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Title: Prattica di musica.

Author: Lodovico Zacconi

Publication: Girolamo Polo (Venezia, 1592)

Principal editor: Frans Wiering

Funder: Utrecht University Netherlands Organization for Scientific Research (NWO)

Edition: 2000

Department of Information and Computing Sciences Utrecht University P.O. Box 80.089 3508 TB Utrecht Netherlands
Copyright © 2000, Utrecht University, Netherlands
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PRATTICA DI MVSICA VTILE ET NECESSARIA SI AL COMPOSITOre per Comporre i Canti suoi regolatamente, si anco al Cantore per assicurarsi in tutte le cose cantabili. DIVISA IN QVATTRO LIBRI.
  • NE I QVALI SI TRATTA DELLE CANTILENE ORdinarie, de Tempi de Prolationi, de Proportioni, de Tuoni, & della conuenienza de tutti gli Istrumenti Musicali.
  • S'INSEGNA A CANTAR TVTTE LE COMPOSITONI antiche, Si dichiara tutta la Messa del PALESTINA titolo Lomè Armè, con altre cose d'importanza & diletteuole.
  • Vltimamente s'insegna il modo di fiorir vna parte con vaghi & moderni accenti.
COMPOSTA DAL R.P.F. LODOVICO ZACCONI da Pesaro, del Ordine di Santo Agostino, Musico del Serenissimo Duca di Bauiera, &c. CON PRIVILEGIO
VIS VINCI TVR ARTE
IN VENETIA, M D XCII. Appresso Girolamo Polo. page ii

AL SERENISSIMO ET GRATIOSISSIMO MIO SIG. ET PATRONE MO IL SERENISS. GVILELMO, CONTE PALATINO DELRENO. Duca dell'alta & bassa Bauiera &c.

CHI serue & si ritroua in seruitù legato Sereniss. Sig. non sòqual segno di maggior gratitudine possa (saticandosi) mostrare verdo il suo sempre reuerito, & amato padrone, quante che col'esporsi tutto sedelmente in suo seruitio, ò in quello che piu gl'aggrada & piace, domarli anco con la seruitù pronta & sedele vna delle sue piu care & stimate cose; che s'egli nel seruirlo con dilligenza & bene, certo & securo pegno del suo buono amorli porge, donandoli poi quello ch'egli piu prezza & stima, allhora senza alcun dubbio gli ne sa certa & indubitata sede.
Cosi s'io voglio dirli il vero, & non asconderli ciò che hò nel cuore m'assicuro bene che V>S>A> per la diligenza del mio pronto seruire conosca & sappia con quanto amore & affetione io lo serua; ma volendola ancor con altri maggior segni & opre certisicarla meglio, ho meco proposto di sarla piu certa & piu sicura con donarli queste nouelle & incolte mie fatiche, (quantunque io ben conosca & scorga dalla parte sua non essercene bisogno;) le quali se bene hanno hauuto principio & sieno nate sotto la felice page ii-v memoria del Sereniss Arciduca Carlo già mio Clementiss. Padrone, & che dal principio della sua origine & nascimento fossero dal pensier mio & mia intentione dessignate à lui; nondimeno hauendomi l'A.V.S. dopò la sua morte con tanta gratia & sauore oltra il sommo mio contento si gratiosamente raccolto nella sua Sereniss.Corte, & abbracciatomi qual sedelissimo suo seruitore, voglio che le non sieno d'altri, ma sieno sue qual anch'io (mercè sua) mi ritrouo essere: Et benche à i Sereniss. merti suoi altro piu riccho & preggiato dono di questo mio humil & vile si con uerebbe, & se pur l'istesso, da altra maggior persona che di me, che sono sra serui suoi l'vltimo, o'l minimo; nodimeno perche offeruando le grandezze sue, ho veduto quanto li piaccia & aggrade gli humili & semplici assetti de seruitori suoi, ò con quanto lieto & sereno viso miri & guardi à i doni & fatiche che spesse volta da suoi, & da stranieri li son presente & donate; ho preso tanto ardire, & hora (per sua bontà & gratia) son si audace che anch'io con quella humiltà che io debbo, & à suo seruitor sedele si conuiene riuerentemente li porgo queste mie. Degnisi dunque V.S.A. d'accettarle con quella solita bontà sua che sempre suole, & effer di loro com'è di me padrone.
Di Venetia satta il di primo Ottobre 1592.
D.V.S.A
Humiliss & Fedeliss. Seruitore.
Fra Lodouico Zacconi.
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AILETTORI.

SE piu e piu volte io stesso nel publico conuersare non mi sosse abbatutto di vdire questo & quello sì con audacia & prontezza scioglier le loro pungente lingue in biasmo de scrittori al peggio che sanno non ricconoscendo le fatiche di penna per quello che si debbano ricconoscre, io lasciarei andar le presente mie fatiche senza altra annotatione ouer dissesa, perche mi basterebbe solo il pensar alle imperfettioni humane,& alla patienza che hanno i dotti in sopportar questi dicitori & lingue; ma dubbitando io che le non passino le douute limitationi & i debbiti segni, li dirò solo queste quattro parole.
Non si riguardan gli arbori se hanno diritti i rami e i tronchi con proportione ben tiratie, ma se v'hanno i frutti maturi & ben fatti; & molti corran al palio quantunque sappian ch'vn solo l'habbia d'haere. Jo prego ben quì ogni vno à gl'errori di stampa ò miei esser pietoso, & compassionenole, ne riguardare à gl'ornamenti, alle bellezze del dire, ò pur all'ortografia & allo stile, ma con lieto viso compatire ogni disgusto, & mala sodissattione; perche io ho cercato nel ragionare di non esser breue portando seco la breuità oscurezza & dubbitatione, ne meno d'esser poi si longo che vi sieno pochi sensi con assai parole per causa che la longhezza e'l troppo dire seco porta dimenticanza & oblione. Et s'alle volte i raggionamenti sono lunghi se si consideraranno l'occasione, & vi si riguarderà bene, non dubbito punto che non mi s'habbia compassione, & non mi si dia ragione. Cosi con pregar tutti à riceuere il buon animo mio con la mia pura intentione, & à prender di queste mie fatiche quello che piu à loro aggrada & piace, pregando ogni vno à corregger da se stesso tutti gli errori che vi troueranno scorsi come ho detto per ignoranza mia, & delle stampe, resterò à tutti in vniuersale di tanta benignità & cortesia sin che haurò spirto & vita sempre obligato.
page iii-v

TAVOLA DI TVTTE LE MATERIE PRINCIPALI CHE PER CAPITALI SONO IN TVTTA LA PRESENTE OPERA CONTENVTE.

Nel Primo Libro.
Ragionamento familiare intorno à i scrittori di musica. Cap. 1. fol.1
Che cosa sia Musica vniuersale. Cap. 2 fol.2
Per le diuisioni della Musica, qual cosa sotto il nome di Musica i Musici habbiano da intendere Cap. 3 3
Che cosa sia Theorica, Prattica, Musico, & Cantore, & chi s'intenda per Theorico Prattico Musico, & Cantore. C.4 3
Che cosa s'intenda sotto il nome di Prattica di Musica. Ca.5 4
Quanto sia stato bene à ritrouar la Musica, & quanto beneficio à gli huomini apporta. Ca.6 5
Quali & quanti buoni effetti produchi la Musica. Ca.7 5
Quale cosa piu astringe le creature humane a imparar di Musica. 8 6
Quali Musici s'intendino per antichi, & quale sieno quelle cantilene ch'hoggi giorno si chiamano antiche. 9 7
Di donde cauauano gli antichi gli effetti suoi Musicali. C.10 7
Di donde procedano i propri) effetti harmonici, & Musicali. 11 7
Se i moderni effetti Musicali hanno quella forza haueano gli anrichi. C.12 8
Quali sieno gl'effetti intrinseci della Musica. Cap.13 8
Quali sieno gl'effetti estrinseci della Musica. Cap.14 8
Se gl'effetti estrinseci della Musica nascano dalla dispositione de numeri, & caratteri Musicali; quali sono questi caratteri. C.15 9
In che modo si faceano l'harmonie prima che si fossero trouati questi caratteri Musicali che hora adoperiamo. C.16 9
In che modo si sia ridotta la Musica in scienza. C.17 9
Perche causa la Musica si sia ridotta in scienza. C.18 10
Se la Musica non si fosse ridotta in scienza, che cosa hora la fosse. C.19 10
In che modo fu conosciuto esser buono à redur la Musica in scienza. C.20 10
Quali furono i mezzi da ridurre la Musica in scienza. C.21 11
Se la Musica P scienza speculatiua ouer reale, & della conuenienza grande che ha con l'altre scienze. C.22 11
Delle antichità della Musica & suoi inuentori. Ca.23 13
In che modo, & per qual via sia stato ritrouata la Musica figurata. Ca.24 13
Come, di che cosa si formi, & quante cose sono necessarie alla Musica. C.25 15
Perche causa a collocar le figure Musicali si adoperano piu cinque corde che quattro ouer sei. C.26 15
Quante chiaue Musicali si trouano, come & perche causa cosi si formino. C.27 16
Che cosa sia inditio & à che seruano gl'inditii nelle cantilene. C.28 18
Del Tempo Musicale & delle sue diuisioni. Ca.29 18
Del origgine del tempo. C.30 18
Come sia stato ritrouato, o di donde sia venuto questo modo di dire Tempo per medium, o Tempo della Breue. C.31 19
Che cosa sia misura, tatto, & battuta. Cap.32 20
Della diuision del tatto & sua sumministratione. C.33 20
Quante sono le figure Musicali, & quale sieno. C.34 22
Perche causa le figure Musicali non sono piu di otto. Ca.35 23
Quali sieno i segni del tatto. C.36 24
In qual luogho s'habbiano da porre i segni del tatto, & se si possano diuersamente formare. Ca.37 25
Qual sia il nome delle figure Musicali, & come s'informino di suono. C.38 26
In che modo i Musici si seruino di vt, re, mi, fa, sol ,la. C.39 26
Perche causa tutte le figure Musicali si sum page iv ministrano con vt, re,mi, fa, sol, la, & come detti nomi fosser ritrouati. C.40 27
Che cosa sia punto nella Musica, & che effetto faccia. c.41 27
Del punto di agumentatione. C.42 28
Se le figure Musicali si possanofare sotto altra forma. c.43 28
Delle legature & figure legabili. C.44 29
Delle figure oscure legate ò sciolte, & del suo valore. C.45 31
Se le figure minori possano essere anteposte alle maggiori & come le si antepongano. cap.46 33
Delle pause sospiri, & mezzi sospiri. C.47 34
Che cosa sia [mus.brot] molle & [mus.brot] quadro. c.48 36
Dell'uso di [mus.brot] molle, & di [mus.brot] quadro. Capitolo 49 36
Del Diesis che cosa sia & perche causa nella Musica s'adoperi. C.50 38
Se si può in luoco del Diesis porre il [mus.brot] quadro, & il [mus.brot] molle in che luoco si deue porre. C.51 40
Delle Sincope; con le sue vere, & reale distintioni a perfetta dimostratione che cosa sieno. C.52 40
Di alcune strauaganze che si trouano nella Musica. C.53 42
D'alcuni passi difficili poche volte vsati, & della difficultà che hanno i Cantori a dirli bene. Ca.54 43
Alcune altre difficultà non da tutti conosciute. C.55 44
Che cosa sia Canon, & come vadi cantato. Cap.56 44
In quanti modi vna composition sola si possi cantare. Cap.57 47
Se la Natura ò l'Arte c'insegna a cantar di Musica. Ca.58 50
Del nouo & moderno modo d'insegnare a cantare. Cap.59 52
Da chi si ha da cercar d'imparar a cantar di Musica, & qual cosa vn scolare habbia da imparar prima. Cap.60 51
Chi, & quale debba essere il Cantore. C.61 53
Delle particulare qualità del Cantore. Capitolo 62 54
In che modo si possano le figure Musicali cantar con gratia le figure Musicali. Cap.63 55
Come, & in che modo si cantino le parole sotto le figure Musicali. C.64 57
Di quanto giouamento per le parole sia stato il punto d'agumentatione. Cap.65 57
Che stile si tenghi nel far di gorgia, & dell'vso de i moderni passaggi. Ca.66 58
Chi, & quale debba essere il maestro di Capella. Cap.67 76
Di qual sorte di voci si debbe far elletione per far buona Musica. Ca.68 77
Del modo d'incomminciar à cantare, & del dar la voce alle parte. Cap.69 78
De tutti quei inditii che dimostrano il fine delle cantilene. C.70 78
Per quai segni si finiscano le cantilene. Capitolo 71 80
Della fine che hanno le Villanelle, & le Canzonette. Ca.72 80
In che modo le Villanelle, & altre Barzelette possano contradire & non esser soggette alle regole Musicali. Cap.73 81
Quali sieno gli oblighi principali del Compositore. Cap.74 81
Quali sieno gli principali oblighi del Cantore. Cap.75 82
In qual caso tanto il sicuro, quanto che il timido Cantante può caddere in vn notabil errore. Cap.76 82
Nelle gratiose vaghezze, & vaghi accenti delle cantilene ordinarie & commune, qual cosa schiuandola si debbe piu fuggire. Capitolo 77 82
Se tutte le vaghezze & maniere di cantare che stanno bene & si concedano à vna parte, si concede all'altra. Cap.78 83
Qunat'auertenza & cura haueano gl'antichi nel segnar i loro canti, & che particulare autorità habbiano i Compositori, tenuta al presente da Cantori semplici quasi per inconueniente. Cap.79 83
Quante di quelle sotigliezze antiche i moderni compositori habbiano demesse, conosciute per sotigliezze di poco momento, & quasi da niente. Ca.80 84
Nel Secondo Libro.
Che cosa sia Modo, Tempo, & Prolatione in Commune. Cap.1 86
Come, & da che cesa habbi hauuto origine il Modo il Tempo & la Prolatione. Capit.2 86
Se le specie de Prolationi & Modali li possano vsare senza che c'intrauenghi il Tempo. Cap.3 86
Del Tempo perfetto & del suo segno. Capitolo 4 87
Come si procede per dare & torre la perfettione alle figure nel Tempo perfetto. Capitolo 5 87page iv-v
Del punto di diuisione, & d'alteratione. Capitolo 6 89
Del punto di Perfettione. Ca.7 89
In che cosa, & in quale occasione i Compositori antichi habbiano errato nell'assignar il valore alle figure del Tempo perfetto. Cap.8 91
Come tutte queste regole del Tempo perfetto si adattano alle Specie Modale, alle Prolationi, & alle Proportioni. Cap.9 91
Come si procede nelle cantilene che sono segnate con gli inditii del Tempo; & hanno con essi i segni del Modo, & delle Prolationi. Cap.10 92
La diuisione delle Specie Modali, del Tempo, & delle Prolationi. Cap.11 93
Con che occasione, & pur qual causa si sia diuiso il Modo, il Tempo, & la Prolatione. Cap.12 94
Se possano in qual si voglia specie di cantilene intrare tutte le figure Musicali. Capitolo 13 94
Quali sieno gl'inditii & segni del Modo & della Prolatione. Cap.14 95
Se le Specie Modali possano stare con le Prolationi. Ca.15 95
Quando il Modo ò le Prolationi sono insieme con il Tempo; chi di loro dua domini le Cantilene. Cap.16 96
Doi principali auertimenti intorno alle Specie Modale, con alcune cose da moderni osseruate, & non conosciute. Cap.17 96
Vn ordine che tengano i Compositori nel comporre, che molti non sanno le cause; & qual ordine si deueria tenere se si componesse vna cantilena Modale. Cap.18 98
Quali sieno i valori delle figure del Modo & del Tempo. Cap.19 99
Se tutti i valori delle figure del Modo, & del Tempo si possano con altri valori comparare. Cap.20 100
Come si procede nella numeratione delle pause Modali del Tempo, & delle Prolationi. Cap.21 101
Quando le figure del Modo & del Tempo mancano della loro perfettione. Capitolo 22 102
Auertimento particulare sopra le fignre alterate & diuise delle Specie Modali & del Tempo. Cap.23 103
Se le due principali Specie Modali si possano variare, & con che mezzo le si variano. Capit.24 104
Se la zifra binaria nelle compositioni del Tempo & le Modali fà sempre vn medemo effetto, ouero opera diuersamente. Capitolo 25 105
Come si diuidano, & quale sieno le specie delle Prolationi. Cap.26 106
Qual sia il tatto delle Prolationi; & perche causa vogliano piu vn tatto che l'altro. Cap.27 106
Perche causa le specie delle Prolationi sono solamente dua, & non quattro come le Specie Modali. Cap.28 107
Se tutte le figure Musicali possano intrauenire nelle Prolationi. Cap.29 107
Se le Prolationi vanno cantate sotto il tatto equale ouero inequale. Cap.30 108
Perche causa quando le Prolationi non sono segnate con altri segni che con li segni suoi, vanno cantate in foggia di Proportione, & quando che hanno la ternaria zifra si cantano con il tatto delle cantilene ordinarie, secondo il numero delle figure. Ca.31 109
Qual sia propriamente la vera, & natural Prolation perfetta. Cap.32 109
Quante belle cose ci manifesti il superiore essempio: & per lui nelle Prolationi quante cose difficile s'imparano, che non si veggano notate nelle regole. Cap.33 111
Qual sia la naturale Prolatione imperfetta. Capit.34 112
Auertimanto particulare intorno alle Prolationi semplice. Cap.35 113
Se le Prolationi si possano in altra foggia considerare. Cap.36 114
Che cosa s'habbia da osseruare per saper il proprio valore delle figure delle Prolationi composte. Cap.37 115
Come si proua esser il vero che nelle Prolationi si possino cantare una Minima per tatto, se di sopra sempre n'habbiamo vaduto andarcene tre. Cap.38 115
Quanta diligenza & osseruatione bisogna hauere nelle cantilene delle Prolationi. Capitolo 39 122
Come fuori delle Specie Modali & di Prolatione non si trouano valori di figure per poter comporre, senza non intrare nelle maniere ordinarie. Cap.40 122
Come nelle Prolationi imperfette possino essere le figure perfette, diuise, & alterate. Capit.41 123
Perche causa in conseruatione delle figure bianche, le figure imperfette delle Prolationi non si segnano con qualche punto. Capitolo 42 123page v
Se si possano vsar le Prolationi con le Specie Modali senza gl'inditij del Modo. Capitolo 43 124
Qual stile ò regola si possi tenere per hauer pronta, & facil cognitione delle cantilene di Prolatione. Cap.44 124
Perche causa sieno stati ritrouati questi tanti valori delle Prolationi. Cap.45 124
Se è lecito di adoperare in vna cantilena non solo piu valori delle figure naturali, ma anco i valori di diuerse specie. Capitolo 46 125
Perche via si possino i valori di diuerse Specie Musicali accomodare in vna cantilena sola. Cap.47 125
Già che i diuersi valori delle figure Musicali si possano accompagnar insieme, come si procede nelle cantilene che cantino per diuersi segni. Cap.48 125
Alcuni notabili auertimenti che si debbano hauere nella cantilena superiore. Capitolo 49 127
Se vna parte sola può hauer diuersi segni. Cap.50 127
Quando in vna parte sola sono dua ò piu segni, qual segno vadi cantato prima. Capitolo 51 128
Se con vn segno solo, si può far repetere vna cosa piu volte. Ca.52 129
Come alcune cantilene senza l'introduttione de piu segni piu parte possano cantar in vna con vna varia disposition di chiaue. Capitolo 53 129
Quando le parte d'vna cantilena hanno diuersi segni, come si ha da procedere per dar il valor giusto alle figure. Cap.54 139
Se nelle cantilene di Musica figurata si trouano altri segreti che sieno di momento & di consideratione. Cap.55 130
Come con vn essempio solo si possa hauer cognitione di tutte le difficultose & principali specie di cantilene che si ritrouano. Capitolo 56 131
Come per via di regole generale si possi sapere il valor delle figure di qual si voglia cantilene Musicale. Cap.57 131
Stante il gran numero, & la molta copia delle cantilene fatte sotto contrarii, & diuersi segni che si trouano per il Mondo sparse: perche nel presente trattato non se ne facci piu lunga, ò altra diffusa decchiaratione. Cap.58 132
Nel Terzo Libro.
Perche causa nella Musica si dichi Proportione. Cap.1 133
Che cosa particularmente nella Musica s'intenda sotto il nome di Proportione. Capitolo 2 133
Con che mezzo si distiunguino le Proportioni dall'altre cantilene. Cap.3 134
Quale sieno quelle figure che entrano nelle Proportioni. Cap.4 134
Perche causa nella Musica si dicha numero binario & ternario. Cap.5 135
Perche causa si pone la zifra ternaria nel principio delle Proportioni. Cap.6 135
Se necessario la zifra binaria nelle cantilene commune. Cap.7 136
Che differenza sia da Proportione, Tripla, Sesquialtera & Emolia. Cap.8 136
Con qual sufficiente mezzo si proua che Tripla, Sesquialtera & Emiolia non sieno Proportioni. Cap.9 138
Che cosa sia Dupla, Tripla, Quadrupla, Quintupla. Cap.10 138
In che modo la Dupla la Tripla la Quadrupla & tutte l'altre Specie d'oppositi nummeri sieno state ritrouate. Cap.11 139
Quando piu specie de diuersi oppositi nummeri son poste insieme; in che modo si conosca questa specie esser d'vna sorte & questa d'vn altra. Cap.12 140
Quali sieno i sostentamenti di tutte le superiori specie con la decchiaratione del genere Multiplice, Superparticulare, Superpartiente, Multiplicesuperparticulare, & Multiplicesuperpartiente. Cap.13 140
Come si proceda nelle nummerale oppositioni del genere Superpartiente. Cap.14 140
In che modo s'habbia d'hauer cognitione del genere Multiplicesuperparticulare, & perche via si cauino le sue specie. Cap.15 141
Perche via si possi hauer cognitione del genere Mutiplicesuperpartiente, & come si cauino le sue specie. Cap.16 142
Perche causa furono trouati questi generi di oppositi nummeri. Cap.17 142
Come si possa hauere piu chiara, & perfetta cognitione de tutti questi cinqui generi di oppositi numeri, & delle loro specie. Cap.18 142
Decchiaratione delle cinque figure quadrate poste ne i quadrati del Capitolo superiore, & come s'adoperano gl'essempii colloca page v-v ti nelle corde Musicali. Cap.19 146
Di donde sieno deriuati i nomi de i sudetti cinqui generi. Cap.20 147
Se stante i medemi numeri i sudetti cinqui generi possino hauer le specie variate. Capitolo 21 147
Se queste oppositioni de numeri, & comparationi Arithmetiche sieno di vtile alla Musica, & che giouamento apportino à i Compositori. Cap.22 148
Come sia nato questo errore che le Triple & le Sesquialtere con l'Emiolie sieno state per falso & tristo abuso tolto per Proportioni. Cap.23 148
Se le Triple & le Sesquialtere con qual si voglia specie di opposito nummero si possano introdurre dentro al principio delle cantilene ordinarie & commune. Cap.24 149
Come si potria remediare in far chiamar le Proportione Proportioni senza dirle Triple Sesquialtere ouero Emiolie. Capitolo 25 149
Quale siano le diffinitioni delle Duple, delle Triple, delle Sesquialtere, & dell'Emiolie. Cap.26 149
Già che l'Emiolia si forma di figure oscure; si cerca se tutte l'altre specie si possano come lei oscurare. Cap.27 150
Se essendoci tante specie d'oppositi numeri si può formar vna cantilena mista de diuersi numeri comparati. Cap.28 150
Che vtile n'habbiano i Compositori di tante specie di oppositi numeri. Cap.29 150
Non essendo le specie d'oppositi numeri di alcun vtile, perche causa i Theorici n'hanno scritto, & trattato si diffusamente. Capitolo 30 151
Come per distinguere le Proportioni d'inequalità di tatto & di figure, le Triple & le Sesquialtere non s'habbiano da chiamar Proportioni. Cap.31 151
In che modo le Proportioni vere si segnano con le zifre, se le zifre sono proprii segni delle oppositione de numeri. Cap.32 152
Se per la conuenienza delle zifre, & delle figure si possano introdur le Triple & le Sesquialtere dentro alle cantilene di Proprtoione. Cap.33 152
Se ci è nisciuna sorte di Proportione che habbia forma, & similitudine di Tripla, ò di Sesquialtera. Cap.34 152
Che vtilità ne cauano le cantilene dalle specie d'oppositi numeri. Cap.35 153
Che aiuto diano le Sesquialtere, & l'Emiolie alle cantilene ordinarie. Cap.36 153
Quante specie de Proportioni si ritrouano. Cap.37 153
In che modo, & in qual maniera si formino gl'essempii delle quattro specie di Proportione d'inequalità di tatto & di figure. Cap.38 152
Quali sieno i segni delle Proportioni, & in che modo le s'introducano & si cauino fori delle cantilene ordinarie. Ca.39 156
Qual si il tatto delle Proportioni. Capitolo 40 157
Perche causa nelle Proportioni si sumministra il tatto inequale. Cap.41 158
Quale figure nelle Proportioni sieno alterate & possino esser perfette. Cap.42 158
In che modo & quando le figure in Proportione sieno perfette. Cap.43 159
In che modo le figure Musicali in Proportione sieno diuise. Cap.44 159
Alcune particulare annotationi, & auertimenti che si debbano hauere ne i punti d'alteratione, ò nelle figure alterate di Proportione. Ca.47 161
In che cosa circa le regole Musicali i Prattici non conuengano con i Theorici. Capitolo 46 161
Oppinioni diuerse che hanno alcuni particulari professori intorno alle Proportioni. Cap.47 163
Come entrano le pause nelle Proportioni. Cap.48 165
In che modo pare che le Pause habbiano piu forza & maggior potere che non hanno le figure. Cap.49 167
In che modo si procede nelle cantilene di Proportione persaper quando le figure sono perfette & imperfette. Cap.50 pb167
Che cosa ci sforzi ad introdurre le figure delle Proportioni imperfette nelle Proportioni perfette. Cap.51 168
Quanta differenza sia delle figure oscure che si adoperano nelle Proportioni da quelle che si adoperano nelle cantilene ordinarie. Cap.52 169
Quale figure nelle Proportioni ci possino ingannare. Cap.53 170
Perche causa si sieno fatte tante longhe digressioni, & douendosi fare perche si sono fatte piu quì che altroue. Cap.54 170
Con quanta facilità quelle rego le che paiano si longhe & di tanta importanza, si raccolghino per summario in vno Epilogo. Capitolo 55 171
Con qual ordine & pulitia si debbano fare le page vi Proportioni conforme alle uere & buone regole. cap.56 172
Perche causa si trouano piu Proportioni maggior perfette che minor perfette. c.57 173
Quali sieno gl'effetri delle Proportioni. Capitolo 58 174
Perche causa i Compositori antichi andauano dietro alle Specie Modali, se da loro non ne cauauano altro effetti che l'ordinario. capitolo 59 174
Qual cantilena produce maggior diletto, le Proportioni ouero le commune comprese sotto il numero binario. Cap.60 175
Se l'effetto delle Proportioni è piu deletteuole che non è quello delle cantilene ordinarie, perche non si vsano piu le Proportioni che quelle. cap.61 176
Se tutte quattro le specie delle Proportioni producano vn'effetto istesso. Cap.62 176
Se tutte quattro le specie delle Proportioni producano vn medemo effetto; perche causa non se ne forma vna specie sola. c.63 177
Quando si adopera la Proportione imperfetta se fa bisogno d'introdurla con i segni del Tempo, ò se si può far senza. Cap.64 177
Con quante sorte di figure Musicali si possano sotto il tatto inequale accomodare le figure in forma di Proportione. c.65 178
Se nelle Proportioni si possano vsar figure in foggia di sincope. Cap.66 178
Come si conosca & proui che le Proportioni imperfette non possino esser introdutte in cantilene binarie senza li suoi segni. c.67 179
In qual caso si possino introdur le Proportioni senza segno. cap.68 180
Delli dua segni delle Proportioni, qual sia il piu proprio & particulare. cap.69 180
Se nell'introdurre le Proportioni nelle cantilene ordinarie, si può introdurre vna parte prima dell'altra. cap.70 181
Se nelle Proportioni si possano introdur figure in modo che produchino effetto improprio & sproportionato. cap.71 181
Dopo tutte l'essentiale demostrationi dell'essenza principale delle Proportioni, che differenza sia dall'effetto di Emiolie & di Proportione. cap.72 182
Se in vn canto di Proportione può esser vna parte ò dua che cantino le figure sotto la quantità binaria. Cap.73 183
Quale sieno le Proportioni bastarde. Capitolo 74
Quale sieno le Proportioni sciolte. c.75 186
Quale sieno le Proportioni alacciate. capitolo 76 186
Quale sieno le Proportioni rissolute. Capitolo 77 187
Se in qual si voglia sorte di Proportione vi è cosa ch'habbia bisogno di esser dimostrata & auertita. Cap.78 187
Nel Quarto Libro.
Sotto questo nome Tuono, quante cose s'intendano. Cap.1 193
Che cosa sia Tuono di grado, & de quanti Tuoni si formi vna scala naturale. Cap.2 193
Che cosa vogli dire Dittono Semidittono Trittono con la dechiaratione de tutti quanti i gradi che passano per il Tuono harmoniale. Cap.3 194
In che modo si sia introdutto nella Musica di dire Dittono Semidittono, & Trittono, se si potea dire terza maggiore terza minore & quarta falsa. Cap.4 195
Che cosa nella Musica vogli dire Medietà, & relatione. cap.5 195
Che cosa sia Tuono harmoniale. cap.6 196
De quanti gradi Musicali si formi vn Tuono harmoniale. cap.7 196
Se il Tuono harmoniale è vn solo ouer piu di vno. cap.8 197
In quante maniere è stato chiamato il Tuono harmoniale & se si può con altro nome chiamare. cap.9 198
Quanti sono i Tuoni harmoniali circa alla loro quantità & numero. cap.10 198
Come si procede nella nummeratione de Tuoni harmoniali, & in che modo si nummerauano anticamente. cap.11 199
Perche causa i Tuoni harmoniali non sono nè piu nè meno de dodeci. cap.12 199
Se i Tuoni harmoniali sono necessarii, ò se si può far senza. cap.13 200
Qual cosa sforza i Tuoni harmoniali à esser necessarii. cap.14 201
I sufficienti mezzi con i quali si proua che i Tuoni harmoniali non sono ne furono mai manco de dodeci. cap.15 201
In che modo sia nato questo errore di tenere che li Tuoni harmoniali sieno solamente otto, & non dodeci come sono stati sempre mai. cap.16 202
Quale sieno le vere & proprie forme de i Tuoni harmoniali. cap.17 203
Per qual via & con qual ordine le Quarte & le Quinte formino i Tuoni harmoniali. Capitolo.18 203
Di doue si cauino queste Quarte & queste Quinte & come habbiano hauuto principio. cap.19 204page vi-v
In qual lettera della Mano Musicale si pone il principio de i Tuoni harmoniali. cap.20 204
Essendosi posto il principio delli Tuoni harmoniali nelle corde di natura, perche piu si è posto in D sol re, che in C fa vt: se C fa vt è il primo luoco di natura. cap.21 205
Essendo il principio de i Tuoni harmoniali collocato nella corda di D sol re: vtrum se seria bene di leuarlo & di collocarlo nella corda di C fa vt; vera & prima corda di natura. cap.22 205
Se per l'antica institutione de i Tuoni harmoniali, si constituisce il principio in D sol re, & il fine in C sol fa vt collocandone dua per ciascheduna lettera; come possano esser dodeci, se le lettere sono sette. cap.23 205
Quale sieno le sensate, & reale demostratione de i dodeci Tuoni harmoniali. 24 206
Per la conuenienza che hanno i Tuoni harmoniali nella esteriore & semplice forma, in che modo si formano, & si fanno le loro particular denominationi. cap.25 206
Come in tutta la disposition d'vn canto facilmente si posi cauare la cognitione di vn particular Tuono harmoniale. cap.26 206
Qual particular auertenza bisogna hauere per conoscer bene questo & quel Tuono harmoniale. cap.27 207
Perche causa i Musici hanno trouato di trasportar i Tuoni harmoniali fuori delle loro corde naturale per collocarli in altre corde. cap.28 208
Con qual piu facil osseruanza si possi hauer breue & succinta cognitione de i Tuoni harmoniali trasportati. cap.29 208
Demostratione d'alcuni Tuoni naturali che hanno bisogno di esser con chiarezza dimostrati. cap.30 209
Auertimento necessario & particulare intorno alla cognitione di qual si voglia Tuono harmoniale. cap.31 209
Se ci è nisciun Tuono harmoniale che possa finire oltra gli superiori assignati modi. capitolo.32 209
Consideration particulare sopra il quarto Tuono harmoniale. cap.33 210
Quante sieno l'intonatione de cantici & Salmi noturni & vespertini. cap.34 211
Quali sieno i Tuoni misti infra li Tuoni harmoniali. cap.35 211
Se è lecito di variar le specie de Tuoni harmaniali con intrar di vna specie nel'altra, & farli esser Tuoni misti. cap.36 211
Di quanto giouamento sieno i Tuoni harmoniali al Compositore. cap.37 212
Nella conuenienza de gl'Istrumenti.
Che cosa sia & voglia dire Istrumento Musicale. cap.38 212
Quali sieno quegl'Istrumenti atti à far Musica & à produrre soaue & dolce harmonia. cap.39 213
Diuisione generica & specificata de gl'Istrumenti Musicali. cap.40 213
Se gl'Istrumenti Musicali che sono fatti con le diuisioni Diatoniche si possano diuidere Chromaticamente. cap.41 213
Quali sieno quegli Istrumenti, che hanno sempre il suono fermo & stabile, atto à non potersi mouere senza loro offesa & danno. capitolo.42 214
Quali sieno quegli Istrumenti che hanno il suono mobile. cap.43 214
Se tutti gl'Istrumenti Musicali hanno le voci reale: & quali sieno quelli che ne possano produrre del'altre oltra le proprie & vere. capitolo.44 214
Quali sieno quegl'Istrumenti che in se contengano piu voci, cioè partendosi dalle voci pi graue, vadino piu alto nelle acute. capitolo.45 215
Con qual Istrumento meglio si possi sonar tutte le parte. cap.46 215
Quali Istrumenti Musicali sieno soggetti al'accordature. Cap.47 215
Quali sieno quegli Istrumenti che accordati vna sol uolta, sono accordati per sempre. Cap.48 215
Se gl'Istrumenti Musicali che sono soggetti alle accordature tutti s'accordano in vn modo, ò pur diuersamente. cap.49 216
Se ci è Istrumento nisciuno che conuenghi con l'altro Istrumento nell'accordatura. cap.50 216
Che ordine & maniera si tiene nell'accordar gl'Istrumenti di suono mobile. cap.51 216
Di quanta fatica sia l'accordar gl'Istrumenti. cap.52 216
Quali sieno quegli instrumenti ch'essendo sotto vn nome solo hanno bisogno d'esser diuisi. cap.53 217
Se gl'Istrumenti che sonano vna parte sola, & che hanno il suono mobile, douendosi accordare, s'accordano tutti insieme. Capitolo.54
Come si può far senza maestro à imparar d'accordar gl'Istrumenti Musicali di suono mobile. cap.55 217
Vniuersal demostratione di quanto uadino alto & basso tutti gl'Istrumenti Musicali. cap.56 218
IL FINE
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IL PRIMO LIBRO DELLA PRATTICA DI MVSICA DEL R.P.F. LODOVICO ZACCONI DA PESARO, DELL'ORDINE AGOSTINIANO. In cui si tratta di tutte le cose, che appartengono a i canti communi, & ordinarij, etc.

Ragionamento familiare intorno a i scrittori di musica. Cap. I.

COLORO che non sanno piu che tanto & che non si curano di sapere: poco ò nulla stimano le fatiche altrui, viuano infra le populare genti, & tra il numero grande delle persone come Olmo infra le piante, che senza produr frutto ne fiore, d'altro non è buono; che di multiplicar in quantità, & di far ombra: ma quei che sanno, & sempre s'affaticano di sapere, fanno ogni studio, & vsano ogni arte per communicar altrui i studij suoi: Ne si curano d'affanno, ò di fatica, nel consumar le notte intiere: purche vegghiando & faticandosi, si fatichino & vegghino in beneficio del compagno. Onde fra tutti gli oblighi ch'habbiamo à quei che fanno; tenendoli per grandi & d'importanza tutti, l'obligo ch'habbiamo a che ci ha aitato con lo scriuere io stimo lo maggiore: poiche il difendersi con le lingue, il porgerci maturi consegli, il persuaderci il meglio, il ritrarci dal peggio, & il souenirci ne i Ciuili, & Criminali trauagli è poco, ò non è nulla, al pari del giouamento delle scritture: perche le parole se le porta il vento; & passano i fatti mentre si fanno: ma quel che si fa, ò dice quando alla penna si sottopone; fatto ò detto che gli si sia, in atto viuo sempre rimane. Che ben si vede quanto i scritti durino, & quanto lontan si stendino: quando che per essi con giouamento si grande & dolcezza si incredibile habbiamo notitia come Iddio questo Mondo fabricasse: in che modo il nostro primo Padre da tanto ben cadesse: per qual causa la terra s'inondasse, che il primo homicidio commettesse, doue la prima vittima s'immolasse, per donde il guerreggiar n'uscisse, quanto ne i primi anni si viuesse, in che maniera Sodoma si punisse, che cosa di tempo in tempo ne seguisse, & altro ch'assai hauerei che fare, se ciò che è fatto ad vna ad vna io raccontasse, & tutto quello che ci narrano le scritture io dir volesse. A noi ci basta questo che li scritti altrui ci hanno fatto sapere glu huomini che già di grande reputatione furono, gli esquisiti pareri loro, le honorate occupationi, i fatti egregij, le conuenienze fraterne, l'espositioni rare, è quanto già migliaia d'anni da questo e quel fu fatto. Cosa certo di gran momento, & non di picciola consideratione: poiche se Mosè Profeta Santo, l'historie della creation del Mondo scritto non hauesse, non sapressimo che prima quì uenisse, in che modo ci siamo noi, la moltitudine delle genti che vi son state, sotto che leggi viuessero, che li gouernasse. Ma questo beneficio di saper i fatti & le cose anticamente occorse seria poco al par di quel page 1v lo che habbiamo riceuuto, quando che se non fossero i scritti di quello, & di quello: con le varie, & diuerse interpretationi che in tanto gran numero, & copia si son fatte: seriamo si ignoranti che di dottrina alle statue che in duro marmo sono intagliate, ò a quelle che son scolpite in secco legno ci potressimo somigliare. Questo è quel obligo si grande che al mio parere, con nissuna cosa si può ricompensare, ne che con qual si voglia riccho prezzo si può pagare. Non è egli cosa di prezzo incomparabile che quegli alti pensieri, quelle dottrine singulari, quelle sottile inuestigationi, & quei arguti detti che tanti e tanti, nelle lettioni, ne i ragionamenti, & ne i commercij familiari adussero i piu dotti, & i piu stimati del Mondo: non solo ci sieno rimasti nelle mani, & che chi gli vuole ne può esser padrone, ma anco dopò morte di poterle a gli heredi suoi, & essi a gli altri lasciare? diuenute si perpetue che senza pericolo di perderle, o da vermi esser corose sapiamo, & saprà che dopò noi hauerà nouello spirito, & vita chi fosse Diogene, chi Anassagora, chi Aristotele, chi Platone, & chi con la dottrina e il dire tra di noi si è fatto immortale, subintrare con diletto incredibile in tutte le loro humane, & naturale speculationi. Ma che diremo del obligo ch'habbiamo a chi della nostra fede si altamente scrisse: quando che per le scritture Euangeliche, & che le norme Apostoliche rendendoci testimonianza certa delle promesse diuine sappiamo, che il Verbo eterno si vestì di questa nostra carne, ch'egli morse per noi su la Croce, & che infin suscitato da morte in vita ne ha mostrato la via di salir in cielo? Non sò come quest'obligo fra tutti gli oblighi non sia il maggior: se maggiore è il frutto, il premio & la mercede, & se per scritture tale; facciamo acquisto del maggior bene che in vita, & che dopò morte possiamo hauere. Ond'io considero anco che a douerlo molto meglio conseguire; lo studio, & le occupationi che intorno alle scienze si fanno assai potente mezzo sia: poi che non solo con vtile, & guadagno grande del anima l'huomo in questa vita mortale si corona: ma anco coronandosi de gradi, dignità, & preminenze, fugge il male, & si dispone al bene: perche mentre egli studia, & che intento, & che fisso ascolta, ò legge, raccolto i sensi all'intelligenza di quello che egli legge ò ascolta vi s'occupa talmente tutto, che ne volontà, ne obietto visibile dal intelligenza lo distoglie. Cosi essendo la volontà e gli obietti, i primi mezzi per cui si commettano gli errori meriteuoli di pene; & trouandosi alhora in astratto occupati, è forza di dire che lo studio, & l'imparare sia vu potente mezzo, & vna buona causa da ritrar l'huomo dal ocio, & di farlo virtuosamente operare: ben lo conobbero gli antichi, che per non lasciar la volontà sciolta, & i sensi apparecchiati ad occuparsi intorno a diuersi obietti, tutto il tempo che vissero; intorno alle scienze s'occuparono, & gli anni tutti vi consumaranno, finche fatti mortali: morti, ancor uiuono, & viueranno sempre piu che mai, talmente i ritratti loro nelle menti humane sono si ben scolpiti, & radicati. Di questo ne fanno fede quelli i quali in occasione di ragionare, & scriuere di questa cosa, & di quella fanno mentione di che tra gli huomini rari, come raro visse, & e si altamente scrisse che per la singularità delle perfette dottrine, per i sensati giudicij, & per le sentenze si belle che vsciuano dalle lor bocche, singulari, & celeberrimi con tanto honore ancora viuano, che non paiano morti. Et si conseruano qual cedrino legno intatti, puri, & immaculati. Non vediamo noi di quanti huomini hoggi giorno si ragiona che non conoscessimo noi ne gli Aui nostri? da quanti valent'huomini sono honoreuolmente commemorati? che se fossero stati tristi, ignoranti, & simile a i stolti, non seria che di loro facesse pur una minima mentione. Or tra questi che da dotti, & valent'huomini per la dottrina, & la veneratione della persona spesse volte sono commemorati, quei scrittori ancor sono commemorati che di Musica scrissero: si perche scrissero, & c'insegnarano quelle cose nelle quali consistano le principali recreationi nostre, si anco perche le ridussero a tanta perfettione, & le posero in tanta esistimatione che le fecero da tutto il Mondo abbracciare, & infra le scienze humane, & acquisite collocare: che ciò sia il vero, vediamo prima che d'acutissimi Filosofi, & da tantissimi Theologi n'è stato si ben ragionato, & scritto, che ora non è dotto ne scrittore che scriuendo ò ragionando, in qualche parte, non ne habbia scritto ò ragionato, & poi che n'hanno trattato con tanta particularità, & distintione, che hora i trattati sono si ben distinti, & chiari d'ogni vno che l'intenda ne ha che dire. Non par egli che assai siamo obligati alli scrittori, quando che se non fossero state le loro scritture saressimo infra le altre cose senza veruna cognitione di Musica: perche quantunque i vecchi nostri fossero stati Musici, & che per via di traditione ne potessimo quel istesso sapere, chi di questo n'assicura? non seria egli stato facil cosa che in tanto tempo la traditione si fosse smarita ò persa? o pur se la ci fosse ancora, che la non fosse in pochi, & in qualche lontana parte? non vediamo noi ciò che è intrauenuto alle scienze Greche, & Hebraiche che se bene sono state scritte, & che habbiamo hauuto gran copia de scrittori, hormai le si son perdute? & come meglio non si seriano potuto perdere, & non si seriano perse se non ci fosse stato che ce l'hauesse lasciate scritte? non bisogna dire che hora le sieno sotto altra page 2 lingua: & che per questo le ci paiono esser disuenute, & mancate: perche questa ragione è ben vera in parte, ma non tutto, essendoche non tutte quelle cose che sono in lingua Greca scritte, sono in lingua Latina tradotte: che Dio il volesse che non vederessimo tanti belli ingegni faticarseli ritornò a piu potere, come si faticano, & molti piu virtuosi, & dotti fioririano che non fioriscano, oltra che molt'altre non se ne seriano perse come si son perdute: chi n'assicureria che le guerre, le pestilenze, et il lungo tempo, non ce l'hauesse fin hora tolte, & fraudate? per questo io dico che non mai a bastanza ringratiar possiamo quelli che ciò che seppero, come heredi ci donorno, & ci lasciarono scritto facendoci parte di quelle cose che essi con tanta fatica, & sudore non cosi in pochi anni fecero acquisto. I primi che scrissero di Musica diedero occasione a i secondi di scriuerne, & i secondi a gli altri finche al presente, in tanto gran numero, & copia sono multiplicati, & cresciuti che con stupor grande, & merauiglia incredibile n'empiano le librarie, a beneficio commune, & pro vniuersale di coloro che honoratamente si vogliano in questa particular professione, occupare, & nell'introduttioni di Musica esercitare; onde io hauerei assai che fare, se quì nel ingresso di questo mio trattato Musicale, particularmente nel principio del ragionare, volessi stare a raccontare, & descriuere ad vno ad vno tutti quei scrittori che si bene, & altamente di Musica han scritto, poiche di loro io non intendo ne pretendo di dirne altro, che se non fossero stato i scritti loro, molti hoggidì sono musici che non seriano, & di molte belle compositioni s'odano che non s'vdiriano: ma bene col anteporre le loro tante honorate fatiche, con tutti i beneficij che ci hanno fatto, voglio iscuoprire, ch'anch'io per desiderio grande che ho hauuto di giouar a quelli che son quì, altroue, presenti, et futuri: volentieri, et di buona voglia, mi sono esposto a queste fatiche, non per altro solo perche meglio dopò gl'interessi particulari si rendino gratie, et si doni il proprio guiderdone alle fatiche di penna. hora da molti tanto disprezzate, & in si poco conto tenute. Cosi con questo picciol mezzo di hauer commemorato, & fatta mentione vniuersale sale de gli honorati, & famosi scrittori di Musica con hauerne detto, & dimostrato l'obligo che di douemo hauere, per hauerci conseruato, quello ch'essi piu prezzaranno, & noi debbiamo prezzare: per esserci stato che con tanta forza, & si altamente n'habbia scritto; verò a questa particular conclusione che la Musica si per la fama de gli scrittori, & si per il ben ordine delle loro scritture hora la sia venuta in tanta stima, & reputatione che quali fa vergogna all'altre scienze, poiche i Musici son cresciuti in tanto numero, & copia, che a considerarli solo non che a numerarli ci fanno stupire. Il che se noi consideriamo ben non nasce da altro, & da altro non viene se non dalle fatiche tante che si son fatte per facilitar la professione, & arte, che per prima era si faticosa, & difficile. Perche sin quì non è stato scrittore, ne ci debbiamo presumere che n'habbiamo a venire, che col hauer letto le scritture altrui, non si sia faticato a piu potere di facilitarle, & di farle sempre piu chiare; volendo ogni vno che quella intelligenza facile che è in lui, sia in altri co i scritti suoi. Questo pensiero è stato quello che l'ha fatta diuenir tale, & farà che di continuo la s'habbia d'agumentare: si perche si son facilitate le cose oscure, & fatte chiare; si anco perche si faranno tutta via col tempo di bene in meglio. Di modo che la Musica di pouera che fu per prima verrà si riccha che farà tutto il mondo merauigliare. Se lo può ben ogni vno pensare che se hora al presente fioriscano tanti professori di Musica, d'honore e fama meritamente degni: che ne fioriranno anco per l'auuenire essendosi trouato con tanta facilità quanto si vede; della quale assai, & non poco ne douemo ringratiar Iddio largo donatore di tutte le cose, che per sua gratia, & bontà infinita senza nostri meriti s'è degnato per mezzo di questo & di quello d'apprirci la via, & di farcela con si poca fattica conseguire. Possiamo dunque gloriarci di hauere per le tante fatiche fatte intorno alla Musica facilitato le strade, & di poterci in breue impatronire di tal scienza per la quale i vecchi nostri conuennero durar tanta fatica se ne volsero far acquisto, & esserne patrone. Onde accioche questo meglio si possa fare, & che i professori s'habbiano a multiplicare parendomi che le genti incomincino a dipartirsi dalle regole, & buone vie; volentieri io mi son determinato di formarne il presente trattato, non tanto per ritornarle su le debite strade: ma anco per non far che altri l'habbiano a seguitar per le male vie, & in loro imitar il male. Cosi lodando gli antichi nelle loro fatiche incominciaremo à intrare ne i ragionamenti di Musica, et discorreremo intorno a tutte le cose Musicali.

Che cosa sia Musica vniuersale. Cap. II

SE io mi distolessi dall'uso antico, & dalla via commune a non proporre le cose nel piu largo, et vniuersal modo che si possano proporre, per venire in quelle particularità che io voglio, ò ch'io sarei tenuto per stolto, ò riputato per ignorante, fuggendo quelle vie che tutti gli honorati scrit page 2v tori abbracciano, et hanno abbracciato. Onde perche tal cosa io fuggo, come ogni persona honorata, et da bene deue fuggire; per non partirmi da quello che nissun partir si deue, propongo la Musica nel piu vniuersal modo che si possa, & dico; che Musica non è altro che vna consonante harmonia di tante proportionate, & ben mirate cose; nella quale secondo Empedocle si contiene le lire, & l'amicizia, & poi secondo gli altri tutti i regolari moti che fanno le sfere celeste nel riuolgere questa gran machina mondiale; dalla cui reuolutione si crede, et tiene che ne eschi harmonia soaue essendo mossa con ordine, et misura: di poi tutte quante quelle cose che sono, da proportionate misure, et ordini, tessute, et ordinate, dentro delle quali si contengano tutte le qualità naturali, le dispositioni elementare, i componimenti materiali, l'informationi corporee, & molte altre cose, che per la concordia, & la discordia fanno moti simili a i moti harmoniosi, & per questo dicano che in tutte le cose conuiene che ci sia Musica, se non Musica risonante, almeno naturale, ouero mensurale; cioè esser fatte con conueniente proportioni, & misure: perche non è cosa in che non si troui nummero peso, & misura; misura per vn termine finale, peso per l'essere presente, numero per la compositione nel fatto esistene. Ma noi già che douemo ragionar di Musica: presupponendo ne i ragionamenti nostri la Musica risonante, lasciaremo da una parte i ragionamenti Arithmetici, Mathematici, & Filosofici, i quali piu tosto appartengono a semplice Theorico, che al puro Prattico, & diremo che Musica è vna certa quantità de suoni per istrumenti naturali ouero artificiosi harmoniosamente raccolti: si dice vna quantità de voci, accioche si sappia che vna voce sola non fa harmonia: ma è parte di harmonia: di poi si dice per istrumenti naturali, ouero, artificiosi per dimostrare che gli istromenti naturali sono quelli per i quali naturalmente ne esce fuori la voce che produce le sopradette parte dell'harmonia, gli artificiosi poi sono quelli, che per via d'arte, & d'istrumenti a questo effetto fabricati fanno vdir il suono, simile al suono delle voci. vltimamente si dice raccolti harmoniosamente acciò si sappia che le voci raccolte insieme in dissonante maniera non fanno Musica, ne si può dire che sia Musica. Onde tuttauolta che si raccogliessero vna quantità de voci che cantassero senza accorarsi nelle consonanze Musicali, quel cantare non si diria Musica; ma confuso grido, ò dissonante canto se bene non si doueria dire in nissun modo canto: perche canto sempre in se dimostra dolcezza: nondimeno perche non si troua parola propria che ne possa queste voci cosi in dissonante maniera raccolti con proprio nome dimostrare: per questo le si possano dire confuso grido, & dissonante canto. Ma quando che le voci sono raccolte infra certi numeri sonori dentro de quali fanno vna soaue, & dolce harmonia, quella maniera dico si chiama Musica, & canto.
Musica perche le voci harmoniosamente sono raccolte, & canto, perche non è altro che vna dolcezza, & soauità de voci. di modo che separato dalle voci modulanti, le voci triste, & pessime, senza consonante maniera prodotte, quelle solamente che producano harmonia instituiscano, & formano la Musica, e però quando nei ragionamenti nostri diremo Musica sempre intenderemo queste tale harmoniose operationi, ò sieno produtte in atto presente, ò sieno state produtte, ouero che si possano produrre: perche l'harmoniosa Musica ò può esser stata fatta che è quella dopò d'hauer cantato che si dice hauersi fatta Musica, o mentre che si canta che pur si dice che si fa Musica, o veramente innanzi che la si canta che si suol dire come si vuol fare Musica. In tutti questi modi si può dir Musica, poiche per essa si comprende sempre vna sonora melodia, & vna soaue harmonia. Fatta la presente dichiaratione non mancherò poi di dire che alcuni nel diffinir la Musica dicano che non la sia altro che vn cantar bene, & regolatamente, volendo col dir bene, & regolatamente intendere quei canti che si fanno musicali, che vno cantando, sà quel che si dice, mouendosi con la voce non secondo la pura volontà; ma secondo che si trouano collocate le figure. Questi tali che producano simil diffinitione non s'hanno punto da riprendere, ò da sprezzare: perche questi e quelli la diffiniscano bene, che considerando la Musica nel piu largo modo, & chi nel piu stretto: e però di lei tutte le diffinitioni si lodano, & abbracciano per buone: massimamente che questa seconda non è niente contraria alla prima, non essendo altro il cantar bene, & regolatamente che vna quantità de suoni harmoniosi sotto d'alcune particelle di tempo raccolti; la seria ben contraria quando la dicesse che non fosse altro che vn semplice cantare; attento che sotto il semplice cantare si comprenda anco il cantar male. & il cantar fuori di consonanza. Ecco come separato la Musica da gli ordini naturali, da i moti celesti, dalle sferiche reuolutioni, dalle qualità elementare, dalle conuenienze Arithmetiche, & Mathematiche cose fondate tutte in numero peso, & misura, non si dice che sia altro se non quell'harmonia che fanno le voci ò gli istrumenti quando sotto mouimenti regolati si mouano insieme: Et benche il trarrare della Musica ne sforzi in alcune occasioni a trattarne Theoricalmente, in quel modo che già ne trattaranno gli antichi, ò in quello page 3 che ne hanno trattato li moderni: nondimeno perche hora pochi Prattici si trouano che sappiano ò che intendano in che modo vadino gl'ordini & gl'accompagnamenti de i numeri pari & impari; de gli pari composti & incomposti; de i contra se primi & contra se composti, dalli quali si cauano tutte le diuisioni harmoniche per non gittar via le mie fatiche scorgendo tal ragionamento per il mio proposito esser vano & inutile: per questo mi pare che conforme al tempo presente, & al bisogno, che io ragioni di quelle cose che il tempo ricerca. Però dopoi la diffinitione della Musica, andaremo vedendo de buone regole & con esse loro ricercaremo tutti quanti gl'ordini Musicali per vedere nelle cantile tutte quante quelle cause che oltra il farci merauigliare ci fanno rimanere di non saperle cantare, nelle cui cause procedendosi per via d'inuistigatione iscorgeremo, gl'abusi, l'ignoranze, gl'errori, le fallacie, l'oppinioni false & insomma ogni grande & picciolo errore: perche comparando questo à quello, & di loro le radice naturali inuestigando iscorgeremo cose che ci faranno stupire & merauigliare.

Per le diuisioni della Musica, qual cosa sotto il nome di Musica i Musici habbiano da intendere Cap. III.

QVando che i dotti e i veri professori delle scienze, hanno in qual si uoglia luoco & occasione, delle scienze loro à trattare, disposto l'animo & il pensiero al ragionamento sopra la diffinitione del sogetto incomminciano prima a ricercare tutte quelle cose che in qualche modo s'intenda ò si possa intendere sotto quel nome, & puoi diuiso questo da quello dicono ciò ch'hanno da dire, e però io che volentieri mi conformo con le volontà commune, seguendo quest'vtile & lodato stile tolto di campo tutto quello che ne potesse per Musica ingannare dico che stante la superiore diffinitione che la Musica sia vna quantità de voci per istrumenti artificiosi ò naturali harmoniosamente raccolte; si ha da sapere che la si diuide nella Musica istrumentale et naturale. Sotto l'istrumentale si contengano tutte quelle cantile che son fatte per via d'istrumenti, senza interuento di voce ne i quali istrumenti si contengano tutti gl'istrumenti da fiato, di tosto, & da penna; come seria à dire: gli Organi, i Leuti, le Cetbare, i Pifari & tutti gli altri istromenti che si trouano in cui, per sonarli il fiato o le mani vi conuenghino concorrere: sotto le naturale poi si contengono tutte quelle contilene che sono fatte dalla voce, et con la voce sumministrate, le quali si diuidano in due parte, perche di due sorte se ne trouano. Per questo diuidendosi la Musica nella artificiata & naturale, si dice che l'artificiale sia quella con quella con istrumenti artificiosi fatta; & la naturale dalla voce humana naturalmente fatta. Questa Musica naturale è di due sorte, vna piana & l'altra misurata: la Musica piana, si fa con figure di valore equale, et con tutte le voci in vna vnità essistente da Theorici chiamata Musica piana, ò canto chorale. da Prattici poi chiamata canto fermo la Musica misurata si fa con piu sorte di figure & con le voci, nel graue & nel acuto per misurare consonanze vnite: lasciamo da parte dunque la Musica chorale, essendo d'altra consideratione, & tolto la Musica misurata che è quella che i Prattici e noi chiamiamo canto figurato dico; che questo è quella Musica della quale io intendo ragionare; & si dice che sia vna quantità de voci harmoniosamente raccolte; come nella diffinitione si vede. Ma perche nissuna quantità de voci senza regole con harmonia si possano raccorre, non trouandosi quantità senza misura; per questo il canto figurato propriamente si chiama Musica: perche esso canto non si forma non altro che con misure: sopra di che è molto ben da notare, che Musica si chiama l'atto del cantare, quando più voce cantando danno soaue harmonia; et i libri ouero le carte oue sono affisse le figure Musicali, se bene propriamente l'attion sola si doueria dir Musica, & le carte oue sono collocate le sopradette figure, libri ò carte da cantare: Quando ch'à i libri si dice Musica; si dice perche in essi sono fatto et dipinte le figure che cantandole fanno melodia, et quando ch'al atto ancora si dice l'istesso; si dice prima perche lui solo è potentissima causa della diffinitione: et poi perche alhora dimostra essa diffinitione esser buona et vera: Però se bene sotto questo nome di Musica, non si doueria intendere nissuna altra cosa che quella dolcezza & melodia che fanno le voci quando nel cantar insieme producano effetto di harmonia; ouero l'ordine di quelle cose ch'harmonicamente si possano modulare & cantare; nondimeno perche l'vso presente dimanda ancora i libri di Musica oue sono notate le cose da cantare, se bene seria meglio et piu propriamente si doueriano dare i libri da cantare io concederò che sotto questo nome di Musica s'intenda l'atto che si fa & i libri oue sono descritte le figure cantabile; Questo à noi non fa nulla, perche quando io dirò Musica senz'altro intenderò di dire, & altri anco secondo il mio detto doueranno intendere quella soaue & dolce harmonia che fanno le voci ò gl'istrumenti quando che con tanta soauità et dolcezza percuotano l'aere con si soaui et dolci acenti che ci fanno godere di tanta dolcezza et soauità quanto che noi stessi prouiamo godere; conforme alla sua dif page 3v finitione; perche quando io uorò per Musica intendere le carte oue sono affisse et poste le figure Musicale, ò che io le dirò cantilene, ouer libri da cantare: essendo ragioueuol cosa, che l'uno e l'altro separatamente siano nominati come in se stessi diuisi sono. Cosi fatta le diuisioni, & veduto qual cosa sotto il nome di Musica si habbia da intendere si possiamo confirmare in questo, che per Musica s'intende le modulatione, & cantilene harmoniale, non solo quando le sono in atto produtte, & modulate: ma ancor quando le sono nell'intelletto considerate, in quel modo a punto, che noi consideriamo la specie humana hora sotto questa, & quell'altra forma, & hora in forma commune dall'intelletto compresa; perche io posso se uoglio considerarla Musica, quando ch'io l'ascolto & odo, ò quando io l'hò scoltata, & udita; in tutti i modi sempre la si ha da chiamar Musica, in quel modo a punto, che Pietro Giouanni, & Martino, sempre si chiamano huomini, se bene ci furono, & hora piu non si sono. Questo si dice acchioche si sappia, & comprenda, che qual si uoglia compositione, & cantilena quantunque stando ne libri serati non si canta si dimanda Musica, & questo perche le genti non si fermassero su le parole della diffinitione, che dicano la Musica essere un raccolto di uoce harmoniale, & dicessero, che quando quelle cantilene non si cantano non si potessero dir Musiche, attento che all'essere humano non si ricerca sempre, che l'huomo rida; ma bene, che egli possa, & sia risibile, e però alle Musiche non è necessario, che sempre le risonino sotto l'aggregatione de molte uoci harmoniale, che a loro basta di hauere attitudine, ò d'esser atte a qual si uoglia hora, & tempo di poter esser modulate, & cantate.

Che cosa sia Theorica, Prattica, Musico, & Cantore, & chi s'intenda per Theorico Prattico Musico, & Cantore. Cap. IIII.

MOsso da i grandi abusi, & dalla usurpatione, che s'ha tolto (se m'è lecito cosi di dire) il volgo di tribuire a una cosa quel nome, che si conuiene all'altra, m'ha fatto risoluere di discorrere sopra il nome de Theorici, Prattici, Musici, et Cantori, non già per uolerli riformare essendo la cosa si scorsa innanzi, che quasi non si può riparare, ma solo per dimostrare l'error che si commette nel chiamar uno per altro nome, che per il suo. Però quanto alla significazione de i sopradetti nomi si ha da sapere, che sotto il nome di Theorica s'intende quella scienza Musicale, che si estende intorno a gli accompagnamenti, & le proportione de i numeri sonori, & dissonori accompagnata, & quasi congionta con le proportioni, & accompagnamenti Arithmetici, della quale ne trattano tutti gli scrittori antichi che di Musica han scritto. Come seria a dire Santo Agostino, Boetio, Platone, Macrobio, Pithagora, & gl'altri, che han scritto della Musica in quanto, che è harmonia, & è compresa da numeri consonanti, & dissonanti, di modo, che per Theorico si ha da intender colui, che dottrinalmente della Musica sà discorrere, & ragionare, non già di saper dire della soaue dolcezza, & harmonia, ne della dellettatione, che all'udito porge; ma della compositione de numeri sonori, & dissonori, del modo di proportionarli, della oppositione, & comparation loro, delle aggregatione harmoniali, de' mezzi risonanti, delle proportionalità discrepante de' numerali generi moltiplici, delle dispositioni consonanti, & di tutte quelle cose, che tratta il Theorico nella consideratione della semplice scienza. propriamente chiamata speculatiua. Ma perche hora è mancata quella quantità grande de speculatiui, ch'era già anticamente, & la speculatione è ridotta in prattica, per questo il nome di Theorico s'adatta ancora a qual compositore, che discorre sopra le regole Musicali, & si fa, che il suddetto nome sia nome generico, & commune, che serui a qual si uoglia sorte di speculatione, riferendosi particularmente al puro speculatore, & non a quello, che insieme con le speculationi s'inchina alle essecutione della Prattica; perche che sia il uero; il semplice & puro speculatore, non considera mai quello, che speculando riduce il Prattico; essendo che il Prattico reduce in atto pubblico, & uisibile le forme, & i caratteri imaginati, che non sono altro, che le figure Musicali, con tutti quei segni, che ci danno inditio, & ci dimostrano in che modo s'habbia da portar la uoce. Ma il semplice Theorico considera solamente il suono, in quel modo, che fa il Filosofo la materia, & per questo la Musica è connumerata infra le scienze, non gia per esser formata con le figure Musicali, ne per quel canto harmoniale, che fanno le voci, quando di uoce sonante informano le figure. Che questo sia il uero, lo uediamo espressamente, che ne S. Agostino, nè Boetio, nè Platone, nè qual si uoglia altro, che anticamente trattasse di Musica, parlò mai de' caratteri, ne de segni Musicali con che harmonialmente si suministra la uoce; ma parlò solo, & scrisse sopra il suono, & la uoce sonante, & dissonante, uedendo, che le consonanze, & le dissonanze si formauano mediante le quantita de numeri ò mediante le distanze numerali, e però si uede, ch'essi procedano, nel modo, che procede il Filosofo, che parla della materia, della page 4 forma, er della priuatione in commune separato la forma, & la materia da ogni materia, & forma particulare. Cosi loro non parlano mai di questa Musica, che hora è ridotta in Prattica, ma di quella solamente, che già si soleua come scienza speculare, che ne mai Platone, ne S. Agostino od altro, che di Musica scrisse, seppe compor canti Musicali, come hora li compongono i compositori, e perche crediamo noi, ch'alcuni ponghino la Musica specie subalterna dell'Arithmetica; solo perche la scienza Musicale in se non ha altro soggetto ne si serue d'altro, che de numeri Arithmetici, & da quelli con le oppositioni, & comparationi ne caua questa, & quella proportione. Dunque Theorica non è altro, che quella scienza particulare di Musica, che tanto fioriua anticamente, la quale non uersa in altro, che nelle pure speculatione de numeri sonanti, & uoce Musicali, per ilche Theorico colui solamente si doueria dire, che di scienza tale fosse padrone, & essendone padrone, la potesse ad altri insegnare; ma perche la suddetta scienza da quella uniuersalità in che uersaua si e ridotta in una particular dimostratione, in quel modo a punto, che la materia, & la forma in astratto, si riduce in concreto, che è quando la se reduce sotto forma, & materia particulare; per questo si dice, che per Theorica, et Theorico s'intende quella scienza, che hora si ritroua nel compositore, in quel modo, che s'intendeua anticamente di coloro, che la possedeuano, come scienza infra l'altre scienze humane connumerate, & chi in tal maniera la possiede, che non solo la intende, che anco la può insegnar ad altri. Alcuni poi sotto il nome di Prattica intendano la Theorica speculatiua, & la compositione prodotta in essere, che è quella, che compongano i compositori, disponendo le figure Musicali secondo il suo uolere, accioche secondo, ch'egli le ha ordinate & disposte; cosi le sieno di suono informate, ne si diria altro in contrario se non fosse, che per Prattico non s'intende altro, che colui il quale riduce per scienze l'effetto della speculatione in uso; come uediamo che fanno i Medici, & gli Architetti, che dopò l'hauere ben ben inteso quello, che hanno studiato, riducano lo studio loro alle proue, & l'approbano con l'esperienze. Cosi si uede, che differenza sia tra i Theorici antichi, & tra i moderni; quando che considerando gli antichi, come quelli, che s'occuparano intorno alla consideratione del suono in quanto all'harmonia, trouaremo, che attesero solamente alla contemplatione, & speculatione senza farne con l'esperienza proua, massimamente di quelle esperienze, che fanno i moderni hora. Ma non per questo uoglio limitare il nome di Theorico, ò di Prattico con l'effetto, che haueuano i Theorici antichi per quella conuenienza grande, che hanno insieme, che a me basta di hauer aperto la uia, & di hauer mostrato, che cosa erano, & intorno a che s'occupauano. Lasciato dunque da una parte Theorico, & Prattico, & detto, ch'hora per Theorico s'intende colui, che ha la scienza di comporre, & che Prattico è colui, che la mette in esecutione dirò, che Musico alle uolte s'intende per il compositore, & alle uolte per un cantore; se bene piu propriamente s'intende per un compositore; & tra il Prattico, & il Musico casca questa differenza; che il Prattico è quello secondo, che si è detto di sopra, il quale per scienza la Musica dispone, et il Musico è quello che non solo l'ordina, & dispone, ma anco con altri la canta. Et per questo alcuni hanno preso, & si pigliano auttorità di dire Musico a un semplice cantore; perche in quell'atto di cantare sono conuenuti insieme, & non s'aueggano quanta differenza sia dal compositore, che canta, & dal cantore; Si dice Musico al compositore per farlo (come in fatti se ritroua) esser differente dal semplice cantante, & per constituirlo diuerso da quello, che è il Prattico, che non canta; ma dispone solamente le figure al cantare.
Di modo, che quando il compositore compone, & che non canta, cioè non si espone in alcun tempo ne in qual di uoglia occasione a cantare, allhora il si chiama Prattico; perche ha ridotto il suo sapere in proua; ma quando, ch'egli in occasione di cantare si dispone al canto, et che con cantori canta allhora si ha da chiamare Musico. Dico quando, ch'egli in occasione con altri canta per intendere quei compositori che hanno buona, & optima uoce, & che per la uoce non si schiuano di cantare. Doue che per concluderla in uno. Theorica è la scienza semplice, che hanno coloro i quali non per uia di figure Musicali; ma per uia di proportionalità de numeri intendano tutte le dispositioni harmoniche; Prattica è quella scienza, che reduce i proportionati numeri sotto figure Musicali. Musico e colui, che la sà ridurre, & ridotta con altri la canta, ouero, si espone al canto come cantore. Il restante da questo facilmente si può intendere; perche non ha nissuna cosa oscura, che li possi occupare l'intelligenza, & chi non l'intende può ben dire di esser al tutto ignorante, non potendo capire quelle cose, che per se stesse sono chiare, & per dichiaratione ancora sono state facilitate. Cosi nel mezzo delle dicharationi fatte, & delle ragioni adutte qualunque uolta, che ragionaremo de Theorici, & Theorica, perche hormai non ci è piu chi attenda a quelle speculationi in astratto, che attendeuano anticamente gli antichi, quando, che considerando il suono lo diuideano per uia de numeri; intederemo sempre coloro, che sanno la Musica per uia di scienza, & ne sanno in qualche parte Theoricalmente render ragione, & non è da merauigliarsi se ci man page 4v cano professori tali, perche l'hauer ridotto i numeri sotto figure, come uediamo, è stato causa, che in cambio di occuparsi piu intorno alli sudetti numeri si occupi ogni vno intorno alla disposition delle figure, essendo quelle, che danno l'esser harmoniale alla Musica.

