mi, & volendo leuare il tri­ tono bisogna che gli sia vna cosa accidentale. Cosi anchora volendo distruggere l'accidentale, bisogna che sia il naturale. Resta a vedere che cosa sia chiaue della qual chiaue, daremo vna diffinitione generale che conuenga alla chiaue accidentale & alla naturale. Chiaui adunque pi­ gliandole in generale non è altro che vna dimostratione di tutte le cor­ de & note, & rimouendo tali chiaui restaranno le note senza gouerno. Come dice il Filosofo, rimossa la causa si rimuoue l'effetto.

Che cosa sia proprietà, & quante sono nel Monacordo. Cap. IIII.

LA proprietà non è altro che vna deriuatione di piu voci d'vn istesso principio come a dire della prima sillaba che sarà dalla parte remissa haranno principio, la qual sillaba sarà chiamata ut, come vederai ogni cosa in figura per ordine. Le proprietà adunque sono sette volte nella page 4v LIBRO mano ouero Monacordo di Guido Aretino, cioè ut re mi fa sol la, cin­ que naturali & due accidentali, & queste sei sillabe fanno vna proprietà, & saranno esse proprietà diuise in tre parti. Adunque le prime tre pro­ prietà saranno chiamate Graui, per essere tutte nelle parti graui, cioè la prima sillaba quale è chiamata ut, si troua nelle parti graui, & [[per]]che que­ sta sillaba ut, è capo & fondamento di tutte le seguenti a lei. Adunque conuiene a questa sillaba ut, essere chiamata proprietà, e non a altre silla­ be come alcuni credono, che il fa, sia capo di tutte le sillabe, ma di que­ sto sono ingannati, perche Omne deriuatiuum habet principium sui pri­ mitiui. Le altre tre seguenti a loro saranno chiamate acute, per essere nelle parti acute. La settima è vltima sarà chiamata sopracuta per esse­ re nelle parti sopracute.
Essempio di tutte le proprietà disopra raccontate.
ut [do] re mi fa sol la
La proprietà di  quadro graue
rispetto al luogo

ut [do] re mi fa sol la
La proprietà di natura graue
rispetto al luogo

ut [do] re mi fa sol la
La proprietà accidentale graue
della congiunta di b molle
acuto rispetto al luogo

ut [do] re mi fa sol la
La proprietà di  quadro acuto
rispetto al luogo

ut [do] re mi fa sol la
La proprietà di natura acuta
rispetto al luogo

ut [do] re mi fa sol la
La proprietà accidentale acuta
di b molle sopracuto

ut [do] re mi fa sol la
La proprietà di  quadro sopracuto
rispetto al luogo.
page 5PRIMO.5

A che modo furno trouate le sei sillabe: cioè vt re mi fa sol la. Cap. V.

GVIDO Aretino inspirato dalla diuina prouidenza, prese fatica per amore de gli Latini, accioche gl'animi loro hauessono qualche alle­ grezza, in laudare la diuina Maesta. Guidone sentendo la suauità della musica che faceano i Greci, resto quasi morto di dolcezza, ritornato nel suo essere: in quel punto si delibero di trouare la uia & modo di can­ tare, hor uedendo che i Greci haueuano certe sillabe le quali bisogna­ ua stare non poco tempo auanti che un spirito gentil potesse imparare a cantare alcuna cosa. Guido Aretino si puose all'oratione pregando la Maestà diuina gli uolesse concedere gratia che potesse trouare alcune sillabe, che fosse facile alli Latini da imparare a cantare, per laudare sua Maestà. Iddio per sua benignità gli pose in cuore che douesse guardare all'hinno di san Giouanni qual dice. Vt queant laxis, ut prima sillaba Resonare fibris, re seconda sillaba. Mira gestorum mi terza sillaba, fa­ muli tuorum, fa quarta sillaba, solue polluti, sol quinta sillaba, labii rea­ tum, la che è la ultima sillaba ouero nota, sancte Ioannes. Et però il co­ mercio Musico chiama le sei sillabe, ouero essacordo di Guidone, come afferma l'aureato, M. Giouanni Spatario nelli errori contro di Franchi­ no Luodense nella prima parte, al secondo errore, & il simile afferma Franchino al secondo capitolo del primo libro della sua pratica, & an­ chora il mio honorato maestro Pietro Aron.

Come si debbe intendere quel uerso, ut re mi scandunt, fa sol la, quoque descendunt. Cap. VI.

DA Guido Aretino fu trouato questo uerso, ut re mi scandunt, fa sol la, quoque descendunt. Sono alcuni che dicono, & massime Giouan Maria Lanfranco, nelle sue scintille, che ut re mi ascendono, & la sol fa descendono. Io dico, che gl'è il uero che infina li putti che incomincia­ no a parlare metendogli innanzi a gl'occhi tale figuratione, come appare tutti diranno che le prime tre note ascen­ dono, & le altre tre note descendono, & da molti Musici è inteso tal uerso come dimo­ stra la figura. Alle quali opinioni son con­ trario. Hora dico che, ut re mi scandunt, fa sol la quoque descendunt, cioè ogni fiata che la mutatione terminarà in ut, in re, in mi, sempre sta­ ranno per ascendere. Et ogni fiata che la mutatione terminara in fa, in sol, in la, sempre staranno per descendere, & cosi afferma il mio irrefre­ page 5v LIBRO gabile Maestro Don Pietro Aron al. 10. cap. del primo lib. de Institutio­ ne harmonica, & il simile afferma messer Giouanni Spadaro.

Che cosa sia mutatione, & in Gamma ut in A re, in mi & in b fa mi primo & secondo, & in E la non si faranno mutatione. Cap. VII.

LA mutatione non è altro che mutare una nota in un'altra in un'istesso luogo, & suono, o sia in riga, ouero in spacio, per andare di proprietà in proprietà, & de luogo in luogo. Adunqne in Gamma ut, in A re, in mi, & in b fa mi, primo & secondo, & in E la, sono una nota sola per ogni positione, seguitara adunque, non si fara mutatione, ne li sopradetti positioni, per essere una nota sola per ogni positione. Alcuni potreb­ bono dire che in b fa mi, sono due note, adunque si debbe fare mutatio­ ne. Io ui rispondo. Dato che in apparenza dimostrano essere due note in b fa mi, nondimeno non sono eguale in suono, anzi sono distanti una da l'altra cinque comme, che uol dire uno apotome, ouero uno semituono magiore, come afferma il mio honorato maestro Pietro Aron al capit. 11. del primo libro de Institutione harmonica, & l'aureato Gio­ uanni Spataro, all'errore terzo della prima parte, contro di Franchino, essendo adunque tal distanza infra loro, seguitara che in tal positione non si potra fare mutatione, perche non sono eguali in suono ouero in uoce.

In quanti luogi della mano si faranno mutatione, & quanti mutationi si fara per ogni positione della mano. Cap. VIII.

GIVNTO alli mutationi di necessità di tutto il canto fermo, li quali saranno poste in figura. Hor in quatordeci luogi della mano si fara muta­ tione. In C fa ut, D sol re, E la mi, F fa ut, G sol re ut, A la mi re, C sol fa ut, D la sol re, E la mi, F fa ut, G sol re ut, A la mi re, C sol fa, D la sol. Et in quella positione che hauera due note, si fara due mutationi, & quel­ la positione che hauera tre note, si fara sei mutationi, & daremo principio alla quarta positione del Monacordo, & la prima in ordine del numero sopradetto, perciò le mutationi del canto piano nascono dalla necessità, & quelle del canto figurato dalla commodità. page 6 PRIMO. 6 C, fa ut prima positione due mutationi faremo. Hor vedi che la prima mutatione finisse in ut, che sta per ascendere della proprietà di quadro graue, in quella di natura graue. Et la se­ conda mutatione termina in fa, che sta per descendere della pro­ prietà di natura graue, in quella di quadro graue. D, sol re seconda positione in ordine, due mutationi faremo. Hor vedi la prima mutatione, è terminata in re, per ascendere della proprietà di quadro graue, in quella di natura graue. La seconda mutatione è terminata in sol per descendere della proprietà di natura graue, in quella di quadro graue. E la mi, terza positione, due mutationi faremo. Vedi lettore benigno, la prima mutatione è terminata in mi per ascen­ dere della proprietà di quadro graue, in quella di natura graue. La seconda mutatione è terminata in la, per descendere della proprie­ tà di natura graue in quella di quadro graue. Adunque hai visto che le mutationi le quali sono terminate [[i-n]] ut, in re, in mi, stanno [[per]] ascendere. page 6v LIBRO Et quelle che sono terminate in fa, in sol, in la, stanno per descendere, & cosi lettore mio benigno a te sempre sia manifesto. F, fa ut quarta positione, due mutationi, la prima adunque sara chiama­ ta irregulare, la quale non è altro che cangiare la nota naturale in l'acci­ dentale, & la seconda sara chiamata mutatione naturale. page 7 PRIMO. 7 Alcuni potrebbono dire che questa mutatione, sol in re, l'ho posta due fiate, adunque seguita che in G sol re ut, si fara sette mutationi, ouero che questa ultima mutatione di sol in re, gliè superflua. Io rispondo aue­ gna ch'io ponga due fiate sol in re, nondimeno non sono due mutationi anzi glie vna sola, perche è vn passo istesso per trouare il fa di b molle, & dipoi trouare la quinta mutatione in ordine quale si chiama re in ut, & seguitando trouiamo la sesta mutatione, quale sara ut in re, & sara chiamata irregolare, come di sopra è detto. Et cosi a uoi sia manifesto de tutti gli altri mutationi duplicati. page 7v LIBRO Hor lettore mio benigno, tutte le mutationi, che hai hauuto nelle parti acute, quelle istesse hauereti nelle parti sopracute, & per breuità non gli pongo, perche il tuo ingegno sodisfarà alla tua volontà, hauendo riguardo alle mutationi, che sono fatte; nelle parti acute, & quelle te saranno colonna è scudo delle sopracuti, & cosi a voi sia manifesto, & per esser breue lascio le quattro positioni, cioè G sol re ut, secondo, A la mi re, C sol fa, D la sol. Hor nelle mutationi di sopra, habbiamo fuggito il b molle, eccetto quello che non si è potuto fare di manco, per rispetto del tritono. Hora vederai tutta la proprietà di b molle, & le mutationi che si farà tra la proprietà di natura graue, & il b molle, & per contrario. Et cosi page 8v LIBRO vederai le mutationi che si fara tra la congiunta di b molle, & la pro­ prietà di natura acuta, & anchor vederai il tritono accidentale per or­ dine, che alcune fiate l'occorre nel quinto tuono quando esso tuo­ no si canta per b molle, come conciede Guido Aretino nel suo tratta­ to, quando dice. Nullum in cantu plano, cantetur per b molle nisi in temperamento tritoni, & aliquando in quinto & sexto tono. Ma auertisse che il fa della positione di b fa mi primo, alla positione E la mi secondo, & per contrario gli nasce il tritono accidentale, il qual tritono non è altro che una compositione di tre tuoni continuati, ma essendo posto il b molle, in E la mi acuto come appare nel sopradet­ to luogo, esso tritono non sarà piu, ma sarà conuertito nella terza spetie del diatessaron, qual dice ut fa, ouero ut re mi fa, & per contrario fa ut, ouero fa mi re ut.
page 9vLIBRO

Che cosa è tuono, & de la sua diuisione. Cap. IX.

TVONO non è altro che uno spacio, ouero interuallo di due uoci o suoni, scritto da Gamma ut, prima positione, alla positione A re, secon­ da positione della mano, & da A re, alla positione mi, sarà quello istes­ so interuallo, ouero tuono, che stato tra il Gamma ut, & A re, & il si­ mile interuallo sarà da C fa ut, quarta positione, alla positione D sol re. Anchor dalla positione D sol re, alla positione E la mi, sarà quello istes­ so interuallo, ouero tuono che stato tra Gamma ut, & A re, ouero da A re, a mi, ouero da C fa ut, a D sol re, doue che resta questo interual­ lo del tuono sempre a un modo, & non è differenza alcuna tra loro sia pure nelle parti graue, ouero acute, ouero sopracute, ouero fuora del­ la mano per positioni acquisite, cosi dalla parte remissa della mano, co­ me anchora dalla parte intensa con queste sillabe ut re mi, mi re ut, fa sol la, la sol fa, cosi naturali come anchora accidentali, come appare in figura. Et cosi a uoi sia manifesto di tali sillabe per tutta la mano, & anchora di fuora per le positioni acquisite, sempre quell'interuallo che tra una nota & l'altra sarà chiamato tuono sesquiottauo, cioè che questo tuono cade nella proportione sesquiottaua, la figuratione de tuoni accidentali non la pongo per essere breue, & perche sono quelle istesse sillabe & tuoni, del che non è alcuna differenza tra loro quanto alli tuoni, ouero interualli, perche cadono cosi, il tuono accidentale nella proportione sesquiotta­ ua come fa anchora il naturale. Et cosi saranno chiamati tuoni essi in­ terualli, cosi in ascendere come in descendere, come dimostra la figura sopra detta, & il simile hauerai per tutto il Monacordo, ouero mano, & anchora di fuora dè la mano, per le positioni acquisiti in questo modo ut re tuono, re mi tuono, fa sol tuono, sol la tuono, & per contrario sa­ rà il simile. Hor espedito il tuono perfetto, haueremo a pertrattare de la sua diuisione. Diremo adunque esso tuono cosi naturale come acci­ dentale è diuiso in noue parti eguali, le quali parti sono chiamate com­ me, & essi noue parti saranno diuisi in due parti ineguali, una sarà mag­ page 10 PRIMO. 10 giore, la qual sarà composta de cinque comme, & l'altra minore che sa­ rà composta de quattro comme, & quella parte maggiore che de cinque comme composta è detta da Greci Appotome, che uol dire appresso di noi semituono maggiore. Et quella parte minore la qual è composta delle quattro comme, è chiamata da Platone & da Marchetto Padoano, & dal mio honorato maestro Pietro Aron, Lima, che appresso di noi uol dire semituono minore, delche il tuono resta diuiso in due semituoni ine­ guali, uno maggiore & l'altro minore, & di quì nasce che il Monacordo, ouero mano debbe essere chiamata mano perfetta, perche resta ogni tuo­ no in due semituoni diuiso come a ciascuno instromento perfetto si ap­ partiene secondo il modo usato.

Del semituono minore & maggiore. Cap. X.

IL semituono in generale dico non è altro che un tuono imperfetto, che Semi significa in questo luogo imperfetto, & non mezo, come alcu­ ni hanno scritto, & i grossi credono, le quali sue opinioni non gli è con­ cesso dal Musico commercio, perche s'il fusse uero che il semituono fos­ se mezo tuono, ne risultarebbono assai errori, imperoche esso tuono co­ me di sopra è detto, è formato di due semituoni ineguali, & in questo mo­ do non sarebbe differenza tra la proportione 2187 & 2048. nella qual pròportione cade il semituono maggiore, il qual semituono maggiore supera il minor semituono d'un comma, il qual spacio del comma è ulti­ mo sensibile come a Boetio piace (& il minor semituono cade nella pro­ portione 256 a 243. doue seguitarebbe che le proportioni sarebbono eguali) la qual cosa è falsa come ogni mediocre Arithmetico puo uede­ re, altri errori non diro per essere breue. Hora il semituono minore non è altro che una distanza di due suoni, ouero uoci, ritrouasi adunque da la positione mi graue alla positione C fa ut, con queste sillabe mi fa, & per contrario fa mi. Cosi anchora di E la mi, primo alla positio­ ne F fa ut, con queste sillabe mi fa, & per contrario fa mi, & il simile dalla positione A la mi re, primo al b fa, con l'istesse sillabe mi fa, & per con­ trario fa mi, anchora sarà il simile dal mi acuto, a C sol fa ut, con quel­ le istesse sillabe mi fa, & [[per]] contrario fa mi, & il simile sarà da E la mi, se­ condo a F fa ut, secondo con quelle istesse sillabe, mi fa, e [[per]] contrario, fa mi, e da A la mi re, secondo al b fa, secondo, ouer sopracuto con quelle istesse sillabe, mi fa, & per contrario, fa mi, & in il simile sarà da mi sopracu­ to, a C sol fa , con quelle istesse sillabe, mi fa; & per contrario, fa mi, & cosi andarai discorrendo fuora della mano, per le positioni acquisiti, cosi dalla parte remissa, come dalla parte intensa. Hor essendo espediti i semituoni minori, dimostraremo il semituono maggiore, il qual inter­ page 10v LIBRO uallo di esso semituono, nasce [tra la] sillaba, fa & mi della positione chiamata b fa mi, la qual voce mi, è piu intensa, ouero acuta di essa voce fa. d'un semituono maggiore, il qual supera il minore semi­ tuono d'un comma, come è detto nel cap. di sopra. Et di quì nasce, che in b fa mi non si puo fare mutatione, perche la mutatione non è altro che mutare vna nota in vn'altra in vn istesso suono, ouero vo­ ce. Adunque seguita non essendo esse sillabe eguali in voce, non si puo fare mutatione.

Del Dittono. Cap. XI.

IL Dittono non è altro ch'una distanza di tre suoni, ouero voci, im­ portanti due tuoni perfetti continuati, Come da Gamma ut, alla po­ sitione A re, & da la positione A re, alla positione mi, con queste silla­ be ouero note, ut re mi, ouero incomposito, ut mi, & per contrario, mi re ut, ouero mi ut, & il simile sarà da la positione, C fa ut, alla positione D sol re, & da la positione, D sol re, alla positione, E la mi, con queste sil­ labe, fa sol la, ouero incomposito, fa la, & per contrario, la sol fa, ouero la fa, & cosi andarai per tutta la mano, la doue tu trouerai tal discorso sempre sarà chiamato Dittono, cosi naturale, come anchora accidenta­ le. Hora alcuni credono, che il Dittono [[per]] hauere vari nomi delle voci, ouero note come appare, ut re mi, & fa sol la, che esso Dittono douereb­ be hauere, due spetie, la qual cosa non si conciede, ne meno nel commer­ cio Musico si ritroua. Auegna che le sillabe, ouero note, siano differenti di nome, non per questo essi interualli restano variati, anzi sempre so­ no a vn modo, perche procede per tuono & tuono, & se per il variare delle sillabe facesse variare tali interualli, nascerebbono non pochi er­ rori, quali non dico per breuità. Ma le sillabe stanno come termini, che diuidono l'interualli. Doue per non variare l'interualli, esso Dittono re­ sta hauere vna sola spetie & cade nella proportione LXXXI & LXIIII & cosi è chiamata terza maggiore, ecco la figura.

Del Semidittono. Cap. XII.

IL Semidittono non è altro che vno Dittono imperfetto, perche semis, significa in questo luogo imperfetto Dittono, il qual contiene tre voci, ouero suoni, che importa vn tuono, & vno minor semituono, page 11 PRIMO. 11 & esso semidittono ha due spetii per cagione del semituono qual varia, hora si troua nell'ultimo interuallo, hora nel primo come da la positio­ ne A re, alla positione C fa ut, con queste sillabe re mi fa, & per contra­ rio fa mi re, ouero incomposito re fa, & per contrario fa re. Ancho­ ra da la positione mi, alla positione D sol re, con queste sillabe mi fa sol, & per contrario sol fa mi, ouero incomposito, mi sol, & per contra­ rio sol mi, & cosi essaminando tali discorsi ritrouarai due spetie diffe­ renti di nome, & di compositione, rispetto a gli semituoni che hanno vari luoghi. Et cosi andarai per tutta la mano, doue tu trouarai tali di­ scorsi sempre saranno chiamati Semidittoni, cosi naturali come ancho­ ra accidentali. Et il simile sarà fuora della mano per le positioni acqui­ siti, & dal Musico commercio è chiamata terza minore, la qual cade ne la proportione 32 a 27. Hor vedi la figura.

Della quarta, ouero del Diatessaron minore. Cap. XIII.

IL Diatessaron minore non è altro che vna compositione di due tuo­ ni, & vno semituono minore, continente in se quattro suoni, ouero vo­ ci, & esso diatessaron ritrouasi hauere tre spetii. La prima spetie adun­ que nascerà da la positione A re, alla positione D sol re, con queste sil­ labe re mi fa sol. La seconda spetie nascerà da la positione mi graue a la positione, E la mi graue, con queste sillabe mi fa sol la. Et la ter­ za spetie nascerà da la positione C fa ut, alla positione F, fa ut, primo con queste sillabe ut re mi fa, doue chiaro si uede essere, essi diatessaron dif­ ferenti di nome & di compositione, rispetto a gli semituoni, che hanno vari luoghi, come chiaro si vede, che nella prima spetie si ritroua il se­ mituono, nel secondo interuallo. Et la seconda spetie ritrouasi il semi­ tuono, nel primo interuallo. Et nella terza spetie ritrouasi il semituono nell'ultimo interuallo, doue chiaro si conosce che il semituono è causa della variatione delle spetie, & doue trouarai nel Monacordo re mi fa sol page 11v LIBRO ouero incomposito, & il simile di fuora della mano per le positioni ac­ quisiti, sempre sarà chiamata prima spetie del diatessaron, & il simile sa­ rà, trouando mi fa sol la, nella mano, & anchora fuora per le positioni ac­ quisiti sempre sarà chiamata seconda spetie del diatessaron. Cosi ancho­ ra trouando per il Monacordo, ouero mano ut re mi fa, ouero incom­ posito, & il simile fuora della mano, per le positioni acquisiti, sempre sarà chiamata terza spetie del diatessaron, il qual diatessaron cade nella proportione sesquitertia 4 a 3.

Della quinta, ouero diapente perfetto. Cap. XIIII.

LA quinta, ouero diapente perfetto non è altro che vna compositio­ ne di cinque voci, ouero suoni, le quali contengono in se tre tuoni sesqui­ ottaui, & vno minor semituono, il qual diapente ritrouasi hauere quat­ tro spetii differenti di compositione & di nome, come vederai ogni co­ sa per ordine, la prima adunque nascerà dalla positione D sol re, alla positione A la mi re, con queste sillabe re mi fa sol la, ouero incomposi­ ta. La seconda spetie nascerà da la positione E la mi, primo alla po­ sitione b fa mi con queste sillabe mi fa sol re mi, ouero incomposita. La terza spetie nascerà da la positione F fa ut primo, alla positione C sol fa ut, con queste sillabe fa sol re mi fa, ouero incomposito. La quar­ ta spetie del diapente nascerà dalla positione G sol re ut primo, alla po­ sitione D la sol re, con queste sillabe ut re mi fa sol, ouero incomposito. Hor vedi che tutti li spetii sono variati per cagione del semituono, qual cade nella prima spetie nel secondo interuallo in ascenso. Et nella secon­ da spetie ritrouasi hauere il semituono nel primo interuallo in ascenso. Et nella terza spetie ritrouasi hauere il semituono nell'ultimo interual­ lo in ascenso. Et nella quarta spetie ritrouasi hauere il semituono nel ter­ zo interuallo in ascenso, come chiaro da voi istessi potete comprendere per ogni diapente, il qual interuallo, di diapente cade nella proportione sesquialtera 3 a 2. page 12 PRIMO. 12

Della quantità de gli modi, ouero tuoni, & che cosa sia tuono. Ca. XV.