Che cosa s'intenda sotto il nome di Prattica di Musica. Cap. V.

INanzi che io mi habbia fatta elettione del titolo di questa mia presente fatica son'andato vn pezzo infra me stesso considerando, che titolo li doueuo dare, & sotto quale inscrittione la doueuo far chiamare; poiche la non è Theorica semplice, ne Prattica di comporre, ne Musica, che in se comprenda veruna institutione harmonica: ma solo vna cognitione di tutte le Musiche, & le cantilene composte dalle quali molte regole per i tristi abusi introdutti se ne sono andate, & col'andarsene smarite, & perse: Onde dopò l'hauere molto ben discorso, & considerato, elettomi per il meglio n'hò formata la presente inscrittione Prattica di Musica, parendomi, che con questo nome meglio tutta la mia intentione s'habbia da manifestare, non essendo altra, che di uedere non solo se le cantilene composte hanno i debiti segni, et i debiti ualori delle figure: ma anco quelle, che sono composte sotto altri segni che li communi come vanno cantate: ma perche nel vedere, & trattare delle regole con che si cantano le figure Musicali, mi bisognerà alle volte, entrare in quelle che hanno i compositori di comporre: per questo, mi sono fatta elettione di tal nome, perche con vna elettion tale venirò a fare secondo l'intento mio vna mista attentione che serà di vedere se le cantilene ch'altri hanno composte, sono state fatte, & composte con quei precetti, & regole, che ricercano le compositioni, & in che modo per disporle regolatamente le habbiamo a esser fatte. Et è da notare che sotto il nome di regole, & precetti, io non intendo di dir altro, che se le hanno i proprij segni del tempo, le figure al detto tempo appropriate, & come le uadino cantate; accioche alcuno non sperasse, che io in quest'opera trattasse del modo di comporre, per imparare qualche nuoua, & moderna foggia di compositione, ò per vdirne di loro qualch'altro nuouo, & peregrino parere, ch'assai bene le Musiche, & li compositori si trouano di questa sorte di regole finite. Sotto il nome dunque di Prattica di Musica pian piano, & con gentil maniera andaremo vedendo tutte le qualità proprie, & gl'essentiali accidenti delle cantilene; con risoluere le difficultà, da pochi hora conosciute: per satiare l'appetito de molti, che uanno ricercando le sensate ragioni di quelle cose, che altri quasi hanno reprobate: Cosi con questa diligente, & sottile inquisitione vederanno i cantori di molte cose, che si presumano di sapere, & non le sanno, & li compositori de molte, che essendo richiesti non sapriano assegnare le vere, & proprie ragioni: & quantunque io m'hauessi potuto fare altra elettione, & sotto altro titolo disporre quest'opera: io nondimeno mi contento d'hauerla fatta tale, & di hauerla sottoposta a tal nome: prima perche con simil nome comprenderò la pratica, che i cantori hanno d'hauere nelle cantilene: & il modo che hanno da tenere i compositori per fare, che qual si voglia cantore le sappia cantare: & poi perche occorendomi, entrare ne i ragionamenti Theorici, & Musicali; hauerò libertà d'intrare senza pericolo d'esser ripreso, come hauerei potuto esser ripreso se c'entrasse, quando il titolo fosse stato Prattica di canto, & non Prattica di Musica, & n'hauesse qual Musico ò Theorico parlato: Però sotto di questo titolo con chiarezza, & distintione al possibile si vederanno come si cantano le cantilene moderne, & come vadino cantate quelle antiche con tutte quelle cose, ch'a tal negocio si ricercano; escludendone le cattiue, & approbandone le buone. Con questa occasione si vederanno non solo quale maniere s'habbiano da chiamare, Proportioni, Triple, & Sesquialtere: ma anco quale sieno quelle maniere, che gl'antichi chiamauano Modi, & Prolationi. Cosi si veniranno de molti abusi a scoprire, & scoprendosi ad emendare: perche sempre il mal che si conosce, piu facilmente si schiua, & fugge. I detti miei non haueranno bisogno di auttorità singulare, ò di gagliarde proue; perche con le cose fatte, & con gl'esempij altrui sufficientemente seranno comprobati, ne quelli che gl'essempij manifesti non si potranno comprobare seranno da reprobarsi, & da lasciarli gire; perche seranno con sensate, & viue ragione si ben circondati, & fortificati, ch'ogni vno serà forzato di abbracciarli, & di tenerli per buoni, & cari. Alcune volte i ragionamenti seranno si leggieri, & bassi, che forsi i dotti si sdegneranno di leggerli, & altri ancora seranno alle volte tant'alti che non tutti gl'interenderanno; quelli che seranno altri haueranno bisogno d'assiduità, & patienza: & quelli che seranno bassi lasciarli per coloro, che non sanno, & non sono atti ad alzarsi nelle cose alte, & grande: Io cercherò d'esser piu chiaro, che si possa, & d'abbassarmi al possibile: ma se ancora cosi abbassato non ci serà che troppo bene intenda i ragionamenti miei habbia patienza; & quello che non intende, piu volte li legga; che leggendolo con patienza, & attentione da se stesso se lo venirà a dechiarare: poi page 5 che questo per altro non auiene solo per non poter hauere le scritture quella viuacità, & forza che hanno le parole dalla bocca nostra vscite, & si suol dire, che chi legge scritture ò li scritti altrui parla con morti, volendosi inferire che quelle parole le quale nelle scritture si leggano sono poco viue, ò a similitudine di che non ha vita.

Quanto sia stato bene a ritrouar la Musica, & quanto beneficio a gli huomini apporta. Cap. VI.

RAre volte suol'auenire, che riducendo l'operationi nostre a qualche perfetto segno, oltra le glorie immortali, et gli stimati honori, non se ne caui mercede equiualente, & incomparabile vtile: perche prima gli inuentori con le inuentioni si fanno innanzi, et pongano il piede oue l'han posto gli altri da piu di loro, nel cui transito, si caricano di gloria incorruttibile, et poi a se stessi, et a gli altri fanno base preciose, & collonne d'oro: chi è che non vegga quanto famosamente viuino gli inuentori delle cose, & quanti con l'inuentione altrui si sono aricchiti, & fati famosi, & grandi? Nom viue ancor tra noi la fama di Dedalo Atheniese, che fu il primo maestro di legname, & quello che prima trouasse la Sega, l'Asia, l'Archipendolo, la Triuella, il Scarpello, la Colla, & fu il primo, che facesse l'arbore alle Naui, & l'Antenne per commodità di solcar il Mare, mediante i legni, & le vele? Non è forsi tra noi ancor memoria di Perodo figliulo di Cilicio Atheniese, che percotendo le pietre fu il primo, che insegnasse a trarne il fuoco? Non sono forsi i Sidoniesi stesso al dì d'hoggi tra noi commemorati, che furono i primi che trouassero il modo di far i vasi di terra? chi s'è di noi dimenticato, o forsi non si ricorda se Talete Milesio il primo fra i sapienti fosse il primo, che disputasse in lingua Greca? come non ci è piu forsi memoria di Eudose acutissimo Astrologo, & Giometra, che ritrouò l'anno lunare? Non ci è forsi chi si ricorda d'hauer letto, ò d'hauer inteso, che Ptolomeo fosse il primo Astronomo, ò chi di Pithagora, che fosse il primo Arithmetico, & di tanti altri, che fanno si gran copia, & si bel numero? E poi qual Arithemetico si troua che con la multiplicatione de suoi infiniti numeri possa descriuere, & numerare quelli, che con l'altrui inuentione, delle scienze, & dell'arte ritrouate si sono aricchiti, & fatti grandi? Non sono eglino in tanto gran numero, & copia hora cresciuti, & augumentati, che si possano ridurre, & porre dentro a vn numero illimitato, & incomprensibile? Chi è colui, che non vegga, come hora quasi tutto il mondo con il sapere altrui, & per l'inuention d'altri honoratamente viua? Certo, che non si può tanto pensare; quanto piu in fatti si ritroua esser il vero, & si viene a chiara, & manifesta proua, che mediante questa, & quella professione la maggior parte delle creature humane viuano, che se senza di loro viuessero, o che viuiriano de patrimoniali beni commodi, & ricchi, ò senza alcun bene poueri, & mendichi: per che non hauendoli il padre lasciato temporale sostanze, non hauendo altro mezzo con che poter viuere, necessariamente conueniriano pittocando mendicare. Questo è quello, che spessissime volte mi fa pensare, di quanto giouamento, & vtile ci sieno le scienze, & le lettere humane: poiche pensando a quanti senza, che habbiamo paterni acquisti, ò cosa, che si vegga in esser esistente, viuano al pari di quelli, che hanno gli acquistati, & hereditati beni, & viuendo s'arrichiscano. Cosi con tai pensieri discorrendo, a poco a poco vengo à considerare il Musico, & il cantore in che modo, & con che dolcezza egli uiue, & cessar non posso dalle gran merauiglie; scorgendo de gli artefici, & qual si voglia professore di scienza, nell'acquisto, & nell'essercitio delle sue scienze, & arte, con tanta assiduità, & sudore vi si affatica, & lui con quanta facilità, & diletto scarico di fatica e stenti si lautamente viuendo si mantiene. Non è egli forse cosa di gran merauiglia, & di alta consideratione il considerare, che il Legista, il Filosofo, il Medico, l'Astrologo, il Mathematico, & qual si voglia altro professore di scienza, s'egli vuole esser di fama tale, & delle sue scienze viuere, bisogna, che egli s'affatica giorno e notte, & che nel faticarsi vi si consumi la vita per acquistarsi vn pezzo di honorato quotidiano pane? Non dico poi de gli artefici, & de gli operarij quanto bisogna, che giorno, et notte stentino per guadagnarsi il vitto per viver fra gli altri mediocramente. Solo il Musico col cantore, si guadagna il pane con piacere, solazzo, & dolcezza. Et viue fra gli honorati honoreuolmente, & ne dubita ò ha timore, di esser discacciato, o di non hauer ingresso in quel si uoglia commercio honorato, & ciuile. Anzi che diuiene in tanta stima, & reputatione, che doue egli non è, vien chiamato, et doue si può trouare abbracciato: ogni vno l'ama, ogni vno l'accarezza, et ogni vno cerca di farli seruitio, tanto, l'arte, et il professore si prezza e stima. Io per me non sarei atto, ne hauerei poter ò lingua di dire in quanto prezzo, et stima sia vn cantore, poiche page 5v quantunque paia, che egli sia appresso i grandi de gli infimi, et minimi, ouero puro, et semplice mercenario, non per questo se li toglie come virtuoso, il loco, & l'honore; egli con tutti prattica, come persona honorata, in tutti i luoghi intrauiene, come persona degna, & per tutto vien raccolto, et fauorito: come ornato di virtù, & meriteuol di fauore: egli d'ogni hora, & d'ogni tempo è apparecchiato a seruire, il suo seruitio non stanca: ne ha briga di portarsi dietro istromenti, ò d'hauer officine, & case per poter la sua arte essercitare: ouunque egli và seco tutti gli istromenti suoi, ne predatori, ò ladri gli li può rubbare. Or se vn semplice cantore vien tanto stimato, & riputato, quanto piu riputato, & stimato serà vn vero Musico, & vn buon compositore. Se li stima tanto il discepolo quanto piu si stimerà il Maestro? certo, che non è lingua, che il possa dire, ne forsi intelletto, che si possa pensare, il beneficio, che ne apporta la Musica: perche non solo l'esser suo ci rallegra, et recrea l'animo, dalle passioni corporali afflitto, & trauagliato; ma anco aiuta molti, che per sua cagione honoratamente viuano. Io credo certo, che chi si disponesse, a numerare in qual si voglia parte del Mondo, habitata da ragioneuoli creature, la quantità de quelli, che hanno il lor vitto, et sostentamento con mezzo della Musica, che il numero loro supereria il numero de Filosofi, de Medici, de Leggisti, & di qual si voglia professore di scienza, ò s'almeno non lo superasse non si trouasse anco, chi lo passasse. Questo è quello, che io alle volte, discorrendo infra me stesso, & queste cose, & quelle meditando: dopò vn stupor grande, & vna gran merauiglia, mi rallegro, che i futtili ingegni, et l'inuentioni mediante il fauor di Dio habbiano fatto tanto, et tanto si sieno affaticati, che habbino scoperto si riccha cosa al mondo: Io dico riccha, perche molti col suo fauore si trouano oue per se stessi non seriano, et altri hanno ingresso, & sono da grandi fauoriti, che altrimente conueniriano star di fuori, et cercar altri mezzi per passar auanti. Perche oue non sono ricchezze s'accarezzano le scienze, et le scienze non furon mai totalmente pouere: Anzi, che arditamente io potrei dire, che le sieno d'ogni tempo sempre state ricche, perche colui, che si è trouato dotto, et pouero, ò che la pouertà sua è venuta nell'esserci poco atto nel loro acquisto, e nel conseruarle, ouero, che nella quantità non si satia: e però si può dire, che vno assai possiede: quando, che secondo il grado suo non ha da mendicar il pane, & con gli altri ciuilmente può conuersare. Di questo la Musica ne è stata vna potentissima cagione: perche innalza et arricchisce molti, et molti dalle mendicità, et affanni pauperimi gli leua, et pone in honorata conditione. Del che ogni vno, che si troua beneficiato per via delle virtù, et le scienze giungendo le mani insieme, et alzandole verso il cielo, ne deue lodar Iddio larghissimo distributore di tutte quante le gratie, et non sprezzandolo insuperbirsi a foggia de ingrato, et sconoscente: perche non potendo egli sempre le superbe ingratitudine nostre suffrire percotendoci con giusto sdegno, tanto ci abbassa, et opprime; che chi ci vede, et conosce, delle miserie nostre quasi lacrimando si duole, et compatisce. Questo dunque è il beneficio, che la Musica ci apporta, et di quanto bene sia stato al mondo la sua inuentione: procuri chi si diletta di vsarla in bene, et di farsene patrone: per possedere ne i suoi bisogni aiuto, et recreatione, e per soleuarsi dal stato in che la posto la fortuna per tenerlo soggetto alle calamità, et miserie; pur troppo all'huomo dispiaceuole, et noiose.

Quali, & quanti buoni effetti produchi la Musica.Cap. VII.

IO stimarei, che il mondo e gli huomini felici fossero, quando, che ne viuer diurno, et quotidiano non hauessero nè via nè mezzo di modulare, ò di potersi con le Musiche e i canti solazzare: perche ne i casi graui, et nelle cose di trauaglio piene con i trauagli, et l'afflittioni diueriano si tristi, et melanconici, che di tristitia, et melanconia non haueriano pari: et se bene tutte le nature non sono a vn modo melanconiche, nondimeno perche molti melanconici pensieri le domineriano per li disturbi, et l'inquiete, che di giorno in giorno ci sogliano assalire; anch'essi diueriano tali, che con gli altri si confermeriano, di modo che le complessioni nostre da molte percosse in breue tempo senza esser ristaurate, giongeriano al fine, et finiriano molto prima di quello, che per gl'ottimi, et buoni restauramenti non finiscano: Non basta per ristaurarci il viuer lieto, il ritrarsi dalle cose danneuole, et insopportabile, ò il procurarsi restauratiui, et conditi; che tutti insieme, alle melanconie, et a i trauagli, che d'hora in hora c'assaliscano non sono sufficienti mezzi di rallegrarci, et di ridurci in stato d'allegrezza, et gioia. Prima chi da trauagli è percosso, et ferito, lieto giamai non seria veduto, ne per cibarsi con preciose, et delicate viuande si medica le piaghe: perche anco mangiando, i mali pensieri c'affliggono il cuore: et ci tengono soggetti a mestitie, et melanconie, et poi gli animi per cibarsi, da passioni amare non si sole page 6 uano; ne li riffanno: ma le debilitate forze per quella via si vanno restaurando. E però si vede, che gli animi afflitti, et sconsolati se non sono dall'afflittione solleuati per altra via, che per il mangiare, sempre sconsolati, et affliti viuono: essendo le consolationi vn cibo proprio, et particulare dell'anima si come, i conditi, et gli restauramenti le consolidationi del corpo. Per questo infra gli effetti consolatrici dell'anima si pongano quelli della Musica: perche gli effetti Musicali ponno rilevare l'anima nostra nelle afflittioni in volta, et la ponno ritrare da quella melanconia intrinseca, che trauagliandola l'affligge: per essere i Musicali effetti sostanze spirituali di corruttibil aere composti, che tanto sono quanto durano, & tanto durano quanto sono; che ben si vede l'harmonia, che esce dalle modulationi, et cantilene: non esser altro, che vn dolce, et soaue aere dolcemente percosso, il quale per le percussioni delle ordinate, et ben disposte voci, lo percuotano con dolcezza tale, che il senso dell'udito nostro si compiace tanto, et tanto si diletta: che mentre l'ode, si intento l'ascolta, che togli a gli altri sensi non solo di sentire, ma anco di ricordarsi d'alcun male. Perche crediamo noi, che li Poeti dicano come Orfeo sonando la sua dolce Lira frenaua il corso a gli animali piu indomiti, et seluaggi, et gli moderaua da quella fierina rabbia? solo per dimostrarci, che per l'aere si dolcemente percosso i sensi nostri s'abbandonano tutti, et vnitamente si riducano in quel solo dell'udire, et si intento vi si affissano ad ascoltare, che dimenticatosi ogni alta cura, et importante cosa: lasciamo, che l'vdito solo prenda quello, che essi insieme con lui prenderiano: Vorremmo noi forsi pensare, che le crudeli Tigre, i forti Leoni, gli Orsi affamati, co i Lupi rapaci vedendolo sedere sopra de vn sasso, ne i luochi piu foresti, et seuaggi, et che passandogli a canto si dimenticassero la fame, ò che di crudeli diuentassero benigni, et mansueti Agnelli? Certo nò, che sotto simil figura ci dipingano, gli effetti Musicali, et quanta forza tenghino le soaue, et dolce melodie: volendoci far sapere, che non è ne voglia, ne pensiero si tristo, maligno, ò si possente; che con la Musica non s'allegerischi, ò non si soleui: sieno pur l'uno e l'altro intimi, e fissi quanto si voglia, che al primo apparir del suono harmoniale spariscano qual nume, ò nebbia per forte, ò fresco uento. Non vediamo noi, che questo è vno effetto naturale, che gli animali per vno che canta si fermano, et per ascoltarlo vi stanno in atto d'amiratione queti, et intenti? Et se loro, che non hanno quelle gratie, et prerogatiue, che habbiamo noi dimostrano per il canto di rallegrarsi, et di gioire: quanta maggior gioia, et allegrezza haueranno del cantare le creature ragioneuole, et humane, che hanno per natura, tutti i sensi piu purgati, et piu perfetti? Et sono quelle, che piu partecipano, et piu godono, delle qualità, et perfettioni celeste? Quando si dice, che gli animali per il canto restano amiratiui, et che mostrano esser dalla melodia presi, si ha da intendere quell'attione, che fanno mentre, che vno canta, che con drizzar il capo a quella voce, et star intenti danno segno di vdir cosa diletteuole. che ciò sia vero si vede, ch'eglino per il diletto, che hanno, imparano de molti versi, che col suono della voce se gli insegnano: Di modo, che se l'harmonia, che esce dal canto piace a gli animali, et diletta: molto piu diletto, et piacere renderà a gli huomini: essendo che, e ne gli affanni, e nelle allegrezze sempre gli apporta dolcissima recreatione: nellaquale si sente l'animo si dolcemente solleuare, che assomiglia quelle dolcezze, alle dolcezze diuine; conoscendo veramente, che trapassa, et soprauanza tutte le dolcezze humane. E però la Musica infra i varij, et infiniti effetti suoi suole disporre gli animi humani, alle humane, et diuine laude; alle contemplationi celeste, et heroiche, a gli acuti, et affettuosi sensi delle sensate, et ben disposte sentenze, et d'infinite altre cose particulare, che si possano in cosi poche parole comprendere, et descriuere: Che gli animi humani per mezzo della Musica si disponghino alle diuine laude: lo vediamo, che molti lodano volentieri Iddio, et meditano con dolcezza le parole, et i sensi, che sono dentro alle scritture nascoste: altri imitando gli Angeli, prononciano a gli ascoltanti, (che sono nel tempio di Dio diuotamente ad orare,) le modulationi celeste, et le Dauidiche confessioni, che sono tutte cose, che escano dal diletto delle melodie, et se ad alcuni pare, che questo non sieno i veri, et i reali effetti della Musica per non esser suoni disposti con harmonia: come non seranno effetti suoi: se le genti si partono dalle piazze, et dalle loro case per girsene al sacro Tempo, inuitato da i concenti spirituali per mezzo delle Musiche disposte, e però oltra gli effetti vniuersali, che sono hormai da tutto il Mondo conosciuti, che sono quelli di rallegrare i spiriti nostri afflitti, et bassi, di racconsolarci l'animo, di sollazzarci, di renderci disposti, et di trattenerci con diletto, c'incita, et ci spinge ancor elle deuotioni, et a i tributi diuini; perche mentre nelle Chiese si loda Iddio con canto dolce, et soaue, le genti vi corrano, et correndoui acquistano mercede, essendo che non vi corrano mai in darno, ne mai se ne partano senza qualche acquisto: acquisto da stimarsi, et sopra l'altre cose da prezzarsi. La Musica dunque è causa spesse volte del nostro bene, et ci si fa impatronire di quello, che noi alle volte lasciaressimo gire; il cui effetto per esser cosi gioueuole ci deue molto piacere, perche col suo mezzo l'huomo ne ha di page 6v letto, et guadagno, che tanto piu lo deue stimare. Onde per concludere dico, che gli effetti Musicali sono piu, che gli altri da prezzarsi, perche con il porgerci diletto ci tengano deuoti, et assidui nelle orationi; et ci fanno con dispositione prontamente render le gratie al sommo, et eterno nostro Redentore.

Quale cosa piu astringe le creature humane a imparar di Musica. Cap. VIII.

L'Esser virtuoso, et l'hauer delle scienze qualche buona cognitione, non solo gioua all'anima nostra, perche ci modera, et ritira da molte cose mal fatte, ci dispone al proprio bene, ci satia l'appetito, che brama sempre di saper; ma ancor dopò si fatte cose ci magnifica, et essalta, è acquista, et fa ricchi de molti temporali beni, e questo perche il sapere, si connumera, et rinchiude nelle cose singulari, et preciose. Onde colui, che non sà, ne anco cosa certa possiede; essendo che se bene, gli abondano le sostanze, et ricchezze corruttibile, et vane; non per questo egli è sicuro, che sempre l'habbiano da esser sue, et l'habbia sempre a possedere, per esser soggette all'vltime destruttioni, et a gli ingordissimi predatori. Non si vede egli come la fame, le pestilenze con le guerre ingordissime deuoratrici d'ogni sostanza mortale, et terreno bene, destruggano in vn tratto le copiosissime ricchezze, et i proprij prefessori? Solo con le persone viuano, & in ogni gran periculo, et trauaglio restano fidele le scienze acquistate, ò per diuina gratia particularmente infuse. Queste sono si care, et fidate compagne, che seguitano l'huomo per ogni via, et in nissun auuerso caso lo lasciano mai, ne mai l'abbandonano sino alla morte, tanto cordialmente l'amano. In loro non vagliano insidie, aguati, et strattagemme, che per le strattagemme, aguati, et insidie non possano mai esser predate ò per forza rapite. E però faccia pur guerra la fortuna quanto si voglia, et guerreggiando n'insulti: che riportandone al fin vittoria la possiamo sempre schernire; la ci si può ben spogliare o laccerar i panni; ma quantunque ignudi ci lasciasse, vsciti dalle sue insidiose mani; sempre quelli istessi di dottrina ci trouaremo essere, che eramo per prima, innanzi che ella ci spogliasse. Ilche considerando mi pare, che gli antiche hauessaro molto ben ragione di prezzar tanto le scienze, et di stimarle, quanto le stimarano, et prezzarano, conoscendo di essa fortune le larghe, & gran promesse, esser fallace, ò non esser nulla, & se pur sono qualche cosa, che poca cosa sono, esser hoggi nostre, & diman d'altri, vscendoci di mano, qual vento od aere, & sparendoci dinanzi da gli occhi qual ombra, & fumo: volendo come sprezzatori delle cose incerte, piu tosto amare, & far conto delle cose perpetue, & sicure, che amar le transitorie, & vane, o seguitar quelle, che a poco a poco se ne vanno, & se le consuma il tempo. E però chi vuol esser riccho, & posseder sicuramente le sue ricchezze, ami, & abbracci le scienze, che non serà mai mendico ò pouero, appliacandosele in suo fauore per disposition di bene; essendo che l'applicarle in male, il mal che poi ci danno s'accresce, & le pene al fin si fan maggiore: Ecco dunque come per possedere cosa certa, & stabile ogni vno è obligato ad imparare: piu che di affaticarsi in qual si uoglia altro acquisto, perche infra gli acquisti preciosi questo è il maggiore. E perche crediamo noi, che Iddio hauendoci aperto gli immensi suoi thesori habbia sparso per il mondo tante uaghe, & belle scienze? solo per che habbiamo per questa, & quella uia a riconoscerlo per Padre, Signore, & Padrone, & riconoscendolo gli adimandiamo quel pane, che quotidianamente con tanta humiltà, & deuotione li chiediamo. Onde vediamo ben alcuni hauerlo per vna uia, & altri per vn'altra: che alla fine infra tanti, che l'hanno ui trouiamo i Musici ancora, che con le virtù loro honoreuolemente s'acquistano il uiuere. e però le creature humane uolentieri, & di buona voglia s'hanno da impiegare, & disporre ad imparar di Musica, non solo perche è scienza, che orna l'animo, & dispone la persona a diuerse buone operationi: ma anco perche ornandogli l'animo, & disponendolo all'operationi virtuose, & buone, nelle afflittioni, & stanchezze lo conforta, & consola: & in ogni auuerso ouero tristo caso con ageuolezza mirabile li può porger aiuto, & lo può souenire, & tanto piu uolentieri ogni uno, che sia atto ui si deue disporre, quanto che è scienza, che in breue tempo s'acquista, & s'acquista non con fatica, & sudore: ma con diletto, & piacere, dal quale sempre ce ne deue nascere maggior voglia, & desiderio, essendoche le cose, che si bramano piu uolontieri s'acquistano. Io dico, che ogni uno si deue disporre a gli acquisti della Musica, uolendo per ogni uno intendere, quelli che ci sono inclinati, & che ci hanno attitudine, & per quegli altri, che per esser connumerati tra virtuosi & infra i ueri huomini ascritti, lo debbano per douere e debito fare: perche si vede, che un huomo al tutto di virtù uoto, & scarico, tra gli ociosi uiue; & è sempre (dalle attioni del volgo in fuora) desposto da una parte rimesso in una cantone, a guisa di cosa infruttifera, & inutile. & chi è che in simil page 7 caso non si penti ò doglia, vedendosi quasi come reprobato, (non discacciato;) ma riprobato, & aborrito. Per questo piu che per altro la Musica si deue imparare, accioche non potendo tutti esser Filosofi, Arithmetici, Astrologi, & Mathematici, habbiamo almeno qualche altra virtù per potere infra i virtuosi comparire: massimamente che ogni sorte de virtuosi con la perfettione di quelle virtù che posseggano s'inalzano in sublime loco, & fanno acquist d'immortal fama, & gloria: cosa che si conserua assai piu che l'oro, l'argento, & le gemme pretiose: della quale tutti siamo obligati a ricercarla, & ritrouatala vestirsene per non spogliarsene mai.

Quali Musici s'intendino per antichi, & quale sieno quelle cantilene ch'hoggi giorno si chiamano antiche. Cap. IX.

ACcioche i ragionamenti che si hanno da fare intorno alle cose di Musica habbiano da essere con quella chiarezza, & distintione che debbano essere tutte le cose che portano in se qualche difficultà, & debbano esser ordinate; prima che io vada piu inanzi, voglio col dechiarare quali Musici s'intendino per gl'antichi, si sappia quale sieno l'antiche cantilene, & compositioni: & però in quanto a i Musici antichi li trouiamo esser di due sorte; i primi per quei Filosofi che altamente scrissero della scienza Musicale come fu Pitagora, Platone, Macrobio, Anfione, Diodoro, Boetio, S. Agostino, & molti altri: i quali si chiamauano a qual tempo Musici, perche secondo la scienza sapeuano le proportionalità de numeri, & le vere consonanze. Oltra che i Poeti ancora erano tenuti per tali per la buona, & optima dispositione delle lor Rime: I secondi per quei compositori che col mezzo delle figure Musicali composero tante cantilene, quante hoggi giorno si veggano ancor esser conseruate: i nomi de quali sono Iusquino, Gio, Mottone L'Ochghen, Brumello, Henrico Isaac, Lodouico Senfelio, & molti altri che io li taccio per non hauer preso assunto di douerli desciuer tutti. Onde altro è il considerar la Musica in quanto al suono, & altro è a disponerla per le sue figure: per questo quando io douerò parlare di quei Musici che per speculatione considerarano il suono, & lo diuisero in tanti numeri sonori, misti, & dissonori dirò sempre qualche lor nome particulare, & nominarò Diodoro, Anfione, Boetio, Macrobio, Sant'Agostino ò altro; ma quando douerò parlare di quei che disposero i numeri in figure dirò sempre gl'antichi, volendo per gli antichi che s'intenda Iusquino, Giouan Mottone, Il Brumello ò altri che disposero i sonori numeri sotto figure Musicali, & questo si fa: accioche questo nome d'antichi non ci confonda, & che in cambio d'intendere questi che composero i canti di questa sorte che hoggi giorno sogliamo cantare, non intendiamo quei che considerarano il suono solamente, & non lo disposero in questa sorte di figure: Similmente ancora facendo noi distintione tra coloro, che disposero i numeri sonori per caratteri, & figure, et quelli che li disposero per numeri solamente considerando il suono diuidersi per tante vie, sapremo facilmente quale appresso di noi habbiano a essere le cantilene antiche: perche pigliando quelle cantilene, che hanno le figure Musicali, et da cantare, diremo che tutte quelle siano antiche che non solo sono state composte da i sopradetti auttori: ma anco da quelli che non son stati nominati. E però sempre ch'io dirò antichi, & compositione antiche s'hanno da intendere coloro, et quelle compositioni che furono a quel tempo che la Musica nostra fioriua che fu al tempo de quegl'huomini, che sono descritti quì di sopra: & non è da merauigliarsi s'io ne fò questa particular distintione: perche se nel trattar di Musica per antichi io volessi intendere quei Filosofi, & i Poeti che furono già gran tempo tenuti per Musici, confonderei li compositori che composero sotto i caratteri di figure Musicali, con chi compose Poesie, & Rime, ouero con chi considerò solamente il suono in quanto suono, & di lui ne scrisse come si troua scritto: Et se bene questi auttori, per douere, & per ragione si douessero chiamar vecchi, & non antichi per esser necessario secondo il nome che passino molte erà per douer esser chiamati tali: nondimeno si può in questo caso diuertir la sua natura senza detrimento loro, & del termine: per poter meglio distinguere i vecchi da gli antichi. Dunque i compositori antichi seranno tutti quelli che furono già gran tempo, & che si veggano al tempo presente vestigie ò copia delle loro opere, et i vecchi seranno come Adriano Vuilarth, Morales, Ciprian Rore, il Zerlino, il Palestina, & altri, i quali furono dopoi, & appresso l'età nostra, et noi non si possano chiamar altrimente che vecchi: cosi anco dal nome loro si farà distintione (bisognadoci) delle cantilene vecchie, et antiche: dalle moderne che seranno le piu fresche, & le piu nuoue: delle quale gl'auttori sono ancora viui, è se pur sono morti, sono mancati giouani, & inanzi l'età senile. Con queste distintioni precederemo piu sicuramente, perche nel dir Vecchi, Moderni, & Antichi sapremo di qual cosa, & di qual persona doueremo intendere quel che si dice. page 7v

Di donde cauauano gli antichi gli effetti suoi Musicali. Cap. X.

VAriandosi l'età, le stagione, e i tempi, come del continuo li vediamo cariare, è forza che si uariano ancora tutte quelle cose, che sono fatte sotto di esso tempo, che bene ce lo demostrano le loro forme, le quali spesso spesso si corrompano, se non a fatto a fatto, almeno in qualche grande ò picciola parte: e però nel considerare di donde gl'antichi cauauano gl'effetti Musicali suoi, non ci doueremo merauigliare se sono alquanti differenti da i moderni, perche gli effetti antichi produtti per via di figure Musicali: procedeuano bene per uia di consonanze, & numeri harmonici: ma erano disposti per altre vie: Onde si come si troua grandissima differenza tra le considerationi di Musica fatte da Boetio, Anfione, Diodao, ò Macrobio, & le dispositioni harmoniche fatte da Iusquino, & gli altri antichi; che cosi ancora si troua grandissima differenza tra l'harmoniche dispositioni anticamente fatte, & le moderne: perche se bene generalmente procedano tutte per le medeme regole, & consonanze, nondimeno perche le consonanze moderne sono altramente disposte, che non erano l'antiche, per questo si dice che gl' antichi cauauano gl'effetti Musicali suoi per via di fughe, & per altre osseruationi, che si disponeuano sempre a vn medemo stile, la verità di questo ce lo dimostrano le loro opere che cantandole sempre vi sentiamo per vna medema maniera di harmonia, & caminar quasi sempre per le medeme vie: e questo non per altro, solo perche haueano la mente fissa all'inuentioni, & alle diuersità di fughe: non tanto per ritrouarle: quant'anco per saperle ben tessere, & distendere: legandone molte insieme, con artificio & arte (come si vede ne i motetti del Gombert) per dimostrare la cognition grande ch'haueano de i numeri sonori, & consonanze: Ma poi col tempo per opera d'Adriano Vuilarth, & di Ciprian Rore, che furono quei Vecchi nella professione si intelligenti, & dotti, s'incominciò a ritrouarsi altri nuoui, & vaghi effetti: (se bene l'opere loro non furono cosi da principio conosciute, & stimate;) talche hauendo imparato i moderni dallo stile de nostri vecchi compongano hora Musiche con effetti assai dissimili da gl'antichi: perche oltra l'inuentioni, si sono ritrouate vaghezze, che a quel tempo, non erano scoperte, & se pur erano qualche poco scoperte non erano conosciute: perche la mira loro non tendeua in altro, che ne gl'oblighi, nelle fughe, & nelle osseruationi: pigliandosi piacere di condurre vn capriccio sin al fine, non hauendo rispetto piu che tanto alle vaghezze, & dolcezze. Anzi che io mi son trouato a ragionare con Musici vecchi, i quali in sua giouentù hanno conosciuto famosi di quel tempo, & compositori d'importanza, che cantauano le cantilene come le stauano scritte sopra de libri, senza porgerli pur vn minimo accento, ò darli qualche poco di vaghezza: perche non erano intenti ad altro, ne ad altro attendeuano che alla pura, & semplice modulatione: dalla quale non ne poteua riuscir altro che il semplice, & puro effetto harmoniale: cauato per via di consonanze buone diuersamente disposte, se bene nel desporle, non haueuano quelle perfette regole, & osseruanze che hora habbiamo noi; e però possiamo dire che gl'antichi non cauassero gl'effetti Musicali suoi se non dalle pure, & semplice loro inuentioni.

Di donde procedano i proprij effetti harmonici, & Musicali. Cap. XI.

COn vn cocente, & feruentissimo desiderio di rendere a lodeuol perfettione i Musicali ragionamenti miei son'andato considerando che per introdurre le genti nella cognitione della Musica non serà niente fuori di proposito di andar cercando di donde procedano gl'effetti Musicali, & harmonici, ch'escano dalle ben concertate, & disposte modulationi, essendoche questi simili quesiti, & inuestitatione, meglio ce'introduranno nella cognitione delle Musiche moderne, e però volendo noi sapere di donde procedano i superiori Musicali effetti, che sono quelli che producano soaui suoni, & harmoniose melodie, bisogna che noi consideriamo di che cosa la Musica si componghi, perche nel ricercar de i principij suoi, vederemo che componendosi de tanti numeri sonori, & dissonori disposti per gradi, & distanze secondo vn debito ordine, generano per uia di optima, & ben misurata dispositione, vn harmonia soaue; che si come bene, et optimamente uengono a esser disposti, et ordinati, cosi ancora gli fanno esser varij, & diuersi: Onde non è chi non sappia che componendosi la Musica di sonore voci, & consonanti suoni, il suo principio sia il canto: et che dal canto n'escano gl'effetti harmonici, et Musicali: ma questa non è la propria risposta del quesito: perche ogni uoce che canta, se harmonicamente non canta non produce mai page 8 buono effetto Musicale: essendoche l'effetto della Musica, eschi dalle proportione de numeri sonori. Dico harmonicamente per distinguere quelle voci che cantano insieme senza veruna cognitione di Musica, & s'accordano per via dell'udito, come fanno di molt'huomini, & donne mentre lauorano: attento che se bene s'accordano, & non fanno quelle brutte dissonanze che fanno quelle che discordano affatto affatto; nondimeno perche le voci non vi sono disposte, con i suoi debiti ordini, & proportioni, non si può dire, che da loro procedino i veri effetti di Musica; ma bene che n'habbia vn principio, & qualche poca di similitudine. E però per dire di donde procedano gli effetti Musicali bisogna che io dica; che procedano dalle buone, & optime voci, qualunque volta che cantando, cantano secondo l'optima & buona dispositione de numeri disposti, & ordinati per distanze sonore, & gradi consonanti, conforme alle regole harmoniche, dalle quali n'escano le soauità, & le dolcezze, che cibano, & nutriscano (col mezzo dell'udito,) gli animi di Musica amatrici, senza le cui regole nissun canto si può dire che produchi effetto Musicale, ma bene che li sia simile per rispetto della similitudine delle consonanze che quantunque non siano in tutta quella perfettione che doueriano essere vi sono almen vicino.

Se i moderni effetti Musicali hanno quella forza haueano gli antichi. Cap. XII.

SI può ben ogni uno da per se stesso immaginare, non solo per l'esperienze quotidiane, delle tramutationi, & varietà delle cose che si cambiano a poco a poco, & si mutano; ma ancor per l'effetto particulare che producano le Musiche da vn tempo dall'altro per non dire di hora in hora, che i moderni effetti Musicali sieno assai differenti da gli antichi, si per le Musiche, & compositioni in se stesse, che sono con alcuni stili piu vaghi hora tessute; si anco per li gratiosi accenti che i cantori li danno, & tanto piu i moderni effetti sono da gli antichi differenti quanto che sono da gli errori, & sporcitie molto piu ben purgati, & con piu bel ordine disposti, per esser stato i moderni con le regole de Vecchi con grandissima diligenza, & fissa attentione ad ascoltare che effetto faccino le modulate cantilene; quando che da buoni cantori sono cauntate, & fattone di molte esperienze si tiene che gli effetti de le Musiche moderne superano gli antichi, perche sono con piu vaghezza, & delettatione cantati. Et quì quando si cerca de gli effetti antichi da Musiche produtti, non si cerca de quegl'effeti che si leggano in alcuni libri che Orfeo mediante il suono, & il canto conducea gl'animali insieme ad ascoltarlo intenti, ò d'Alessandro che per il cantar d'uno fu ridotto a pigliar l'arme in mano, perche gl'effetti Musicali nostri del tempo presente s'intendano per quelli che escano dalle cantilene che hora adimandiamo compositioni, & non per quelle materie che n'esplicano per uia de versi o Rime; E però facendo comparatione de quegl'effetti ch'escano dalle compositioni moderne, & quelli ch'escano dalle compositioni antiche; dico che molto piu vaghi sono gli moderni che gli antichi si per le ben disposte consonanze: si anco per i buoni cantori che le cantano: & si può in ciò fare questa particular esperienza, che tolto dalle mani de mediocri cantori vna cantilena, & datola in mano de cantori famosi, & buoni, quella compositione ci parerà vn'altra, & non piu quella.
Per il che possiamo senz'altro concludere, che essendo i cantori quelli i quali con le buone Musiche raddoppiano gl'effetti, che essendo le Musiche moderne fatte con buonissime regole, & cantate da buonissimi cantori, patroni de gli accenti vaghi, & delle gratiose maniere, che le habbiano molto piu forza che non haueano l'antiche già che i cantori di quel tempo, non attendeuano ad altro che a cantar bene le loro cantilene, & a non fallarle: perche in quello consisteua tutto il loro honore, & la lor gloria: come ancor hoggi giorno la gloria, & l'honore di vn buon cantore non solo consiste nell'esser sicuro cantante: ma anco nel cantar con gratia, & accentuatamente.

Quali sieno gl'effetti intrinseci della Musica. Cap. XIII.

SE nel considerare gl'harmonici effetti, & le Musicale melodie, andaremo giuditiosamente considerando di donde n'escano le soauità, & le dolcezze delle cantilene, & per qual via le ci siano produtte, & fatto sentire facilissimamente trouaremo, che non escano da altre cose, ne per altra via, se non per alcune dispositione de numeri che hanno natura, quando che sono ben disposti, & ordinati di generare harmonia, tutta volta che seranno secondo i gradi loro, & le loro distanze con giuste, & terminate quantità di voci humane od istru page 8v menti percossi, & intonati: Onde se noi li consideriamo ben trouaremo, che si some gl'edificij prima, che si riduchino alle forme visibile, & che sieno di tutto fatti, sono integri, & compiti nella mente dell'artefice, & si dicano essere nell'Idee loro collocati, & posti: cosi ancora prima che le Musiche sieno cantate, & che si odino i loro effetti estrinseci; hanno dentro di se per la dispositione de i sonori numeri, & le figure, gl'effetti intrinseci, che per dirla in due parole sono quegl'effetti muti, & occulti, che dalle voci poi sono scoperti, & manifestati, quando che cantandole l'empiono di suono: se ben alcuni uogliano che sieno quelli, i quali intendano i compositori, quando che nel cantar d'una cantilena, conoscano se le consonanze vi sono ben disposte, & ordinate; ò se ui sono tutte quelle cose harmoniali che vi si richiedano, che io piu tosto gl'adimanderei intimi affetti, che intrinseci, essendo quelle considerationi dentro a gli effetti estrinseci come ogni uno ne può dir il vero. Con tutto ciò ogni uno li piglia per quello che si vole; che inquanto a me sempre intenderei per effetto intrinseco harmoniale quella dispositione delle figure, & numeri, che sono dentro alle cose da cantare: Et poi questo importa poco al ragionamento nostro, essendo speculationi a beneplacito, & volontarie, che da diuersi bell'ingegni diuersamente si possano fare: ma quello che sotto questa parola di effetto intrinseco si nasconde, & che debbiamo intendere, e quell'effetto che nasce dalla dispositione de numeri sonori, & caratteri terminati, con i quali si compongano poi le catilene, che d'intrinseci che sono: mediante le voci che le percuotono, & l'empiano di suono diuengano estrinseci. Questi intrinseci effetti sempre sono nella mente de compositori: perche riuolgendosi nel pensiero queste consonanze, & quelle, giudicano gl'effetti che possano produrre, & gli accompagnano in diuerse foggie, per hauerne copia, & abbondanza, & per possederne vna quantità infinita come posseggano, & allhora sono posti in essecutione che da loro ne sono formate le cantilene, che poi ne fanno sentire quali effetti hebbero per la mente.
Dunque gli effetti intrinseci della Musica sono quelli che non sono ancora produtti, de quali i compositori ne sono patroni: & anco possano esse quelli che sono dentro alle compositioni mentre le non sono ancor cantate: ma piu propriamente si può dire, che siano quelli che vanno per il pensiero di chi sà l'arte del comporre: Ne perche questo che non conuenghi al nostro presente ragionamento alcuno se n'ha da merauigliare, perche in breue s'accorgerà perche causa io l'ho detto: & vederà, che ne questo ne altro propongo, ò dico senza qualche mistero, & occasione, & che tutto a qualche buono effetto serue.

Quali sieno gl'effetti estrinseci della Musica. Cap. XIIII.

VEduto di donde n'escano gl'effetti intrinseci Musicali, & di donde procedano, facil cosa serà a vedere di donde procedano, & nascano gl'estrinseci; poiche se gl'intrenseci nascono dalla buona, & optima dispositione de numeri sotto quantità sonore raccolti, gl'estrinseci nasceranno dall'optima, & buona disposition delle figure, & caratteri harmonici, atti in ogni occasione ad esser dalle voci od istrumenti percosse, & fatte risonare, dalle debite distanze harmoniche raccolte, & abbracciate; essendoche l'harmoniche, & Musicale modulationi non si formino per altra via che per le sudette ben disposte figure, & caratteri, & per le sonore voci che l'empiano si suono. Io dico dalla uoce od'istrumento percosse; perche in nissun'altro modo all'udito si può produrre harmonia. Le voci la producano per natura, non essendo il nostro ragionare altro che vn picciol, & semplice suono, & gl'istrumenti per similitudine, accioche immitino le voci, & immitandole le possino accompagnare; E però si come gl'effetti intrinseci sono quelli principalmente, che vanno per il pensiero del compositore, mentre ch'egli discorre intorno alla dispositione delle consonanze, & dissonanze; cosi gl'estrinseci sono quelli che escano dalle cantilene quando le si cantano, ò da quelle che sono ridotte in forma da potersi cantare, che si ritrouano sempre a requisitione di chi canta. Et è da notare, che si come corre gran differenza tra il simile, & il somigliato, che cosi ancora si troua grandissima differenza dall'effetto che esce dalle cantilene di Musica, & quei canti che hanno qualche similitudine; perche quelli delle vere sono i proprij, & quegl'altri sono i simili. Questo si dice per separare da i proprij effetti di Musica gl'apparenti, accioche meglio si sappia di qual Musica si parla, non essendo conueniente che ogni voce che produce suono simile al vero suono harmoniale sia tolta per voce di Musica, perche molti cantano secondo che gli detta & l'insegna la natura, & producano col canto effetto simile; ma per non esser il vero si mettono da una parte per lasciare a gli effetti veri, il vero & proprio nome. Dunque gl'entrinseci effetti Musicali proprij, & veri, non sono altro, che quelli, i quali escano dalle cantilene, mentre che le si cantano. page 9

Se gl'effetti estrinseci della Musica nascano dalla dispositione de numeri, & caratteri Musicali; quali sono questi caratteri. Cap. XV.

GIache per formarla la Musica, & produrre a gli orecchi nostre l'harmoniche melodie sono necessarij con i numeri ben disposti alcuni caratteri, per segno e del numero già disposto, & della quantità del suono che a quel numero si ha da fare, per dimostrare qual sieno, dico, che sono alcune figure anticamente trouate, le quali sono di diuersa forma, & secondo la diuersità loro hanno distintamente i suoi particulari valori, che si possano in ogni occasione secondo le distanze melodiale, & in numeri consonanti distendere, & adattare in quantità picciola ò grande secondo il bisogno, & l'intentione del compositore. Perche in quanto alla intelligenza di questo debbiamo sapere, che per voler moderar la voce, & assignarli quanto ha da cantare: mentre che la si dispone al canto: furono anticamente trouati alcune sorte de caratteri con i quali si dimostraua a i cantori, in che luoco doueuano collocar la voce, & quanto in quel loco si doueuano trattenere per dare sucisiuamente il loco a gli altri che di doueuano cantare: essendo questa vn'attione, che non potendosi far sola; ma con aiuto, & soccorso del compagno: non si può per altra via che per segni dimostrare doue le altre parte hanno da cantare. Questi caratteri anticamente furono formati, & fatti in vn modo, che hora non se ne troua piu vestigie, per esserne stati introdutti d'altri migliori, & assai piu commodi, & intelligibili: per questo io di loro non ne dirò altro: solo che chi brama di veder questi tralasciati caratteri, veggha il Franchino nel principio del suo volume, che ne hauerà assai buona soddisfattione. Hora fa per noi di veder solamente quali siano questi caratteri per i quali gl'effetti intrinseci, che sono nella mente, & nel pensiero di questo, & quel compositore escano a gl'atti, & effetti estrinseci che sono a punto questi delli quali io ragiono. e però dico che i caratteri moderni intesi per quelli che hora s'adoprano, & furono adoprati da quella volta in quà che furono demessi quegl'antichi che io dico non sono altri che questi dua
[Music example]
i quali per hauer piu forma di figure che de caratteri, non si chiamano piu caratteri; ma figure: Onde perche le serieno poche per modulare, et con esso loro poca harmonia fariano, le modulationi per questo fu trouato per meglio, et piu d espediente di aggiungerui le code, & di oscurarne alcune come vederemo. Cosi gl'effetti intrinseci, che sono considerati dal compositore si riducano all'effetto estrinseco commodamente senza verun periculo di dissonanze ò confusione.

In che modo si faceano l'harmonie prima che si fossero trouati questi caratteri Musicali che hora adoperiamo. Cap. XVI.

SE bene di sopra nel capitolo nono, trattando de Musici antichi ò delle cantilene moderne & vecchie, io distinsi per maggior chiarezza i compositori, & le compositioni antiche dalle vecchie, & le vecchie dalle moderne: nondimeno perche tanto queste, quanto che quelle si trouano esser formate, & fatte con i moderni, & istessi caratteri diuersi, & differenti da i primi, che già centenaia d'anni s'adoprauano: per questo volendo noi entrare nella cognitione delli caratteri moderni, come che furono già formate quelle compositioni antiche delle quali di sopra io ne feci mentione, serà bene che sapiano non in che modo ci formauano, ma in che cosa, & donde si fondauano: però e da sapere come inanzi che si vsassero quelli caratteri, che noi hora chiamiamo figure Musicali, le Musiche si disponeuano per canto con alcuni caratteri, i quali erano insiememente fondati in altri luochi demostrati per nome: Et seruiuano in questo modo, che il carattere non solo dimostraua la quantità del suono, che si douea dare al canto; ma anco alla distanza di questo suono da quest'altro, & questo perche a quel tempo ha ueuano diuisi le distanze harmoniche secondo i gradi consonanti, & dissonanti per via de questi nomi greci di Proslambanomenos, Hypatehipaton, Parhypatehypaton, Lychanoshypaton, Hypate meson &c. & li disponeuano secondo l'usanza di quel tempo: cantandone le laude a i Dei, ò le merauigliose opere de gli Heroi. Et seguitò questa vsanza di cantare per quei caratteri fin al tempo di Guido Arethino Monacho della Religione di San Benedetto, il quale con l'accutezza dell'ingegno suo, ridusse i sudetti nomi a piu chiara, & intelligibile forma, disponendola in altre maniere, & la piu parte con nomi, & voci lattine: Onde si fatta dispositione fu di tanta vtilità, & giouamento, che da quella volta in quà non fu adoperata altra mai, tanto fu buona, et bella l'inuentione. Quindi poi con somma utilità della Musica ne fu page 9v rono ritrouate tutte quante le figure Musicali da una forma sola, disponendo un quadro per dritto, et per obliquo, hora in forma semplice, et hora composta secondo le necessità, et l'occasione: cosa non solo di farci stupire, et merauigliare: ma anco di farci mille volte l'hora, l'inuentione benedire; che se si benedicano l'anime di chi ci fece beneficio; quelle che in ciò ci beneficiarono tanto, punto non debbano esser admesse, & per altra cosa tralasciate: perche altrimente haueressimo cognitione di principij solamente della Musica, et non de le cose sue piu perfette, & essentiali che serieno i principij di conoscere la voce humana esser sonante, & atta a formare harmonia: non quell'harmonia che noi conoscessimo di poter formare, non hauendo mezzi, perche non potressimo ridurla a nissun buon fine: et se non se riducesse non ci seria ne nome d'harmonia, ne di Musica, essendoche la Musica, & l'harmonia si formino per via di consonanze, & le consonanze si dimostrino per via de numeri, & figure: Inanzi dunque che si trouassero le figure Musicali si dimostrauano le consonanze per via de caratteri disposti per numeri, & essi numeri disposti secondo i superiori termini Greci.

In che modo si sia ridotta la Musica in scienza. Cap. XVII.

NOn è che non sappia, ò chi non conosca, & vegga quanta gran difficultà sia nella inuentione: perche qualunque volta che le cose nascoste si sono ritrouate, col ridurle poco a poco sotto gl'ordini, et le regole; non solo le uengano tanto piu perfette, quant'anco meglio, & perpetuamente vengano a esser conseruate: che se le fossero confuse, & dissolute, per la confusione in che si trouassero in poco tempo veniriano nulle: essendoche quelle cose le quali sono agitate, & dalla confusion dominate, tosto si destruggano, & se ne vanno in ruina. pigliamo essempio da qual si voglia confusa moltitudine; che per non esser disposta regolatamente, & collocata con ordine, oltra la ruuida apparenza per ogni picciol cosa si dissolue, & strugge: e qual cose mi sono quelle che conseruano gl'edificij, & le fabriche con tanta maestria fatte; se non gl'ordini, & le regolate dispositioni? E però bisogna credere, che se la Musica non fosse ridotta in scienza, che sin hora non ce ne seria memoria non che uestigie, & se ne seria andata con quelle cose, che trouatole inutile, & infruttifere, se ne sono andate in nulla, & in fumo: Ma come cosa fruttifera, & gioueuole per via di scienza sin hora s'è conseruata: perche dopò la sua inuentione fu cominciato a poco a poco a distinguersi le consonanze dalle dissonanze, e quelle poi considerate secondo la perfettione, & imperfettion loro si è ridotta a tale, che si connumera tra le scienze compite, & perfette: Onde si come il giudicio humano iscopriua i diffetti suoi; cosi li purgaua, & ne purgò tanti, & tanti ne reprobò ch'al fin ridotta a questo termine, che la si vede; la si chiama scienza, perche è tutta fondata sopra de regole, & è tutta piena necessarijssimi precetti, simile a qual si voglia cosa ben radicata, & stabilita: ne bisogna credere, che li manchi cosa alcuna di quelle cose, che necessariamente li bisogna: perche l'ha tutte quante; prima ha tanta libertà, quanta gli ne comporta, & che se ne possi hauere, & poi è si ristretta, che par cosa impossibile a potersene si amplamente seruire: Che l'habbia pur assai libertà, si vede nella gran copia delle compositioni, che se non ci si fosse spatio, & campo pur assai, non ce ne seriano tante, ne sin hora seriano multiplicate in tanta copia quante sono che poi la sia angusta, & ristretta, si vede che intimamente la dispositione delle figure di qual si voglia cantilena refferirsi alla dispositione delle altre: perche in quel modo che questa è disposta con consonanze, & dissonanze mitigate, & che nel disporle si è hauuto questo riguardo di non disporre senza mezzi due consonanze vicine delle medema specie, & perfettione; cosi ancora sono tutte l'altre piene di osseruanze: ne per regole ò precetti si contradicano; talche tutto in vn tempo vi si vede libertà, & strettezza: Et chi m'adimandasse perche causa, & il che modo fossero fatte queste legge, & prohibitioni, direi che i primi in quest'arte dotti giudicando il suono della voce humana diuidersi in tanti gradi, udendo l'effetto, che producea nel esser accompagnata insieme con vn'altra, ne cauarano alcuni gradi detti consonanze perfette, della perfettion loro; perche infra tutti gli altri erano i piu soaui, & piu sonori: & quelli poi secondo, che si partiuano da questa perfettione cosi li chiamarano imperfette: ma perche infra tutta la diuisione ve n'erano de tristi, et cattivi, quelli chiamarano dissonanze: Cosi per non fare che si adoprassero solamente le consonanze; ma che fossero abbracciate ancora le dissonanze, ordinarano, che, & come di douessero adoprare; non tanto per adoprarle, quante per poter meglio mitigar la dolcezza, & soauità delle consonanze perfette, che per la soauità, & dolcezza loro generariano in breve tempo fastidio, & nausea. Anzi che qualunque grado dissonante, che fosse rimasto fuora, & che nella Musica non si potesse adoprare, la Musica per lui si chiameria imperfetta, per rispetto, che il moto dal quale nasce l'harmonia non potria in ogni parte, & page 10 ricercar qual si voglia loco: per questo come io dico abbracciando qual si voglia grado fu ordinato a poco a poco come di doueuano accompagnar i gradi consonanti con gli dissonanti, accioche vno per l'altro potesse hauer buon luoco, & non potesse l'udito offendere: Questa è la sua perfettione, che i gradi tristi, & cattiui in cambio di esser aborriti, & esclusi da i buoni, sono da buoni abbracciati, & raccolti come per buoni. A questa foggia fu ridotta la Musica in scienza, & per tale sempre fu da tutti abbracciata: perche ogni uno vidde esser stato bene l'ordinatione già fatta, & non fu chi non vi acconsentisse non tanto per il bel ordine, quanto che per l'utile che se ne potea trare. Però ne dobbiamo assai ringratiare Iddio, & quelli che intorno a ciò si faticarono tanto: essendo che per lo studio loro, & per il fauor diuino, hora habbiamo quello, che Dio sà come seria, & come seria andato se ogni uno l'hauesse adoperato a suo modo.

Perche causa la Musica si sia ridotta in scienza. Cap. XVIII.

NOn si riduce mai cosa nissuna a gli ordini, & alle regole per douerle perpetuamente conseruare, se le non sono di qualche vtile, & giouamento; essendoche ogni cosa inutile si reproba, & aborrisce. Onde debbiamo considerare, che se la Musica non fosse stata buona, la si seria lasciata gire, & non seria stata ridotta sotto buoni precetti, & regole: perche fattone le semplice prime esperienze, & veduto che la fosse stata cosa di poco momento ouero inutile: non ci seria stato chi piu l'hauesse prezzata, & non prezzandola chi l'hauesse ridotta a questa forma: oltra che se la fosse stata inutile, & di poco momento, non seria durata tanto, ne venuta in quel colmo, & a quella perfettione qual hora presente se ritroua essere per rispetto, che tutte le cose, che sono senz'ordine, & sregolate tutte dico hanno presto il fine, doue che se la Musica non fosse stata regolata, & ridotta sotto qualche buon'ordine la non seria piu prezzata, & stimata, che sono prezzate, & stimate le cose aboriose, & triste, le quali s'aboriscono si fattamente, che nissuno le vuol compatire: Et di piu se la Musica si fosse lasciata gire, & non si fosse prezzata che per il prezzo suo poi le fosse ridotto sotto questa buona forma, & conseruatiua institutione; ò che subito mancando gl'institutori, & formatori seria mancata ancor lei, ò che durando ancora, seria durata tanto quanto che ci fosse stato chi l'hauesse prezzata, & chi n'hauesse fatto stima, & siamo sicuri che non hauendo fondamento buono, il gran spatio de gli trascorsi, & trapassati anni, le sollecitudine repentine, i disturbi ciuili, le operationi mecaniche, le mortalità, le guerre, & cent'altre mila cose l'haueriano destrutta, & redotta in nulla; e questo perche fra le guerre, le mortalità, i disturbi ciuili, le repentine sollecitudini, in si gran numero, & quantità de anni, si seriano destrutti, & rouinati ancor coloro che ne hauessero hauuto qualche cognitione, se bene la cognitione che io dico: potesse essere almeno principio di scienza, e però coloro che la cominciarono a scoprire, scoprendola, a poco a poco ne formarano qualche regola per separarla da quelle tante immunditie naturali, & imperfettioni in che si trouano le cose da natura prodotte. Doue che non tanto per merito nostro, quanto che per merito suo particulare fu giodicato esser bene di farui sopra qualche fondamental consideratione, perche con la consideratione si fanno l'elelttioni, et l'elettioni sono quelle poi che formano le scienze come io dissi dianzi nel capitolo superiore, Ma discorrendo sopra di quelle cose che a quel tempo douettere occorrere; possiamo giudicare, che la non fosse cosi perfettamente conosciuta come la conosciamo noi hora: Anzi che la douettero riconoscere tanto imperfettamente; che con la cognitione nostra non s'haueria punto da parangonare, & per questo la douesse stare ancor sepolta fin tanto, che molt'altri ingegni con quella cognitione la riconobbero meglio: perche tutte l'inuentioni sono imperfette, & piene di materie immonde come tutti sanno, & l'ingegno humano purgandole hora di vna cosa, & hora di un'altra le si riducano a termine migliore. E questo non per altro solo per aggradire l'inuentione, & per donarci con il frutto qualche honoreuol fatica. Si che da i primi in quà, che ne scopersero la Musica conoscendo il diletto, & l'utilità sua, tutti si sono affaticati. (che però di lei ne ha hauuto cognitione) di formarla, & consolidarla, con diffinitione, & distintioni, accioche mediante le dette distintioni, & diffinitione perpetuamente habbia da durare: & per scienza da ogni vno s'habbia d'abbracciare; & ne fu ben degna, et meriteuole, quandoche mediante lei i sensitiui spiriti nostri dalli trauagli, ò fatiche quotidiane già languidi, et semiuiui, ritornano nel pristino lor rigore, et si rinforzano con tanto lor piacere: Dunque i meriti suoi ne furono degni di esser ridotta sotto scienza, et noi per refrigerio, et consolatione, meritissimo che la ci fosse ridotta, non tanto per page 10v noi che siamo hora viui: quanto per quelli che sono già stati & hanno da essere, accioche godino et hauessero da godere quel bene che di lei hora ne godiamo noi.

Se la Musica non si fosse ridotta in scienza, che cosa hora la fosse. Cap. XIX.

QValunque volta che la Musica si fosse ridotta in scienza, et che la si fosse, qual incolta, ouer seluaggia pianta lasciata gire: hora la seria si brutta et si difforme, che la si somegliaria alla piu orrida Selua che si potesse trouare, à paragone del piu bel giardino che si potesse vedere: e perche si somiglieria mai ad vn orida selua? perche ogni uno con l'aiuto della natura gittaria fuori voce di canto, et produrria suono: ma nel produrre il suono et gittar fuori la voce: per non hauerci ne maniera ne modo lo produrria si rozzamente che seria ridiculosa cosa d'vdire: et quando le voci si riducessero insieme incambio di produrre dolce et soaue harmonia, seria si piena di dissonanze che piu tosto si potria dire disharmonia che harmonia: se bene questo ancora non seria il suo vero et proprio nome: et quantunque le voci per opera di natura harmonicamente si potessero accompagnar insieme: come vediamo accompagnarsi quelle di coloro che cantano aeri senza saper di Musica: nondimeno quando la Musica non fosse ridutta in scienza, non si potriano fare nisiuno accompagnamento buono: prima perche non si seria sentito mai in che modo si potessero accompagnar le voci, per cauarne qualche buono effetto. & poi quantunque qualche purgata voce, ce ne hauesse potuto dar qual si uoglia buon saggio & buono inditio: non ce ne haueria potuto dar mai tanto. ch'à buono inditio & saggio s'hauesse potuto paragonare: perche qual egli si fosse stato, seria stato sempre pieno d'imperfettioni, & come cosa carica & piena d'imperfettioni non ci saria stato chi l'hauesse prezzata, ò n'hauesse fatto stima, essendo che quelle cose prezzandole si stimano, che per preciose & buone sono conosciute: Onde si può dure che se la Musica non si fosse ridotta in scienza, applicandoci la natura alle cose imperfette come si sà & vede, se bene vi fosse chi cantasse, i canti serieno sproportionati & pieni di dissonanze: per rispetto che non si troueriano si bene come si trouano le consonanze buone & perfette: & non seria chi le potesse in quel poco di buono ch'hauessero immittare: doue che morti che fossero stati quelli che in questo caso fossero assai riputati, se non ci fosse chi per natura gl'hauesse saputo immittare, quel poco che ce ne fosse stata seria perita e morta. Cosi di tempo in tempo seria cresciuta & marcata, et nel crescere et mancare, non ci seria stato chi se ne fosse doluto, ò rallegrato: perche la non si seria conosciuta: Ma chi sà se la Musica non si fosse ridotta in scienza se ci fosse chi sapesse in qualche harmonica apparenza cantare? dobbiamo piu tosto credere che se bene la natura n'inclina, ch'alhora non sapendo come si fare: facessimo cosa che non hauesse nisciuna similitudine di Musica: perche se bene gli huomini di questa professione al tutto ignoranti cantano Rime et aeri amorosi, con accenti harmonici et Musicali, non siamo sicuri che allhora li hauessero saputo ritrouare; essendo che quelli i quali hora li ritrouano; li ritrouano, per hauer vdito altri Musicalmente cantare che quantunque non vi fissassero la mente, per imparare quel canto per l'attitudine che gli ha dato la natura, la voce vi si dispone senza che se n'auegghino che forsi non si disponeria se non hauessero mai in nisciuna parte vdito à cantare; et io mi credo (discorrendo per natural ragione) che si come chi non insegnasse à vno di parlare, huomo fatto ch'egli fosse non sapria dir altro che far mugiti simili a quei Muti, che gittano fuori alcune strane voci che non si possano per mio parere somigliar ad altro che al muggire: cosi ancora se la Musica non si fosse ridotta in scienza, quantunque la natura ci porgesse aiuto, et che ci disponesse al canto, il canto seria simile al sudetto muggire, non essendo disposta, et accomodata con ragione: et perche il mugito non è suono, ma è streppito, et noiosa uociferatione: l'udito nostro che l'aborisce et fugge, lo fugirebbe et aboriria tanto, che non seria mai da nissun usato, se non da stolti et pazzi, ò da chi fosse afatto afatto priuo d'intelletto et sciemo di ceruello.

In che modo fu conosciuto esser buono à redur la Musica in scienza.Cap. XX.