GLI modi, ouero tuoni erano quattro che furno primi trouati, & i nomi loro erano chiamati Protus, Deuterus, Tritus, & Tetrardus, che uol dire primo terzo, quinto settimo, & per la discomodità loro di cia­ scun per lo ascenso & discenso erano non poco faticosi alli cantanti, & all'audienti rendeuano fastidio, come recita Marchetto Padouano, & fu sequitato vn tempo con tal'ordine delli quattro tuoni. Hora vedendo i Mu­ sici che erano faticosi alli cantanti, & a gl'audienti non gli era troppo gra­ to il loro [[pro]]cedere, per rispetto dell'ascenso, & discenso suo. Hor il canto come si legge fu trouato per laudare Iddio, & per prouocare il comun grido alla deuotione della Maestà diuina, si deliberorno di leuare quel­ la tanto ascensa & discensa, & anchora [[per]] hauere piu variationi, accioche gli cantanti, & all'audienti restassero piu contenti, per la loro variatione de gli tuoni. Hor di quattro tuoni, che prima erano ne furno aggiunti quattro altri, la doue che alla voce humana, non gli era tanto faticosa, & all'audienti rendeuano piu grato, per sentire vari modi, perche prima sentiuano li quattro tuoni, & dipoi ne sentiuano otto, li quali sono varia­ ti di nome & di compositione, che a gl'aggiunti, gli spetii loro, uanno al contrario de gli altri come vederai al luogo suo, & per la variatione de le cose, il mondo resta bello & grato, il simile è stato nel canto, perche si sen­ tiuano di otto variationi di tuoni, & senza tal ascenso & discenso, restò piu grato a gl'audienti, & alli cantanti meno fatica, & cosi il Musico commer­ cio ha sempre seguitato con tal ordine infin hoggidi, [[per]]che si vede essere piu grato & meno fatica che prima. Hor gli tuoni che furno aggiunti sono questi, il secondo, il quarto, il sesto & ottauo. Doue che gli primi troua­ ti, cioè il primo, il terzo, il quinto & il settimo, sono chiamati Signori, ouero autentici, gli altri quattro, cioè il secondo, quarto, sesto & ottauo page 12v LIBRO sono chiamati suiuguali, ouero placati. Dipoi furno accompagnati gli suiuguali alli Signori. In questo modo, il secondo al primo, il quarto al terzo, il sesto al quinto, l'ottauo al settimo, doue che gli suiuguali stan­ no sotto all'ombra delli Signori, ouero autentici. Hora hauendo espedi­ to la quantità delli tuoni, haueremo a dimostrare che cosa sia tuono. Il tuono adunque non è altro che una compositione d'una ottaua, cioè di otto note, che importano sette interualli di cinque tuoni sesquiotta­ ui, & due minori semituoni, la qual ottaua cade nella proportione dupla con questi numeri, 2 a 1.

Della compositione del primo & secondo tuono. Cap. XVI.

HOR nelli capitoli disopra detti 13. & 14. habbiamo dimostrato che cosa era diatessaron, & diapente, & la quantità loro. Et in questo habbia­ mo a dimostrare la compositione del primo & secondo tuono, & di essi interualli, de gli diapenti, & diatessaron, & ne haueremo a seruire a tutti gli tuoni, come uederai ogni cosa per ordine. Hor adunque il primo tuo­ no si componerà della prima spetie della quinta, ouero diapente, nascen­ te dalla positione D sol re, alla positione A la mi re primo, con queste silla­ be re mi fa sol la, ouero re la, & della prima del diatessaron nascente dalla positione A la mi re primo, alla positione D la sol re, con queste sillae re mi fa sol, ouero re sol. Hor adunque il diapente, & diatessaron insieme giunti fanno un'ottaua, come afferma Boetio, diapente & diatessaron fa­ ciunt diapason, che non uuol dire altro, quinta perfetta, & quarta mino­ re, causa l'ottaua perfetta. Et doue che finisse il diapente, ouero la quinta in quel luogo istesso ha principio il diatessaron, ouero la quarta, & cosi a uoi saranno manifesto de tutti li modi, ouero tuoni, & gli essempi che sa­ ranno posti de tutti gli tuoni, ui daranno notitia d'ogni cosa, & il tutto per ordine uederete. Del secondo tuono. IL secondo tuono si componerà di quello interuallo del diapente, da page 13 PRIMO. 13 estremo a estremo, che anchora habbiamo fatto al primo tuono. Ma tal interuallo sarà riuoltato al contrario come afferma il mio honorato maestro Don Pietro Aron, nel primo libro de Institutione harmonica, al cap. 31. allegando duoi Responsori, Sint lumbi vestri precinti, & duo Seraphin, che essi Responsori sono del secondo tuono, per cagione de la discensa loro. Ma ratione compositionis, restano del primo tuono per cagione de quelli duoi diapente congiunti, & riuoltati al contrario, quali dicono re la, & il simile afferma Marchetto Padoano nel trattato decimo al cap. 3. Adunque seguita che la compositione nel secondo tuo­ no, & de tutti gli suiuguali debbono essere posti al contrario, de quelli delli Signori, ouero autentici. Benche alcuni hanno scritto, & posto in contrario nelli suoi essempi, la qual cosa non conuiene al Musico com­ mercio, perche gli tuoni suiuguali viueno sotto all'ombra delli Signori ouero autentici che sono stati, dopo aggiunti come gia è detto. Hor vi­ uendo sotto all'ombra delli Signori, ouero autentici. Adunque debbo­ no essere differenza tra loro nella compositione, & anchora alla remis­ sione come anchora nelle spetie riuoltati al contrario, perche pretende­ no alla remissione, & per conseguentemente le spetie di tutti gli tuoni suiuguali debbono essere posti al contrario che fanno quelli delli Signo­ ri, ouero autentici, altramente non si conoscerebbono le spetie di tuoni autentici, da quelle delli suiuguali. Hor al proposito nostro dico che il secondo si componerà di quello interuallo del diapente, da estremo a estremo come habbiamo fatto al primo tuono, ma sarà riuoltato al con­ trario nascente dalla positione A la mi re primo, alla positione D sol re, quale sillabe dicono la sol fa mi re, & della prima del diatessaron, riuol­ tata al contrario con queste sillabe sol fa mi re, nascente dalla positione D sol re, alla positione A re, come dimostra la figura. Hor si vede chiaro che il secondo tuono è differente dal primo in ogni cosa perche si vede che le spetie del primo tuono procede alla intensio­ ne, & quelle del secondo tuono procedono alla remissione doue che tutti gli interualli del suiuguale della spetie maggiore restano variati da quello del primo. Adunque seguita che non tanto è differente il suiu­ page 13v LIBRO gale del diatessaron come si puo vedere, perche il suiugale ha il suo diatessaron dalla parte remissa. Et il primo tuono ha il suo diatessaron dalla parte intensa del diapente. Ma anchora è differente nelli interual­ li della spetie maggiore, doue si troua che il secondo tuono è differen­ te dal suo Signore in tre cose. La prima adunque sarà nella spetie mag­ giore è riuolta al contrario, & il simile nella minore secondariamente nel diatessaron, qual è dalla parte remissa del diapente. La terza è che so­ no variati gli interualli, della spetie maggiore del secondo tuono da quelli del primo tuono, doue che esso secondo tuono resta differente dal suo Signore di compositione & remissione, & cosi a voi sia manifesto di tutti gli tuoni suiugali, i quali saranno differenti d'ogni cosa da gli suoi Signori, o vuoi dire autentici.

Della compositione del terzo & quarto tuono. Cap. XVII.

IL terzo tuono si componera della seconda spetie del diapente, qual dice mi fa sol re mi, nascente dalla positione E la mi primo, alla po­ sitione mi acuto. Et anchora della seconda spetie del diatessaron, qual dice mi fa sol la, nascente della posititione mi acuto alla po­ sitione E la mi secondo, come appare in figura. Del quarto tuono. Il quarto tuono si componera di quello interuallo del diapente da estre­ mo a estremo che habbiamo fatto al terzo tuono, ma tal interuallo sarà riuoltato al contrario, nascente dal mi acuto alla positione E la mi primo, con queste sillabe mi la sol fa mi, & anchora di quello in­ teruallo della seconda spete del diatessaron, da estremo a estremo con queste sillabe la sol fa mi, nascente dalla positione E la mi primo, alla positione mi graue, doue che chiaro si puo vedere che il quarto tuo­ no è differente, in ogni cosa, cosi nella spetie maggiore come nella page 14 PRIMO. 14 minore, & tutti gli interualli di essi speti sono variati da quello del ter­ zo tuono, doue che viene a essere differente di compositione dal suo Si­ gnore, come appare in figura.

Della compositione del quinto & sesto tuono. Cap. XVIII.

IL quinto tuono si componera della terza spetie del diapente, na­ scente dalla positione F fa ut primo, alla positione C sol fa ut, con que­ ste sillabe fa sol re mi fa, & della terza spetie del diatessaron, nascente da la positione C sol fa ut, alla positione F fa ut secondo, con queste sillabe ut re mi fa, come appare in figura. Del sesto tuono. Il sesto tuono si componera di quello interuallo del diapente, da estremo a estremo, che anchora habbiamo fatto al quinto tuono. Ma tal interuallo sarà riuoltato al contrario, nascente dalla posi­ tione C sol fa ut, alla positione F fa ut primo, con queste sillabe fa mi la sol fa. Et anchora di quello interuallo della terza spe­ tie del diatessaron da estremo a estremo con queste sillabe fa mi re ut, nascente dalla positione F fa ut primo, alla positione C fa ut, page 14v LIBRO doue che chiaro si puo vedere che il sesto tuono è differente dal quinto in ogni cosa, cosi nella spetie maggiore, come anchora nella minore, & ne gli interualli che tra le spetie, come ogni ingegno puo vedere doue che esso tuono è differente dal suo Signore nella compositione, come appare in figura.

Della compositione del settimo & ottauo tuono. Cap. XIX.

IL settimo tuono si componera della quarta spetie del diapente, na­ scente dalla positione G sol re ut primo, alla positione D la sol re, con queste sillabe ut re mi fa sol. Et anchora della prima spetie del diatessa­ ron qual dice re mi fa sol, nascente dalla positione D la sol re, alla posi­ tione G sol re ut secondo, con queste sillabe re mi fa sol, come appare in figura. Del tuono ottauo. L'ottauo tuono l'inuentore del quale fu Tolomeo, anchora si compone­ ra di quello interuallo del diapente, da estremo a estremo che anchora habbiamo fatto al settimo, ma tal interuallo sarà riuoltato al contrario, nascente dalla positione D la sol re, alla positione G sol re ut primo, con queste sillabe sol fa mi re ut. Et anchora di quello interuallo della pri­ ma spetie del diatessaron, nascente dalla positione G sol re ut primo, alla positione D sol re, con queste sillabe sol fa mi re, doue che si vede page 15 PRIMO. 15 chiaro che l'interuallo del diapente è variato, de gli interualli ma la dia­ tessaron non è variato de gli interualli, ma è posto di sotto all'interual­ lo del diapente, come ogni douere & ragione vuole che il sia differente l'ottauo dal suo Signore, ouero autentico. Et se non fosse differente dal suo Signore sarebbe eguale del suo maggiore, doue ne risultarebbe erro­ ri assai, quali non dico per breuità. Hor lettore mio benigno tutti li tuo­ ni suiuguali hanno la diatessaron dalla parte remissa del interuallo del dia­ pente, & tutti gli interualli delli diapenti sono uariati. Et la seconda & ter­ za spetie del diatessaron, anchora loro sono uariati, doue che quasi tutti gli tuoni suiuguali, hanno le sue spetie uariati da quelli autentici, come chiaramente ogni ingegno puo uedere.

Perche causa se piglia la prima spetie del diatessaron a componere il settimo tuono, & che non se piglia una dell'altre dua. Cap. XX.

NEL capitolo sopra detto habbiamo dimostrato il settimo & otta­ uo tuono, & in questo haueremo a dimostrare la cagione perche causa si piglia la prima spetie del diatessaron, & che non si piglia una delle altre dua speti, cioè la seconda, ouero la terza a componere il settimo tuono. Hor dico che habbiamo per precetto, che ciascun tuono sia formato di diapente & diatessaron, & hauendo hauuto il diapente, dal G sol re ut pri­ mo, a D la sol re. Restaci il diatessaron di mettere dalla positione D la sol re, al G sol re ut secondo, se uogliamo pigliare. La seconda spetie del dia­ tessaron, qual dice mi fa sol la, bisogna mettere la presente figura b in E la mi, come dimostra la figura. Hor se questo processo non ui piace, & che hauesti appiace­ re di hauere la terza spetie del diatessaron, qual dice ut re mi fa, bisogna metter la pre­ page 15v LIBRO sente figura in F fa ut, come appare doue si vede chiaro volendo accettare vna delle sopradette spetie per forma­ re il settimo tuono, bisogna procede­ re per congiunta, la qual cosa non ha conuenienza, perche si leua il naturale, & si da luogo all'accidentale, ma pigliando la prima spetie del diatessaron, quale è piu degna che le altre, perche si viene a procedere naturalmente senza mettere segni accidenta­ li, adunque seguita che a lui gli conuiene essere accettato dal Musico commercio, piu che altra spetie, per formare il settimo tuono.

Delli cinque ordini del canto fermo. Cap. XXI.

HOR hauemo come santo Gregorio constituete gl'Antiphonari, & altri libri musici tutti essemplari, come afferma messer Giouanni Spada­ ro nella quinta parte de gl'errori contra di Franchino all'errore vigesi­ mo, perciò haueremo cinque ordini del canto fermo. Il primo ordine adunque sarà chiamato Differente. Il secondo ordine sarà chiamato In­ differente. Il terzo ordine sarà chiamato Prosa. Il quarto ordine sarà chiamato Metrico. Il quinto ordine sarà chiamato comune. Hor il pri­ mo qual è chiamato Differente, sarà quando l'Antiphone haueranno tut­ ta la compositione loro perfetta, & il simile di ciascun canto. Il secondo qual è chiamato Indifferente, sarà quando le cantinele non haueranno la sua compositione perfetta. Il terzo qual è chiamato Prosa, sarà quando la compositione è fatta sopra delle parole sacre, cioè Introiti, Graduali, Alleluia, Offertori & simile altre cose, nelle quali se trouano abondanza de neume sotto una sillaba ouero uocale. Credendosi alcuni che il sia stato in arbitrio del compositore, per fare lungo il canto la qual cosa di­ co che non è poco erronea. Ma ben dicoui che sono con grande mistero date da Gregorio, accioche il cantore habbia da considerare il senso del­ le parole, & contemplare la diuina Maestà. Il quarto qual è chiamato Metrico, cioè che la compositione, qual è fatta sopra de i uersi dell'Hinni, & altri simili. Il quinto qual è chiamato commune, sarà quando un canto hauerà la compositione, la qual sarà commune, cosi all'autentico quan­ to al suiugale, cioè che hauerà la diatessaron dalla parte intensa del dia­ pente, & il simile hauerà la diatissaron dalla parte remissa del diapente.
page 1616

LIBRO SECONDO.

Della terminatione delli tuoni regolati. Cap. I.

DA PVOI che habbiamo ordinati li tuoni regolati, è necessaria co­ sa a porre la terminatione loro, accioche ciascun possa conoscere gli tuo­ ni. Hor adunque gia ui ho dimostrato al cap. 15. delli tuoni accompagnati che il secondo fu dato al primo, il quarto fu dato al terzo, il sesto fu dato al quinto, l'ottauo fu dato al settimo, doue che restano tutti accompagnati, a duoi come chiaro si puo uedere. Hor adunque il primo & secondo tuono, hauerà a terminare in D sol re, doue che ciascun canto che terminara in D sol re, sempre sarà o primo, ouero secondo tuono regolato. Il terzo & quarto tuono hauerà a terminare in E la mi primo, doue che ciascun can­ to qual teminara in E la mi, sempre sarà terzo, ouero quarto tuono rego­ lato. Il quinto & sesto tuono hauerà a terminare in F fa ut primo, doue che ciascun canto qual terminara in F fa ut, sempre sarà quinto, ouero se­ sto tuono regolato. Il settimo & ottauo tuono hauera a terminare in G sol re ut primo, doue che ciascun canto qual terminara in G sol re ut, sem­ pre sarà settimo, ouero ottauo tuono regolato.

Della perfettione & imperfettione del primo tuono. Cap. II.

IL primo modo, ouero tuono hauera di ascendere cinque tuoni sesqui­ ottaui, & duoi minori interualli nascenti dalla positione D sol re, insino alla positione D la sol re, che sarà una ottaua chiamata perfetta, cioè tuo­ no perfetto, & mancando alcuna figura, ouero nota dalla parte intensa, cioè che non ascendesse a D la sol re, chiamato sarà tuono imperfetto, co­ me la figura dimostrara la perfettione & imperfettione loro. Anchor ui auertisco che tutti gli tuoni Signori ouero autentici, mai non possono esse­ re fatti imperfetti dalla parte remissa per rispetto del suo fine. Ma li suiu­ gali ouero placati, possono essere fatti imperfetti dalla parte remissa, & anchora dalla parte intensa, per cagione del diatessaron & diapente. Ancho­ ra ui auertisco che da noi sarà posto poche note in dimostrare gli tuoni per essere breue, ma ben possono essere tante quante piace al composito­ re con ragion poste. Hor adunque la imperfettione del tuono non è altro che leuare qualche interuallo del diapente, ouero del diatessaron, ouero a tutti duoi gli speti, & questo si appartiene a tutti li modi, cosi Signori, come suiugali che possono essere fatti imperfetti de tutti duoi gli speti. page 16v LIBRO Anchora haueremo a dimostrare un tuono composto per diapente, oue­ ro per quinta come appare in figura. Hor la sopradetta figura si uede chiaro che tutto quello interuallo è cosi comune al primo, come anchora al secondo tuono dalla positione D sol re, alla positione A la mi re, sarà il primo, & per contrario al secondo dalla positione A la mi re, alla positione D sol re, doue che questo canto debbe essere giudicato per speti minori, come piu chiaro intenderai al suo cap. perche esso canto non gli manca speti minori da essere giudicato. Del secondo tuono, perfetto & imperfetto. IL secondo tuono ha da descendere dalla positione A la mi re primo, alla positione D sol re, & anchora descendere dalla positione D sol re, alla positione A re, che sarà la compositione de cinque tuoni sesquiottaui, & duoi minori semituoni che si troua l'ottana perfetta, & questa composi­ tione sarà chiamata tuono perfetto. Et mancando qualche nota del dia­ pente, ouero del diatessaron, sarà chiamato tuono imperfetto. Et man­ cando qualche nota dalla parte remissa, & anchora dalla parte intensa, sa­ page 17 SECONDO. 17 rà chiamato tuono imperfetto dalla parte intensa & remissa, & cosi a uoi sia manifesto de gli altri tuoni suiugali, parlando sanamente & uederai ogni cosa in figura. Anchora possono essere fatti manco imperfetti, ma per breuità non gli pongo.

Della perfettione & imperfettione del terzo & quarto tuono. Cap. III.

IL terzo tuono perfetto, ha da ascendere dalla positione E la mi gra­ ue, alla positione E la mi acuto, che sarà la compositione de cinque tuo­ ni sesquiottaui, & duoi minori semituoni, la qual compositione sarà chia­ mata ottaua perfetta, ouero tuono perfetto, & mancando alcuna nota sarà chiamato tuono imperfetto, come vederai ogni cosa in figura. page 17v LIBRO Il quarto tuono perfetto ha da descendere dalla positione mi a­ cuto alla positione E la mi graue, & di E la mi, alla positione mi gra­ ue, che verra giusta l'ottaua di cinque tuoni, & duoi minori semituo­ ni, & mancando alcuna nota del diapente, ouero del diatessaron, ouero interuallo alcuno, sarà chiamato tuono imperfetto, come appare in fig. Possono essere gli sopradetti tuoni manco imperfetti, ma per breuità non sono posti, & a voi lascio questo giudicio con l'ingegno vostro di giudicarli manco imperfetti secondo che saranno.

Della perfettione & imperfettione del quinto & sesto tuono. Cap. IIII.

IL quinto tuono perfetto ha da ascendere dalla positione F fa ut pri­ mo alla positione F fa ut secondo, che sarà la compositione di cinque tuo­ ni, & duoi semituoni minori, che sarà vn'ottaua perfetta, & mancando alcuno interuallo sarà chiamato tuono imperfetto, come dimostra la figura. page 18 SECONDO. 18 Il sesto tuono perfetto ha da descendere dalla positione C sol fa ut, alla positione E fa ut primo, & dalla position[e] F fa ut, alla positione C fa ut, che sarà la compositione di cinque tuoni & duoi minori semituoni, & sarà chiamata compositione perfetta, cioè tuono perfetto, & mancan­ do alcuno interuallo, sarà chiamato tuono imperfetto, come di[m]ostra la figura.
page 18vLIBRO

Della perfettione & imperfettione del settimo tuono. Cap. V.