GIà che le ragioni e 'l senso ne dimostra che se la Musica non si fosse ridotta in scienza, seria tant'altra aspra et seluaggia che per l'orridezza sua, non ci seria chi la volesse vdire (quantunque la natura ce ne porgesse qualche lume: et che ne facesse hauer qualche cognitione disponen page 11 doci la voce in foggia di suono, b canto & suono soave; ma piu tosto suono & canto simile al muggire:) serB bene che noi andiamo cercando in che modo la si riducesse in scienza: accioche meglio di lei ne possiamo hauere qualche lume & cognitione: e perb secondo che noi possiamo considerare, debbiamo credere che essendo da gli dotti & intelligenti (giB per lo studio versati, in diuerse scienze) considerato il nostro ragionare non esser altro che aere sonoramente percosso, & ch'egli secondo la nostra volon&tB per gradi & distanze si distende con facilitB mirabile, da quelle esperienze rozze che ne doueuano fare le genti incitati come ho detto da natura B gittar le voci: ne douessero sentire qualche d'vna deletteuole: & che quelle l'andassero cercando tanto finche lo trouassero, & le ricconoscessero per buone, B differenza di quelle altre che erano al tutto cattiue: perche in fra quelle voci che si gittauano alle volte si doueuano scoprirle cossonanze, come Oro minerale: & ricconosciute per le migliore, se ne douesse far scielta & elettione, & che col tempo poi purgandosele dalle loro imperfettioni, si riducessero a buon termine, & in buona forma: non tanto per lo studio fattoci di continuo; quant'anco per l'esperienze espresse chi gli ne douea dar compito saggio & matura cognitione: essendo che il suono non s'appropri per altra via che per l'udito: Onde se si nota bene: non per altro io ho detto, che essendo suono il ragionamento nostro, & considerando da dotti sentendolo per gradi disporre, ne cauassero i gradi piu buoni & migliori: solo perche si sappia che vna simil operatione non P stata per via d'ignorante fatta; perche vno ignorante, non essendo atto alle speculationi, non haueria potuto separar le voci buone dalle triste, ma bene debbiamo considerare, che i dotti versando del continuo nelle speculationi, et hauendo l'vdito assai miliore & piu purgato degli ignoranti; che meglio questo sudetto Oro minerale conoscessero; Et se alcuno ricercasse chi fosse colui che conoscendo questa bontB di suono che si sente vscire dalla nostra voce lo riducesse in buona forma, & ne formasse la scienza; sappia che per quanto possiamo giudicare in quel principio che fu comminciata B esser conosciuta non fu ricconosciuta in tutta quella perfettione che si ricerca: massimamente che tutto l'esser suo consista in voce, et duri tanto, quanto ch'egli in se stesso P che non altro se non quanto dura: ma che apoco apoco per proua del vdito ci sia stato chi l'habbia ricconosciuto meglio; & a meglior forma l'habbia ridotto, espurgandolo dalle pure imperfettioni & tristi effetti che ne douea produrre. Dalla esperienza dunque di hauer piu volte vdito la voce nostra rissonare, & produrre vn suono harmonioso possimo credere che ne fosse fatta ellettione, delle voci sonore et dissonore, et che con vna tale ellettione si comminciasse a distinguere il suono buono dal cattivo, et che il suono buono fosse diuiso dal migliore, et che trouando beneficio da una simil diuisione, contentissimi del tutto et sodisfatti B pieno ne formassero le prime regole; che poi ridotte in buonissiam forma, & discorse per ogni via si riducessero sotta buona scienza, e questo non per altro solo perche noi ne douessimo godere, quello che si hanno goduto gl'inuentori istessi, i quali come io dico se bene non hanno hauuto gratia di goderla cosi come la godiamo noi, l'hanno perb goduta tanto per quanto parue B loro di poterla godere; Anzi che ne godettero piu di noi; perche col goderne quello che per quel tempo se ne po&tea godere, godettero ancora dalla loro inuentione, che non ne possiamo goder noi, che non sciamo stati gl'inuentori. Di maniera che dal beneficio che ne riceuettero coloro che comminciarono B discorrere sopra la nostra voce, ne fu cauata la scienza Musicale, & la cauarono non solo per godimento delle inuestigationi, ma anco accioche le preciosa bontB del suono da loro conosciuta & messa in stima, fosse perpetuamente da posteri riconosciuta, & prezzata; non con ricognitione & prezzo vile ma con prezzo & ricognitione celeberrima & singulare.

Quali furono i mezzi da ridurre la Musica in scienza. Cap. XXI

IO per me credo, & gli altri s'hanno da immaginare che quelle ragioni con le quali speculando andiamo ricercando l'origgine & i principij della Musica; B quel tempo che le furono ritrouate le douessero essere, pubbliche note, & palese, ma che la traditione apoco apoco per tanti anni sieno mancate, fin tanto che si sia venuto B questo termine di hauerle quasi afatto afatto smarite; perche tutto quello che noi hora andiamo col discorrere inuestigando, essi che furono i proprij inuestigatori ne doueano saper altre piu sufficiente ragioni che non sono le nostre che hora quasi mendicando l'andiamo ritrouando. E perb giuditiosamente inuestigando quali furono i potenti mezzi da far ridurre la Musica in scienza non possiamo dire che fossero altri che le consonanze, le quali perche nelle diuisioni del suono si cauano da molte consonanze; per non farle rimaner triste page 11v & esser da tristi suoni coperte, b conculcate, ne furon fatte le distintioni; procedendosi dal primo fino all'ottauo; cosi nel procedere che si fece trouandosi alcuni gradi dissonanti, & altri consonanti fu con distintione detto a queste consonanze, & a quelle dissonanze: ma perche infra li suoni consonanti ne sentiuano alcuni de perfetti, & alcuni altri imperfetti, volendo che gl'imperfetti fossero separati, & riconosciuti per imperfetti a differenza de gli altri che erano perfetti, ne furono formate le distinte denominationi dicendosi consonanze perfette, & imperfette. In questo modo fu ridotto la Musica in scienza: perche tutte le cose che hanno le sue distintioni si possano diffinire, cauandosi dalle distintioni le differenze, & dalle differenze il genere, & le specie, vere forme delle diffinitioni. Onde poi che la fu diffinita: ne furono formate le regole prouando di disporre le consonanze perfette con l'imperfette, & l'imperfette con le dissonanze, & in tanti modi furono riuoltate che al fin ridotte a vn termine conueniente, con optime, & probatissime ragioni furono consolidate, & stabilite; della cui stabilitB, & consolidatione hora ne godiamo noi tutti gl'effetti harmoniali, & ne goderano gl'antecessori nostri, & gli posteri ancora ne goderanno a lor piacere tutto quello che loro ne voranno godere. Dalle prime considerationi poi ne vennero le seconde che furono le multiplicationi, dalla quale Arithmeticalmente ne furono formate tante scritture: quanto se ne veggano. Et pare che non ci sia stato dotto, che non ne habbia voluto trattare, & ragionare: il che si vede bene con quanta maestria, & arte ne trattassero gl'antichi Filosofi, & altri professori di scienze, che non ci fu chi non ne scriuesse: & al presente ancora non mancano chi di lei ne scriua.
I mezzi dunque di ridurre la Musica in scienza furono le regole, & gl'ordini, i quali espurgandola dalle sue odiose imperfettioni, & soauitB impure, la ridussero tal qual hora la se ritroua essere, & quantunque la non fosse da principio cosi perfetta hauendocela lo studio de molti cosi ridotta; nondimeno a quel tempo ancora era perfetta, perche non ci conobbero altra imperfettione; che s'altra imperfettione ci hauessero conosciuto, si come la purgarono da quelle, cosi l'haueriano ancor purgata da queste: & forsi con maggior prontezza, & sollicitudine: il che ne basta per dechiaratione & solutione del presente quesito.

Se la Musica P scienza speculatiua ouer reale, & della conuenienza grande che ha con l'altre scienze. Cap. XXII

POi che i superiori ragionamenti per sufficiente proua ci hanno dato certezza che la Musica sia scienza, & che i mezzi delle consonanze perfette, & imperfette, con le dissonanze sono stati quelli, che ce l'hanno fatta ridurre: possiamo ricercare se l'P scienza che tendi alla speculatione, ouero sia la scienza reale. Sopra di che si ha da sapere, che le scienze speculative sono quelle, il cui soggetto essendo compreso dalle mente, sempre rimane nella imaginatione: Et le scienze reale sono quelle, delle quali essendo il soggetto formato in cosa materiale, tutti i pensieri si riducano ad vna particulare materia. Onde se la Musica P scienza, conuiene che sia scienza speculatiua, ouero reale: perche queste dua sono le principale diuisioni: e perb in quanto al principal esser suo; possiamo dire che la sia scienza speculatiua quantunque i numeri sieno il suo soggetto, che sono cose reali: ma perche come io dico nell'esser suo principale, non comprende i numeri se non in quanto alla essenza loro, & il loro ordine, disponendoli per diuerse vie come li pare, & piace: per questo si dice che sia scienza speculatiua; poiche il Musico considerando non altrimente cauarsi le consonanze, & le dissonanze che per via di distanze numerali, dispone nel suo intelletto i numeri hora in vna maniera, & hora in vn'altra, & da quelli giudicando le collocationi, & distanze fa giudicio dell'harmonia che possano produrre: il che P tanto certo quanto che il senso con le mani ce lo fa toccare: poiche non P compositore che non discorra prima come, & in che modo si possino nelle cantilene ch'egli vuol comporre accommodar le consonanze con optima leggiadria, & vaga dispositione: & se non fosse che l'obietto Musicale essendo suono non si puo senza l'udito ridurre in proua, non faria bisogoo al Musico di ridurre i suoi pensieri, & li giB disposti numeri ad atto nissuno, & nissuna forma reale: ma perche le sue proue, non si possano per altra via prouare: per questo dalla speculatione bisogna venire alle proue sicure, & certezze reali: non resta perb che la scienza in se non possi tutta rimanere in speculatiua: perche versando lei intorno alla harmonica dispositione de numeri qualunque volta ch'egli hB disposto i detti numeri secondo le regole, & proportionatamente; egli P sicuro d'hauerli disposti in ordine modulante, & Musicale: Questa P la causa che molte Musiche, & modulationi non producano quelli deletteuoli page 12 effetti che producano di molt'altre: perche allo studio non corrispondano le maniere: Onde se quelle modulationi, & musiche sono considerate bene, si troueranno essere artificiose, & piene, di preciose considerationi, le quali non si fanno se non mediante le speculationi: & esse speculationi non tendano ad altro che ad vna regolata dispositione de numeri che possino senza diffetto risonare, & produrre artificiosa melodia. E perb quel Musico ch'attende solamente alle speculationi, & considera i numeri harmonici potersi disporre in tante maniere si chiama speculatiuo, ma se con la speculatione, egli descende all'atto reale di disporre i numeri sotto figure Musicali si chiamma Prattico come di sopra habbiamo veduto: per questo nel ricercare se la Musica P scienza speculatiua ouero reali; si dice che la sia speculatiua: mentre che il compositore non riduce ad atto nissun la sua speculatione, ma che poi riducendo le sudette sue speculationi all'atto, sia scienza reali: perche realmente l'essenza sua si pub toccar con mano: Et nota che si potria anco dire che la fosse scienza che participasse e dell'una e dell'altra, per rispetto che il Prattico non pub ridurre a realtB nissuna le sue figure Musicali: senza che non l'habbia premeditato prima; nondimeno la scienza in se tiene piu della speculatiua: non tanto per sua natura, quant'anco, perche all'esser Musico, & possedere la scienza Musicale basta il saperla in speculatione, ch'ogni speculatore la potrB per via de numeri ridurre in prattica: ma vn puro, & semplice prattico inteso per colui che non la possiede per speculatione non la ridurrB a mai per ragione: & serB sempre de fondamenti suoi ignorante; hauendo i principij suoi fondati nelle speculationi; massimamente che dalle speculationi n'P uscita e venuta. E perb volendo concludere, bisogna ch'io dica, che la Musica in se stessa sia scienza speculatiua: perche riducendola poi all'atto, quell'atto P certezza, & proua della buona, & ottima speculatione la quale ne certifica, & assicura come oro posto sul parangone.
Col riguarare poi a gli principij di queste scienze, & di quelle, b col essaminarle bene, & con diligente consideratione, si viene in vna chiara, et manifesta cognitione, che qual si voglia particular scien&za ha grandissima familiaritB, & domestichezza con la Musica; in quanto al suono, & l'harmonia sensibile: ma non in quanto all'ordine, & dispositione insensibile, che P quella dispositione che se ritroua in tutte le cose ben disposte, & ordinate, la quale per l'ordine, & dispositione fa esser le cose quelle che le sono, & le mantiene in quell'essere: Onde non P da merauigliarsi se si dice che la Musica conuenghi con qual si uoglia altra scienza, o qual si uoglia scienza conuenghi con la Musica: perche ricercando la natura di queste, & l'essenza di quelle si viene in cognitione, che gl'ordini, & le misure sono causa dell'uno, & dell'altro essere, & s'applicano gl'ordini consonanti, B gli ordini dispositiui, & mediante i numeri, & le misure, si vede vn retto ordine che le conserua come dall'ordine, & misure vien conseruata l'harmonia. Anzi che i dotti versando con le speculationi intorno alle cose naturali, dicano, che ne i Cieli, ne gl'Elementi, & in tutte le cose naturali vi si troua Musica: non in quanto a quella harmonia di suono che le voci ne producano, & ne fanno sentire, quando lo sono harmonicamente accompagnate insieme: ma in quanto alle misure, & gli ordini, i quali poi sono causa de i lor moti, & delle loro continue permanenze: In questo modo esaminando qual si voglia scienza vi si troua le conuenienze della Musica, & vi si vede gl'ordini si bene con misure disposti, che se hauessero voce produriano suono deletteuole, & harmonia soaue: Dove che si come il Musico speculatiuo discorrendo infra le consonanze buone, & cattiue quantunque non odi suono b voce, nondimeno ode col'intelletto quelle consonanze ch'egli dispone esser si ben disposte che a lui P tanto quanto d'udirle in uoce: cosi ancora l'altre scienze quando sono da professori suoi administrate, sono dico con tanta dolcezza administrate, che ne sentano quasi che vna soaue, & deletteuole harmonia, essendo che l'harmonia, & il diletto nasce da i buoni ordini, & perfette regole: Ma se noi vi consideriamo bene intorno, & con maturo giuditio ui discorriamo, trouaremo infra tutte le scienze l'Arithmetica principalmente hauerne piu gran similitudine, & conuenienza, & poi la Geometria, l'Astrologia, l'Astronomia, & l'altre non in quanto al suono, ma in quanto alle consonante misure, & proportionate distanze che si come queste misure corrispondano a quelle, & queste a quest'altre, cadendo infra di loro distanze, & spatij misurati per gradi in numero, & quantitB ternarie, quinarie, b senarie, cosi si dice che per le misure, spatij, & distanze numerali concordi, & discrepanti che l'altre scienze, & questo habbiano conuenienza con la Musica: Costando la Musica di distanze, spatij, & misure numerali, non solo concordi ma anco discrepanti. Onde se bene il quesito par che non vadi a proposito del trattato: massimamente che il titolo dimostra di presuppore la Musica essere scienza particulare: nondimeno perche meglio habbiamo da intrare nelle sue speculationi estrinseche: mi P parso di farne tutti i superiori quesiti, accioche mediante queste inquisitioni, veniamo a ragionamenti familiari, senza scropolo, & dubbio del suo particular essere; page 12v perche volendo discorrere & ragionare, delle sue cose essentiali pertinente alla prattica, se questi ragionementi prima non si fossero premessi, in molte occasioni non seriano intesi; & bene si vederB ne i ragionamenti frequenti se si riguarderanno le cose con giuditio, & discretione, di quanto giouamento sieno, & B che fine siano stati fatti; poiche non si trouerB inquisitione che B qualche buon fine fatta non si sia, b che non serui B qualche cosa: Perb ormai che si sono fatte tutte le presente speculationi possiamo inritrare, nelle cose di prattica & piu sensate: & se ci fosse cose che non si hauesse cosi bene potuto intendere; di lei se ne pub uno acquietare: perche le passate con quelle che hanno da venire si dichareranno con tanta facilitB & chiarezza; che l'vna per l'altra veniranno chiare & manifeste: Questo solo ho da dire, che non P merauiglia se noi alle volte non intendiamo le cose dotte & alte: perche se non le legessimo con attentione & bene; di loro ne cauassero ogni frutto, & ne haueressimo ogni sorte di contentezza & consolatione.

Delle antichitB della Musica & suoi inuentori.Cap. XXIII.

TVtti i scrittori che sin quX diffusamente della musica hanno scritto; b si sieno occupati intorno al arte del comporre da loro detta Theorica, b intorno alla decchiaratione delle cose composte & cantabile; tutti dico si sono posti B scriuere & dire cosa sia Musica; da che ne sia venuta; chi sia stato l'inuentore; chi fosse il primo a vsarla; & da che ne deriuasse; nelle cui ample, & profonde dechiarationi loro, incambio d'apprire B discepoli & secolari le cose occulte & nascoste, con decchiararli le dubbiose & incerte; piu tosto con la vagatione & reduttione delle cose lontane, appochrife, & strane; l'hanno al parer mio ricoperte, & oscurate: Puoiche quelli che bramano di sapere chi, inche modo, & in che tempo ella fosse vsata & introdutta al mondo; non intendano, ne ricercano che d'altra Musica li sia detto, che di quella ch'hoggi dX s'hode: Onde se bene il Poeta per vigor alle sue Rime & poesie (cantandole) si puo dir cantore e Musico; nondimeno questi doi termini; vcce, ò nomi che li vogliono dire, hora sono si malamente, appropriari B lui, & con tanta difformitB se gli adattano, che da veruno mai del tempo presente Poeta s'intenderB per tale: gl'antichi chiamauano Musici i Poeti anchora perche le Poesie et le Rime non son'altro, (considerandole bene) che versi, i versi cadenze, le cadeze consonanze, le consonanze numeri sonori, il numero sonoro harmonia, & l'harmonia Musica: cosi per questa lunga & apparente via poneano il Poeta col Musico, & faceano che per Musico anco il Poeta inteso fosse; & questo perche cantando le sue Rime veniua B fare vna soaue harmonia: ma io non intendo che Musico sia Poeta, ne che Poeta Musico sia; se non fossero l'uno & l'altro insieme: cioP che B caso si ritrouasse (come facilmente si potria trouare), che vn Poeta fosse Musico; b ch'un Musico foss'anco Poeta: perche gli atti & l'operationi loro sono tutte diuerse & contrarie dalle operationi & attioni Poetiche & Musicali. Per questo mi pare che sia bene volendo trattare della Musica in prattica, intesa per quella che uia di harmonia et concento s'ode; & che in mano B cantori, b di chi si fia, & si diletta di cantare spesso si vede, che io debba torre, & leuar tutte le oscuritB di campo che ci potessero confondere & far dubitare: perche si procederia dalle cose incognite all'occulte, & dalle dubbiose all'oscure. Dunque per sincerar le menti, et acquetar gl'intelletti de quei che bramano di sapere l'antichitB dalle Musica & dei suoi inuentori, dico che i scrittori tutti col l'andare ne gli antichi scritti a ritrouare i sauij, i sapienti, e i dotti che di Musica scrivessero per via di quelle scritture hanno prouato l'antichitB sola della scienza (se si ha da concedere che questa nostra Musica presente fosse B quei tempi) senza dire chi fosse mai questo primo, b se pur l'han detto l'han coperto con le fauole Poetiche; assignandone Vulcano per inuentore: ouero han detto che il famoso Pitagora passando per vna publica via, & udendo i fabri a battere il ferro con vna certa harmonia & ordine, col pesar i martelli ritroub tutte le proportioni de i nummeri; da i quali ne P discesa tutta la Musica che habbiamo al presente: eccetto che Pietro Aron con alcuni altri, i quali dicano che Tubal della stirpe di Caino fosse il vero primo inuentore: essendo stato il primo per quanto nelle sacre Historie Judaiche si legge che lodasse Iddio in suono & canto, ma queste lor proue & detti, al parer mio non mi par che uadino B proposito del quesito, ne che si sia risposto B chi dimanda di sapere chi sia stato l'inuentore della Musica, perche nisciuno ricerca di sapere chi ritrouasse la reuolutione de i numeri Arithmetici, chi ne facesse le comparationi; ne chi fosse il primo B gittar fuori voce sonante in modo di canto, che i fanciulli ancora mentre che tenerelli sono nelle fasce, sollazandosi nelle Culla da natura spinti sogliano gittar fuori alcune voci di canto, & cantar, ma ricerca & desidera di sapere chi trouasse il modo di dua, tre, quattro, b piu voci page 13 con ordine, & mouimento sonoro, & dilettevole formando le parte graue, & acute rendino alle orecchie nostre si vaga, & si dolce harmonia; tutta diuersa da quella, che faceano i Poeti antichi nel cantar le lor poesie, b i loro Versi, & chi sia stato quello ouer chi fosse colui che ordinasse il concertare tante parte insieme, senza difformitB o dissonanza alcuna. A quali io come mi sia (con pace de tutti) dico che mi sono merauigliato assai, & hor'anco mi merauiglio di coloro che ragionando della antichitB di questa nostra Musica, & de gli inventori suoi dicano che anticamente ella giB fosse, & hauesse essere, se quegl'istessi che loro chiamano Musici erano quei dotti, sauij, & sapienti che pur dianzi di sopra hor hora ho detto. Onde per certificare meglio chi tal cosa crede, dico che si come si ritroua da diuersi fatta mentione di Musica, molto piu facilmente si doueria non sol sapere il nome particolare di quei piu famosi, & principali Musici che furano a quei tempi; ma anco vedersi alcune delle loro Musiche che usauano, et non dimeno parlando con i professori che sono uiui al dX d'hoggi, non sanno per le piu antiche mostre & proue, altro mostrare che l'opere di Jusquino di Giouan Mottone, e gli altri che furono a quei tempi che in somma sono intorno a cento anni: Cosa da stupirsi, & merauigliarsi insieme insieme; che si come ci P rimasta, & ci rimarB sempre la fama, & la memoria di Platone, d'Aristotele, d'Anassagora, di Socrate, di Omero, di Ouidio, di Vergilio, & cento altri che sono stati diuersi di professione: perche non habbiamo anco memoria d'un sol Musico de quei tempi, se B quei tempi (come scriuano) erano anco Poeti? Non si nomina mai scienza senza non nominarsi di lei vno Eccellente professore, ne per contrario si nomina mai vn Eccellente professore, che non si faccia mentione, & non si mostri qualche manifesto essempio della sua si gran scienza ancora. Di piu si come ci sono rimaste con le memorie, l'opere & le scritture di tanti valent'huomini de quei tempi & massimamente le Poesie di coloro che dicano esser stati Musici; perche con esse non ne vediamo le Musiche ancora? Se questa nostra Musica era a quel tempo: perche non sappiamo noi che stile tenessero; ouero chi tra di loro fosse stato, il piu celebre & il piu raro? Questo non trouarsi nul la, ne dimostra chiaramente che la Musica di quei tempi non consistesse in altro, che nel cantar quelle Rime, & Poesie, b se pur le voci si fossero in due, in tre, in quattro unite & accoppiate insieme, che le si fossero accoppiate, & vnite in consonanza per operatione di natura, & non di arte: Che ben vediamo ancora l'Estate i Metitori nelle campagne, b altri in altre diuerse operationi che non sanno cib che si sia Musica cantar harmoniosamente, & per vago concento, & rendere diletteouol'harmonia. E cosi quando vna multitudine de genti cantauano le lodi de gli suoi Dei, b di qual voglia Heroica persona si doueuano senz'arte b cognitione di scienza in consonanza unire: perche mi par gran cosa questa che trouandosi in tanti, & tanti luoghi l'opere del sudetto Iusquino, di Giouan Mottone, e d'altri, che in un luoco solo per memoria b quasi per reliquia delle cose antiche, che erano almeno cinquanta b cent'anni prima qualche particular copia, & essempio non si trouasse. Et quelli che dicano che Mercurio, Macrobio, Luciano, Diodoro, Boetio, & Sant'Agostino con tutti gli altri habbiano scritto di questa Musica, s'ingannano di grosso, & pigliano per ueritB un grande errore: perche se uno studiasse dieci anni semplicemente quelle loro opere, non imperB mai di comporre, & non bisogna dire ch'essi trattano della scienza in particulare, & che il compositore sia quello che la pone in pratica; perche qual si voglia dotto ch'habbia quella dottrina non saperB mai di comporre, se non l'impara dal compositore: Vogliamolo noi veder meglio: consideriamo quanti dottori, & huomini sapientissimi si trouano che sanno cantare; & nondimeno leggano Sant'Agostino, Boetio, e gli altri che quantunque gli legghino, & stralegghino, non per questo per quella uia san comporre, che se voglian comporre bisogna che piglino altra strada, & vadino per altra uia: ne meno il compositore per dotto ch'egli sia studiandoli potrB dire che da loro habbia imparato a comporre: versando tutto il dir loro in cose, & termini Arithmetici, i quali per le diuisioni, le comparationi, le multiplicationi, le simplicitB, le dissonanze, l'unitB, & le altre cose hanno tanta similitudine che si dice essere una cosa istessa: ma chi vuole ridurla in atto non trouerB in tutti quei volumi in che modo s'habbiano a ordinar le parte nel graue, nel naturale, & nell'acuto, ne quale siano le figure Musicali; ne il suo valore in commune b in particulare con tutte quelle cose che sono necessarie al comporre. Per questo possiamo dire che questa Musica nostra a quei tempi non fosse: se non tanto quanto per ragion d'udito, se insegnaua, et si sumministraua. Perche debbiamo credere che allhora ci fosse tra di loro chi ordinasse il cantar le Rime con piu uoci, et le facesse rissonare harmoniosamente, non con questo ordine: ma con ordine semplice d'accordarsi insieme, et che a poco a poco ci sia stato chi habbia per far cantare coloro che non haueuano quella prontezza, et attitudine trouato d'insegnarli con caratteri, et segni, et che il giuditio humano a poco a poco quasi page 13v di nulla l'habbia ridotta in questo stato, & in quest'essere che noi la vediamo. Perb volendo io dire chi sia stato l'inuentore di questa Musica che noi habbiamo al presente, non trouandone altra chiarezza di quella che di sopra ho detto P forza che io dica che non si sB: se non voglio anch'io co gli altri entrare nelle fauole Poetiche: Et dobbiamo secondo il parer mio credere che gl'antichi nel cantar i loro versi, non essendocene scienza certa non facessero altro nel cantare, & in quelle Musiche che ordinare i cantori nelle consonanze per ragion, d'udito solamente, & che col tempo ci sia stato chi l'habbia moderate con noui ordini, & regole: fin tanto che la si sia ridotta in questo si buon termine. Onde per dirmi questo & quello (conforme alle scritture antiche) che Boetio, Diodoro, Anfione, & gli altri fossero Musici; non mi si prouerB B mai che fossero Musici di questa sorte, che si trouano al presente: perche quantunque uno canti su la Cethera, su'l Leuto, od altro particular istrumento, versi, & Rime, senza cognition di canto Musicale; non per questo con i Musici del tempo presente si hanno da comparare: Cosi mi credo che quella sorte de Musici che erano a quel tempo fossero semplicemente i Poeti b coloro che cantauano le loro Rime; che cosi ancora potressimo dire che il Dante, il Petrarcha, & l'Ariosto fossero da numerarsi nel numero de Musici perche composero Rime & Poesie: ma la propria, & vera voce di questa significatione, hora non si stende tant'altra: che per Musico altro s'habbia da intendere che quell'harmonia che fanno le voci, quando per uia d'ordini, & regole Musicale cantando queste, & quelle compositioni da compositori composte. Et quelli che dicano che questa nostra Musica a tutta quella perfettione che si pub mai ridurre: assai s'ingannano, & nell'inganno commettono tutto l'errore: perche vogliamo noi credere che coloro ch'erano al tempo di Giouan Ogkechem che fu maestro di Iusquino, & al tempo d'esso Iusquino, Giouan Mottone, e gli altri famosi Musici vedendola esser ridotta a quel termine, & perfettione, ancor loro non douessero dire che non fosse possibile di poterla ridurre a miglior perfettione & nondimeno la Musica moderna ci pare molto piu vaga, & molto piu soaue che non P la loro. Cosi col tempo potranno altri, altre piu vaghe vie ritrouare le nuove varietB, & vaghezze che di tempo in tempo si ritrouano, & anch'essi dire quello che hora diciamo noi; e questo non per altro solo perche se noi conoscessimo di poterla piu inuaghire, piu l'inuaghiressimo per renderla piu perfetta; ma non vedendoci altra via, ci pare che non vi si possi far'altro, pur non P impossibile, si come a noi non P stato impossibile di farla tale qual hora la se ritroua essere. Da questo che hora P presente, & da quello ch'essa fu giB molti anni si comprende, che quanto piu ci estendiamo, ne gli anni ch'ella fosse tutta uia piu imperfetta, & che dal cantar le Rime, & Poesie Heroiche sotto diuersi aeri da piu voci si cominciasse a darli ordine; fin che che l'ordine con la aggientione di questo, & la moderarione di quello fu ridotta qual'esser noi la vediamo; esser assai perfetto, non che ancora non possi esser piu perfetto di quel che se ritroua: essendo ancor da altri prima che fosse ridotto a questa perfettione tenuto per il piu perfetto che si potesse hauere, & per il piu pretioso che si potesse trouare; stimando ch'a maggior perfettione non potesse salire, & arriuare.

In che modo, & per qual via sia stato ritrouata la Musica figurata. Cap. XXIIII

PEr esser stato quX nel sestodecimo capitolo in proposito de gl'effetti Musicali, & suoi nascimenti fatta mentione di donde si cauino l'harmoniche modulationi, che si ci piacciano, et tanto ci dilettano, & detto che le si cauano mediante alcune figure, & caratteri, i quali per osseruata institutione dimostrano la quantitB del tempo che si ha da stare sopra i gradi harmoniali mentre che vno harmonicamente canta: Hora non farB bisogno che io dica altro, solo che prima, & inanzi che fossero stati ritrouati quei caratteri Musicali che adoperiamo hora al presente chiamati da Musici figure o note, s'adoprouano certi caratteri in figura di lettere greche (come si pub veder nel Franchino da lui postone alcune per mostra, & dechiaratione) i quali dauano inditio chiaro, & degno manifesto de i luochi harmonici, et modulationi da loro chiamati sotto questi nomi di Proslambanomenos, Hypatethypaton, Perypaton, Licanoshypaton, etc. Et che col fauore, & aiuto del R.P. fra Guido Aretino, Monaco della religione di S. Bendetto che fu intorno a gli anni del nostro Signore 960. da lui furono commutati in lettere et caratteri, hora assai bene intesi et conosciuti. E perb quanto alla interrogatione di sapere chi sia stato l'inuentore della nostra Musica figurata, et per qual uia fosse ritrouata si ha page 14 da sapere: che il sudetto Guido Aretino, vedendo quanta difficultB era nel insegnar a portar la voce con quei caratteri; con assidua meditatione, si dispose di facilitarci la via, & tanto vi pensb sopra, che in fatti, & alla fine la trovb di tal sorte, che insino al dX d'hoggi, si P conseruata la sua bella, & rara inuentione. Cosi dico pensando egli a quelle difficultB grande che si vsauano al suo tempo; prese per meglio, & per espediente di pigliar sette lettere lattine, incominciando dalla prima, & quelle piu volte replicarle: fin che fattone vna quantitB conueniente giudicb che per vinti gradi ouer positioni, tanto il graue, quanto l'acuto, si haueria potuto harmonicamente modulare: ma perche comutato le lettere di Greche in lattine, ui seria rimast'ancora l'istessa difficultB di cantare, meditando per quanto di dice & troua scritto l'Hinno di San Giouan Battista, che dice: Vt queant laxis, ne prese quelle prime sillabe che dicano vt, re, mi, fa, sol, la & formando vna figuretta quadra, quand'una, quando dua, & quando tre con esse sillabe le collocb appresso le superiore sette lettere: le sillabe accioche seruissero a sumministrare quei quadretti che noi hora chiamiamo figure, & note; i quadretti per mostra della voce per quando canta, & per poterla disporre hora alto, & hora basso: Et vltimamente le lettere, accioche si potesse sapere in che positione, & grado fossero tolte: Ma perche quantunque l'inuentione fosse facile, ancora la seria stata alquanto difficile; per facilitarla meglio, & farla ancor piu ageuole s'imaginb che queste sette lettere con quelle sillabe piu volte replicate in nissun loco seriano state meglio, quanto che meglio seriano state in collocarle tutte dentro alle disgiunture, b congiunture che uogliono dire della Mano: prima perche le non sono cose da tenerle da gli occhi de principianti discoste, & lontane; & poi perche resa la scienza ancora difficile, molti per la fatica grande l'haueriano lasciata da vna parte gire: Perb volendoli ogni difficultB torre s'imaginb che con questo modo, non solo gli huomini fatti; ma gli fanciulli ancora l'haueriano potuta imparare. Cosi presa in consideratione la Mano sinistra, come piu atta a questa demostratione, & in quanti lochi si snoda, & soglie, tante lettere, & figure vi pose, che replicate piu volte li fanno vn circulo attorno, & la circondano tutta, con tanta maestria & arte, che considerandola con diligenza, & bene ci fa stupire, & merauigliare. Ma per segno che l'inuentione era tolta dalle superore positioni Greche: per honore della Greca lingua; & del subietto che gli hauea dato causa di faticarsi tanto, tolse la prima lettera Greca che dice Gamma la quale si segna con questo carattere $ & ponendoci ui a canto la pose fu la summitB del dito grosso; di poi prese la prima lettera de Lattini che P A, & collocandola nella seconda disgiuntura; da Musici chiamata positione, con la sillba re che P la seconda nel predetto ordine; cosi disponendoui poi il restante, con il medesimo ordine, & stile alla fine peruenne alla summitB del dito di mezzo, & iui la fece finire. Ma perche, il tempo, il luoco, l'hora, & l'occasione; mi porge materia, anzi mi sforza, & spinge a discorrere altrimente sopra questo particular principio, ogni vivo serB contento di questa poca disgressione, & attento scolterB queste mie breue, & poche parole: che l'hauer io veduto, non solo alcuni scrittori moderni, ma anco vna buona parte de gli antichi diuersamente descriuere il principio della Mano Musicale, & in cambio di mostrare il suo principio con questa lettera $ hauerlo domostrato con questa particular parola, Gamma mi fa dire che non P da merauigliarsi di lor se l'hanno cosi mostrato: perche l'essersi hormai, (come io altroue ho detto) smarito la cognitione delle lettere Greche: per non porli vn principio quasi incognito, & che porti periculo di non esser inteso; alcuni de i sudetti scrittori per il meglio si sono eletto, & presi di scriuerlo Gamma. Cosi poi hauendosi lor presa questa licenza, anch'io mi piglierb questo ardire, mi farb lecito di scriuerlo hora con questa lettera greca $ & hora con questa parola Gamma; secondo che mi tornerB commodo & in piacere: volendomi in questo caso, & in una simil occasione preualere di quella libertB che mi uiene, & di quell'apunto che hanno hauutogli altri, tanto piu che simil licenza presa, non pregiudica a cosa alcuna, & in particulare essa Mano riman l'istessa. Et chi m'adimanda perche causa io non mi contento di usare & di seruirmi d'una descrittion sola; sappia che trouandomi dalla poca cognitione di essa lettera greca eeser astretto di formarlo con questa parola di Gamma, dall'altra volendo seruar il vero stile; & la sua propria descrittione dell'uno, & dell'altro modo me ne seruirb secondo l'occasione: ne perche in discriuerla, & in ragionare serb cosi vario, serb da gli intelligenti tenuto, per smemorato b poco intelligente: perche il tutto si farB per seuar l'ordine proprio, & naturale, & per non dechiarare esso principio se in qualche caso ad alcuno non fosse cosi intelligibile. Onde dechiarato che cosa nella Musica vogli dir Gamma, & perche causa in loco della lettera Greca si pone la sudetta descrittione, seguirb oltre e dirb. page 14v Che a volerla mostrare tutta in parole, si conueria introdur termini da Musici non conosciuti per nominar qual si voglia disgiuntura o positione di essa Mano: per questo dopb leggere sente dechiaratione fatta in foggia di ragionamento, se e forma l'infrascritta mostra. Et nota che per maggior chiarezza vi si pongano i numeri accioche chi ne vuol saper l'ordine, b senza che gli sia detto parola la vogli imparare; per via di essi numeri ne possi hauer ogni dispositione: Perb veduto tutte le positioni hauer sillabe che seruano a sumministrar le figure, ogni uno da per se stesso ue le pub formare essendo ch'egli ne formasse quel ordine di figure che si vede scritto nella palma della Mano chiamato da Theorici essacordo; & da prattici scala; la quale ne i bisogni di ascendere piu in alto, b di discendere, si distende con gl'istessi principij, et col medemo fine: come piu inanzi vederemo. Ma nota che si come per arriuar ad alcuni estremi, ouero a quei gradi che sono dal primo distanti piu di questo che nel sudetto essempio si vede, si aggiungano insieme le scale, & si arriua doue si uole: cosi anco questa Mano Musicale non P si limitata, & ristretta, che fuori da ogni parte non si possi vscirne: perche l'auttore, non negb di non poterlo fare, hauendocela formata in foggia di Scala: ma si contenttb di questo vigesimo numero ritrouato dentro alle positioni di detta Mano, si perche l'occupb tutta; si anco perche giudicb che la voce humana riducendosi sotto quattro forte di voce, & quelle dal graue che P la piu bassa che si troua, fin a sopra acuto, che P la piu alta ordinariamente, non passare di distanza questo vigesimo numero per questo egli la terminb come si vede; non perche piu oltre non si potesse andare: ma solamente che si hauesse inanzi l'ordine piu commune. Cosi formato le superiori figure con quelle sillabe che vi si vede sotto; sillabe simministratiue del suono; 1 Misici poi desiderosi di fama & lode cominciaranno per via di code, di priuatione, & di multiplicatione; disponendole hora in forma diritta, & hora in forma obliqua, lasciandole hora bianche, & hora oscure: con page 15 una ne formarono otto sorte di figure distinte: Come narra D. Nicola Vitentino nel principio del suo volume, che non ostante poi le diuise, & distinte figure; che gli aggiunse i punti, chi troub le pause, chi li distinse i segni del Tempo, & chi gli varib per mezzo de gl'inditij Modali: di maniera che da quell'hora in qua fino al tempo presente aggiungendoui chi una cosa, e chi l'altra: la Musica nostra si troua qual noi hora la vediamo.

Come, di che cosa si formi, & quante cose son necessarie alla Musica. Cap. XXV.

DAlla diligente investigatione, & sollecita inquisitione che fa l'intelletto nostro nel inquisire & investigare i principij, & le cause delle cose tanto artificiose, & manuali, quanto che pure, & naturali; si viene appresso alla perfetta cognitione del loro intimo essere; & non solo si scorgano le buone, & le cattiue, ouero si separano, le mediocre dalle vile, le vile dalle piu preciose, & le piu singulare, et le preciose dalle vile, & mediocre: ma anco con un diletto mirabile canto si va inuestigando & inquerendo, che si ritroua l'ordine che ha tenuto in farle la natura b l'arte, & si iscorge dentro alle lor forme mediante gl'ottimi, & opportuni mezzi sotto materie esistente come l'una o l'altra l'ordifichi, & informi: che senza inquirerle, & investigarle di loro non se ne sapria altro che dire, se non quello che semplicemente intorno alla superficial forma si potesse dire, come di cose sensibile ver, & proprio oggetto del proprio senso, che vedendole cosi formate, & fatte pervia de gl'occhi (finestre de gli altri sensi) se ne renderiano quelle ragioni che solo il senso visibile ne dimostrasse, & ne facesse rendere: Ma perche esso intelletto, mediante la sua natura, & questo senso visibile veduto le cose esser formate di materia, & forma difficilmente s'acquieta; onde non acquietandosi sempre va ricercando le cause intrinseche che producano gli esteriori effetti; per ritrouarne l'origine, & i principij: cosi dal solito inuito di natura, & dalla cagione di ricercare come, & di che cosa la Musica si formi spinto e mosso anch'io; ho deliberato dopb l'hauerlo ritrouato quX di mostrarlo, & di farlo veder a gli altri, che sono curiosi, & bramano di saper le cause: accioche si vegga di che ella s'ordifichi, & faccia; & quante cose per farla vi concorrino. Prima in quanto al suo esser in se stesso formato, & esistente si ricercano almeno cinque linee longhe, & diritte, alcuni segni inditiali del tatto e del valor delle figure cantabili, & non cantabili, alcuni altri segni in foggia de caratteri da Musici chiamate chiaui, otto forte di figure, ponti, & altre linee in altra foggia collocate & poste, con parte di dette linee spezzate, & rotte, & parte intiere, non superflue, & vane, ma utile e necessarie: In quanto poi all'essere harmonioso, et soaue per far corrispondere gli effetti al nome si ricerca che i segni, le chiaui, le figure, i ponti, et l'vna et l'altra forte di linee sieno con si fatto ordine, ordite, et collocate; che non habbiano in se stesse repugnanza b contraditione, accioche essendo le dette linee, le figure, et tutto il resto comparate nelle consonanti comparatione, non apparischi che intonandolo b percuotendole la voce dissonanza ouer disunione; Et chi ricercasse perche causa gl'entrino tutte le sudette cose sappia, che le cinque linee diritte et longhe, vi ci entrano per contenere dentro di se stesse, le chiaui, i segni inditiali del tatto, et del valor delle figure, le otto figure Musicali, i ponti, et l'altre linee intiere et rotte: le chiaui vi si pongano accioche siano fondamento, et base ad introdur le voci, et informar di suono le figure per, dar moto et terminar l'harmonia alla voce, i segni per poter sumministrar et reggere il suono, et le figure sotto ordine, et misura, i ponti per diuidere argumentare, condur a perfettione et per alterare, le linee hora intiere, et hora rotte per ornar i canti, et per dar riposo a i cantori. Senza queste linee che si chiamano pause le Musiche non seriano si ornate e belle: ne i cantori potriano resistere a cantarle per mancamento del fiato che vi concorrre; ne meno senza i ponti seriano le cantilene perfette secondo che piu inanzi vederemo; ne le figure potriano hauere il giusto valore senza gli inditij, et gli inditij serian nulla senza le chiaui. Cosi si vede che la Musica si forma di linee, de' chiaui, de inditij, de figure Musicali, de ponti, & de pause. Le righe contengano le pause, i ponti, le figure, gli inditij, & le chiaui. Le chiaui sono causa dell'ordine, de gl'inditij, delle figure, & de i ponti. I ponti dell'argumento, delle diuisioni del perfetto valore, & dell'alteratione delle figure. Et le figure per vigor de gli inditij che dimostrano il tatto, & il valore, del dolce, & soaue suono che ne da la voce sumministrandoci quelle figure dal che ne nasce la Musica, dalla Musica il concento, & del concento l'harmonia. Cosa si soaue che di soauitB si pub giustamente dire che sia incom page 15v parabile. Onde si vede che al formar questa nostra Musica due cose principali vi concorrano; prima queste linee, chiaui, ponti, figure, & pause, & poi segni, tatti, & voce, le quali s'astringano a vna chiara, & manifesta relatione; non potendo il tatto, i segni, le pause, le figure, i ponti, le chiaui, & le linee, produrre nissuna forte d'harmonia; ne men la voce vera & reale harmonia, senza esse chiaui, linee, ponti, figure, pause, tatto, & segno: & si vede che si come la materia P necessaria alla forma, e la forma alla materia (che mai si vidde materia hauer esser senza forma, ne forma prender esser senza materia) che cosi ancora la Musica della quale io parlo non hauerB mai esser senza la voce, & li sopra ennarati istromenti per regular la voce nel cantare, che malamente renderia diletto, & faria harmonia, se non non hauesse i termini, le misure, & le limitationi. Si che la Musica si forma con la voce humana, & se non per la humana voce, per istromenti che in somma sono suoni simili a i suoni delle voci humane, le quali per regulatione, temperamento, & modificatione delle regole & per condur con esse regole il suono, conuengono hauere le corde, gl'inditij, le figure, le pause, i ponti, & il tatto necessariamente. Oltra che se gli ricerca ancora con la bontB della voce tanta sapienza, & cognitione; quando sufficientemente basti a maneggiare col tempo le figure hora co i ponti accompagnate, & hora con le pause tramezzate: Et quantunque la natura c'insegni di gittar in foggia di canto che ce la disponghi al descendere, & al montare; non per questo cantante si pub dir cantore se del cantore non possiede le norme, & le leggi. Le leggi, & le norme del cantore sono queste ch'egli sappia conoscere, et distinguire le chiaui; perche causa le si son trouate, & si collocano hora in questa corda, & hora in quell'altra, qual sia il nome particolare, & il valore di ciascheduna figura, la differenza con l'auttoritB de ponti, i segni del tatto, & la distintion del tempo che da l'essere alle figure, quanto rileuino le pause, & quanto interuallo di silentio in se stesse portano, il valor accidentale delle dette pause, & figure, & ultimamente l'agilitB della voce, la quale P quella che alla pause da il silentio, alle figure il giusto valore, & le porta per le corde lontane, & vicine, secondo che vicine & lontane sono collocate. Tutte queste cose insieme fanno la Musica: perche accompagnando le voci in harmonia se ne caua quel soaue concerto, ch'hoggi giorno da tutti si chiama Musica. Et benche vna voce cantando sola o per via di regule, b per via d'aeri imparati si potria dire che la cantasse Musicalmente: nondimeno perche la non fa quel concerto che fanno piu uoce insieme quandoche per uia di dette regole si sono unite, & accompagnate; per questo si dice che quel tale canti, ma non canti di Musica; perche dicendosi ch'egli cantasse di Musica veressimo accadere in quella opinione, che hanno una gran parte (per non dire tutti) de i scrittori che gli antichi cantando le lode a i Dei per cantar quelle Rime con voce sonante, & diletteuole che questa Musica fosse anco a quei tempi. Dunque: la Musica si forma con tutte le sopra ennarrate cose, in quel modo poi che pare, & piace al compositore che P quello che ordina, & distribuisce le figure su le suddette corde come piu li aggrada, e pare che al suo proposito li habbiano a seruire, essendo a questo effetto, & per questa causa state ritro&uate. L'altre cose poi come gl'effetti nel cantare, le buone voci, i vaghi accenti, le belle prononcie, e gl'ornamenti, non sono necessarij perche senza di loro la Musica riman Musica: ma bene con essi assai meglio la comparisce, & ne rende maggior diletto, & piacere: Anzi che ogni vno che si diletta di cantare per renderla tale deue studiare, & si ci deue affaticare: poiche questi ornamenti, et vaghi accenti, non solo ornano le Musiche, ma anco tornano in honore del cantante; perche per quella via si fa stimare, reuerire, honorare, et in ogni occasion di canto chiamare, et abbracciare.

Perche causa a collocar le figure Musicali s'adoperano piu cinque corde che quattro ouer sei. Cap. XXVI.

NOn bisogna credere, che per ordinare Musica, & addattare le sue figure in ciascuna parte sieno senza particular consideratione stato instituito cinque corde: perche si come era in libertà de i primi institutori per li sette vt che sette volte si ritrouano nella mano di formar piu chiaue, ò di formar quelle che sono formate con altre varie, & piu figure di quello che si veggano esser formate, & fatte: cosi ancora poteuano porre quattro ouer sei linee da Musici chiamate corde, che questo non haueria punto alle Musiche, & a i canti derrogato, ne men fattole altre diuersità di quel la ch'hanno con le cinque: nondimeno hanno voluto che le siano cinque determinatamente, & non sei, ouer quattro, & questo perche le Musiche e i canti si formano per li Tuoni, & li Tuoni non ascendon piu di otto gradi naturalmente, & li otto gradi possano commodamente esser compresi, & contenuti da page 16 dette cinque corde. Et chi dicesse che ancora le quattro possano contenere i detti otto gradi, sappia che non le conteneria realmente: poiche per forza bisogneria che vna figura dalla perte di sotto ouer di sopra fosse fuori di dette corde: cosi non si potria dire che l'ottauo grado fosse da vna di esse corde contenuto: ma se tutti si pongano nelle cinque, ponendo i gradi figurati in spatio ouer in righa, non si può dire che tutti dalle dette cinque corde non sieno contenuti, et compresi; poiche nissun di loro può rimaner di fuora.
Per questo nella Musica figurata in particulare si adoprano cinque corde, chiamate hora righe, hora corde a beneplacito di chi le vuol chiamare, & non mai quattro ouer sei, se non accidentalmente, che accidentalmente si dicano essere sei corde quando che per collocarci qualche figura a caso, & non sempre la si vede essere in qualche parte. Ma se ancora fosse chi per curiosità piaceuole ricercasse, ouer dicesse che i canti chorali per regole de Tuoni si formano amch'essi di otto gradi, & conuengono salir, & scendere otto voce; rispondendoli dico che i detti canti per esser formati, & per hauer anco loro cinque righe: ma perche vna gran parte di essi sono imperfetti come si veggon essere quasi tutte l'Antifone, Alleluie, Offertorij, & Postcommunioni, per questo potendo i Tuoni imperfetti commodamente esser compresi, & contenuti da quattro corde; i se fanno col interuento di quattro, & non di cinque. Et ben si vede che spesse volte per voler arriuare al douere, & alla perfettione del Tuono che conuengano cambiar le chiaui, & in esso cambio cambiarli anche le corde. il che se si facesse ne i canti di Musica figurata, spesse volte per alcune velocità di figure si commetteria errore; conuenendo il Cantore in vn'istesso tempo essere a due diuerse cose intento, vna al esplicar con giusta voce le figure; & l'altra alla mutatioen della chiaue, per vedere doue si douesse trasportar la figura per la sudetta chiaue altroue trasportata: Per questo ordinariamente nella sudetta Musica, si vsano, & s'adoprano cinque corde, & non quattro; per far che i canti possino contenere i otto gradi de quali i Tuoni si formano che sono la quarta et la quinta, accioche contenendoli non habbia occasione di mutar le chiaui, ò di cambiarle di corda in corda, atte ben spesso a far errare qualche cantore. Onde se bene alle volte i canti per passar gli ordinati termini sono forzati di mutar le chiaue, ò di cambiarle in altra righa, non per questo sta bene di cambiarle, & di mutarle quando che a vn pare, & piace: perche nel commutarle se le si commutassero in tempo che si cantano Semim: ouer Chrome, massimamente quando le saltano, l che da mezi sospiri sono spezzate, & interrotte; molti per non hauerci l'vso, & esser al detto cambio assuefatti, potriano fallare, ò se puir non fallassero farsi come si suol dir strascinare, che seria quasi tanto quanto se egli fallasse: e perciò si dice ai compositori, & s'auertiscano i copiatori che nel deporre vna chiaue Musicale, & nel collocarla da vna righa all'altra debbino eleggersi sempre mai il loco piu commodo, & alla mutation migliore, che è quello oue sono le figure maggiori; perche con la ritardanza di dette figure, il cantore ha tempo di uede la già mutata chiaue: ma è meglio assai di seruirsi di vna corda in quel caso per accidente, che di mouer le chiaui; si perche la sesta corda cosi per vna caso, & per vna molta è piu intelligibile; si anco perche l'è piu in vso, & ridotto a cosa piu commune.
Non credo che faccia bisogno di dire perche causa si adoperano le cinque corde equale per sumministrar le figure Musicali: poiche ogni vno non ostante la difformità che fariano se le non fossero equale; può giudicare che secondo le figure, cosi ancora hanno da essere le loro corde; & essendo le figure in quanto alla grandezza tutte d'una istessa sorte,& forma, per questo le corde che l'hanno a contenere hanno da essere equale, & d'una istessa grandezza, altrimente gli si torria la vaghezza, & alcune figure in alcune occasioni potriano a cantori parer nulle, & non esser vedute.
Però si tiene questo stile, & ordine che tutte le corde hanno da occupar tanto spatio quanti che in vna possi stare qual si voglia figura che non superi le corde, ne men che manchi, & le figure hanno da essere tutte d'una istessa grandezza; perche le dette figure hanno da essere di due sorte de quadri, vn quadro piano, & vn quadro obliquo il quadro piano si forma per questa via
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& il quadro obliquo
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per quest'altra di modo che le corde con tanta formae, con quanta ageuolmente gli possi stare l'vna, & l'altra figura come quì si vede & ciò si dice accioche alcuno non pensi, & habbia opinione che ne
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cessariamente le corde si debbino formare d'una grandezza, & distanza. si come tutte cinque d'vna equal distanza, & medema grandezza debbano esser fatte, perche se le corde pigliano la distanza dalle figure è ben ragione che le figure essendo hora grande & hora picciole, ch'ancora le corde hora siano larghe & hora strette secondo le opportunità, & le occasione.
page 16v

Quante chiaue Musicali si trouano, come & perche causa cosi si formino. Cap.XXVII.

NOn basta à gl'ingeniosi artefici, & solleciti operarih, di hauere per la construtione delle loro fabriche, operatione, & edificij, preparato tutte quelle cose c'entrano ò sono necessarie & at. te al componimento di quello ch'essi vogliano & itnendano di operare & fare. se dopo l'hauerle amanite & apparecchiate, non l'ordinano, distribuiscono, & pongano in essecutione per dimostrare à chi le vede, ò l'ha vedute cosi amanite & apparecchiate, à che fine da loro sieno state apparecchiate & amanite. Perche mentre le tengano cosi indisparte, diuise & separate; ouero confuse insieme: per la confusione in che si trouano, non sono punto conosciute ouer stimate, se non per quelle che puramente sono, cioè per schiette & semplice materie da natura od arte cosi informate: ma quando che con raro & bel giuditio, giuditiosamente le sono tessute & ordinate insieme, per il vago ordine & artificiosa tessitura le vengano non solo con stupor mirabile riguardate, ma anco riguardandole prezzate & stimate. Cosi possiamo dire delle preparationi della Musica che hauendo noi veduto tutti i preparamenti necessarij poco serieno vaghe ò nulla ci gioueriano se non ci affaticassimo di porle insieme per vdire quanta harmonia che fanno. Però è da sapere che si come gli huomini tra gli altri animali perfetto, particularmente senza piedi non caminano, senza mani non toccano, senz'occhi non veggano, senza orecchie non odano, & senza naso non odorano; che cosi ancora senza ordine & institutioni di chiaue Musicale ne si canta, o non si può cantare. perche ne i Pallaggi d'importanza, e ne gl'edificij superbi, non si ascende alle sale signorile, & alle Cammere Regali prima che no nsi sia entrato per la porta & apoco apoco si siono salite le scale. Le porte dunque della Musica (parlando di quella quando che la si pone in atto per volerla cantare) son le chiaui; & le corde dentro delle quali si pone questa & quella figura son le scale. Onde per procedere chiaramente senza collor di metaffora od altro dico che nel principio delle sudette cinque corde inanzi che vi si ponghi alcun inditio, pausa, figura, ò ponto. si pone alcuni quasi caratteri ò figure Musicali che si chiamano chiaue, veri fondamenti delle figure; & si dicano chiaue dalla similitudine dello effetto delle chiaue materiali et vere, per dimostrare in che si fondino le figure quando le si contano: che si come senza chiaue quelle cose che sonor inchiuse & serrate sotto di essa non si possano hauere & vedere; cosi senza le chiaui inditiali de principij dell'harmonie & contenti; i concenti & l'harmonie delle Musiche non si ponno vdire & godere: & benche per questo nome vt, nome di condur con voce le figure si formi qual si voglia chiaue Musicale, per esser il fondamento sopra del quale si sostentano tutti gli altri cinqui nomi cioè, re, mi, fa, sol, la, non per questi si può dire che tutti quanti gli vt che si trouano nella Mano Musicale siano queste chiaue inditiali; con le quali i cantori cantano le cantilene, & i compositori le compangano: perche altro è il fondamento delle scale particulari necessarie à montare & scendere; & altro è il principio sopra di che le scale particulari necessarie à montare & scendere; & altro è il principio sopra di che le scale che seruano alle chiaui si fondano. Se noi consideriamo, vt, re, mi, fa, sol, la, che sono i nomi con che si portano le figure in sù e in giù per le cinque corde: & lo consideriamo in _ vt, è forza volendo noi passare oltra di sei figure che ci seruiamo della sua scala piu propinqua, che è quella di C fa vt: ma se ci vogliamo seruire di ciaschedun altro indifferentemente in quel modo che de tutti ce ne vogliamo seruire, è forza che fra tanti che se ne ritrouano di presummerne vno principale: altrimente non si potria mai sapere quale fra à tanti fosse il presuposto, e però quantunque nella Mano come habbiamo veduto nel Cap.24. sieno sette volte vt; nondimeno perche quattro sono in altri luochi repplicati, se ne pigliano tre co i quali si formano & si constituiscanotre chiaue, le quali seruano à sumministrare tutte le figure di dette Mano. lA pri. ma si forma con l'vt di F fa ut, la seconda con quello di C sol fa vt, & l'vltima con quel di G sol re vt seondo: ne a questo proposito addurrò gl'essempij de i scrittori antichi che ne i scritti loro pogano vn altra chiaue in D la sol formandola con queste due lettere geminate dd volendo che quelle due lettere dimostrino in quel luoco D la so re, che è quel secodo per poter vscir fuori della Mano: si perche è cosa quasi fictitia & vana, si anco perche hora non è piu usata: ma seguendo i lragionamento dirò che si come queste tre chiaui vengano per ciascun vt formate; cosi anco dal luoco oeur quel vt particular si toglie le vengano chiamate & dette: e però la prima chiaue si chiama chiaue di F fa vt, la seconda di C sol fat vt, & la terza di G sol re vt, ( inteso per G sol re vt si comodo e non per il primo) a queste chiaui tutti gli altri vt si refferiscono, che sia il vero vediamo che _ vt si refferisce à G sol re vt primo C fa vt, a C sol fa vt, F fa vt secondo a F fa vt primo & naturale & G sol re vt page 17 primo a quel secondo; e questo non per altro, se non perche in occasione di passar fuori della Mano quei vt particulari faccino lo officio delle tre chiaue commune; accio che i canti habbino il lor douere: Ma perche queste tre chiaui che noi diciamo non vadino senza la decchiaratione che piu gl'importa si ha da sapere, che le non sono cantabili quantumque habbiano figure in quel modo che sono cantabili le figure che pigliano ordine di esser cantate, & hanno da esse l'essere & il stato fondamentale: perche le sono uie & instrumenti che fanno condur con ordine harmonisamente le figure Musicali senza disonanza ouer errore: e perciò nella forma loro ritengano parte di figure cantabile parte di lettere appartenente a quei nomi di donde son formate, & parte de ponti con i quali le figure hora s'agumentano; hosa si alterano hora si diuidano, & hora si mostrano perfette: togliendo le lettere dal ordine & compositura della Mano, le figure da i canti de quali esse sono fondamenti & ministre, i ponti da i mezzi che entrano nelle figure con che hora sono perfette hora diuise, hora alterate, & hora agumentate: che ciò sia il vero manifestamente si uede, et uedendolo manifestamente si tocca con mano, che l'uso tanto de antichi, quanto che de moderni è stato & è al presente di formar le tre sudette chiaui con lettere, figure, & ponti: che ben si uede in tutti gl'essemplarij del uno è l'altro tempo la chiaue di F fa ut esser formata con due ponti & mezzo circolo (se ben la si forma anch'altrimente come in breue uederemo) quella di G sol fa ut con due figure quadre, & quella di G sol re ut con la lettera G come quì tutte tre si veggano esser formate.
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Ma chi con ansietà bramasse di sapere, ò curiosamente ricercasse perche causa particularmente la chiaue di F fa ut & di C sol fa ut non si formano et demostrano per le loro lettere da che sono dette & chiamate in quel modo che si forma & chiama quella di G sol, re, ut; ha da sapere, che non senza gran periculo di porre in dissolutione un bel principio di Musica se potriano con lettere formare: per rispetto che nisciuna chiaue in spatio si può porre per un preccetto che si ha di porle in righa come in luoco piu nobile dalle quale i sudetti spatij deriuano, & douendole per tal preccetto porre in righa bisognaria porle in questo mo
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do ponendole doue paresse al compositore, et doue fosse piu commodo per la commodità de i canti: il che generaria una confusione si grande, che quasi si grande da nisciuno si potria stimare; & se noi lo uogliamo uedere rimiriamo i segni con che si sogliano dimostrar gli inditij del tatto et del ualor delle figure, segni che si sogliano collocar immediatamente dopo le chiaui, ne i quali non solo trouaremo conuenienza grande & similitudine: ma anco tanta similitudine & conuenienza che saremo forzati à dire che siano gl'istessi: poiche il piu delle uolte le compositioni (massimamente l'ordinarie) si segnano con un segno che si cahima Tempo imperfetto come piu inanzi a suol luoco & hora con commodità uederemo: il qual in conclusione non è altro che un c, in questo modo formato & fatto C il qual'anco perche è di natura diuisible & si può diuidere spesse uolte con una linea per trauerso si diuide, la cui linea non rapresenta altro che un s, che chi ponesse la chiaue di F fa ut & di C sol fa ut con le lettere in cambio delle figure come si pone quella di G sol re ut, & l'inditio del tatto & del ualor delle figure uicino alle dette chiaue, faria che il cantore hauesse spesse uolte à dubitare, qual di quei dua segni fosse la chiaue potendosi pensare che tutti dua fossero chiaui, hauendo tanta similitudine & conuenienza essi inditij con dette chiaue come appertamente quì si vede:
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et questo non tanto perche le chiaue e gl'inditi sempre si pongano vn dopo l'altro senza alcun mezzo, quanto che alle uolte nasce occasione di por due chiaue in vna parte, acciò vn altro ui habbia da cantar sopra come spesse volte si suol fare in vn Canon ch'alle volte ui seranno due chiaue cosi poste
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che se le si formassero con le lettere le si doeuriano formar cosi
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& a questo modo non si saperia se particularmente la seconda chique seruisse per inditio, ouer per chiaue. et questi segni piu ch'ogni altro seriano causa di molti errori: Dal che si caua la cagione perche nel segnar la chiaue di F fa ut, & di C sol fa ut, non si usa di segnarle con le sue lettere come si segna quella di G sol re ut che le si segnano come habbiam ueduto. Oue si uede quanta auertenza & riguardo habbiano hauuto i ptimo institutori che trouarano maniera & uia di far con ordini regulatametne l'harmonia, quando che in questo ancora uolsero hauer riguardo & esser sottili consideratori & speculatori de i disordini che potriano alla giornata succedere & seguire: accioche i descendenti & posteri loro non hauessero occasione di biasimarli ò d'attribuirli dapocchagine & ignoranza. E però le due sudette chiaui non si segnano con le lettere; ma con le figure. & tra le figure, si ellegano anco le pin conueniente & opportune, le page 17v quali sono qelle di un tatto intiero; & quelle ancora si formano in figura quadra accompagnate con linee che leuano di loro ogni dubbio che le sieno figure da cantarsi; prima come figura piu nobile & graue che uiene occupata da ua tatto intiero; & poi come figura chorale che ben si uede esser figurata tale quando che è più figure simile alle figure di canto fermo che altro. Onde se bene il piu delle uolte non si segna la chiaue di F fa ut con le figure musicali: ma con un C posto alla riuersa con dua ponti acanto come si uede esser di sopra: non per questo, una tal maniera derroga al uso anticho et alla prima institutione: perche l'vna & l'altra senza periculo et riprensione si può usare; ho etto l'una e l'altra, perche la si può formare con l'interuento di tre figure come quì si vede;
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Gl'antichi, anticamente assai l'usauano, dietro de quali hanno seguitato anco i moderni nel stampar le Musiche, et quelli particolarmente che l'hanno copiate
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ne i libri grossi chiamati libri Chorali; et se pur si trouano libri Chorali et stampa ti segnati con l'altra foggia di chiaue questo non fa caso; perche essendosi introdutta quella fuggia superiore, anch'essi se ne hanno voluto seruire, non essendo piu obligati & ristretti loro à vsare vna foggia di Chiaue, che essi a vsarne vn altra: & chi mi adimandasse perche causa sia stata introdutta quella maniera prima, se prima di lei si tiene che fosse instituita quest'altra, essendo fatta di figura ò fatta quella di C sol fa vt; io risponderei che non per altro la non si facesse che per facilitare il modo di farla; ouero per porre assai piu differente distintione tra questa chiaue di F fa vt & quella di C sol fa vt: attesoche prima non tutti hanno gratia & attitudine di formar quelle figure in forma oblique cosi ben squadrate; & poi piu distintamente le si formano formandole nella prima foggia che nella seconda; il che sia abastanza del taccito questito, & occulta obiettione; essendo obiettione, & quesito che poco rileua: Ma da che habbiamo veduto che la chiaue di F fa vt, & di C sol fa vt, si fanno con figure simili a quelle che si adoperano nelle cantilene per non dar occasione a i Cantori di riuinare & guastare i concenti & l'harmonie, che le guasteriano & ruuinariano se le si formassero con le superiori lettere: vediamo perche piu formano la chiaue di F fa vt con tre figure & quella di C sol fa vt con dua solamente; Se di raggion di figure piu si conueriano à C sol fa vt che à F vt, non possedendo F fa vt altro che due figure, & C sol fa vt tre come si vede: alche si dice, che chi riguarda bene, tanto vna chiaue quanto che l'altra si formano con due figure, quantunque à noi ci paia che F fa vt con tre si formi: perche le principal figure della Musica sono le figure di tatto: & quelle due figure che si ci pongano ne i spatij fanno per vna figura di tatto intiero non essendo d'altro che di mezzo tatto l'vna; & già habbiam veduto che per meglio et piu conueniente gl'institutori della Musica hanno formato le chiaue Musicali con figure di Musica, & tra le figure si sono elletti quelle di tatto. E però se bene la chiaue di F fa vt, si forma con tre figure; nondimeno tutte tre insieme non vengano à rileuare se non dua tatti; & la cagione ch'essi hanno hauuto di diudiere vna di quelle figure di tatto in dua di mezzo tatto l'vna è stata, che non senza pericolo di confusione poteuano dimostar l'vna & l'altra chiaue che con figure si haueano à far vedere sotto due figure solamente; perche se non hauessero hauuto questa particular distintione di figure, spesse volte l'vna seria stata tolta per l'altra & l'altra per quel vna: dimodo che per obuiare qual si voglia disordine che dalla parte di dette figure potesse nascere, hanno seuato l'ordine di formarle con vna quantità sola di dua tatti: ma che F fa ut fosse con tre figure formato (che però rileuino i dua tatti,) & C sol fa vt con due rileuanti gl'istessi dua tatti.
Onde accio che meglio quel ch'io dico se intenda & si creda; si ha da sapere che non per altra causa gl'inuentori delle Chiaui con quelli che prudentemente si sono presi licenza di formar la chiaue di F fa vt con vn C fatto alla riuersa puntato di sopra & di sotto, solo per dimostrarci per li dua ponti le figure di Minime, che ben si vede qualunque volta ch'alle figure naturali di tatto se gli agionge il ponto che il ponto gl'agumenta vn mezzo tatto, il cui mezzo tatto riducendolo in figura non dimostra altro che vna Minima: essendo dunque la Minima mezzo tatto, & il mezzo tatto si rileua con un punto, hauendo nella Chiaue di F fa vt, la prima figura che è questa
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dua punti apresso come quì si vede
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i detti dua ponti altro non dimostrano se non che la sia tale;
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che in somma tutte tre le figure fanno dua tatti. Ma se alcuno con debole & friuole obiectione dicesse: perche piu debbiamo dare la primitia di tre figure à F vt, che à C sol fa vt, se C sol fa vt e quello che naturalmente ha tre figure & F fa vt dua? Se à vna chiaue si deue dare dua figure, & al altra tre per constituirle diuerse & differente, molto meglio & piu ragioneuolmente le dette tre figure si conuengano a C sol fa ut che à F ut, per essere in C sol fa vt tre figure, & in F fa ut dua, al che rispondendo dico che le tre figure si danno à F fa vt page 18 per ragion di primitie, del suo ordine & non di figure, essendo nel ascendere il primo a ritrouarsi; & se vno di loro le douea hauere, di ragione al primo non si pote torre.
Ecco dunque che la chiaue di F fa vt ragioneuolmente si forma con tre figure, & per ragioni di primitia può ancora esser con ponti in cambio delle figure formata. Et come lei con la chiaue di C sol fa vt per la similitudine & conuenienza che hanno con gl'inditij del tatto & del valor delle figure si formano con figure Musicali, & in tutta la Musica non sono altro che tre. & questo voglio che per hora basti.