IL settimo tuono perfetto ha da ascendere dalla positione G sol re ut primo, alla positione G sol re ut secondo, che sarà la compositione di cinque tuoni sesquiottaui, & duoi minori semituoni, che sarà chiama­ ta ottaua perfetta, ouero tuono perfetto, & mancando alcuno interual­ lo sarà chiamato tuono imperfetto, come dimostra la figura. L'ottauo tuono perfetto ha da descendere dalla positione D la so re, al­ la positione G sol re ut primo, & dal G sol re ut, alla positione D sol re, che sarà la compositione di cinque tuoni, & duoi minori interualli che verra l'ottaua giusta, & sarà chiamato tuono perfetto, & mancando alcu­ no interuallo, cosi dalla intensa come dalla remissa, sarà chiamato tuo­ no imperfetto, come appare in figura. page 19 SECONDO. 19 Possono anchora essere tutti gli tuoni disopra detti manco imperfet­ ti, come anchora si trouano nelli libri Ecclesiastici, & anchora meno, & non gli ho posti in figura per essere breue. Ma lasciandoui questo giudi­ cio tenendo l'ordine disopra dato, non tanto alli tuoni autentici, oue­ ro Signori, come anchora alli suiugali, & mancando alcuni interualli per essi saranno giudicati. Doue che qualunque tuono non impiera la sua diapason ouero ottaua sarà chiamato tuono imperfetto, pur che esso tuono sia composto almeno d'una quinta ouero quarta, perciò si troua de piu sorte de tuoni. Tuono perfetto regolato. Tuono imperfetto re­ golato. Tuono misto perfetto regolato. Tuono misto imperfetto rego­ lato. Tuono commisto perfetto regolato. Tuono commisto imperfet­ to regolato. Tuono commisto maggiore regolato. Tuono commisto minore regolato. Tuono imperfetto commisto perfetto regolato. Tuo­ no imperfetto commisto imperfetto regolato. Et la quantità del spacio della imperfettione delli tuoni suiugali, non è posta perche lascio que­ sto giudicio a voi, per essere cosa facile.

Della perfettione delli tuoni secondo l'oninione d'alcuni, & massime di Marchetto Padoano, con la risposta da noi data. Cap. VI.

ALCVNI hanno scritto & massime Marchetto Padoano nel tratta­ to suo vndecimo al cap. 2. che la perfettione delli tuoni autentici, & mas­ sime il primo il terzo, & il settimo debbono descendere vno tuono sot­ to alla fine loro, & il quinto tuono vno semituono minore, & non descendendo tali interualli come è detto, saranno imperfetti, doue che Marchetto conclude che anchora gli suiugali debbono ascendere sopra le sue diapenti vno tuono, & alcuna volta vn semituono secondo l'oc­ correnze loro, & mancando di tali interualli cosi gli Signori, ouero gli autentici, come anchora gli suiugali saranno tuoni imperfetti. Doue che Marchetto & altri credono perche il tuono è formato di diapente, page 19v LIBRO & diatessaron, perche il diapente è formato di cinque note, & il diatessa­ ron di quattro che fanno cinque, & quattro noue note, & per questo cre­ dono che gli autentici, & gli suiugali debbono essere formati di noue no­ te, da estremo a estremo come Marchetto ha posto in parole, & anchora in essempio nel suo trattato undecimo al capo secondo, alle quali opinio­ ni io son contrario, & dico che il tuono consiste in diapente & diatessaron, i quali interualli non causano una nona, come è l'opinione loro. Ma ben causano una ottaua come dice Boetio, diapente & diatessaron faciunt diapason cioè ottaua. Se adunque il tuono consiste in diapente & diates­ saron, adunque seguita che il tuono perfetto restara in quantità d'una ottaua, & non d'una nona. Hor conchiudo che il tuono debbe restare di una ottaua, & questo conferma il mio honorato maestro Pietro Aron nel libro chiamato de Institutione harmonica al cap. 26 & anchora al 27. & il simile afferma Giouanni Spadaro nel suo trattato non posto in luce, & il simile afferma Don Franchino nel trattato secondo al cap. 11, nel libro chiamato Angelico & diuino, che il tuono debbe rimanere di una diapa­ son perfetto, cioè una ottaua perfetta.

Dell'autorità delli tuoni autentici ouero Signori. Cap. VII.

HOR al cap. 15. hai hauuto come il primo, terzo, quinto, & settimo tuono, furono i primi instituiti, delche sono piu degni che gli altri. Et pe­ rò debbono hauere qualche dignità, dato che alcuni scrittori non li fan­ no alcuna differenza tra gli tuoni autentici & suiugali, perciò uogliono che gli tuoni chiamati Signori, possano descendere di sotto alle termina­ tioni loro una nota, & gli suiugali ouero placati uoleno che possano ascen­ dere una nota disopra della confinalità delli diapenti delli Signori, alle quali opinioni son contrario, & dico che li tuoni suiugali sono instituiti dalli speti de gli autentici, ben che le speti siano riuolti al contrario, non dimeno uiuono perciò sotto all'ombra de gli autentici. Viuendo adun­ que gli suiugali sotto all'ombra delli primi instituiti, seguita che non deb­ bono hauere dignità equiualente alli primi inuenti. Hor adunque il pri­ mo, il terzo, & settimo tuono possano descendere uno tuono, sotto alla fi­ ne loro, & il quinto tuono puo descendere un semituono minore. Horpos sono descendere essi tuoni autentici di sotto alle fini loro gli spacii diso­ pra detti, ratione dignitatis, senza rispetto alcuno di mistione come in­ tenderai al cap. suo che cosa sarà mistione, & questa dignità è per autori­ tà ecclesiastica, & non per autorità musicale, come afferma il mio honora­ to maestro Pietro Aron per lettere di propria sua mano, mandate al l'au­ reato musico M. Giouan Spadaro Bolognese, & anchora esso autore affer­ ma il detto del mio irrefregabile mastro, & Don Franchino nel trattato secondo al cap. 11. del lib. chiamato Angelico & diuino, anchora lui af­ ferma l'opinione delli sopradetti irrefregabili Maestri. Hor questa digni­ page 20 SECONDO. 20 tà ouero concessione, se intende quando essi tuoni autentici sono per­ fetti, & non essendo perfetti, tal dignità non sarà da noi concessa. Et gli tuoni suiugali non haueranno dignità alcuna di ascendere sopra la con­ finalità delli diapenti di tuoni autentici, ouero Signori, ne tuono sesqui­ ottauo, ne meno semituono minore, per essere soggetti come hai inte­ so. Perche il seguitarebbe che sariano eguali dell'autentici, la qual co­ sa non conuiene che il seruo sia eguale del Signore, perche hauerebbe potesta di rompere la spetie minore del tuono, doue che ne seguitareb­ bono non pochi errori, i quali per essere breue da noi non saranno di­ mostrati, ma con il vostro ingegno ritrouareti ogni cosa. Anchora di­ mostraremo che tale autorità delli autentici, se intende quando non passano di sotto alli fini loro piu di vn solo interuallo, & passando piu di vno interuallo, tal autorità da noi non è concessa, per rispetto di non leuare le speti minori alli suiugali, perche verrebbe alcuna volta di vn semidittono, & alcuna volta vno dittono, doue che gli suiugali resta­ rebbono composti alcuna volta di diapente & semidittono, & alcuna volta di diapente & vn dittono, & alcuna volta di diapente & diatessa­ ron, doue che chiaro si vede che in tre modi si ritrouerebbono gli com­ positioni delli tuoni placati, delche in loro non si ritrouarebbe fermez­ za alcuna. Per tanto conchiudo che l'autorità delli Signori ouero au­ tentici tuoni, egliè concessa quando sono perfetti, & che descendeno di sotto alli fini loro, vno solo interuallo, & passando piu d'uno interual­ lo di sotto alli fini loro, tal autorità da noi non è concessa, & se tal auto­ rità fosse alloro sempre concessa inuano, la compositione delli suiugali di diapente & diatessaron saria stata trouata dalli nostri antichi Musici, & accioche anchora gli tuoni placati ouero suiugali, restino nella for­ tezza loro, cioè nella compositione tale autorità delli autentici, se in­ tende quando sono perfetti, & che essi tuoni passano vn solo interuallo di sotto alli fini loro, & passando piu esso canto di vna nota ouero inter­ uallo, tal autorità a loro da noi non è concessa per rispetto di non leua­ re le speti minori alli collaterali.

Che cosa sia mistione & della sua diuisione. Cap. VIII.

HOR hai visto in figura gli tuoni perfetti & imperfetti; con l'autori­ tà loro de gl'autentici, hora in questo cap. hauemo a dichiarare che co­ sa sia Mistione. La mistione non è altro che gl'autentici, participano de li diatessaron delli suiugali, & per contrario gli placati pigliano del dia­ tessaron delli suoi Signori, & in questo modo sono accompagnati. Il pri­ mo con il secondo. Il terzo con il quarto. Il quinto con il sesto. Il settimo con l'ottauo. Hor adunque la Mistione sarà diuisa in due parti, cioè per­ fetta & imperfetta, & in questo cap. dimostraremo quella imperfetta, con la perfettione delli tuoni, come dimostraranno le figure per ordine. page 20v LIBRO page 21 SECONDO. 21 Espediti gli tuoni perfetti con la mistione imperfetta. Hora dicoui che gli tuoni autentici di sopra mostrati possono essere manco imperfetti, ma non sono posti in figura per essere breue, delche con il vostro inge­ gno giudicareti secondo l'occorrenze loro tenendo l'ordine dato di so­ pra. Ma i tuoni placati non possono essere manco imperfetti, stando gli autentici nella perfettione loro come hauemo detto & dimostrato nel presente capitolo.

Delli tuoni imperfetti con la mistione imperfetta. Cap. IX.

page 21v LIBRO page 22 SECONDO. 22 Hor auisoui che tanto uuol dire Signore in questo luogo, come a dire autentico, parlando di tutti gli tuoni autentici, & dicoui anchora che gli tuoni disopra mostrati possono essere manco imperfetti, & dimostra­ ti anchora per altro modo, ma per essere breue non sono posti, ma con il uostro ingegno ne farete giuditio secondo le dimostrationi loro che trouarete.

Della mistione perfetta con gli tuoni perfetti, & delle posi­ tioni ò stanze ouero corde, che fanno giudicare i tuoni. Cap. X.

LA mistione perfetta non è altro che un canto, il qual sia autentico & placato perfetti, doue è necessario che uno di loro tenga il principa­ to, & di quì nasce la mistione perfetta, per rispetto della perfettione lo­ ro, & in un'altro capitolo la dimostraremo per un'altro modo. Hor a­ dunque come è detto, è necessaria cosa che uno di loro tenga il princi­ pato, altramente saria confusione. Hora terminaremo una regola, che di tal canto ne farai giudicio determinato. Hor haueti hauuto che gli interualli delle diapenti sono communi alli autentici, & alli suiugali, & intra loro gli è la differenza nel diatessaron, doue che gli tuoni primi instituiti hanno la diatessaron dalla parte intensa del diapente, & gli suiugali hanno la diatessaron dalla parte remissa del diapente. Bisogna adunque diuidere il diapente in due parti, & quella posi­ tione che è in mezzo del diapente, sarà quella che diuiderà esso inter­ uallo, doue che uiene a essere due note dalla parte intensa dalla positione page 22v LIBRO che diuide il diapente, & il simile sarà due note dalla parte remissa della positione che diuide il diapente. Et tutte quelle note che si trouaranno dalla parte intensa della positione, ouero corda che diuide il diapente, pretendeno alli tuoni autentici ouero Signori. Et tutte quelle note che si trouaranno dalla parte remissa della corda ouero positione, che diui­ de il diapente, pretendeno alli tuoni placati ouero suiugali. Hor adun­ que la corda ouero positione del primo & secondo, sarà F fa ut primo, la corda del terzo & quarto tuono, sarà G sol re ut primo, la corda oue­ ro positione del quinto & sesto tuono, sarà A la mi re primo, la posi­ tione ouero corda del settimo & ottauo tuono, sarà mi acuto. Hor adunque trouando vn canto qual sia autentico & placato perfetti, bisogna numerare tutte le note della parte intensa della corda, dapoi hauereti a numerare tutte quelle note che sono di sotto della corda, ve­ dereti quali sono più in quantità, & se piu saranno quelle intense, sarà chiamato primo ò terzo ò quinto ouero settimo, secondo che saranno con la mistione perfetta, & se piu saranno quelle della parte remissa del­ la stanza, sarà chiamato secondo ò quarto ò sesto ouero ottauo secon­ do che saranno, con la mistione perfetta con il suo autentico. Et se le no­ te ouero figure che sono state numerate, cosi dalla parte intensa come dalla parte remissa della corda fossero eguali di numero, conuien l'ho­ nore alli primi istituiti ouero Signori, per essere piu degni. Et vi auerti­ sco che mai non hauereti a numerare le note che sono nelle corde oue­ ro stanze per applicarli a gl'autentici ne meno alli suiugali, ma restano come cosa innumerabile per essere stanze, quale diuideno li interualli delli diapenti. Hor questa opinione della corda a me non piace, come vederai al suo cap. Ma ne ho detto per recitare alcuni Scrittori, & a com­ placenza d'alcuni amici, nondimeno a me non piace per essere regola ge­ nerale, doue che interuiene errori assai. Hor la sopradetta figura chiaro si vede essere primo & secondo tuono perfetti, è cosa conueniente che sia vn capo, la corda sua sarà quella che darà giudicio di tal canto che tuono sarà, perche numerando le note ouero neume, vederete di qual parte della ccrda sarà la maggior quan­ tità, & se maggior quantità sarà dalla parte intensa, che della remissa per la ragione di sopra detta sarà giudicato primo tuono perfetto, con page 23 SECONDO. 23 la mistione perfetta con il suo suiugale, & il simile sarà della presente fi­ gura tenendo tal ordine della corda, come vi ho detto. Hor chiaro si vede essere la figura disopra detta, primo & secondo tuo­ no perfetti, è cosa conueneuole che sia vn capo. Bisogna adunque che per corda sia giudicato esso canto, numerando la quantità dalla parte intensa della corda & remissa, sarà giudicato primo suiugale, perche si vede chiaro essere maggior quantità della parte remissa, & misto con il primo autentico, & cosi procederai con tal ordine nelli altri tuoni ser­ uando l'ordine dato di sopra, con le corde dimostrate alli luogi loro co­ me haueti visto. Cosi anchora non essendo tali tuoni perfetti che man­ cassero egualmente de figure del diatessaron, cosi dalla parte intensa, & remissa per la corda saranno giudicati essi tuoni, & questa è l'opinione di alcuni scrittori. La qual cosa non mi piace per essere regola generale, & anchora perche leua la libertà alli speti, & vederai ogni cosa in figura per ordine per tua satisfattione, de tutti i tuoni perfetti misti, che per la corda saranno giudicati. page 23v LIBRO Dicoui lettori miei benigni che le sopradette dimostrationi delli tuo­ ni debbono essere giudicati per le stanze loro, per essere perfetti ambi duoi tuoni per ogni dimostratione, come nelli essempi si vede. Et il si­ mile sarà delli tuoni imperfetti che mancassero egualmente di note, di ascenso & discenso della perfettione loro, debbono essere giudicati per corda loro.

Per cortesia diremo contra la particola disopra detta, qual dice di conoscere i tuoni per la positione ouero corda. Cap. XI.

DICO che alcuni autori hanno scritto che quando vn canto haue­ rà la perfettione sua, cioè che 'l sia autentico e placato perfetti, ouero siano imperfetti eguali di note ambi duoi tuoni, che si debbe giudica­ re il canto per la corda, alle quali opinioni son contrario & dico, che in questo gli scrittori hanno male considerato, perche essi positioni, ouero corde non diuidono il diapente egualmente de interualli come chiaro si puo vedere, perche hora si troua il dittono dalla parte remis­ sa della corda. Hora dalla parte intensa per essere formato il diapente de tre tuoni, & d'vn minor semituono, che resta diuiso per vn dittono & vn semidittono. Adunque essendo alcuna volta il dittono dalla par­ page 24 SECONDO. 24 te intensa, & alcuna volta dalla parte remissa, & il simile sarà del semi­ dittono, seguitarà che il diapente non si puo diuidere egualmente, a­ dunque gli scrittori hanno male considerato. Ma se il diapente si po­ tesse diuidere egualmente de interualli, & che gli diatessaron sempre mancassero egualmente de interualli, le corde potrebbono meglio pas­ sare, delche giustamente si potria annouerare tutte le figure che fosse­ ro dalla parte intensa della corda, & il simile dalla parte remissa, senza far torto a nessuno delli tuoni. Ma stando cosi come alcuni scrittori hanno terminato, alcuna volta sarà fatto torto a gl'autentici, & alcu­ na volta alli placati, doue che mai nessuno di loro restaranno conten­ ti. Era adunque necessario che gli predetti scrittori trouassero altro modo di conoscere gli tuoni che per la via delle corde, perche non di­ uideno il diapente egualmente, come chiaramente si puo vedere, & questo è stato male considerato, per hauere terminato vna regola ge­ nerale, la qual cosa non conuiene alla Scola musicale. Ma egliera ben di mettere vna regola particolare, che meglio saria riuscita. Ma per hauerla posta generale è stato grande errore come intendereti mag­ giormente nel capitolo seguente.

Risolutione del cap. sopradetto, & in che modo doueuano fare gli scrittori, & per le speti debbono essere giudi­ cati i canti. Cap. XII.

HORA hauendo dimostrato nel capitolo sopradetto, che non è co­ sa conueniente ne ragioneuole a conoscere i tuoni per via della corda, perche il diapente non si puo diuidere egualmente de interuallo, & il diatessaron non puo sempre mancare egualmente. Et se gli scrittori vo­ leuano mettere tal regola, doueuano fare almeno che le speti hauessero luogo, perche la Scola musicale accetta le speti, & volendo dare luo­ go alle corde seguitaria che sariano da manco le spetie che le corde, la qual cosa non conuiene alla Scola musicale, perche le corde non cau­ sano gli tuoni, ma si ben le speti, & se le speti non fossero meno sariano gli tuoni variati. Ma saria vno infilciare note, & sempre gli modi saria­ no vna cosa istessa, eccettuando la terminatione loro, doue è necessa­ rio che le speti habbiano luogo piu che le corde. Era adunque necessa­ rio alli scrittori di porre vna regola particolare, volendo tenere quel­ la opinione della corda, & dire in questo modo. Sarà vn canto il quale verra autentico & placato, siano poi perfetti ouero imperfetti che man­ cassero egualmente di ascensa & discensa, non hauendo dentro speti di diapente ne di diatessaron destinte, pertinenti al tuono ne dittoni, qua­ le è la maggior parte del diapente. Vogliamo che esso canto per corda sia giudicato. Hor questa opinione poteua passare, ma hauendo termi­ page 24v LIBRO nato la regola uniuersale ha priuato della sua potenza le speti. Delche me perdonaranno gli scrittori che in questo hanno male considerato. Hor adunque sarà un canto il quale hauerà dentro delle speti del diapen­ te pertinenti al tuono, dico che per essi speti debbe essere giudicato, & non per corda, & se esse spetie non si ritrouaranno in quel canto. Riguar­ da quelle delli diatessaron pertinenti al tuono, che per esse debbe essere giudicato. Et se essi speti mancaranno per i dittoni di quel tuono debbe essere giudicato, & questi tali canti che per i dittoni saranno giudicati, occorreranno non poche uolte nell'antiphone, & alcuna uolta in altri can­ ti secondo l'occorrenze loro. Hor nella antiphona Euge serue bone, del Be­ nedictus ratione discensionis, è secondo tuono, nondimeno è giudicato primo tuono, per rispetto del dittono qual dice, fa la, & fa sol la. Hor adun­ que seguita che per le speti minori, quali sono la maggior parte del dia­ pente diuiso in due parti si conosce li tuoni. Hor concludo che non tan­ to si conosce i tuoni per li diapenti, & per i diatessaron, come anchora per gli dittoni come appare nella antiphona Euge serue bone, disopra detta, doue che hanno tanta forza questi interualli delli dittoni nelli modi im­ perfetti, che de placati gli conuertiscono in autentici. Anchor nell'anti­ phona Hec est uirgo sapiens, & una de numero prudentum delle uirgine, per cagione della discensa sua è secondo tuono imperfetto, nondimeno è giudicato primo tuono, per cagione del dittono qual dice fa sol la. Il simile sarà dell'antiphona chiamata Veni electa mea, del Comune delle Virgine, è secondo tuono per cagione della discensa sua, nondimeno è primo tuono per cagione di quel dittono, qual dice fa sol la, & molte al­ tre antiphone si trouaranno nelli ecclesiastici libri, non tanto alla somi­ glianza delle sopradette antiphone, & anchora de maggior interuallo, da estremo a estremo, non tanto in antiphone come anchor in altri pro­ cessi d'altri canti, & a uoi lascioui questo giudicio, tenendo l'ordine da­ to disopra, cioè mancando gli speti maggiori & minori, che per dittoni debbono essere giudicati, quando regnaranno essi dittoni in un canto. Hor concludo che per speti maggiori & minori, & dittoni si conosce i tuoni, se adunque per essi speti si conosce li tuoni, seguita che in uano è stato trouato la corda per regola generale, perche si priuano gli speti de l'autorità loro, la qual cosa da noi non si conciede.

D'alcuni che uolesse tenere l'opinione di giudicare i tuoni per stanza ouero corda. Cap. XIII.

HOR nel cap. sopradetto habbiamo dimostrato che dalli scrittori è stato male considerato a terminare una regola generale a giudicare i tuo­ no [[per]] uia delle corde, perche il seguitarebbe che il fariano da manco le speti che le corde, la qual cosa non è poco erronea. Hor adunque quando si tro­ uara un canto, il qual sia autentico & placato perfetti, il quale non gli sarà page 25 SECONDO. 25 dentro speti de diapente, ouero diatessaron pertinenti al tuono, ouero che non regnasse il dittono di quel tuono, che viene a essere la maggior parte del diapente di esso canto. Dico che da noi per il mancamento de le speti, sarà concessa la corda per giudicare esso canto come dimostra la figura. Hora chiaro si vede che la figuratione disopra mostrata, è primo & secon­ do tuono [[per]]fetti, & non si ritrouano speti de diapenti, ne manco de diatessa­ ron, ne manco de dittoni, che [[per]] essi interualli potesse essere giudicato il tuono, doue per il mancamento de essi speti, da noi è concessa la corda per giudicare il tuono, il quale si vedera essere secondo tuono misto con il suo autentico, & il simile giudicio farai delli altri tuoni, tenendo l'ordine dato disopra. Hor anchora sarà vn canto il quale verra autentico & su­ iugale imperfetti, & mancaranno vna ouero due note d'andare alla per­ fettione loro. Dico che esso canto non hauendo dentro spetie distinti, che per esse potesse essere giudicato, che per la corda debbe essere giudi­ cato esso tuono come dimostra la figura, auegna sarà posto poche figu­ re, nondimeno possono essere de manco & anchor di piu, perche ogni poco di essempio vi sarà per ammaestramento, non tanto in questo ca­ pitolo, come anchor per tutta l'opera, & cosi a voi sia manifesto. Hora chiaro si vede che la prima figura disopra mostrata, è secondo tuono imperfetto, & la seconda figura dimostra essere il primo tuono, [[per]] cagione delle corde loro che nella prima figura ritrouansi piu neume da la parte remissa della corda ouero stanza, & nella seconda figura ritro­ uansi piu neume dalla parte intensa della stanza. Ma vi auertisco che la figura seconda non puo essere manco imperfetta, perche la verrebbe in quinta, & in questo cap. non habbiamo parlato di tale materia, ma nel page 25v LIBRO suo capitolo diremo quel che il Signor Iddio me farà participeuole. Anchor vi auertisco auegna ch'io vi ho dimostrato che dalli scrittori, furono male considerato la inuentione delle corde, perche le speti vie­ ne a essere priuati dell'autorità loro, nondimeno lascioui in libertà di te­ nere l'opinione qual vi piace, saluo che vogliamo sopra tutte le ragioni che le due spetie maggiori habbiano luogo, in tutte le cantilene & gli dittoni nell'antiphone, quando per speti maggiori non si potrà giudica­ re il tuono, & se tutte le spetie mancaranno per stanza, debbe essere giu­ dicato il tuono.

D'alcuni canti, i quali mentre che siano imperfetti dalla parte remissa & intensa eguali de figure del diatessaron, non sempre si debbe giudicare il tuono per stanza. Cap. XIIII.

SONO alcuni canti che saranno autentici & suiugali, ma essi tuoni mancaranno del diatessaron vna nota ouero due, cosi dalla parte remis­ sa come dalla intensa, anchor che non gli sia dentro speti del tuono, non per questo si debbe giudicare il tuono per corda, anzi si debbe hauere alcuni rispetti, i quali conoscereti per ordine. Hor del primo & secon­ do tuono, non diremo cosa alcuna perche mancano egualmente de in­ terualli. Ma il terzo & quarto tuono possono mancare egualmente de figure & non gia de interualli, ouero spaci come dimostra la figura. Nello sopra notato canto, chiaramente si vede essere terzo & quarto im­ perfetti d'vna figura, per andare alla perfettione loro, nondimeno in questo non si debbe guardare alla corda, & di quì nasce vn rispetto, qual bisogna vedere che spacio manca a perficere essi tuoni. Hor dico che a perficere il terzo tuono manca vn tuono sesquiottauo, & a perficere il quarto, manca vn semituono minore. Adunque in questo luogo non è cosa conueniente a giudicare il tuono per corda, auegna che essi man­ cano d'vna nota alla perfettione loro. Ma douemo guardare qual spa­ cio manca piu, & manco a perficere essi tuoni. Hor adunque manca piu interuallo a perficere il terzo tuono, seguitara che nel sopra notato es­ sempio sarà giudicato quarto tuono, perche il manca meno de cinque comme del terzo. Adunque sarà cosa frustatoria a giudicare sempre i tuoni per corda. Ma alcuna volta per spacio, & alcuna volta per stanza, come hauemo dimostrato di sopra. page 26 SECONDO. 26 Et il simile sarà giudicato per spacio ouero interuallo, la presente figu­ ratione, come appare. Hor chiaro si vede nella figura sopradetta, gli manca due note alla per­ fettione loro per essere terzo & quarto. Adunque a perficere il terzo tuono gli manca duoi tuoni, & a perficere il quarto tuono gli manca vn semidittono. Adunque mancando maggior quantità d'interuallo al ter­ zo tuono, seguitara che sarà quarto tuono giudicato, non per numeri della stanza, ma per il spacio ouero interuallo che gli manca. Anchor si trouara vn canto quale terminara in F fa ut, & mancaranno della perfet­ tione loro ambi duoi tuoni d'vna figura ouero due. Dico che questo can­ to debbe essere giudicato per la quantità del spacio, & non per corda, come appare in figura. Hora si vede che il tuono autentico manca vno semituono minore del­ la perfettione sua, & il suiugale manca vno tuono sesquiottauo. Adun­ que mancando maggior quantità del spacio al tuono suiugale, seguita­ rà che la sopradetta figura sarà quinto tuono, & ritrouando alcuni can­ ti che fossero eguali d'interualli, per corda saranno giudicati, & tale in­ telligenza se intende, quando per spetie non si potessero giudicare essi tuoni. Anchora si trouaranno alcuni canti che per spacii non saranno giu­ dicati, ne manco per corda, hor questi tali saranno sottoposti all'intelli­ genza ecclesiastica, come si vede in alcune antiphone, le quali auanti la prima pausa non ascende alla quintà, che d'autentico restarà placato come nell'antiphona di santo Lorenzo al secondo vespero quale si tro­ ua essere settimo tuono, per cagione de quelli duoi diapenti congiunti, nondimeno la chiesa non ha voluto priuarsi dell'autorità sua, che di setti­ mo douerebbe essere secondo l'ordine musicale, ritrouasi ottauo, & in molti altri modi, i quali non dico per breuità, & piu diffusamente inten­ dereti al suo cap. dell'autorità delli diapenti congiunti. Anchora sarà giudicato per interuallo, ouero spacio la presente figura, come appare. page 26v LIBRO Hora si vede che la sopradetta figura gli manca vno semidittono alla perfettione del quinto tuono, & alla perfettione del sesto gli manca vn dittono, seguitarà che sarà quinto tuono, nondimeno chi volesse giudi­ care per corda, & non hauere rispetto al spacio restarebbe sesto, & non quinto, la qual cosa da noi non è concessa.

D'alcuni canti, i quali sono composti d'una quinta di estremo a estremo. Cap. XV.

GLI tuoni, i quali sono composti per diapente ouero quinta. Dico che saranno giudicati alcuna volta per spaci, & alcuna volta per speti. Adunque sarà vn tuono, il qual terminara nella positione D sol re, cer­ to sarà primo ouero secondo tuono, & tal spacio è commune cosi al pri­ mo quanto al secondo da estremo a estremo, perciò è cosa necessaria che in esso canto gli sia vn capo. Hor vi dico che tutti gli tuoni compo­ sti per diapente, non possono essere giudicati per corda per vedere la quantità loro delle neume. Adunque per spaci ouero speti saranno giu­ dicati, hor per il spacio se dira alcuna cosa. Sarà vn canto il qual termi­ nara nella positione D sol re. Dico non hauendo questo canto vno dia­ pente che dica la re, ouero mediato imperfetto ouero perfetto, & vno diatessaron incomposito qual dica sol re. Hor dico che esso canto sarà primo tuono, perche hauera maggior spacio disopra della corda, qual sarà la compositione d'un dittono, & dalla parte remissa della cor­ da gli è vn semidittono, piu oltra dico che denominatio fit a nobiliori. Hor alcuni potriano marauigliarsi, con dire ch'io ho detto che mai non si debbe accettare la corda incomputatione delle figure, ma sono pi­ gliate le note delle corde come termini de gl'interualli, & il simile sono le corde per fare conoscere i tuoni & gl'interualli, & cosi intendereti di tutte le corde. Hor vederai la figura quale sarà primo tuono, per cagio­ ne del maggiore interuallo che ha sopra della corda, come appare. Et per contrario si trouara nel canto vn diapente & vn diatessaron, qua­ li appartiene al secondo tuono. Dico che in questo non occorre a giudi­ care per interuallo, ma per spetie, doue si conclude che non sempre per interuallo maggiore si debbe giudicare il tuono, ma per le speti. Ancor concediamo che la sola spetie del diapente sodisfara a peruertire il tuo­ no, & cosi a voi sia manifesto in tutti gli tuoni, hauendo le spetie perti­ nenti alli tuoni, per essi debbono essere giudicati. page 27 SECONDO. 27 Auenga che la diatessaron non sia al propio luogo della compositione sua, nondimeno ogni uolta che si trouara la diatessaron sol re, nell'inter­ uallo pertinente al tuono placato, sempre sarà al seruitio di esso suiugale, & per contrario re sol, al seruitio del primo modo. Et cosi sarà il simile mi la, al terzo tuono, & la mi, al quarto tuono, & al quinto tuono, ut fa, & al sesto fa ut, & al settimo tuono re sol, & sol re all'ottauo tuono, & uedereti ogni cosa in figuratione. page 27v LIBRO Hor se nelle sopradette figurationi hauesse pochi neume, alla tua discre­ tione sodisfara due speti de diatessaron senza la diapente, & il simile vno diapente solo.

De tutti gli canti che saranno composti per quarta ouero diatessaron. Cap. XVI.

ALCVNI dicono che un canto, il quale sarà composto per quarta ouero diatessaron da estremo a estremo, che esso canto non sarà chiama­ to tuono. Io rispondo che non poco fuggono la uerità della Scola musi­ cale, perche un canto il quale sarà composto d'una quarta debbe essere chiamato tuono, per cagione che egli è composto d'una spetie quale si compongono il tuono. Hor adunque hauendo una delle duoi le quali si compongono il tuono, seguitara che esso canto debbe essere chiamato tuono. Anchora auertiscoui che tutti i tuoni, composti per quarta senza speti saranno chiamati suiugali, & ui saranno posto due figure in essem­ pio, come appare. Dimostratione del primo tuono per cagione delle due diatessaron, qua­ li dicono re sol, & tale intelligenza solamente è atta a uno concento di pochi neume, & non in maggiori cantilene, come Introiti, Graduali, Of­ fertori & simili. Et cosi con tal ordine dato di sopra procederai con altri tuoni.

Della compositione del dittono, & anchora del semidittouo. Cap. XVII.

IL canto quale sarà composto di duoi tuoni perfetti, cadenti nella page 28 SECONDO. 28 sesquiottaua proportione, & il simile d'un semidittono, quali interualli dimostrano per se soli, terza maggiore & minore. Hor questi canti che saranno composti dell'interualli per se soli disopra detti. Dico che non possono essere chiamati tuoni, perche non hanno la compositione d'una delle tre che compongono il tuono. Hor per la priuatione loro, saranno chiamati questi canti composti per dittono, ouero semidittono. Buona Suonorità, & questo conferma il mio irrefregabile maestro Pietro Aron nel primo lib. de Institutione harmonica, al cap. 30.

Della commistione maggiore imperfetta. Cap. XVIII.

NEL cap. 14. del primo libro habbiamo dimostrato del diapente ouero quinta, & la quantità delle speti di esso interuallo. Hor adunque ogni uolta che si trouara nel monacordo re la, per quinta incomposito ouero mediato imperfetto ouero perfetto, sempre sarà interuallo perti­ nente al primo tuono, & per contrario la re, sarà interuallo pertinente al secondo tuono. Anchor trouando mi mi, per quinta dalla positione E la mi, al mi, di b fa mi, incomposito ouero mediato imperfet­ to ouer perfetto, sempre sarà interuallo pertinente al ter­ zo tuono, & per contrario mi mi, dalla positione mi, di b fa mi, al­ la positione E la mi, sarà interuallo pertinente al quarto tuono. An­ chora trouando fa fa per quinta, dalla positione F fa ut, alla positione C sol fa ut, incomposito ouero mediato imperfetto ouero perfetto, sem­ pre sarà interuallo pertinente al quinto tuono, & per contrario sarà in­ teruallo pertinente al sesto tuono, & cosi il simile nell'ottaue sue. Cosi anchora trouando nel Monacordo, ut sol per quinta, incomposito oue­ ro mediato imperfetto ouero perfetto, sempre sarà interuallo pertinen­ te al settimo tuono, & per contrario sempre sarà interuallo pertinente all'ottauo tuono. Hor adunque la commistione maggiore imperfetta, non è altro che interuallo di duoi diapenti d'una spetie istessa, da estre­ mo a estremo posti in un canto non pertinente a quel tuono, & uedereti ogni cosa in figura, auegna che saranno poste pochi neume per ogni es­ sempio per manco fastidio del stampatore. Et daremo principio al pri­ mo modo ouero tuono. page 28v LIBRO Hor la sopradetta figura puo essere imperfetta, & anchor essere commi­ sta, & esso tuono uerra misto, come al suo cap. è dichiarato. page 29 SECONDO. 29 Hor lettore mio benigno vi auertisco che li sopradetti interualli che di­ mostrano la commistione, possono essere incompositi perfetti, & anchor mediati imperfetti, & mediati perfetti, & anchor possono essere vna in­ composita perfetta, & l'altra composita perfetta, ouero composita imper­ fetta, perche siano duoi interualli pertinenti a vno fine, siano poi come si vogliano di questo non piglio cura, nondimeno a me piace piu essere tutti duoi le speti incomposite perfette. Perciò siano poi come si voglia­ no ogni cosa è bona, & cosi a voi sia manifesto de tutti li speti, cosi mag­ giore come minore, che dimostrano & dimostraranno la commistione. page 29v LIBRO page 30 SECONDO. 30 Hor lettore mio benigno per gli quattro figurationi disopra mostrati. Auegna che tutti le duoi speti delli diapenti, non siano in vn luogo istes­ so, nondimeno sono interualli pertinenti al primo & al secondo tuono. Dato che siano variati le sedie loro, non per questo seguita che siano va­ riati le speti loro, anzi sono eguali di nome & de compositione di estre­ mo a estremo, & essi interualli pretendeno a vn solo fine, & altri ragioni si lasciano per essere breue. Et de simile giuditio farai di ciascun tuono, trouando in vn canto duoi spetie d'vna compositione istessa, non perti­ nenti al tuono in vari sedie sempre dimostraranno la commistione im­ perfetta, ouero facendo vn canto sarai in liberta di porre i duoi diapen­ ti per vari sedie, cosi de gl'autentici quanto delli suiugali, & vi saranno li sopradetti figurationi ammaestramento d'altri tuoni quali per breuità non sono posti, che con l'ingegno vostro ne fareti giuditio tenendo l'or­ dine dato disopra. page 30v LIBRO page 31 SECONDO. 31 page 31v LIBRO page 32 SECONDO. 32 page 32v LIBRO

Delli tuoni misti con la commistione maggiore imperfetta. Cap. XIX.

HORA nel cap. disopra detto habbiamo dimostrato, i tuoni com­ misti per se soli, & anchora con l'autorità sua, & in questo habbiamo a dimostrare i tuoni misti & commisti. Hor adunque il tuono misto & commisto, non è altro che participare del diatessaron con il suo com­ pagno sia poi placato ouero Signore, & hauere duoi diapenti in esso can­ to d'vna compositione istessa, i quali interualli non appartengono al tuo­ no, & vedereti quasi ogni cosa in figura. Che di ciascun tuono perfetto, ouero imperfetto, ne potreti fare giudicio tenendo l'ordine dato diso­ pra, non tanto di giudicare come anchor volendo fare alcun canto, ha­ uereti il modo di seguire l'intento vostro, & sarà chiamata commistio­ ne maggiore imperfetta, & per essere breue si lasciera di porre la mistio­ ne imperfetta, che con il vostro ingegno ne potreti fare giuditio, man­ cando alcuno interuallo del diatessaron, come è detto disopra. page 33 SECONDO. 33 Anchora puo essere misto imperfetto, & essere commisto con il sesto per cagione del suo diapente. Anchora puo essere misto imperfetto, & essere commisto con il settimo, per cagione del suo diapente. Anchora puo essere misto imperfetto, & essere commisto con il settimo, per cagione del suo diapente. Et riuolgendo per contrario le sopra det­ te speti quali commettono la commistione maggiore con il settimo, verranno commisti con l'ottauo, & in figura non sono posti per essere breue. Et il simile nascera la commistione dalla positione D sol re, alla positione A la mi re, & riuoltando [[per]] contrario le spetie, verra commisto con il secondo. Anchora puo essere misto imperfetto, & essere commisto con il primo. page 33v LIBRO Et mettendo al contrario le speti, verra commisto con il sesto. Anchora puo essere misto imp. & essere commisto con il quinto, & sesto. Anchora puo essere misto imperfetto, & essere commisto con il settimo. Et riuolgendo per contrario gli speti verra commisto con l'ottauo. Et il simile nascera la commistione con il settimo, da C fa ut, al G sol re ut, & [[per]] contrario con l'ottauo. Et il simile sarebbono gli commistioni con li sopradetti tuoni, quando le figurationi fossero quarti tuoni, tenendo il stile per contrario sanamente scriuendo, & non sono posti in figura per essere breue. Anchora puo essere misto imperfetto, & essere commisto con il primo. Et il simile nascera la commist. dalla po. D sol re, alla po. A la mi re primo. Et riuolgendo le speti per contrario verra commisto con il secondo T. Anchora puo essere misto imperfetto, & essere commisto con il terzo. Et riuolgendo per contrario le speti verra commisto con il quarto T. page 34 SECONDO. 34 Et il simile nascera la commistione, dal C fa ut, alla positione G sol re ut primo. Et per contrario verra commisto con l'ottauo tuono. Anchora puo essere misto imperfetto, & essere commisto con il settimo. Ma essendo la mistione imperfetta verra a mancare la commistione dal C. al G. per il settimo, & per contrario all'ottauo. Et il simile nascera la commist. dalla posi. D sol re, alla posi. D sol re ut pri. Et riuolgendo le speti per contrario verra commisto con il secondo T. Anchora puo essere misto imperfetto, & essere commisto con il primo. Ma essendo la mistione imperfetta verra a mancare la commistione, dal D sol re, alla po. A la mi re pri. per il primo, & per contrario al secondo. Et riuolgendo le speti per contrario uerra commisto con il quarto T. Anchora puo essere misto imperfetto, & essere commisto con il terzo. page 34v LIBRO Et le speti per contrario verra commisto con il sesto tuono. Anchora puo essere misto imperfetto, & essere commisto con il quinto. Hor sequitara gli ambi duoi tuoni imperfetti con la commistione im­ perfetta, auegna che tutte le figurationi non saranno posti per essere bre­ ue, nondimeno l'ingegno vostro satisfara alla mia mano breue. Et per contrario le speti sopradetti, verranno commisti con il quarto. page 35 SECONDO. 35 Et per contrario le sopradette speti verranno commisti con l'ottauo. Et per contrario le speti sopradetti verranno commisti con il quarto. Et riuolgendo per contrario le sopradette speti, verranno commisti con il sesto. Et molte altri figurationi sono lasciati di porre per essere breue, che con l'ingegno vostro trouereti ogni cosa, pur che infra gl'estremi delli canti siano misti perfetti ouero imperfetti, trouando le speti mag­ giori delli tuoni autentici ouero Signori, & il simili delle collaterali oue­ ro placati ne fareti giuditio. Hora vedereti alquante figurationi delli tuoni suiugali misti & commisti. page 35v LIBRO Et riuolgendo per contrario le spetie, verranno commisti con il quarto. Et riuolgendo per contrario le speti, verranno commisti con il secondo. page 36 SECONDO. 36 Et riuolgendo per contrario le spetie, verranno commisti con l'ottauo. Et riuolgendo per contrario le spetie, verranno commisti con il sesto. Et in molti altri modi sarebbono posti molte figurationi. Ma per essere breue si lasciano, delche con il vostro ingegno son certo che fareti & tro­ uareti ogni cosa, hauendo riguardo & memoria delli cap. passati. Anchora auisoui come ciascun tuono sia misto perfetto ò imperferto, ouero che tutti duoi i tuoni siano imperfetti, possono essere in loro la commistione maggiore [[i-m]]perfetta, che da estremo a estremo del canto puo nascere la commistione secondo che saranno le sedie loro, non tanto potrete giudicare come anchora fare tenendo l'ordine dato disopra. Et ho la­ sciato di porre ogni cosa [[i-n]] figuratione per essere breue, perche nel cap. disopra detto tanto è posto ogni cosa per ordine della commistione che senza porre altro, ciascuno potra fare & giudicare. Doue concludo che tra i tuoni del cap. disopra detti, & di questo non gli è altra differenza che la mistione, sia poi perfetta ouero imperfetta, cosi ne gl'autentici quanto nelli suiugali, & alcuna volta la imperfettione d'vn tuono solo, & anchora i duoi tuoni, cioè del placato & dell'autentico, & fareti giu­ ditio secondo che si trouaranno, & queste poche figurationi vi saranno per ammaestramento de tutti gli tuoni.
page 36vLIBRO

Del tuono commisto con tutti i Signori tuoni. Cap. XX.

ANCHOR sarà vn canto il quale hauera dentro tre spetie de diapen­ ti differenti di nome & di compositione non pertinenti al tuono, & cia­ scuna spetie sarà duplicata, siano poi come vogliono. Dico che sarà commisto con tutti i tuoni Signori, & questa figura vi sarà per ammae­ stramento. Auegna ch'io habbia posto le speti delle diapenti per vari soggetti, non­ dimeno possono essere poste seguentemente d'vn'istessa compositione. Et riuolgendo le speti per contrario uerra commisto con gli suiugali, ouero collaterali. Anchora puo essere commisto con i suiugali, & anchor con gl'autentici in parte & in vari modi, & vi sarà mostrato vna sola figura per ammae­ stramento, come appare. Anchor puo essere commisto con tutti i tuoni, cosi autentici quanto col­ laterali, & vi sarà dimostrato vna figura per ammaestramento, delche trouando potrete giudicare, & volendo fare hauereti il modo di esse­ quire l'intento vostro, & sareti in libertà di porre le speti a vostro com­ modo, & le parole voleno la parte sua, cioè non porre sotto alla sillaba ouero vocale vna nota differente, perche si verrebbe a commettere di­ stonanza, la qual cosa non è da noi concessa. page 37 SECONDO. 37 Et il simile sarà del settimo dal C fa ut, al G sol re ut, & per contrario all'ottauo.

Che cosa sia commistione minore imperfetta. Cap. XXI.