Che cosa sia inditio & à che seruano gl'inditii nelle cantilene. Cap.XXVIII.

LA voglia humana per giouar altrui con le fatiche sue è stata si gagliarda & si possente, che volontieri espetasi alle fatiche tanto si è occupata et affaticata, che alla fine con merauiglia & stupore tra l'altre cose rare & singulari, ha trouato modo & via di lasciar perpetua memoria di se stessa, & di tutto quel che vuole che di presente, ò di futuro si conserui, poiche tra le cose singulari, rare, & belle che con fatica & sudore hà ritrouato, mi pare ch'assai bella cosa rara, & singulare sia stata considerando in che modo ci habbia fatto ritrouare maniera & via col mezzo de pochi & piccioli carattheri di mandar lontano & di lasciar d'appresso i pensieri nostri perpetuamente in scrittura viui; che ben si vede quando si considera in che modo & perche via si scriue & legge, quanto essa uoglia nostra sia stata nelle fatiche assidua, quando che con tanta sotigliezza & pauicità de carattheri hà trouato modo & via che possiamo mandar lontano & conseruare in iscrittura qual si uoglia concetto & pensiero: che non ci resta nel petto, ouer nel cuore, che volendola altrui dire et communicare, ageuolmente non si possi con lo scriuere esplicar & dire.
Onde si come i carattheri che noi chiamiamo lettere sono inditij, & gl'inditij mezzi con che si scriuano & leggano le scritture; cosi ancora i Musici per voglia grande che hanno hauuto per quel che si vede di giouar à posteri & seguaci suoi, tanto si sono affaticati che hanno trouato modo &via di far che i bramosi, & atti à far concenti & harmonie, con quelli anco che non son atti, ma bramosi possino con assai piaceuolezza imparare; & però si vede che per regular le nostre voci humane accioche nel cantar insieme con l'altre voci non facino disonanza; ritrouarano el figure Musicali; & trouarano via mediante le cinque corde di sopra dimostrate di collocarle ouunque ci fossero piu commode, ò ci paresse: & questo non per altro, solo perche di loro si seruissero, &ce ne potessimo seruire come anch'essi se ne seruirano & se ne sono seruiti.
Et che haueria a loro, & a noi la bella inuentione delle chiaui giouato, ò che ne giouariano le figure Musicale, i ponti, & le pause, se le pause, i ponti, & le figure con fussero state sotto segni & inditij collocate, i quali ci dessero di loro i valori & le misure? Le voci non si seriano mai potuto senza qualche gran disonanza mouere, ne mosse si seriano mai potuto ben vnire; perche il uoler d'vno non conuiene con quel del'altro; & poi hauendo alle figure diuerso valore distribuito, necessariamente si douea trouar mezzzo di dare à ciaschuna il suo douere; accioche hauendone di piu ouer di manco, non discrepassero, & fossero diuerse da quelle che hanno il giusto lor douere. Questo lor douere non se li da con altro mezzo che col mezzo della misura, con la quale si misura ad ogni una il suo ualore, et prende il ualore naturale & accidentale, per questo col mezzo d'alcuni segni & inditij se ne da piena notitia & sufficiente cognitione, questi inditij & segni si restingono sotto un termine solo & con una parola si nomina & chiama; la parola & il termino che io dico è questo, Tempo: il quale si forma con un segno che ne da inditio, non solo del tatto che è la misura, ma anco del valor delle figure.
Cosi dunque ocn l'inditio del Tempo si sà quanto uagliano le dette figure qualunque volta che sono adoperate nelle compositioni, & per mezzo di esso ancora si ha la quantità & la misura: per accompagnarle col valore, che hanno ciaschiuna separate. Et si come si dice Orologgio perche ne dimostra & ne da inditio delle hore: cosi anchra si dice Tempo perche ne dimostra il tempo che hanno le figure, però il tempo si contiene anco sotto questa parola inditio, come sotto nome piu vniuersale & commune. & se alcuno si merauigliasse & ricercasse perche causa, come, & à qual fine io introduca quì questo nome inditio; sappia che non per altro, che per dimostrare apieno per quanto vie si possi sapere il ualor delle figure, perche il si può sapere per via del Tempo, & per uia di alcune demostratione Modali. Le demostratione Modali sono alcune pause chiamate pause inditiali; per esser pause che dimo page 18v strano la quantitàdel ualore delle figure del Modo: come nel Lib.Secondo trattandosi delle sue spetie si potrà vedere: per questo includendosi ne i segni del Tempo le dette pause inditiali; à i segni del tatto & del ualor delle figure si dice inditio, come segno commune & vniuersale ch'al'vno & al altro serue. Però inditio vuol dire segno che ne da notitia & cognitione del valor del tatto & delle figure; & si estende, ò uogliamo dir in se comprende le pause inditiali delle spetie modali, et qual si uoglia segno del Tempo; dimodo che qual si uoglia parte del Tempo si domanda inditio, con qual si voglia particolar inditio delle pause Modali. Questo inditio è si necessario; che si può dir che senza di lui le Musiche non possino essere, come Terra senza peso, Acqua senza diaffano, Aere senza rarità, Fuoco senza splendore, & Sole senza luce: perche se senza di lui le potessero essere ne seguiria che le non hauessero bisogno di misura, ma hauendo dibisogno di misura, & la misura contenendosi sotto il Tempo, & il Tempo mostrandosi con gl'inditij, è forza dunque che gl'inditij sieno necessarijj.
La necessità nasce dal ualor delle figure, le quali hanno il valor naturale, & l'accidentale: il ualor naturale è quello che per prima instintione naturalmente posseggano, l'accidental poi quello che in alcuni casi vengano à riceuere. doue che se non si hauesse per gl'inditij, i destini segni del ualor naturale & accidentale delle figure, vn segno selo seria bastante à dimostrarci il lor valore: ma hauendo hora vn uolore & hora un altro, è forza che per tanti ualori ci sieno patroni & ueri possessori de i lor nomi, & i nomi particulari sieno contenuti sotto un nome generico & non spetiale.
Inditio dunque vuol dire segno, & il segno è una demostratione che si fa con carattheri ò linee dalli quali si prende notitia dl ualore che hanno le figure, & del tatto sotto che deuano esser cantate: & nelle cantilene sono si necessarij che senza di loro canto non può hauer sonora forma. ne potersi harmonicamente modulare.

Del Tempo Musicale & delle sue diuisioni. Cap. XXIX.

CHi non sà che differenza sia tra inditio & Tempo, sempre si penserà che sieno una cosa istessa; quantunque io sin quì habbia detto che sotto di questo nome inditio si contengano tutti i segni che seruano alla demostratione del tatto & del ualor delle figure; perche non pensando piu oltra si crederà, che Tempo nella musica non uogli dir altro, se non un segno che si pone nelle cantilene; senza piu stretta & particular consideratione: & nondimeno s'inganna di grosso; perche Tempo non solo significa il ualore delle figure, & l'attioni del tatto; ma anco diuidendosi si estende a una dimostratione accidentale, che hanno le figure per una certa particular consideratione, quando che le si considerano in tute quattro le particulari spetie del Modo, nelle quattro spetie particulari delle Propositioni, & nelle due spetie delle Prolationi: oltra quello del infinite spetie che possano descendere da i cinqui generi de comparation de numeri. Per questo si dice che Tempo si piglia per tutto quel interuallo che hanno le figure naturali, & anco per quel ualore che hanno accidentalmente: perche se il ualore accidentale non si reclinasse sotto il Tempo, non si potria mai condurre con misura una buona modulatione, non potendosi dar quantità senza misura, & misura senza tempo per esser il tempo misura di tutte le cose: doue che tutte quante le cantilene di Musica che si trouano, si ritrouano esser fondate sotto il Tempo; perche le si compongno de tanti sonori interualli constituiti sotto numeri risonanti & dissonanti; i numeri sonanti per temperamento comprendano gli disonanti, & gli disonanti, da i sonanti uengano ad esser abbracciati: accioche restando ignudi non guastino le dolcezze & le melodie loro. Per questo è necessario la misura, efficace & sufficiente mezzo all'harmonie. Questa msirua ch'io dico si chiama Tempo, & per Tempo si pigliano tutti quelli interualli Musicali che sotto il Tempo si misurano. Questi interualli in dua modi possano esser misurati, vn modo taccito & occulto; & vn modo apperto & manifesto: il modo occulto è quello con cui componendole il compositore le misura & fa che gl'interualli di tutte le parti corrispondino in vno, & che le figure mensuralmente si mouino di tempo in tempo. Il modo manifesto puoi è quello quando le si cantano che sotto il tatto si pone questa figura & quella, & per questo si dice che l'harmonia nasce dalla consideratione di diuerse figure sotto vna determinata quantità di Tempo constituite, & perche il Tempo sotto del quale questa determinata quantità di figure si constituisce; nelle cose perfette & imperfette può esser compreso, et esser secondo la sua natura considerato perfetto et imperfetto; non volendo che la perfettione disturbi ò confunda il suo perfetto essere nella institutio page 19 ne Musicali: fù diuiso nel perfetto & nel imperfetto; & cosi mediante questa distintione si conoscessero i canti composti sotto le misure del Tempo perfetto, diuersi da quelli ch'erano composti sotto le misure del Tempo imperfetto: dalle cui distintioni se ne veggano tutte le regulate modulationi riuscire: perche distinto & diuiso le modulationi perfette dal imperfette; le perfette sono guidate dal principio sin al fine con le sue perfettioni; & l'imperfette, vengano à rimaner sempre con le sue imperfettioni si come imperfettamente sono composte. Dunque il Tempo Musicale à quello che si vede non è altro che quella misura ch'entro di se comprende le figure con lequali si sumministra la voce harmoniosamente sotto vna ò piu quantità de tatti: & per causa di esse figure che doppiamente possano esser considerate, egli si diude nel perfeto & nel imperfetto, conforme al tatto equale & inequale vscito dalla proportionalità delle figure, che hora sotto numero ternario, & hora sotto il binario sumministra le figure alle cantilene. Di modo che il Tempo è diuisibile & diuidendosi non si può diudiere in altro che nel perfetto ò nel limperfetto: essendo cosa formata in atto che tanto è fin che dura, & tanto dura finche è, come ogni vno espressamente vede & tocca con mano e però quando che nella Musica si dice Tempo sempre s'intende quel segno che si pone nel principio delle cantilene; ò per quella diuisione che fanno i compositori quando le compongano che nella tessitura loro dispongano tante figure sotto vn valor di Breue: ma ils egno veramente è il piu proprio; perche si diuide nel circolo, & nel semicircolo, vno inditio di tempo perfetto, & l'altro d'imperfetto: Et nota che il sudetto Tempo non può esser diuiso & multiplicato, in tre ò in quattr'altre diuisioni: ma solamente nelle dua: e questo perche hauendo vna inseparabile conuenienza con il tatto, nelle dette diuisioni non lo può superare: atentoche superandolo la conuenienza non seria del pari & equale, & diuisi in nisciun modo si potriano comparare; essendo che le comparationi cascano sempre in quelle cose che sono d'vna medema spetie & d'vna istessa natura di poter essere comparate. Per questo allhora che nella Musica si dice Tempo, sempre si ha da intendere quel segno che si pone nelle cantilene collocato dopò le chiaui; per il quale i cantori hanno notitia & sanno sotto di qual tatto le vadino cantate: & qual sia il valor delle figure. Onde si come il tatto si diuide, nel equale & nel inequale; cosi ancora essi segni contenuti sotto questo nome di Tempo si diuidano nel perfetto, & nel imperfetto, & non in altre diuisioni come consta chiarametne & come le ragioni ne lo fa toccar con mano. Coloro poi che non sanno perche causa nella Musica se dichi Tempo perfetto et imperfetto, hanno da sapere che Tempo si dice dalla quantità di quella particella di hora che ricercano le figure nel esser informate di suono; et perfetto dalla perfettione del numero sotto di che conuengano le dette figure: come anco imperfetto dalla imperfettion del numero che ordina il ualor, et le fa discendere dalla quantità perfetta.
Nella presente dimostratione del Tempo Musicale, ho uoluto dimostrare in quante diuisioni il si possa diuidere; accioche alcuno non si pensi che si come nelle distintioni delle cose commune, si trouano delle cose che sono imperfette, perfette, & plusquam perfette, che cosi ancora diuidendosi il Tempo nel imperfetto, & nel perfetto; che in tal diuisione corra il plusquam perfetto: perche pensandolo, pensaria male; & da se stesso si conduria ne i presuppositi falsi, & nelle falace cogitationi, dalle quali ne potria nascere la confusione di tutte le cose seguente, & di tutto quello che mai in questa professione uno potesse intendere, & studiare.

Del origgine del tempo. Cap. XXX.

NOi vediamo che non nascano mai i frutti, senza che prima non siano nati i fiori, ne i fiori na. scano mai prima de i rami, ne i rami si sostentano senza il ceppo, ne il ceppo si mantien senza le radice; perche dalla radice il ceppo si mantiene, & sul ceppo i rami si sustentano, da i rami nascano i fiori, & da i fiori escan i frutti: cosi debbiamo pensare che tante diuerse cantilene che si trouano composte, che le non siano composte senza le figure, ò che non habbiano essere senza il valore, et che il valore non si sostenti senza misura che è quando dal Tempo in atto le vengan misurate, & che le si cantano, come piu volte sin hora è stato detto. il qual Tempo nacque dal sostentamento, & informatione che fanno le voci, quando che per renderci diletto & piacere informano di suono le figure Musicali, facendole soauemente sotto vna terminata quantità risonare; in questo modo che essendosi formato otto figure per hauer dalla voce vn suono longo, vn picciolo, & vn mezzano, accioche ageuolmente si potesse moderare & raffrenare i cantanti nel cantar & per ridur quel suono sotto rgualte misu page 19v re, era necessario che infra tanti valori di figure, vi fosse vna figura che occupasse vn intiero, & compito tatto: non potendole senz'esso tatto far rissonare: cosi fra tutte, i primi Musici s'elessero la Breue, et fu detta figura di Tempo, & fecero che vn tatto occupasse tutto vn Tempo, per non far esser il Tempo diuerso dal tatto. Et per questo alcuni la chiamano madre delle figure, quasi che vogliano dire che dal suo valore sieno nati tutti gli altri; grandi piccioli e d'ogni sorte: i grandi per poterla agumentare, & i piccioli per poterla diminuire. Onde si tiene per certo che lei fosse la prima figura cantata, cioè che le prime cantilene fossero con questa sorte di figure formate dalle quali n'vscissero le diuisioni del Tempo, & l'inequalità delle Proportioni, in questo modo che ponendosi vna Breue per Tempo, & il Tempo essendo atto a diuidersi, diuidendolo fu forza d'accrescerli il velore, accioche mediante il detto valore fosse formata la loro vera, & real distintione: cosi mediante lei fu al Tempo perfetto tre Semibreue attribuito: perche lei nell'imperfetto ne hauesse di hauer dua, conforme alla superior diuisione: di modo che il Pempo hebbe origine insieme con la institutione del tatto, & delle figure, ne vno fu prima dell'altro: ma bene tutti insieme hebbero essere, & vita in quel modo a punto che noi vediamo, non esser mai materia particulare senza particular forma; ne particular forma, senza particular materia.
Onde si ha d'auertire che quando io dico che il Tempo hebbe origine insieme con le figure Musicali, non si ha da intendere di queste figure che habbiamo al presente: ma di quelle figure, et caratteri che furono anticamente ritrouati per terminar la voce in vna quantità mensurabile atta a potersi diuersamente disporre: perche fu forza nel formar i caratteri, & segni; di ordinar anco le misure, che altrimente le voci non si serieno potuto insieme mai accordare, quantunque anco hauessero cantato sole: E però in quanto al rimo essere del Tempo egli hebbe origine quando fu principato a cantare: ma in quanto al suo essere secondo che è quello che sempre ci passa per le mani nelle cantilene egli fu ritrouato nella institutione delle otto figure Musicali: & questo perche quando a ciascheduna di loro fu distribuito il valore per distribuirli anco le debite misure, li furono assignati i segni, accioche mediante essi segni fossero distinti le quantità de Prolationi, & Modali, che deriuano dalle quantità del Tempo. Doue che in somma per concludere possiamo dire che il Tempo fosse instituito immediatamente con il canto, & che ilcanto fosse constituito col mezzo de caratteri ò de figure: il quale per le distintioni delle figure da lui comprese si sia poi diuiso, & distinto nel perfetto, & nell'imperfetto.essendosi le quantità harmoniale ridotte nella terminatione delle otto figure Musicali; & sufficiente alla perfetta informatione di qual si voglia harmonica modulatione, poiche per poche che le sieno si possano in tanti valori disporre, che non si troua valore che da loro non possi esser compreso; & nota che io dico che il Tempo fu instituito con i lcanto; accioche s'intenda che non fu mai canto harmoniale senza di esso Tempo, & che se bene i primi che cantarano, mai non hebbero questi caratteri che hora habbiamo noi: bisogna ch'hauessero le misure per regolarle, & accordarsi insieme, che le misure alla fine non sono poi altro che quantità di tempo: essendo egli di tutte le quantità, & misure il vero padre, & sustentatore.

Come sia stato ritrouato, o di donde sia venuto questo modo di dire Tempo per medium, o Tempo della Breue. Cap. XXXI.

MOlti professori di Musica, et de quelli particularmente che con piu assiduità, & studio attendano a questa professione, ad vna interrogatione fattali perche nella musica si dica Tempo per medinm, ò della Breue, non sapriano che rispondere, ne che si dire: per esser cose da nissan Theorico, & scrittore considerate: Nondimento se noi ne ricerchiamo la particular cagione, quantunque nissun particular scritto ce ne possa dar lume. non diremo ch'egli sia stato cosi instituito, acccioche nel cantare, in cambio di vna Semibreue per tatto, se ne habbaiano a por due; & che quella Breue la quale per prima valea dua tatti, vagli per vno: perche con vna tal risposta non si leua, ò toglie l'inutilità sua: per esser vano in quantità eguale. Onde per saperne rendere la sua particular ragione se noi dico andaremo considerando bene, quello che in questo caso si deue considerare; trouaremo esser stato conueniente, et necessario di trouarne le superiore distintioni: poiche se al segno di Proportione page 20 si sono date, et assegnate tre Semib.parlando delle Proportioni principale, che sono le maggior perfette et al Tempo perfetto, per tre Semib. (però con questa distintione, ch'ogni vna di loro habbia da esser da vn tatto compresa, a differenza di quel altro segno, che è il segno di Proportione) era ben giusto & di douere che si trouasse mezzo, di far che si come potea andar vna et tre Semibreue per tatto: che cosi ancora ce ne fossero andate dua. Onde per distintione del Tempo perfetto che per suo segno s'era preso il circulo integro: se ne formò & instituì il semicirculo semplice; acciò che dimostrasse l'imperfettione delle figure perfette: ma se le diuisioni si fossero formate così, il tatto haueria hauuto quando tre Semibreue & quando vna: & non mai dua. per questo non volendoli dar questa imperfettione, si ordinò di darglile: e perche nel darglile non era giusto, ne conueniente che si adoprasse il segno del Tempo perfetto, hauendo due figure solamente: ne meno il semicirculo semplice quantunque per il numero delle figure fosse conueniente che lo douesse hauere: per esser stato assegnato à i canti che hanno d'hauere vna Semibreue per tatto & per consideratione: per questo giuditiosamente fù posto nel semicirculo il trauerso: accioche mediante lui, fosse distintione & differenza fra li dua segni imperfetti: & fù ben il douere che il semicirculo semplice hauesse vna semibreue per tatto; quando ch'egli non era di nisciuna cosa composto. & che il suo compagno, per hauerne dua, douesse hauere il trauerso in mezzo, hauendone dua: cosi poi ne fù fatta la denominatione, & alle cantilene che hanno il segno del semicirculo semplice fu detto dantilene della Semibreue, & à quell'altri che hanno il semicirculo trauersato fu detto cantilene per medium ò della Breue, l'vna e l'altra cosi denominati da quelle figure che contengano nel tatto. per rispetto delle loro distintioni.
La causa dunque che si ritrouano due sorte de Tempi imperfetti, vn semplice & l'altro trauersato è che il semplice serue alle cantilene imperfette che riceuano due Minime per tatto.che quantunque le riceua ancora il Tempo perfetto: questo si riserua le sue perfettioni, & quello n'è libero e sciolto, & il trauersato serue à quelle cantilene imperfette che per adempire & porr'ordine al numero ricerca due Semibreue: cosa secondo il parer mio non solo trouata per porr'ordine & adempir il numero di mezzo tra i nummeri: ma anco per poter diminuire i valori naturali alle figure di Musica, in quelo modo che se gl'erano acresciuti.
Però chi di questo da qual si voglai persona interrogato fosse perche causa nella Musica si sia introdutto il cantar per medium, arditamente può rispondere; che essendo dato al Tempo vna & tre figure per tatto d'una istessa sorte; vna nel perfetto, & tre nelle Proportioni; era conueniente di ritrouar via di darne anco dua; se non per altro, almeno per non porre disordine & confusione ne gli ordini & positione de nummeri.

Che cosa sia misura, tatto, & battuta. Cap. XXXII.

GLi ordini & le misure nelle cose sono si dibosogno & necessarij, che non è cosa per picciola ch'ella sia che non la ricerchi ò chieggia, et se in arte ò scienza mai esse misure et ordini furono necessarij nella Musica piu che in altro necessarij sono: poi che in qual si voglia cosa che si sia, l'uscir alle uolte qualche poco fur di uia non fa si danno ch'ogni cosa guasti, disolui, disfacci et mandi in ruina: Anzi che alle uolte (dicalo gl'artefici istessi) l'uscir de gli ordini et delle misure (non per buon uolere ma per caso) dimostra et apre la via di far qualch'altra cosa che non si ci pensa: per questo si ueggano ogni giorno cose nuoue, che cosi non è nella Musica. perche se poco ò quasi nulla sia uacilla od erra, tutta si disolue, tutta si guasta & alla fine tutta và in ruina, ò se pur la non và in ruina ò non si disolue: la ci apporta tanta noia, che non si può soffrire; et oue per prima si ci rilettaua et piacea, tanto piu allhora ci offende et ci dispiace.et di quella dissolutione non se ne caua cosa nuoua, ne meno cosa merauigliosa ò deletteuole; se non vogliamo dire che la dissonanza rendi diletteuol merauiglia. Et se bene tutte le cose artificiate sono con arte, ingegno, & maestria fatte & ne gli ordini & le misure fondate; non però sono da parangonare alla Musica cantaile, prodotta nel atto del cantare: per che la piu parte delle cose, (se non tutte) hanno in materia, ò in cosa soda, gli ordini et le misure. Ma la Musica parlando della Musica quando la se riduce in atto, non ha altro fondamento che la misura, douendosi sempre procede re l'ordine col quale si guida il compositore: Per il che è forza di dire che il canto sostentandosi in voce per fondamento nonhabbia altro che un picciolo interuallo di tempo: cosi la musica si pone in essere con le voci mediatne vna multitudine d'interualli: i quali tanto durano quanto durano le figure che dan page 20v no inditio della Musica. Questo interuallo che io dico non è altro che un picciol moto simile al moto del polso humano, ouero al palpitrar del core: col quale osseruando i cantori il ualor delle figure cantano le Musiche figurate. Onde si come da un contrapeso, il tempo del Orologgio uien retto et gouernato, dal quale tutte l'altre ruote con ordine reto et contrario; quale uelloci, et quale tardi si mouano, & col moto si reggono; cosi ancora da vna misura detto tempo, tutte le parte senza dissonanza alcuna si reggano, et reggendosi si cantano. Questo tempo, ò misura che vogliamo dire, ordina il ualore alle figure et li da il proprio essere: perche poco gioueria l'hauer ordinato alle figure il ualore se non fosse chi ci sumministrasse la misura e'l tempo. Però si ha da sapere che l'attione, ò l'atto che si fa, à far che le dette figure s'informino di suono & prendino il lor douere, alle volte si chiama tempo, alle uolte misura, alle uolte battuta et alle uolte tatto, secondo che pare e piace à chi l'ha da nominare fondando le ragioni loro nelle uarie & diuerse considerationi che in una istessa & medema cosa si fanno, perche altrimente ogni uoce, cioe ogni nome haueria diuerso effetto, & non un effetto haueria diuerso nome, come si veggano diuerse cose hauere; onde per dimostrar la causa perche quest'atto solo cosi diuersamente si chiami, dico che quelli che lo chiamano tempo, lo chiamano per cagione ch'egli ha conuenienza & similitudine col tempo dell'Orologgio; che si come quel tempo mentre che si muoue, ci da distinta & chiara cognitione delle hore: cosi ancora considerano che per quel atto veniamo à godere & a fruire le harmoniose modulatione & concenti, & per questo lo chiamano tempo à somiglianza di quel altro ch'anch'esso si chiama tempo. Quelli che lo chiamano misura fondano le raggioni nel valor delle figure che per quella attione vengano misurate. Gli altri similmente che lo chiamano battuta pigliano occasione di chiamarlo cosi dalla percussione ò atto percossibile che battendosi si suol mostrare; che ciò sia il uero vediamo chiaramente che quest'atto non è altro che moto che contiene in se vna leuata & una cadduta: & perche nel leuare & cadere per che ci entri vn atto di battere per questo lo chiamano battuta. Quelli vltimamente che lo chiamano tatto, considerano che con altro meglio nome il non so può chiamare; per rispetto che il battere ricerca un atto forzato & uehemente, & questa attione non essendo ne vehemente ne forzata gli pare che meglio sia di chiamarlo tatto da quel moto che in se ritiene simile a un tatto gentile. Ogni vno di questi quattro nomi gli stà bene & gli conuiene secondo l'occasione, perche di douere nisciuno se ne può riffiutare hauendo l'vso fin hora approbati tutti. Però può ogni uno liberamente & senza timore nominarli per questi quattro nomi a suo piacere, intendendosi, tempo, misura, battuta, & tatto, (a questo proposito) per una sola attione, & non diuersamente si come diuersi sono i nomi. Ma perche sotto questo nome & parola tempo si contiene anco la significatione, che si tiene il segno del ualor naturale & accidentale delle figure; per questo non volendo confondere i termini, & con i termini ogni altra buona cognitione, ogni volta che io ragionerò di quest'atto particulare, lasciando da vna parte tempo, misura, & battuta; dirò sempre tatto: per il quale serà intetso, tatto, misura, et tempo; non già che questo più che gli altri habbia particular prerogatiua di seruire: ma solo acciò dicendo io alle volte tempo per un segno che si adopera nelle cantilene, non s'intenda questa attione: ouero ragionando di proportione & misure, per quel giusto compimento et perfetta relatione che hanno alcuni canti; non s'intenda per questo tatto, che ci confonderiano le materie & i ragionamenti, quantunque fosser chiari. Et di ciò non seria tanto il pericolo nel dir battuta & misura, quanto tempo; nondimeno potendomi fare intendere meglio con un nome solo che con tanti, mi contento di quest'uno, lasciando in libertà ogn'vno di dirli quel che li pare. Il tatto dunque in ogni proposito & ragionamento s'intenderà per l'atto che fa colui che guida & regge le Musiche per trarne, ò farne vdire le loro melodie, dal quale le figure pigliano quella quantità di volore che per douer di segno inditiale hanno d'hauere, ò debbano possedere, conforme a i precetti, & alle regole Musicali che sono quelli ch'hanno mantenuto, & mantngono la Musica in stato si felice.

Della diuision del tatto & sua sumministratione. Cap. XXXIII.

IO sarei stato d'animo et di perere scriuendo questa mia Prattica di Musica di passarmente senz'altro alla consideratione delle figure s'a caso non mi fosse incontrato con gente ch'a fatto a fatto dissente dal parer commune. & tiene che sia vn sol semplice tatto, & questo sia il tatto equale: assegnandomi per ragione che gl'antichi non vsauan nelle loro Proportioni altro tatto: ma che il se sia corrotto a poco a poco per commodità de i cantori, & non per douere & per raggione: per il che page 21 io mi sono immaginato ch'anch'altri si potriano immaginar tal cosa & di esser di simil parere, & che serà bene di ragionar delle sue diuisioni, & della forza delle dette diuisioni; accioche per il mio dire si sinceri ogni uno, & ogni uno resti della verità pagato.Quanto alle ragioni ch'essi dicano non sanno altro assegnare solo che si ritroua vn tatto slo, & che questo sol tatto fosse quello di che gli antichi anticamente si seruiuano, ponendo sol questa differenza tra le cantilene binarie & tra le ternarie, che le binarie le conduceuano con due figure sotto di vn tatto, et che con tre conduceuano le ternarie; & non s'aueggano che cosi si destruggeriano le spetie del genere Moltiplice, & Superparticulare con tutti gli altri gneri, & si darebbe occasione di dire che uane seriano tutte le Proportioni che nascano dal numero inequale se con vn tanto solo le si potessero sumministrare. E però dubbitando che non si habbia dubbitatione se il tatto sia solo & indiuiso, ò si possi per sua natura diuidere dico, che in tutti i modi il tatto è diuisibile; non parlo di quella diuisione che egli ha in se stesso nel atto quando che nel attione si uede diuiderti in vna caduta et elleuata, ò in vna elleuata et cadduta, ma di quella che sumministrandolo equalmente si può diuidere in equale et in inequale, prima per il suo nome che dicendosi tatto equale, et equale essendo nome relatiuo è forza che ci sisia anco l'inequale, et poi per ragion de inditio ò di segno: perche non se instituisce mai ne i canti segno di Tempo che non dimostrati il tatto & il vallor delle figure: onde essendo il segno del Tempo diuiso nel perfetto et nel imperfetto, et il perfetto essendo tutto diuerso et dissimile del perfetto, è forza di dire che anco il tatto conforme al segno del Tempo sia perfetto & imperfetto: ma perche il Tempo quando si considera che egli dimostra il vallor delle figure, dalla perfettione & imperfettione delle figure si dice perfetto & imperfetto: per questo il tatto dal attione ch'egli fa nel sumministrar hora due & hora tre figure si dice quale & inequale; poiche non è difficile anzi è facil cosa di diuidere il numero binario in due equal parte, ma chi volesse diuidere il ternario, non si potria senza non diudiere il numero di mezzo; & perche il mezzo numero non fa nummero; per questo lasciando il numero di mezzo ritiene et si forma il tatto inequale, accioche con l'equale si regghino tutte le compositioni binarie, & con l'inequale tutte le ternarie. Contro à questa verità non ho trouato authore che ne contradichi, anzi tutti conformi dicano il tatto diuidersi nel equale & nel inequale; l'equale nato dalla equalità delle figure che equalmente si sumministrano sotto di esso, & l'inequale da i numeri maggiori delle figure comparati alli minori, ò per contrario secondo che occorre. Cosi con questa inequalità si conseruano distintamente tutte le spetie delle Proportioni, da qual si voglia altra spetie del genere Moltiplce & superparticulare, Et chi non mi crede vegga per cortesia tra gl'autori vecchi Gioanmaria Lanfranco nel primo suo volume: ò se pur di quello non si contenta, et voglia che il suo volere non sia si di forza & valore che ce lo facci credere: degnisi di riguardare il Zerlino nel 48.Cap. della terra parte delle sue institutioni harmoniche che parlando delle battuta la diuide nel equale & nel inequale, & legghi bene ogni autore, che leggendosi trouerà la verità di quel che io dico, et con la uerità trouerà tutte le cantilene di Proportione nel atto di farle cantar sotto misura di Proportione non ricercar altro tatto che il tatto inequale. Il tatto dunque è di due sorte; equale, & inequale; l'equale serue alle compositioni binarie, & l'inequale alle ternarie. Ma è da notare che tra le ternarie si contengano le Proportioni et le cantilene composte sotto la consideratione, et il segno del Tempo perfetto, et perche se le dette cantilene composte sotto il segno di perfettione fossero cantate sotto la sumministratione del tatto inequale, le seriano l'istesse che sono le Proportioni: per questo uolendosi che le sieno distinte, le Proportioni si cantano sotto il tatto inequale, & i canti segnati col Tempo perfetto si cantano sotto il tatto equale: Si che il tatto equale serue alle compositioni perfette et imperfette: l'imperfette sono sotto la consideratione et diuision binaria; et le perfette sotto la ternaria, nell quali corrano le diuisioni, l'alterationi, et le perfettioni, si come nel Lib.Secondo, et Cap.6. si può uedere. quando si dice sotto la consideratioin binaria, s'intende che due figure delle principali considerate sieno sotto poste alla diuision del dua che è di porre due figure delle prime considerate nella diuision del Tempo: quando poi si dice sotto la consideration ternaria s'intende che le diuisione de Tempi sieno ternarij et che il tatto (non essendo Proportione) sia tatto equale: per rispetto che non per altro si pongano le zifre nelle Proportioni se non per dimostrare l'inequalità del tatto, che senza di loro le veriano à essere sotto poste al tatto equale quantunque le fossero sotto la diuision ternaria. Credo che ogni uno uintenda & se pur alcuno non mintendesse, per far ch'egli mintenda meglio dico; che sotto il tatto inequale uanno cantate tutte le Proportioni d'inequalità di tatto e di figure, come piu commodamente à suo luoco et tempo siamo per vedere, et sotto l'equale le cantilene ordinarie che sono segnate col Tempo imperfetto, et quelle del Tempo perfeto con questa differenza che le cantilene perfette sieno soggette alle diuisioni, alterationi, et perfettioni, et l'imperfette sieno libere et sciolte da ogni perfettione, alteratione, et diuisione. page 21v Doue che seruendo il tatto inequale alle Proportioni, lascierò di ragionar di lui, & ragionerò del tatto equale, & dirò ch'egli deue essere si equale, saldo, stabile, e fermo, che nella diuisione non se li possi conoscere pr vna minima parte d'inequalità, & non consiste in altro che in vn alzar, & cadder di mano. perche piu tatti possano essere quali piu presti, & quali piu tardi, secondo il loco, il tempo, & l'occasione, che questa varietà alla Musica non aporta verun diffetto se però chi regge il tatto, lo sa restringere, & allargare, & far che la sudetta alzata, & cadduta venghi in atto equale, & non alterato; io dico questo essendoci alcuni che per volerlo fare commettano non picciolo errore per non saperseli addattare, & accommodare: vi sono ben altri ancora ch'errano non volendo; & errando quasi non se n'aueggano se non quanto che da altri vengano a esser corretti dell'errore, ò se pur se n'aueggano in quel punto non san che fare se non vergognandosi di lasciar stare.
I primi fallano perche non sanno; i secondo per non esserci essercitati. Quelli che per ignoranza fallano sono quelli che non sanno ancora ben cantare, & parendoli di sapere si pongno a questa impresa: quelli poi che errano non volendo sono quelli che cantando mai essercitano l'attione del tatto, per il che non hauendoci l'habito, & per non essersi assuefatti quando il conuien fat questo officio qualche poco sempre lo vanno alterando. Et fanno in quel punto che si vegga la poca prattica che ci hanno. I primi inanzi che lo facciano hanno da imparar bene, & dopoi che haueranno imparato si hanno a prouare se ne sanno. I secondi se vogliano riuscirne con honore non hanno da cantare: perche l'vso che hanno di cantare fa che nelle sincope e ne i passi difficili ancor essi s'alterino sentendo gli altri sincopare. Sono bene alcuni si prattici, & bene essercitati in questa attione; che cantando, sieno facili ouer difficili i canti quanto si voglia, lo reggano senza titubatione ouer diffetto. Forsi che si fatte cose a molti pareranno strane, & noue, per non esser a loro simil cose mai intrauenute: ma questi tali che questo offici o li par si facile credino a me che tutti non ci hanno questa facilità, & attitudine, perche ho trouato alle volte de professori di Musica, in simil attione errare per esser piu vsi a cantare, che a sumministrar il tatto: Et questo piu facilmente intrauiene quando si canta forte.
Questo tatto commune che io dico è in se facile, ma le compositioni che hanno delle minute pur assai alle volte lo fanno difficile per chi lo regge: che il sia facile chiaramente il si ved da molti, che quantunque non sappiano cantare, senza pensier, ne scienza alle volte lo reggano, che chi li vede dirà che siano buoni, & perfetti cantori. Che il sia poi difficile vediamo alcune cose composte che nel cantarle, ne intendersi di Musica reggano il tatto senza errore, lo reggano in quele cose che per la facilità loro non si possano creare: ma gli altri che sanno cantare, & sono della professione lo reggano bene nelle cole facile, & nelle difficile.
Il debito de quelli che lo reggano è di reggerlo chiaro, sicuro, senza paura, & senza veruna titubatione pigliando l'essempio dell'attione del polso ò dal moto che fa il tempo dell'Orologgio, & han da fare che si come dal tatto si reggano, & s'informano di suono le figure Musicali, che cosi ancora i cantori l'habbiano a seguire, & esser soggetti: Ne mai a qual si voglia voce di cantore piegar si deue, perche il piegarsi alle voglie di questo, & di quello per darli tempo ch'empiano i canti di vaghezze, fa che l'harmonie diuenghino debole e lente; & che i cantori si stsanchino fuor di proposito odiando quella ritardanza, & mal gradita attione, & se bene per vaghezza del cantare, i cantori alle volte ritardano alquanto, egli non deue riguardar a quella ritardanza: ma attendere al officio suo accioche i cantanti vedendo la sicurezza del tatto s'inanimischino, & prendino ardire, che s'egli vuole ritardar col tatto fin che il cantore habbia perfettamente informato le figure di sono, in ogni tatto conuerà ritardare; perche il cantore si piglia auttorità sempre di pronuntiar la figura dopò il tatto: per farla sentire con maggior vaghezza.
Questo nol dico per altro, se non perche ci sono alcuni che lo sumministrano si lento e tardi, che fanno partir la voglia al cantante di cantare, & d'hauer a sdegno ritrouarsi in quell'attione. Similmente ancora quel che ho detto della titubatione, l'ho detto per haue veduto alcuni a empir il tatto pieno de tremoli; di modo che chi l'hauesse voluto diuidere nella diuisione non haueria potuto cauar altro che vna quantità de detti tremoli, i cui tremoli fanno $$$ento danno, & male che no lasciano discernere al cantore ne principio ne fine. il che quanto stia brutto, ò sia male lo si lascia ad ogni uno giudicare
Oltra di questo nasce alle volte occasione di sumministrar quest'atto col'intervento de gli instrumenti: & perche nel sonar delle Viole, ò de Tromboni essi sonatori fanno attioen simile alle attioni del tatto: per questo bisogna esser auertito di non lasciarsi co gl'atti loro cauar di tempo, & vscir di misura: page 22 perche oltra il periculo in che si pone vn buon concerto; si da saggio di dapocaggine, & d'ignoranza. Se nissuno poi brama di sapere quanto interuallo, & distanza si ricerca da un tatto e l'altro, dubitando che di sopra non habbia posto mente al ragionar mio quando che per riprendere la titubatione del tato ho detto che rimiri il tempo del Orologgio, ò che osserui il moto del polso; sappia che tanto ha da essere quanto basti, & quanto che a quelli si somigli: ne tanto si ricerca che sia visibile, se non quanto senza fatica di chi canta possi esser veduto.
Ma quello in che piu i cantori hanno a esser auertiti, è che se per vigor di segno vanno due Semibreue al tatto, ouer due Minime ve le mettino; accioche possino cantar sicuramente, & accordarsi co gli altri: che se vno, non auertisse al segno, & che gli altri ci auertissero; non si accorderiano mai insieme, se non s'incontrassero però a cantare una cantilena segnata col semicircolo trauersato, che ricerca, & da inditio di due Semibreue al tatto; si come nel capitolo delle figure si può vedere. In conclusione il tatto si diuide nel equale, & nel inequale: & sotto l'equale vanno cantato tutti i canti del Tempo perfetto, & imperfetto, & sotto l'inequale tutte le Proportioni, & le Prolationi naturale. I canti del Tempo perfetto con quelli del Tempo imperfetto segnati col semicircolo semplice vanno cantati con vna Semibreue per tatto seruandosi le perfettioni doue vanno; quei canti poi del semicircolo trauersato vanno cantati con vna Breue per tatto.
Il tatto deue esser schietto, chiaro, & senza titubatione, dietro di cui sono obligati andar i cantori & non esso dietro a cantori. Iui egli principia oue finisce, cioè di donde si parte per finir ritorna, egli si parte, & principia nel caddere, & nel cadder si termina, & finisce. Ogni cantore al tatto deue esser vbidiente, come figliuolo al padre, ò discepolo al maestro, et non stà bene anzi si riprende, & biasmano quelli che nel principiar i canti non aspettano il segno di principiare, se però segno si ha da dare & fanno col prinicpiar loro che il primo tatto s'interrompa, & venghi diffettoso: Questo il piu delle volte suol intrauenir nelle capelle, quando che si canta vna cosa che habbia la seconda parte. Et che la detta seconda padte si principia immediatamente finita la prima. Ancora si biasmano i rettori del tatto che sono pigri nel far principiare, & quelli piu che inanzi al dar principio dicano alcune parole. Come seria a dire, ò sù, ò uia, ò altre simile, massimamente quando le dicano si forte che quasi tutti i circunstanti l'odano.
Et colui in vero è degno di lode, & di esser tra gli altri reuerito, & riputato, che nel dar principio alle cantilene presto, & sumessa voce, intona le parte, & senza dimora, ò interuallo le fa principiare: perche essendo venuto l'hora di cantare, & vdendosi vn ricercar di uoce, oltra che quelle uoci cosi ricercate offendano l'vdito di chi scolta: da inditio ancora di colui che lo ricerca, ch'egli ci habbia l'uso ò ci sia prattico: queste reprensioni s'appartengano a quelli che lo fanno, & tanto piu a quelli che nel farlo lo fanno peggio; perche quanto piu si tediano gli ascoltanti, tanto piu da quelle brutt'attioni restano offesi: si che volendosi dar piacere e diletto, bisogna auertire di non diuidere il tatto in tanti tremoli, ne di farlo languido, & semiuiuo, ò di strusciar il cantore, & simil altre cose. Di poi nel allargarlo, & nel stringerlo; di stringerlo & allargarlo con maniera, & modo, che non si habbia a por in periculo quel che si canta. Il restante si lascia in libertà di chi l'ha da vsare, & solo si ricorda che chi non ci è atto ò non ci ha prattica, per suo honore lo deue lasciar stare; accioche non si ponga a periculo di farsi beffeggiare. Chi cerca poi di sapere come si formi il tatto inequale legga il terzo libro, nel capitolo quadragesimo, che iui haueràe ogni sodisfattione; perche quì non mi par loco di parlar di simil cosa, essendoci quel particular libro, che tratta di tutte le cose di Proportione: massimamente che egli è il suo vero & proprio tatto.

Quante sono le figure Musicali, & quale sieno. Cap. XXXIIII.

Qvelle felice memorie de gl'antichi per dilettare l'udito nostro, & per lasciarci con qualche lor ricchezza memoria eterna d'essi, acciò vedessimo intorno a che studiosamente s'occupauano, & per mostrarci quanto l'ocio dalcro era cacciato, & bandito: inuitati dal ritrouato, & inuentione di Guido Aretino, che ritrouò di dimostare con figure quadre l'harmoniale dispositioni delle uoci come particularmente fu detto di sopra nel Cap.26. trouarano otto figure per suministar con soauità & dolcezza l'humana voce: figure l'una dall'altre diuersa & dissimile; per poter con esse porgere à gl'ascoltanti le voci hora tarde & hora un poco lente, hora succinte & preste, hora page 22v veloce, & hora mezzo corrente: la prima chiamarano Masima, la seconda Longa, la terza Breue, la quarta Semibreue, la quinta Minima, la sesta Semiminima, la settima Chroma, & l'ottaua Semichroma; & con tanto bel ordine le formarano che non ui si troua contrarietà ouero oppositione: poiche dalla mettà del valore di una, ne cauarano tutto il valor dell'altra: cosi diuidendo la Massima la diuisero in due longhe, la Longa in due breue, la Breue in due semibreue, la Semib. in due minime, la minima in due Semiminime, la Semiminima in due Chrome & vna Chroma in due Semichrome. accioche chi le volesse adoperare, se ne potesse in ogni occasion seruire, parendoli che sino à questo ottauo numero queste figure si potessero rompere, & spezzare: E perche se le cose non fossero limitate, ò non hauessero termine, le tenderiano per la via delle cose infinite: per questo volsero che si come la Massima non essendo parte di altra sua maggiore; ma essa maggiore, & principale; dalla quale tutte l'altre pigliano occasione di esser tutte, & parte; tutte rispetto alle inferiori, & parte rispetto alle maggiori: cosi fosse intesa per tutta sempre, & non per parte come fanno le susequente ch'alle volte sono parte, & alle volte sono tutte: parte per rispetto che comparandole alle maggiore, le vengano a essere una delle sue parte minore, & comparandole alle inore, le vengano a esser tutte come per essempio; la Breue è parte della Longha, essendo vna sua mezza parte, & è tutta rispetto alla Semibreue la quale è parte di detta Breue: però si vede che la Massima si diudie in due longhe, ma lei non è parte diuisa, perche se la fosse parte diuisa, conueniria hauere sopra di se altra maggiore. Cosi anco nel fine essendo la Semichroma l'ultima figura delle figure Musicali non hanno voluto che la si diuida, ne parte in altra figura minore, ma che la sia vna parte di detta Chroma.
Et se bene al presente si ritroua la Bischroma formata con la metta della Semichroma per far che detta Semichroma sia diuisa, & habia ancora lei la sua diuisione, questo non fa caso ne rompe gli ordini, ò guasta le regole che le non sieno otto figure, attento che questa Bischroma è stata ritrouata per uso del sonatore, & alle figure aggionta, potendo egli con le mani su gl'instromenti assai piu figure dell'ordinarie in vna tatto condurre che non può far con la voce vn cantore: & le figure furono trouate in seruitio della voce a quel che si vede: & si deue credere che per mezzo della voce si sieno poi ritrouati gl'instrumenti. Onde parendo a chi ne fu l'inuentore che sino alla Semichroma le voci spezzandosi, & rompendosi si potessero rompere, & spezzare gli posero fine. quantunque per quel che si vede (adoperandone essi solamente quattro) si possi dire che l'vltime da poco in quà sieno state ritrouate. Queste quattro figure ch'io dico sono le quattro prime chiamate figure maggiore, & si considera che vedendole d'interuallo si lunghe, & prolisse, cioè che generauano per l'assai tempo che in se stesse riteneuano, & occupauano, tedio & fastidio a ses tessi, & a gl'ascoltanti ancora, le comincaissero a diudiere: per il che vedendo quanto diletto apportaua la diuisione, le diuisero in tante quante fu necessario alla voce humana di diuidere: però debbiamo credere che pigliassero occasione dalla diuisione delle principali, che si come la Massima si diudiea in due lunghe; una Lungha in due breue, & vna Breue in dua Semibreue; che cosi ancora incominciassero ad diuidere la Semibreue in due minime, & poi vna Minima in due Semiminime, fin che i cantori gli dessero occasione di finir la diuisione nelle Semichrome. Nondimeno se bene hoggidì per la felicità de buoni cantanti le figure maggiori son quasi dalle compositioni, & cantilene bandit, non per questo voglio restare di dimostrarne il lor valore, che si come si felicemente cantano queste quattro ultime chiamate figure rotte, minori, & spezzate; cosi ancora, habbiano senza timore a cantar le quattro prime chiamate figure principali, & maggiore. Per questo ad intelligenza d'ogni uno si dice che la Massima è di ualor di otto tanti cosi per sua natura anticamente fatta ualere, la Longa di quattro, la Breue di dua, et la Semibreue di uno, doue che volendo poi diuidere la Semibreue, & non trouando valore di un tatto; nella sua mezza furono forzati afarne le sue diuisioni, & che si come due Minime faceano vna Semibreue: cosi si dicesse che fossero vn tatto, raccogliendo tutto il valore delle figure minori sotto vn valore di Semibreue. E però due Minime fanno una Semibreue; quattro Semiminime fanno due minime, otto Chrome quattro semiminime, & sedeci Semichrome otto chrome.
Queste otto figure si come sono in consideratione diuise & distinte, per causa & rispetto del valore, cosi alcune entrando intiere & tutte sotto il valor d'una tatto, alcune mezze, & alcun'altre con vna quarta parte; per questo dico che le si diuidano in due parte, nella prima parte si contengano le quattro principali dette figure maggiore, nella seconda si contengnao l'altre dette figure minori. Le quattro prime entrano nel Modo, nel Tempo, & nella Prolatione per natura, le seconde per accidente: dico per natura: perche vi entrano in propria consideratione, & si fanno particular figure di dette Prolatione, Modo, & Tempo, per uia della quale riceuano la perfettione come a suo tempo e luoco page 23 siamo per vedere: ma perche seria quasi nulla se col hauer detto la quantita delle figure Musicali, et dimostrato il lor valore, non si mostrasse in che forma le si fanno, & le sono formate, per questo riducendole in forma le si fan vedere sotto l'infrascritto essempio.
[Music example]
Et vi si pongano i numeri di sopra, accioche piu facilmente le siano itnese hauendo nelle figure minori questa partioular auertenza, che sempre il numero superiore dimostra il tatto, & l'inferiore, la quantità delle figure che vanno sotto di quel tatto: questo si dice accioche i numeri non guastino & confondino la quantità, & i valori. Quanto poi alla denomination loro si ha da sapere che per altro nel por nome alla prima figura la dissero Massima che per esser tra le figure la maggiore. Et perche il Tempo, al tempo de gli antichi itnesi per quelli che trouarano il modo di sumministrar con ordine, & misura le voci era il piu commune, & particular segno che adoperassero, al quale haueano attribuito la Longa due breue; da quel interuallo la chiamarano Longa.
Venne poi che diuidendosi il Tempo in due parte, dalla diuisione del tutto chiamarano la sua mezza parte semibreue, e questo perche le uoci incominciarano a esser piu veloci di quello che non erano per prima, & a non esser cosi pigre. Cosi da tale occasione spinti trouarano le seconde, & quelle ruppero, & spezzarano sino alla Semichroma, & tolto l'essempio della diuisione della Breue che si diuidea in dua semibreue diuisero anco la Semibreue in due minime, vna Minima in due semiminime, vna Semiminima, in due chrome, & vna Chroma in due semichrome. Per questo i moderni per commodità de i sonatori volendo diuidere la Semichroma hanno chiamato la sua diuisa Bischroma; se bene meglio seria stato a dire bis semichroma; poiche l'ethimologia, & intelligenza del nome dicendo Bischroma altro non si doueria intendere che Semichroma, attento che bis vuol dir due volte: nondimeno perche a voler dire Bis semichroma seria stato parola tropp'aspra, & troppo rozza; non curandosi che la sua propria intelligenza sia altro di quello ch'essi la fanno essere, l'hanno chiamata bischroma, per Semichroma diuisa, cioè per la mettà di vna semichroma.
Queste due figure Semichroma, et Bischroma non si pongano nelle compositioni da cantare, per rispetto della inhabilità del pigro cantore; percioche lo stringerle sotto di vn tatto, alla voce humana è difficile, per causa dell'aspirazione del fiato; nondimeno ci sono anco de cantanti che per vigore delle loro felice gorgie con facilità le potrian cantare: ma meglio è di seruirsene per ornamento delle cantilene che per figure essentiali: perche se si conoscesse facilità rispetto al cantante, le se potriano adoperare commodamente, & a piacere come si adoperano l'altre che li sono facile: ma non essendo, si debbano lasciar stare. Alla cui facilità assai mirauano gl'antichi, accioche le compositioni loro fossero commode a i cantori. Et piu si seruiuano delle figure principali che dell'altre inferiori, per causa che erano piu intenti, & piu rimirauano, alla soauità, & dolcezza delle consonanze, ch'alla vaghezza, & ornamento delle Musiche: perche ò ch'erano mossi da gl'inuiti de canti Chorali detti canti fermi; ouero da subietti particolari come l'opere loro chiaramente ne lo dimostra.
Son'otto dunque le figure Musicali, & procedano vna dall'altra, col valore diminuto, & moltiplicato secondo che le sono maggiore, & minore; eccetto che la Massima, & la Semichroma una per esser principio di figura, & l'altra fine non ponno esser tutte, & parte, perche la detta Massima è tutta in se stessa, & non parte d'altra figura non hauendo sopra di se altra figura maggiore, & la Semichroma essendo parte della Chroma, non può esser tutta rispetto a qual si boglia altra. La Bischroma poi è figura dalle piu minute figure discesa, & ha loco nelle otto figure per commodità de gli instrumenti.
Vltimamente il valore della seconda, sempre procede della mettà del ualore della prima, cioè il valore di qual si voglia figura inferiore procede, & deriua dal ualore della sua piu propinqua figuta maggiore. page 23v

Perche causa le figure Musicali non sono piu di otto. Cap.XXXV.

SE non si ricercassero, & inuestigassero le ragioni di quelle cose che particularmente son atte a esser inuestigate, & ricercate, di molte belle cose ignoraressimo le cause e gli principij: perche essendoci chiuso la uia di ricercare, & inuestigar come, & perche cosi sono, lasciaressimo da èarte ogni dotta, & sottile consideratione. Cosi veriano ben spesso a cedere i dotti, & sensati ragionamenti, alle semplice ò commune ignoranze, & le inuestigationi in particolare seriano rinchiuse, & serrate ne gli arichiuij delle cose ignorate, & annullate. Et quelle inuestigationi con i ragionamenti loro si diletteuoli non seriano piu in pregio che sono i ragionamenti inutili, & infruttiferi: Ma essendoci da Dio, Padre di tutte le creature, & le cose create, per mezzo della natura dato di ricercar le cause e gl'effetti, & da gl'effetti & le cause, i principij con l'origine,(non ostante che da essi principij, effetti, & cause;) oltra il diletto mirabile, & incredibile se ne caua vn principio di diuina cognitione, se ne caua ancora vn'allegrezza, vn contento, & una consolation mirabile, che ne consola, & ne tien contenti.
Cosi dapoi che da esso benedetto Iddio ci è dato facultà di poter ricercare le cause, & inuestigar gli principij di questo, & di quello; non mi par fuori di proposito per maggior chiarezza di quel che hora si tratta di andar cercando qual cosa astringesse gl'antichi ò i primi inuentori delle figure Musicali, a non formarne piu di otto, & se seria bene di ritrouarne delle altre, per poter con esse ritrouar altri valoro, poiche col l'inuestigare vna simil cagione, vederemo come le figure piu communi delle quali i compositori piu si seruano non esser piu di cinque, & restringendosi a piu particular diminutione non esser piu di tre, le quali per la paucità ci danno manifesto inditio che le sono a bastanza. Le cinque figure che vn poco piu delle altre sono adoperate sono la Longa, la Breue, la Semibreue, la Minima, & la Semiminima; & le tre che più di tutte s'adoperano, sono la Semibreue la Minima, & la Semiminima, le quali da ogno tempo sono state cosi adoperate: ma hora pare che le se resttringano anco in dueEt queste due essere la Minima, & la Semiminima: come dalle compositioni moderne si può vedere. Ne per questo che si poche se ne adoprnao, si può arguire che l'altre non sieno necessarie, perche con si poche i compositori non troueriano qual si voglia valore, ne meno potriano i valori multiplicare sin a qual si voglia termine Musicale. E però col numero di queste otto figure trouano qual si uoglia quantità, & valore: Prima nell'ordine suo naturale si vede che dalle prime maggiori si caua la quantità de otto tatti, & dalle minori tutta quella minutezza che può all'humana voce seruire, per il che nelle minori non ci è da dubitare toccandosi con mano che colui assai si può gloriare che cantando porta sedeci figure per tatto.
Dunque si come si trouano figure che pe la voce non possano esser piu minute, cosi bisogna ricercare se si trouano figure che possino, vn gran spatio, & lungo tempo occupare; perche altrimente fuora de gli otto tatti non si potria adoperare figura sola. Et aoperandola accompagnata non si potria constituire una silalba sotto una figura, à volontà, & beneplacito del compositore. Se noi le vogliamo con facilità trouare, bisogna prender vn mezzo dal quale lontanandosi, vederemo quanto lontano si può gire, altro mezzo piu atto, & piu conueniente non si ritroua che la figura di tatto, che essendo figura piu semplice che ci sia, ageuolmente vederemo, con qual valore, & figure la possiamo hauer multiplicata, già che l'habbiamo diminuta sino a quella diminutione che habbiamo di sopra veduto. Se noi dunque la vogliamo multiplicare, sappiamo che naturalmente sino a gli otto tatti la si può multiplicare, hauendo noi la Massima che val tanto: La quale disoluendola in otto parte ne vediamo vscire otto Semibreue: ma perche questo ualore alle volte non basta: agumentandola per via di ponto d'una sua compagna, le veniamo tutte quattro insieme a multiplicare: Di questo volendone hauer notitia si ha da riguardare al Capitolo del ponto di Agumentatione che in esso si trouerà tutto quello che si brama, & vuole.
Cia basta hora di sapere che le figure possano hauer altro valore del valor suo naturale, & che li danno per via d'vn punto detto punto d'agumentatione.Da questo agumento gli antichi mossi, con inuentioni rare, & belle, hanno trouato il Tempo perfetto, le Prolationi, le Proportioni, & tutte le spetie Modali; le quali per vna d'inditij accrescano il valore alle figure, et gli l'accresce in tanta gran quantità & copia, che dal valore de gli otto tatti che ha la Massima naturalmente, gli ne fanno hauere sin page 24 al numero di 81. come nel libro seguente ne i capitoli del Modo con commodità si potrà vedere. Et perche rare compositioni si trouano che sieno composte, & che comprendino i sudetti 81.tatti per questo possiamo dire che si come per figure si può vn tatto tanto diminuire che per la voce piu oltra non si può passare; cosi ancora tanto il si può multiplicare che per compositione, altra multiplicatione non ne fa bisogno, & nonhauendone dibisogno per diminuire ò multiplicar i tatti possiamo liberamente dire che le otto figure sieno a bastanza, & che non sia necessario di trouarne delle altre, perche tutto quanto quwl valore che si vuole dalla figura di tatto si può per via delle spetie Modali hauere: vadisi pur pensando quanto si vuole; che alla fine col mezzo di esse, & del ponto di agumentatione si cauerà ogni strano, & struagante valore, da questo si comprende se le sudette spetie Modali fossero destrutte, ò che mai non hauessero hauuto essere che non si potria, ò mai si haueria potuto hauer che valore si hauesse voluto, & in alcune occasioni haueria bisognato lasciar stare di porre in essecutione ogni buon pensiero, & studiosa inuentione, & cosi si seriano guaste assai Musiche, & di molt'altre se ne seriano lasciato stare, per occaione di non trouar figure a proposito de i capricci che sogliano spesse volte nascere. Vegga dunque ogn'uno con quanta consideratione si sono formate solamente otto figure, & che se bene se ne adoperano poche adoperandosene solamente la minor parte, non per ciò son priui i compositori di non poter cauare ogni sorte di valore, potendole adoperar a lor piacere, che se le non fossero tante, & in tanta quantità de valori distese, & accommodate, si potria dire che le non fossero abastanza, & che non tutto quel che vuole i compositori può con essere figure comporre.
Di modo che siano sicuri di poter con otto figure produr la voce tardissima ouero velocissima, et che per produrlo piu tarda o piu veloce non habbiamo bisogno di altre figure, perche se le fossero piu ce ne seriano delle inutile, & delle vane. & piu tosto ci potriano confondere che aiutare, come anco se le fossero di manco non potressimo da loro qual si voglia harmonica quantità hauere.
Si può dunque chi che si sia di queste otto figure a suo piacer seruire, poiche ricercando le specie Modali, le Proportioni, i Tempi, & le Prolationi trouerà qual si voglia valore atto a seruirlo in qual si voglia breue, & longa cantilena.

Quali sieno i segni del tatto. Cap.XXXVI.

VAne seriano state tutte le regule, gl'ordini, i precetti & l'informatione della Musica se con la diuersità, & varietà delle figure non si fosse instituito vna misura, perche nel ridurle con la voce in atto, se la detta voce non hauesse vna terminata limitaitone, ò che le seriano pronuntiate con piu interuallo di tempo che le non vagliano, ouer con manco, doue che non pronuntiandole con giusta misura si entraria col valor d'una figura nel valor dell'altra, senza pensarci, ò hauer intentione d'entrarci: il che facilmente auueniria; attento che tolto da ogni figura vna terza, ouero vna quarta parte subito s'instituisce l'altra figura sua compagna, o figura accompagnata col ponto di agumentatione, & questo massimamente nelle figure inferiori che in se stesse ricercano poco interuallo quanto si vede, che per discorsarsi co la diminutione dalla figura di tatto, tanto piu vanno diminuite, per questo non basta di hauer mostrato che il tatto (forma delle figure) è necessario nelle cantilene, se dopò l'hauerlo mostrato non si dice, & dimostra perche via, con che maniera, & per qual segno e'l si fa vedere.
Già piu volte è stato detto che i canti hauendo dibisogno di vna segno che ne dia inditio del valor delle figure, & sotto di che tatto le vadino sumministrate; hora meglio il se dimostra, & dice che per un segno e dell'uno, & dell'altro si ha cognitione. Et per procedere distinto, & chiaro dico, che sotto questo nome Tempo, si contengano tre cose; prima la diuisione che hanno le compositioni quando che componendole il compositore compone i tatti diuisi sotto la diuisione del Tempo che poi si diudie in binaria et ternaria, dipoi quel ualore che hanno le figure che è di ualore hora un tatto, hora dua, hora mezo, etc. Vltimamente quell'attione che si fa quando le figure si vogliano formare, & empir di suono, cioè per quel atto che si fa quando le si cantano.
Dell'uno, e l'altro è stato nel superiore Capitolo trigesimosecondo detto assai, & se ne diria ancora se io non conoscesse di hauerne detto a bastanza. Quanto al ualore delle figure, & all'ordine del compositore si ha da pensare ch'egli tessendo le sue compositioni col ordinar le dette figure, & tesserle: habbia sempre dinanzi a gli occhi l'attioni del tatto, & che per uia d'esso gli paia d'udirne la melodia. Però mi è parso che se bene sin quì habbiamo discorso delle dua prime attioni, & veduto tutto quello, page 24v che si può veder del Tempo pertinente al uatore, & alla diuisione delle figure quì esser piu opportuno luoco di dimostrare quali siano i loro segni.
Pr questo conforme a quello che si è detto altre volte intorno al tatto, hora si dice, che si come il tatto si diudie nell'equale, & nell'inequale, che cosi ancora si trouano dua segni che distintamente dimostrano l'vno, e l'altro tatto. Il segno che appartiene al tatto equale, si forma quando con vn circolo, & quando con vn semicircolo: ma perche il circolo ò sia semplice ò diuiso sempre si ripone sotto la consideration ternaria; & douendo della consideratione ternaria parlarne nell'occasione delle Proportioni, et del Tempo perfetto; per questo hauend'io hora da ragionar del segno del Tempio imperfetto, et del suo tatto, dico che'l si segna con vn semicircolo semplice ouer trauersato come quì si vede;
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Questi dua segni in qua$$, e cantilena che si ritrouano sempre dimostrano in tatto equale, & di douersi per esso l'attione equalmente sumministrare, & non si chiamano tatti, ma Tempi; perche sono quelli che danno per mezzo di quella attual'attione di moto equale, il giusto valore alle figure; per i quali si ha la separata distintione della cantilene quando le sono binarie, & quando ternarie.
Lasciato dunque tutti quei ragionamenti che altroue s'han da fare intorno al Tempo perfetto, ò Proportioni, & tolto questi altri dua segni che sono il semicircolo semplice, & il trauersato dico, che questi dua particolari segni sono i priprij segni delle cantilene binarie, cioè de quei canti che si contengano sotto la consideration binaria, & che si sumministrano con il tatto equale; il primo de quali dimostra che i canti da lui segnati, se bene si contengano sotto la consideration binaria, hanno però questa distintione di non esser quelli he sono segnati col l'altro, con cui procedano da vn principio sino al fine: & per darlo meglio ad intendere voglio con queste quattro parole farlo sapere che si come di sopra nel Capitolo trigesimoquinto doue si tratta le sono necessarie piu di otto figure habbiamo veduto che presupponendosi vna figura di tatto, si può trouare per mezzo di figure maggiore, & minore qual si uoglia picciolo, & grande interuallo. Cosi nel tessere, & comporre le cantilene, i compositori si formano vna figura dinanzi l'Idea loro, sopra la quale formano ogni picciolo, & grande interuallo: Onde fra tante che vi ne sono, solo dua sono quelle sopra di cui tutti gli altri interualli abbracciati, & accettati sono, queste figure sono la Breue, & la Semibreue: le quali per questa, & non per altra via vengano chiamate figure del Tempo.
Or stante questo, il primo segno come quello che è piu semplice, & con la simplicità piu s'accosta alla perfettione si toglie la figure Semibreue, & con essa conduce le cantilene con tutti quei interualli che vuole adoperar il compositore fino al fine, di modo che la Semibreue si dice essere figura del Tempo imperfetto inteso per il semicircolo semplice: & essendo sua figura per essa figura, & esso segno si ha cognitione che ogni tatto vuole vna Semibreue, ouer tante figure, quanto possano rileuare il detto valore: quell'altro poi che è il semicircolo trauersato, si piglia la Breue come quello che dimostra esser mezzo segno di Proportione: Cosi l'uno, & l'altro dimostra il tatto equale; ma vno ricerca di hauer per ogni tatto vna Semibreue ò tante figure che faccino per vna Semibreue, & questo è il primo; l'altro poi ricerca la Breue ouero tante figure, che faccino per vna Breue: di maniera che, tutte le volte che le cantilene si trouano esser segnate con questo segno
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in questa forma fatto, il detto segno darà notitia, & farà sapere che quelle compositioni sono compositioni binarie formate sotto il tatto equale col interuento della Semibreue: il cui tatto ricercherà sempre di hauer essa Semibreue ò tante figure, quante che rileuano tutto il suo valore. Quando poi le sono segnate con quest'altro segno:
[Music example]
questo tal segno dimostra che le cantilene sono fatte, et debbano esser cantate (secondo i preccetti, et le regole Musicali) iusta alla consideratione di una Breue per ciaschedun tatto, si come anco ne piglia denominatione, & vien detto segno della Breue, a differenza di quell'altro che si chiama segno della Semib. Ma perche fra le figure del segnodella Breue, & della Semibreue non corrano perfettioni ne diuisioni, ò alterationi; per questo spesse uolte se bene i canti sono segnati sotto questo segno
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si cantano nè piu nè meno che se fossero fatti sotto di quell'altro: tolto questa libertà dalla conuenianza che hanno insieme la imperfettione delle figure: il che è stato causa che hora il cantar le cantilene al tatto della Breue da molti cantori non siano ben cantante, non hauendone l'uso: & molti altri che lo sanno, & l'in page 25 tendano, per l'uso grande che hanno del cantar col tatto della Semibreue, cantano al tatto della Breue come per prattica, & come in foggia nuoua.
Ond'io vedendo farsi questo cambio, & mutatione di segno, senza disordine di Muscia ò dissolutione d'harmonia, stò in dubbio, se tal mutaitone, & cambio io debbe lodare. poiche da vna parte veggomi dalle regole esser astretto; dall'altra parte l'uso grande da dette regole mi scoglie, & a contradirli m'astringe, vedendo per tutto vsarsi ne i segni del tatto della Breue cantarsi le Semibreue; però dopò l'esser stato alquanto in dubbio, mi son rissoluto per non dissentir da i precetti Musicali: & biasmar ciò che ogn'uno vsando approua & loda; di dire che il compositore, che nel comporre le compositioni sue si serue del semicircolo trauersato, debbe essere diligentissimo osseruatore di ciò che il segno ricerca, & richiede, & il cantore di cantarle comunque li torna commodo, & li pare ò piace. perche con l'attione, & sumministratione del tatto largo e stretto si può hauer l'istesso, & cauarne il medemo effetto.
Il non osseruare ciò che ne i segni è di osseruatione, fa che molti veggano la poca prattica che hanno quelli delle regole, & de i segni; ò se pur l'hanno, il disordinato modo che tengano nel comporle anteponendo le pause semplice, alle doppie, & le doppie alle semplice, ouero di terminar i canti con vn interrotto & imperfetto tato, & che dichino tutto quello che quotidianamentei si sente dire. Pr obuiar dunque l'occasione d'esser in bocca di questo, et di quello, et di esser soggetto alle burle, & alle rise altrui, già che si vede de'segni del tatto equale si formano hora con vn semicircolo semplice, et hora con un trauersato; i compositori hanno prima ad esser auertiti di non segnar quei canti che meglio uanno cantati al tatto della Semib.col segno del tatto della Breue; perche uolendoli li cantori per li suoi segni cantare li veriano esser scontrafatti, di poi ad osseruare tuto quello che dican le regole. LE regole vogliano che quando s'adoperano i segni del semicircolo trauersato s'habbia da constituire nella diuisione de tatti una Breue, et che con una compita Breue s'habbia da finire, et poi che nel segnar le pause si tenghi questo stile, et ordine, di non segnar mai dopò qual si uoglia figura pausa doppia, se per compir il ualor di vna Breue gli manca il ualor d'una Semib. perche nel cantarle per il suo uerso le vengano contra tatto. Et uolendone dar maggior chiarezza, et lume; dopò gl'infrascritti auertimenti si pone queuesto semplicetto essempio
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ordito, et tessuto con ordine falso che cantandolo al tatto della Breue, cioè ponendosi una Bre.per tatto, si scoprirà non solo la difformità sua: ma anco si scorgerà con quanta fatica il si canta. In che si uede espressamente che tutta la difficultà nasce per la contrarietà delle pause, che se le fossero collocate cosi]
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ogni difficultà seria leuata: perche quella tessitura prima è solamente buona in quei canti che sono segnati con i lsemicirclo semplice; ma quest'ultima è nel semplice, & nel trauersato. Ma perche ragionando del obligo del compositore dianzi ho detto ch'egli nel comporre, deue esser osseruatore de precettti, & regole Musicali; per auuertirlo meglio dirò ch'egli nondeue mai ne i canti suoi introdurre per segno del tatto, & del valor delle figure il semicircolotrauersato: se quella sua compositione commodamente non si può cantare al tatodella Breue; perche a lui tanto li fa vn segno, quanto che l'altro: ma se vien voglia ad alcuno di cantarlo ò farlo cantare per vigor del segno vi si troua vna difficultà incredibile, & non bisogna dire che col l'allargare il tatto ogni cantilena difficile si possa cantare: perche allargandolo page 25v si dà forma alle figure d'altro valore, et si parte dalla conuenienza, ch'egli ha col polso humano; perche il polso humano quando per sanità si muoue sempre ritiene vn moto, & se pur lo varia lo varia di si poco moto, che quasi non si conoscere. In conclusione dua sono i segni del tatto equale, vno serue al tatto della Breue, & quell'altro al tatto della Semibreue, quello che serue al tatto della Breue si forma con vn circolo trauersato, & quello che serue alla Semibreue si forma con vn semicircolo semplice. Il semicircolo semplice non ha bisogno d'altro ricordo che d'esser cantato bene: ma il semiciccolo trauersato ricerca che il compositore lo adoperi in cantilene che siano possibile a cantarsi, & di hauer sempre in sua diuisione due Semibreue:con la situatione delle pause superiore.

In qual luogho s'habbiano da porre i segni del tatto, & se si possano diuersamente formare. Cap. XXXVII.

QVantunque non paia necessario il ragionar del luogho, & del sito oue s'habbiano a porre, & situare i segni del tatto chiamati propriamente Tempi, per non far la varietà del loco diuersità ne'i canti: nondimeno perche di sopra si è mostrato ch'egli si forma con dua segni parlando de i segni del tato equale, per questo non mi par disdiceuole di dire, che tutti i segni del Tempo; tanto questi superiori che dimostrano il tatto equale; quanto il circolo perfetto che dimostra la perfettione delle figure, & la piu parte il tatto inequale, si possano collocare in qual si voglia righa ò spatio; purche siano collocati in loco che commodamente possino esser veduti: & perche quelle cose che sono collocate fra l'uno e l'altro estremo, sono colocate in loco piu atto è esser da tutti vedute; per questo lodandosi l'uso si dice, che il collocarli nel mezzo delle corde Musicali è il piu atto, & conueniente loco che ci sia. La corda dunque di mezzo è il proprio loco de i segni del Tempo; ma se per caso si ritroua canto che l'habbia ne i spatij, ò in altre righe, come quì si vede: questo non fa nulla; perche il collocarlo stà in libertà del compositore, ò del coppiatore.
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Anzi che anticamente sempre si soleuano porre vicini alla prima figura di qual si voglia parte, e questo accioche essendo i segni gl'inditij del valor delle figure ageuolmente il cantore lo potesse sapere, & li togliesse la scusa di dire io non l'ho veduto, come in qual si voglia libro Musicale si può vedere. Similmente ancora si ritrouano i semicircoli trauersati quasi per sinistro, & non per diritto come i superiori sono; la qual cosa non fa nouità nissuna perche il trauerso non fa se non vn'effetto; sia diritto ò storto come si voglia, che è quello di diminuire le figure di tatto in mezzo tatto; per esser il taglio solamente quello che fa l'effetto di diuidere la Semibreue, che per prima era un tatto in mezzo tatto. Quando poi sono piu trauersi nel segno del tempo quei piu trauersi dimostrano tanta diminutione delle figure, quanti trauersi sono.
Di piu se anco nel semplice trauerso si ritroua qualche nouità nella parte superiore ò inferiore: ò d'accrescimento, ò di mancamento se bene si è detto che nella Musica ogni picciola cosa fa effetto: questo non fa caso; perche quel taglio si può formar in tutte queste manire che quì si vede; ne perciò fa altro che di diuidere la Semibreue, & di farla cadder sotto mezzo tatto. Questo si dice accioche nel
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le occasione di adoperar piu segni in una Musica, si sappia che qual si voglia foggia di trauerso per strauagante che egli sia non dice mai altro che Tempo imperfetto trauersato, che per il trauerso la mettà si diminuisce, Ma bene si essort ogn'uno a seguitar l'uso presente, & di lasciar il passato; che se ho da dir il vero altro non mi ha mosso a fare il presente Capitolo, che alcune maniere moderne, le quali per accostarsi alle antiche vanno in questa parte e in quella intromettendo questo segno accompagnato co i segni ordinarij che poi veduto da cantori stanno in dubbio se quella uoua foggia al pari delle foggie moderne, vuol dir qualche altra ordinaria diminutione. Però sincerato ognu uno de i dubbij che possano nascere intorno al loco de i segni, & suoi trauersi, si conclude che li si possano porre in qual si voglia corda, ma che ordinariamente i se sogliano porre nella corda di mezzo. Et che il trauerso sia diritto, ò torto, ò habbia riuolti dalla parte di sotto ouer di sopra; ò non sia piu se non quanto page 26 taglia il semicircolo, questo non fa nulla, perche in qual si voglia modo che egli sia tagliato, sempre riman semicircolo trauersato. Tutto l'auuertimento che in questo fatto si ha da hauere consiste in questo se nel semicircolo è vn trauerso solo ò dua: perche se gli ne fossero dua in questa maniera posti dua trauersi dimostreriano doppia diminutione della Semibreue. & si come
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per vn trauerso la viene a essere vn mezzo tatto, per li dua trauersi la veniria a essere vna quarta parte sola. Questa maniera è stata sempre poco in vso; perche in fatti non fa altro solo che instituisce la Semibreue per Semiminima, & non è lodeuole a vsarla se non in necessità di far vna compositione di segno contra segno, & di far cantare due parte in vna, che per dimostrarli il valor delle figure si pongano doi diuersi, & differenti segni.

Qual sia il nome delle figure Musicali, & come s'informino di suono. Cap. XXXVIII.

DOpoi che habbiamo veduto la forma, il valore, & il numero delle figure Musicali, & che di loro habbiamo ricercato ancora se seria meglio a ritrouarne delle altre per poterne hauere quantità d'interuallo, & multitudine de valori: trouato che ne per multitudine de valori ner per quantità d'interualli è necessario di alterare l'ottauo numero; serà bene di vedere come le s'informano di suono, cioè come le si cantano.
Perche tutto quello che di loro si è detto intorno al nome, si è detto per dimostrare in che modo le si chiamano: & per far non solo che le si sappiano nominare, ma anco ad ogni interogatione rispondere è dire questa figura è la tale, & la tale: Onde perche con il dire questa figura è vna Massima, quest'altra vna Longa, non se informeriano mai di sono, ò mai le si vdiriano con voce a cantare: per questo fa bisogno di veder come le s'informino, & da che cosa le vengano riformate, per poterle vsare, & vdirne l'harmonia che rendano.
Instituito dunque otto figure Musicali per fare vn giusto interuallo, & vna retta misura alle voci quando le si vogliano concatenar insieme; ò forza di dar ordine in che modo le si habbiano a disporre per cantare. Le se dispongano in questo modo, che si formano cinque linee diritte da i Musici chiamate corde come di sopra nel Capitolo vegesimoquinto è stato dimostrato; dentro delle quali i compositori pongano le figure, & secondo che le vanno in sù e in giù per dette corde, & spatij, seruandosi il lor valore le s'inalzano, & abbassano con la voce: & sicome nel patirsi dalla prima corda le s'inalzano per tre gradi, per dua, per quattro, ò per cinque: cosi per cinque per quattro, per dua, per tre, ò per vno le s'inalzano; di modo che partendosi vna figura dalla prima, & andandosene alla seconda per correrci tra d'una, & l'altra vn spatio, & due corde; la voce si douerà alzar per tre gradi cosa facile d'intendere quando si capisce bene il principio.
Anzi che se fosse alcuno cosi duro all'intelligenza, che senza porui la mano, & toccare quel che si dice non l'intendesse uolendoglilo io dare ad intendere, et far sentire; dopò l'hauerli detto che per quanti gradi le figure s'inalzano, et s'abbassano per tante voci s'abbassa, et s'inalza: io pongo questo essempio; accioche ogn'uno si proui d'al
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zarsi, et d'abbassarsi gradatim con la voce, & si tenghi a menche che essendo le figure distante due, tre, ò quattro gradi; di porle su quei gradi che vanno: e questo perche non sempre i Musici le pongano cosi per grado, si come ne anco tutte di uno istesso valore le si veggano sempre essere: ma perche stante le figure ascendente ò descendente non si potriano senza qualche parola informarsi di suono, ne diuenir sonante come per rissonare le sono formate: essendoche ogni voce che risuona, se non rissona sotto qualche sillaba particulare; almeno non può essere che non rissoni sotto qualche uocale, come se ne può far esperienza: per questo fatta elettione di alcune particulari sillabe al primo suono ascendente fu dato questa silaba vt, alla seconda re, alla terza mi, alla quarta fa, alla quinta sol, et all'ultima la: cosi al descendere al primo fu detto la, al secondo sol, al terzo fa, al quarto mi, al quinto re, et all'ultimo vt, come in quest'altro essempio si uede.
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Dunque le figure Musicali s'informano di suono sotto questo nomi ouero sillabe vt, re, mi, fa, sol, la. con le quali sillabe, & nomi si possano sumministrare qual si uoglia figura: poiche leuando qual si vo glia di queste che sono quì cosi per grado poste vi si possano porre tanto le maggiori, quanto che le minori. Ecco come col porre una figura sopra l'altra per gradi di scala si ordina la voce descendere, & a salire; sumministrandola col mezzo di alcune particolari sillabe a questo effetto ritrouate, & per tale sumministratione instituite: queste figure si possano collocare in ogni chiaue, & in questo isteso modo pronuntiarle che sempre ritorneranno l'istesse, & faranno l'istesso effetto; perche essendo collocate nella Mano, & trouandosi in essa Mano sette volte vt, re, mi, fa, sol, la, per gradi ascendenti, per questo si possano pronuntiare, & porre in qual si voglia loco de i luoghi sopra nominati che in tutti vi si vdiranno risonar con dolcezza, & starci bene.

In che modo i Musici si seruino di vt, re, mi, fa, sol ,la. Cap.XXXIX.

SE il Geometra con vn picciol compasso & poca fatica da un picciol punto caua tante linee, quale piramidale ò distese, quale diritte ò curue, quale longhe ò storte, & quale concaui ò circulare, con le quali misura la Terra, gl'Elementi, i Cieli, & le Stelle, & dirci la grandezza, l'altezza, & la longhezza di questa machina Mondiale, & terrestre, & ci mostra la distanza che è tra la Luna & Mercurio, tra Mercurio e Venere, tra Venere e il Sole, tra il Sole e Marte, tra Marte e Gioue, & tra Gioue e Saturno, quanto largo sia il Cielo, di quanta grandezza sieno le Stelle, & in somma tutte quelle distanze, & grandezze che vogliamo da lui. Perche anco non ci merauigliaremo, & dopò il merauigliarci infinita lode non daremo a quelli che per porgerci (mediante la uoce) diletto, ò per darci piacere con si poco numero di figure, & con si picciol mezzo possiamo formare qual si voglia concento, & harmonia: certo che questa è cosa degna di consideratione, & di somma lode: poiche vediamo qual si voglia harmonia, & concento formarsi di queste poche uoci solamente vt, re, mi, fa, sol, la, & in se stesse non contener mai altro, che queste sei sillabe, & pur la Musica esser di diuersità cosi abondante come ogn'uno la vede? Per questo non mi pare disdiceuole, ò fuori di proposito il ricercare in che modo i Musici fanno con si poche figure, & con si poche sumministrationi tante diuerse harmonie atte a essere comprese dentro a vn numero infinito, & incomprensibile: essendone statefatte tante quanto noi sappiamo, & douendosenefare piu forsi di quello che ce ne possiamo pensare, per le vie si facile & diletteuole che si sono aperte: Onde si come per formar mille & migliaia d'orationi per longhe che le sieno; sono sufficiente, & bastabte il numero di 22. lettere, & n'auanzano pur sempre la medema quantità per riffarne dell'altre: cosi ancora con sei gradi di figure Musicali si possano formar quante Musiche che si vuole che sempre ci rimarranno in mano quelle istesse per poterne altre riffare: e questo perche sono elementi Musicali. Io dico elementi per similitudine; perche tutte le cose che sono per mezzo di materia composte, tutte constano di materia elementare cone tutti sanno senza che l'elemento in se rimanghi di tutta la sua quantità priuo, & non se ne possano mai tante comporre quanto ch'egli senza in se stesso sminuire può in tutti conuenire. Cosi anco i sudetti sei gradi Musicali con i quali si formano le cantilene possano in tutte le cantilene intrauenire senza esser sminuite, ne punto scemate: Onde è da notare che si come per formar commodamente le orationi, & qual si uoglia ragionamento infra le lettere si trouano instituite cinque uocali, cosi ancora per accommodar le Musiche, et seruir i compositori si sono formati sette essacordi d'alcuni chiamati esistemi, et da tutti intesi per vt, re, mi, fa, sol, la, iquali esistemi, et essacordi, si dispongano nelle informationi della Musica nè piu nè meno che le cinque uocali, et se bene le uocali sono cinque solamente, et gl'essacordi sette, si ha da pigliare ogni essacordo per simili, et se bene le uocali sono cinque solamente, et gl'essacordi sette, si ha da piglaire ogni essacordo per similitudine di una uocale, che se bene questi sono sette, et le uocali cinque, si fa la comparatione per la gran similitudine di una uocale, che se bene questi sono sette, et le uocali cinque, sifa la comparatione per la gran similitudine, et conuenienza: essendo che i compositori si seruano di esso per comporre i loro canti, come gl'oratori delle uocale, et consonanti, et lo fanno per questa uia, disponendo le figure Musicali nelle corde di Musica col estenderle per tanti gradi pigliano le distanze gli unisoni, delle seconde, delle terze, etc. et non page 27 hauendo piu termini da dismontare ouero ascendere che li termini di vt, re, mi, fa, sol, la, aggiungendo questo essacordo a quello ne fanno una schala atta ad arriuare ad ogni grado, pur che da uoce ò suono possi esser compresa. Cosi gli essacordi secondo la diuisione di Guido Aretino, & di Franchino, & de tutti quelli che per il lume, & cognitione di esso Aretino diuisero gli essacordi Musicali, per la distintione delle voci graue & acute le diuisero in questo modo: dicendo che il primo essacordo che si ritroua in _ vt sia di b quadro graue, quello di C fa vt di natura graue, quello di F fa vt di B molle graue, quello di G sol re vt di b quadro acuto, quello di C sol fa vt di natura acuta, quello di F fa vt secondo di B molle acuto, & l'vltimo del secondo G sol re ut di b quadro sopra acuto, accioche per questa Pitagorica diuisione si potesse formare qual si voglia cantilena esistente nelle corde Diatoniche: Cosi pigliando vt, re, mi, fa, sol, la, di C fa vt; & accompagnandolo con quello di F fa vt, di G sol re vt, & di C sol fa vt dispondendole per numeri, & distanze, dissonante, & consonante ne formano le compositioni, piu ordinarie, & si riseruano gli estremi per le compositioni che sono composte con piu parte, per hauer campo di poterle con gli harmonici interualli accompagnare: Anzi che non furono per questo limitati, accioche in ogni occasione si potessero si come i gradi sonanti produtti dalal voce humana, ò dal qual si voglia instrumento si riposano nell'ottauo perche ritrouano il suo simile cosi ancora gl'essacordi attaccare nelle sue ottaue inferiore: come seria a dire, in C sol fa per vscir fuori della Mano Musicale si attacca l'essacordo di C sol fa vt, & in _ vt per vscir fuor a quello di G sol re vt: Questo non ci parerà inconueniente, perche si come ne i numeri bisognandoci altro numero oltra il decimo, ci seruiamo de i numeri i suoi deriuatiui che sono i numeri suoi composti, & con essi procediamo in ogni gran multuiplicatione: cosi ancora ne gl'essacordi Musicali essendo naturalmente vn solo il quale per commodità delle harmonie si dispone in sette luoghi principali della Mano: non per terminata limitatione: ma per segno in che piu communemente le compositioni ordinarie possano piu conuenire, è fondamento a gli altri che poi di lui deriuano. E però vediamo che di loro i compositori si seruano a suo beneplacito, et gli dispongano doue vogliano, tanto nelle parte acute: quanto che nelle graue: secondo che piu li torna commodo, & li piace.

Perche causa tutte le figure Musicali si sumministrano con vt, re, mi, fa, sol, la, & come detti nomi fosser ritrouati. Cap. XL.

QVando che io considero in che modo si sumministri la voce, & in che maniera si cantino le figure Musicali non posso da merauiglia contenermi di dire quanto furono giuditiosi gl'inuentori di queste cose, & con quanto giuditio furon ritrouate, poiche sotto di vt, re, mi, fa, sol, la, quante diuersità de voci si possan trouare con esse tutte si possano vdire: Ma quello di che io mi stupisco, & merauiglio è che restringendosi tutte le maniere de canti sotto dodeci modi communemente detti Tuoni, e i Tuoni formandosi di otto interualli ascendenti, come anco per sumministrar i detti interualli non si è formato otto nomi, & di sei che sono, farli giungere sin al numero ottauo, il che considerando alal fine non trouo altra ragione, solo di dire che i sudetti sei nomi, douendo seruire alla voce humana era di douere ricercare di quanti ne hauea bisogno, & quelli solamente darli, accioche hauendone de superflui non nascesse occasione di leuarli, & però considerando che le voci humane in generale non ascendano piu di sei gradi: per questo terminarano, che con sei nomi solamente tutte le figure fosser sumministrate: che ciò sia il vero pigliamo qual si voglia grosso numero de cantori, & ricerchiamo da loro col cantar forte ò piano quante voci perfette intese per l'ascendere, & lo descendere ci possino dare; leuatone quelle che ci danno con fatica, & per forza, che trouaremo non potercene dare piu de sei, & massimamente quelli che hanno a cantar forte.
Questo s'intende per l'ordinario, & postposto quelle che cascano dalla perfettione delle principali come per essempio un Basso alle uolte descende otto, noue, & diece uoci; ma quanto infra se stesse sono diuerse, et differente? se lo vogliamo uedere diuidiamole un poco, & dopò la diuisione parangoniamole insieme che ne trouaremo cinque ouer sei diuerse da tutte le altre, le quali seranno d'un suono, & d'una perfettione che non seranno le altre: & poi dimandiamoli un poco quale delle diuise uoci sumministra meglio, ò quelle che non ci paian cosi belle, ò quell'altre che ci paian cosi buone, che in risposta trouaremo ch'egli sumministra meglio quelle che ci paian cosi buone. Cosi in tutte l'altre parte, & in page 27v qual si voglia voce si può fare, tanto nelle naturale, quanto che nelle acute. Per questo dico considerata la voce humana per lo piu ascendere sei gradi senza fatica et commodamente, $$$uirono questi nomi vt, re, mi, fa, sol, la. Ma perche si trouano delle voce assai che passano questi sei gradi, ò con faticha ò senza, & per non lasciar andar quelle voci che sono sopra le perfette alquanto buone, volsero che per intonarle si replicassero i sudetti sei nomi, accioche si conoscesse quelle essere naturale, & quell'altre accidentali; perche assai si trouano che non ascendano piu di sei gradi. Onde essendo stati gl'inuentori di queste cose auertiti in tutto il resto, seria stato difforme che in questo ancora non ci hauessero posto gli occhi, & hauessero hauuto auertenza. Cosi formarano questi sei gradi atti a esser replicati, secondo i propositi, & le occasione; con i quali poi le voci piu felice potessero con occasione passarsene all'ottaua, alla nona, & alla decima, che ciò sia il vero l'esperienza ne lo dimostra, che passando le figure cantabili il numero de questi sei gradi, iscambieuolmente s'aiutano, & fanno che nel ascendere col replicar il principio, & nel discendere col replicar il fine si porghino aita. Ecco dunque che in quanto al numero hanno hauuto questa consideratione di riguardar la voce humana, & dalla commodità sua torne le piu perfette voci.
Quanto poi al nominarle vt, re, mi, fa, sol, la, non è da dire che in vn modo le si doueano nominare, ò che cosi piacque di chiamarle a chi prima gli pose il nome: perche con simil risposte si lascieria di ricercare con sottiglieza la cagione di tutte le cose, e però volendo io fuggire questa commune ò piu tosto fuggitiua risposta conuengo dire, che chi gli pose il nome da quel che si vede hebbe quest'auertenza, che non potendosi sumministrar voce senza l'interuento di qualche lettera vocale per non ridurre lefigure sotto nomi faticosi, & strani s'elesse le cinque lettere vocali accompagnate con alcune liquide, & consonanti, cosi le formarano sotto sei sillabe: Ma è da notare che pigliando le cinque vocali haueriano potuto torle semplicemente come le sono cioè nude come quì l'appaiano. a e i o u, & nondimeno le volsero accompagnare con le dette consonanti, & liquide; sì perche le fossero sillabe pure separate dalle vocali, sì anco perche le fossero piu atte ad esser pronunciate; oltra che a farlo vna necessità li astrinse: la necessità ch'io dico è questa che essendo le vocali cinque, & i nomi delle figure per la possibilità naturale della voce douendo esser sei, non si potea con esse cinque dar questo numero senza non replicar qualch'una di esse vocali: doue che non potendosi replicare vna vocale che non sia l'istessa, ne sillaba formarsi senza vocale: per questo tolto le consonanti, & le liquide con le cinque vocali ne formarano questi sei nomi con semplice sillabe, dicendole vt re mif a sol la; in che si vede la prima vocale due volte esser replicata, perche non essendo esse vocali a sufficienza, & douendosi una di loro replicare, era piu conueniente di replicar la prima che qual si voglia altra.
Onde per nasconder meglio poi l'inuentione voltarano le vocali, & le preuertirano dal loro ordine, che per ordine de vocali in cambio di dire la re mi sol vt fa, le dissero vt re mi fa sol la; Si può anco aggiungere che hauendole prouato in diuersi modi trouarano che questo era il il piu atto, & il piu facil modo di pronuntiarle.
Ma volendola in breue parole concludere, & non tener le genti a tedio di quello che forsi fortemente si debbano merauigliare, dirò che Guido Aretino le ritrouasse come io dissi di sopra nel Capitolo vigesimoquarto, & tutto quello che io sin qui ho detto, l'ho detto per dimostrare come possa l'intelletto humano speculare dentro alle cose che si sanno, & con che facilità possa imprimere nelle altrui mente le sue persuasioni: Di questo ogn'uno ne serà contento, & riguardando all'ingegno crederà che dal sudetto auttore sieno state ritrouate. Come narra il Franchino, & tutti coloro che scriuano chi fosse inuentore di vt, re, mi, fa, sol, la: & come fu dimostrato nel Capitolo vigesimoquarto, & in altri luoghi ragiouandosi di questa particular inuentione.

Che cosa sia punto nella Musica, & che effetto faccia. Cap.XLI.

CHi non sà che le cose nella Musica per picciole ch'elle sieno fanno qualche diuersità, & dissimilitudine, molte volte si crederia tra l'altre cose checerti punti fossero iui doue si veggano esser collocati, et posti; postici da compositori inauedutamente, ò che dalla penna per abondanza grande ò gran copia d'inchiostro vi sieno cadduti, e non per volontà, ò per arte. & nondimeno ne gli sono a caso cadduti dalla penna, ne meno senza proposito vi sono posti: perche in qual si voglia modo che vi fosser fatti non potriano mai esserci posti cosi spesso, & regulata page 28 mente come vi sono, & in cambio di star vicino ò tra le figure, alle volte vi seriano di sotto, alle volte nel mezzo, alle volte di sopra, & alle volte su le linee delle figure; doue chi ritrouandolo collocato hora appresso le figure & hora fra di esse, sempre di vna stessa forma, ne mai più grande, ouer piu picciolo, ci dimostra chiaramente ch'egli vi facci qualche cosa, & vi sia collocato per qualche effetto & non cosi per caso, ò mala sorte. Essendoci dunque per qualche buono effetto, vediamo qual buono effetto vi faccia. Però sopra di questo è da sapere che i Musici nel adoperar le otto figure Musicali, alle volte hanno dibisogno di vn vallore per cagion delle sillabe che hanno per le mani, ilqual naturalmente non si troua: perche se ci fa bisogno di vna figura che vaglia tre tatti non la possiamo hauere se non prendiamo con la breue che val dua tatti vna Semibre. & essendo le due figure accompagnate, malamente sotto vna sillaba le si potriano accommodare. Per rimediar dunque à questo inconueniente fu trouato di aggiungere à tutte le figure la compagna dalla Semichroma in poi: per esser il fine delle figure, & questo per mezzo di vn punto.
Oltra di questo stante il Tempo perfetto che per la sua perfettione alle volte riceue le figure perfette & alle uolte le rifiuta, le non si seriano potuto accompagnare con le figure inferiori senza scropulo, ò confusione; per questo col situar il punto in altro luoco differente da quello inche le figure s'agumentano hanno trouato, et nel trouare instituito che situandolo ingra alcune figure, in cambio di dimostrar agumentatione dimostri diuisione: Cosi in altre occasioni ancora collocandolo diuersamente diuersi effetti gli fanno fare. Dal che ne è nata la loro denominatione, accioche per la denominatione s'habbiano distintamente à conoscere.
Ecco come il punto nella Musica è necessario, & non è fatto à caso: ma bene accioche egli faccia officio hora d'agumentare, hora di diuidere, hora di render perfette le figure, & hora d'alterarle: Da questi officij suoi d'alterare, di diuidere, d'agumentare et di render perfette le dette figure vien detto punto di perfettione, punto di agiumentatione, punto di diuisione, & punto di alteratione, il quale non si conosce, per diuersità sua, perche riman sempre in vn istesso modo: ma ben si conosce dalla diuersità del sito in che il si suol collocare. Chi vuol vedere qual sia il punto di perfettione, di alteratione, & di diuisione riguardi nel Lib.Secondo nel Cap.6. che trouerà di loro ciò che vuole, perche hora non è tempo; & questo non è luoco di raggionar d'altro che del punto di agumentaitone.

Del punto di agumentatione.Cap.XLII.

GIà che habbiam veduto come il punto nelle cantilene non è fatto à caso, ò per error di penna; & ch'egli per necessità d'agumento di diudiere, d'alterare, & di render perfette le figure è stato introdotto nelle compositioni: deposto il ragionamento di quando egli altera, diuide, & dimostra perfettione per raggionarne nel Lib.Secondo nel Cap.6. hora dico che il punto di agumentatione è vn punto che appoggiandolo alel figure cioè ponendoglilo accanto come quì si vede
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l'agumenta di vna metta piu di quel valore: dimodo che pigliandosi qual si voglia figura & diuidendola in due parte equale: accompagnandola col putno, quel punto dirà tanto vallore quanto dice vna di quelle parte. & se per prima quella figura valeua vn tatto; per quel punto ne valerà vno ò mezzo. Cosi si p$$ dir di tutte l'altre tenendo l'istesso ordine, ma è da notare che chi adoprasse il punto et lo collocasse in altro sito di subbito gli torria quel officio; & questo non sol si dice per gli altri effetti di sopra nummerati: ma per far sapere che se il punto fosse collato così. Il non dirà agumentatione ne altro, ma semplicemente seria errore: perche il suo si
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to è sempre nella mettà della parte di sopra e non mai nella parte di sotto: ne meno si permette ch'egli si ponga vicino alla summità della figura, ò assai lontano; che la lontananza faria credere ch'egli à nisciuna figura appartenesse, & l'esser nella summità, ch'egli, ò à caso, ò per nuouo & in usitato effetto vi fosse posto: e però in questo deue esser molto bene aueurtito chi lo vuol adoperare, di non porlo se non nel luoco suo che è tra la summità e il mezzo. (Se vuole però che per punto di agumentaitone gli sia preso:) altrimente entrando sotto altra consideratione diuerà ò punto d'alterarne, ò di diuisione, ò di perfettione ouero inutile e vano: perche fuori del suo sito si tiene per cosa superflua, & fatta senza proposito.
Gli altri punti dal punto di agumentatione in fuora dal occaisone di diudiere, di alterare, & di per page 28v ficere nascono: ma il punto di agumentatione nasce dal occasion d'accrescere & agumentare: & perche non agumentandosi tutte le figure ce ne rimaneriano alcune senza esser agumentate, & non essendo agumentate ne seguiria che in molte occasioni i compositori resteriano priui di vn vallore: che si il vero, piglisi qual si voglia figura & veggasi se senza il ponto di agumentaitone con l'accompagnamento dell'altre figure si può cauare l'istesso ualore; che si trouerà à non poterlo fare senza l'interuento di più figure: per far dunque che nel agumentatione non habbiano à intrauenire tante figure; ma che gli ne interuenghi vna sola: si fa che il punto ò qual si voglia figura dalla Semibreue in poi gli la facciai intrauenire: Cosi la Massima, la Longa, con tutte l'altre figure sino alla Chroma (inclusiue) possan esser agumentate. & si coe nel nascere & procedere habbiam veduto che dal mezzo vallore della figura maggiore, ne nasce tutto il valore della figura inferriore; cosi ancora nel agumentarsi, l'agumento nasce dalla figura piu propinqua. come seria à dire l'agumento della Massima, nasce dalla Longa, quel della Longa, dalla Breue quel della Breue dalla Semib:& uia di mano in mano: di modo che la Massi. col punto di agiumentatione, valerà per tre Longhe, vna Logna per tre Bre. & c. come quì si vede.
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Che chi risoluesse i punti in figure, per le ragioni dette (che per lui le vengano d'vna terza parte accresciute,) altro non el trouerà essere che queste perche cauandone il vallore dalla compagna in
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feriore dalla mettà della figura maggiore, & essa figura minore appogiandola alla sua maggiore di dua minore che la si troua essere, di tre la viene à diuenire. Questa è cosa chaira ogni volta che la si piglia per il buon verso; & non ha bisogno d'assai fatica per intenderla, ch'ogni volta che si osserua tutto quel che si è detto, & che si ha da osseruare si hauerà l'agumentatione senza confusione delle figure; principiandosi dalal Massima sino alla Chroma come si vede: Ma è d'auertire che la Massima: la Longa & la Breue si come quando le sono semplice & naturali & ch'hanno il loro natural valore; seruano à sumministrar le sillabe intiere senza interpositione d'altra figura: cioè vna Massima, & vna Longa non possano seruire ad vna sillaba; perche non per altro è stato ritrouato il punto di agumentaitone; cosi ancora quando le sono per esso punto agumentate: Che l'altre poi si come senza agumentatione piu figure seruano à una sillaba; cosi ancora agumentate piu figure a una sillaba psosano seruire.
Questo si dice, accioche si sappia che dalel tre prime in poi l'altre tutte possano ad una sillaba seruire che l'altre gli seruano per necessità & accidente, che ben si uede quanto spesso la Semibreue con tutte l'altre che li seguitano si sitrouino; & quanto di raro la Massima & la Longa ui si ueggano dalle quali senza fatica se ne può hauer notitia, & uenir in cognitione.

Se le figure Musicali si possanofare sotto altra forma. Cap.XLIII.

QVando si cerca se el figure Musicali possano hauere altra forma di quella che loro hanno; si ha da sapere che non s'intende se le figure cantabile possano eccedere l'ottauo numero, et essere per natura multiplicate; perche se bene le si formano sotto altra foggia & maniera: non per questo le uengano a essere piu di quelle che le sono; non introducendo fra di loro altra forma di figure che quella forma propria che hanno.
Però dato prima questo auertimento intorno al titolo; incomminciarò a dire che dalla conuenienza che hanno i canti Chorali con la Musica: i Musici per bisogno hanno preso delle sue figure non in quanto al ualore, ma bene inquanto alla forma; perche da esse figure Musicali poteano hauere qual si uoglia ualore senza l'aiuto d'altri; nondimeno astretti di legare alcune figure sotto di una silalba. tol page 29 sero da essi canti Chorali la forma di alcune figure: & in cambio di formar di due Semibreue così
le cominciaranno à formare in quest'altro modo.
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Dal che ne nacquero poi tutte le diuersità delle legature
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come vederemo nel Cap, sequente: di modo che dal occasione di douer legare alcune figure sotto delle sillabe fù introdutto la diuersità di alcune figure; lequali si come poi si vsauano legate; cosi ancora si vsauano sciolte: Onde se noi riguardiamo bene infra le legature, non troueremo mai altra figura che le Semib. ma mutarsi di forma; perche l'altre tutte rimangano come le sono: eccetto che per distinguerle hora le sono codate, & hora le sono senza coda. ma nelle figure sciolte ne trouaremo dua che stanno per altro di quello che le dimostrano. & queste sono le dua presente
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le quali stanno per queste figure
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& nota la seconda non solo stà per vna Minima puntata: ma anco per vna Minima semplice: & nondimeno la figura che sta per detta Minima è vna Semibreue, & quella che sta per vna Semibreue è vna Breue, tutte dua figure oscurate.
Che ciò sia il vero spessissime volte le si trouano nelle cantilene, come in questo essempio si può uedere:
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Anzi che di piu debbiamo sapere che le sudette figure non haueriano luoco ne anco nelle legature se non fosse la necessità di legar le superiori Semibeue, & Minime puntate. Doue che io non posso fare di non prenderne merauiglia, & farne anco altrui merauigliare, considerando che senza occasione & necessità si adoperano queste figure, figure piu tosto di Emiolie & Proportioni che d'altro: & si lasciano di adoperare quelle che sono proprie & da tutti conosciute: Il che se si fa solamente per varietà & ornamento; si dice che sia male; lasciandosi le figure proprie per le incognite & quasi non conosciute: tanto piu che queste simil figure per regole non si permettano altroue che nelle legature per non poterci dimostrar per altra via questo simil valor diminuito: & tanto piu volontieri si doueria deporre & lasciar stare; quanto che queste figure spesse volte sono dalle Proportioni vsate:accioche douendole in qual caso adoperar altrimente di quello che quì le si adoperano, le non habbiano da confondere il canto & farle tener di piu ouer di manco. Da questa sorte di figure habbiamo assai, quando che in ogni caso et bisogno possiamo hauer figure che in qual si voglia valore ci possano seruire: et se ci debbiamo con le regole Musicali conformare, io non trouo chi per regola ch'nsegna che incambio di vna Semibreue & vna Minima puntata libera & scolta, possiamo ad operar le figure che ci seruano per necessità nelle legature, e però le si possano lasciar star da un canto, come cose superflue; et come figure che possano ren page 29v dere disordine nelle cantilene & farle disonare; ateso che lasciandole come io dico da vna parte, & trouatole nelle Proportioni doue vanno meglio per quelle che le sono, le seranno intese et riconosciute.

Delle legature & figure legabili.Cap.XLIIII.

L'Hauer diuiso le figure Musicali piu in due parte che in tre ò in quattro ci dimostra che non senza proposito le sieno state in due parte diuise; & che sia il vero hora hora ci nasce occasione di scoprirlo & vederlo; perche volendo noi trattar delle legature & delle figure legabili è forza di vedere se tutte possano esser legate.
Però è da sapere che non tutte le figure si possano legare per non esser tale la lor natura: da questa impossibilità n'è nata la loro distintione, essendo ragioneuole che quelle figure dalle altre sieno distinte, che possano per sua natura esser legate e sciolte; quelle che possano essere sciolte & elgate, sono le quattro prime chiamate figure maggiori si in quanto al ualore, si anco in quanto all'autorità che hanno e d'esser legate & d'esser perfette; quelle poi che sono escluse; sono le altre quattro seconde chiamate rotte, & minori, ò spezzate: che si come le sono escluse dalla perfetione, cosi ancora dall'esser legate.
Le quattro prime dunque sono quelle che possano esser legate, le quali in dua modi si considerano; un modo quando le sono secondo la lor forma naturale, l'altro quando le sono in forma di legature, & che piu figure si trouano esser legate insieme.
L'occasione di legarle; nacque dal bisogno & necessità di douer porre piu figure insieme sotto di una sillaba: & hebbero principio dalla Semibreue vltima & inferior figura legabile per quello che si comprende & uede. Perche nisciuna figura Musicale in legarsi muta forma saluo che la Semib. che essendo di questa forma
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si muta in quest'altra
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che è forma delle figure Chorale corrente per vn tatto l'una; dalla quale l'altre figure maggiori con autorità propria ne son discese: & questo perche molte uolte haueuano occasione d'immitarli: Cosi nelle imitationi spesse uolte nasceua occasione di seruirsi delle Breue, delle Longge, & delle Massime, & se si erano seruiti della Semibreue figura a loro inferriore era ben di douere che ci entrassero ancor loro, & non restassero di questa auttorità priua.
Quattro dunque sono le figure legabili cioè Massima, Longa, Breue, & Semibreue: le quali dalla prima in poi (non essendo soggetta a uerun altra figura, ma bene tutte l'altre esser soggetta à lei) ponno esser di forma quadra, & di forma obliqua: Obliqua si chiama quella figura il cui corpo è trauersato & non diritto come quì
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& fu tolta da i canti Chorali che alle uolte ha le figure quadre & alle uolte trauersate co me in tali libri si può vedere, & questo accioche distinguesse alcune legature & si potesse legare qual si voglia figura: e perche se le non si formassero con qualche distintione, malamente le seriano intese: essendo la Longa, la Breue, & la Semibreue di forma quadra, per questo si formano alcune regole et per esse le uengano à esser distinte. Prima la Massima come principale, sia posta con qual si uoglia altra, nel principio, nel mezzo ouer nel fine, codata ò senza coda; sempre ritiene l'istessa quantità, & l'istesso vallore. Di piu ogni uolta che èiu figure quadrate insieme poste hanno l'ultima che pende; sempre quel ultima rittiene il ualor di Longa.
Similmente acora quando nel principio la prima e senza coda, et che descende la seconda essa prima stà per una Longa, l'altre figure poi ascendino ò descendino sempre si hanno per Breue come questi essempij lo dimostrano. Onde se si cerca perche in questo secondo ordine, la prima figu
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ra descendente ritenendo la forma di Breue habbia il ualor di Longa, dico che non per altro, se non perche stante in questa forma
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si potria dubbitare se la coda appartenesse alla prima, ouero alla seconda figura.
In questo bisogna auertire che con l'absenza della coda si elgano alcune figure che per condurle in luoco lontano le si conuengano acompagna page 30 re con vna linea, la quale non serue ad altro che à dimostrar le legato com quì si vede.
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Il che si dice $$$ qualch'uno uedendo quelle code che le conducano non le togliesse per quelle che li da la distintione & il ualore, hauendo iov eduto che la distanza alle uol te ha ingannato il Cantore. Si trouano ancora spessissime volte queste due figure cosi legate
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le quali vaghino per due Lunghe, la prima per ragion di primitia, et l'altra per ragion d'esser vltima pendente: ma tutta volta che infra di se stesse hanno abbaracciate altre figure, le figure di mezzo vaghiano per Breue se non hanno il corpo di Massima. Tutto questo si è detto in quanto alla priuatione & absenza della coda. Quanto poi alla sua presenza dico, ogni volta che la si troua collocata dalla parte sinistra elleuata & non pendente dimostra la figura Semibreue, à distintione di quando è riuoltata in giù, che dimostra la Breue come quì si vede: ma perche le possano esser multiplicate, si da questa regula: che quando le
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sono piu di dua con la coda ascendente dalle prime in fuora che vagliano per Semibreue; tutte l'altre vagliano per Breue leuatone l'vltima se pende, che pendendo viene à esser Longa: ma se la coda pende, tutte vagliano per Breue come del tutto gli essempij quì dimostrano.
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La coda vltimamente poista dalla parte destra sia nel principio nel mezzo ouer nel fine; ascendi, ouero descenda; sempre mostra & instituisce la figura Longa: Ma è da sapere che queste regole seruano tanto alle figure quadre, quanto che alle oblique. perche l'oblique entrano fra le figure quadre per rispetto che non si haueria potuto dopo la prima ouer nel fine delle legature pendente potuto mostrar senza coda la figura di Breue stante la regula che dice ogni vltima pendente, esser di vallor di Longa: per questo ancor loro entrano nelle legature, & entrandoci non hanno bisogno d'altro riguardo ò d'altra auertenza che di guardare se la coda è dalla parte sinistra ascendente, perche allhora la rittiene il valor di Semibreue: ma da quello impoi l'habbia come si voglia sempre riman Breue. La necessità ha fatto introdurre la detta obliqua tra le figure Musicali; perche facendosi due prime quadre pendente senza coda, & essendo del vallor di longa non si seria potuto legare con la detta prima figura vna Breue senza non porui la coda: cosi per questa via si è trouato modo di ptoerlo ageuolmente fare. Ma per non ragionar delle legature senza gli essempij deposto tutti quei particulari ragionamenti che sopra di loro si possano fare, con questa mostra uniuersale se dimostra tutte le difficultà loro.
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Dalla quale per i numeri postoli di sopra si potria di ciascheduna commodamente sapere la quantità del suo vallore, & da quelle imparar il modo di formarne delle altre, non essendo di necessità à formar sempre l'istesse, che cosi il compositore non potria legare qual si voglia figura delle figure legabile secondo la necessità & la sua intentione. Anzi che à questo proposito mi nasce occasion di dire che mai in nisciuna cantilena ho trouato le Semibreue nel mezzo ouer nel fine delle legature, e nondimeno essendo figura legabile, et numerata in fra le legature, doueria pur in qualche luoco trouarsi chi se fosse seruito altrimente essa Semibreue non potria intrauenire con le legature saluo che nel principio. Onde per dimostrar ch'anco nel mezzo ò nel fine delle legature si può legar la Semibreue, si forma l'infrascritto essempio.
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con queste poche mostre accioche si vegga et si sappia che le si possano legare : tendendosi questa regula : che quando le figure legatre che sono collocate nel mezzo delle legature hanno la coda elleuata in sù, sempre la detta coda dimostra quella figure esser Semibreue; e questo perche volendo nel mezzo mostrar qual si voglai figura Longa si fa la coda pendente & non elleuata: poiche di hauerla nel vno e nel altro modo non se gli concede se non nel fine, & nota che quando io dico parte sinistra & parte destra parlando delle code delle figure, intendo parte destra & sinistra rispetto à noi, riguardando la materia sinistra & la nostra destra: se alla dimostratione di queste Semibreue legate alcuno dicesse che non è cosa da fare non hauendole fatto gli antichi; & che in cambio di formarle cosi legate le si possano formar sciolte come quì si vede.
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Sappia che formandole sciolte si destrugge la necessità delle legature: perche in quel modo che si rissoluano queste in figure sciolte, si possano rissoluere tutte quante l'altre legature:poteano bene gl'antichi senza tante priuationi, & aggiuntioni di code formar le legature, che le seriano meglio, & piu commodamente state intese; ma hauendole cosi formate non possiamo dir altro solo lodare i studij loro & le loro inuentioni.
Il farle stà bene, & non è errore, & il non farle non istà male. Questo hanno da sapere i cantori, che trouandole, hanno da ridursi a mente quello che li fa la priuatione della coda; come per essa si distinguano il valor dell'ultima pendente, quanto val la prima quadrata che descende, & tutto quello, che si appartiene alle legature. Anzi che per dimostrarli vn'altra difficultà dico: non ostante che le presente quattro figure sieno legate: & che habbiano in se qualche cosa che nel principio ci facciano rimaner sospesi; che hanno ancora vn'altra difficultà la quale per nulla, & non pè da tralasciarsi; perche all'improuiso può si bene ingannarci che niente più si può dire: Questo che ci può ingannare si page 31 è il punto di agumentatione che essendo tra le legature può esser scorso senza esser veduto, ò se pur si vede non attribuirlo a quella figura che và attribuito, & però volendone proporre alcuni essempij fra quanti io ne ho potuto trouare mi sono eletto questi.
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Accioche in ogni occasione sappia chi canta quanto vagliano le figure legate, & a cui s'appartenghino i punti quando che co i punti sono accompagnate. Perche tutti questi, & gli altri essempij si trouano in libri antichi, & sono corroborate con la ragione de tutti i scrittori buoni, i quali delle legature dicano che la Massima sia codata ò senza coda in ogni loco sempre riman l'istessa. Di poi la coda posta a banda sinistra eleuata pendente ò ascendente dimostra la Semibreue. La coda descendente dalal sinistra parte fa la figura Breue, & quando la pende dalla destra dimostra la Longa. Tutte le figure di mezzo ascendino ò descendino sono Breue. La prima tanto quadra quanto che obliqua pendendo la seconda sempre è di valor di Longa, & l'ultima pendente dimostra l'istesso. Ecco come in queste poche, & picciole regole si contengano tutte le gran difficultà delle legature, con le quali non sono si possano sapere, & risoluere le fatte: ma anco formarne delle altre in qual si voglia quantità, & numero. In queste quì raccolte non ho voluto citare il loco, & il nome de gli auttori che l'hanno vsate parendomi superfluo il farne mentione. Perche alla fine considerandole bene non vi si troua contradittione, ne cosa che sia contraria alle regole.
Di modo che con le presente legature, & sue dechiarationi, il cantore potrà esser sicuro di cantare ogni canto che contenghi dentro legature quando però le legature serannofatte conforme alle regole il che sempre si presuppone: Et non si merauigli alcuno se io dico conforme alle regole: perche si trouano delle compositioni antiche che ne hanno assai contrarie ogni ragione come si può vedere nel libro secondo, nel Capitolo ottauo, doue si dimostrano le legature false, & nal fatte.le quali iui piu tosto ho voluto porre per esser loco, & occasione piu opportuna di porle in quel libro, che di porle quì a confonder quelle che regolatamente sono fatte: massime che quelle sono constituite sotto altri Tempi come si può vedere.
Non resterò già poi quì nel fin di dire come alcune volte ho ritrouato delle legature che in cambio di hauer il punto di agumentatione nel loco che si vede ne gli essempij superiori, l'hanno di sopra come quì appare
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il primo vsato da Meter Ian, & l'altro da Titelman Susato in alcuni mottetti, che per non esser stato cosa d'importanza, ò di rilieuo non l'ho notato, ne me men tenuto a mente: In ogni modo che egli si facci, i punti dicano agumentatione, & si può far senza sospetto di riprensione: ma per mio consiglio è meglio a seguitar l'uso presente che è quel che hora si ha per forastiero, & non conosciuto.

Delle figure oscure legate ò sciolte, & del suo valore. Cap.XLV.

NOn senza cagione è stato posto in vso tanto di oscurar le figure semplice che sono le sciolte quanto che le legate, perche essendosi trouato la uia, & isnegnato il modo di accrescer le figure senza accompagnarle insieme era forza di trouar il modo, & d'insegnar la uia di diminuirle, & non si seria potuto dire agumentatione se non fosse presupposto la diminutione. Alcuni vogliano che si come il punto dimostra l'agumentatione; cosi ancora che l'oscurità dimostrando la diminutione, la detta socurità si chiama punto di diminutione: ma io per non confondere quelle cose intorno page 31v alle quale io m'affatico che le siano chiare; l'oscurità & deuigratione non dirò mai che sia punto di diminutione, ma bene figure imperfette, oscurate, o diminuite, come realmente le sono & in vista appariscano. Lasciato dunque da parte il dire che le figure oscure & negre sieno figure accompagnate col punto di diminutione, dirò che quattro solamente sono le figure che possano esser per oscurità diminuite & queste sono le quattro prime che sono quelle apunto che possano esser legate.
Et si come il punto di agumentatione agumenta le figure d'vna terza parte cosi l'oscurità gli ne scema quanto sia per il uallore di vna quarta parte, dimodo che la Massima di otto tatti ne ualeria sei, la Longa tre, la Breue uno e mezzo, et la Semib. tre Semimin. le quali uolendole formare di corpo oscuro le aderiano cosi formate.
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Ma perche chi bene considera queste due figure prime col punto di agumentatione si possano hauere sotto questi essempij; per questo le non si trouano in vso, essendo superfluo l'vsar
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le per figure diminuite; che bene le possano essere cosi denegrite in occasione d'imperfettione in tutte le cantilene del Tempo perfetto, de Prolationi, de Modi, & de Proportioni, considerandosi allhora altrimente di quello ch'hora si considerano. Cosi veduto che la Massima particularmente ne i canti ordinarij del Tempo imperfetto non si denegrisce, vederemo che di raro la Longa si suol denegrire, & che per lo piu la Breue & la Semibreue sono quelle che oscurate si sogliano vsare: Et se le Breue & le Semibreue si oscurassero semplicemente come si uede nel superiore essempio non ci seria difficultà nisciuna à non conoscerle; ma perche le si oscurano spesse volte in compagnia delle legature con corpi quadri; per questo da molte compositioni ho raccolto questi infrascritti essempij.
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Et benche oltra de questi se ne trouino de gli altri pur assai che hanno le figure oblique, nientedimeno si per esser cose difficile alle stampe, si anco per non esser quasi piu in vso; per questo si pongano gli essempij solamente delle figure quadre, accioche si vegga quanto l'accompagnamento, & la varietà delle figure, apparente diuersità gli approti & vi ponerei i numeri di sopra, se credessi per gli numeri spezzati non confonderli; per il che io ne pongo l'infrascritta resolutione.
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si perche si vegga in che modo si possa fuggire la necessità di oscurar le figure, si anco volandole oscurare in che modo le si oscurano, & quanto le vogliano. Ma è da notare & di guardar bene al primo essempio della terza riga a quella Breue che è mezza denegrità, la quale per quella meza denigratione perde vna quarta parte di tatto, & doue tutta intiera vale otto Semim.cosi mezza oscurata ne uale solamente sette. Questo modo per esser stato non solo vsato da gli antichi: ma anco da mdoerni non si repproba: ma si loda & honora per il che volendone assicurare il Cantore da i moderni & da gl'antichi scritti ne ho raccolto l'infrascritte mostre.
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le quali volendole rissoluere, le se risoluano come quì di sotto si uede.
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Et non seria errore se incambio delle legature si ponno le figure cosi sciolte: essendo che si suole il piu delle uolte cantare un longo Kyrie Sanctus, vn Agnus Dei, & altro; sotto vna gran quantità di fogire. Si suole ancora oscurare una Semibreue sola & accompagnarla con una o piu figure di Semiminime si di forma tonda quanto che di forma quadra come gli essempij qui dimostrano.
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Et questo perche essendosi gl'antichi seruitidella Semibreue informa quadra & rottonda, douendola denegrire l'hanno voluta poter denegrire nel vno &
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nel altro modo. Ma è d'auertire che non sempre stando la Semib. in questa forma cosi sciolta è di quel vallore che dimostrano gl'adulti essempij, perche se li prece, le vna Breue oscura non rittiene piu il vallore di tre Semimin. ma entra sotto il vallor di Minima come quì si vede page 32v
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& chi cerca la cagione, sappia che non per altro ha questo variato valore che per accompagnamento di figure oscure; per distinguere i Tempi bianchi da gli oscurati, à i quali i Cantori sempre debbano riguardare; accioche l'vso non gl'ingannino: perche se bene il piu delle volte la Semibreue cosi oscurata et denegrita sta per il vallore d'vna Minima puntata che è questa; nondimeno perche nel superiore essempio essa Semibreue oscura si ritroua hauer dinanzi vna Breue del istesso collore, volendo equiparar i Tempi non si possano con al
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tra figura che con la Semibreue oscurata equiparare, e perciò volendo io che si vegga quanta differenza sia in vna istessa figura gli ho poste le Semiminime a canto; perche se le stessero semplicemente ogni vno s'auederia che la non può valer piu che per Minima: Ma stando cosi accompagnata molti la torrano per vna Minima puntata: & nondimeno la non è altro se non quello che quì si vede.
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Di modo che la
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Semibre. oscura hora sta per questa figura hora per quest'altra
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& non è da merauigliarsi: perche se si guardano bene i primi essempii di figure bianche & oscure legate, si trouerà che seruano in tutti dua i modi. et però chi vuol sapere quando la serue à vn modo & quando al altro, si tenghi a mente questa regola; che precedendoli altra figura oscura non stà mai per piu di Minima; ma essendo lei posta nel principio stà per vna Minima puntata. Che sia il vero ne i libri vecchi assaissime volte si trouano queste figure
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che stanno per queste.
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Quando io dico che li precedi ò stia nel principio: intendo che li preceda figura c'habbia dibisogno d'accompagnamento, come seria questa;
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ma essendo da altre figure accompagnate, & che li seguita figure con che i tatti si possino accompagnare, quantunque essa Semib. oscura non sia prima purche sia in principio di tatto, basta à farla far officio di Minima puntata. Si che si conclude che la Semib. oscurata nel principio di tatto sempre fa l'officio di Minima puntata; habbia dinanzi à se altre figure oscure, ò non l'habbia: che questo non fà nulla. Quanto al altre figure: di sopra ho detto che in cambio di oscurar la Longa si vsa la Breue col punto che dimostra la priuatione della quarta parte di essa Longa. Nondimeno perche Morales nella sua Messa di Vulnerasti nel Sanctus l'usa in questa maniera.
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volendo ch'essa Longa sia denegrita per tre tatti è mezzo: fondando forsi la sua ragione che se la Semib. oscura può essere di dua vallori come di sopra si vede; perche non potranno l'altre figure maggiori hauer l'istesso?sopra di che altro non si dice se non che si lauda la persona per il suo vallore: ma meglio seria stato se egli l'hauesse fatta sotto quest'altra forma.
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che cosi lo scolare essendoli passato per le mani assai de i superiori essempii, non haueria in che dubbitare, tanto piu che Henrico Isaac nel Alleluia della dedicatione del tempio vsa questa foggia di page 33 longa cosi mezza oscurata. Per la cui ragione bisognando la Massima ancora si potria oscurare, & denegrire, seruandosi l'ordine che si serua nel oscurar la Longa, cioè di oscurarne la mettà sola. come quì si vede
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perche cosi oscurata de otto tatti che ella vale, ne uerria à ualere solamente sette. Ancora non ho trouato Compositore che per tale l'habbia vsata, non gia che la non si possi fare facendosi la Longa & la Breue: ma perche non gli n'è nata occasione: et se alcuno dicesse; che stante questa ragione, si potria oscurar mezza Semib.ancora, essendo comnumerata tra le figure negre; io li rispondo è dico, che la non si troua mai nelle compositioni: perche sin hora non è mai nato occasione di legar sette Chrome sotto vna figura.
Che se il bisogno & la necessità astringesse il Compositore lo potria fare, se bene cosi alla prima non seria intera.
Questo non faria caso perche anco la Breue, & la Longa se bene si trouano in vso per esser vsate di raro, le non si conoscano cosi facilmente; che sia il vero molti trouano queste figure. & trouate che l'hanno non sanno
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quanto vaglia quella Breue oscura se prima non fanno vn computo de i tatti, & per via de tatti accompagnarla, & nondimeno la figura non è nuoua, ne meno nouamente vsata; perche oltra molti compositori antichi: Morales in tutta la Messa Quem dicunt homnes l'usa così accompagnata con quattro Chrome, la quale in somma non è altro che vna Semibreue così puntata Per questo dico che non solo la Longa di sopra & la Breue di sotto oscurata possano
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ingannare qual si voglia Cantore: ma anco la maggior parte di quelle che sono ne gli essempij vniuersali, essendosi hora deposto la maggior parte delle legature per potersi sotto ogni picciola sillaba cantare ogni gran quantità di figure come in diuerse cantilene si vede (etiam che le siano sciolte:) non per questo ho voluto restare di dirne tutto quello che io ho veduto esser necessario di dire; si perche trouandole nelle compositioni antiche si sappia quanto le uagliano, si anco perche volendole i moderni usare sappiano in che modo se ne possano seruire cercando sempre di torre le piu facile per farle piu intelligibile, perche l'artificio delle compositioni non sta nelle legature, ne meno nella uarietà delle figure; ma bene nella diuersità de concetti, nelle inuentioni delle fughe, nel accompagnamento delle parte & nel saper trouar i proprij & naturali luochi delle Cadenze.
Ma se ricerchi ogni uno di quelle che io dissi dinanzi di sopra nel Capitolo 43. quando dopo l'hauer ricercato la cagione perche si oscurano le figure sciolte: se senza oscurarle l'huomo può far di manco; perche quello che nel presente Capitolo si dice delle figure oscure sciolte, si dice per quello che spesse uolte le si trouano & che molti l'hanno usate: & non per quello che perdouere si doueria fare.

Se le figure minori possano essere anteposte alle maggiori & come le si antepongano. Cap. XLVI.

NEl andar cercando i uallori delle figure Musicali, la quantità, et la natura loro; sono anco an. dato ricercando se indifferentemente le si possano accompagnar insieme, et in fatti ho trouato che alcune uolte & in alcuni casi sono impedite, et in alcuni altri si possano senza difficultà nisciuna accompagnare: non che sia prohibito al compositore di non usar dopo qual si uoglia figura Musicale quella figura che li torna commodo, ò che li piace, hauendole tutte in sua potestà & potere: perche cosi non potria comporre tutto quello ch'egli uuole, ne peruenire a buon fine de tutti i suoi pensieri: ma alcuni accompagnamenti si possano far in un modo che non vengano bene nel altro: questi accompagnamenti che io dico sono questi che non si può mai dopo vna ò piu Semiminime porre vna Minima page 33v col punto come seria à dir queste; perche ordinariamente le si sogliano sempre porre in questo modo.
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Et infra tutte le compositioni che si trouano, non si troua in altro loco che ne'madrigali dello Strigio in quel madrigale che dice; Ahi dispietato Amore nel quale si veggano tutte l'inusitate maniere di cantare ridutte in quel tenore che canta sempre vt, re, mi, fa, sol, la; e però si dice che ordinariamente dopò vna ò piu Minime nissuna figura puntata si suol porre; come anco non si vede in veruna compositione le figure cosi poste.
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$$ Essendo ordinario
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di porle cosi.
Et quando le se ritrouassero si diria che le fossero cosi fatto per vn puro, & semplice capriccio, & non con ordine di compositione. Se le Semim.non possano ordinariamente hauere figura puntata dopò se come si vede, molto maggiormetne serà prohibito di usar le Chro.alla riuersa nelle cadenze, come in questo essempio si vede, ò in qual si voglia altra occasione. Di modo che nissuna
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Semiminima, ne Chroma può hauer dopò se figura puntata, se però le dette Chrome, & Semiminime sono in numero disparo: perche se le fossero in numero paro non ci seria difficultà veruna: essendo il detto numero paro la propria, & vera diuision binaria che procede di dua in quattro, in otto, in sedeci, & c. ma quando che le sono in numero disparo non possano hauere l'accompagnamento maggiore dopò il minore, ne possano supprotare, che quello che loro hanno nel leuare, ò nel cadder del tatto, l'habbiano hauere ò inanzi ouer dopò essa eleuata, & cadduta.
Onde vi si conosce quasi per vn fatal destino, che simile figure non possono essere in altro modo accompagnate che nel accompagnamento ordinario, perche tale accompagnamento è sproportionato al sudetto numero binario, & piu tosto potria trouare in che accompagnarsi nelle $$$ compongano di numeri ternarij, che ne i binarij, se bene in tutti dua i luochi con difficultà il vi si ad$$ta, & accommoda: nondimeno per ragione di Proportionalità essendo numero disparo, meglio si può accommodare, & addattare sotto le Proportioni ternarie che sotto le binarie, per esser le ternarie radice de tutti i numeri dispari, & de quei numeri che in parità non possano conuenire. Cosi si vede, & col veder si tocca con mano che le otto figure Musicali possano essere anteposte, & postposte le minori alel maggiori, & le maggiori alle minori eccetto che la Semiminima, & la Chroma che non possano essere anteposte alle Semiminime, & alle Minime puntate: per vn certo instinto che hanno di hauer gli accompagnamenti inferiori dopò alle loro parte maggiore, & non dopo le minore. Cosa per se stessa chiara, & facile ad intendere ponendoui la esperienza di mezzo, maestra di tutte le cose dubbiose, & incerte. Le quali ho voluto porre accioche si vegga a quello, che ne astringe il punto di agumentatione, che in occasione di adoperar l'vltime figure Musicali ci vieta di porre inanzi alla Mini page 34 ma puntata vna Semiminima, ò Chroma inanzi di essa Semiminima agumentata. A tal che l'uso & la natura n'ha prohibito di vsar le figure, che sono ne i superiori essempij in quel modo che si vede; non già che chi le usasse collocare, collocandoel con le regole fosse degno di reprensione: perche come ho detto le si veggano essere da compositori state vsate: ma quello che ne lo prohibisce è la difficultà che hanno i cantori nel cantarle a tepo, & bene.
Onde se le sudette figure seranno dall'uso prohibite; molto piu seranno prohibite le loro pause tramezzate fra esse figure: le quali e per la difficultà grande, & per l'effetto strano non si potranno comportare, chi non volesse far canto per non douerlo mai far cantare. Queste prohibitioni non solo si fanno nelle cantilene ordinarie, ma anco in tutte le Modali, & Prolationi con qual si voglia comparation di numero, perche sempre le figure Musicali s'hanno da disporre in modo che le possino esser ben cantate, & non per farne vna mostra visibile, ouero al fin per lasciarle stare.

Delle pause sospiri, & mezzi sospiri. Cap. XLVII.