LA commistione minore imperfetta, non è altro che porre tre volte in vn canto vn diatessaron minore, d'vna compositione istessa non perti­ nente al tuono. Sia poi perfetto ò imperfetto, misto perfetto ò misto imperfetto, pur che si troui essa spetie nell'interuallo del tuono, cioè da estremo a estremo del canto, sia poi sempre esso diatessaron, per vna sola sedia ouero per vari sedie. Et auertiscoui che ciascuna volta si trouara questo diatessaron re sol, ouero composito perfetto ò imperfetto, sem­ pre sarà al seruitio del primo tuono, nascente dalla positione A la mi re primo, alla positione D la sol re, & il simile nell'ottaue sue, & anchor dal­ la positione D sol re, alla positione G sol re ut primo, ma non gia sempre come al cap. seguente intendereti, cosi anchor trouando nel canto, oue­ ro nella mano questo diatessaron mi fa sol la, ouero incomposito, sem­ pre sarà al seruitio del terzo T. & per contrario la sol fa mi, ouero incom­ posito la mi, sarà al seruitio sempre del quarto tuono, & il simile che es­ so fosse mediato imperfetto. Anchor trouando questo diatessaron, ut re mi fa, ouero incomposito perfetto, ò mediato imperfetto, sempre sa­ rà al seruitio del quinto tuono, & per contrario fa mi re ut, ouero incom­ posito perfetto, ò mediato imperfetto, sempre sarà al seruitio del sesto tuono. Anchora trouando questo diatessaron re sol, ouero mediato per­ fetto ò imperfetto dalla positione D sol re, alla positione G sol re ut pri­ mo, in vn canto che non sia primo tuono ne manco secondo. Dico che esso diatessaron, sempre sarà al seruitio del settimo tuono, & per contra­ rio nascendo sol re, ouero composito perfetto ò imperfetto, dalla posi­ tione G sol re ut, alla positione D sol re, sempre sarà al seruitio dell'ot­ tauo tuono, & la cagione di questo non sarà detta in questo cap. ma nel seguente vedereti ogni cosa. Hor adunque ritrouasi questo diatessaron page 37v LIBRO re sol, tre volte nell'Offertorio della prima messa della Natiuità del no­ stro Signore Giesu Christo. Letentur coeli & exultet terra, il qual è quar­ to tuono imperfetto, & è commisto con il settimo per cagione delli tre diatessaron, quali dicono re sol, nascenti dalla positione D sol re, al G sol re ut primo. Anchora sarà la commistione minore nell'Alleluia della quar­ ta dominica dell'Aduento, il qual Alleluia è quarto tuono imperfetto, & è commisto con il settimo per cagione delli tre diatessaron, quali di­ cono re sol, nascenti dalla positione D sol re, alla positione G sol re ut, & vedereti alquante figurationi per ammaestramento. Et p contrario li diatessaron diranno la mi, che verra commisto con il quarto. Et per contrario i diatessaron diranno la mi, verra commisti con il quarto. page 38 SECONDO. 38 Et p contrario i diatessaron diranno sol re, & verra commisto con l'ottauo. Et [[per]] contrario i diatessaron, diranno mi la, che verra commisto con il terzo. Per essere al luogo della compositione sua a corrispondenza dell'ottaua sua di C sol fa ut, & per contrario i diatessaron diranno fa ut, verra com­ misto con il sesto tuono per essere al luogo della compositione sua or­ dinariamente. page 38v LIBRO Et anchor in alcuni altri tuoni possono essere la commistione minore per vari sedie secondo l'occorenze delli tuoni. Et molte altre dimostratio­ ni si lasciano di porre in figura per essere breue, lasciando alli giuditii vo­ stri tenendo l'ordine dato disopra in parole, & in figura. Et anchor aui­ soui che le speti delli diatessaron disopra detti, molto mi piace a essere incomposite, nondimeno lascioui in libertà. Ma essendo incomposite perfette piu chiaro si sente la intonatione loro, che se fossero mediate perfette, come ciascuno puo giudicare da se stesso. Anchor puo essere vn tuono commisto con tutti i tuoni, scriuendo cor­ rettamente, & altra figuratione non è dimostrata per essere breue. Anchor puo essere vn tuono, il qual sarà poco di neume, come occorre alcuna volta nell'Antiphone, & anchor in altre cose, che due diatessaron causara la commistione minore.

Del diatessaron che nasce da D sol re, al G sol re ut primo, non sempre sarà al seruitio del primo tuono. Cap. XXII.

SARA adunque vn canto, il qual terminara in D sol re, sarà primo ò secondo tuono, & hauera dentro il diatessaron distinto, qual dirà re sol, nascendo dalla positione D sol re, alla positione G sol re ut primo. Hor questo diatessaron sarà al seruitio del primo. Ma se il canto verra in Gam­ ma ut, come fa alcuna volta il secondo tuono non di necessità. Dico che esso diatessaron sempre sarà al seruitio del settimo tuono, per cagione della sua compositione, qual ha principio in Gamma ut, a corrisponden­ za di G sol re ut primo ottaua sua, doue che dal Gamma ut, a D sol re, na­ sce la quarta spetie del diapente qual dice ut sol, & dalla positione D sol re, alla positione G sol re ut, nasce la prima spetie del diatessaron, qual dice re sol, la quale è stata accettata dal Musico commertio per forma­ re il settimo tuono per essere piu conueniente ch'una delle dua per non procedere con la congiunta, che saria per Musica fitta, delche dal Gam­ ma ut, al G sol re ut primo, nasce la vera & giusta compositione del setti­ mo tuono, hor seguita che esso diatessaron sarà del settimo tuono, quan­ do il canto verra in Gamma ut, auegna ch'esso canto fosse primo tuono perfetto, ouero solo secondo. Ma se esso canto non verra in Gamma ut, vogliamo che esso diatessaron sia al seruitio del primo tuono per essere sua spetie. Dato che il diatessaron non sia al luogo della compositione del primo, nondimeno per essere nell'interuallo del tuono, resta a lui tal diatessaron per essere sua spetie, & il simile saranno dell'altri diatessaron pertinenti alli loro tuoni. Et in altro tuono vogliamo che esso diatessaron sempre sia al seruitio del settimo tuono. Doue si conclude che vn canto il quale terminara in D sol re, sia poi come si voglia. Et che non descen­ de in Gamma ut, dico che esso diatessaron re sol, sarà del primo tuono. Et per contrario sol re, dalla positione G sol re ut, alla positione D sol re, page 39 SECONDO. 39 sarà al seruitio del secondo tuono. Ma se il canto uerra in Gamma ut, dico che esso diatessaron re sol, dalla positione D sol re, al G sol re ut primo, sa­ rà al seruitio del settimo tuono. Et per contrario sol re, dalla positione G sol re ut primo, alla positione D sol re, sarà al seruitio dell'ottauo tuono. Ma in altri canti, quali non saranno primo ne manco secondo tuono, uo­ gliamo che il diatessaron re sol, dalla positione D sol re, alla positione G sol re ut, sia sempre al seruitio del settimo tuono, per essere al luogo della sua compositione. Et per contrario sol re, dal G sol re ut, al D sol re, sem­ pre sarà al seruitio dell'ottauo tuono, per essere al luogo della suo compo­ sitione, auegna che esso canto non habbia la positione Gamma ut, per il settimo, & D la sol re per l'ottauo tuono.

LIBRO TERZO.

Della commistione perfetta. Cap. I.

LA commistione perfetta nelli tuoni autentici, non è altro che pas­ sare l'ottaua sua dalla parte intensa, una nota ouero piu. Anchor nelli tuo­ ni suiugali, non è altro la commistione perfetta, che passare l'ottaua sua dalla parte remissa una nota ouero piu. Hor adunque alcuni hanno scrit­ to che un canto autentico ch'ascende sopra dell'ottaua sua una nota, oue­ ro piu, sarà chiamata tuono piu che perfetto. Et il simile descendere una nota ouero piu, sotto del diatessaron delli suiugali, saranno chiamati tuo­ ni piu che perfetti. Anchor Marchetto Padoano nel trattato undecimo, al cap. 2. dice, che il tuono piu che perfetto autentico, sarà quello che de la fine sua ascendera alla nona ouero decima. Anchor nelli tuoni suiuga­ li, saranno quelli che uerranno disotto della sua ottaua una nota ouero piu. Alle quali opinioni io son contrario & dico, che gli scrittori in que­ sto hanno male considerato per la sentenza del Filosofo qual dice. Vltra perfectum nihil datur. Ergo male. Alcuni diranno che quelle note che passa la perfettione del tuono saranno chiamate note superflue, perche non danno cosa niuna al tuono, quanto alla perfettione, ne manco gli ne leua. Io rispondo che esse figure ouero note non sono date da Gregorio, & confirmate d'Augustino per cose superflue. Perche deus & natura, ni­ hil agunt frustra, dice il Filosofo. Adunque non si possono chiamare tuo­ ni piu che perfetti, per l'autorità del Filosofo quale è detta di sopra, ne manco si possono chiamare note superflue per il detto disopra. Ma saran­ no chiamate note commistibili che de loro nascono la commistione per­ fetta, come uedereti in figuratione alquante dimostrationi per uostro ammaestramento. Adunque sarà un canto qual sarà primo tuono, & ascen­ dera sopra la sua perfettione una nota che sarà in E la mi, dico che esso canto sarà primo tuono commisto con il terzo perfetto regolare, perche page 39v LIBRO della positione E la mi primo, alla positione E la mi secondo, nasce la com­ positione del terzo tuono, come habbiamo dimostrato al cap. 17. del primo lib. Essendo adunque la compositione del terzo tuono, nella figu­ ra qual vedereti, seguitara che esso canto sarà primo tuono commisto con il terzo. Et quasi in tutti i tuoni che causaranno la commistione per­ fetta, haranno dentro alcuna spetie pertinente al tuono, cioè diapenti, ouero diatessaron, & non hauendo vna delle dua, da noi non sarà conces­ so la commistione perfetta. Ma quelle note che saranno disopra della per­ fettione de gl'autentici, & anchor disotto del diatessaron delli suiugali saranno chiamate note superflue. In feria quinta dopo il Spirito santo Antiphona, Conuocatis Iesus duo­ decim apostolos, è primo tuono, & ascende in E la mi secondo, & ritro­ uasi hauere vn diatessaron del terzo tuono, qual nasce dal mi di b fa mi, in E la mi secondo, con queste note mi la, come appare nella so­ pra detta figura. Anchor sarà il primo tuono, & sarà commisto con il quinto perfetto, perche ritrouasi hauere la sua compositione, qual nasce da F fa ut pri­ mo, al F fa ut secondo, & hauera la spetie del diapente, qual dice fa re fa, nascente di F fa ut primo, al C sol fa ut. Antiphona nel sabbato prossimo alle calende di Nouembre, Vidi domi­ num sedentem, è primo tuono, & ascende in F fa ut secondo, & ritrouasi hauere la sua diapente fa re fa, nascente di F fa ut primo, al C sol fa ut. Et il simile nell'offertorio della dominica quarta dopo Pascha, Iubilate deo. Anchor sarà il terzo tuono, & sarà commisto con il quinto perfetto, per­ che ascende al F fa ut secondo, doue che di F fa ut primo, al F fa ut secon­ do, nasce la giusta compositione del quinto, & anchor si ritroua in esso terzo tuono, la spetie del quinto, come si ritroua nel verso del Graduale della dominica Settuagesima qual dice, Adiutor in opportunitatibus, come chiaramente ciascuno puo vedere fa re fa, da F fa ut, al C sol fa ut. page 40 TERZO. 40 Anchora il quinto tuono sarà commisto con il settimo perfetto, perche ascende in G sol re ut secondo, doue dal G sol re ut primo, al secondo, nasce la compositione del settimo tuono, & anchor si truoua in esso can­ to la quarta spetie del diapente, da C sol fa ut, al G sol re ut secondo, con queste note ut re fa sol, nel Graduale della Croce, Christus factus est. Anchora il settimo tuono, sarà commisto con il primo perfetto, perche ascende in A la mi re secondo, & ha dentro la prima spetie del diapente, da D la sol re, in A la mi re secondo, nell'Antiphona del Benedictus de tutti li Santi, Te gloriosus, con queste note re mi fa sol la, & molte altre quali per breuità non si pongono. Doue che nasce da A la mi re primo, al secondo, la compositione del pri­ mo tuono irregolare, come dimostra la sopra detta figura. Anchora il secondo T. verra commisto con il settimo perfetto, perche descende in Gamma ut, & da esso, al G sol re ut primo, nasce la composi­ tione del settimo regolare, ha corrispondenza dell'ottaua sua, di G sol re ut primo, al G sol re ut secondo, & ha dentro la quarta spetie del diapen­ te, qual dice ut re fa sol, dal Gamma ut, al D sol re, nell'Offertorio della Croce, Dextera domini. page 40v LIBRO Anchora il quarto tuono verra commisto con il primo perfetto, per­ che descende in A re, & essa positione è terminatione del primo & secon­ do irregolare a corrispondenza dell'ottaua sua A la mi re primo, come al cap. suo vedereti ogni cosa, & ritrouasi hauere vn diapente qual dice re la dalla posi. D sol re, & A la mi re primo, come si ritroua nell'Offer­ torio, della quarta dominica dopo la Pentecoste. Illumina oculos meos. Delche dalla positione A re, alla positione A la mi re, nasce la composi­ tione del primo tuono irregolare, come dimostra la sopra detta figura. Anchora il sesto tuono verra commisto con il terzo perfetto, perche descende in mi, & di esso mi al mi di b fa mi, nasce la compositione del terzo tuono irregolare, & ha dentro la diatessaron pertinente al terzo tuono, qual dice mi la, da E la mi pri­ mo, ò A la mi re primo, come si troua nell'Introito della feria quarta mensis Settembris. Exultate deo adiutori nostro, qual è sesto tuono. Anchor l'ottauo tuono verra commisto con il quinto perfetto, perche descende in C fa ut, & essa positione è terminatione del quinto & sesto tuono irregolare a corrispondenza dell'ottaua sua, quale è C sol fa ut, come intenndereti ogni cosa al cap. suo. Doue che di C fa ut, al C sol fa ut, nasce la compositione del quinto irrego. Et esso tuono ottauo ritroua­ si hauere dentro la terza spetie del diapente, qual dice fa re fa, dalla posi­ tione F fa ut primo, al C sol fa ut. Nell'Offertorio della vigilia della Pen­ tecoste. Emitte spiritum tuum. Et molte dimostrationi si lasciano per essere breue, che con l'ingegno page 41 TERZO. 41 vostro trouareti ogni cosa tenendo l'ordine dato disopra, cioè che le figurationi disopra detti vi saranno ammaestramento, & de loro ne ca­ uareti il tutto.

D'alcune considerationi circa della commistione perfetta. Cap. II.

HORA sarà vn canto il qual terminara in D sol re, & ascendera in E la mi secondo, ò in F fa ut secondo, ouero in G sol re ut secondo, & descen­ dera in A re, dico se questo canto si debbe giudicare per corda ò nò, per essere primo & secondo, ouero perche passa sopra dell'ottaua sua, vna ò due ouero tre note, che si debbe giudicarlo primo tuono, per hauere quella gran quantità sopra dell'ottaua sua. Dicono alcuni che altramen­ te non occorre a giudicarlo per corda, ne manco per speti. Hora si rispon­ de auegna che esso canto ascende sopra dell'ottaua sua, vna ò due ouero tre note, perciò queste note non danno fauore al tuono, perche il tuono debbe stare nella fortezza sua, cioè nell'ottaua sua. Et quelle note che so­ prauanzano causano la commistione perfetta. Se adunque le sopradette note non danno fauore al tuono. Seguitara che esso canto debbe essere giudicato per speti, & se per speti non si potra giudicarlo, la stanza sua sarà quella che dara notitia del tuono, numerando le note che si troua­ ranno di estremo a estremo di A re, & D la sol re, & quelle note che sarà disopra dalla positione D la sol re, causaranno la commistione perfetta, secondo che saranno, tenendo l'ordine dato disopra. Et per contrario nelli modi suiugali, cioè delle note che passaranno disotto gli diatessaron lo­ ro, non daranno fauore alcuno al tuono, ma causaranno la commistione perfetta, & cosi a voi sia manifesto de tutti i tuoni. Anchora altri tuoni possono essere commisti perfetti, cosi dalla parte intensa come dalla parte remissa in questo modo, sarà vn canto il quale terminara in D sol re, & ascendera in E la mi secondo, & descendera in Gamma ut. Hor poniamo per caso che 'l sia giudicato primo tuono, di­ co che verra commisto con il terzo perfetto, & con il settimo perfetto. perche di E la mi primo, a E la mi secondo nasce la compositione del ter­ zo tuono, & di Gamma ut, al G sol re ut primo, nasce la compositione del settimo tuono, come dimostra la figura. page 41v LIBRO Et con tal ordine potreti giudicare altri tuoni, & questo vi sia per am­ maestramento. Anchora puo essere vn canto il qual sarà primo ò secon­ do, ouero terzo & quarto, ouero quinto & sesto, sia poi qual si voglia, & ascendera in G sol re ut secondo, & descendera in Gamma ut, alcuni po­ trebbono dire che sara commisto con il settimo duplici modo, perche dal Gamma ut, al G sol re ut primo, nasce la compositione del settimo, & dal G sol re ut primo, al G sol re ut secondo, nasce anchora la compo­ sitione del settimo, hor questo non si niega anzi si afferma. Ma che il tuo­ no venga commisto doppiamente, questo si niega, perche la composi­ tione del settimo regolato, sempre ritrouasi a vn modo, cioè della quar­ ta spetie del diapente, & della prima del diatessaron, la qual compositio­ ne nasce dal Gamma ut, al G sol re ut primo, & cosi sarà il simile dal G sol re ut primo, al G sol re ut secondo, che viene a essere vna cosa istessa, perche quello ch'habbiamo in graue l'habbiamo in acuto. Dico adun­ que essendo vna compositione istessa, seguitara che esso canto non puo ragioneuolmente essere commisto doppiamente con il settimo, per tan­ to si conclude che quel canto verra commisto, vna sol volta con il setti­ mo come appare in figura. Hor la sopradetta figura ritrouasi essere primo & secondo tuono com­ misto con il settimo perfetto dalla parte remissa, per essere piu degno il luogo graue che l'acuto, & altre ragioni si lasciano per essere breue. Hor adunque quelle note di E la mi secondo, al G sol re ut secondo, saranno chiamate note superflue come testifica il mio honorato maestro Pietro Aron, al cap. 27. del primo libro de Institutione harmonica. Ma se la fi­ gura non ascendesse in G sol re ut secondo, & che ascendesse in F fa ut, sarebbe commisto con il quinto perfetto, & se essa figura non ascendesse in F fa ut, & che arriuasse in E la mi, se verra commisto con il terzo.

Della commistione mista. Cap. III.

LA commistione mista non è altro che vn diapente & duoi diatessa­ ron d'un istesso tuono, posti in vn canto non pertinenti al tuono in que­ page 42 TERZO. 42 sto modo. Sarà vn canto il quale verra primo tuono, & hauera dentro la seconda spetie del diapente mi mi, qual appartiene al terzo tuono, & an­ chor duoi diatessaron, quali dicono mi la, hor questo interuallo è sog­ getto al terzo tuono. Essendo adunque due volte nel primo tuono, aue­ gna che fossero per vari sedie sempre saranno al seruitio del terzo tuo­ no. Delche ritrouandosi nel primo tuono sia poi come si voglia, vn dia­ pente & duoi diatessaron d'un'istesso tuono, come sarebbe del terzo, & perche alla diapente gli è attribuita la commistione maggiore, & alla diatessaron la minore. Essendo adunque nel primo tuono la seconda spe­ tie del diapente mi mi, & duoi diatessaron, quali dicono mi la, auegna che fossero in vari sedie, da noi sarà chiamata commistione mista, per­ che vna spetie sola de diapente non è sofficiente per fare la commistio­ ne, ne manco duoi diatessaron per se soli. Dico adunque per quella for­ tezza della metà maggiore, & la maggior parte della minore, causa­ ranno la commistione mista, ma per se soli come è detto non possono causare la commistione, massime in vn canto come saria Introiti, Gra­ duali, Offertori, & altre cose che siano alquanto prolissi. Ma essendo la metà della maggiore, & anchor la maggior parte della minore cau­ saranno la commistione, la qual da noi sarà chiamata commistione mi­ sta. Et con tal ordine procedereti ne gl'altri tuoni, & vi saranno dimo­ strato vna sola figura per ammaestramento.

Della libertà del diapente per se solo, non pertinente al tuono, & il simile della diatessaron. Cap. IIII.

HORA sarà vn canto il quale di poche neume sarà composto, come non poche volte occorre nelle Antiphone. Hor ritrouandosi vn diapen­ te in esso canto, il quale non appartenga al tuono, vogliamo che esso sia commisto per essere poco di note. Anchora che esso canto non hauesse dentro spetie di diapente, & che hauesse dentro due speti de diatessaron d'una spetie istessa non pertinenti al tuono, vogliamo che esso canto sia commisto con la commistione minore. Anchora si trouara vn canto sia poi come si voglia, il quale sarà composto di poche neume come si vede nell'Antiphona del comune delle Virgine, Haec est Virgo sapiens, & vna de numero prudentum, ritrouandosi in esso canto vno diatessaron non pertinente al tuono, qual sia incomposito perfetto page 42v LIBRO vogliamo che esso canto sia commisto con la commistione minore. Ma se esso canto fosse composto de piu neume, ouero note che non è nell'An­ tiphona, Haec est virgo sapiens, disopra detta, vogliamo che duoi diates­ saron, almeno causano la commistione minore, ma ritrouandosi vn so­ lo diatessaron, anchora che 'l fosse non mediato perfetto, da noi non sarà concesso la commistione. Ma nelli canti prolissi come sarebbono Introiti Gloriae [[i-n]] excelsis deo, Graduali, Alleluia, Offertori, Sanctus, Agnus, Post­ comunioni, Antiphone prolisse & altre cose, vogliamo almeno che gli sia dentro duoi diapenti, a causare la commistione maggiore. Et quei can­ ti che saranno composti di poche neume, vogliamo almeno che gli sia dentro duoi speti de diatessaron a fare la commistione minore. Et quei canti che saranno composti di poche neume, come è detto disopra nel­ l'Antiphona, Haec est virgo sapiens, concediamo che vna sola spetie de diatessaron non mediato perfetto, hauera a causare la commistione mi­ nore. Et auertiscoui che le speti quali causano la commistione, sia poi maggiore ò minore da noi sono piu commendate a essere incomposite perfette, [[per]]che piu si sente l'intonatione loro, che se fossero mediati per­ fetti, nondimeno quando sono duplicati, & che vna delle dua fosse me­ diata in questo caso, da noi non sarebbe vituperato. Ma essendo tutti gli speti incompositi sono piu commendati & accettati dalla Scola musicale.

De i tuoni irregolari & della quantità loro, con la terminatione di essi. Cap. V.