L'Huomo è di diuerse, & contrarie parte composto come tutti sanno, & il senso ne lo dimo. stra: il quale per l'aspiratione & moto del cuore viue, per il cui viuere, & aspiratione la natura molti instrumenti li sumministra, & concede; accioche mediante quelli possa aspirare, et aspirando viuere; questi istrumenti che io dico necessarij per l'aspiratione sono le fauci, il pallato, le labra, i denti, la gola, la lingua, la larghezza del petto con tutte quelle cose che seruano al parlare, i quali sono necessarij ancora al cantare essendo il canto vn dolce, soaue, & sonoro parlamento.
Per questo si come ir agionamenti si fanno mediante quei (istrumenti che ci sumministrano il fiato; cosi ancora mediante idetti istrumenti si canta: & si come senza l'aspiratione non si parla, cosi medemamente senza l'aspirare non si può cantare: Et se bene sotto ogni figura maggiore si pul respirare; nondimeno perche non sempre ci occorre cantar le figure maggiori, che assaissime volte ancora ci occorre cantar le minori, nelle quali per la velocità, et prestezza loro non si può cosi commodamente respirare, trouandosi alel volte alcune cantilene si ben fosse, et come si suol dir stringate, che difficilmente ò con difficultà grande si troua commodità nelle figure di respirare; Per questo non fia se non bene a dimostrar prima che cosa nella Musica sia pausa; perche causa el sieno state trouate; & poi come ne i luochi oue non sono pause si debba respirare.
Pausa dunque non è altro che figura tacciuta; per questo tutti i Theorici, & i scrittori che di regole Musicali han scritto dicano, che tante specie di pause sono nella Musica, quante figure vi si trouano; & essendo otto le figure, otto ancora dicano esser le pause: nondimeno appresso i Prattici non se ne trouano in uso altro che sette, & quelle ancora restringendole alal sensata cognitioen non sono piu che quattro; cioè pausa, sospiro, mezzo sospiro, & la mettà di mezzo sospiro: ma loro nelle specualtioni & considerationi pongano piu pause insieme: & cosi formano le tre figure principali con tante pause tacciute, cioè con tanti tatti tacciuti, & non cantati come di questo l'essempio quì dimostra.
Et nota che pausa s'intende per vn tatto; mezza pausa per mezzo tatto: questa mezza pausa poi si dice anco sospiro: a talche sospiro, & mezzo tatto è tutta una cosa medema: mezzo sospiro è la quarta parte di vn tatto, & la mettà di mezzo sospiro è la ottaua parte. I segni tanto delle pause intiere quanto che delle rotte, & spezzate sono questi, & c.
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E si suol dir pausa di Breue, come anco si dice pausa di Semib. e questo perche l'una e l'altra figura può esser cantata sotto di un tatto. Gli antichi soleano segnar i mezzi sospiri, & le mettà de mezzi sospiri cosi,
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& gli moderni gli hanno deposti, et gli formino come di sopra si vede; il che non fa caso perche in tutti dua i modi che si formassero sempre si conosceriano per quelli che sono, e non per altri. Qui si vede che i segni di tacere quando si canta sono alcune linee picciole e grande in dieurse maniere formate, vscite tutte dalla pausa di tatto: che sia il vero, la pausa di Breue si dice che siano due pause, quella di Longa a quattro, & quella di Massima otto, l'altre poi secondo che piu ò meno mancano dalla pausa cosi si chiamano; e però si dice mezza pausa, la mettà di page 34v mezza pausa, & c. Er già che pausa non è altro che figura tacciuta, diremo, ch'ella sia vn tatto muto senza suono è canto, il cui segno è questo che trouandolo in qual si voglia luoco egli ci darà inditio che iui si ha da tace
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re per tanto spatio ditempo, quanto che in eesso spatio cantaressimo vna figura di tatto. Cosi quando questo inditio di tacere occuparà tutto vno spatio, & serà tirato da vna corda all'altra, come quì ci darà segno che in quel luoco, tanto si ha star quieto quanto che sia per il ualor d'una Bre. il medemo si dice delle altre che occupano due spatij, & che sono duplicare che tanto in quel luoco doue le si trouano si ha da pausare, quanto che le rileuano: di modo che si come in queste pause tanto si taceria quanto che passassero via dua tatti intieri: cosi ancora in queste tanto si tacerà, quanto ne passano via quattro. Il simile quando se ne trouano assai insieme; tanti tatti se ne tacciano,quanto rileuano tutte quelle pause: (quest'ultime numerandosi per quattro, & le altre perdua:) Ma si deue auuertire che douendo esser piu pause multiplicate non si può occupare oltra i doi spatij, ne oltra il binario accompagnamento per non entrare in quello, che non è conueniente; ma le si debbano segnare cosi: siano in quanta gran quantità che si voglia; & chi desidera di sapere
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perche, & la cagione: guardi nel libro secondo, nel Capit.vigesimoprimo, che ne rimanerà contento, & sodisfatto.
Questo modo di far tacere le figure è stato ritrouato per due cause; prima per ornar le cantilene di diuersi concetti, & tessergli le fughe: & anco per commodare il cantore, che malamente senza respirare haueria potuto cantare: Et se bene queste pause sono per se facile ad esser intese, & commode ad impararsi, bastando vna sol volta di mostrarle allo scolare; nondimeno perche quanto piu le se diuidano, tanto piu le vengano difficile: per questo non serà altro che bene che delle particulari difficultà sue io discorra, & ragioni.
Però io dico che non è difficil cosa il numerare piu interualli di pause, come seria a dire il numerar tante pause, quanto sia per il valore d'una Breue, d'una Longa, ouero d'una Massima numerandosi tutte sotto vn particular cadder di mano: ma tutta la difficultà consiste ne gl'interualli piccioli, & interroti, come seria a dire nell'interuallo di un sospiro, di mezzo sospiro, o della mettà di mezzo sospiro: che queste sono quelle difficultà di pause che fanno errare li cantori: perche in esse non si sanno addattare in tacere si poco spatio di tempo.
Onde prima ch'io de sospiri & de mezzi sospiri dica niente voglio dir questo delle pause; che nissuna pausa apportà difficultà eccetto la pausa della Breue, la quale in due modi si suol segnare, il primo modo è quello che si vede nel principale essempio che è quello di occupar tutto vn spatio, & tendere da una corda all'altra, il secondo modo è di farle pendere tutte dua a qual si vogalia corda, come quì si vede
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Il che non si fa per altro, solo perche essendo la Breue particular figura del Tempo, & diuidendosi il Tempo nell'interuallo di dua Semibreue se ne i canti della Breue si ponessero le pause, & le figure fuori delle regoe del Tempo: si veria a dar occasione di confondere il tatto; per questo conforme a quello che si è detto nel Capitolo quadragesimosettimo de i segni del tatto, si ha da sapere per auuertire i coppiatori, che quando dopò il ualor d'una Breue se ne ha da tacere vn'altra, & il canto sia segnato col semicircolo trauersato; le pause di detta Breue allhora hanno da essere intiere, cioè esser tirate da vna corda all'altra: ma se nel far tacere la detta Breue s'incontra essere nella mettà del Tempo, per accompagnare i Tempi giusti, & per mostrare i loro ben tessuti ordini bisogna mostrarle con le pause superiori cosi spezzate, & diuise: & non si merauiglino i cantori di questo: perche i canti composti sotto gli ordini del Tempo, & della Breue si possano anco cantare alal Semibreue, come ordinariamente tutte le compositioni quasi si cantano.
Et quando che le si volessero cantare per il lor vigore, & porre vna Breue per tatto; non stando quelle pause col detto ordine seriano causa di numerarle malamente. page 35
In questo errore sono caduti molti moderni compositori, forsi perche se bene le cantilene loro sono fatte, & segnate col segno del Tempo della Breue, le fanno cantar sempre alla Semibreue. ma piu di loro si son caduti, & continuamente ci cascano i stampatori che questa differenza non sanno, & forsi i correttori ancora non volendoci por ben cura per il che si veggano quest'opere, & quelle esser al dì d'hoggi nolto mal corrette. A chi tocca li prouegga, che prouedendoli dimostrerà posseder le regole, & di saper in che modo egli compone. Il che non darà occasione a chi sà queste cose di dire, ne meno a cantori cantandole di fallare.
Non senza causa dunque si disgiungano le due pause, & si pongano separatamente, & chi le congiungesse insieme quando che da compositori le son fatte separate faria errore, & seria degno di gran reprensione. pero veduto perche causa le si separano, & si diuidano possiamo vedere de i sospiri, che sono le mezze pause. Sopra le quali dico che si come nel Tempo della Breue due pause fanno il suo tatto, & che per accompagnare i Tempi nel tatto separatamente si diuidano le pause di vna Breue che partecipa dell'uno e l'altro Tempo: cosi ancora nel Tempo della Semibreue due mezze pause faran l'istesso; subintrando la Semibre.in tutte le ragioni della Breue: Et per questo spessissime votle sitrouano nelle compositioni doi sospiri vno dopò l'altro sena veruno intermezzo di pause, ò di figure, come quì si vede.
[Music example]
Et non si pensi alcuno che facendo i doi sospiri una pausa intiera, che meglio seria di congingerli insieme, & di farne vn tatto; perche quando i se congiungessero insieme: guasteriano tutti gli ordini delle Musicale tessiture, & porgeriano occasione di dimettersi vn mezzo tatto, & de intrar prima ò dopo ne i tatti che non si deue.
Per questo ad intelligenza de quelli che non lo sanno con questo particualr auuertimento, si da questa regola; che trouandosi doi sospiri insieme, come si trouano essere li superiori, il primo deue venire nel alzar della mano, & l'altro nel caddere: perche il primo è l'accompagnamento del tatto precedente, & che il secondo del susequente: Il modo di torli a tempo, & di pronuntiarli è facile; perche nell'alto che si come sono dalle pause diuersi, cosi diuersamente uanno pronuntiati: Le pause si sogliano numerare come si numerano i danari a uno a uno occupando ogni numero tutto quel spatio ditempo, che occupa tutto un tatto: ma le mezze pause vanno numerate con vn numero interrotto, & in cambio di dire vna e due, si dice vn, dò: l'un detto nel alzare, & l'altro nel caddere della mano: e questo perche nel dire una e due, si occupa piu tempo di quello che in se ricercano.
Quì si riprendano quelli che intale occasione li pronuntiano si forte, che da tutti si fanno sentire: cosa che al presente molto dispiace generando dispiacere, & nausea a chi nel goderl'harmonia gli ode. Però sia ilcantore nel numerarli secreto; & accorto nel torli bene: perche achi non ci ha troppo prattica sono alquanto difficiletti per il tatto contrario in che vanno sumministrati: & tutta uolta ch'egli nel cantarli trouerà che il primo gli casca nel principiar del tatto, sappia che il detto tatto ò è stato alterato, ò che la compositioni istà male, ouero ch'egli cantando ha commesso qualche errore; & questo che si dice delli doi sospiri, s'intende anco delle due superiori pause, essendo dell'una e dell'altra una medema ragione. Oltra di questo poi si trouano doi mezzi sospiri posti vno vicino al altro in quel modo che habbiamo ueduto di sopra esser poste le due pause rotte et le dua mezze pause, come l'essempio quì dimostra
[Music example]
i quali similmente non sono fatto à caso, ne meno senza volontà del Compositore: perche nella musica, poche cose sitrouano che diuersamente si possano fare & rimaner quelle istesse: ma vi sono fatti ac page 35v cioche diuidano i tatti: & non solo gli ho voluto mostrare in quel modo che io ho mostrato le pause & le mezze pause, ma anco li ho voluto accompagnare con le figure; accioche piu commodamente si veggano, & si piglia la maniera di poterli cantare.
Questi mezzi sospiri, possano venire dopo l'$$uar et dopo il cadder del tatto; e questa è lacagione che di dua che sono non se ne può fare vn sospiro intiero, senza detrimento delle regule, & disordine delle cantilene; ne meno pronuntiarli come i sospiri perche vogliano troppo poco tempo à pronuntiarli: ma si tacciano come due Semim. ò che si pronuntiano come dua singulti: con questo però che non siano li forti che incitiano alle risa le persone, le quali si pigliariano assai trastullo di quella maniera di respirare. Si potriano ancora vsare l'aspiratioen della mettà de i mezzi sospiri in quel modo che si vsano i mezzi sospiri, & le pause: ma da quello che io hò potuto vedere non ho trouato che sia stato vsato. & l'occasione che ho hauuto di ragionare de li dua tatti separati: m'ha fatto ragionar anco de li doi sospiri, & mezzi, sospiri prima che io n'habbia parlato d'vn solo, nondimeno questo non parerà strano se si giudica l'opportuna occasione che m'è nata di parlarne hauendo tanta similitudine & conuenienza con le pause spezzate quanta si vede. Insegnato dunque ome si pigliano i sospiri, & i mezzi sospiri, dirò hora che il sospir solo può essere tanto nel leuar del tatto, quanto che nel caddere & il mezzo sospiro può essere tanto dopo il caddere & nel caddere, quanto che nel leuare & dopo il leuare portando seco solamente vna quarta parte di tatto, come nel essempio quì si vede.
[Music example]
Ma bene il piu delle volte il sospiro casca nel leuare, & i mezzi sospiri ò nel caddere ò nel leuar del tatto.per questo quando sono posti contra l'elleuata & la cadduta sua, dura fatica il Cantore a farli bene: si perche vanno contrario alle attioni del tatto; si anco perche poche volte sono vsati.
Si troua ancora alle volte vn sospiro & poi vn mezzo sospiro con figure ch'assai trauagliano i mal prattici Cantanti per non saperseli accomodare; & accioche si vegga la difficultà doue consiste se ne forma l'infrascritto essempio per assicurarne i Cantori. Che prouandosi i nquesto, ogni difficultà si
[Music example]
mile si facci familiare; non essendo tanta la difficultà del Canto, quanta è piula facilità di saperle misurare & torre à tempo. Questo passo non seria si difficile se dopo il sospiro & il mezzo sospiro non seguitasse la Semim. & le Chrome, & piu il Cantore se lo fa difficile col appresciarsi, quando si vede in simile difficultà alargarsi il tatto, che quando il tatto s'accellera & và velloce. Et si come si trouano assai Canti composti col l'intermezzo di vn sospiro & mezzo sospiro. Cosi anco si trouano alle volte Cantilene che hanno non solo vn sospiro & mezzo sospiro, ma anco la metà di mezzo sospiro, come questo essempio quì dimostra. Il quale nel primo apparire può spauentare il timido Cantore;
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page 36 ma s'egli bene lo riguarda & misura; facilmente & senza dubbitare lo saprà cantare; perche non è tanta la difficultà de i mezzi sospiri, & della mettà de i mezzi sospiri, quanto che al Cantor non pratico è più difficile il sapersegli accomodare, & darli il suo debbito tempo.
Q$$$ cosette meglio si fanno tacendo che col dir qualche cosa; perche qual si voglia cosa che si voglia $$$ non può mai esser si poca che piu poca non habbia à essere il spatio di tacere.
Doue che se quelle mettà de mezzi sospiri molestassero i cantori che ne in vno, ne meno nel altro modo li sapessero intendere, cioè che non sapessero pigliarli a tempo; si prouino in questo ò in altro essempio et in quel luoco vi cantino vna Chroma, et ve la cantino tante volte fin che per l'uso gli diuenghino si facile che non vdendola cantare la possino tacere: Cosi faccia in tutte l'altre occasioni, & riguardi per qual figura stà quel segno di pausa, & iui nelle difficultà pronontij quella figura piano che non essendoci pausa doueria cantare che sempre ne riusciria con honore.
Ecco in che modo fanno i compositori respirar le parte, & le fanno pigliar fiato; si per farle rihauere; si anco per ornarle de concetti & di fughe. Ma perche anco doue non sono le pause, il Cantore ò per debilità di petto, ò perche da vna pausa è l'altra corrano assai figure, con più interuallo di tempo di quello che ricerca la natura per respirare; per questo dico che in tale occasione si guardi di torlo nelle Semiminime, & nelle Chrome, se la necessità & il bisogno non l'astringe; perche la vellocità loro piu del douere lo ponno ritardare, & per la tardanza farlo fallare: ma con agilità & destrezza lasci in qual si voglia altra figura vna delle più picciole particelle & rinfrancandosi faccia che l'occhio scrorendo nelle più propinque figure, gli mostri il luoco più atto & più opportuno à potersi rihauere & respirare. Si guardi ancora di non torlo si spesso nelle cadenze che venendogliene per le mani cento in ogni vna si uogli riposare: ne meno in esse tanto vi fermi et posi; che li tolghi tutta quella crudezza che con si subbita dolcezza si suol condire: perche alhora piu piace & diletta il dolce che si è gustato l'amaro prima; & togliendoli quella durezza, il canto resta spogliato et riman senza il suo douere.
Ne deue il cantore lasciarsi nel ripigliar del fiato si lontano condurre; che si conoschi col torre la viua forza alle figure, ch'egli piu inanzi non potea gire: perche nel ripigliarlo, tanto piu bisogna che rittarda; & se per sorte ouer egli ha ripreso il fiato li seguita qualche figura delle Minime, come Semiminima, ò Chroma facilissimamente lo puo far errare: Oltra che quel modo di ripigliar di fiato è offensiuo, odioso, & disdiceuole, & tanto piu si deue fuggire, quanto che apporta maggior fatica al Cantore: Cosi ancora non si deue riposar si spesso che dimostri nel cantare non hauer forza nel fianco di cantar quattro figure: perche si come il ritardar piu di quello che può la natura ci affanna & ci molesta; cosi anco il torlo senza proposito & senza necessità ci dispiace.
A questo assai deuano auertire i maestri quando ch'insegnano di non lasciar che lo scolare pigli si cattiua piega: perche pigliatola piu difficilmente si distoglie.
Resta solo di dire che vn buon cantore sà anco nelle Semiminime ripigliar fiato togliendogliene vna mezza parte, & prononciando l'altra in figura di Chroma, il che fa bel sentire; & se l'hà fatta tanto familiare & amicha che in molte occasione etiam di pause quantunque il bisogno non lo astringa gli la toglie si bene; che l'vdir quella figura scemata & quella che rimane esser pronontiata in foggia di Chroma rende grandissimo diletto & piacere. Lui l'ha tolta dalle moderne compositioni, nelle quali spessissime volte i compositori pongano la mettà di vn mezzo sospiro & puoi vna Chroma, & cosi del cantarle spesso se l'ha facilitato et fatto familiare che hora sono commune à qual si uoglia Cantore.
Dunque tutte le pause possano essere tolto bene: eccetto quelle che vanno contra l'attioni deltatto, le quale al mal prattico cantore sono vn puoco difficilette: & doue non sono le pause egli per tutto può respirare eccetto nelle Semibreue, & nelle Chrome, se la necessità non l'astringe: doue che per concludere essortatolo à non rompere le cadenze col torli quella piu grata parte che hanno; se li dice che respiri nelle figure piu longhe che gli passano per le mani, & che vi s'accomodi à pigliarlo in modo che non trauagli lui, ne faccia dispiacere a chi l'ascolta.

Che cosa sia [mus.brot] molle & b quadro. Cap. XLVIII.

ALcuno forsi potrà merauigliarsi ch'hauendo io di sopra nel Cap.25. tutte le cose necessarie alal compositione della Musica raccolto insieme; non habbia con esse posto il [mus.brot] molle & il b quadro, & il Diesis: e pur anch'essi vi concorrano & si ripongano tra gl'sitrumenti harmonici, in s$$ntio della voce a questo effetto ritrouati. & nondimeno s'egli vi considera bene non ha page 36v[EU p.36v ontbreekt]
page 37 dro; accioche per il primo b s'intenda quello che noi diciamo [mus.brot] molle, & per il secondo quello, che diciamo b quadro. Quando i canti l'han d'hauere per tutta la cantilene il si pone immediatamente dopò la chiaue, & formandosi la chiaue di C sol fa vt, il si pone nel spatio di sotto alla chiaue, come quì si vede.
[Music example]
Se poi si forma la chiaue di F fa vt, il si pone nella corda di B fa B mi
[Music example]
ouero di B mi, come questi essempij dimostrano
[Music example]
Se vltimamente il si forma nella chiaue di G sol re vt, il si pone nella corda di B fa B mi, secondo, come quì si vede.
[Music example]
Dal che si caua, & si com
[Music example]
prende, che il primo B fa B mi naturale fia causa, & fondamento a tutti i [mus.brot] molli, & che sopra di lui tutti gli altri si fondino. Queste sono le corde naturale, & i luochi ordinarij del [mus.brot] molle il quale subintra in luoco del b quadro; ma non per questo resta che'in altri luochi il non si possa porre secondo che sebe rappresenta occasione: che cosi di lui ne haueressimo a seruire sotto troppo stretti legami, & non potressimo collocarlo infra tutte le scale naturali. E però si tiene questa regula che in tutti i luoghi oue naturalmente si forma vt, re, mi, fa, sol, la; in tutti egli può esser colloeato: come da gli infrascritti essempij si può vedere.
[Music example]
Con i quali si possano formar l'ottaue, & collocar il detto [mus.brot] molle in tutti quei luochi ascendenti, & descendenti che si troua mi, che poi considerato bene non si troua in altro luoco che in E la mi, & in B fa [mus.brot] mi.
Però tutte le uolte ch'egli si troua nel principio di qual si uoglia compositione, ci ha da essere sino al fine, & si come nella chiaue di F fa vt, & di C sol fa vt, sempre si dice fa quando che le non hanno altro segno, & che le sono semplicemente secondo la lor natura: cosi ancora essendo in esso prin. cipio posto il segno di [mus.brot] molle per tutto quel luoco si douerà dir fa: come quì si vede.
[Music example]
Ma quando egli è posto dopò detto principio; non si deue dire se non in quel luoco oue si ritroua, come l'essempio quì dimostra.
[Music example]
Tenendosi questo a mente che se in un canto cento uolte ui fosse posto: in quel luoco fa cento uolte douersi dire, & passato che si ha quel [mus.brot] molle ritornar il canto su la sua natura. page 37v
Onde perche quando il canto è per [mus.brot] molle formato con la chiaue di C sol fa vt, le figure che passano oltra a D la sol, re, non tutte le volte sono pronuntiate bene; per questo auertisco i cantori, che se bene la corda che seguita dopo D la, sol, re, à la corda di E la mi, & che in E la mi non si troua fa; non per questo sempre gli si deue dir minima alcune volte, & in alcune occasione ancora fa: (non ostante che vi sia l'absenza del [mus.brot] molle, perche passando le figure poste in esso canto solamente vn grado oltra la corda di D la, sol, re; per ragione che nelle scale Musicali di vt, re, mi, fa, sol, la; se li concede vn fa di sopra: per questo anco in E la mi in tal caso si douerà dir fa quantunque non vi sia come per darlo meglio ad intendere con l'essempio infrascritto il si dimostra.
[Music example]
Ma quando che le figure passano da D la sol, re, in F fa vt, allhora le si cantano secondo la loro natura, che qoesta concessione è fatta solamente per quando le passano vn grado solo oltra l'ordinaria scala. E però si vede che nella detta corda di E la mi, senza che vi sia posto alcun segno alcune volte se li dice mi, & alcune altre volte fa, come quì si può vedere.
[Music example]
Questo io lo dico, perche molti cantori non vedendoci il [mus.brot] & sapendo che nella corda di E la mi non vi si troua fa, col dirci mi quando non bisogna fanno dissonanza tale che piu nou si può dire: Anzi che si riprendano ancora quei compositori che non passando le figure piu sù della corda di E la mi, vogliano che senza porui il b quadro quella figura sia pronontiata in mi; & non si ricordano della iurisdittione delle scale che possano per vn grado seruirsi del fa, senza pigliar aiuto ò far cambio con altre scale. & che non s'intende mai di dirci mi; se non in occasion di quinta, come quì si vede;
[Music example]
Perche il cantore camina per l'uniuersità delle regole, & per le vie piu commune lasciando le particulare a chi le uuole: e però essi comositori sono obligati ogni uolta che i canti non arriuano per essempio in F fa vt secondo, et uogliano che in E la mi si canti la figura per natura, di porci il b quadro, altrimente contrafaranno alle regole de gl'antichi i quali si sono molto ben guardati di commetter questo errore, non essendo errore supportabile, come l'opere loro ne lo dimostra, & fa fede. Et quello che io dico della corda di F la mi; intendo di dirlo, tanto del primo, quanto che del secondo, per la chiaue graue, & in qual si uoglia altra occasione.
Et poiche io ho fatta mentione della quinta di A la, mi, re, in E la mi, non voglio lasciar di dire che alle volte col mezzo delle pause, ouero col mezzo di vna sol terza si può far passaggio da mi fa in quinta, come questo essempio dimostra.
[Music example]
Altrimente non si concede mai per le principale cattiue relationi, che infra di loro si trouano essere, et caddere. page 38
Per questo molte volte si troua vna figura che naturalmente si doueria pronuntiar mi; e perche la sua sequente è fa posta in quarta bisogna leuarla dal suo naturale, & porla in Tuono per accidente per accompagnar la quinta senza cattiue relationi, come quì si vede.
[Music example]
Se bene tanto in questo essempio quanto che nel superiore vi si suol porre alle volte il b. onde se bene non vi si pone non è errore: si per l'auttorità delle scale Musicali; sì anco perche fa in quinta chiama vn'altro fa, si come mi vn'altro mi: perche fa mi infra se stessi sono nemici capitali, & ogn'uno che trouaua il compagno lo cerca di destruggere, quando però sincontrano in quinta vno seguitar dopò l'altro, che in tale occasione sempre il primo discaccia il secondo.
Anzi che io li trouo si discrepanti in quinta, che anco in quarta non li trouo mai concordi, per il vero Trittono che di mezzo vi corre, come quì si può vedere.
[Music example]
Di questa sorte d'essempij se ne possano formar mille, che apertamente si vedrà che non si possano mai accordare se non son tutti dua d'una istessa specie. Sia dunque il cantore auertito tanto nella quinta quanto che nella quarta d'accompagnar fa con fa, & mi con mi, per riconoscerli per quelli che sono, perche risconoscendoli male da se stesso si può torre fuori della propria voce, & dissonare in quello ch'egli cerca, & si crede piu rissonare: e questo perche la natura loro mette in libertà il compositore di porci il [mus.brot] molle ò di lasciarle compositioni cosi senza. Oltra di questo si trouano ancora alcuni canti composti, & segnati con doppio [mus.brot] molle distante quattro, ouer cinque gradi vno dall'altro; i quali vanno cantati, come gli altri; eccetto, che in quei luochi oue si trouano si dice fa: Tal variatione di doppio [mus.brot] molle non fa diuersità nella Musica; ne meno gl'approta nuoua melodia, & chi m'adimandasse perche vi si fanno non saprei altro, che rispondere, ne altro che dire: solo che trouandosi in E la mi di poterci cantar fa; come habbiamo ueduto di sopra: per facelo dir sempre si compongano i canti con quei doppi, [mus.brot] molli, cosi si corrobora la ragion adutta, & di lei ciò che è detto, meglio s'intende: poiche in tale compositione da E la mi, a B fa b mi non si potria intradur la quarta senza mezzi; del tutto questo essempio ce ne fa fede, & la verità ne manifesta.
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Et acccioche i cantori che non sanno piu che tanto s'habbiano a inanimire, et sicurare in tal sorte di cantilene, dico che il [mus.brot] molle posto nella corda di B fa b mi è quello che come principale regge tutto il canto in quel modo ch'egli li reggeria se fosse solo, e tra questi, & quelli non ci è altra differenza che questa; cioè che il primo [mus.brot] molle posto in E la mi superiore mostra che per quella corda si ha da dir sempre fa: et perche ottaua per esser giusta ò senza diffetto, sempre ricerca una figura sotto il suono d'un'istessa spetie; et dicendoci per causa di [mus.brot] molle di E la mi si conuien por l'altro. Et chi non ce lo pone tanto il se c'intende, come anco in B fa b mi non sempre il si pone nell'ottaua, come nella chiaue di C sol fa vt posta nella prima corda ascendente, come quì;
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v non per questo resta che nella sua ottaua non si habbia da dir fa, perche presupponendocelo il si lascia con presupporcelo che ogni vno ce l'habbia da intendere. Per questo nell'essempio de'tre [mus.brot] molli ho posto il nome sotto le figure, accioche imparino i scolari come quelle cantilene si solfeggiano; & accioche page 38v non dichino sol mi F fa vt: ma fa come naturalmente si de dire; perche dicendoli sol trasportarebbeno il canto di vna spetie nel altra, & facilmente potria strano effetto produrre, & partuire come facendole ogni vno può sentire, & altrui farne fede.

Il Diesis che cosa sia & perche causa nella Musica s'adoperai. Cap.L.

IL Diesis non è figura cantabile: ma è un segno che si pone sotto le figure Musicali, il quale ha virtù & possanza di torli ouero d'agiungerli vna particella di quel suono di che le veniriano informate se non vi fosse posto il detto segno, la cui forma è questa
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& mai nelle cantilene non si pone se non quando che la sudetta particella à qualche figura si vuol dare ò torre: onde di sei figure che si formano nelle scale Musicali; tre sole hanno natura, & sono atte à poterlo riceuere: & queste sono vt, fa, sol; & l'altre che non lo vogliano ò nol possano hauere re, mi, la; & nota che non per altro dico per natura; solo perche si sappia come in alcune occasioni lo possano quasi tutte hauere per vna certa diuisione che si fa Monochordiale, la quale piu tosto serue à gl'istrumenti ch'alle voci.
Le voci solamente sono quelle che sumministrano bene questo Diesis quando però ch'egli è collocato nelle corde naturali; & è posto sotto le figure che lo possino per natura hauere: ogni volta dunque che il Diesis si pone sotto le figure, s'esse figure descendano abasso, li toglie quasi vna terza parte del suo proprio natural suono: ma se l'ascendano in alto gli n'accresce quasi vna terza parte; cioè se la figura che è dinanzial Diesis è collocata in spatio ò in corda & che li sia di grado inferriore: il detto Diesis accresse a quella figura sotto di cui è posto tanto di più accuto sono quanto è quasi una terza parte di vn Tuono, lasciando hora da parte le diuisioni che si doueriano fare di vn Tuono per cauarne le come, i Trittoni, & il Diesis separati; per esser cose troppo speculatiue & di poco momento al cantore.
Per questo dico ch'egli dona ò toglie alle figure quasi vna terza parte, per dimostrar mediante questa parola, quasi, che io di lui non intendo parlarne se non quanto, è a bastanza per vn cantore: accioche trouandolo sappia che effetto faccia, & come con lui si habbia da procedere: non essendo segno cantabile. Questo modo di dare ò torre alle figure vna particella del naturale suo suono, per due cause è stato posto in vso, prima pr potere da vn gennere di Musica al altro con mezzi sufficienti e buoni passare; & poi per potere mostrar co i canti le cose meste, pietose & lagrimeuoli, che senza di lui non ci seria stato differenza da canto giocondo & festeuole, da quelli di dolore, passione, ò morte. Ma perche da queste mie poche parole non si può comprendere, ne cauarne la vera ragione, perche causa il Diesis sia stato posto in vso, & introdutto nelle compositioini: masimamente chei o ho detto per poter entrare da vn gennere di Musica al altro; per questo è forza che vn poco piu profondamente io dica, che tutte le cantilene sieno delle communi, ò di quelle che sono composte, sotto gli ordini & le misure de Modi, di Proportione, ouero di Prolationi, tutte dico si compongano con alcune sumministratione de voci, ch'escano dalle scale naturali da Theorici & Prattici chiamate Tuoni & Semitoni dequali se ne tratterà nel vltimo Libro. Or douendosi in molte occasione cambiar i Tuoni in Semituoni: da tutte le scale sono stati raccolti tre cambij, cioè tre maniere di poter subintrare da un Tuono al altro: & secondo detti cambij è stato fatto vna generica distintione, per essersi veduto che le cantilene non possano essere altro che di tre sorte di scale formate: Queste generiche distintioni si sono ritrouate per uia della uoce; la quale ascendendo sopra gli essacordi naturali in tre modi si è uariata, procedendosi hora per Tuoni Tuoni et Semituoni, et hora per Tuoni Semituoni et Semituoni: per distintione de quali si ha da sapere che anticamente diuidendosi il suono della nostra uoce, fu diuisa in tre sorte d'essacordi, chiamate le diuisioni sotto il nome de genneri, et il primo genere per esser piu puro et piu naturale fu chiamato genere Diatonico, il secondo per esser de piu Semituoni composto, fu chiamato genere Chromatico; et il terzo per esser composto di Tuono, Semituono, et Semituono fu chiamato genere Enarmonico; dimodo che le cantilene sono composte di queste tre sorte de generi: qualunque uolta ch'entrano con gl'essacordi da un genere al altro. Onde per darne di loro qualche cognitione breuemente dico: che questo primo infrascritto ordine di figure.
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Modo & procdere del genere Diatonico. page 39
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Dimostra l'ordine del genere Diatonico, il secondo del genere Chromatico & il terzo del genere Enarmonico, secondo che dimostrano & si vede nelle loro sottoscrittioni, & si può nel 72. Cap.della terza parte del Zerlino commodamente vedere. I cui Semitoni per esser collocati nelle corde oue sono naturalmente i Tuoni non si conosceriano mai se non ci fosse qualche segno che ce lo dimostrasse; per questo furono trouate nella Musica quelle doppie linee incrociate & quelle semplice acciò l'incrociate dimostrassero i Semituoni del genere Chromatico collocati nelle moderne corde de Tuoni; & le semplice i Semituoni che sono collocati dentro delle corde de Semituoni, come sivede.
Da douer dunque introdur le voci improprie nelle corde delle voci proprie furono trouate questi segni & caratteri, se bene i segni semplici non sono mai stati vsati da compositori, se non descritti del sudetto Zerlino, & Don Nicola Vicentino nella diuisione del suo Monochordo. & furono chiamati Diesis: i quali indolciscono le figure tutta volta che vi sono collocati appresso,ouer di sotto: ponendoci questa particular cura che descendendo le figure abasso li toglie del suo natural furono quasi che una terza parte come quì si sente & vede.
[Music example]
Et cantandolo si sente, & ascendendo gli ne n'aggionge pur tanta parte quanto nel descender ne gli taglie, se poi le figure che hanno il Diesis sono tutte distese in una medema corda ouer spacio non essendoci altra figura di mezzo le uanno tutte cantate in la medema uoce che si è cantata quella del Diesis: come anco se dopo gli ne sia una che ascendi ò che descenda, & che immediatamente dopo quella gli seguita figure nel medemo luoco, & corde collocate il Diesis serue per quelle che sono senz'altro mezzo, sussequente, come quì si uede. page 39v
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Il ce si dice non tanto per li cnaatori, quant'anco per li compositori che vogliano alle volte che il Diesis del secondo essempio serui all'altre figure che sono nell'istessa corda se bene gli n'è vna con vn grado piu alta intramezzata: Similmente ancora quando sono due figure digrado ascendente, le quali sieno atte a riceuere il Diesis, la prima sempre lo riceuerà meglio che la seconda. Essendo che il mutar due specie di suono in propinque corde senza mezzo, la voce humana non lo può senza gran fatica fare, come l'essempio quì dimostra.
[Music example]
Per questo formandosene la presente regola si dice, che naturalmente il Diesis senza mezzi non camina se non vna corda, & non ascende se non per grado ouer per terza, & non mai in quarta se non nella infrascritta occasione.
[Music example]
Dalla quale si può pigliar lume, & formarne essempij in tutti gli essacordi naturali, per hauer tutti i luochi pronti oue si possano collocare. page 40
Ne meno si troua di poterlo naturalmente formar in quinta, & qunado il si forma; si forma per via de i sudetti tre generi, che hanno habilità di subintrare per Semituoni nelle corde reale.
Onde se per la difficultà sua malamente si toglie in quinta; tanto piu difficilmente per la distanza grande si torrà nella sesta, nella settima, ò nell'ottaua: E però volendo io concludere questo ragionamento dico, che il Diesis sia vn carattere posto duplicatamente in croce per trauerso, & che posto vicino alle figure ascendente gli accresce vna particella, & alle descendente gli ne scema la medema parte: Il Diesis semplice si lascia per coloro che se n'hanno da seruire nel comporre vn canto nel genere Enarmonico. Ne meno dirò nulla della opinione del Lusitano intorno al segnare il Diesis triplicato; & quadruplicato volendo egli che la moltiplicatione dele linee facci in lui maggior effetto: perche io trouo che la voce humana con gran fatica rileua il primo che è il piu semplice in quanto alla rileuatione. & che se bene queste linee fossero multiplicate a decine, sempre la voce le formaria in vn medemo modo: perche non è atta ad vna tal diuisione come serà vn'instrumento, che diuiderà vn Tuono in piu parte, & ne formerà tre Semituoni distinti, come nelle diuisioni dell'istrumento di Don Nicola Vicentino si può vedere. Et nota che io per altro non ho formato questi essempij che si possano cantare; solo perche cantandoli si troui la verità di quel che io dico, & lo farò sempre che mi bisognerà in vn essempio mostrar simil cose.

Se si può in luoco del Diesis porre il b quadro, & il [mus.brot] molle in che luoco si deue porre. Cap.LI.

COn l'occasione di hauer ragionato del Diesis, mi si è aperto la via di mostrare ad alcuni in che modo egli s'adoperi; & se è lecito di adoperare il b quadro in luoco suo: come alcuni fanno; contrario alle piu famose, & reputate regole che dicano il [mus.brot] molle rifferirsi al Semituono proprio, & naturale, & il Diesis alla commutatione del Tuono in Semituono per potere col uo mezzo intrare da vn genere all'altro, & hauere diuersi effetti d'harmonie. Pero volendo ch'ogni vno conosca quanto sia male il collocare il b quadro nel luoco del Diesis, & il Diesis nel luoco del b quadro, fa bisogno di considerare di donde siano nato, & di doue procedino, perche col ricercare la deriuatione, & il nascimento loro veniremo in cognitione in che modo si habbiano da vsare, & vsandoli d'adoperare.
Considerando dunque la natura del b quadro principalmente otruiamo ch'egli è vn puro Semituon compito, che nasce tra gl'essacordi naturali, che si trouano collocati ne gli ordini della Mano Musicale, & è di natura trasportabile in qual si voglia luoco, & positione, pur che trasportandosi lui, si trasporti seco tutto il suo essacordo. Et nota che io dico ch'egli nasce tra gli essacordi naturali, & gli trasportati; accioche si sappia, & che s'intenda, la propria potestà delle positioni musicale che sono quelle oue si trouano collocati i caratteri da solfeggiare, che possano quantunque sieno per natura ne i suoi luochi riposti, essere altroue trasportati. Onde accioche ogni uno chiaramente m'intenda dico, che il b quadro non solo nasce nelle scale naturale di vt, re, mi, fa, sol, la; collocate ne gli ordini naturali; ma anco in tutti gli altri luochi che sieno esse scale trasportate, come seria a dire: se in E la mi primo ponessimo il [mus.brot] per ritrouar il sostentamento di quel fa che vi và cantato bisogna formar l'vt accidentalmente in B mi:cosi si dice che il sudetto b quadro nasce in tutti questi modi come si può vedere nel Toscanello di Pietro Aaron; & nacendo come si vede, bisogna che noi non l'adoperiamo altroue che in quelle corde ou'egli per accidente, ò per natura vi si troua; & serà quando in vn luoco serà vt, re: ò fa, sol,. & chi vi potrà esser il mi, come seria a dire: se in tutti questi luochi.
[Music example]
Oue sono i b quadri in suo cambio si ponesse il Diesis, perche in quel luoco ui è naturalmente seria errore; perche il Diesis è ben page 40v segno che diminuisce il suono naturale d'un Tuono: ma non lo diminuisce tanto che infra di loro nelle diuisioni non sieno differenti: e però non volendo io andar dietro alle sottigiliezze che poco importano, dirò; che chi si tiene a mente questa regola, non potrà mai nell'vso del Diesis fallire: La regola è questa che se in quelle corde che sono i Semituoni naturali occorre porci segno, accioche non habbiano a produrre Trittoni, ouero false relationi, per hauer essi Semituoni il proprio segno, non vi si ha da porre altro segno, che il segno suo, che è il b quadro: ma se poi in altri luochi occorre commutar vn Tuono in vn Semituono, & che il Tuono che si ha da commutare sia vt, fa, sol, sempre si douerà porre il Diesis, come quì si vede.
[Music example]
Che osseruandosi questo non si caderà mai in biasmeuol errore. Et è da considerare quel che io ho detto di sopra che il [mus.brot] molle, si vsa ancora in tutte le scale trasportate; le quali non sono altre che quelle che si possano adoprare con le trasportationi di b quadro; il che seria qunaodin E la mi si ponesse il b quadro per tutta una cantilena, come se ne sogliano trouare; il che se bene rare volte il si suole adoperare; nondimeno adoperandolo nelle corde oue per vigore di detto [mus.brot] molle si douerà dir mi; sempre vi si porrà il b quadro: Quanto all'uso semplice poi del Diesis, egli uà in tutte le figure che producano naturalmente Tuono: in tutti i luochi che sieno naturali ò trasportati, & può intrauenire in tutte le parte, perche egli è un aiuto che non solo indulcisce, le cantilene: ma anco salua de moltigradi che serieno falsi, & serue a far gli accompagnamenti reali, che se non fosse lui malamente si potriano accompoagnare.
Cosi hormai che si sà quando, & in che luoco s'habbia da porre il b quadro in luoco dal Diesis; non ci serà chi piu l'adoperi falsamente, come sin quì ci sono stati alcuni che l'hanno adoperato &, come il si vede nelle loro opere.

Delle Sincope; con le sue vere, & reale distintioni a perfetta dimostratione che cosa sieno. Cap.LII.

SI troua nella Musica un effetto causato da alcune interpositioni di figure da tutti ordinariamentr chiamato sincopa, il quale non è altro che un suono per il ualore d'alcune figure contra tempo tolte; che per quiterasi, & riposarsi ricerca un'altro suo simile.
Questo si fa tutta uolta che s'interpongano piu figure maggiori fra una ò due minori atte a farle sincopare, come feria a dire; se dopò un Minima si ponessero una ò piu Semibreue; tutte le dette Semibreue cascano sotto una maniera di cantare che si chiama Sincopa; la quale non finisce mai sin tanto che essa Minima non ha trouato la compagna: il che nasce dalla natura delle figure che essendo diuisibile in dua, in quattro, in otto, ò in sedeci che sono numeri pari, non posano supportare d'esser disgiunte, & sotto la Breue, la Semibreue, & la Minima. La Breue casca in sincopa tutta uolta che le cantilene sono segnate col segno del Tempo imperfetto, & con quello particularmente che serue al ualor della detta Breue, & che sono cantate sotto il loro proprio tatto; & però dopò una Semibreue ponendosi una, ò piu Breue tutte quelle seranno sincopate fin tanto che le trouaranno la detta Semibreue la sua compagna, come quì si vede.
[Music example]
Questa maniera di sincope uà per le mani solamente a quei cantori che cantano nella Cappelle, & in quelle particularmente in che il tatto delle Breue si suole usare. page 41
Però lasciandole da una parte dirò dell'altre due; cioè della Semibreue, & della Minima. La Semibreue dunque casca in sincopa, ogni uolta che inanzi a lei uien posto, ò si ritroua una Minima: senz'altra compagna, come quì si può uedere.
[Music example]
Essendocene molte interposte: & nota che non solo la si forma con le presente figure che quì si ue. de: ma anco con le Minime puntate, come ogni uno quì può vedre.
[Music example]
Et quello che si dice delle figure minori anteposte alle maggiori, s'intende anco delle pause, & mezze pause, essendo tanto quanto che le figure. Però si dice che le figure possano esser sincopate ancora con le pause, interponendole in quel modo che s'interpongano le figure: Questa maniera di sincopar le figure era la maniera che haueano gli antichi per quanto narrano i scrittori: ma però la non è quella sincopa che intendano i cantori moderni; perche loro non intendano che le figure sieno sincopate quando le vanno contra la mettà del tatto, per il qnale si ha la mettà della intiera sua diuisione; chiamandole essi moderni figure contra tempo, poiche contra tempo le uengano a daddere; me intendano che sia sincopa, & che le figure sieno sincopate quando dopò un Semiminima si troua una ò piu Minime, che per uolerle sumministrar bene, & non uscir di tatto conuengano i cantori nel cantarle star come legati, & soggetti; sin tanto che trouano figura di poterla accompagnare.
Per il che conueniamo dire, che i sudetti antichi quelle figure che noi chiamiamo contra Tempo, essi chiamauano sincope; ò perche allhora forsi non era in uso la Semiminima, ò se pur l'era in uso che la fosse usata sempre accompagnata; ò pur perche non conosceuano che differenza fosse da figura sincopata, & contra Tempo. Ond'io che tale differenza ui scorgo distinguo da figure contra tatto, & da figure sincopate, & dico, che le figure contra tatto sono quelle che compitamente occupano tutta la contraria attione di esso tatto, come seria a dire: una Semibreue per ordinario suole occupare tutto un tatto chi la ponesse nel suo eleuare, conueniria finire nell'eleuata. & osi andando contra l'attione, si diria fignra contra tatto. Le figure poi di sincopa sono quelle che ui uanno con una quarta parte, le quali ci possano entrare inanzi, & dopò qual si uoglia attione, ò sia nell'attione ordinaria, ò nella contraria: Perche la sincopa si può fare col porre una figura inanzi, ò dopò la leuata del tatto, & dopò inanzi la caduta: di modo che le non uengano mai in tatto ne meno in mezzo tatto; ma sempre dopò ò inanzi qual si uoglia attione; come cantando qnesto essempio ogni uno può uedere.
[Music example]
Io fo questa distintione, perche alcuni scrittori pongeano la sincopa solamente contra Tempo, come quella che è notata in tutti tre i superiori essempij leuatone questo quì propinquo, & non fanno ueruna mentione della sincopa posta in quest'ultimo essempio: Et se bene nel primo essempio delle figure Breue si può intendere che trouandosi dopl una Minima piu Semibreue cantandole per il suo uerso, cioè con il suo tatto, le fariano l'istesso effetto che fariano se le fossero piu Minime poste dopò una Semiminima, nondimeno per non hauerne loro fatta mentione, dico, che la sincopa uerà tolta per quella ch'inten page 41v dano hoggidì i Cantori non è altro che vna ritardanza di vna quarta parte di tatto che si fa nelle Minime, ò nelle Semibreue: nelle Minime nel Tempo ordinario, & nelle Semibreue nel suo Tempo come quì si vede.
[Music example]
Questo dua essempij quantunque sieno di figure dieurse & differente, nondimeno fanno vn effetto solo; quando però sono cantati per vigore de i suoi segni: perche cantando il primo essempio secondo che le figure si sogliano cantare ordinariamente, le non seriano sincopate ma contra tempo: per questo io pongo vna cosa istessa sotto doi essempij: accioche si sappia che cosa sia sincopa.
Lasciamo dunque di ragionar del primo essempio come quello che rare volte passa per le mani a Cantori, & diciamo del secondo che si fa col trattenere una quarta parte del tatto nelle figure superiori: la quale tanto si può fare con vn mezzo sospiro quanto che con vna Semiminima, ò con vn sospiro & mezzo sospiro appresso, come in questo essempio si vede.
[Music example]
Il che nasce, perche la proportione del tatto equale, consiste in vna, in due, in quattro, in otto ouer in sedeci figure: et tutta uolta che le figure non cascano sotto questa diuisione, sempre le ueniranno si$$$$.
Questa interpositione di figure spesse uolte trauaglia il mal sicuro Cantore; al quale bisogna che col cantarle von vna forza s'impara, che quando si ha imprato: Quando le si imparano; le si sogliano pronontiare ne piu ne meno s'iui in quel luoco oue è la Minima fossero due Semiminime sciolt$ & separate, & per pronuntiarle bene non ci vuol altro che agilità & destrezza: ma bene colui che non è sicuro habbito fattoli) che non le canti bene, & tanto piu egli si deue astenere di farlo per non pigliar si cattiua piega: quanto che ancora sumministrandosi il tatto, si distoria da sumministrarselo bene, & in cambio di giouarsi, dua danni si faria in un medemo tempo.
Ecco che cosa è sincopa & che differenza è da fegure sincopate & contratempo. Resto solo che in due paroel io dica che nelle Proportioni ancora possano essere figure sincopate: e questo perche se nel tatto equale ci ponno essere; bisogna che anco nel inequale vi ci siano: essendo esso tatto causa della sincopatione come uno cantando vede: però delle Proportioni sincopate in questo luoco non ne dirò altro, per douerne meglio con maggior commodo ragionar nel libro delle Proportioni. page 42

Di alcune strauaganze che si trouano nella Musica. Cap.LIII.

TVtte quelle cose che poche volte si sogliano vedere, quando le si veggano ci rendano merauiglia grande; & ci empiano tutto l'animo di stupore: non dico di quelle cose che di raro sogliano vedere, come seria à dir le Perle, et l'altre Gioie pretiose: ma di quelle che hauendole ogni hora per le mani trouandoci cosa non cosi spesso veduta ci fa stupire & marauigliare. Però non serà fuori di proposito il ragionare di quelle cose che rare volte nella Musica si trouano; non dico delle difficultà de fegni & numeri proportionabili: ma di quelle difficultà che ne i canti ordinarij communemente si trouano: per questo si ha da sapere che nelle cantilene alcune volte si sogliano porre alcune zifre sotto di alcune figure che danno indiio di raccogliere tre figure sotto di vn tatto; alle quali giunto il Cantore si troua alquanto impacciato, & par ch'habbia qualche difficil cosa da fare; & fin tanto ch'egli non ha passato quelle difficultà, sempre stà in dubbio di possarle bene: anzi che giontoui le passa con tal prestezza che sempre al altre ordinarie inanzi tempo giunge: Il che quanto dissoni & facci cattiuo effetto lo lascio dire à loro stessi, s'afatto afatto non sono del vdito priui: che meglio seria a loro hauendo in quelle tre figure tanta difficultà, di tacerle, che di cantarle, si sciaguratamente come le cantano: cosi non dariano mal saggio di se stessi, ò non seriano cagione di brutto effetto, effetto, in uero dissonante et disdiceuole: perche l'vdito commune meglio supporta il mancamento di una parte in si picciol tempo; che essendoci, faccia simil dissonanza. Queste strauaganze che io dico si sogliano in quattro modi vsare; i quali sono i piu communi & i piu ordinarii che si trouano; & si formano, ò con tre Semiminimi, ò con dua & vna Chroma di mezzo, e il ponto su la prima; ò con tre Mini. ò con dua & vna Semim. & il porto al modo delle Semimi.come questi essempii ne lo dimostrano.
[Music example]
Le due prime maniere non solo gli antichi l'vsauano; ma al dì d'hoggi i moderni ancora spesse l'vsano per fuggire il poco buono effetto che sogliano fare due Semiminime cosi sole: ma bene questo è da notare che i sudetti antichi vsauano i dua primi essepij sempre nel semicircolo semplice, & gli altri dua di Minime gl'usauano sotto il semicircolo trauersato ponendoli in questo modo.
[Music example]
Et chi non mi crede & si vuol certificar dal vero riguardi nel opere di Iusquino, di Giouano Motone di Henrico Isaac egli altri che vele trouerà spessissime volte. Anzi che riguardandolo trouerà l'istesso vallore formato & constituito sotto altre figure: per il che io più che altro mi son mosso à fare il presente Cap. Però dimostrato queste quattro maniere ordinarie; me ne descenderò al altre che rare volte si sogliano vedere; & dirò prima che guardino l'opere de gl'istessi autori, che troueranno ancora una Breue oscura cone due Semim.appresso, ouero vna Semib.oscurata con due altre Semim.in questo modo poste
[Music example]
sopra di che è da notare che il primo essempio non ha quelle compagne della Breue per Semimin. come le paiano: ma bene per Minime oscurate; le quali con esse Breue per segno della zifra ternaria si riducano sotto di vn tatto: dimodo che nel primo vengano à essere tre Semibreue & nel secondo tre Minime:ma le tre Minime & le tre Semibreue vengano à essere contenute tutte da vn tatto solo come anco vengano contenuti tutti gli altri superiori essempij. page 42v
Oltra di ciò Felice de la Iyolle nel motetto Hodie natus est Saluator mundi in piu luochi. Iusquino nel Liber generationis IESV CHRISTI. Iscob Obrecht nella gioia & nel Credo della Messa Aue Regina Coelorum. Et Henrico Isaac nel Sidus radio sequenza della Pasqua l'vsano cosi diuersamente, come quì si vede.
[Music example]
Et non solo cosi diuersamente, ma anco come à loro è tornato commodo, et in piacere non hauendo riguardo piu à vn segno che al altro. Di piu si troua ancora chi l'ha vsate senza zifra, tra quali il sudetto Iacob Obrecht nella sequenza di S.Giouan Batista.
[Music example]
Et nel Alleluya della Madonna di Settembre, & nel Agnus Dei della Messa Aue Regina Coelorum, l'vsa in tutti questi modi: oltra che con esso lui tutti gli autori antichi cosi l'hanno vsate, & non è da dire che questi essempij vadino cantati in Proportione. perche l'altre parte caminano con le figure ordinarie, & douendole cantare sotto l'istesso tatto, le uengano a essere le medeme figure che sono quelle che hanno la zifra: Ond'io mi credo che dalla introduttione di queste figure che hanno fatto gli antichi nelle cantilene ordinarie, habbiano i moderni cauato di vsar queste figure:
[Music example]
figure vere & proprie di Emiolie, in cambio di vsar l'ordinarie: Il che non si biasma se non tanto quanto in questo proposito fu detto di sopra nel Cap.43. ma ben piu si biasmeriano quelli che senz'altro inditio le tolessero per figure di Proportione, quantunque con altre simile le fossero accompagnate, standone l'altre parte senza: perche prima le Proportioni s'hanno da introdurre con altre maniere; & poi le non s'internderiano mai in una parte sola: non potendo il tatto equale, con l'inequale conuenire se non in successione, come chiaramente si uede. Di tutte queste sorte di figure le quattro prime, col primo essempio di Iusquino sono da vsarsi; perche sin hora si è sempre conseruato la loro intelligenza, & l'altre si possano lasciare da una parte; perche molti cantori trouandole, le torriano per figure di Proportione, & non per quelle che le sono. Quanto al modo di cantarle si ha da sapere che le uanno cantate sotto il tatto equale; & se bene in occasione che un canto fosse composto con i segni della Breue, & ch'egli fosse cantato col tatto della Semibreue; non per questo si toglie che tutte tre quelle figure non uadino sotto vn tatto: perche sotto gli altri si possano cantare le figure comunque l'huomo vide; purche s'osserui di porle come ho detto. In somma si raccoglie, che tutte queste figure, & tutti i superiori essempij uanno cantati con tre figure per tatto sotto il tatto equale; ma che i quattro primo sono piu da usarsi che gli altri che li seguitano; & chi uuole adoprarli senza commettere errore; adoperi i quattro primi sotto il semicircolo semplice, & gl'altri delle tre Semibreue, nel semicircolo trauersato: & sappia che i primi essempij delle figure oscure stanno per Minime denegrite, & non per Semiminime naturali. Onde accioche si uegga in che modo il compositore le habbiano da usare, si pongano questi infrascritti essempij
[Music example]
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Perche in quanti modi, & maniere vna cosa istessa si possi fare; si farà elettione di quelle che sono piu vsate, & al presente intelligibile: per non dare occasione di merauiglia al cantore; & con la merauiglia causa di fallare: Il che tanto piu serà conueniente, & ragioneuole, quanto che da tutte queste diuersità di figure non se ne caua altro che vno effetto solo, che è questo di hauer tre figure sotto di vn tatto equale. E però se non si vogliano vsar sempre l'istesse: almeno vsandole variate, si elegga nella variatione le figure piu note, & conosciute: accioche per la cognitione, i cantori si sappiano gouernare, & non habbiano occasione di cantar quelle figure in Proportione, & che per cantarle si fermino, & aspettino che il tatto si muti in quel modo che sogliano fare quando i canti ordinarij si trasferischono da i numeri communi a i numeri ternarij.

D'alcuni passi difficili poche volte vsati, & della difficultà che hanno i Cantori a dirli bene. Cap.LIIII.

SI trouano ancora nelle cantilene alcun'altre strauaganze; che non procedano da figure cosi inusitate, ne dalla velocità ò d'altra interpositione di figure: ma bene da alcune voci stranamente poste, ò da distanze che si trouano tra figura, & figuram non cosi atte, & facile per il cantore; perche l'astringerlo a transferirsi da vn Tuono all'altro con propinqui mezzi, fa ch'egli trasferendosici con lontani con difficultà se ci transferischi: massimamente quando che i detti mezzi sono di natura contrarij, & non sono de quelli che in se stessi conuengono, ò possano senza contrarietà conuenire. Quei mezzi di natura contrarij, i quali fanno che il cantore con difficultà di Tuono in Tuono si transferischi sono questi: che douendo cambiare alle corde naturale i suoni, & el voci, non può cosi ageuolmente darli il sudetto cambio, & è quando ch'egli ha da commutare il mi, in fa; ouero il fa in mi; in una istessa corda: come seria a dire: I canti naturali sempre ricercano che passando la scala di G sol, re, vt, piu sù di E la mi se gli canti mi per tutta la sudetta corda: nondimeno dopò l'hauer cantato vn pezzo per natura entrano i b. a cambiare il [mus.brot] molli quadro, & fanno che in essa corda di E la mi in cambio di dirli mi, se li dica fa: cosa che difficilmente i cantori vi si adattano; & tanto piu vi durano fatica, quanto che con salti bisogna darli il sudetto cambio, come per dimostrar la difficultà loro ne formo l'infrascritto essempio.
[Music example]
Questa mutatione di Tuono non seria si difficile se non fossero i salti, i quali se non sono tolti bene, trasportano il cantore in altre piu strane voci, & lo destolgano da questo, & da ogni altro buon Tuono melodiale. Di simil cose se be trouano assai chi riguarda nelle compositioni di questo & di quello; & hanno bisogno di perito cantore. perche il mediocre può esser causa di disconcertare quelli che dicano bene, & di produrre in esso strano, & monstruoso effetto. Il trasferirsi poi dalle corde naturali di b. quadro nelle corde di [mus.brot] molle non è si difficile, perche si procede da cosa maggiore alla minore, & non come prima che si procedea da cosa minore alla maggiore che era di procedere di Tuono in Semituono, hora si procede di Tuono in Tuono, & rare volte di Semituono in Tuono come quì si vede.
[Music example]
Si trouano ancora difficultà, & strauaganze nei salti strani che fanno le parte quando da vna figura all'altra vi si troua inusitata, & poco men che impropria distanza: poiche le distanze naturale page 43v & proprie sono la seconda, la terza, la quarta, la quinta, & l'ottaua. Onde tutta volta che si vsano le distanze di sesta, di settima, & di nona; per esser distanze come ho detto improprie, & inusitate, le portano vna certa difficultà seco atta a distorre il cantore fuori delle naturali, & vere voci: & chi non mi crede con questo essempio si proui.
[Music example]
Et poi mi parli che mi sappia dire se io dico il vero ò pur menzogne. Ne vale che mi si dica, tale distanze non trouarsi; ò che se bene le si potriano trouare, che in vso non si trouano; perche secondo l'occasioni cosi le sono state vsate: e che sia il vero guardino l'ultimo. Kyrie della Messa fortuna di Iusquino, nel quale son queste figure.
[Music example]
Cosi come quì si veggano poste; & nonostante questo guardisi Iacob Obrecht nel Agnus Dei della Messa, Aue regina Coelorum; che conduce le figure in questa forma.
[Music example]
Se bene le non sono si difficile a pigliarle. Non si vede ancora Iusquino vsare nel Credo della Messa di la, sol, fa, re, mi, queste figure?
[Music example]
Nelle quali se bene vi sono doi salti di ottaua, & vno di sesta, nondimeno l'esser cosi vicini con quella sesta di mezzo, par che apporti vn poco di difficultà. Ma lasciamo che questi quì siano nulla; che diremo de quei salti che fa Iaces Vverth in quel Madrigale che dice. Solo pensoso i piu deserti campi, nel quale vsa queste distanze.
[Music example]
Et questo non solo nella parte del Basso, ma anco in tutte l'altre parte le và imitando. Similmente l'istesso auttore nel motetto: O altitudo diuitiarum fa salti difficili, & inusitati; i quali con gli altri tutti non sono da biasmarsi, ne biasmandoli da rifiutarsi; perche quando sono fatti con tale occasione di parole, quale dimostrano le superiori; dimostrano i Compositori che hanno inteso, et meditato le parole: ma bene serà vergogna di quel cantore che facendo professione di cantar bene all'improuiso non le saprà cantare; che quì non vale la scusa di dire che le sono difficultà de Modi, de Tempi, ò di Prolatione, & che l'huomo non si cura di saperle essendo cose demesse: ma bisogna confessare di non hauer prattica page 44 in trasportar la voce si lontana, & si distante. Mi è parso di far mentione de questi quasi inusitati salti: accioche vedendole il cantore s'esserciti in essi, & se li facci familiari; accioche in ogni occasione si possi trasferire di Tuono in Semituono, ò di Semituono in Tuono, & che se vsi a portar bene le voci nelle distanze improprie.

Alcune altre difficultà non da tutti conosciute. Cap.LV.

ALle volte si trouano delle compositioni che in prima vista le paiano facile; nondimeno cantandole poi le si trouano difficile, non per le distanze inusitate, non per i salti lontani fuori de i salti ordinarij, non per il modo strauagante dell'vso delle figure, non per il valore accresciutoli con l'hauerle introdutte sotto gl'inditij de Modi, & de Prolationi: ma solo per il natural valore, & sostentatione delle voci.
Però è da sapere che i canti i quali paiano facili, & sono difficili: sono difficili per due cose; prima per douersi portar le voci in altre corde che nelle naturali, ò per douer torre le figure contra tatto in vna maniera che le vengano contrarie alle ordinarie. Onde accioche meglio ogn'uno me intenda, dico che allhora il timido, & poco sicuro cantore si spauenta delle cantilene che piu le vede esser cariche, & piene di Chrome, & mezzi sospiri interposte con le Semiminime: & nondimeno se ne trouano alle volte di quelle che sono tutte fatte con figure bianche, & sono si difficili che ha da fare assai vno a cantarle bene, come per essempio si può vedere il Secondo Libro de Madrigalli a 6. dello Strigio in quel Madrigale che comincia: Ahi dispietato Amore che non essendoci altro che vt, re, mi, fa, sol, la; è tanto difficile per la interpositione di una sola Semiminima, che tutti quei cantori che l'hanno veduto, & cantato; possano ad altri che forsi non lo credano la difficultà sua narrare. Et non si pensi già qualch'uno che d'altri simili non se ne trouino; perche se ne trouano pur assai che sono fatti la maggior parte con figure bianche, e nondimeno i cantori gli hanno da cantar piu di quattro volte prima che li cantino bene. Io pigliarei vn grande assunto, & assai hauerei che fare, se à questo proposito di cantilene difficile, volessi queste & quelle difficultà raccontare: Coloro che si dilettano delle cose difficile, lascino ogni altra difficultà che si ritroui in canto; & guardino quel Madrigale di Cipriano a quattro che dice Calami: nel quale vederanno quanta difficultà sia in vn Madrigale: Ma queste non sono quelle difficultà che io voglio dire: attento che io non ho intentione di andar cercando, & di produrre quì in questo luoco quelle difficultà nelle cantilene inserte, che i cantori non le vogliano uedere: ma intendo di mostrarli quelle che spessissime uolte gli passano per le mani; & non sono da loro considerate se non dopoi che si sono aueduti di hauerle fallato. E però dico che non ostante i sopra nominati Madrigali, & gli altri che sono per difficili conosciuti; se ritroua alle volte una Semibreue puntata posta al contrario del tatto, la quale a molti cantori non è si facile come alcuni la credano; perche egli è vso quasi sempre a uederla caddere in tempo, allhora che se la uede andar contra, s'imagina di hauer errato, ò pur cantandola di darli piu tempo di quello che per sua natura vuole; & acciò si uegga la difficultà che io dico, ne formo l'infrascritto particulare essempio.
[Music example]
Con il quale essercitandosi chi non ci ha prattica, & ci è mal sicuro; potrà schiuarsi dal fallire; perche mi son trouato che i cantori in simile occasioni alle uolte hanno errato; & tanto piu facilmente li ho ueduto errare quanto che il tatto era largo, cioè sumministrato adagio. Loro si credano di errare perche communemente le dette Semib.cosi puntate sogliano finire nel mezzo del tatto, & douendole allhora finire nel tatto compito, s'imaginano, & li pare di darli piu tempo del suo douere; & nondimeno non gli lo danno. I buoni cantori ne da questo ne da altro si lasciano scorgere: perche s'aueggano, quando le tolgano in tatto, & quando contra; ma li cantori mal prattici, uedendole gire al contrario di quello che l'hanno ueduto altre uolte, si pensano di hauerle fallato: per il che io piu che per altro mi son mosso a farne il presente capitolo. page 44v

Che cosa sia Canon, & come vadi cantato. Cap.LVI.

DOpò l'hauer molto ben ricercato le cose che si appartengono alle figure Musicali, dechiarato ogni dubbio, insegnato come, quanto, & di che valore sieno esser figure; è ben ragione che vediamo le cose piu intrinseche, & piu profonde: alle quali volendo io dar principio conuengo hora dimostrare, & auertire, che spesse volte due parte cantano una dentro all'altra; cioè quella istessa cosa che canta vna parte, dopò l'hauer aspettato alcune pause le canta ancora l'altra.
Questa sorte di cantilene si chiamano da cantori Canon, il quale non vuol dire ne precetto, ne legge, ne statuto, ne decreto ò constitutione: ma canto di due ò piu parte in vna contenute. Alcuni uogliano dire che si dice Canon a canendo; ma non è da credere: perche se questo, fosse ogni sorte di canto si chiameria Canon, perche si cantano, & seria vn nome che seruiria ad ogni sorte di cantilene: ma credo bene che in Greca voce rissoni altro di quello che rissona in latino. Venghi dunque da qual si vogli cosa, basta che Canon appresso i Musici vuol dire una compositione fatta con artificio tale, che vna parte canta quello che canta l'altra: Et è di due sorte vno chiamato semplice, & l'altro resoluto. Il Canon semplice è quello che non ha altro accompagnamento di parte solo quelle che cantano l'istesso, & si vanno dietro l'uno all'altro, come per corona. Il Canon resoluto è quello che nell'accompagnamento delle altre parte si può risoluere, cioè è una parte che ne contien dua, vna delle quali può essere in un'altra parte risoluta. Il primo modo è il piu commune che si troua, & si può dire che per lui li cantori intendino il secondo, & si suol fare sempre all'Vnisono che uiene a dire in vna istessa voce. Ma perche le parte che hanno da andarli dietro, & seguitare, se non hauessero qualche inditio o segno, non sapriano mai quando incominciare; per questo li pongano un.S.cosi puntato da ogni banda: per il quale uogliano i Compositori che i cantanti sappiano quel segno esser inditio di dar principio, non hauendo piu riguardo a ponerlo di sotto che di sopra, come quì si uede.
[Music example]
Cosi principia chi che si sia, & giunto al primo segno incomincia l'altro; come questo secondo è giunto anch'egli al primo segno, incomincia il terzo: cosi uengano a cantar tutti; Et nota che non per altro gli si pone quella fine; solo che per poterlo intorno a beneplacito de cantori girare, & farne corona fin tanto che a loro piace di cantarlo. A questa sorte de canti non ui si sogliano porre altre parole, essendo fatti per cantarli a modo di circolo, & li basta di hauer di sopra notato Canon, mostrando ò col numero ò con gli S.puntati, quante parte ui hanno da cantar sopra.
Ma prima che io vada piu inanzi, ò che io descenda alla dechiaratione del Canon si risolue; dirò di questo commune che di lui nisciuno ne ha da dubitare, essendo nella Musica, & tra cantori cosa si publica, & notoria, che non ha punto bisogno di altra proua ò dimostratione: Et quello che in questo caso piu si deue auertire è che si come simil sorte de Canoni communi rissonano bene con figure, & possano a modo di circulo ò corona seruire, & esser cantati: cosi ancora possano esser accompagnati con parole, & hauer la sua terminata fine. Dell'uno e dell'altro in prima vista par che non vi sia contradittione, ò in che contradirli: perche se vi sono le figure Musicali, è ben ragione che sotto vi si possino cantar le parole: massimamente se le sono commode, & atte ad esserui cantate.
Et poi in quel modo che si finiscano quando si vogliano finire, ò che chi canta si determina di romperui la corona et imporui il fine, cosi ancora in qual si voglia caso non bisogna credere che tutti si possino cosi volgere & girare, come si gira & volte questo superiore: perche se ne page 45 trouano de quelli che sono della medema sorte in quanto che sono Canoni semplici, & nondimeno finiti che si sono di cantare vna volta, non si possano ritornar a dire: Questo ne lo dimostrò Pietro Molu per quanto si tiene, & crede; tenendosi per cosa certa ch'egli sia stato quello che habbia composto questo infrascritto Canon.
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Scriuendoli sotto queste parole Trinitas in vnitate, & vnitas in Trinitate, non per altro effeto, & causa, che per dimostrare sotto la prima parola Trinitas, la quantità delle voci che possano cantar questo canto; & con quell'altra in vnitate la distanza, ouero la conuenienza della voce in che si ha da principiare: ma perche esso canto è fatto con tal misterio, & arte, che venendosi al fine non si può passar piu oltre, come si passa ne gli altri, che se ne fa quella corona che l'huomo vuole; per questo immediatamente vi pose, & vnitas in Trinitate; volendo che per simil parole s'intendi queste tre voci conformemente in vna vnità finale vnirsi insieme.
Questa maniera e questo stile è lodeuole, per non esserci pur imaginata ragione che li cotnradichi, & qui per altro il non si pone che per dimostrare come ci sono, & si fanno de i Canoni semplici che si riuolgano a modo di corona, & d'altri che terminati vna volta non si possano circulare, ouero ridire, senza non imporui il fine. A i Canoni i corona che sono quelli del primo essempio bisogna porui i ritornelli che sono quelle linee puntate che hanno nel fine, chiamate segni di repetitione; Ma alli secondi per esser priui di questa habilità di poter circulare, & andar a torno a modo di corona, vi si pone il fine ordinario che ordinariamente si suol porre alle cantilene commune.
I Canoni di rissolutione, poi sono sempre inserti, & concertati con altre parte, & hanno non solo le parole di sotto che hanno l'altre parte; ma anco si sogliano fare al Vnisono, alla Seconda alla Terza, & via di mano in mano sino all'ottaua, come per darne vn poco di notitia se ne forma l'infrascritto essempio, ponendoui vna parte dentro all'altra co i segni, & le parole che ordinariamente sogliano hauere. page 45v
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Questo modo di cantare da Compositori spesse uolte viene usato, sopra del quale non nascie veruna difficultà; attento che due parte cantano in una, incomminciando l'altra à cantare quando la prima che canta è giunta al segno della sudetta lettera puntata. Bisogna saper pigliar la uoce: perche quando il Canon è al Vnisono, hora è alla seconda, alla terza & c. non solo bisogna alzarsi dal primo che commincia una ò due uoci quanto dicano le parole: ma anco con l'alzarsi mutar il nome alle figure: come seria a dire se la parte che incommincia dice colui che l'ha da seguiare alla secon
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da; quando serà giunto al determinato segno, bisogna che comminci & dica.
Cosi ancora se uno ha seguitar alla ter
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za, spettato tutto quello ch'egli ha da spettare in questo modo ha da comminciare; che com
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minciando cosi tutti, tutti incomminciaranno bene. L'inditio di principiare si mostra nel istessa maniera che si è mostrato nel primo essempio: ma per farlo finire gli ne pongano un altro simile come si uede: accioche quello che ha principiato prima essendo giunto con l'altre parte al fine, tutte loro non habbiano da spettar quello che ha principiato dopoi, e però ui si pone quell'istesso inditio che si pone nel principio, accioche si come il primo è per colui che ha da seguitare; cosi ancora il secondo per quando ha da finire: Mi pare che intende bene il primo essempio, facilissimamente habbia da intendere anco il secondo, essendo nelle regule & ne gl'ordini quasi una cosa istessa. Quel cantore che gl'ha da cantare, altro non ha da osseruare, solo che, essendogliene proposto ch'egli sia al Vnisono, se bene al dì d'hoggi molti Compositori non li segnano con altre annotationi, & nondimeno uogliano che siano intesi per quelli che sono; che seranno alle uolte alla quarta, ouero alla quinta. Quante questi faccino bene lo lascio al giuditio altrui giudicare; uolendo che un semplice Cantore intenda i loro misteriosi canti. Però dico che non essendoci ne parole ne numero che dimostri s'egli è alla quarta, ouero alla quinta; sempre si ha da intendere al Vnisono: ma quando dopo la parola Canon seguita altra parola; ha da guardare se quella parola dice seconda, terza, quarta & c. & da quella pigliar l'ordine di cantarle; incomminciando à cantare colui che seguita, quando la prima parte è giunta al inditio. Questa maniera di cantar una parte dentro del altra; tanto nel Basso et nel Tenore, quanto che nel Altro & nel Soprano può stare; & la parte che ha da seguitare tanto può seguitar di sotto quanto che di sopra: e però nel porui di sopra Canon, sempre ui si sol porre ad secundam, ad tertiam, ad quartam & c. agiongendoui superius ouero inferius, che dimostra se si ha da seguitar di sotto ouero di sopra: Ma perche passando dal Vnisono al ottaua, ui passa la quarta, & la quinta; le quali il piu delle uolte sono chiamate con altri nomi & dette sotto altre uoci; per questo fa bisogno di sapere, & oltra il sapere di tenersi a mente che la quarta si chiama Diatessaron, la quinta Diapente, et l'ottaua Diapason tolte dalle parole Greche come nella Theorica di ogni si può uedere: per questo dici che non solo bisogna auertire di incomminciare a tempo & bene: ma anco di non torre un significato per l'altro, cioè che per la Diapason non fosse tolto la quinta, la Diapente per la quarta, ò la Diatesseron per l'ottaua; perche oltra il grand'errore che si commetteria; quel tale dimostreria una grande ignoranza, & da Musici seria molto ben beffeggiato. Il Canon dunque è una maniera di cantare che piu parte cantano una cosa istessa; & può esser all'Vnisono, alla seconda, alla terza & c. sino alla ottaua; & se si troua alle uolte Canon ad nonam ad decimam & ad bis Diapason, le se riducan sotto à queste prime di donde sono deriuate, & si cantano all'ottaua di sotto ouero di sopra come sono gl'inditij delle parole: basta che da questi principij si caua il modo di cantare qual si uoglia Canon.Resta solo che io dica come ui sono alcuni che componendo i canoni suo: gli hanno inscritto con queste uoci; Canon in Tuono, in Semiditono, in Exacordo & c. che uoligano dire Canon ad secundam ad tertiam minorem & ad seztam: come nel Lib. Quarto & nel Cap.3. la dechiaratione de tutti questi nomi si puotrà uedere: Cose piu tosto da dotto Theorico che da semplice Prattico. page 47
Similmente ancora si trouano alcuni scrittori degni per la loro fama di veneratione; i quali ragionando di questi Canoni riprendano coloro che cosi li chiamano, volendo che meglio, & piu propriamente si chiamino, fughe, repliche, consequenze, ouero reditte: essendo questo modo di cantare, vn riddire quel che dice il compagno; vn seguitarsi l'un l'altro; vn replicar l'istesso; & vn caminar per fughe: sopra di che io non voglio mouer parola, parendomi che il dire sia vn dir contra il vero: Ma perche i Prattici non nominano mai queste sorte di cantilene sotto il nome di reditte, di consequenze, di repliche, ouer di fughe; non volendo che i cantori per queste parole intendino altro di quel che ho detto. Per questo mi sono eletto di parlar di loro sempre sotto questo nome Canon. Essendo da tutti i cantori cosi chiamato, & da tutti i compositori nelle compositioni cosi scritto.
Però escusatomi di quello ch'io potrei esser biasmato, dico che ogni uno li può nominare come li pare, & piace; ma bene serà sempre Canon, meglio inteso per questa sorte di cantilene, che con qual si voglia altro nome. Essendo hora il mutarglilo vn voler quasi mutar nome al pane.

In quanti modi vna composition sola si possi cantare. Cap. LVII.

QVelle cose che sono piu intime, piu segrete, & piu nascoste; quelle iscoprendole sono di piu gran merauiglia, admiratione, & stupore; & iscopertole ci fanno oltra modo stupire, & merauigliare.
Onde se noi maturamente discorriamo, poche cose trouaremo che non habbiano in se qualche particular secreto nascosto; & se poche si troueranno di segreti scariche: molto piu dobbiamo credere che la Musica non ne sia vota, ma ben carica, & ripiena; hauendone fin quì scoperto tante. Però non mi pare di douer lasciare in tanta bella occasione di dire, che nella Musica, quale quotidianamente cantiamo, gli sono segreti non cosi da tutti conosciuti, intesi, & veduti; perche il cantore non hauendo altro riguardo che al cantore non si cura, ò forsi non si crede che dentro a quelle cose ch'egli ha dinanzi a gli occhi, ò per le mani, li sia segreto che senz'arte, ò cognitione di comporre si possi intendere, & sapere: Non dico segreti, per intendere de quei canti che sono segnati con diuersi numeri; ne meno per quelli che sono constituiti sotto gl'inditij de Modi, & de Prolationi; perche se bene quelle sorte di cantile fanno assai volte sudar la fronte a qualche buon cantore; non è però che le cantilene in se habbiano segreti oculti, & nascosti; essendo ogni figura constituita sotto regole, & le regole essendo publiche, & vniuersali; ne segue anco che i canti sieno publici, & palesi.
Cosi dunque non si può dire che i detti segni, numeri, & Modi sieno segreti: ma bene segreti sono quelli che nella Musica senza veruno inditio si trouano. Questi segreti che io dico sono di due sorte, vna sorte quelli che il Compositore componendo le sue compositioni in diuerse parta ha nascoste; coser seria a dire: quando ch'essi fanno che vna parte canti per il suo diritto, & l'altra incominci al contrario, cioè dal fine: ouero che vna canti, come cantar si suole, & l'altra canti le figure solamente con il lasciar le pause, ò col torre tutte le figure di tatto raddoppiate, lasciar tutte l'altre che sono di mezzo tatto. L'altra forte quelli che sono naturalmente nelle parte, a volontà, & complacenza di qual si voglia acuto, & speculatiuo cantore.
La prima sorte s'appartengano a i maestri dell'arte, & a quelli i quali sono della professione. La seconda sorte poi a tutti quelli che si dilettano di cantare. Però è da sapere che può ogni cantore senza cambiar il valor delle figure, uariare qual si uoglia compositione, non in un modo, ma in diuersi se egli uuole: Et questo si fa tutta uolta che le cantilene che si cantano alla diritta, cantarle alla riuersa. cioè che se le figure delle dette cantilene ascendano, descendere nella reuolutione; & se le descendano ascendere: non altrimente he s'egli riuoltasse il libro oue egli canta, & facesse che chi tiene il libro in mano da cantare, lo tenghi riuolto alla riuersa, alzando la uoce se le figure uanno in sù, & bassandola se la uiene in giu: cosi con questa poca cosa i cantori possano far sentire a gli ascoltanti un'altro canto, & uasciarli l'harmonia: ma bisogna esser padrone, & osseruare di queste poche, & breue regole, che in detta reuolutione in luoco di ut, si dice la; di re, sol; & di fa, mi: mutando le parte estreme una nell'altra, come seria dire; la parte che canta il basso darla al Soprano, & farla cantar in uoce di Soprano; il Soprano darlo al Basso cambiando l'Alto nel Tenore, & il Tenor nell'Alto; che cosi ne sen:irà mirabile effetto, & ne hauerà ogni sodisfattione. page 47v
Et quantunque uolendosi fare in tutte le cantilene questa reuolutione per non esser a questo effetto cosi considerate, & fatte; non solo alcune cattiue rimaneranno scoperte; ma anco molte consonanze che doueranno all'udito esser soaue, & diletteuole, seranno aspre, & dissonore: nondimeno per mostrar che si fanno anco delle compositioni con le cattiue, & con le cadenze: che riuoltandoel sono saluate, & fanno l'istesso effetto, io pongo questo infrascritto essempio.
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La resolutione di questo canto si fa come quì in quest'altro essempio si vede.
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Accioche i cantori veggano meglio il modo di riuoltar le parte, & odino l'harmonia dieursa causata dal moto contrario che fanno le figure; contra la opinione d'alcuni Prattici che non cogliano concedere in nessun modo che le parte si possino riuoltare; dubitando che non si possino saluar le cattiue.
Ma perche non solo cosi come si vede; che anco in altra maniera vna cantilena istessa si può cantare; hauendo io già mostrato in che modo si faccia questa reuolutione, le difficultà che ci possano nascere, & come le cattiue con le consonanze si possano fare, & vengano bene: voglio anco dire che ogni cantilene per difficile che si sia, dal numero binario si può al numero ternario transferire: & questa è stata la mia principal intentione nel formare il presente Capitolo; poiche ogni compositione può l'una; & l'altra harmonia fare: Et se bene il fine delle cantilene ordinarie per esser fatte, in numero paro con le ragioni del binario stile, & le cadenze venir tutte nel cadder della mano: noudimeno queste due cose non sono di si momento graue, che possino alla Musica si gran danno apportare: & questo perche tre Tempi binarij, cascano sotto dua delli ternarij, & le cadenze per tal diuisione non andaranno sempre in contrario, che ancora le se vedranno caddere in tempo: & quelle che vi andaranno in contrario; non dissoneranno tanto, che gl'ascoltanti s'habbiano a chiduer l'orecchie, ò vero se n'habbiano a fuggire.
Quì non ci è difficultà di quarta, ne di cattiua; ne meno si ricerca di hauer reogle per riuoltar le parte; perche i canti rimangano nel loro proprio natural modo in quanto al mouimento ascendente, & descendente: ma bene bisogna saper questo che volendo quelle cantilene che sono sotto il binario nuno, che se le fossero poste nelle Proportioni maggiore, & minori imperfette: accommodandosi sempre con la piu facile; accioche meglio i cantori cantandole possino riuscire; & se pur non vogliano hauer questo fstidio di considerar le figure oscure, & priuate del loro proprio natural ualore: le cantiuo come fughe bianche, lasciando di hauer a mente le perfettioni, el diuisioni, & l'alterationi. Onde accioche ogn'uno meglio m'intenda, tolto l'essempio riuoltato come piu propinquo, & postolo con le proprie figure sotto la diuisione de tatti ternarij se li mostra in che modo quello che già si è cantato col tatto ordinario; hora si canti in Proportione. page 48v
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et se questo modo a i cantori fosse assai difficile per la quantità delle figure diminuite; diuida ogni tatto per mezzo che dalla diminutione ne vederà risultare, & vscire la Proportion minor perfetta: cosi le si faranno piu ageuole, & tutti i cantori le potranno cantare, come cantandole sotto questa diuisione si puòvedere.
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Il simile si può fare del principale, lasciando come io ho detto di considerare le perfettioni, l'alterationi, & le diuisioni delle figure che potriano essere per ragion di Proporitone, diuise, alterate, & perfette: perche qualunque volta che le si hauessero à dimostrare in foggia di Proportione ò che bisognaria oscurar quelle figure che potriano pattire per gl'accompagnamenti delle pause ò delle compagne; ò che per vietare gli accidente delle Proportioni, farle tutte oscrure: Et io l'hauerci quì fatte, se hauessi creduto di non confondere ò l'uno ò l'altro: poiche oscurandole, mi haueria bisognato far le Semiminime di altra sorte riceuendolo la Minima tutto il suo colore: per questo io le ho fatte tutte di figure bianche, senza oscurarne veruna.
Chi desidera di sapere in che modo s'habbiano da fare le Semiminime, nelle Proportioni imperfette douendosi far la Minima a quella similitudine, guardi nel Libro terzo, nel Capitolo trigesimo ottauo, che iui haueuarà piena sodisfattione.
Questo modo di cantar le cantilene fatte sotto le considerationi del numero binario, nel numero Proportionato, & ternario, non è inuention nuoua, ne meno è cosa da non douersi fare; perche si trouano auttori che hanno vsato questa foggia di cantare, tra quali è stato vno Iacobo Vaed Musico antico, & celebrato; il quale ne gli Hynni suoi non solo in una occasione fa questa reuolutione: ma anco in diuerse, & questo particularmente si vede in quel Hynno di Natale che dice: A solis ortus cardine che Gloria tibi Domine, fa riddire tutto il primo verso in Proporitone; formando tutte le figure; in figure di Proportione imperfetta.
Ma perche ci potriano essere delle persone le quali per vn certo vso naturale, & per vna consueta ostinatione non crederiano che il sudetto compositiore si sia seruito di simil commutatione in ne pongo quì l'uno, & l'altro verso accompagnato con tutte le parte, sì perche si veggano esser quelle che io dico: sì anco perche cantandole si senti il procedere che fanno. Et si habbia certezza del buono effetto che producano, contrario al parer d'alcuni che credano, & vogliano che tal cosa non si possi fare, gli essempij sono questi.
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Anzi che per corroborarci meglio questa verità il sudetto auttore, non solo ne formò il verso superiore: che ancora ne formò il verso di San Michele Archangelo voltanto in Proporitone nel verso di Gloria tibi Domine, tutto quello ch'egli hauea fatto cantare nel verso Collaudamus venerantes.
Lascio poi al giuditioso, & perito Musico l'altre dotte, & profonde inuestigationi che intorno a ciò si possano fare; che a me basta per hora di hauer mostrato questo poco, non hauendo intentione di trattare de i secreti della Musica ò delle cantilene Musicale.

Se la Natura ò l'Arte c'insegna a cantar di Musica. Cap.LVIII.

FTanto proprio all'huomo il cantare, che quasi infra gli accidenti inseparabili si può connumerare, & porre: Onde spesso considerando la natura dell'huomo in questo particulare: mi merauiglio come la natura cosi leggiadramente a cantar l'inchini: poiche non si troua huomo che da natural voglia spinto non canti a qualche tempo, ò non gitti fuori voce simile al canto: e questo non per altro; solo perche essendo egli atto al parlare, (parlando) sente che il suo parlar rissona. & rissonando il suono non è simile al suono delle campane che dal suo grado mai non si moue: ma simile a vn suono mobile, & trasportatiuo, che hora s'anza, & hora s'abbassa; & di forte che si fà, si può moderare, inasprire, & far dolce: Cosi disponendo il ragionamento per sonori gradi, lo distingue; & di ragionamento lo riduce in canto: Di maniera che per dirla in breue la natura è quella; la quale c'insegna a cantare: facendosi alzar la voce con altra maniera che con quella che si parla: ma non però col disporci la voce in canto, c'insegna à cantar di Musica: perche la Musica è scienza, & arte che s'acquista per fatica, & non insertaci per natura & quì si vede quanta differenza sia da canto, & Musica; poiche sotto questo generico nome di Canto si contengano tutte le musiche harmoniali; ma non sotto il nome di Musica si contengono tutti i canti; essendocene de molti che non hanno nisciuna forma di harmonia: come quello che fanno i fanciulli alle volte nel sollazzarsi che cantano puerilmente come gl'insegna la natura.
E però quanto al quesito, se la uatua ò l'arte c'insegna a cantar di Musica, debbiamo à sapere che la natura c'inchina. ma l'arte è quella poi che abbracciando simil dispositione, ci mette su la via a ridur il canto in foggia d'harmonia, nè piu nè meno, che se vno non hauesse chi gl'insegnasse a ragionare; per grande che egli fosse non sapria pur chieder il pane, non che l'altro cose di maggior importanza; con tutto ciò, ch'egli hauesse libero la lingua, et hauesse voce atta a poter formar parole. perche se il ragionar nostro non venisse dall'arte ò dall'acquisto; tutti quanti c'intenderessimo, & non seria differenza alcuna tra il parlar Francese, & Spagnuolo, tra l'Inglesse, & l'Italiano, tra il Pollacco, & il Germano: ma essendo per arte acquistato, secondo ch'egli si è imparato, cosi s'intende. Il simile auiene alla Musica che se la non s'impara, non è chi harmonicamente possi cantare.
Onde è da notare che chi canta di Musica, et fà col cantare harmonia, può anco cantar semplicemente senza produrre alcuna sorte di modulatione, & esser canto di Musica come seria a dire, colui che sà cantare, qualunque volta che canta solo senza hauer altra compagnia che lo aiuti a cantare; s'egli canta secondo le regole, & gl'ordini Musicali: quel canto si dice che sia $$$, & semplice canto di Musica: ma s'egli è accompagnato si dice senz'altro che sia Musica: e questo perche la Musica consta di piu voci, & il semplice canto d'uan voce sola: Ci sono bene alcuni talmente da natura fauoriti, & aiutati, che quantunque non sappiano per arte cantare: cantano solo vna parte simile a una parte di Musica: & fanno che chi li ascolta, et ode, li giudichi per cantore: nondimeno presentandoli le parte d'una cantilena in mano, non conoscano pur vna figura.
Questi che hanno si bella, & fauorita inchinatione, fanno torto alla natura non imparando di cantare: perche con facilità mirabile impareriano, & de questi se ne trouano assai che per hauer vdito, & ascoltato altri, hanno per dir come si suol dire rubbato gli aeri da cantare a questo e quello senza hauerui fatto studio, & sono anco de nouelli inuentori: Il che ci mostra, che la natura per sua gratia ci promoue al canto; con la qual dispositione poi, applicandoli le regole, & imparando a conoscere le voci triste, & false, si viene a cantar di Musica; & far in compagnia d'altri quelle soaue harmonie che sogliano tanto dilettare, & piacere: cosa che molti tanto se ne delettano che quasi se ne nutriscano, & viuano. page 51

Del nouo & moderno modo d'insegnare a cantare. Cap.LIX.

SOleano gli antichi, et molti de moderni ando al dì d'hoggi sogliano, che il nouo et moderno modo d'insegnar non sanno; per certe uie lunghe caminare: le quali assai di quel tempo ch'al imparare faria bisogno tolgano: et molti in progresso di tempo s'aueggano, che de quei principij cosi lungo studio & fatica acquistati, & imparati; quando hanno imparato & sanno cantare nulla se ne seruano; Anzi che chi alhora gli li adimanda tanto se ne ricordano, quanto che se non li hauessero imparati mai. Quello in che si dura fatica in uano non è altro che il consumar il tempo nel insegnar la Mano con tutte le sue cose accessorie notate & poste di sopra nel Cap.24. la quale trattiene lo scolare senza profitto & utile: Non dico che la non sia buona & necessaria a quelli che vogliano passar oltra a i contrapunti, & alle compositioni: ma dico che a chi brama d'imparare a cantare è una cosa infruttifera: & quelli di piu anco che hanno pensiero di diuentare contrapuntisti, ò Compositori, mentre che si uanno assicurando nel cantare possano queste, & se le fosser anco cento altre cose imparare. In tutte le scienze & l'arte, i professori riffiutano le cose cattiue, & lascuano da parte tutto quello che non fa per loro, & quando lo scolare troua la uia piu breue; piu uolontieri impara, & imparando s'inanimisce. Onde n'auiene poi che gli altri vedendo che cosi presto s'impara, dalla uolonta spinti, & dal diletto di saper cacciati, anch'essi si mettano a imparare. Doue che i Maestri caminando per le uie moderne & breue, agumentaranno il numero d'assai piu scolari & cantanti, che non agumentariano se tenessero gli antichi stili. Questa breuità è tutta gloria loro, & per uia d'essa s'acquisteranno honore, vtile, & fama. Perche sempre hauerà maggior lode, & farà acquisto di miglior nome chi breuemente & presto insegna; che chi ci mette, & consuma lungo tempo nel far l'istesso. Però ogni maestro deue studiare questa breuità; & procurare che da scolari conoscinta sia: per non imbrattarsi le mani, & macchiarsi il uiso di quella infamia brutta, che molti per cupidità & auaritia si macchiano; non hauendo quella sincerità d'animo ch'à Christiano si ricerca & conuiene; tenendo gli scolari nel insegnarli piu che possano; che per lo stentare & lo spendere, fanno a gli altri che li ueggano fuggir la uoglia d'imparare: perche essi assai perdano, & fanno piu perdere al arte di quello che la non perderia, se non fossero cosi cupidi & ingordi; poi che il guadagno & l'acquisto quotidiano non consiste in altro che una multiplicatione, ò nelle cose per numero multiplicate.
Il modo dunque moderno et breue è questo di lasciare il principal ordine della Mano intesa per vt A re B mi, & c. per quelli che uogliano passarsene a i contra punti et alle compositioni che le possano imparare nel progresso che fanno del imparar di cantare; et uenire immediatamente alla consideratione delle sue principali lettere di che lei è composta, et perche chi bene ricerca in tutta la Mano non si trouano altro che sette lettere tre uolte multiplicate et la multiplicatione del istesso è un ridire la medema cosa: per questo si dice conforme a quello che si è detto di sopra nel sudetto Cap.24. che in tutta la Mano, non sono altro che queste sette lettere A B C D E D G. Come seria a dire per principiar da un capo A re, B mi, C fa ut, D sol re, E lami, F fa ut, G sol re ut: le quali si debbano mostrare et insegnare per la prima cosa allo scolare; & poiche l'hauerà imparate se fia bisogno gli le faccia multiplicare doue piu uede lo scolare hauerne necessità: & cosi introdurlo nella cognitione sotto quai nomi si sumministri la uoce quando si uogliano cantar le figure Musicale. Alcuni sogliano principiare dalla lettera C tolta in C fa ut; ò in C sol fa ut: & questo lo fanno perche la piu parte delle uoci conuengano nel graue ò nel acuto. L'una e l'altra uia è buona: perche quelli che caminano per la uia delle prime lettere che trouano nella Mano, si reggano dal ordine di esse lettere che principiano A B C D & c. & gli altri caminano per uia di natura: & benche senz'altro dal principio di natura si douesse incomminciare: nondimeno per la facilità delle lettere, et per non confonderle si debbe incomminciare dal principio di esse lettere: quando però i Maestri non conoscano che a un scolare sia molto piu meglio un ordine che l'altro: perche tutti dua sono in libertà sua. Fatto questo gli mostri poi che per la lettera C s'intende le figure cantarsi per natura; per F il b molle, et per G il b quadro; cioè che in tutti i luochi doue si troua questa lettera C quel ut cantarsi per natura, che uuol dir naturalmente senza ueruna accidentale occasione: & doue si troua l'F quel ut cantarsi per b molle, & ultimamente doue sitroua il G quel ut cantarsi per b quadro. Di modo che il C; et il G si cantano per natura; & l'F per b molle. Onde perche questo parlar di graue, di natura, & di acuto non da $$$ forsi serà inteso per decchiararlo & Darlo ad intendere ciò che ogni uno di loro uoglia dire dico, che per la diuersità delle uoci humane che seruano ò possano seruire à cantare, esse uoci si diuidano in quattro sorte principali: et cosi secondo che alle orecchie nostre diuersi effetti porgano; cosi diuersamente sono no page 51v minate. Quando che la uoce è grossa et che descende si come i Prattici la chiamano Basso, cosi i Theorici la chiamano graue. Quando che l'è alta in quell'altezza che la si può trouare, la chiamano Canto ouer Soprano, et essi uoce sopra acuta: dimodo che il Basso si chiama graue, il Tenore naturale, l'Alto acuto, et il Soprano sopra acuto: graue perche fra tutte le uoci si discerne esser le piu basse: naturale perche quasi tutti gli huomini naturalmente conuengono in quella uoce; acuta perche supera et trascende la naturale: sopra acuta, poi perche è sopra la naturale & sopra dell'acuto. Onde perche tutte le uoci humane, sieno di qual sorte che si vogliano, tutte dico conuengano in queste quattro sorte principali per questo è bene à torre le sette lettere di sopra nominate, et da quelle incomminciare à insegnar di cantare a chi brama imparar di Musica, & perche le uoci hemane naturalmente non ascendono piu di otto gradi; ouero otto diuerse uoci che uogliamo dire, ascendente una sopra l'altra:per questo si dice & prohibisce alle uoci acute imparar le lettere del graue: come anco alle parte graui imparar l'acute: essendo in gittar uia il tempo, et uno affaticarsi senza proposito. Però dal ordine delle lettere di natura & da quello che hanno in se stesse le dette lettere, si ordina & Distribuisce alla parte graue che è quella del Basso il principio di A re sino A la mi re; alla parte naturale che è il Tenore da C fa ut sono à C sol fa ut; alla parte acuta che è l'Alto da A la mire primo sino al secondo: alla parte poi sopra acuta che è il Soprano, da C sol fa ut in sno à C sol fa: & se bene queste parte etrano alle volte di vna nel altra: non per questo si ha da intrare da un ordine al altro; perche entrandosi si confonderiano tutte le principali maniere d'insegnare, & si entraria da vn ordine distinto, & chiaro; in vn ordine riuoltato & confuso. Et quel maestro che ha per le mani nouello scolare, non gli ha da proporre altre lettere, ne dechiararli altre cose che quelle che si conuengano alla proportione della voce: cioè s'egli ha voce bassa proporli le lettere nel Basso, & con quelle mostrarli la chiaue & tutte le cose che si appartengono alla voce graue; proponendoli le cose chiare et le piu semplici: se poi quel scolare ha uoce di Tenore proporli quello che al Tenore s'appartiene; procedendo con quest'ordine in tutte le parte: perche intesi che haueranno le cose principali della sua parte, à poco à poco entrando nella cognitione delle parte altrui; & senza fatica di chi gl'insegna si faranno patroni delle lettere multiplicate, trouandole l'istesse nel graue & nel acuto. A questo proposito di hauer distinto le voci graue & naturali, dall'acute & sopracute; non voglio restar di dire, che se bene in tutto l'ordine della Mano si troua anco b molle graue & b molle acuto, oltra gli quattro nominati: non per questo si reprobano dal detto ordine & si dimettano per cose inutile; perche quando si considerano le voci humane, si lascia di considerare tutti quei luochi che nella Mano sono per natura atti à riceuere le scale di vt, re, mi, fa, sol, la: ma solo si considera la voce bassa esser diuersa dalla naturale, la naturale dal acuta, et l'acuta dalla sopracuta: essendo essi luochi case oue sono reposti gli principij et l'introdutioni delle scale per natura & per b molle. Habbiamo dunque sin quì la voce humana distinta nel Basso, nel Tenore, nel Alto, & nel Soprano: & dimostrato che volendosi insegnare a cantare à qual si voglia nouello scolare, si debbano torre le sette lettere che si ritrouano nella Mano, in A re graue per il Basso, in C fa ut naturale per il Tenore, in A la mi re acuto per l'Alto, & in C sol fa vt, per il sopra acuto; & se il Maestro che l'insegna conosce esser bene à pigliarle in altro modo per accomodar il discepolo; non se li chiude la via, ò se li prohibisce di non poterlo fare, essendosi questo ordine dato nel vniuersale, seza pregiuditio del particulare.

Da chi si ha da cercar d'imparare a cantare, & qual cosa vn scolare habbia da imparar prima. Cap.LX.

Nisciuno al mondo per saggio, riccho, virtuoso, ò possente che suo padre sia; dotto ò uero con dottrina nasce; et chi poco, ouero assai di qualche cosa ha cognitione, non dalla Cuna ò dalle fasce quella cognition seco ha portato: Perche la scienza è vn vaso di dolcissimo liquore ripieno, al quale quando se gli và per torne, oltra che la via è faticosa, longa, ardua, et difficile: altro non se ne porta se non quel tanto ch'iui si beue; & veruno al compagno per torli la fatica ne può portare, se ei da se stesso faticandosi non se ne và a torre: perche ogni vno che ne uoglia conuiene andar al fonte, il quale è in defficiente. & che cio sia il uero; appertamente il si vede: che i piu saggi virtuosi ch'al Mondo fosser mai; ne a suoi figliuoli, ne ad amici, ouero heredi nel morire gli hanno potuto le loro virtù lasciare: cosa in uero di alta conditione, poi che quelle teste cosi sauie, & si di dottrina pieue, che già per le virtù singulare, & le belle qualità rare, tutto il Mondo prezzaua, stimaua, reueriua, & honoraua; morendo, è morto seco ogni lor sapere. Però fa dibisogno & è necessario che chi qualche cosa vuol imparare, col page 52 sudore delle fatiche se l'acquisti: & a chi l'ingegno & la natura assai aiuto porge: Lodi Iddio si largo dono vniuersal dispensatore delle gratue, che senza di lui nulla di buono si troua, & non se ne insuperbischi & glorij; che ben spesso ciò ch'hoggi amando si loda, domani odiando si disprezza: & quel fiore ch'hor hora è vago & bello sul suo piede; da quì à poco in terra pallido & disteso giace.
Si uede che il mondo de superbi quantunque dotti sieno stati, nulla honoreuol memoria di essi tiene, & appresso tutti sempre è stato piu in peggio l'humiltà semplice & ignorante; che la dottrina superba et ambitiosa. Questo si dice; accioche i scolari sappiano che si nasce ignorante et che chi vuol saper qual che cosa conuien che studiando l'impari: & accioche anco quelli che sanno vn poco piu de gli altri, non s'insuperbischino del lor sapere: perche i piu superbi edificij & le piu alte torre dal ciel percosse si sono rouinate & al fine destrutte. Onde uolendo dimostrare che i maestri non s'hanno delle loro dottrine à insuperbire dico: che non tutti gli huomini che sanno & hanno cognitione di qualche scienza, di quella scienza che hanno cognitione et sanno, possano esser maestri: perche molti sanno vna cosa & la intendano; ma non la sanno ad altri bene insegnare; che si come in tutte l'arlte gl'artefici con la cognitione hanno d'hauere l'attitudine; cosi anco i maestri conuengnno hauer gratia & modo d'insegnare: perche la facilità delle scienze consiste nel saperle altrui dare ad intendere. Colui dunque si può chiamar maestro che non solo è atto, ma ancora sà la sua scienza insegnare; & allhora si consoce s'egli sà insegnare, & se in segna bene; quando che dalla sua scola, ne sono vsciti, & n'escano scolari che subbito se vogliano possano esser maestri. Da questi bisogna andare chi vuole imparar presto & bene: perche scolar nouello malamente sà dar lettione, & perche prima che uno diuenghi maestro conforme al dir di sopra conuiene ch'egli prima sia stato discepolo & scolare; & ch'anch'egli ciò che insegna ad altri, da altri imparato l'habbia: io uoglio à chi si sente gagliardo & forte di poter insegnare apprirli la via d'acquistarsi honorata fama & lodeuole riputatione.
Però deposto da vna parte tutte le ambitioni, & pensato qual sia la uia piu breue, di quella faccia elettione, & innimischi lo scolare al imparare: accioche tanto piu se gli confermi la uoglia di sapere, & datoli scritto dinanzi le prime lettioni della Mano & con che nome si sumministrino le figure con la uoce, gli msotri vna delle infrascritte scale.
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Quale che piu fanno a proposito dello scolare: accioche da se stesso possa studiare di legger le figure, & nota che si come egli li mostra la uia con che si ascende: che cosi ancora gli ha da mostrare con che mezzo si decende; tenendosi altro ordine di quello che si è tenuto nel ascendere: & però fattoli imparare vna di quesse scale ascendendi li mostri & li facci imparare vna di queste scale descendenti che sono l'infrascritte.
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Cosi per questa breue via imparato di leggere, li mostri tutto il numero delle figure Musicali, & li dichi di ciascheduna il particular ualore, tanto delle maggiore quanto che delle minore; di poi li mostri il tatto, & li dica in che modo si sumministrano le figure sotto di lui; & preso un libro oue egli intende di darli le prime lettioni, incomminci alquanto di quelle figure lette con esso à cantare, & tanto seco le canti che cantandole hoggi & domani, le cominci al quanto à cantar bene, doue che poi assicuratosi alle uolte lo possi lasciare. Sono alcuni che trouano cantilene per darli le prime lettioni, nelle quali il cantore non sia astretto di far m$ntatione: accioche piu facilmente l'impari; ma quello di che il maestro debb'essere auertito è ch'egli seco non canti sempre come fanno alcuni; massimamente quando lo scolare incomincia à intendere il valor delle figure, & ch'egli se ci accomoda à portarle bene: perche oltra la fatica che inuano egli dura: mette assai piu tempo nel insegnare; piglino in questo essempio, dalle nostre madre ouer nutrice; che per non tenerci ogni hora nelle braccia, uolendoci insegnare à camonare, esse con uno de suoi passi ci fanno mouer i piedi & ci guidano; che quando poi li pare che siamo alquanto assicurati ci lascia da noi stessi gire: ma quando per debolezza nostra mostriamo di uoler cadere, presto le ci porgano la mano.
Cosi deue fare ogni buon maestro che brama & ha dessiderio di far delli scolari assai. Si guardi ancora, di non seguirare quel si (da buoni) biasmato stile, di cantar si forte, che piu corte cantar non possa: parendoli forse che il ben cantare consista nel gridare, & non si auede che egli stanca le uoci senza alcun profitto, & fa ridere gli vicini & chi passa per quelle contrade: che se lo scolare non potesse imparare senza gridar forte, direi che gli hauesse ragione: ma si vede che cantando piano anco s'impara: però si come tutte le attoni ricercano modo, & moderatione, modo per farle riuscir belle, & moderatione per far che le durino: cosi anco l'istesso deue fare il maestro: moderarsi nel gridare: & hauer modo di non seguitar sempre chi piglia le lettioni: In questa tale occasione basta di vdir tanto la uoce; quanto che intonando le figure, non se li conoschi diffetto ò mancamento: Cosi poi conuenendo lo scolare (col tempo fatto cantore) di cantar in Cammera: canta si fattamente che per cantore da chi fa eletion delle parte non è riffiutato mai: che se egli hauesse l'uso di cantar forte, in quel caso seria difficil cosa ch'ei si potesse moderare: & chi dice che col gridar forte le uoci si fanno; s'inganna doppiamente, prima perche molti imparano di cantare per cantar piano & nelle Cammere, oue s'abborisce il gridar forte, & non sono dalla necessità astretti a cantar nelle Chiese, ò nelle Capelle oue cantano i Cantori stipendiati; & questi sono i Gentilhuomini: & gli altri che non hanno dibisogno per questa uia di guadagnarsi il pane: & poi perche si stabiliscano le uoci solamente quando le si mutano; & chi da natura non l'ha fote per gridar non l'ingrandisce mai; gridi pur quanto sà gridare. Similmente quando i scolari hanno imparato di nummerare le pause, non permettano mai che cantando le cantino forte, ch'oltra il disturbo che si da à chi li ua dietro ò inanzi nella numeratione, mostrano la poca accortezza che hanno hauuto i maestri nel insegnarli & nel darli le lettioni. Queste cose tutte uanno vna dopo l'altra insegnate; secondo che si uede colui che impara piegarsi alle cose cattiue: Ma perche non resti con la cognition sola del notegiar per natura; dopo ch'egli si serà assicurato nel leggere ogni cantilene naturale; li proponghi poi gli essempij accidentali che sono quelli fatti per b molle in una de queste maniere che quì per commodità di ogni vno si vede.
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Perche se gli ponesse inanzi con le naturali, seria vn volerlo confondere senza verun guadagno, che ne anco i fanciullu quando vanno alla scuola i maestri non gl'insegnano tutto in vn tempo di compitar le lettere, & di releuar le silalbe: ma gl'isnegnano prima vna cosa, & poi l'altra: Cosi si può seguitare fin che li pare di poterlo far cantare in compagnia: allhora poi gl'insegni il modo di cantare, & di raffrenar la voce per non superare gli altri: ne però permetta che canti si piano, che vna Musica oue egli è introdutto a cantare paia vota, ò senza quella parte: perche l'uno, & l'altro sono deffetti insupportabili.
Et questo si dice perche molti hanno voce detta voce di testa; la quale è da cantanti produtta con vn certo suono frangibile, & il frangente è una certa cosa che per ogni poco si sente; e però si auertiscono a moderarglila; sì perche non habbiano da superare gli altri; sì anco perche la detta voce di testa il piu delle volte offente.
Queste & simili altre cosette sono necessarie di essere al cantore con le lettioni mostrate: accioche poi nel cantare dia di se a tutti buona sodisfattione; altrimente sappia che non serà se non in qualche bisogno prezzato, & si farà di lui come si suol far delle Gemme pretiose che alle volte si legano in piombo non perche le habbiano cosi sempre da stare: ma perche allhora non hanno occasione di legarle in oro, in quel modo che le legano poi con commodità, & opportuno tempo.
Qui non resterò poi con l'occasione di hauer posto le scale naturalu, & le trasportate, di dir ancora che non tutti sanno con che mezzo s'eschi fuori della Mano Musicale: Et accioche ad ogni vno a cui si rappresenterà occasione d'vscir fuori tanto nella parte superiore quanto che inferiore, non paia strano, & l'habbia per cosa difficile se be formano questi quattro infrascritti essempij. page 53v
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Cosi con questi mezzi non solo saprà le scale che sono dentro della Mano Musicale: ma anco in ogni caso di vscir fuori saprà come si esce. Coloro poi che non si voelssero seruire delli superiori essempij: Adopri gl'essempij del Tigrino; ò se pur anco quelli non li piacciano se ne formi a suo volere: che tutto quello che quì si dice; si dice in quanto al'vso commune, & non particulare.

Chi, & quale debba essere il Cantore. Cap.LXI.

QVanto le scienze, & l'arte sono piu nobile, tanto piu nobile professere, & artefice ricercano, et richiedano: perche cominciando dall'arte; brutto seria di vedere chi maneggia l'Oro, l'Argento, & tutte l'altre pietre pretiose; che maneggiasse ancora le cose sozze & immonde.
Et si come per corrispondenza della persona, al Villano comparisce bene in mano, la zappa, l'Aratro, e'l Vomere; & non gl'Elmi, i Stocchi, i Stendardi, & li Destrieri: cosi anco nelle mani de molti non istanno bene le cantilene. Onde perche la Musica è vna certa scienza della quale i nobili volontieri se n'ornano, & con essi loro molte volte i Signori di grande importanza l'imparano per hauer honoreuol solazzo, & piacere, per questo fia bene di mostrare chi, & quale debba essere il cantore.
Però dico prima che l'arte in se, & la professione della Musica; ha piu del nobile che del meccanico, & hauendo piu del nobile come ogn'un vede; si prohibisce a chi che si sia l'impararla, & imparata essercitarla, ch'essendo occupato in arte mechaniche, per essercitar gl'essercitij suoi conuien portar zinnali ò paramanzi: che se bene quando si congregano in vn luoco per cantare, per quel poco tempo li depongano; non per questo di equità, & di ragione li si concede: perche chi li conosce, per quelli sempre li tiene: non solo perche i detti parananzi, & zinnali fanno nauesa qualunque volta che si veggano in questa delicata attione: ma anco perche sempre ritengano del'odore di quelle cose ch'essi maneggiano: Et se a veruno mai licenza si douesse concedere, & dispensare: Muschiari, & Profumineri piu che a qual si voglia altro artegiano si doueria dispensare & concedere, i quali per le cose odorifere, & delicate che continuamente maneggiano potriano tra persone honorate, & ciuile conuersare; nondimeno perche l'arte manuali son contrarie a questa professione a tutti gli artegiani senz'altro se li prohibisce: & non ostante gli artefici ( le cui arte i Signori, & i Gentilhuomini hanno a schiuio, & sono vili) non si debbano occupare in questa scienza, & professione, si prohibisce ancora a Vecchi, massimamente a quelli che piu di dottrina, & prudenza sono ornati, & pieni. Onde per non tediar la gente in far scielta del cantore dico, ch'egli deue essere giouine, pullito, ben vestito, non al tutto ignorante, non di fauella impedito, ne men mordae nel parlare; ma gentile, cortese, mondo, & adorno: che gl'ornamenti per dell'honestà non passino i terminati segni. Non debbe esser buffone, ne de quelli che si dilettano di burlar li compagni, ne meno di notabil vitio macchiato: perche i vitij notabili, il burlar li compagni, & l'esser buffone, causano il disprezzo della persona; oltra che toglie ogni honesto ardire, & chi non si cura di conuersar tra l'honorata gente con infamia, dimostra esser sfacciato, & senza honore. Et se nisciuno ricercasse l'intima ragione perche a Vecchi piu che a gioueni l'imparar di cantare, & etiam l'imparato si prohibisce; sappia che non per altro prima, perche molte volte ò per dir meglio in pochi vecchi la vaghezza, la pulitia, & gl'ornamenti della persona esteriore si ritroua. & poi perche la Mu page 54 sica è vn sollazzo piaceuole, & vna dolce recreatione, & essi non hanno bisogno di sollazzarsi & recrearsi: ma bene (à guisa di buon soldato che essendo sfidato alla battaglia s'arma, & vigilante aspetta lo nemico) d'apparecchiarsi & disporsi alla morte: che se i giouani moiano; tanto piu essi della morte debba temere & dubbitare. Or dico che la conuersatione humana, non solo ama, ma anco abbraccia & accarezza le vaghezze, gl'ornamenti, & le pulitie humane; & per contrario, le difformità, l'immonditie, & le cose sozze sprezza, condanna, & fugge. A quei vecchi solo si comporta il cantare, che de canti sono compositori: perche se bene in loro qualch'vna di queste imperfettioni appariscono: nondimeno l'aspetto venerabile, & la dottrina che hanno in questa professione, ogni diffetto cuopre. & percio si vede ch'essi il piu delle volte tacciano, & non cantano; se però de cantori non hanno gran bisogno & penuria; à quali i diffetti & le imperfettioni senile si supportano, essendo à Cantori come Maestri & Padri. Ma non si deue già comportare che le donne imparino, & faccino questa professione; se non hanno à essere nel secuitio di Dio collcate: ouero se quelli che l'hanno, non si compiacciano cosi d'hauerle per vdirle à cantar sole: poiche essendo questa professione di non poterla fare senza compagnia, per douersi accompagnare & mescolar tra giouani & huomini fatti, (non trouando gran numero & copia di donne che sappiano cantare) fariano che in cambio di cantare le se stariano con essi à sollazzare; & i suoi prorpij che hanno carico di custodirle bene, gli apprirebbono la via; & li spallancharebbono le porte à farle cadder nel male in che essi cercano di ritrarle: & cosi de disonori suoi seriano le prime & principal cagione: Perche se bene tra le donne ancora si troua chi habbia animo & cuore di maneggiar le spade, non per questo se concede che le tolgano in mano, & che se le cingano al fianco: perche togliendole et cingendosele: conueriano con gli huomini arditi et valorosi praticare: & praticando seria sicura via à farle trabboccare: Oltra che fuori de canti dedicati à Dio: (che poi non si cantano in altro loco che nelle Chiese) altro mani non si canta che le doglie, le passioni, le pene, gl'affanni, & gli martirij che per amor di donna patiscono gli amanti: per il che i Cantori cantandole, si sforzeriano di dirle & mostrarli ch'essi le cantano in suo fauore, quantunque anco non ci hauessero pensiero; & cosi le direbbono si affettuose, & non sospiri si caldi, che le farebbono di se stesse in vaghire, & inuaghite cadder dentro alel rete di chi fosse tra cantori piu auenturato & piu ardito; ò di chi meglio l'hauesse saputo tendere.
Questo dunque io lodo & per commun zelo io uorrei che si come un huomo per necessitò grande ch'egli habbia di uiuere, non stende le mani sù l'ago, sù là connocchia, sul naspo, ouer sul fuso: che cosi anch'esese lasciassero da parte quelle attioni virile con le quali senza macchia, ò periculo di macchiarsi, non si potriano far uedere: & che attendessero à qnello che pin gl'importa; & non uolessero esesere à se medeme le reti, i fossi, i precipitij, & le ruuine: che se molti non permettano che le figliole loro imparino di leggere & di scriuere, per torli l'occasione di far male: & nondimeno col leggere particularmente possano al anima assai giouarsi, legendo & recitando le deuote et sante orationi: quanto maggiormente il doueranno prohibire il cantare; non apportandoli il canto uerun bene spirituale? Anzi che se noi vogliamo ben considerare il tempo ch'essa una tal attion et virtù può essercitare; lo trouaremo si poco & si breue che senza altra ragione gli lo prohibiberemo: poiche ne gli anni solo in che ella Vergine viue; si troua di fatiche scariche & uota: perche dopoi l'essersi accoppiata in Sacramento matrimoniale, comminciano i parti à trauagliarla, & i figliuoli a disturbarla in maniera tale, che non li manca mai che fare.
Et però dico ch'a lei ancora questa attion si vieta: et al huomo si concede: trouandosi l'huomo piu libero, piu faciel ad adoprarlo, & piu schietto ne gli adornamento che non è la donna.
Il Cantor dunque debbe esser giouine, vago, pulito & bello senza veruno de quei diffetti di sopra commemorati, & quelli che non sono tali non riguardino al mio dire. ma si sforzino di esser tale tra persone honorate quale à persone honorate si conuiene, che copriranno ogni difformità & imperfettione.

Delle particulare qualità del Cantore.Cap.LXII.

NE l'arte, nè la natura conducano tutte le lor cose à perfettione, che l'una e l'altra per diffetto, et mancamento di materia ne fanno delle mostruose et strane: Anzi che le nostre madre proprie che pur hanno buona & pura intentione di farci compiti & belli; per il sudetto mancamento & diffetto ci fanno mostruosi stroppiati & guasti: che se non fosse alle volte l'ingegno & l'istess'arte: per mezzo dela quale molte cose si rispettano & racconciano; non seria chi ci volesse vedere: & page 54v può tanto questo ingegno & quest'arte, che se le cose alle uolte fossero del suo abellimento spogliate & nude, rimariano si difforme & brutte, che le ci seriano odiose & abomineuole.
Per l'ingwgno & l'ornamento dunque si trouano molte cose si vaghe, che non solo sono poste tra le cose belle; ma anco nel numero delle bellissime. Onde è auenuto che hoggi giorno tutto quel che si vede per l'artificio grande ch'in se tiene, da tutti con stupore & merauiglia si ci mira: Il cui artificio da altro che dal giuditio humano non deriua ò uiene: perche eglio è quello che l'arte signoreggia & possiede; & con esso ordina, diude, applica, & dispone sopra tutte le cose quanto li pare ò piace.
Or se l'huomo detto animal perfetto à cui è dato con l'ingegno & l'arte di poter ne i bisogni aiutar la natura: nelle cose monstruose tanta diligenza & studio pone nel coprir i diffetti altrui; quanto piu ei deue faticarsi in ornarse stesso, & in cuoprire i diffetti suoi? Certo che gli habbiti & le vestimanta belle, nascondano di grande difformità, & di brutte cose: le quali ancor che senza vergogna le si potessero vedere, per non essere delle repprobate, ò delle uergognose: nondimeno volontieri le si tengono nascoste & coperte: perche nisciuno ama uedersi brutto & difforma; & tanto piu l'huomo vi studia in coprire i diffetti suoi: quanto più specchiandosi brutto si vede: Il che si loda quando si può fare: ma perche non tutte le difformità & imperfettioni ch'uno ha in se stesso può v edere come altri le ueggano bene. però mi è parso cosa honorata & Degna; di auertir il Cantore con questo presente Cap.
Però li dico che l'ornamento del huomo non consiste solamente nel habbito, & nelle vestimenta; che anco consiste nel procedere, ne gl'andamenti, nelle attioni, & nei costumi: & perche i costumi mostrano le attioni compite & perfette, le attioni poi perfette & compite si ueggano nel operar bene: per questo dico che essendo anco la Musica vna operatione; ricerca costumi, creanze, & bel procedere.
Bisogna dunque che il cantore sia ben qualificato & compitamente de costumi ornato: perche cantando opera & operando fà atti, i quali se non sono bene accompagnati lo rendano odioso & disdiceuole. Non si dice ch'egli non habbia tra gli huomini di questa pofessione star ardito, & essere animoso & viuace: che in ciò tutta volta che non si passano della modestia i segni, non se li ha da dar legge; ne meno io intendo di moderarlo nel parlare, nel scherzare, nel motteggiare, nel audatia, ò in altro che che si sia: poiche può bene ogni vno pensare, che ragionando de canti, di Musica, & di Cantore; non vorò toccare di quelle cose che non fanno à proposito del ragionamento mio: ma solo dirò di quelle che piu vanno à proposito.
Quelle che piu vanno à proposito sono tutte le attioni mal fatte, che il cantore non auedendo si fa nel cantare. Però prima habbia riguardo mentre che canta di non far atto non solo con la uita; ma anco con la bocca: torcendola hora da una parte, & hora dal altra; ò di riuoltar gli occhi à modo di spiritato: perche chi l'ode & scolta: non solo lo scolta & ode; ma anco l'osserua & mira: & perche le belle fatezze piacciano piu che qual si voglia altra cosa: per questo dico che sempre piu piacerà à gl'ascoltanti schietto Cantor modesto: che l'artificioso scontrafatto.
Di quì nace la cagione che molti prohibiscono à Sig. il sonare gl'istrumenti da fiato come le Trombe i Cornetti, i Pifari, e gli altri: perche con essi si conuien guastar il uiso, & di bello ch'egli appare, farlo mostruoso & difforme: & se alcuno mi dicesse che tal cosa ista bene ad un Signora che à un altro ista male: come seria male à immitarli, nelle pompe & nelle spesse, ò nelle attioni delle giostre ad altro: & che per questo non serà anco cosa da farci stuppire & merauigliare se à Sig.non è lecito il far simile attioni difforme: che à un altro si comportano ne sono punto disdiceuole, rispondogli li dico che altro è l'immitar uno nelle facultà di fortuna, et altro è l'immitarlo ne i beni & nelle facultà della natura: I beni di fortuna si debbano tener stretti et cari, perche facilmente si perdano. ma i beni di natura per non potersi perdere, ogni uno è obligato à spenderli largamente: oue si vede che tanto al pouero; quanto che al ricco stanno bene i costumi.
Perche dunque se la natura ha fatto ad vno la bocca dritta profilata & bella: & gli occhi immaculati sinceri & netti: perche dico torcerli, & in atto difforme riuoltarli vuol egli quelle bellezze guastare: se quelli che l'hano storte & guaste, con ogni ingegno & arte cercano di rassettarsele? Ogni vno deue: anzi si de forzare di mostrar a tutti le piu belle qualità del corpo ch'egli habbia, et che siano degne di esser vedute; & non quelle che per natura sono belle guastare, ò con difformità cuoprire.
Secondariamente si guardino i Cantori di non caddere in quel errore che molti ci cascano; che per accomodar la uoce, et pronuntiar le figure Musicali con il tremolo, mouano con tremolo il capo, come se quel tremolo dal capo venisse: & nondimeno esso col capo nulla hà che fare: et che cio sia il uero (se però non lo uogliamo credere) rimiriamo molti che lo fanno, et non solo non mouano ilcapo; ma ne anco pur la uita, et lo fanno si bene che non si puo far meglio: Anzi che de quelli i quali mouano si la page 55 testa, ce ne sono assai che quantunque la mouano non lo fanno, et si credano di farlo: Questi sono simili a quei fanciulli che caualcando un elgno si credano di caularcar ogni gran bel destriero. Il tremolo nella Musica non è necessario; ma facendolo oltra che dimostra sincerità, et ardire; abellisce le cantilene: ma lo star sauio col capo, co gl'occhi, e con la vita, è quasi una necessità ne i canti, inseparabile: che si come il cantar male alle punghate orecchie dispiace; cosi anco dalle difformità et bruttezze che si fanno con la vita nel cantare, gl'occhi non hanno buon diletto ò sodisfattione. Coloro ancora fanno male che per farsi consocere et stimarsi da qualche cosa nel cantar che fanno, cantano due ò tre figure su'l libro, et quattro e sei con gli occhi girati altroue; chinando il libro in he cantano, ò coprendolo con le mani: perche nel cantare non si ha da far attione che dimostri disprezzo: et tanto piu quest'atto disdice, quanto che volgendo gl'occhi hora à un compagno, et hora al altro; gl'astanti che stanno ad ascoltare et che non sanno piu che tanto, pausando quelle parte ch'esse riguardano; si credano che col guardarli si siano aueduti di qualche errore commesso da quel tale che alhora pausa. Cosi per questa uia fanno credere a quelli ch'iui sono congregati et ridutti per sentir à cantare che i Cantori non sieno cosi buoni perfetti, et sicuri come lui, et pur alle uolte ce ne seranno de li migliori. Ne meno vogli otacere il biasmo de quelli che hauendo vicino a loro un Cantore di poca stima, sentendo qualche da loro non conosciuta disonanza; cagioata per artificio delle compositioni, o per la prestezza, ò intardanza di qualche altro compagno, alla prima gittan gli occhi sopra il sudetto Cantore, et fanno che la gente creda che quel tale della disonanza sia cagione. Di piu anco non s'hanno da lodar quelli che hauendo alle uolte udito un passo, ouero che per scienza lo sanno tacendo in quel punto la lor parte, per dimostrare che sanno qualche cosa si mettano à cantar le parte altrui; dando mala sodisfattione a quel cantore che in tale occasione senza uerun proposito d'altrui si sente à cantar la sua parte; et spesse uolte lo distolgano dalle uaghezze ch'egli in quei luochi si sente di ptoer fare. Quand'uno attende a i fatti suoi dimsotra a circonstanti d'esser prudente et chi fa bene ciò ch'egli deue, ogni obligo adempisce, et non si reputi mai ueruno che l'entrar nelle fatiche altrui honor li sia, et ultimamente chi impedito et occupato si ritroua, malamente gli altri aiuto porge. Questo non si dice per li maestri del arte, et per quelli che sono della professione: perche essi col cantar loro non tolgano i luochi, ne l'animo al cantante di fare i suoi fioretti: per esser tutto quel che fanno sempre con artificio fatto, et non porgano aiuto se non à chi stà in procinto di caddere, et di piu quando hanno la parte in mano la cantano come cantore, ascoltando il concento come Compositore, et non cercano in quest presuntioni, tolte (da chi se ne intende) per uanità et sciochezze. Sono altri cantanti che non sanno cantare, se non tengano il libro con il capo uoltato alla parte sinistra, ouero alla destra, et piu altri ancora che sempre si maneggiano la barha, ò che con diti si purgano il naso, o che si poggiano con le mani al viso, et molt'altre cosette, ch'ogni vna tanto disdice; quanto che rimirandole in altri le non ci piacciano.
Cosi ancora non ista bene à chi canta di giocar con le mani, co i piedi, ò con che si sia in tauola; ne maneggiarle senza proposito ò pensiero: perche stando in quella attione, deue pensare ch'ogni vno mirandolo l'osserui: Et si come una vaga, & bella giouine trouandosi in luoco publico oue si conuiene con modestia stare: perche sa da tutti esser rimirata, si guarda di far atto per cui chi la mira l'habbi da burlare & beffeggiare: Cosi anco il Cantore considerando ch'ogni vno mentre egli canta, volontieri lo guarda, si deue emendare di tutte quelle cose ch'egli in altri vede star male. & di quelle ch'egli crede che in lui non stiano bene: s'egli però di lui vuole à gl'astanti dare buona & compita sodisfattione: Et benche non ogni volta che si canta si troua gente ch'osserui questo & quello; perche non sempre si canta per delettar altri ch'ancho si canta per dilettar se stessi: nondimeno i compagni proprij che cantano rimirandosi alle volte l'vn l'altro, veggano le attioni brutte & belle:Cosi dopo il cantare pigliano con summo diletto piacere de quei atti si difformi & scontrafatti: Altri senz'auedersi ciò che fanno cantando cantando, accompagnano con il capo le figure; dimodo che se le figure descendano, essi col capo s'abbassano; se l'ascendano s'inalzano.
Altri non potendo nelle figure che sono collocate in certe corde alte giungere & ariuare; slungano il collo & inarcano le cighia mostrando vn viso dispiaceuole che par apunto che ci sieno tirati per forza. Altri vltimamente ritirano la faccia sotto la gola, & pare che cantando si bogliano cacciar la barba dentri il petto; per il che chi li vede resta di quel'attione molto mal sodisfatto. Perche la vaghezza del cantare stà nel porger con gratia & attitudine la voce, & ne gli atti & la modestia della uita: & si come al oratore si ricerca & conuiene non solo la vaghezza della fauella con che il suo bel concetto dichi & narri: ma gli atti, i gesti, & i costnmi con che i concetti suoi sieno ben esplicati & dimos trati: cosi anco si ricercano al Cantore. Molt'altre cosette sono da notarsi che cosi da tutti non sono vedute & osseruate. page 55v
Però fra tutte l'altre si pongano queste uniuersale, & si dice che ogni Cantor si guardi dopo l'hauer alquanto cantato, parlando ò non parlando di non sbadacchaire, ne di voltar le carte, ò di nummerar quante cose sin allhora si sono cantate, ouero col tor licenza dimostrar di uoler partire per qualche suo afare: perche tutte queste cosette dimostrano che colui è stuffo di cantare, et quando l'huomo per ricrear altrui ò per sodisfar à se stesso od à chi l'inuita in alcun luoco ò chiamato andandoci deue patientemente quel poco d'affanno suffrire: Perche se pensiamo bene a i fatti nostri, molte uolte da pura volontà, ò da preghiere de gli amici siamo condotti a uedere una Pastorale, vna Commedia, ouer Tragedia; nientedimanco non ad ogni hora noi ne possiamo uscire: & si come quel hore odiose & dispiaceuole si suffriscano, cosi maggiormente nelle attioni nel cantare questo & altro si può suffrire. Tutte queste cose per volerle ben fuggire, nel princidio quando s'impara le si debbano schiuare. Però quando i maestri insegnano di noteggiare, habbiano auer tenza di non permettere che il scolar canti col capo torto, che torchi la bocca, che riuolga gli occhi, ch'alzi, o ch'abassi con le figure il capo, che non guardi altroue se non sopra del libro, che non giochi con le mani, et ch'vultimamente non faccia cosa ch'à gl'occhi altrui offenda: perche destolto da quei vitij, piglia si bella et fatta piega che in ogni luoco oue egli è veduto à cantare, la gente s'inamora di lui, vedendolo stare à quita di pudica sposa, o di timida donzella.

In che modo si possano le figure Musicali cantar con gratia. Cap.LXIII.

IN tutte le operationi humane, sieno di qual si uoglia sorte che si vogliano, ò da che chi si sieno fatte, si ricerca gratia, & attitudine; non dico gratia, per itnendere di quella gratia ch'hanno i sudditi particualri sotto i Re & l'Imperatori; ma ben per quella ch'hanno gli huomini quando in fare vn attione dimostrano di farla senza fatica; & all'agilità, aggiungano le vaghezze e'l garbo.
In questo si consoce quanta differenza sia nel uedder star à cauallo un Caualiere, un Capitano; ò un Zappa terra, & un Facchino: & con quanta leggiadria, tenghi in mano, spieghi, & moua lo stendardo perito & buono Alfiero; che vedendolo in mano a un Calzolaio non sol si scorge che non lo sa spiegar & mouere: ma ne anco tenerlo in mano: Questa gratia, & queste vaghezze, alcune ce ne sono insegnate dalla natura come l'andar su la uita, di caminare, di portar gl'habbiti & altro: alcune altre poi si prendano dal commun conuersare; come per veder le molte & diuerse attione altrui, le quali ci fanno à questo & a quello diuenir seruitore: Perche molti sono amici, a cuidel amicitia furono istrumenti le gratie & le belle attioni: Anzi si trouano molti, che senza essersi mai ueduti ò conosciuti; dalle vaghe attioni & belle gratie che mostrano nel far le lor cose essersi inamorati.
E però alle volte si uede ne i giochi publici come di Balla ò di Ballone gl'astanti hauer particular affettione piu a uno che à un altro senza ch'egli di ciò ne sappia nulla; non per altro se non per accompagnar con gratia & attitudine le botte.
Similmente ancora per i bei atti fatti da un Chualiere in giostra li huomini restano in amor legati & uinti. Non è dunque fuori di proposito, hauendo il Cantore a ritrouarsi alle uolte tra diuersa gente, & fare una publica attione di mostrarli come le si facciano con gratia: perche non basta l'esser corretto & moderato in tutti quei atti che lo possano far difforme; ma se ricerca, che gli atti & le attioni con garbo & legiadria accompagnati sieno. Alhora il cantare accompagna gli atti con la gratia, quando che cantando oltra le cose diffusamente dette nel Cap.superiore, accompagna le uoci con vaghi accenti. Però sia auertito prima di pronuntiar le parole schiette, intelligibile & chiare, che ogni vno facilmente le possa intendere; & non se le rattenghi la mettà fra denti, che non è si bello il sentir la Musica: quanto che in essa Musica vdir le parole: Et quelli che si ritrouano in luoco oue conuengano gridar forte, auertino d'intonar le figure giuste, allegre, con voce ne forzata ne meno lenta, ma con tanto quanto la natura li concede: perche la forzata voce essendo deffettuosa sempre offende, ne mai con l'altre unisce, et se a sorte le cantilene ch'essi cantano uan si alto ch'essi commodamente non ui possino ariuare: non si forzino per ariuarli di gittar un grido che pazzi ò spiritati paiano: Le lascino piu tosto gire che renderle all'orecchie si strane et strauagante: Similmente nel cantar piano nelle altre non si debbano forzare se commodamente non ui ariuano: perche meglio è di fingerle, ò di taccerle, che cantandole pronuntiarle male: et perche le compositioni non caminano sempre di grado in grado: ma alle uolte sono distante una dalaltra una terza, una quarta, una quinta, un ottaua etc.per questo serà bene per acquistarse beneuoli glascoltanti page 56 che procurino di dar qualche vago accento alle figure: perche il compositore che le composte ad altro non attese che all'ordinar esser figure, secondo la conuenienza dell'harmonice dispositioni: ma il cantore nel sumministrarle è obligato d'accompagnarle con la voce, & farle rissonar secondo la natura, & la proprietà delle parole.
Però egli a da sapere che le dette figure s'accompagnano con alcuni accenti causati d'aclune rittardanze, & sustentamenti di uoce che si fanno col torre vna particella d'una figura, & attribuirla all'altra. Et per cominciare a darli ad intendere in che modo le se inuaghiscono, dico che quando si ha pronuntiato vna figura, & che quella che si ha da pronuntiare è distante da quella vna terza; su la prima si ha alquanto di ritardare: la qual ritardanza, non ha da esser di piu spatio che d'una Semiminima: Onde non solo si deue questa Semiminima dalla secunda figura torre, & darla all'altra: ma anco nel trattenersi, & ascendere alla compagna, si fa in mezzo (fuggendo) sentire come vna Semichroma essendo auertito di non far simil vaghezza se non in re, fa; mi, sol; fa, la; sol, fa, massimamente nelle terze, come quì si vede.
[Music example]
Si pone vna Chroma puntata con la Semichroma; accioche i cantanti vegghino come s'ascende: perche sono alcuni essendo queste vaghezze quasi come naturali che nel propontiarle, le pronuntiano si lente, & tardi che per languidezza fanno vn effetto strano, & non danno niente di buona sodisfattione all'orecchie. Queste sono cose che con la penna difficilmente si possano dar ad intendere, & dimostrare; bisogna che l'accorto, & diligente Cantore se l'accomodi in modo che l'orecchie sue li msotri se le pronuntia bene ò male: ma perche questo modo di cantare è vn modo diletteuole, & dolce, & la dolcezza se bene è amica della natura perche satia, & molte uolte fa nausea, et noia: per questo non è lodeuole sempre a vsarle; per non dare a gl'audienti disgusto, & mala sodisfattione. Similmente ancora questa vaghezza si può vsar nella terza, eccetto che in mi, & vt, come nel descendere da fa, mi, & da re, vt; vno perche la sua natura non è d'hauer dolcezza, l'altro non hauendo sotto di se altra sequente figura non può hauer appoggio; perche tutte le figure si poggiano in lui; essendo egli quello che le regge sostenta, & mantiene, come quì si vede.
[Music example]
Nel pronuntiar la quarta, & la quinta, bisogna tener altro stile; perche la Semichr. che corre di mezzo a quella terza per grado, bisogneria correrla per salto; & perche il salto alla uoce humana è difficile, & di dolcezza voto; per questo la detta Chroma puntata, & la Semichr.si pronuntia sempre su la prima figura hauendo questa auertenza di tor sempre alla seconda tutta quella quantità che si vede, et pronuntiarla su la prima in tal maniera, che dal principio al fine, non habbiano piu valore di quello che per natura ricercano: ma bene nel mezzo pronuntiarli con la uoce quelle vaghezze senza farle rissonar per figure.
Onde accioche si vegga, come con simil vaghezze si procede se ne forma questo infrascritto essempio.
[Music example]
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[Music example]
Per far che meglio ogni uno ce se li possa accomodare, et farsene patrone. Ma perche come ho detto queste cose difficilmente senza l'essempio della uoce si danno ad intendere: per questo tralasciando molte cose che diffusamente intorno a ciò si potriano dire; dirò sol questo; che si come trouando noi per uia l'Oro, l'Argento, ò altro che pretioso sia; contente et uolontieri ci pieghiamo a raccorlo: Cosi sentendo il Cantore le uaghezze d'uno (non dico le gorgie, et quei passaggi che non si possano cosi alla prima torre) deue cercar quanto ei piu può d'immitarle; accioch'il diletto ch'egli prende in altri, à gli altri lo renda ancor lui. Deue un cantante in questo esser auertito, che cantandosi alcune sorte di fughe, ouero fantasie per non rompere et guastar quei bei ordini d'immitatione di non ritardar veruna figura: ma cantarle equale, secondo che vagliano senza veruno adornamento; accioche esse fughe habbino il suo douere: Sono ancora altre figure che per le parole non hanno bisogno di veruno accento; ma della sua naturale & viua forza; come quando si hauesse da cantare Intonuit de Celo Dominus; Clamauit: Fuor fuori Caualieri vscite; Al arme al arme, & di molt'altre cose; che il discreto & giuditioso Cantore le ha da giudicare: Cosi per contrario ancora ne sono d'altre che da se stesse chiamano le uaghezze et i uaghi accenti; come serià a dire dolorem meum; misericordia mea; affanni e morte; le quali senza che a Cantori le sieno isnegnate, gl'insegnano in che modo le si habbiano a cantare. Si vsa ancora di romper aclune figure con alcuna uiuacità et forza, che nella Musica fanno grandissimo buono effetto, delle quali volendone dar qualche notitia se ne formano questi essempij.
[Music example]
Acioche da questi pochi de molt'altri ne possa hauer scorta et prender lume, perche assai hauerei che fare, se quì tutti in uno epillogo li uolessi raccore, et non è da merauigliarsi se io mi sono inchinato tanto quanto quì si uede; col por gl'essempij di quelle cose che quasi la natura istessa ne insegna et porge; parendo ch'in questo caso io uoglia far come colui che per mostrare a gl'ignoranti di saper qualche cosa produce in man a dotti l'Abc; perche l'hauer ueduto alcuni scolari usciti delle moderne page 57 scuole senza queste vaghezze, & questi accenti: m'ha fatto risoluere di porre in carta queste poche cose; le quali si lasciano per quelli che non hanno verun garbo ò veruna buoina maniera di cantare. Et nota che questi vltimi superiori accenti non si pongano perche cosi in scrittura possino stare: ma solamente per quello che si concede alla voce per accentuar le figure.
Questo quì nel fine ho da dire, che gli maestri nel insegnare questi accenti, & vaghezze sieno auertiti di moderar lo scolare che non li faccia si spesso che quasi li faccia sempre; perche si come il troppo dolce guasta le pretiose, & delicate viuande, cosi ancora tante dolcezze, & vaghezze poste insieme, fanno fastidio, & nausea, & non per altro si pongano tante dissonanze nella Musica: solo perche raddoppiano la dolcezza alle consonanze.