I tuoni irregolari sono sei, cioè primo, secondo, terzo, quarto, quin­ to, & sesto, benche molti scrittori ne dimostrano otto, con dire che so­ no otto regolari, & otto irregolari, la qual cosa da noi non è concessa che siano otto tuoni irregolari, come intendereti ogni cosa nel cap. se­ guente, ma ben sono sei come è detto. Hor adunque la irregolarità non è altro che la terminatione de tuoni, doue non si troua la compositione loro ordinariamente, cioè il diapente & diatessaron. Dico adunque che il primo & secondo tuono irregolari, haueranno a terminare in A la mi re primo, il terzo & quarto tuono irregolari haueranno a termina­ re in mi di b fa mi primo, il quinto & sesto tuono irregolari, ha­ ueranno a terminare in C sol fa ut, & il simile in A re, a corrispon­ denza dell'ottaua sua di A la mi re terminaranno, il primo & se­ condo, il simile in mi a corrispondenza dell'ottaua sua di mi di b fa mi terminaranno il terzo & quarto, il simile in C fa ut, a corrisponden­ za dell'ottaua di C sol fa ut, terminaranno il quinto & sesto. Anchora per vn'altra ragione vi saranno dimostrato, che A re mi, C fa ut, so­ no positioni delli tuoni irregolari, per gli positioni acquisiti disot­ to al Gamma ut, tre positioni, quali sono questi D sol re acquisito, E la mi acquisito, F fa ut acquisito, & Gamma ut, che sono positioni regola­ page 43 TERZO. 43 ri, seguita poi le irregolari A re mi, C fa ut. Vn'altra volta segue le re­ golari D sol re, E la mi, F fa ut, G sol re ut. Anchora ciascun tuono irregolare, debbe esser composti de cinque tuoni, & duoi minori semi­ tuoni di estremo a estremo, & gli tuoni autentici hanno quella istessa autorità che si ritrouano nelli tuoni regolari, & auertiscoui che ciascun tuono irregolare possono essere misti imperfetti & perfetti, & anchor commisti perfetti, & commisti con la maggiore & minore, come hanno fatto gli tuoni regolari, & per essere breue saranno posti tutti gli tuoni irregolari nelli suoi simplicità, lasciandoui per ammaestramento i tuo­ ni regolari. Hor auertiscoui che le sopra dette figurationi si possono ridurre alla re­ golarità, abbassando tutte le note vno diapente, delche trouareti tutta la compositione loro ordinariamente & naturale. Anchor vi dico ch'in tutti i libri Romani non trouareti canti d'alcuna sorte, che passano A la mi re secondo, dato che nelli sopra notati essempi passano, nondimeno sono posti per dimostrare i tuoni irregolari, perciò tutti si possono ri­ durre alla regolarità.

Contra all'opinioni de i scrittori quali hanno dimostrato che in D la sol re, debbe terminare il settimo & ottauo tuono irregolare. Cap. VI.

MOLTI scrittori hanno terminato nelli suoi trattati, che A la mi re, debbe terminare il primo & secondo tuono irregolare in mi di b fa mi, il terzo e quarto tuono irregolare [[i-n]] C sol fa ut, il quinto page 43v LIBRO & sesto tuono irregolare in D la sol re, il settimo & ottauo tuono irre­ golare. Alle quali opinioni son contrario, che il settimo & ottauo tuo­ no irregolare habbiano luogo in D la sol re. Hor habbiamo nel Mo­ nacordo di Guido Aretino, altro che sette lettere come appare A C D E F G, doue riguardando per tutto il suo Monacordo non si tro­ ua altro che le sopradette lettere quali sono sette. Hor adunque le quat­ tro lettere quali si dimostrano D E F G, sono le terminationi delli tuo­ ni regolari, & le altre tre lettere quali se dimostrano A C sono le ter­ minationi delli sei tuoni irregolari, cioè del primo, secondo, terzo, quarto, quinto & sesto. Doue adunque sarà la lettera che hauera a ter­ minare il settimo & ottauo tuono irregolare. Hor bisognarebbe che fosse vn'altra lettera differente dalle sopradette che hauesse a terminare il settimo & ottauo tuono irregolare, perciò nella mano di Guido non si troua altra lettera latina. Hor non trouando seguita che il settimo & ottauo tuono irregolare non haueranno luogo nel Monacordo, saluo se non si mettesse vna delle dua, cioè per congiunta. Anchor per vn'altra ragione hauemo a dimostrare, che in D la sol re, non puo terminare il settimo & ottauo tuono irregolare, & dico che al cap. primo del secon­ do libro hauemo dimostrato le positioni delli tuoni regolati quali so­ no D sol re, che terminaranno il primo & secondo tuono regolare, in E la mi primo terminaranno il terzo & quarto tuono regolare, in F fa ut primo terminaranno il quinto & sesto tuono regolare, in G sol re ut pri minaranno il settimo & ottauo tuono regolare. Seguita le positioni ir­ regolari per la confinalità delli diapenti de i tuoni regolari di necessità quali sono A la mi re primo, terminaranno il primo & secondo tuono irregolare in mi, di b fa mi primo terminaranno il terzo & quarto tuono irrregolare, in C sol fa ut, terminaranno il quin­ to & sesto tuono irregolare. In D la sol re, non puo terminare il settimo & ottauo tuono irregolare, perche dalla positione D la sol re, alla posi­ tione A la mi re secondo, nasce naturalmente la prima spetie del diapen­ te qual dice re la, quale è compositione del primo tuono, & dalla posi­ tione A la mi re secondo, alla positione D la sol, nasce naturalmente la prima spetie del diatessaron, qual dice re sol, doue che dalla positione D la sol re, alla positione D la sol, nasce naturalmente tutta la compositione del primo tuono regolare, & il simile da A la mi re secondo, a A la mi re primo, nasce la compositione del secondo tuono regolare. Adunque seguita che essa positione è la terminatione del primo & secondo tuo­ no regolare. Et piu ui dico a corrispondenza dell'ottaua sua, qual è D sol re, terminaranno il primo & secondo tuono regolare. Adunque seguita che il settimo & ottauo tuono irregolari non possono terminare in D la sol re, perche le piu degno il naturale che non è l'accidentale. Adunque tutti gli scrittori che hanno detto che la positione D la sol re, è termina­ page 44 TERZO. 44 tione del settimo & ottauo tuono irregolare, hanno male considerato. Et se uogliamo che la irregolarità habbia luogo, la qual non è altro che una terminatione de tuoni, doue non si troua la loro compositione ordi­ nariamente, & la regolarità non è altro che una terminatione de tuo­ ni, doue si troua la loro compositione ordinariamente. Se adunque uo­ gliamo che la irregolarità habbia luogo, maggiormente la debbe haue­ re la regolarità, perche il naturale precede l'accidentale. Anchor piu ol­ tra ui dico che ciascun tuono puo terminare in ciascuna positione della mano, pur che le spetie, cioè il diapente & diatessaron si possono ritro­ uare ordinariamente, come afferma il mio irrefregabile maestro Pietro Aron, nel cap. 32. del primo libro de Institutione harmonica, & il simile Marchetto Padoano nel trattato undecimo, al cap. 4. Hor si conclude che tutti i musici che hanno detto nelli suoi trattati, che in D la sol re, deb­ be terminare il settimo & ottauo tuono irregolari, sono condennati da le ragioni sopradette, & non tanto non possono terminare in D la sol re, ne manco nel Monacordo di Guido. Ma ben possono terminare in D la sol re, hauendo fauore d'una delle dua posta in F fa ut secondo, doue che la spetie maggiore uerra accidentale, la qual cosa non conuien nella Musica.

De i principii di ciascun tuono. Cap. VII.

IL primo tuono ha sei principii in C fa ut, Antiphona, Germinauit, in D sol re Antiphona, Medicinam carnalem, in E la mi, Introito, Excla­ mauerunt, in F fa ut, Antiphona, Pulchra es, in G sol re ut, Antiphona, Aue maria, in A la mi re, Antiphona, Vidi dominum sedentem. Il secondo tuono ha quattro principii in A re, Antiphona, Miserator do­ minus, in C fa ut, Antiphona, Crucem sanctam subijt, in D sol re, Anti­ phona, In uelamento clamabant, in F fa ut, Antiphona, Ego sum qui sum. Il terzo tuono hauera quattro principii, in E la mi, Antiphona, quan­ do natus es, in F fa ut, Introito, Vocem iocunditatis, in G sol re ut, An­ tiphona, Simeon iustus, in C sol fa ut, Antiphona, Domine mi rex. Il quarto tuono ha sei principii in C fa ut, Antiphona, Ne reminiscaris, in D sol re, Antiphona, Rubum quem uiderat, in E la mi, Antiphona, Gratia dei in me uacua, in F fa ut, Antiphona, Mentem sanctam sponta­ neam, in G sol re ut, Antiphona, Syon noli timere, in A la mi re, Antipho­ na, Augustini primitus. Il quinto tuono ha quattro principii, in F fa ut, Antiphona, Nazareus uo­ cabitur puer iste, in G sol re ut, una post comunione, Circuibo & immo­ labo, in A la mi re, Antiphona, Vincenti dabo manna absconditum, in C sol fa ut, Antiphona, Ecce dominus ueniet. page 44v LIBRO Il sesto tuono ha quattro principii in C fa ut, una post comunione, Qui manducat meam carnem in D sol re, una post comunione, Honora domi­ num de tua substantia in F fa ut, Antiphona, O admirabile commercium in G sol re ut, Antiphona, Obserua fili mi precepta. Il settimo tuono ha sei principii in F fa ut, Antiphona, Factum est silentium, [[i-n]] G sol re ut, Antiphona, Qui persequebantur iustum, in A la mi re, An­ tiphona, Orate sancta Lucia, in b fa mi, Antiphona, Misit dominus an­ gelum suum, in C sol fa ut, Antiphona, Domine ostende nobis patrem, in D la sol re, Antiphona, Salue crux. L'ottauo tuono ha sei principii in C fa ut, Antiphona, Sapientia clami­ tat, in D sol re, Responsorio, Maria Magdalene, & altera Maria, in F fa ut, Antiphona, Hodie beata uirgo Maria, in G sol re ut, Antiphona, Beatus Andreas, in A la mi re, Antiphona, Spiritus sanctus in te, in ,G sol fa ut, Antiphona, Ecce ancilla domini.

Che cosa uuol significare e u o u a e. Cap. VIII.

HOR nelli canti immensurabili & massime nell'Antiphone, & alla fi­ ne loro si dimostra il tuono, & anchora il fine del Salmo, apparendo dopo la fine dell'Antiphona queste uocale, come appare in figura e u o u a e, perciò non pochi restano confusi, perche a loro manca tal intelligenza. Hor adunque si trouano esse uocale, dopo le terminationi dell'Antipho­ ne, sotto alle note dalla parte intensa della fine loro, distante per quinta; & alcuna uolta per terza maggiore & minore, & anchor per sesta, & alcu­ na uolta per quarta, & uedereti ogni cosa in figura nel cap. seguente, per­ ciò dico che esse uocale e u o u a e non dimostrano altro, che seculo­ rum amen. Doue per breuità del spacio gli nostri antichi hanno leuato le uocale fuora delle due parole, cioè del seculorum amen.

Modo di conoscere il primo & secondo tuono delli Salmi, con la intona­ tione loro, posti a compiacenza, & il simile di tutti gl'altri tuoni. Cap. IX.

SARA un'Antiphona la quale terminara in D sol re, & dopo il fine de l'Antiphona si uede il seculorum amen, & se essa Antiphona sarà primo tuono, il principio del seculorum sarà in A la mi re primo, la qual cosa sa­ rà distanza di positione a positione per quinta, doue che si debbe dire re la, per quinta primo tuono, & uedereti ogni cosa in figura dell'Antipho­ ne & anchor de gli seculorum per uostro ammaestramento. Et auertisco­ ui che le Antiphone possono essere perfette & anchor imperfette. Et di­ coui anchor che tutti i seculorum, sempre procedono a un modo, cosi festiui come feriali. page 45 TERZO. 45 Anchora sarà vn'Antiphona la quale terminara in D sol re, & dopo il fi­ ne dell'Antiphona si vede il seculorum amen, & se essa Antiphona sarà secondo tuono, il principio del seculorum sarà in F fa ut, la qual distan­ za da positione a positione sarà per terza minore, doue che si debbe di­ re re fa, per terza secondo tuono, come dimostra la figura.
page 45vLIBRO

Modo di conoscere il terzo & quarto tuono delli Salmi, con la intonatione loro. Cap. X.

SARA adunque vn'Antiphona la quale terminara in E la mi, & dopo il fine dell'Antiphona ne segue il seculorum amen, & se essa Antiphona sa­ rà terzo tuono, il principio del seculorum sarà in C sol fa ut, la qual di­ stanza da positione a positione sarà per sesta minore, doue che si debbe dire mi fa, per sesta terzo tuono, come dimostra la figura. Anchor sarà vn'Antiphona la quale terminara in E la mi, & dopo il fine dell'Antiphona ne segue il seculorum amen, & se essa Antiphona sarà quarto tuono; il principio del seculorum sarà in A la mi re, la qual di­ stanza da positione a positione sarà per quarta, doue che si debbe dire mi re, per quarta quarto tuono, come dimostra la figura.

Modo di conoscere il quinto & sesto tuono delli Salmi, con la intonatione loro. Cap. XI.

SARA vn'Antiphona la quale terminara in F fa ut, & dopo il fine de l'Antiphona ne segue il seculorum amen, & se essa Antiphona sarà quin­ to tuono, il principio del seculorum sarà in C sol fa ut, la qual distanza da positione a positione sarà per quinta, doue che si debbe dire fa fa, per quinta quinto tuono, come dimostra la figura. Anchora sarà vn'Antiphona la quale terminara in F fa ut, & dopo il fine dell'Antiphona ne segue il seculorum amen, & se essa Antiphona sarà sesto tuono, il principio del seculorum sarà in A la mi re, la qual distan­ za da positione a positione sarà per terza maggiore, doue che si debbe dire fa la, per terza sesto tuono, come dimostra la figura.

Modo di conoscere il settimo & ottauo tuono delli Salmi, con la intonatione loro. Cap. XII.

SARA vn'Antiphona la quale terminara in G sol re ut, & dopo il fine dell'Antiphona ne segue il seculorum amen, & se essa Antiphona sarà set­ timo tuono, il principio del seculorum sarà in D la sol re, la qual distan­ za da positione a positione sarà per quinta, doue che si debbe dire ut sol, per quinta settimo tuono, come dimostra la figura. Anchora sarà vn'Antiphona la quale terminara in G sol re ut, & dopo il page 47 TERZO. 47 fine dell'Antiphona ne segue il seculorum amen, & se essa Antiphona sa­ rà ottauo tuono; il principio del seculorum sarà in C sol fa ut, la qual di­ stanza da positione a positione sarà per quarta, doue si debbe dire ut fa, per quarta ottauo tuono, come dimostra la figura.

Dell'Intonatione delli cantici, cioè Magnificat & Benedictus. Cap. XIII.

page 47v LIBRO Del principio & del mezo delli Salmi, come anchor delli Cantici non di­ co niente, perche ciascuno puo vedere da se stesso nelle sopradette figu­ rationi.

De tutti i seculorum di ciascun tuono, posti a compiacenza. Cap. XIIII.

Alcuni credono che li seculorum de tutti i tuoni siano posti a benepla­ cito del compositore ouero scrittore. Hor dicoui che tutti i seculorum diuersi sono posti con gran diligenza della musica, & per ogni seculorum si potrebbe fare vn capitolo dichiarando ilperche, perciò si conclude che ciascun seculorum d'ogni tuono sono posti con gran dottrina, & mas­ sime delle speti maggiori & minori, le quali chiamano diuersi seculorum d'un tuono per forza, & per essere breue si lasciano la ragione di ciascun seculorum d'ogni tuono, ma studiando trouareti ogni cosa hauendo ri­ guardo alle speti maggiori & minori, & vi accorgiereti di quelli che so­ no ben posti ò nò, cioè la terminatione loro. page 48v LIBRO Dicoui lettore mio benigno che tutti i seculorum sempre debbono es­ sere cantati a vn modo, cosi nelli Salmi festiui come anchora nelli feria­ li, & il simile nelli cantici.
page 49TERZO.49

Contra all'opinione d'alcuni scrittori, circa dell'intonatione del Salmo festiuo del quinto tuono. Cap. XV.

ALCVNI scrittori hanno dimostrato che il quinto tuono del Sal­ mo festiuo & anchor li cantici debbono essere cantati per b molle, & hanno cauato questo fondamento da quel verso qual dice la sol la, quar­ tus ut mi sol, sit tibi quintus con dire cantando per b molle si fugge quel­ la mutatione che si douerebbe fare in A la mi re, & non hanno riguardo che per forza bisogna fare mutatione in D la sol re, come vedereti, alle quali opinioni son contrario, & dico che quel verso è falso, & essendo fal­ so non puo fruire buoni frutti, come afferma Christo nell'Euangelio om­ nis arbor mala, non potest bonos fructus facere. Hor lasciaremo da canto la prima particola del verso, qual dice la sol la, quartus per essere breue. Ma veniamo alla seconda particola del verso qual dice ut mi sol, sit tibi quintus, le quale note non possono dire cosi per duoi ragioni. La prima sarà dicendo ut mi sol, sit tibi quintus, che 'l si leua la musica naturale, & da luogo all'accidentale laqual cosa non conuiene, & anchor nella ter­ za nota appresso il fine del seculorum, quale si troua in b fa mi biso­ gna che la sia pronuntiata nella quantità del mi, come dimostra nel­ l'instrumento, altramente si commetterebbe distonanza, la qual cosa non conuiene nella musica, anzi la debbe essere pronuntiata suaue, del­ che è necessario a fare mutatione in D la sol re, per cangiare la in sol, [[per]] dire mi, in b fa mi, doue che tutte due le parti cioè quelli che vole­ no che si dica ut mi sol, & noi vogliamo che si dica fa re fa. Egli è adunque necessario a tutti due le parti, che si faccia vna mutatione, vna in A la mi re, secondo l'opinione nostra, & secondo l'opinione d'alcu­ ni scrittori bisogna farla in D la sol re, di necessità per dire mi, in b fa mi. Se adunque tutti due le parti gliè necessario vna mutatione, segui­ tara che gliè cosa necessaria a cantare per il naturale, & non per l'acci­ dentale, & piu oltra vi dico che tanto è a dire fa in F fa ut, & re in A la mi re, & fa in C sol fa ut, come anchor a dire ut in F fa ut, & mi in A la mi re & sol in C sol fa ut, per essere processi non mediati, perche gliè cosi dit­ tono da F fa ut, A la mi re, per il naturale come anchor per l'accidentale, & il simile egli è il semidittono da A la mi re, al C sol fa ut, per il naturale come anchor per l'accidentale, per essere processi non mediati, doue che non si viene a mutare speti minori di sorte alcuna. Adunque sarà cosa piu degna a cantare per il naturale che non è per l'accidentale, la seconda ra­ gione sarà che si fugge la spetie del diapente quale appartiene al quinto tuono, & accettano la quarta spetie del diapente, qual appartiene al set­ timo tuono, la qual cosa non conuiene, perche accettando la quarta spe­ tie del diapente, non per questo si fugge vna mutatione, piu oltra vi di­ co che si viene a dare luogo alla spetie accidentale, & si distrugge il natu­ page 49v LIBRO rale, non anchor per questo si fugge vna mutatione, anzi di necessità bi­ sogna farne vna come è detto di sopra. Hor per le ragioni di sopra det­ te, bisogna cangiare quelle note del verso quali prima diceua ut mi sol, & dire per il naturale fa re fa, & cantare il principio & ogni cosa per il naturale, & non per l'accidentale.

Che tuono sarà quello che terminara in C fa ut, come fanno gli Alleluia di Assumpta est Maria, è di Bene fundata est, della dedica­ catione della Chiesa. Cap. XVI.

HORA dico che l'Alleluia di Assumpta est Maria, & il simile di Bene fundata est, nella dedicatione della Chiesa sono settimo tuono, perche dal C fa ut, al G sol re ut primo, nasce la quarta spetie naturale del diapen­ te, qual è compositione del settimo tuono, & dal G sol re ut, al C sol fa ut, con la congiunta del b molle posta in mi acuto, nasce la prima spe­ tie del diatessaron, doue che viene la compositione del settimo tuo­ no. Ma a questo io son contrario, perche dal C fa ut, al G sol re ut, nasce la quarta spetie naturale del diapente questo si conciede, ma la prima spetie del diatessaron, qual nasce dal G sol re ut, al C sol fa ut, è acciden­ tale, & per essere composto il tuono de spetie naturale & accidentale, non puo distruggere la positione irregolare, ordinaria del quinto & sesto tuono irregolare, per dare luogo al settimo tuono, per essere composi­ tione mista, de naturale & accidentale. Ma se tutte duoi le spetie fossero naturali, sarebbe cosa degna che la positione accidentale desse luogo al­ la naturale. Perciò dimostraremo chiaro che C fa ut, è terminatione del quinto & sesto tuono irregolare, dato che nel cap. 5. di questo libro ne hauemo detto alquanto. Adunque C fa ut, è terminatione del quinto & sesto tuono irregolare per cagione della correspondenza dell'ottaua sua, qual è C sol fa ut. Anchor per altra via dimostraremo che C fa ut, è terminatione del quinto & sesto tuono irregolare. Hor nella giuntura della mano si troua D sol re acquisito, quale è terminatione del primo & secondo regolare in E la mi seguente, al D è terminatione del terzo & quarto tuono regolare in F fa ut acquisito, di sotto al Gamma ut, è terminatione del quinto & sesto tuono regolare, in Gamma ut è termi­ natione del settimo & ottauo tuono regolare, doue che sono tutte posi­ tioni al correspondenza dell'ottaue loro, delle positioni ordinarie. Hor seguono le positioni irregolari quali sono A re, mi C fa ut, in A re, terminara il primo & secondo tuono irregolare in mi, termi­ nara il terzo & quarto tuono irregolare, in C fa ut, terminara il quin­ to & sesto tuono irregolare, & piu vi dico che sono positioni a cor­ respondenza dell'ottaue loro A re, con A la mi re, mi, con mi, di b fa mi, C fa ut, con C sol fa ut, doue si conclude che ciascun canto qual terminara in C fa ut, sarà quinto ò sesto tuono irregolare. page 50 TERZO. 50 Adunque l'Alleluia di Assumpta est Maria, & l'Alleluia della dedica­ tione della Chiesa, qual si chiama Bene fundata est, sono quinto tuono perfetti, perche ascende all'ottaua loro, come chiaro si puo vedere.

Contra al cap. disopra detto che il quinto & sesto tuono, & anchor il set­ timo & ottauo, non debbono terminare in C fa ut. Cap. XVII.

GIA è mostrato nel cap. disopra detto che il canto qual hauera a ter­ minare in C fa ut, per le ragioni di sopra mostrate debbe essere quinto ò sesto tuono irregolare, nondimeno in questo cap. parmi di mostrare, che non debbe essere quinto ne sesto, ne manco settimo come ho gia det­ to. Hor hauemo dimostrato le positioni regolari & irregolari, che per la positione qual si troua irregolare terminato, e che sia quinto & sesto tuono, doue che quì nessuno non sanno quasi che dire in contrario, affer­ mando che ciascun canto qual terminara in C fa ut, sia quinto ò sesto tuo­ no. Io rispondo, & dico che siamo obligati sempre a tenere modo & via di procedere dell'imperfetto al perfetto come dice il Filosofo nel pri­ mo della Phisica, cosi anchor debbiamo ridurre gli canti irregolari alla regolarità, per essere piu degna. Hor adunque bisogna considerare ben le spetie che si troua in quel tuono irregolare, da estremo a estremo, & vedere di abbassare ò alzare tutte le note, vna quarta ò una quinta, restan­ do perciò nel Monacordo, come dal Musico commercio è stato ordina­ to che la musica plana non debbe riuscire fuora del Monacordo, come anchor nelli canti Romani si troua, & vedere tutto il processo di quel can­ to in qual positione comodamente puo terminare esso canto, hauendo sempre riguardo alla maggior spetie naturale, & anchor alla minor, sia poi come si voglia, quali si trouano in esso canto irregolare, & vedere di farle incontrare anchor nel tuono regolare, & se non tutte le due speti, almeno la maggiore come fanno quelle dell'Alleluia di Assumpta est Maria, & Bene fundata est, quali nascono la quarta spetie naturale del dia­ pente dal C fa ut, al G sol re ut, qual è compositione del settimo tuono. Adunque alzando vna quinta tutte le note verra la terminatione loro in G sol re ut, doue anchor si trouara dal G sol re ut, a D la sol re, la quarta spetie naturale del diapente, & la spetie minore, qual prima diceua natu­ ralmente ut fa, dal G, al C, non era pertinente al settimo tuono. Ma ha­ uendo alzato vna quinta tutte le note, la terza spetie che gia era si con­ uertisce nella prima del diatessaron naturale. Anchor hauendo pigliato la prima del diatessaron, qual era prima accidentale per cagione del b molle posto in mi acuto, hauendo alzato vna quinta tutte le note del diatessaron, di accidentale diuenta naturale, doue che tutte le dua sono al seruitio del settimo tuono pigliando vna delle dua si viene a trouar tut­ ta la vera compositione del settimo tuono regolare. Hauendo alzato tutte le note vna quinta, si troua il diap. naturale come prima, e il diatess. che page 50v LIBRO prima era accidentale cioè re sol, è fatto naturale, & quell'interuallo che si trouaua terza spetie del diatessaron, si troua prima spetie del diatessa­ ron, tutti interualli pertinenti al settimo tuono naturale composto de speti naturali. Adunque seguita che non possono essere chiamati essi Al­ leluia quinto tuono ma settimo, per essere alzato vna quinta come è detto, per trouarsi tutta la compositione naturale da estremo a estremo, & piu vi dico che simile effetto anchor farebbe abbassando vna quarta tutte le note, doue che la terminatione loro verrebbe in Gamma ut, & dal Gamma ut, al G sol re ut, ne risulta la compositione del settimo tuo­ no, tenendo l'ordine dato di sopra, seruando il detto del Filosofo di an­ dare del imperfetto al perfetto.

Della natura del diapente congiunto. Cap. XVIII.

IL diapente perfetto congiunto non è altro ch'una compositione di tre tuoni, & vn minor semituono, il qual diapente nasce nella proportio­ ne sesquialtera come appare, 3 a 2, ouero cosi 3/2. Hor adunque sarà vn canto qual verra terzo tuono perfetto, & sarà misto imperfetto, & hauera dentro duoi diapenti congiunti, quali appartengono al quarto tuono. Dico che esso canto dato che sia terzo tuono perfetto, nondime­ no sarà giudicato quarto tuono, per cagione delli diapenti congiunti, & questo conferma il mio irrefregabile maestro Don Pietro Aron nel primo lib. de Institutione harmonica al cap. 31. & il simile afferma Mar­ chetto Padoano nel trattato decimo al cap. terzo, & vedereti ogni co­ sa in figura. Anchor per contrario sarà vn canto, qual sarà quarto tuono perfetto, & sarà misto imperfetto, & hauera dentro esso tuono duoi diapenti con­ giunti, quali appartengono al terzo tuono, esso canto sarà giudicato ter­ zo tuono, come dimostra la figura. page 51 TERZO. 51 Et cosi lettore mio benigno farai giuditio de gl'altri tuoni, hauendo ri­ guardo alli duoi diapenti congiunti pertinenti a vno delli duoi, piglian­ do per ammaestramento le sopradette figure, che d'autentico imperfet­ to & suiugale perfetto, per cagione delli duoi diapenti congiunti, quali appartengono all'autentico giudicato sarà autentico ratione composi­ tionis. Et per contrario d'autentico perfetto & suiugale imperfetto giudicato sarà suiugale, per cagione delli duoi diapenti congiunti quali appartengono al suiugale, & cosi a voi sia manifesto.

Della dignità delle neume auanti la prima pausa come appare ne i libri Romani. Cap. XIX.

LI canti quali hanno principio in G sol re ut, & ch'haueranno a ter­ minare in essa positione, & che non ascendino alla quinta nota auanti la prima pausa ouero vergola, dato che essi canti ascendessero infino alla set­ tima nota, come si troua nell'Antiphona del secondo Nocturno di san Lorenzo sempre saranno ottauo tuono, & piu vi dico anchora che se essi canti ascendessero all'ottaua, cioè al G sol re ut secondo, sempre saranno ottauo tuono, & il piu dicoui auegna che essi canti hauessero dentro duoi speti de diapenti congiunti pertinenti al settimo tuono, & che essi canti non ascendessero alla quinta auanti la prima pausa, dico che essi canti saranno ottauo tuono, come nell'Antiphona del Magnificat del secondo vespero di Santo Lorenzo, ritrouasi hauere gli duoi diapenti congiunti pertinenti al settimo tuono, nondimeno perche essa Antipho­ na non ascende auanti la prima pausa vna quinta, esso canto in se resta ot­ tauo tuono, & che questa regola occorre la maggior parte nell'Antiphone, che dal musico commercio è stato ordinato che dal principio dell'An­ tiphona infino alla prima uergola, hanno tanta forza quelle neume auan­ ti la prima pausa, che di settimo quanto alla regola, resta ottauo auegna che esso canto hauesse dentro gli duoi diapenti congiunti pertinenti al settimo tuono, restara ottauo tuono, come nelle sopra dette Antiphone appare. Anchor nell'Antiphona, Hic uir despiciens mundum delli Con­ fessori non Pontefici, quanto alla regola generale douerebbe essere setti­ mo tuono, nondimeno perche dal principio suo infino alla prima uirgo­ la non ascende alla quinta resta ottauo, & in molte altre Antiphone, le quali non dico [[per]] breuità, che douerebbono essere settimo tuono, [[per]] cagio­ ne dell'ascensa sua, ouero per li speti loro quali sono congiunti, cosi mag­ giori come minori, ouero non congiunti, perciò restano ottauo tuono, per cagione di quelle neume, che dal principio d'ogni canto infino alla prima pausa come è detto, & anchor per hauere il maggiore interuallo dalla parte remissa della stanza, perciò la conclusione di questo cap. è ta­ le che ciascun canto ch'hauera principio in G sol re ut primo, & anchor page 51v LIBRO terminara in essa positione, & che non ascende alla quinta dal G sol re ut, primo, alla positione D la sol re, innanzi la prima pausa ouero uirgola, sempre sarà ottauo tuono, dato che esso canto ascende alla settima oue­ ro alla perfettione sua ouero se ben hauesse gli duoi diapenti congiunti pertinenti al settimo tuono, sempre sarà ottauo tuono, & questa digni­ tà delle neume è stata concessa dalla Scola musicale all'ottauo tuono, per essere l'ultimo inuento, & altre ragioni si lasciano per essere breue, & que­ sto afferma il mio honorato maestro Don Pietro Aron al cap. 34. del pri­ mo lib. de Institutione harmonica.

Modo di conoscere i tuoni de gl'Introiti, de i Graduali con i suoi uersi, & il simile dell'Alleluia con i uersi suoi. Cap. XX.

FORSE ch'alcuni crederanno che senza altro rispetto in conoscere i tuoni dell'Introiti, & delli Graduali, & anchor l'Alleluia riguarderanno il fine del Salmo dell'Introito, & il fine del uerso del Graduale, & il fine del uerso dell'Alleluia, e [[per]] essi terminationi giudicaranno i tuoni, la qual cosa da noi non è concessa, ne manco dalla Scola musicale, anzi saranno de­ gni di riprensione. Dico che la fine dell'Introito è ferma e stabile per es­ sere capo. Ma la fine del Salmo non è stabile come chiaro si uede del pri­ mo tuono, & per uostro essempio sarà dimostrato questo solo, perciò al­ cuna uolta terminara in D sol re, & alcuna uolta in F fa ut, & alcuna uol­ ta in G sol re ut, & anchor in A la mi re, & cosi concludo che la termina­ tione del Salmo non è stabile, perche la Scola musicale li concede che po­ scia terminare fuora della sedia ordinaria, per essere membro dell'Introi­ to, essendo adunque il Salmo membro dell'Introito, seguita che per il sal­ mo non si debbe giudicare il tuono, ma si ben per la fine dell'Introito, per essere capo & principale, & occorrendo che l'Introito non ui desse no­ titia del tuono per la ascensa ò discensa sua, riguarda poi il salmo che lui ui dara notitia per rispetto del suo procedere, ma del fine di esso salmo non ue ne curate. Cosi anchora de i Graduali hauereti sempre di guarda­ re alla fine loro, & non quella delli uersi, per essere capo & principale, & non potendo hauere notitia del tuono per ascensa ò discensa del Gradua­ le, riguardate il suo uerso che lui ui dara notitia del tuono, per cagione della ascensa ò discensa sua, & il simile giuditio farai delli Responsori, de li Nocturni & altri, & cosi anchora nelli Alleluia delle Messe, i quali Alle­ luia hanno la terminatione loro in un luogo, & gli uersi in un'altro come si troua nella Dominica quarta dell'Aduento, il qual Alleluia termina in E la mi primo, & il suo uerso ha la terminatione in D sol re, doue che al­ cuni restano ambigui di giudicare il tuono, perche l'Alleluia ha la termi­ natione in un luogo, & il uerso in un'altro, perciò la terminatione di Al­ leluia ritrouasi essere ordinaria per rispetto delle speti del tuono quali page 52 TERZO. 52 regnano, doue che esso Alleluia tiene il principato del tuono, & la termi­ natione del verso è fuora del suo proprio, la qual terminatione del ver­ so non è per cagione d'alcun seculorum, ma per cagione del principio suo come si vede nell'Antiphona di san Giouanni qual dice Innuebant patri eius, cosi anchora in tutti gli Alleluia sempre hauereti a riguarda­ re il fine dell'Alleluia. Cosi anchora in tutti l'Alleluia sempre hauereti a riguardare il fine dell'Alleluia, perche esso fine è stabile & immobile, per essere capo, come anchora è il fine dell'Introito, ma il fine del verso non ha fermezza, & se ancho la terminatione del verso terminasse nel luogo doue termina l'Alleluia, non per questo accettate la terminatione sua, ma lassatelo come cosa morta quanto per tale effetto, & se non potesti hauere notitia del tuono per la ascensa ò discensa per via dell'Alleluia, riguardate poi il uerso, che per la intensità delle figure ouero per la re­ missione loro hauereti la vera notitia del tuono, & se alcuna volta non trouasi per la via delle figure il tuono, come alcuna volta potrebbe oc­ correre che fossero eguali dell'ascensa & discensa, lo trouareti almeno per le spetie maggiori ò minori, ouero per la stanza sua. Ma vi auertisco che il fine de i Salmi de gl'Introiti, & de i versi delli Graduali, & anchor quelli delli Alleluia possono terminare doue ha alcuni principii gli tuo­ ni per se soli, & anchor doue terminaranno i seculorum de gli tuoni, & cosi a voi sia manifesto de tutti i tuoni.

Come nella fine de li canti in cambio de Alleluia non si debbe dire sem­ pre Dicit dominus, ouero Ineternum, ouero altre parole. Cap. XXI.

SONO alcuni cantori che hanno poca intelligenza, & massime quan­ do sono giunti alla Settuagesima, che di Alleluia sono priuati, per infi­ no alla Pascha. Hor non poche volte occorre a pigliare delli canti, i qua­ li hanno alla fine loro l'Alleluia, sempre li cantori come sono giunti al principio dell'Alleluia, mutano l'Alleluia in queste parole Dicit domi­ nus, ouero Ineternum, alle quali opinioni son contrario & dico, che se il vostro intento fosse per dire Dicit dominus, ouero Ineternum, non vi ri­ prenderei. Ma l'intento vostro è per adempire quelle note doue sono Al­ leluia, & di quì nasce che seti degni di riprensione. Adnnque trouando vna Antiphona, ouero altro canto, & che alla fine loro gli fosse Alleluia, & che l'ultima parola finisce con le note soggette a lei in D sol re, & dopo esse note, ne segue l'Alleluia, ilqual Alleluia anchora lui finisce [[i-n]] D sol re. Dicoui che non doueti dire Dicit dominus, ouero Ineternum, [[per]]che tutte quelle note sono superflue, quanto al tuono, [[per]]che haueti chiaro il tuono per la via dell'ultima nota, soggetta all'ultima parola innanzi l'Alleluia. page 52v LIBRO Saluo se non fosse in esse note di Alleluia qualche spetie de diapenti, ouero de diatessaron pertinenti al tuono, uogliamo per ogni ragione che si di­ ca tutte quelle figure, quali sono sottoposte all'Alleluia, con le parole, Di­ cit dominus, uel ineternum, ouero stare con l'ultima uocale della parola che auanti l'Alleluia per infino alla fine. Ma non hauendo tali speti, da noi non sarà concesso, perche haueti il tuono per la uia dell'ultima parola, con le note innanzi l'Alleluia. Ma se l'ultima parola con le note terminasse in D sol re, & l'Alleluia in E la mi, per ogni ragione uogliamo che si dicano quelle note quali sono sotto l'Alleluia, per rispetto del tuono che di ter­ zo ò quarto, restarebbe primo ò secondo, & ueneresti a mutare la natura del tuono, la qual cosa non conuiene nella Musica mettendoli perciò le parole ò uocale dette di sopra, & siaui manifesto de tutti i tuoni.

Che cosa sia tritono ouero quarta maggiore. Cap. XXII.

IL tritono ouero diatessaron maggiore, non è altro che una compo­ sitione di tre tuoni continuati, cadenti nella proportione sequiottaua, per se soli, i quali contiene in se quattro note & tre interualli da estremo a estremo. Il qual tritono causa una durezza non poco difficile alla pro­ nuntia, & anchor molto offende l'orecchia, il qual tritono nasce due fiate naturalmente nella mano, dalla positione F fa ut primo, alla po­ sitione mi, di b fa mi primo, & il simile per contrario, & cosi nell'ot­ taua sua dalla parte intensa, & questo s'intende quando il can­ to non passa mi acuto, & il simile nell'ottaua intensa. Et il simile saranno nell'ottaua sua intensa. Hor nelli sopradetti tritoni, si uede & sente che nel cantare, & anchor nell'instrumento è una cosa troppo dura, & offende l'orecchia non poco, perciò i Greci sentendo tal durezza trouettero questa figura b, la quale da loro gliè chiamata page 53 TERZO. 53 Menon, che vol dire cosa accidentale, & da noi è chiamata congiunta di b molle per distruggere tal durezza, come afferma Guido nel suo trat­ tato, & il mio honorato Don Pietro Aron, & messer Giouanni Spadaro, Inuentum est a graecis b rotandum ad temperantiam tritoni, & vbi ne­ cessarium fuerit apponatur. I quali tritoni si conuertiranno nella ter­ za spetie del diatessaron, mettendo la congiunta di b molle in mi acu­ to, & anchor nell'ottaue loro, come dalla Scola musicale è stato ordi­ nato, che ciascun tritono debbe essere conuertito nella terza spetie del diatessaron, & vedereti ogni cosa [[i-n]] figuratione, doue che la durezza che prima gia era restara soaue, perche gliè leuato a tal processo, cioè al tri­ tono vno semituono maggiore per cagione della congiunta di b mol­ le, posta nel mi acuto, & anchor nel sopr'acuto, il qual b molle è contrario di forma & natura al quadro come appare. Hor adun­ que trouando il tritono ascendente ò discendente in ciascun can­ to, sempre lo doueti distruggere con il b molle, & vedereti tutte le figu­ rationi disopra dette, conuertite nella terza spetie del diatessaron, qual dice ut fa, & per contrario fa ut, ouero composito ut re mi fa, fa mi re ut, perciò sarà accidentale. Hauendo espediti i tritoni naturali, & che hauereti annullato il tritono con la figura come appare b hauereti a cantare con tal figura b infino che ritornara il canto al suo proprio, cioè al naturale, subito doueti la­ sciare la congiunta di b molle, & cantare per il naturale, come dice Gui­ do Aretino nel suo Compendio, & affermato dal mio honorato maestro Pietro Aron, & da Giouanni Spadaro in questo modo. Nullum in cantu plano cantetur, per b molle, nisi in termperamento tritoni, & aliquando in quinto & sesto tuono. Et quando cantus ad suam naturam reuerterit statim debet auferri signum b mollis. Et anchora auertiscoui come seti page 53v LIBRO intrati in vna proprietà, sempre doueti seguitare quella proprietà in­ sino che poteti, & poi fare mutatione, come dice Guido Aretino, non fit mutatio nisi necessitate cogente. Anchora sarà dimostrato il tritono accidentale, il qual si trouara quan­ do vn canto si cantara per il b molle posto al principio ouero per altri rispetti come occorre nelli canti, & massime nel quinto & sesto tuo­ no misto, il qual tritono nasce dal b fa, di b fa mi primo, alla positione E la mi secondo, come dimostra la figura.

D'alcuni tritoni comportabili. Cap. XXIII.

HAVENDO dimostrato i tritoni naturali & accidentali, & in che modo si debbono sempre annullare con la figura b molle come gia è det­ to, nondimeno ogni regola ha qualche eccettione, perciò vedereti in fi­ guratione alcuni tritoni i quali andaranno giocondo con alcune figure page 54 TERZO. 54 dalla positione F fa ut, alla positione mi, di b fa mi, & per contra­ rio. Cosi anchor nell'accidentali, dal fa, di b fa mi, alla posi­ tione E la mi secondo, & per contrario, & alcuna volta per la virgola oue­ ro pausa, quale si trouara tra le note del tritono, & quando sareti giunti alla virgola ouero pausa, hauereti di pausare tanto tempo come impor­ ta vna nota ouero dua secondo i processi che saranno, delche tal durez­ za del tritono cosi in ascendere come in descendere verra comportabi­ le, cosi naturali come accidentali. page 54v LIBRO Et anchora altri tritoni comportabili si lasciano, cosi naturali come ac­ cidentali per essere breue, lasciandoui perciò per ammaestramento gli sopradetti, cioè di fare in tal modo che il tritono non offenda l'orecchia.

Del tritono conuertito nella seconda spetie del diatessaron, & che la pre­ sente figura è chiamata al contrario della natura sua. Cap. XXIIII.

SONO alcuni tritoni i quali di necessità saranno conuertiti nella se­ conda spetie del diatessaron, dato che habbiamo detto che il tritono si debbe conuertire nella terza spetie del diatessaron, come dalla Scola mu­ sicale è stato ordinato, nondimeno ogni regola ha qualche eccettione. Et auertiscoui che ogni spetie bisogna che la sia conuertita in vn'altra spetie propinqua ò maggiore ò minore. Hor adunque saranno nel fi­ ne dell'Antiphone, Assumpta est Maria, e Maria virgo, i tritoni dal mi, di b fa mi, alla positione F fa ut, & molti altri quali si lasciano per essere breue. Perciò in questo discorso bisogna annullare il tritono dalla parte remis­ sa come anchora appare nel Monacordo. Hor adunque è necessario a mettere questa figura in F fa ut, la qual è chiamata dal volgo cieco diesis. Delche non è cosa conueniente, perche tal figura opra vn'effet­ to contra la natura del diesis, perche quattro diesis è comma, causano il tuono sesquiottauo come a Boetio piace. Adunque seguita che il diesis è la quantità di due comme, delche l'effetto & il nome non hanno corri­ spondenza, & questo segno opra la quantità di cinque comme che di semituono causa il tuono, & per contrario, & di terza minore la causa maggiore, & di sesta minore la causa maggiore, & da noi è chiamata se­ gno di b quadro giacente, ouero congiunta di b quadro giacente, per­ che il nome & l'effetto hanno corrispondenza, & questo è affermato dal mio honorato maestro Don Pietro Aron nel Lucidario suo, all'opinio­ ne nona del secondo libro, & anchor da messer Giouanni Spadaro Bolo­ gnese, ne gl'errori contra di Franchino, nella quinta parte all'errore trenta noue, & il simile da Giouanni Ottobi, la qual figura leua vn se­ mituono maggiore al tritono, doue che 'l viene a conuertirse nella secon­ da spetie del diatessaron, & questi essempi vi saranno per ammaestramen­ to, come appare in figura. page 55 TERZO. 55 Hor nelle sopradette figure è concesso da noi douersi conuertire il trito­ no nella seconda spetie del diatessaron, riuolta per contrario la mi, non tanto nella terminatione delli canti come anchora nelli processi. Et gli compositori quando compongono alcuni canti per la congiunta di b molle, volendo fare d'vna sesta minore maggiore, ouero terza mag­ giore dimostrano la congiunta di b quadro giacente in b fa mi, la qual cosa è falsa, perche Non datur signum accidentale supra signum accidentale. Ma quando vogliono fare tal effetto bisogna porre il b quadro qual è naturale, il qual precede gli segni accidentali per esse­ re proprio suo luogo. Saranno forse alcuni che nelle sopradette di­ mostrationi non potranno conuertire il tritono nella seconda spetie del diatessaron, per cagione della voce loro, la quale non la potranno acco­ modare a tal effetto, per distruggere il tritono dalla parte remissa. Hor in tal caso da noi non saranno condennati, perche non si puo sforzare la natura, ma di necessità bisogna almeno distruggere il tritono con il b molle posto in mi, di b fa mi, come è detto.

Come il cantore è tenuto alcuna volta a commettere il tritono per fare il diapente perfetto, & per contrario secondo l'oc­ correnze loro. Cap. XXV.

HORA alcuni cantori hanno questa opinione che 'l sia meglio com­ mettere il diapente imperfetto, & distruggere il tritono, alle quali opi­ nioni son contrario, & per essere breue non si metteranno altre ragio­ ni, ma vedereti alcune figurationi, le quali vi saranno per ammaestra­ mento come appare a casella per casella, & anchora altri passaggi senza il tritono. Et anchor [[i-n]] altri modi oltra di questi sarebbon posti, ma si lasciano per essere breue, perciò trouando alcuni passaggi nella musica plana, consi­ derando gli sopra dette figurationi vi saranno per ammaestramento, & con il vostro ingegno seguitareti la vera arte della musica, hauendo ri­ guardo alle sopradette figurationi.

Come disopra di A la mi re, non sempre si debbe dire fa. Cap. XXVI.

HOR dal volgo cieco è dimostrato all'adolescentoli, partendosi dalla proprietà di natura, ascendendo in b fa mi, & non passando essa positione sempre si debbe dire fa, alle quali opinioni son contrario. Hor dico che sarà vn canto il qual nel principio, ouero per il pro­ cesso suo se partira da E la mi, & ascendera in mi, di b fa mi, [[per]] quin­ ta. Dico che bisogna hauer riguardo alle spetie delle diapenti co­ me fanno nell'Offertorio delli Apostoli. Mihi autem nimis, & anchora nel verso dell'Alleluia della dominica sesta dopo la Pentecoste, & in mol­ ti altri modi quali si lasciano per essere breue, delche è necessario che le speti habbiano luogo, & massime nel terzo & quarto tuono, & anchor nelli altri tuoni, & hauere sempre riguardo di non rompere le speti mag­ giori & minori, & hauere riguardo alle note seguenti dicendo fa, in b fa mi, che non si distruggesse alcuna spetie maggiore, & non distrug­ gendo speti alcuni, concediamo anchora noi che di sopra del la, sem­ pre si debbe dire fa. Anchor per contrario sarà vn canto il qual andara giocando con alquante note, dal F fa ut, alla positione A la mi re, sia poi in principio del canto, ouero per il processo suo, & poi ascendera al b fa mi, & dal b fa mi, descendera alla positione E la mi, sia poi es­ so [[i-n]]teruallo come si voglia, & non passera essa positione, dico an­ chor che quella nota qual è in b fa mi, si debbe dire mi, per fare la spe­ tie del diapente perfetto, cosi nel terzo & quarto tuono come an­ chor in altri tuoni. Et anchor hauendo principio i canti in altri luo­ ghi oltra di E la mi, dicendo fa in mi, di b fa mi, come è detto di so­ page 56 TERZO. 56 pra, sempre si debbe hauer riguardo di non distruggere le speti delle diapenti ò sia innanzi ò dopo di quella nota che si troua nel mi, di b fa mi. Hor per le ragioni disopra detti, non sempre si debbe dire fa, disopra del la, & considerando ben questo cap. de molti passi che si trouano nella musica, vi sapreti gouernare alla pronuntia qual merita quelli passaggi, & alcuna volta concediamo che 'l si possano distruggere le speti delle diapenti per distruggere il tritono secondo l'occorrenze loro, & massime quando il tritono è immediate.

Delle note del canto fermo, & della sua misura con alcune considerationi. Cap. XXVII.

NELLA musica immensurabile, si ritroua hauere quattro diuerse sor­ te di note, cioè quadre semplici, & quadre composte mediocri, & obli­ que, perciò la nota quadra è detta dalla forma come è la breue, le note quadre composte, sono le figure legate tra semplici e semplici, ouero tra semplici & oblique, & similmente per il contrario le note mediocri ouero mezzane, sono alla somiglianza delle semibreue, & esse non puo hauere sotto di se sillaba ne dittione, l'obliqua nota è diforme della lun­ ga & distesa, & dall'estremi nascono due note, le quali contengono vna sillaba, & similmente le semplici & le composte, & tutte le note di sopra nominate, debbono essere pronuntiate con eguale misura, eccetto nel Credo Cardinalesco, & auertiscoui quando sareti sotto a vna vocale co­ me saria o, & dopo segue altre note priuate non lasciate la uocale o, & pigliare altre sillabe, perche è cosa disdiceuole, come hoggidi si vede in alcuni chori per non hauere tal intelligenza, doue che ne risulta de gli errori, quali si lasciano per essere breue.

Modo da intonare i canti senza distonatione alcuna. Cap. XXVIII.

SONO alcuni i quali si credeno d'intonare gli canti a suo piacere sen­ za rispetto alcuno, delche sono ingannati & dalla Scola musicale sono dannati. Hor adunque bisogna hauere alcun rispetto in ciascuna into­ natione per euitare la distonatione, perciò il cantore debbe guardare la ascensa & discensa del canto, & poi fare l'intonatione in tal modo che la maggior parte del choro sia accomodato, & verrai a fuggire errori assai quali si lasciano per essere breue. Anchor sarà vn'Introito, il qual sarà primo tuono, & hauera principio in C fa ut, & la terminatione del Sal­ mo, sarà in F fa ut. Et anchor la Gloria debbe essere cantata sopra del Sal­ mo, & alcuna fiata bisogna aggiungere delle note secondo l'occorrenze delle page 56v LIBRO sillabe, & alcuna volta leuarne, perciò il fine della Gloria verra anchora hauere la terminatione in F fa ut, & quando vorrai repigliare l'Introito, hauerai di abbassare la voce alla proportione della quarta, per venire a trouare C fa ut, principio dell'Introito, doue che non venireti a commet­ tere distonatione alcuna, & cosi intendereti di tutti gl'altri tuoni, & il si­ mile sarà delle Antiphone, hauendo riguardo di pigliare la voce del se­ culorum amen, & andare a trouare il principio dell'Antiphona, con la proportione della voce, & il simile sarà d'ogni altra cosa che debbe esse­ re replicata, & non fare come hoggidi si fanno in alcuni chori, che nel re­ pigliare l'Introiti, & cosi l'Antiphone & altre cose, non hanno rispetto alcuno, ò che alzano il canto ouero che l'abbassano, delche ne risulta gran distonatione, che da noi è dannata & da tutta la Scola musicale. Anchor potrebbe nascere che per la inauentenza del cantore, che la intonatione del Introito sarebbe troppo bassa ouero alta. Dicoui che doueti fare vn poco d'interuallo innanzi che lo repigliate; & il simile dell'altre cose, do­ ue che la distonatione non hauera in tutto il suo luogo, che sarà il man­ co male. Anchora auertiscoui ch'in ciascun canto, qual nel principio ri­ trouasi hauere vna nota sola, & immediate ascende ò discende, vogliamo che la prima nota sia duplicata per fare buono fondamento, & anchor potrebbe essere che il cantore hauerebbe il ceruello in altro luogo, & su­ bito che lui ha cominciato l'intonatione si accorge che l'intonatione è falsa, delche nella seconda nota el la piglia giusta, & molte raggioni si la­ sciano per essere breue, che con l'ingegno uostro dell'opinione duplica­ ta ne farete giuditio buono.

Modo d'intonare gl'Introiti, i Graduali, Alleluia, gli Offertori, & le post Comunioni. Cap. XXIX.

HORA in ciascuna modulatione si debbe hauere riguardo alla natu­ ra del canto, cioè quanto ascende & discende, accioche il choro sia acco­ modato, perciò l'intonatione dell'Introito debbe essere mezzanamente alta a inuitare i ueri Christiani alle orationi & diuini Offici. I Graduali, & Tratti debbono essere intonati con la uoce piana & humi­ le, perche significa i gradi delle uirtù. La intonatione dell'Alleluia debbe essere soauemente modulata, con giubilatione del diuino Officio. La intonatione delli Offertori, & post Comunioni, debbono continuare con la uoce alquanto alta & modulata.

Come il Chorista debbe gouernarsi in choro. Cap. XXX.

SEMPRE fu costume dopo che Gregorio distribuì il canto, che in ciascun choro sia un Chorista, il quale habbia da emendare le cosa false, accioche meglio Dio sia laudato, doue che tutto il choro debbe essere page 57 TERZO. 57 soggetto a lui, perciò piu rispetti debbe hauere anchora lui a tutto il choro. Hor adunque sarà vn cantore il quale dara principio all'intona­ tione d'vn'Antiphona, ouero altra cosa auegna che tutta l'intonatione sia falsa. Dico che il Chorista non debbe pigliare il canto per infino che non è terminata l'intonatione, perche d'vn male ne faresti duoi, perilche verresti a fare dissonanza & vi faresti tenere ignorante & non pratico, & oltra di questo vergognate il cantore. Ma lasciando terminare l'intona­ tione come ogni douere comporta per essere sua, & con piu l'intonatio­ ne viene a essere falsa, maggior honore sarà del Chorista a pigliare la no­ ta seguente dell'intonatione giusta. Anchor sarà vn cantore qual farà vn'intonatione che sarà alquanto bassa ouero alta. Dico che il Chorista debbe guardare di non fare vergogna al cantore, & massime quando la intonatione puo passare, & non lasciarse vincere alla passione, dato che dopo l'intonatione, ò sia buona ò falsa, ogni cosa sia in arbitrio del Cho­ rista, nondimeno a ogni huomo sta bene hauerse rispetto l'vn con l'altro.

In che modo si debbon gouernare duoi cantori quando sono accompa­ gnati per intonare. Cap. XXXI.

SARANNO adunque duoi cantori accompagnati per intonare ò Sal­ mi ouero altre cose, & perche non poche volte occorre dissonanza nel­ l'intonare, perche alcuna volta vno piglia la voce giusta, & l'altro la pi­ glia vn poco piu alta ouero piu bassa, & di quì nasce la dissonanza, & tut­ ti dua tengono saldo l'intonatione sua, perche fanno piu stima del mon­ do che del honore di Iddio, perche ciascun di loro si tiene grand'huomo, ne manco niuno di loro si vole cedere a l'altro, auegna che sentino la dis­ sonanza doue che vn di loro douerebbe cedere, & seguitare il compa­ gno, accioche il Signor Dio meglio sia laudato & il popolo edificato, ma fanno il contrario, & la superbia ne cagione. Volendo adunque noi leuare questi errori daremo vna regola generale, essempi gratia saranno duoi cantori, i quali vorranno intonare alcuna cosa. Dico che quello il quale è maggiore in sufficienza debba dare principio all'intonatione, & subito il compagno debbe seguitare l'intonatione del suo maggiore, do­ ue che Dio ne resta laudato & il popolo edificato.

Come debbono essere cantati gli Agnus Dei delli Apostoli. Cap. XXXII.

VOLENDO io condescendere a preghi, & volere de alcuni amici, mi è stato forza di pertrattare l'Agnus Dei delli Apostoli, iquali da mol­ ti non sono intesi come debbono essere cantati, benche d'alcuni sono can­ tati non gia per ragione alcuna, ma cosi all'orecchia, hor vedereti ogni cosa in figura, come debbono essere cantati, perciò mettendo la congiun­ ta del b quadro giacente in F fa ut. page 57v LIBRO

Della contrarietà d'alcuni circa l'Alleluia, che nella dominica infra l'ot­ taua della Epifania, come appare in figura. Cap. XXXIII.

HOR nella presente figuratione sono alcuni, i quali cantano a vn mo­ do & chi a vn'altro, doue che tra loro interuiene grande auersità & con­ fusione, nondimeno intendo dichiarare in che modo essa figuratione si dee cantare. Hor sono alcuni chori che cantano cioè replica l'Alleluia dal principio per infino alla virgola, & alcuni chori non replicano esso Alleluia, & questi tali che non replicano, debbono cantare tutto l'Al­ leluia insieme con il suo verso per quadro, per essere terzo tuono im­ perfetto. Diranno alcuni che cantando esso Alleluia per b molle, che sarà piu dolce, io vi dico che questo non doueti fare, perche distrug­ geti tutte le speti del tuono & remoueti il propio, cioè il naturale, per dare luogo all'accidentale, la qual cosa non conuiene, perche totalmen­ te è contra de Guido Aretino, & da tutto il commercio Musico conferma­ to. Ma quelli che replicano l'Alleluia vogliamo che la prima volta si pro­ nuntii per b molle per infino alla virgola, per rispetto del tritono qual nasce dalla positione mi acuto, alla positione F fa ut graue, & la replica l'hauereti da cantare per il suo proprio, cioè per qua­ drato, & seguitare per infino al fine, non tanto dell'Alleluia, come anchora il suo verso, & cosi verrai a seruare la natura del tuono, & altra­ mente facendo fareti contra alla Scola musicale, & gli nostri antichi Mu­ sici si hauerebbono affaticati in vano, & il simile giuditio fareti in tali fi­ gurationi, perche occorreno alquante volte infra l'Anno, & anchora nel Comune delle Vergine. IL FINE.
page 58v

CONCLVSIONI IN MVSICA POSTI PER IL Reuerendo padre frate Illuminato Aiguino, non per superbia, ma per cortesia.

CHE la diatessaron re sol, ò mi la, ouero ut fa, non è perfetto diates­ saron. CHE la breue del tempo perfetto, ouer nella sesquialtera fatta per­ fetta, innanzi alle due pause di semibreue, parimente posti non puo esse­ re perfetta. CHE la breue del tempo perfetto, fatta perfetta innanzi le due semi­ breue, puo essere perfetta. CHE la dimostratione del modo maggiore perfetto con due virgo­ le parimente poste, & vna posta piu remissa ouero piu alta, d'vn tempo non possono dimostrare il modo maggiore perfetto, come appare. CHE la semibreue del tempo imperfetto è maggiore che non è quel­ la del tempo perfetto. CHE la minima debbe essere chiamata Prolatione maggiore, & per contrario la semibreue Prolatione minore. CHE non è altra pausa ch'habbia fermezza che la pausa breue, & le sue descendenti. CHE il seculorum amen del quarto tuono, qual ascende in C sol fa ut, come appare in alcuni libri in Venetia, & anchor per tutta la Franza, per quello che mi è detto. Dico che esso seculorum è falso ascendendo in C sol fa ut. CHE il seculorum amen disopra detto, ascendendo in C sol fa ut, di­ uinamente è ben posto. CHE non debbono essere pause inditiali, del modo maggiore ne mi­ nore. Alcuni dicono che il Genere Diatonico è misto con il Chromatico, & io dico al contrario che il Genere Chromatico ha giouamento dal Diatonico. Alcuni dicono che Alma redemptoris è del vndecimo tuono, & io di­ co che ritrouasi essere quinto. CHE il compositore volendo far cantare alla breue il suo concento, essendo composto sotto all'imperfettione del tempo, dico che sarà fru­ statorio a porre in principio del canto il semicircolo.
page 59

TAVOLA DELLI CAPITOLI CHE nell'opera si contengono.

Della mano secondo i Greci. Cap. i.
Della mano de Guido Aretino, & della sua diuisione. cap. ii.
Delle chiaui vniuersali della mano de Guido & quante sono, & anchora quante sono le chiaui particolari, & che il b molle è accidentale, & che cosa sia chiaue. cap. iii.
Che cosa sia proprietà, & quante sono nel Monacordo. cap. iiii.
A che modo furno trouate le sei sillabe, cioè ut re mi fa sol la. cap. v.
Come si debbe intendere quel verso ut re mi scandunt, fa sol la, quoque descendunt. cap. vi.
Che cosa sia mutatione, & in Gamma ut, in A re, in mi, & in b fa mi primo & secondo, & in E la, non si faranno mutatione. cap. vii.
In quanti luoghi della mano si farà mutatione, & quanti mutationi si fa­ rà per ogni positione della mano. cap. viii.
Che cosa è tuono, & della sua diuisione. cap. ix.
Del semituono minore & maggiore. cap. x.
Del dittono. cap. xi.
Del semidittono. cap. xii.
Del diatessaron minore, ouero quarta minore. cap. xiii.
Della quinta, ouero diapente. cap. xiiii.
Della quantità delli modi ouero tuoni, & che cosa sia tuono. cap. xv.
Della compositione del primo & secondo tuono. cap. xvi.
Della compositione del terzo & quarto tuono. cap. xvii.
Della compositione del quinto & sesto tuono. cap. viii.
Della compositione del settimo & ottauo tuono. cap. xix.
Perche causa si piglia la prima spetie del diatessaron a componere il setti­ mo tuono, & che non si piglia una dell'altre dua. cap. xx.
Delli cinque ordini del canto Fermo. cap. xxi.
TAVOLA.
LIBRO SECONDO.
Della terminatione delli tuoni regolati. cap. i.
Della perfettione & imperfettione del primo & secondo tuono. cap. ii.
Della perfettione & imperfettione del terzo & quarto tuono. cap. iii.
Della perfettione & imperfettione del quinto & sesto tuono. cap. iiii.
Della peefettione & imperfettione del settimo & ottauo tuono. cap. v.
Della perfettione delli tuoni secondo l'opinione d'alcuni, & massime di Marchetto Padoano, con la risposta da noi data. cap. vi.
Dell'autorità delli tuoni autentici, ouero Signori. cap. vii.
Che cosa sia mistione & della sua diuisione cap. viii.
Delli tuoni imperfetti con la mistione imperfetta. cap. ix.page 59v
Della mistione perfetta con li tuoni perfetti, & delle positioni ò stanze ouero corde che fanno giudicare i tuoni. cap. x.
Per cortesia diremo contra la particola disopra detta, qual dice di co­ noscere i tuoni per la positione ouero corda cap. xi.
Risolutione del capitolo sopradetto, & in che modo doueuano fare gli scrittori, & per le speti debbono essere giudicati i tuoni cap. xii.
De alcuni che volesse tenere l'opinione di giudicare i tuoni per stanza, ouero corda cap. xiii.
De alcuni canti i quali mentre che siano imperfetti dalla parte remissa amp; intensa, eguali de figure del diatessaron, non sempre si debbe giudi­ care il tuono per stanza cap. xiiii.
De alcuni canti i quali sono composti d'vna quinta di estre­ mo a estremo cap. xv.
De tutti li canti che saranno composti [[per]] quarta, ouero diatessaron. cap. xvi.
Della compositione del dittono, & anchora del semidittono. cap. xvii.
Della commistione maggiore imperfetta. cap. xviii.
Delli tuoni misti con la commistione maggiore imperfetta. cap. xix.
Del tuono commisto con tutti i Signori tuoni. cap. xx.
Che cosa sia commistione minore imperfetta. cap. xxi.
Del diatessaron che nasce da D sol re, al G sol re ut primo, non sempre sa­ rà al seruitio del primo tuono. cap. xxii.
TAVOLA.
LIBRO TERZO.
Della commistione perfetta. cap. i.
D'alcune considerationi circa della commistione perfetta. cap. ii.
Della commistione mista. cap. iii.
Dell'operatione del diapente & diatessaron quando sono [[per]] se soli. c. iiii.
De i tuoni irregolari, & della quantità loro con la termina­ tione di essi. cap. v.
Contra all'opinioni de i scrittori quali hanno dimostrato che in D la sol re, debbe terminare il settimo & ottauo tuono irregolare. cap. vi.
Delli principii di ciascun tuono. cap. vii.
Che cosa vuol significare e u o u a e. cap. viii.
Modo di conoscere il primo & secondo tuono delli Salmi con la intona ne loro a compiacenza posti, & il simile de tutti li altri tuoni. cap. ix.
Modo di conoscere il terzo & quarto tuono delli Salmi con la intona­ tione loro. cap. x.
Modo di conoscere il quinto & sesto tuono delli Salmi con la intonatio­ ne loro. cap. xi.
Modo di conoscere il settimo & ottauo tuono delli Salmi con la intona­ tione loro. cap. xii.
Dell'intonatione delli cantici, cioè del Magnificat & Benedictus. c. xiii.page 60
De tutti i seculorum di ciascun tuono, posti a compiacenza. cap. xiiii.
Contra all'opinione d'alcuni scrittori, circa dell'intonatione del Salmo festiuo del quinto tuono. cap. xv.
Che tuono sarà quello che terminara in C fa ut, come fanno gli Alleluia di Assumpta est Maria è di Bene fundata est della dedicatione della Chiesa. cap. xvi.
Contra al cap. disopra detto, che il quinto & sesto tuono, & anchor il set­ timo & ottauo, non debbono terminare in C fa ut. cap. xvii.
Della natura del diapente congiunto. cap. xviii.
Della dignità delle neume auanti la prima pausa, come nelli libri Ro­ mani appare. cap. xix.
Modo di conoscere i tuoni de gl'Introiti, de i Graduali con i suoi versi, & il simile dell'Alleluia, con i suoi versi. cap. xx.
Come nella fine delli canti, in cambio dell'Alleluia non si debbe dire sem­ pre Dicit dominus, ouero Ineternum, ouero altre parole. cap. xxi.
Che cosa sia tritono ouero quarta maggiore. cap. xxii.
D'alcuni tritoni comportabili. cap. xxiii.
Del tritono conuertito nella seconda spetie del diatessaron, & che la pre­ sente figura è chiamata al contrario dalla natura sua. cap. xxiiii.
Come il cantore è tenuto alcuna volta ha commettere il tritono per fa­ re il diapente perfetto, & per contrario secondo l'occorrenze loro. c. xxv.
Come disopra di A la mi re, non sempre di debbe dire fa. cap. xxvi.
Delle note del canto fermo, & della sua misura con alcune considera­ tioni. cap. xxvii.
Modo da intonare i canti senza distonatione alcuna. cap. xxviii.
Modo d'intonare gl'Introiti, i Graduali, Alleluia, gl'Offertori, & le post Comunioni. cap. xxix.
Come il Chorista debbe gouernarsi in choro. cap. xxx.
In che modo si debbon gouernare duoi cantori quando sono accompa­ gnati per intonare. cap. xxxi.
Come debbono essere cantati gli Agnus Dei delli Apostoli. cap. xxxii.
Della contrarietà d'alcuni circa l'Alleluia, che nella dominica infra l'ot­ taua della Epifania, come appare in figura. cap. xxxiii.

Errori occorsi per cagione della Stampa nel primo libro.

Manca nelli mutationi la positione C sol fa ut, perciò ritrouasi essere le sue mutationi al proprio suo luogo. Hora ritrouasi nell'opera alcuna volta posto vna lettera per vn'altra ouero sillaba, delche hauendo riguardo al sentimento delle parole det­ te dinanzi di essi & dopo. La cortesia & l'ingegno vostro restara sodis­ fatto, hauendo compassione alla stampa.
page 60vTAVOLA.

.A. .G.
CONCORDES VIRTVTE ET NATURAE MIRACVLIS