Come, & in che modo si cantino le parole sotto le figure Musicali. Cap.LXIIII.

DOpò che habbiamo ragionato di tutte le cose particulari di che si forma la Musica; & che intorno al pronuntiar delle figure si sono fatti tutti quei discorsi, & ragionamenti particulari che si doueano fare: E se ben pare ch'intorno a loro non ci sia che dire, quando si sia detto che le si cantano secondo che le stanno; informandole di quella quantità di suono che dimostrano le figure che li sono di sopra: nondimeno perche vi corrano alcune difficultà non cosi da tutti considerate: per questo dico ch'ogni volta che si canta, emendatosi prima il cantore di tutte le cose che lo possano rendere brutto, & difforme; si guardi nel pronuntiar delle parole di pronuntiarle chiare, intelligibile, & bene, & di non dir mai vna cosa per vn'altra; essendo cosa piu tosto da farsi schernire, & ridere: Poi di non replicar mai vna parola se non vi è fatto il segno di douerla replicare: perche prima si guasta l'ordine delle giuditiose, & sensate parole. massimamente nelle Poesie volgari, & poi anco spesse volte replicandone in gran quantità le non vi si possano metter bene; non essendoui le figure per loro disposte.
Et nota che infra le parole si pongano alcuni segni che danno inditio di douersi replicar le parole. & sono di due sorte, vna sorte vsata da gli antichi, & l'altra da moderni, quella che vsruano gli antichi e questa; & quella de moderni è questa ij nelle copie scritte a mano si vsa l'anticha; nelle stampe le moderne ogni una cognita, & intelligibile; sopra di che non occorre a dirne altro ma sequendo gl'auertimenti che appartengano alli cantori dirò che mentre cantano non vogliano per niente fare come fanno molti che interrompano le parole, & cosi spezzate le replicano; che in questo dariano segno di grandissima ignoranza: poiche cosi spezzate, & rotte, le rissonano altrimente di quello che loro non fanno ne i loro proprij sensi.
Onde per esser meglio inteso, dico che ogni uno si guardi di fare questa sorte di proferta. Exaudiet do Dominus, a anima mea, il vago aspet aspetto, miriire, amoore, & simil altre triste pronuntie che sono infinite. che di tal pronuntia, le donne, & quasi i fanciulli, burlandosi se ne prenderiano spasso, & piacere. & tanto piu volontieri debbano fuggire queste sciagurate sorte di pronuntie: quanto che spessissime volte fanno variar il senso, & in cambio di rissonar vna cosa, ne rissonano vn'altra. I Compositori quando le vogliano spezzare, per imitarle con le figure, sanno ben ritrouarla via; come fanno allhora che vogliano imitar sospiro, che l'interrompano si bene per uia di figure mute; che pare a punto che si sospiri. Similmente ancora i cantori s'hanno da guardare di pronuntiare le parole che col fine partecipano del principio dell'altra come nel proferir di queste parole. Spesso conuiene che sospirand'io dica di non dire conuiene che sospirando: perche se li tolgano le proprie vaghezze, & le si priuano delle loro natural dolcezze: & si guardi anco che si scriue Figliuol di Vennere, non perche si pronuntij quel u scoperto, ma che se gl'includa con maniera tale che mezzo s'intenda come si fa quando che'l si legge in Prosa ò in Rime. Quest'istesso si dice delle parole lattine che hanno bisogno di esser pronuntiate, bene. perche chi dicesse in cambio di Rex, res diria un'altra cosa che seria tutta cotnraria come significano ordinariamente; delle qual parole ce ne sono assai per le scritture sacre: & il medemo si dice de quelli che in cambio di pronuntiar fructus pronuntiano fructus cosi languido, & in cambio di dire per omnia fanno tutta una parola, & dicano pronia.cose tutte da fuggirsi a piu potere, perche tra le belle cose che si nota in vn cantore quando che egli canta vna è questa, di ascoltare s'egli col pronuntiar chiaro le parole, le pronuntia senza diffetto, & offensione. page 57v
Il restante che intorno a questo ragionamento si doueria dire, si rimette al giuditio particulare di ciascheduna persona; effendoche nel insegnare come si cantino le parole sotto le figure Musicali; basta di hauer proposto i superiori auuertimenti, & di hauer detto che le si cantano sotto quelle che sono scritte.

Di quanto giouamento per le parole sia stato il punto di Agumentatione. Cap.LXV.

EStato si bene, & di tanta importanza l'hauer ritrouato il punto di agumentatione, che non solo gioua al agumento delle figure, & li multiplica il valore senza darli compagna che sia compagna figurata, non essendo il punto figura; ma segno che dimostra il valor delle figure: che anco gioua tanto all'accompagnar le parole, & a disporre le sue sillabe, in forma longha ò breue; che se non fosse lui nel canto molte perche bisogneria pronunciare Barbarescamente, & contro ogni rissonanza Gramaticale.
Onde già che la sorte ha voluto che per accrescer le figure, venghi tanto bene alle parole gran dissonore, et vergogna serà sermpre di quel Compositore che hauendo si bella commodità, et occasione le faccia a modo de Barbari pronuntiare, tanto piu che al dì d'hoggi le orecchie nostre sono si ben purgate, ch'ogni minima, & picciol cosa l'offende. Questa auertenza non solo si deue hauere nelle parole lattine: ma anco nelle volgare: perche se in vna disdice, nell'altra disdice, & dispiace.
Anzi ch'io ardirei di dire che l'inuentore del punto di agumentatione non solo lo ritrouò, & ritrouatolo l'introdusse nella Musica per agumetnar vna figura della sua figura piu propinqua: ma anco per fare ageuolmente pronuntiar le parole, & forsi questa fu la sua particular intentione: perche se ui consideriamo bene esso punto di agumentatione, non serue ad altro che alle cantilene binarie come a cantilene piu imperfette: & se pur serue alle ternarie, serue solamente in caso di agumento, & non di perfettione. ilche rare volte auiene.
Onde qualunque volta che i compositori moderni disponendo le figure Musicali tanto alle parole latti ne, quanto che alle volgare, debbano hauere vn gran riguardo; essendo che non solo le rissonano meglio: ma anco si fugge il periculo di farsi burlare: Oltra che ne riporta grandissima riputatione dimostrando ad ogni vno ch'egli intende, & ch'egli non è da connumerarsi nel numeri de gli ignoranti. A questo proposito molti essepij potrei addurre: ma per non esser copsa di rilieuo ò d'importanza, non ne adurò altri; solo che auertito ogn'un di questo con le mie parole; si guardi di far le pronuncie triste, se cattiue, & nel disporui le figure, riguardi prima, & habbia a mente se le parole nel suo senso hanno da esser pronunciate longhe, ouer breue; & secondo il suo bisogno le facci in canto pronunciare, perche in nisciun luoco trouerà mai quantità di figure Musicale; che non si possi rompere, & spezzare; come habiamo veduto che si spezzano tutte dalal Semichroma in poi, per essere vltima figura cantabile, & quella quantunque non si spezzi non può generar mai per la sua velocità pronuncia cattiua, ouero offenderci; nascendo simil offesa dalla longhezza, & ritardanza che fanno le sillabe lunghe, et breue sopra di questa, & di quella particular figura.
Però questo particular ricordo giouerà, & serà per quelli che sin quì no nci hanno hauuto auertenza, ò no nci hanno pensato piu che tanto: perche l'essersi ridotta questa cosa in vn mediocre, & assai buon termine, fa che sentendosi questo errore ogni un se n'accorghi, & auegga. Coloro solamente sono quelli che non se n'accorgano, che nell'opere altrui non hanno fatto questa particualr osseruatione, & nel sentirle a cantare non pongano mente alla bella dispositione delle parole: ma intenti alla melodia riguardano solo, se vi è per conto delle consonanze perfette, & imperfette, ò relationi, in che poterli tassare, & nondimeno che vi riguarda bene non tanto piace l'harmonia per le ben disposte figure, quanto che per le ben collocate parole. Cosi cascano in quelle rete, & si stringano in quei lacci, che essi piu doueriano fuggire, & sono di se stessi proprie cagione de i disonori, & delle vergogne.
Onde se noi vogliamo considerare bene con quanta facilità questo si possi fare, saremo forzati a dire che il non farlo,. & il non accomodarui bene sotto le parole sia mera ignoranza, ò sciocchezza semplice; perche le figure di Chrome, & Semichrome non portandoci per cagione della velocità loro verun tristo accompagnamento, ò pronuntia disdiceuole; & le Massime con le Loghe, & anco page 58 le Breue per la ritardanza grande che ricercano non possano fare di non render la pronuntia alquanto odiosa, & disdiceuole, ci rimarà solamente la Semibreue, & la Semiminima, che ci potranno rendere buona pronuntia; & serà buona causa, ouer potente mezzo a farci biasmare qualunque volta che noi non gli la faremo far bene. Il mezzo di farlo è si facile che forsi si facile non può essere; essendo che nel essaminar particularmente queste figure.
[Music example]
Sieno in qual si voglia luoco & positione della Mano, in occasione di uolerci accommodar sotto questa parola Dominus; senza fare che tanto tempo occupi la seconda sillaba mi, quanto che la prima in quest'altro modo si possano dispor le figure, et farle nella quantità sua rimaner l'istesse, come quì si vede.
[Music example]
Et si come per questa via con facilità mirabile si può accommodar Dominus, che rissoni bene, & sia inteso ne piu ne meno che s'egli fosse letto: cosi ancora si possano accommodar tutte le altre: Anziche chi non ve l'accommoda bene da segno oltra la poca cognitione delle parole, di non hauerci voluto far studio, ò non hauerci voluto durar fatica: poiche essaminando i passi bene non si troua disposition di figure che mediante la sua natural dispositione, & l'aiuto del sudetto punto di agumentaitone non si possi accommodar qual si voglia parola longha ouer breue.
E però con questo particualr auertimento ogn'uno serà auertito di far fare alle parole quella pronuntia che fariano se le fossero lette: essendoci il modo, & le commodità che si vede.

Che stile si tenghi nel far di gorgia, & del'vso de i moderni passaggi. Cap.LXVI.

QVanto piu le cose che dall'artificio già abellite furono si sono inuecchiate, tanto piu dallo studio particualr de molti hoggi abellite sono; per causa che gl'acuti ingegni sempre nuoui abellimenti trouano.
Anzi che chi mira questa cosa, & quella quantunque una uolta sia stata abellita; per fisso studio, & lunga fatica particulare; nuoua bellezza, alle bellezze ha giunto: Onde per non diffondermi nelle cose che poco a proposito fanno, tralascierò di dire de i particulari abellimenti che sono fatti intarno alle operationi dell'arte, & della natura: ma dirò solo che la Musica è stata bella sempre, & ogni hora piu per la diligenza, & per lo studio che ci fanno i cantori si abellisce. la quale non si rinoua, ò si muta per via delle figure, che sempre le sono d'una sorte, ma con le gratie, & gl'accenti la si fa parer sempre piu bella.
Le vaghezze, & gli accenti si sono fatti col spezzar, & rompere delle figure, tuta volta che in vn tatto, ò mezzo si aggiunge vna quantità di figure che hanno natura di esser velocemente pronuntiate: le quali rendano tanto piacere, & diletto, che ci pare d'vdir tanti bene amaestrati Augelli, che col cantar loro ci rapiscono il cuore, & ci fanno rimanere del cantar loro molto ben contenti.
Questi tali che hanno tanta prontezza, & possanza di pronuntiar a tempo tanta quantità di figure con quella velocità pronuntiate: hanno fatto, & fanno si vaghe le cantilene; che chi hora non le canta come loro a gli ascoltanti da poca sodisfattione, & poco da cantori vien stimato. Questo modo di cantare, & questa vaghezze dal Volgo communemente vien chiamata gorgia: la qual poi non è altro che vn aggregato, & collettione di molte Chrome, & Semichrome sotto qual si voglia particella di tempo colligate. Et è dital natura, che per la velocità in che si restringono tante figure; molto meglio s'impara con l'udito che con gl'essempij: & questo perche ne gl'essempij quella misura, et tempo non si può porre, in che le hanno a essere senza diffetto pronuntiate.
Et essa piu nel tempo, & nella misura consiste che nel correr velocemente: poiche se presto ò tardi page 58v al statuito fine s'ariua, tutta quella cosa nulla di bontà vale: De cose si ricercano à chi vuol far queta professione petto, & gola; petto per poter vna simil quantità, & vn tanto numero di figura à giusto termine condurre; gola poi per poterle ageuolmente sumministrare: perche molti non hauendo ne petto ne fiancho, in quattro ouer sei figure conuengano i suoi disegni interrompere, ò con interrotto mezzo finire; & se pur non finiscano, per forza nel riceuer del fiato si occupano tanto, che non possano esser à tempo oue bisogna, & altri per diffetto di gola non spiccano si forte le figure, cioè non le pronuntiano si bene che per gorgia conosciuta sia.
Alcuni la sogliano hauer facile, & questi sono quelli che la natura gli l'insegna & porge: Alcuni altri l'han con fatica, & questi sono quelliche per lo studio grande n'han fatto acquisto.
I primi sempre seranno piu vaghi et piu delettaranno che non li secondi: Ma quelli che la natura gli la porge, et l'arte gli l'accomoda, sono sopra tutti gl'altri di questa profession fellici.
In tutte l'arte particulare, chi tutto intieramente vi si occupa; col tempo ne fa largo acquisto: ma in questa professione faticandosi uno; dura fatica un uano, tutta vlta che la natura qualche poco non l'aiuta che ciò sia il vero vediamo espressamente che colui a cui la natura è stata si benigna & liberale, per poco cantar che sappia; toglie il luoco al primo cantore che corra fra gli honorati circoli, & perche questa è vna sopra tutte l'altre eccellente qualità del Cantore; scoltando ogni vno volontieri queste vaghezze si auertisce che per non far ridere la gente di lui; s'emendi prima de tutti i superiori diffetti, & di tutte quelle abomineuol cose che di sopra sono state commemorate: che se mal costume à cantore mai disdice, à quello che cantando gorgheggia piu che ad ogni altro disdice. per rispetto che da gli ascoltanti è piu osseruato & rimirato; come quello che per il cantar bene & con vaghe maniere piu diletta.
Chi vuol far di gorgia bisogna ch'auertischi a questo di farla appresso che bene, ò di lasciarla stare se non la può far perfettamente, perche non è cosa ch'habbia piu bisogno di giusto termine, & perfetta misura, quanto questa: poiche ogni poco di difetto & mancamento che se li scorga & conosca; cio che ha di bello in se li guasta & ruuina. & incambio di piacere ò dilettare; non solo satia & stuffa: ma anco tedia & offende: Onde per douere & per ragione volendosi vno conseruar l'honore, non bisogna che ci ponga mano per non farla poi con gratia & bene, ch'allhora piu tosto vn si fa schiernire & beffeggiare.
Ogni volta dunque che il Cantore si vuol prouare se li riescano l'imparate gorgie dette communemente passaggi; si proui prima quando egli con gl'altri canta in compagnia: & quelli ch'alla parte loro non hanno compagni, si prouino quando tutte le uoci fanno vna piena harmonia. & tanto cosi s'essercitino; che si possono poi talhora far sentire: ma perche chi facesse come io dico conueria essere di se stesso giudice, & l'huomo nel giudicarsi da se medemo spesso per non dir sempre falla: per hauer sincero & giusto parere è bene a ricerca da fedeli amici, se il farla rende diletto & risona bene: et questo perche molti si credano di farla, et ne fanno si poca che quasi si può dir nulla.
Anzi ch'io ho veduto alcuni che col tremar della voce, et col mouer del Capo si credano di farla, et non la fanno, et chi gli ne dice si forzano di farla meglio, et la fanno peggio, per il che gl'ascoltanti piu volontieri gl'udiriano se cantaassero le cantilene come l'hanno inanzi, che non l'odano a cantarle si sciaguratamente.
Per questo dico che il farsi giudicar da altri, et volontieri scoltare il parer altrui; schiua l'huomo da molti intoppi, et lo distoglie da molti abusi et errori.
La piu bella et perfetta cosa che nel gorgheggiare si ricerca, è il tempo et la misra, il quale tutto quel raccolto et aggregato di figure orna et condisce, et chi fuori d questa misrua et tempo le guida ò mena; cioche con essa di bello semina, senza veruna gratitudine perde nel fine.
Questo dunque è la piu difficil cosa che nalla gorgia sia, et questo ha piu bisogno di diligenza et studio, che non ha il voler ridurre tante figure insieme, e però sempre serà piu ldoato quel cantore che con poca gorgia a tempo fatta, poco si lontana, che chi lontanadosi molto tardi, o per tempo ariua; Anzi che; chi scolta et ode, à colui che ne fa poca et bene danno infinità lode, et mirandolo sempre ne stanno ad aspettar della migiore. et quanto è piu meglio che per poca et bene se ne partino contenti, che per assai et male se ne vadino per disgusto et tedio mal sodisfatti.
Però chi si mette a quest'impresa si guardi priam di farla bene, et poi di misurarla a tempo, acciò che con essa consoli et sodisfacci ogni uno, et si guardi per la prima regola, che nel principiare qual si voglia canto, tacendo l'altre parte di non principiar con gorgia; ne meno immediatamente dopo detto principio noncantando gl'altri si facci con quelle vaghezze sentire; perche si suol dire che piace l'acu page 59 to, per l'opposition del graue, & una voce sola come tutti sanno poco diletto rende: ma bene molte uoce insieme, dolce & soaue harmonia fanno.
Per questo si uede che il contrapunto nel graue ò nel acuto senza altra parte non piace; perche l'opposita parte lo fa dilettare: Cosi ancora la dolcezza della gorgia nasce da quel vago & succinto mouimenti che fanno le parte, alhora che una di loro si moue piu veloce.
I principij dunque se non sono communi & seguenti, si debbano sempre pronutniate con gl'accenti semplici & schietti accioche meglio s'odino entrar tutte le parte: Perche quella cosa è piu cara, che men si aspetta, & tanto più quanto ch'al improuiso viene.
Onde per iscoprir meglio quanto sia disdiceuole il comminciar à cantare vna parte con gorgia, quando l'altre parte tacciano dico, che ogni vno può gorgheggiare cantando solo; perche se bene di quelle gorgie gl'huomini non ne prendano tutto quel diletto che ne prenderiano se le fossero accompagnate con altre parte: nondimeno han pur questo che non scordan con ueruno: ma il bello & la difficultà consiste nel dar piacar altrui senza difformità ò dissonanza: & il giocatore di qual si uoglia cosa non si loda per giocare solo: ma per giocar bene & viuere accompagnato.
Di più quel cantore che nel ingresso de cantori da lui non conosciuti tutto s'ingombra nel gorgheggiare, non solo è degno di reprensione, per forzarsi di far credere ch'egli sappia qualche cosa: ma anco fa cosa da riportarne vergogna: & disonore. Perche s'iui doue gli si ritroua s'incontra esserci uno meglior di lui, nel mezzo delle sue fatiche con noua maniera può subintrare, & cosi torli tutto quello che egli sin a quel hora si è guadagnato: per il che molto bene & sauiamente fanno quelli che ne circoli oue si canta douendo cantare non iscoprano mai al primo tratto quel che sanno: ma con prudenza & arte vanno pian pian scoltando gli altri; per udire quel che gli altri fanno: poiche in ogni luoco, & ad ogni tempo l'huomo può imparare: però stia al quanto ad ascoltare, & poiche hauerà scoltato comminci a poco a poco a vscir fuori con le sue vaghezze; che cosi destando gla'scoltanti à nouo diletto, s'acquista una fama immortale.
In oltre si guardi il cantore nella fine di qual si voglia cantilena di non far ciò che fanno molti poco accorti, & molto poco prattici in questa profissione: che fanno tanta gran copia di vaghezze, che ogni cosa vogliano mostrar nel fine, & hanno tutto il mezzo lasciato uoto & secco.
Perche anco i Fanciulli senza verun periculo & fatica corrano sopra di un diritto Traue quando però ch'esso Traue in terra giace: et se ne sta la nel piano longo e desteso: perche si veggano la terra appresso & uicina, & sanno che cadendo non si possano far male; ma quando che egli è leuato in alto, & che dalle parte si ueggano i pericoli & i precipitij cona la facilità del caddere: non solo essi si spauentano et temano di caminarui sopra, ma anco gli huomini fatti temano et si spauentano della minacciosa daneuole caduta.
Cosi colui che fa di gorgia, non deue solametne nel fine mostrar il suo uallore: ma nel mezzo ancora deue con audatia mostrare l'ardito cuore.
Similmente si riprendano quelli che nel detto fine non si satiano mai di gorgheggiare: et fano che li compagni tutti, nel terminar de i canti lo stiano ad aspettare, il che quanto stia bene, lo si lascia giudicare à qualunque persona che di questo giuditio habbia.
E ben lecito alquanto di scorrere nel fine et vaghare: quando però anco nel mezzo si è vaghato e scorso: altrimente non si concede; et quelli che lo fanno sono dgni di molto biasmo: poiche non potendo far cosa buona, distrurbano gli altri che ci son per fare qualche cosa di bello.
Non è anco da tralasciare il vitio de quelli che per hauersi la gorgia fatta amica, vogliano in ogni figura qualche cosetta fare, et facendola etiam che buona si guastano le sillabe et le parole.
Onde per ischiuarli da molti errori, oltra l'altre regole voglio darli questo auertimento che si guardino di far passaggi nelle Semimi.massimamemte quando che le vanno accompagnate con le sillabe: perche la natura della lor prestezza non acconsente lunga diminutione, et non sapportano rottura se non in queste et in simile altre occasioni.
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Però qualunque volta che le si troua cosi per douerle accomapgnare con vna sillaba sola le si possano sicuramente inuaghire: perche sempre per la vaghezza riusciranno piu belle. Nelle Minime poi per esser di natura piu lunghe, & ricercando piu tempo ageuolmente si può far quel che si vuole; pur che non si guastino le dette sillabe ò le parole.
Anzi che trouandosi piu Minime insieme le si possano tutte fiorire, ogni volta che il fiorirlo torna commdo al Cantore, & che non se li occultano le parole. Nelle Semibreue nelle Breue; & nell'altre figure maggiore, perche ricercano naturalmente lungo tempo quant'uno le vede ricercare: per questo in esse si possano motle vaghezze insieme raccorre, & raccolte ornarle come ad ogn'un pare, & piace: ò di esse seruirsene ne i luochi piu necessarij, & opportuni, tanto distintamente sotto vna sillaba, quanto che sotto vna parola; Et accioche chi ha desiderio d'imparar a gorgheggiare possa vedere i luochi ,& come i si fioriscano, gli si propongano questi pochi infrascritti essempij.
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Perche rimirandoli, & prouandoli di cantare, s'esserciti tanto in essi che poi col tempo se ne facci patrone. page 60
Questi essempij si possano accommodare in qual si voglia parte, tanto nella naturale, & acuta quanto che nella graue, & sopra acuta. Ma perche i professori di queste cose potrebbon ridersi di queste mie cosette, vedendosele proposto dinanzi a loro, ch'hanno bisogno di cosa piu dotta, & piu matura; per questo iscusandomi dico, che io non m'affatico di insegnar queste cose a loro che sanno, che dimostrarci non hauer ceruello; ma bene intendo di mostrarle a bramosi scolari, & di proporli con essempio chiaro, & visibile, tutte quelle cose ch'essi bramano di vedere, & di sapere: perche non hauendone cognitione, n'ardano, & si consumano per hauerne qualche lume.
Quelli dunque che queste mie cosette con le sussequenti vuol hauere, & se ne vuole impatronire, s'armino prima di partienza, & poi li studij spesso, che le fatiche fattoci, col lungo studio facilmente gli ne farà esser patrone.
Onde per facilitarli ancor meglio la uia di piu di quello ch'essi ueggano di sopra hauerglila facilitata, li dico, che si come cantando le figure di vn difacil Duo, cosi communemente detto egli si sforza di dire, et s'affaticano di pronuntiar le dette figure a tempo tale che le Chrome particularmente che in esso trouano non habbiano diffetto ò mancamento; cosi faccia pensiero di douerle pronuntiar in gorgia, & s'egli in ciò vuole prender vn buon stile pigli vno de detti Duo; oue sieno delle Chrome pur assai, & poi che di quello si serà bene assicurato proui di cantarci sotto qualche parola, & doue sono la multitudine di esse ci canti vna sillaba, che in breue s'auederà oue la difficultà consista: & se ci proui vna dua, tre, ò piu volte fin tanto che si auede farne buon profitto.
Però doue ch'egli nel pronuntiar di dette sillabe dura fatica, & stenta, bisogna che si sforzi di cantarle tante volte, che per vn habbito le canti bene; & si auegga di cantarle con le sillabe cosi viue, & polpose, come le canteria se le notegiasse, ò che con vna particella di qualche parola le cantasse: per il che se le facci tanto commune, & familiare che non solo quelle (tante volte studiate) sappia prontamente con sillabe pronuntiare: ma anco (bisognandoli) qual si voglia altre dire.
Perche da quell'essercitio, ne nasce vn principio di mouer con velocità la voce; che da se stesso uno poi, secondo il commodo della natura senza maestro nelle gorgie, & passaggi si può introdurre.
Onde similmente per facilitarli meglio questa via, & per metterlo nella strada di farsene vero professore, & proprio patrone, dico che vno se vuol far bene; bisogna che sopra qual si voglia mostra, & essempio li canti tutte le cinque vocale che sono A E I O V; perche alcune di esse uolendo esser pronuntiate chisue come I, & V: alcune altre mezze aperte come E, & O, & vna larga come A.vederà che facilmente si pronuntiano I, & V; Et checon vn poco piu di fatica si sumministrano E, & O; ma che l'A per voler piu fiato di tutte l'altre si stenta piu a pronuntiare.
Cosi essercitandosi in esse non li potrà accadere veruno intopo; perche tutte le parole volgare finiscono in vocale, & anco vna gran parte delle latine. Et per non lasciare in questa materia che dire, per il zelo grande, & voglia che io ho di giouar al cantore dico ancora, che il tremolo, cioè la voce tremante è la vera porta d'intrar dentro a passaggi, & di impataonirse delle gorgie. perche con piu facilità se ne và la Naue quando che prima è mossa; che quando nel principio la si vuol mouere. & il saltatore meglio salta, se prima che salta si promoue al salto.
Questo tremolo deue essere succinto, & vago; perche l'ingordo, & forzato tedia, & fastidisce: Et è di natura tale che vsandolo, sempre vsar si deue; accioche l'uso si conuerti in habito; perche quel continuo mouer di uoce, aiuta, & uolontieri spinge la mossa delle gorgie, & facilita mirabilmente i principij de passaggi; Qusta mossa che io dico non deue essere se non con giusta fretta, ma gagliarda, & vehemente.
Il fine d eue esser giusto, & compito, il mezzo tutto equale, & seguente, che non piu s'oda i ldetto principio, che il mezzo, & il fine. ne piu il fine, & esso principio, che il suo mezzo: perche ogni occ$ltatione che se li faccia; oltra che dimostre un timore tutto il buon diletto toglie. Et se fosse alcuno che per lo studio assiduo, & particuparticulare, prendendo piacere, & diletto de primi essempij miei se ne fosse fatto padrone: per darli occasione che da quei semplici, & pochi altri maggiori se ne habbia a passare; ne formo quest'altr'ordine che quì si vede.
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Con il quale si può con piu di otto Chrome allargare, & diffondersi lontano: Ma è da notare che difficilmente la uoce humana in queste prestezze, et velocità può caminar per salti: per rispetto che la nostra voce non ha quella facilità che hanno le mani, nel toccar le tastature ne gl'istrumenti: e però se li mostra le figure per grado con queste poche rotture, accioche ei uegga in che modo le si rompano, & si proceda di salto: ne si mancherà nel progresso de i passaggi di mostrare in che modo si possa saltare, per tener il cantor sciolto, & libero. Quei luochi poi ch'inuitano i cantori a far fioretti, & passaggi sono le cadenze, le quali sono di una natrua che chi non le fa bene; li toglie, & guasta ogni bellezza, & le rende all'orecchie nostre di difformità piene: onde per mostrarne alcune se ne formano tutti gl'infrascritti particulari essempij.
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Accioche da lontano, & da presso i cantanti le possino torre, & se ne possino tanto in vna parte quanto che nell'altra ageuolmente seruire.
Di piu si troua vn modo di fiorire vna cadenza, la quale felice quel Cantore che la tira bene, et perfetttamente la conduce: laquale non entra se non in la, fa, la, come qnì si vede.
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Non solo in questa maniera che quì appare: ma anco per farla cadder bene bisogna che li preceda il fa accidentale per volerlo far rissonar secondo che la debbe rissonare nella sua natura; & perche dubbito di non esser cosi da tutti inteso; accioche ogni uno m'intenda, & che una tanta bella maniera non si perda; nonostante che se ne sia formato, & fatto il superiore essempio: se ne forma quest'altro nel suo proprio modo, & nel proprio luoco oue egli s'ha da vsare.
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Si trouano ancora alcuni passi, i quali si possano dire che sieno come le cadenze communi; perche in ogni cantilena quasi si ritrouano; & quei Cantori che di gorgia non sanno piu che tanto, sentendosi inuitati; voriano pur farci qualche cosa di bello, & per l'inhabilità malamente vi si accommodano.Ond'io per ritrarli dalle cose cattiue & brutte, & per porgerli qualche aiuto, et lume: accioche con questo lume, & aiuto s'habbiano à correggere, & moderare od'a prender buona maniera, ne formo quest'altro infrascritto ordine.
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Et se ad alcuno auenisse quel che io piu bramo, & che alla fine io piu vorrei; cioè che di queste mie vaghezze, fioretti, & passaggi se ne fesse patrone, & possessore; li ricordo che no nsempre è bene di vsarle; che anco alle volte piace di donna vn semplice adornamento: però per intramezzarle, & render l'altre piu vaghe si pongano queste semplice rotture; accioche di queste ancora à luoco, & tempo se ne possa preualere, & à sua commodità seruire. page 62v
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Tutte queste cose ricercano attitudine, agilità, & tempo, senza de quali no nsi fa nulla: & il Cantore nell'usarle ò nel seruirsene ha d'hauer questo riguardo; di pigliar tante figure in un fiato, quante ne possa commodamente pronuntiare: Qnesto si dice perche molti nel far di gorgia passano il numero di otto figure per tatto: ma perche gli l'acconciano, & adattano bene, rendano grato piacere, & veruno (etiam che sia buon Cantore ò Compositore) dell'essercene di piu se n'accorge: Anzi che piu tosto se mettessero il terminato numero sotto i suoi tatti, & che detto numero non cadesse in tempo; seria sempre giudicato ceh gli ne fosse ò di piu ò di manco. Per questo auertisco i scolari che se bene nelle gorgie loro il numero delle figure non corrispondano al numero delle figure del tatto, non fa caso; pur che caschino senza diffetto sotto una misura, & tempo, & che nel pronuntiarle non se li conoschi diffetto, & dissonanza: perche in questa facultà, & professione; molti che gorgheggiano bene fanno vaghi, & bei passaggi, che chi in iscrittura li ponesse se gli se ne troueria sempre di più ouer di manco; & nondimeno non se li consoce pur un minimo diffetto ò mancamento. Similmente nelle cadenze quella replicatione di sol, fa, sol; la, sol, la; fa, mi, fa, & l'altre si può tener si logna quanto dura tutto il tempo che in se ricerca: Sono alcuni che le replicano in figure di Semichr. & perche replicandole con simil figure, le non son altro che multiplicate; per questo io non ne pongo altro essempio credendomi con semplice paroel esser inteso: ma nel seruirsene possano piglairne quanto ne hanno bisogno. Questo uoglio auertire che si guardino di non pronuntiar il fine delle cadenze languide e morte come alcuni fanno; che credendosi di farle vaghe, et belle; le fanno si difforme, brutte, & disconcie, che fanno quasi chiuder l'orecchie a gl'ascoltanti per non'vdirle: perche il deffettuarle dalla parte inferiore le fanno parer si rozze che le diuengano saluatiche, & villanesche: Credo di esser inteso, & se per sorte alcuno non m'intende: per far ch'egli m'intenda dico; che l'ultima parte della cadenza, che è quella piu propinqua al fine volendola accentuare di doppio accento ò semplice, non debba mai la sua terza inferiore pronuntiar si languida, che nel l'ascendere dimostri di lasciaruici tirar per forza, et farsici strascinare: Questo non si può dimostrar con essempio; poiche questa difficultà consiste nella mala pronuntia delle figure. Però se tuti non m'intendano m'habbiano per iscusato, non sapendo io come meglio farmi intendere: ne con che oparole meglio dimomostrarle; tra Cantori la si page 63 suol chiamare, cadenza languida, strascinata, ò semiuiua; dalla poca uiuacità, & uigore che i cantanti li danno. Non manca poi ancora modo di poter nel Basso ò nelle parte piu graui abellire alcune figure con accenti ordinarij, i quali seruano in tutti quei luochi che le dette parte graui sostentano le acute. Onde per mostrarne qualche essempio se ne formano l'infrascritte mostre.
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Del restante poi accioche meglio i scolari si sappiano impatronire de i passaggi miei, & che se ne faccino patroni, ne ho formato questo infrascritto essempio, il quale è tutto vn Motetto compito; cosi da lui potranno meglio hauer lume come si fiorischino le cantilene, & per maggiore intelligenza; non solo ho voluto fiorire vna parte, ma anco con essa parte fiorita ho voluto porre la parte come stà naturale: Però sempre il primo ordine di corde dimostra l'acconciatura, & il secondo la parte nuda. L'essempio è questo.
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Questi pochi ornamenti, & uaghezze possano in ogni altra occasion seruire: Et quel Cantore che di queste poche se ne seruirà bene; si potrà chiamar contento: che le molte vaghezze se bene sono deletteuole all'orecchie nostre, non per questo le piacciano sempre; anzi che io ho trouato alle votle i Compositori hauer fuggito l'occasione di far cantar alcune cose loro: per non farle cantare, & darle in mano à simili Cantori: non per altro solo perche haueano a paicere di sentirle con gli accenti schietti, & semplici: accioche s'udissero gli artificij con che le haueano tessute, & fatte.
Ma se alcuno si merauigliasse, & dopò il merauiglairsi ricercasse la causa perche piu un Motetto che un Madrigale, per fiorirlo, & msotrar i fioriti essempij io m'habbia elletto. sappia che io me'l sono elletto perche i Madrigali ordinariamente son piu difficili de i Motetti: per questo ho giudicato che conforme à i principianti, à quelli che non sanno; sia meglio questo che altra cosa: che essercitato in questi pochi si potrà preualere di ciò che lui uuole: Onde perche meglio lo possa fare ho deliberato di porne tutti gl'infrascritti essempij.
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De quali che nie piglierà uno, & chi ne piglierà vn'altro sin tanto ch'alla fine seranno presi tutti; perche quel Guanto che non stà bene ad vno stà bene all'altro, cosi tutti alla fine sono spacciati, & dati via: Ma perche ce ne potriano esser alcuni che piacessero piu de gli altri, & coloro à cui piacessero esesr dicontraria voce, & parte: per aprirli la via in che modo vna cosa sola si accommoda in tutti i luochi; tolto il primo essempio posto in questi passaggi vniuersali, & collocatolo per tutto oue egli si può collocare si dimostra quel che de gli altri si possa fare, & in quante parte della Mano vna cosa sola possa intrauenire, come quì si vede.
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Et non per altro ho voluto dimostrare in quanti luochi vna cosa sola si possa adattare; solo perche se uno per l'inchinatione, & aiuto della natura, ò per lo studio particulare, se impatronisse piu di vno che dell'altro come spesso suol'accadere, vegga che in diuersi luochi se ne può seruire, & si può con vn passaggio solo in più, & piu luochi farsi honore: che la gorgia non tanto consiste nella variatione, ò nella diuersità de passaggi, quanto che in vna giusta, & terminata quantità di figure: per rispetto che la gran velocità che essa ricerca, non lascia discernere se ciò che inanzi è stato detto, se si repplica, ò si ritorna à dire. Anzi che una poca quantità di figure si può per modo di circulo, ò di corona piu volte ridire, & repplicare: perche chi scolta & ode, per udire & scoltare sente tanto gran diletto di quel soaue, et veloce moto della uoce; che per la dolcezza, & velocità sua, di quel poco senza esser interrotto piu volte repplicato non se n'accorge: & poi è meglio senza paragone che vno faccia vna cosa spesso & bene (massimamente nelle attioni de fioreti & passaggi) che facendone diuerse, farle diuersamente male: perche se ne riporta manco biasmo. & manco in ciò se ne riporta quando che non sempre si ha gran copia d'ascoltanti che sappiano ò che s'aueggano se si repplica l'istesso, ò se ne ritrouano delle nuoue: & quelli ancora che per l'arte del comporre, ò per la professione se be aueggano, non hanno alla presenza de gli ascoltanti, che si compiacciano di quel buono piu volte repplicato, ò biasmare il cantante, & iscoprire l'honorata frode; perche se nisciuna nostra attione si può con buona fronte iscusare, quella della gorgia è vna delle principali, & la piu meriteuole; non hauendo la voce quell'attitudine che hanno le mani in toccare qual si voglia tastatura, che sono siv eloce ch'alle volte ci fanno istupire, & merauigliare.
Onde se noi bramiamo di vedere con quanta fatica la voce humana porti quelle figure si presto, et si veloce, & se con essa si può fare tutto quello che particularmente l'huomo vuole: Consideriamo vn poco quanti Cantori vanno per il mondo con leggiadra, con assai felice voce, et cantano sicuro tutte le cantilene che li vengano presentato inanzi; & nondimeno per una certa naturale inattitudine, non hanno passaggi ò gorgia: crediamo noi che se potessero à i felici gorgheggianti torre i fioretti, & passaggi che gli togliessero volontieri? certo sì: perche potendoglili torre, molti che per la mediocre voce mediocramente viuano, con l'accompagnamento della gorgia viueriano da Signori.
E però quando che da vn Cantore non si odano le cose à nostro modo, & in tutta perfettione, ò purche sempre s'ode vna cosa istessa: bisogna giudicare, ch'egli ha intentione di farle perfette, & bene, faticandosi ogni uno di fare oltra il suo potere: Et per questo ho cercato di rompere tutti i superiori passaggi & fioretti mancho ch'io potuto, pe non proporre à li scolari cose faticose, & per loro quasi impossibile: cercando che le mie fatiche non sieno inutile, et vane, che se tale io le credesi essere, io stesso ne sarei come si suol dire il proprio micidiale, et destruttore. Però se ben ho detto che i passaggi della voce humana hanno da esser sequenti, & non spezzati, non per questo hauendone rotto alcuni, col romperli io stesso mi son contradetto; perche pareria che nisciuna voce lo potesse fare, et nondimeno ce ne sono assai di quelli che li spezzano: per questo io li ho rotti no nsolo perche si vegga in che modo le rotture si possino fare: ma anco accioche alcuno non si creda che sia necessario di camminar sequente. Hor mai posso por fine al presente Capitolo delle gorgie, hauendo di loro detto tutto quello che si douea dire: questo sol mi resta: cioè che io sò bene quanto alcuni seranno diligentissimi speculatori di queste mie cosette, & non mancheranno dopo l'hauerle vedute, diuise, & considerate; di dire che sono di poco momento & page 76 vile ò che non vagliano nulla: ma io mi consolo in questo; che per contrario anco mi loderà chi per lori si sentirà aiutato.
Non mancherò quì poi di dire che se alcuno ricercasse la cagione per qual causa io ne i superiori essempij de passaggi, non habbia posto verun essempio di Semichrome; sappia che hauendo io questo particular riguardo di mostrare i primi veloci solleuamenti alle voci pigre, ho posto quelli di Chrome solamente; accioche con piu facilità i principianti l'imparino: essendo che queste fatiche non si fanno per chi è dotto in questa professione: ma per coloro che non sanno piu che tanto, & hanno volontà d'imparare. Se alcuno se ne facesse si bon patrone che solleuandoli bene, habbia bisogno di piu veloce rotture, muti gl'essempij di Chrome in Semichrome, che sa se stesso se ne formerà altri essempij, & si porgerà l'aiuto ch'ei piu desiando brama.

Chi, & quale debba essere il maestro di Capella. Cap.LXVII.

NOn ci serà (credo) persona alcuna che elggendo l'inscrittione, ò il titolo di questo Capitolo non si merauigli della mia intentione, attribuendola à grand'ardinre: poiche non solo ho trouato in che riprendere il Cantore: ma anco in che tassare il maestro di Capella: & molti curiosi integni prontamente con desiderio grande diveder ciò che io dico vi porgeranno gl'occhi & con attentione lo leggeranno, per sapere i diffetti, & mancamenti di una tal persona.
Però prima ch'io dica ciò ch'io son per dire, à tutti vò far sapere che la natura non m'ha fatto lingua à dire male contra nisciuno; ne meno da nisciuno mai fin quì mi ho fatto conoscere per maldicente: Cosi ne ancoer per hora voglio incominciare: perche del male mai non se ne riporta bene ne guadagno. Et quantunque io incominciassi; tra che non ci è mal da dire; non hauendoci le maneire & l'uso, non me li saprei accommodare.
Proposto dunque da vn canto il male, dirò che non ogni Cantore è atto à reggere vna Musica, et vna Capella: che si come non ogni soldato è atto di hauer l'officio del Capitaniato: cosi anco non ogni Cantore il gouerno di Capella, ò di qual si voglia altra Musica. Colui solamente è atto, ò meriteuole, che oltra la cognitione de Tuoni, errando una parte conosce l'errore, & sà chi ha bisogno d'esser rimesso: Non si prohibisce, ne meno si limita ch'egli sia giouine ò vecchio potendo essere l'uno, & l'altro: ma bene per la maestrà & veneratione si lodano piu i maturi, & gl'attempati; che i puerili, & giouinetti: Et si come i vitij disdicano, & non istanno bene nelle persone l'audatia, l'animo, l'autorità, l'ardire; & le spogliano della riuerenza, dell'honore, & della reputatione: & perche essi caminano con l'adornamento di questo nome Maestro, che vuol dir precettore, debbano forzarsi di essere accostumati, modesti, gentili, & ben creati: accioche i Cantori meglio in loro immitino le creanze, le gentilezze, e i bei costumi.
Et non pe altro ho detto che debbano hauere la cognitione de Tuoni: se non perche molti fanno questo officio, & non li sanno, & punto si curano di saperli: ma si reggano, & gouernano per una lunga prattica: la quale assai gioua, & non si può dire che la non sia buona, ma è molto migliore, & piu gioua l'hauerne cognitione: perche e molto piu al chiaro, ò si camina meglio col splendor del Sole, che col picciolo, & artificioso lume della candela; & anco molto meglio si và doue si vuole di giorno, che palpitando di notte.
Ho detto ancora ch'egli sappia rimettere, & conoscere vna parte quando ch'erra: accioche in cambio di rimetter vno non rimetti vn'altro: perche si trouano de quelli che sono si ignoranti, che oltra il non sentire cosi pesto vna parte che dissona per hauer commesso errore, fanno vna ruuina nel volerla rimettere che disconciano, & guastano tutte l'altre, & quel che è peggio non rimettano chi n'ha bisogno. E ben vero che vno piu dell'altro ha l'udito pronto & acuto, che però si vede ch'alle volte anco chi non compone rimette prima di vn compositore; ma quella tanta grossezza d'udito che si chiama durezza in chi compone, si parte dal proprio naturale, et da gl'ascoltanti piu tosto vien giudicata ignoranza. Et perche le parte principali della Musica sono la voce, & l'udito; à chi manca particularmente questa seconda, può lasciar ad altri questo tal officio fare; perche ne anco il Cieco si vanta, ò si pone ad infilzar le Perle, ne il Muto à raccontar l'Historie. page 76v
L'officio poi de quelli che sono atti & buoni à gouernar la Musica, è di misurar le cantilene secondo la possibilità delle voci (perche nel concertare vna cantilena non solo si ricerca il luoco, il tempo, e il modo di concertare: ma anco el voci & i cantanti che sieno atti a far concerti & harmonia si dolce che grata al vdito sia) & di reggere mentre si canta il tatto: & se mai tatto ha bisogno di esser sicuro & schietto, nelel cose faticose & difficile piu che nelle ordinarie & commune bisogna che sia; perche tra che i Cantori per la difficultà delle cantilene facilmente possano vscir fuori; tanto piu volontieri & con facilità vsciranno se il tatto niente vacilla.
Onde se io ho da dare i lverò, & confessare qual cosa m'habbia spinto à porre in questa Prattica di musica il presente Cap. conuengo liberamente confessare & dire che il tatto ne sia stato cagione: poiche in molte persone giuditiose ho veduto à di miei essere non solo la instabilità del tatto, ma anco vna biasmeuole sumministratione non cosi da tutti considerata, & è che cantandosi cose difficile; per la difficulta delle figure alargano tanto il tatto per facilitarle; che col suo mezzo vengano à commutare vna figura nel altra.
Doue che per esser da tutti inteso, accioche si tolghi del stato presente questo si biasmeuole abuso, & si leui à fatto à fatto questo errore dico; che si trouano alcuni sumministratori del tatto, che regendolo in alcune cantilene difficle oue siano gran copia di Chrome; per far che i Cantori le contino meglio, & con minor difficultà; allargano tanto i lsudeto tatto che le fanno pronuntiare per Semiminime, & non si aueggano che se il compositore che le composte hauesse voluto che le si fossero per Semiminime cantate, non l'haueria fatte Chrome. però è bene che da gl'ascoltanti la sieno conosciute per Chrome come dal Compositore le sono state fatte, & tanto piu quelli di biasmo sono degni, quanto che col tatto strusciano & stancheggiano il Cantore, parendoli col stancheggiarlo & strusciarlo, di porgerli mano, d'aiutarlo, ò di darli tempo di potersi in quelle difficultà meglio accomodare, & non si aueggano che il Cantor sicuro odia quella ritardanza come cosa disdiceuole, & ama solamente l'equalità de tatti: perche egli non ha mai conformi et del pari et benche chi seguita essendo per la seruitù suggetto, ha da seguitar forte & piano: nondimeno perche questa suggettione non è simile all'altre per essere vna misurata suggettione. per questo qualunque volta che i tatti non sono di misura giusti spezzandosi la suggettione, si guasta & rompe ogni buon ordine.
Si possano ben cantare le figure diuersamente: perche il Compositore è obligato à comporle secondo l'ordine de i segni & le regole del Tempo ch'egli adopera; & il Cantore a cantarle come li pare & piace: perche chi vuol tener à vno che quella Semibreue che communemente vale vn tatto non la canti per vna Breue, ò per una Longa, dando il vallore à ciascheduna multiplicato? ouero diminuirle per la pettà et farle gire sotto di esso tatto la metta piu presto et piu velloce? ma si come questo modo ci cantare seria vn capriccio, & vna maniera strauagante, per non dir temeraria: cosi ancora il commutar le Chrome in figure di Semiminime non è lodeuole. perche in ogni modo che l'huomo le può cantare & riuoltare; il Compositor che le composte volendo l'haueria potuto cosi formare: Et questo si dice perche il commutar il valore dalle figure con la ritardanza del tatto è vna cosa di far errare questo & quel Cantore: perche non hauendoci le maniere et l'vso non si sà rettamente gouernare: & tanto è il volerle commutar col pensiero, quanto che di porre inanzi à scolar nouello vn libro da cantare; che se bene egli conosce, & sa il valore di tutte le figure, per non hauerci il modo & la maniera alla prima falla & se ne và fuori: Coloro che si merauigliano che io dichi tantodella sicurezza del tatto sappiano che io non per altro lo dico, solo perche ho ueduto à maestri questo tatto fallace; & benche el paia una cosa facile massimamente la sumministration del tatto equale: nondimeno possiamo dire ch'egli sia simile al maneggiar d'un Cauallo, al spiegar d'una bandiera, ò al giocar di spada: quantunque le paian facil cose à fare, nondimeno non le fa bene se non chi ci ha la mano, & chi ci è uso.
Il tatto dunque non solo debbe essere sicuro et senza diffetto di equalità: ma anco con l'esser giusto & equale, non debbe passar il suo uso ordinario, cioè non si debbe sumministrar tanto adagio ch'eschi fuori del suo costume ordinario: perche al cantore è piu facil cosa di considerare et di portare una figura nel vallor d'un altra: che di tenerle per quelle che le uagliano sotto un allargato Tempo: Et quando le cose difficile da buoni Cantori non si dicano bene: il nasce che quei cappricci, et quelle cose da i Compositori sono state giudicate facile, et nondimeno le sono difficile: Ond'io à questo proposito ho ueduto Compositori hauer composto cose, che ne per una, ne per due uolte, da buoni cantanti sono state dette bene, che sempre ha bisognato rincominciarle; non gia per le maniere del Modo, ò della Prolatione; ma semplicemente per la strauaganza delle figure: di piu essi che le haueano composte con pena le diceano, quantun page 77 que nel farle se le hauessero facilitate; in che si scorga ch'anch'essi le haueriano fallate se più non l'hauessero vedute.
Per questo piace alle volte piu vn'opera che vn'altra; perche colui che la fece, nel farla la testè con alcune vaghezze nouelle & facile, che se le fossero difficile non seria chi le dicesse ò chi desiderandole le prezzasse. E però si veggano nelle Librarie alcune moderne compositioni che per esser senza dolcezza & melodia tutte difficile, le si sono inuecchiate, senza honor del Compositore & vtile del Librario.
Questi si credan col far l'opre loro difficile di hauer trouato noua melodia, & nuoua inuentione d'harmonia & non si aueggano che i Cantori le conuengano lasciar stare: Ouero per cantarle far quella variatione di figure che io di sopra confondendola hò ripreso, cioè di cantar le Chrome per Semiminime, & le Semiminime per Minime; cosa tanto odiosa & dispiaceuole, quanto che i giuditiosi da se stessi rettamente lo possano giudicare; conuenendo i Cantori emendar gli errori del Compositore: è perche crediamo noi che si siano demessi i canti antichi composti con tanti segreti & tante varietà de segni: solo perche il Cantore, non vuol hauer pensiero di tener le figure se non per quello che naturalmente le sono, non apportando quel tenerle altrimente altra melodia che la commune.
Cosi dico delle compositioni di costoro, che se l'apportassero altra dolcezza ouer melodia, direi che le si douessero admettere & approbare; ma non dandocene altra di quella che trouiamo nelle commune dico; che le se doueriano lasciar stare.
Questo voglio che sia à bastanza per rimouere questa larga sumministratione di tatto nelle cose difficile: sperando che da quì in poi si sentiranno le Chrome per Chrome, & seranno da gl'audienti le Semiminime conosciute per Semiminime & non per figure di vallor cambiate: che io à molti ho fatto toccar con mano che ilcantar le cose difficile sotto vn tatto mediocre, le si dicano meglio con manco pena & fastidio de Cantori che col dirle si adagio, & di piu ho veduto anco in detta sumministratione per l'interuallo grande che casca da vn tatto è l'altro; distorsi i tatti dalla equalità propria, & cadere in vna sproportionata misura in modo tale che un tatto, d'equalità & misura non corispondeua al altro.
Questo vogolio che basti per la sumministratione di esso tatto: Quanto al restante: perche pochi sono quei cantori che si trouano soggetti à maestri di capella, à paragone de quelli che non hanno veruna suggettione dico; che trouandosi i Cantori in alcun luoco congregati per cantare, & iui non essendoci veruno di questo titolo, ò che sia del arte, & ne facci professione: il tatto debbe essere sumministrato dal piu atto, & piu sufficiente; accioche se i cantanti vacillano qualche pochetto gli sia chi li sostenti: ne tutti si debbano ingerire di rimetter una parte, quando la non dice bene, perche molti fanno confussione, & la confussione, è madre delle dissonanze: però tutto quello che si è detto del maestro di Capella si ricerca che sia in chi si pone nella sua attione, subintrando nel suo particular officio.
Quando poi che la necessità & penuria d'homini intelligenti li fa esser contrarij & diuersi, bisogna stringere le spalle, & hauer patienza: perche non sempre el stagioni vanno à vn modo, ne meno si ha sempre commodità di mangiar conditi pretiosi & uiuande dellicate.

Di qual sorte di voci si debbe far elletione per far buona Musica. Cap.LXVIII.

QVando ch'vno occultamente intorno à qualche particolar professione s'occupa; senza che nisciuno sappia ciò ch'egli ha per la mente, da parer altrui và sempre ricercando quelle cose che conuengano sotto diuerse oppinioni: per potersene in occasion seruire: & con sua sodisfattione à questo & à quello raccontarne il commun parere. cosi ho fatt'io che con ogni mio studio & diligenza, senza che nisciuno mai habbia saputo l'intention mia sono andato ricercando i diuersi pareri altrui sopra le voci humane, alhora che cantandosi di Musica le voci sogliono più delettare & piacere: & in fatti ho trouato ch'à chi nè piace vna sorte, & à chi un'altra: Ma in fra tanti & diuersi pareri (osseruando) ho trouato, che tra le uoci di testa & quelle di petto, quelle di petto sono le migliore per commun parere.
Onde perche tra le voci di petto, si trouano alcune che si chiamano uoce obtuse per distinguerle dirò; che le oci sono ò meramente di testa, ò meramente di petto, ò meramente obtuse: & nota che io non per altro dico meramente; perche se ne trouano alcune mezze di testa, & mezze di petto.
Quelle uoci che sono meramente di testa sono quelle che escano con un frangente acuto & penetratiuo senza punto di fatica del producente: le quali per l'acutezza loro percuotano si gagliardamente page 77v l'orecchie nostre, che se bene ci sono delle altre voce maggiori & piu gagliarde; sempre quelle appariscano al'altre superiore.
Quelle poi che son meramente di petto sono quelle che nel intonar che fanno, vscendo dalle fauci, par ch'eschino fuori, cacciate da vehemenza pettorale; le quali sogliano assai piu dellettare che le di testa: & in loro si uede questo effetto che non tediano mai; che quel altre non solo tediano & fastidiscono, ma anco in breue tempo s'odiano, & s'aborriscano: L'vltime che sono le meramente obtuse, sono quelle voci che per ordinario si sogliano chiamar mute, le quali fra l'altre per gagliarde che le siano (che poco al fub oissibi essere) non si sentano mai, ma sono tanto quanto che se non vi fossero: In fra queste tre sorte de voci se ne trouano alcune che sono mezzane; cioè che sono parte di petto, & parte di testa: & alcun' altre che sono parte di petto & parte obtuse: & queste vengano cosi chiamate per l'effetto che di loro si sente, che sono mezze d'vna sorte & mezze de vn'altra: e però redutto le uoci, in queste voi mezzane: si dice, che quando le tengano più della voce di petto che di testa deletteranno piu sempre che non faranno quelle di petto & obtuse; perche il frangere che fa la voce in quella tuba forte, si chiama mordente & è per la temperanza si grata & diletteuole, che l'orecchie restano sodisfatte & consolate, piu che non fanno di quel'altre che per esser spogliate di questo mordente, restano in gran parte mute, & non porgano quella delettatione.
Anzi che se noi vogliamo ricercare vn poco piu intimamente l'essential natura della voce; trouaremo, che la voce di petto è la piu propria & piu naturale: non tanto perche il petto la forma, perche contiene dentro di se gl'instrumenti con che formarla. ma anco perche la si troua sempre esser piu giusta: & non si trouerà mai che voce di petto si falsa come quella di testa & l'obtusa; che rare volte sono senza questo particular diffetto di esser false.
Però infra tutte le voci si hanno sempre da torre, (per hauer consolatione di vna buona compositione) le voci di petto: & quelle particularmente che hanno il sudetto dileteuol mordente che alquanto frange, ma non offende: & si hanno da lasciar da vna parte tutte le voci obtuse, & quelle che sono semplicemente di testa: perche le ottuse, in fra l'altre non si sentono; & le di testa superano troppo.
Similmente quando in fra le voci si ha da far ellettione de voci che sono alquanto false, tra quelle che calano & che crescano nel cantare, si hanno piu tosto da torre quelle che crescano, che l'altre che calano: per esser diffetto piu dalla natura suportabile: & è d'auertire che dicendosi delle voci false s'escludano quelle che sono falsissime, accio che quelle non sieno per nisciun conto introdutte nella elettione: perche quando il diffetto è poco volontieri l'altre parte lo riceuono. ma quando ch'egli è troppo, non lo possano comportare.
Questo si dice non tanto per la elettione delle voci che hanno à cantar forte: quant'anco per quelle che hanno da cantar piano, essendo che il diffetto d'esser false & di testa, in ogni modo si sente & offende: Ne per questo quando non vi seranno quei Cantori con quelle singulare & perfette voci che io dico che si debbano ellergere per fare vna buona Musica si resterà di cantare, essendoci altra sorte de cantori, che non sieno però de i piu tristi & sciagurati che si trouano: perche si sà bene che quì in terra ci sono poche voci simili alle voci Angeliche & diuine: assai si fa quando se ne trouano delle mediocre, & di quelle che sono appresso che buone: Ma perche anco le voci obtuse habbiano à seruire, & non s'habbiano al tutto da mettere da vna parte, ellegendosi quelle che piu tengan del chiaro, s'introduranno con le altre; & s'hauerà riguardo che le sieno giuste in gran parte, & non à fatto à fatto deffetose; accioche le faccino buon corpo Musicale, & rendino l'harmonia equale.
Non dico poi nulla di quelle voci che non ariuano à nisciun segno di perfettione: ma che corrano infra l'altre imperfettissime, essendo che di loro ogni vno ne può dar giuditio: Ma dirò bene di quelle uoci che non sono cosi buone. ma hanno vaghissime maneire di cantare, che no nsi debbano mai lasciar da una parte; perche le uaghezze rare, & gli deleteuoli accenti sono quelli che piu piacciano, & che in quel caso cuoprano ogni diffetto disdiceuole. massimamente quando i sudetti accenti sono ben fatti, & accompagnati bene:Il che nasce dal diletto grande che si prendano le persone nel ascoltare quelle legiadre roture & figure spezzate che non s'odano cosi da tutti; ne meno tutti ci hanno attitudine di romperle & spezzarle.
Le uoci dunque che sono ne gli estremi deffetuose & che hanno parte insuportabile; se non hanno in se cosa che le possi in qualche parte condire, & far dellettare; fuori de i bisogni grandi, & delle necessità sforzate si debbano alsciar da una parte: et quelle che hanno di hauer nome di esser delle ellette se non sono tutte integre di petto, sono mgelio quelle che hanno un poco di moderato frangente, che quel altre che partecipano delle obtuse che paian sorte ò quasi mute: & perche come ho detto di sopra ci sono puo page 78 che voce sommamente perfette, se si hanno da elleger voci che habbiano imperfettioni di ascendere ò calare, quelle che ascendano seranno le migliore: e questo perche è piu facil cosa che le voci giuste & buone (se però per deffetosa voce s'hanno da mouere del suo buon tuono) ascendino con quelle, che calino con quest'altre: Quando poi non si hanno cantori, se bene tutte le voci non sono buone, abbracciandosi vna con l'altra scorrano per quelle che sono.

Del modo d'incomminciar à cantare, & del dar la voce alle parte. Cap.LXIX.

QValunque volta che gl'huomini sono in qualche luoco congregati, & insieme redutti per udire & scoltare qualsiuoglia cosa; bramano con gran dessiderio che si dia principio; onde se per mala sorte esso principio non è di sodisfattione, & contenuto: poco piu contento & sodisfattione speran sentir nel mezzo ouer nel fine; perche quello sempre con maggior attentione si scolta & ode: & se mai cosa nisciuna ha bisogno d'esser cominciata bene, la Musica è una di quelle: perche nel altre cose, se il principio non riesce, il mezzo può riuscere, & se l'bno ò l'altro manca, almeno il fine può sodisfare: ma se nella Musica il principio non riesce poco bon mezzo, ò poca bona fine si può sperare: perche rare volte si principia male, che non sia bisogno di ritarnar à comminciare: è però piu che nelle altre cose è necessario di comminciar bene, se si vuole conseguir delle compositioni le melodie & le loro dolce harmonie: & acciò che ogni uno lo possa fare, dico: che congregato i Cantori, & distribuitoli le parte, chi uuol dar le voci bisogna che sappia, ouero che habbia qualche poca cognitione de i Tuoni Musicali, altrimente uà sempre à pericolo di commtetter disordine.
Quando che si conoscano i Tuoni si piglia la uoce dalla corda finale, formandoui sopra la terza secondo la qualità delle quarte & delle quinte che formano il detto Tuono.
Da questa intonatione i Cantori hanno da pigliar le voci: & si guardino prima nel pigliarle, di non pigliarle disonanti & male: & poi di non andar lungo tempo uagando intorno alle intonationi inanzi che si dia principio al cantare: perche quelle uoce cosi senza proposito sparse, danno inditio di timore, et non di sicurezza; & tanto piu uergogna, smaccho, & disonore è di quel Cantore che ha da cantare; quanto che essendosi fatto sentire il Tuono in che si ha da comminciare, da se stesso non si pigliar la uoce; ma conuiene mostrar il Libro à qualche compagno, ò à chi si apparecchia di sumministrar il tatto.
Ciascuno ha da esser auertito nel dar le prime voci di pigliarsi la sua & di considerare, quanto la parte ch'egli tiene in mano debbe star distante dalla detta voce: poiche queste cose non la dottrina; almeno l'uso si può dire che ce l'insegna.
La necessità che hanno i Cantori nel attioni del cantare, di hauer un maestro di Capella, ò uno che faccia l'officio suo, non è per altro, che per potere nel principio trouar le uoci propriate à i Tuoni, & per potere aiutar quelle parte che fallano: e però quando si è intonato la uoce del Tuono che è quella prima che si da fuora per distribuirla alle parte particulari; è uergogna di colui che ha la parte in mano, di non sapersi trouar la uoce, in che la sua parte ha da comminciare.
Similmente chi regge il tatto & fa l'officio del maestro di Capella; nel dar la uoce del Tuono, si ha da guardare di non far quello che fanno molti che non sanno piu che tanto: cioè che in cambio di toccar la prima uoce in ut, non la tocchino in re, formando la sua terza in cambio di mi con un fa: perche oltra la ignoranza trande che si dimsotra; talmente si distuona, che le uoci non si possano rettamente mai pigliare: L'ordine dunque di dar le uoci: è questo, re fa la, per il primo Tuono & per il nono; sol re & re la per il secondo: mi mi per il terzo; la mi per il quarto: fa fa per il quinto: fa ut et ut sol per il sesto et per il duodecimo; ut sol per il settimo et per l'undecimo; sol re et ut sol per l'ottauo: ultimamente la mi et re la per il decimo; In questo modo non si potrà mai essare; toccando le corde con quella sincerità di suono che si ricerca, & secondo la qualita et proportione delle uoci; perche togliendole fuori della loro natura nisciuno si sapria gouernare, & le uoci in sproportionalità tale non potrian oseruire; perche seria non uolere al Basso far cantar il tenore, al Tenore l'alto, & al Alto il soprano; giudichi ogni uno come questo si può fare; Et se questa maniera fosse ad alcuno assai difficile, habbia queste quattro regole à mente; prima che re la serue alla intonatione del primo, secondo, nono, & decimo Tuono; mi mi al terzo, & al quarto; fa fa al quinto & sesto; & ut sol al settimo, al ottauo, al undecimo, & duodecimo; che à questo modo non potrà falare; & cosi non uenirà à intonar ut mi, in cambio di re fa, ò di fa la.
Io porrei quì un essempio per dimostrar meglio l'intonatione de Tuoni; ma trattandosene nel ultimo page 78v Libro non voglio occuparmi in quello che con altra occasione altroue io mi ho da occupare.
Chi brama di vederli meglio vegga il detto Libro nel Cap.24. che sopra ciò hauerà ogni sodisfattione: Per hora basta questo.
voglio anco dopo l'hauer auertito chi ha carico di mettere in ordine & di dar principio à vna Musica in che modo s'intonino le uoci de Tuoni, auertire nella intonatione si hà d'hauer riguardo à quelli che hanno da cantare, che stiano commodi di Tuono non troppo alto, ne troppo basso; se si uuol hauer di loro gusto & paicere: & non fare come fanno molti che si dilettano di cantar tal'alto; che scomodano tutte le parte per accomodarsi con un Basso in mano: perche non uale la ragione ch'essi con alcuni altri di questo parere che dicano, il canto douer esser allegro, essendo una recreatione de gli animi nostri: che cosi per cantar le cantilene alte & fuori del tuono ordinario, ne seguiria questo; che cantandosi le lamentationi, & i canti mesti piu alto del lor douere le mutassero natura, & di meste che le uenissero gioconde & allegre; & nondimeno ne quelle, ne altre cantandole alte, ò basse si mutano.
Però fia bene di stare in un giusto termine & in una proportionata misura di uoce: accioche la musica di questa & di quelllla compositione di dolce & soaue, non diuneghi, aspra & acuta.
Quando poi bisogna principiar cantilena d'altra natura di quella che gia si è cantata, fa bisogno di rintonar le uoci nelle loro proprie corde; et auertire che se si conuien passare dal primo Tuono al terzo, non si debbe mai nella uoce di re introdur la uoce di mi: perche procedendosi di Tuono in Tuono, & di Tuono in Semituono le uoci non s'intoneriano mai perfettamente & gisute: doue che seriano causa il piu delle volte quello che già è incominciato, per le triste & false voci che produriano douerlo rincominciare.
Similmente ancora quando che le corde principale del Tuono passato, risonano per vt mi sol; & che le corde del Canto che uiene per la variatione di detto Tuono risonano per re fa la, bisogna alquanto piu alto ouer piu basso rintonarle: per non hauer occasione di tornar quel che già è principiato à farlo ridire.
Cosi si procede ne gli altri, tuta volta che i Tuoni inse non hanno qualche conuenienza: perche quando conuengano in qualche cosa; facilmente & senza pericolo di disoluere vn principio di cantilena si passa da vn Tuono al altro.
Questi Tuoni che hanno conuenienza insieme sono tutti quei quattro che io ho posto di sopra; cioè il secondo il nono et il decimo: che per la relatione di re la conuengano con il primo: et l'ottauo l'undecimo, et il duodecimo con il settimo & c.Coloro poi che non hanno cognitione; ne meno sanno che cosa sia Tuono hanno da gouernarsi con la fine del Basso: & se vogliano commettere manco errore, auertino quando che in vn Canto vi è la seconda ò piu parte, di non tor la voce dal fine di essa prima parte: ma da quella che è l'vltima: perche l'altre sempre finiscano imperfettamente: in questo modo intonando la figura finale veniranno à formar la voce del Tuono, & accomodaranno tutte le parte.
Vna sol cosa nel vltimo voglio auertire, accioche le cantilene sieno cantate bene, la quale è quesa: Che cantandosi nelle Chiese, ò ne luochi oue si habbia da gridar forte, i Cantori habbiano da intonar le figura con giusta forza & assai vehemente, che però non sieno si forzate che rozzino & si conoschi la fatica come altroue è stato detto: ma douendosi cantar piano, le voci si hanno da vnir insieme; & alhora dimostrano d'essersi bene vnite, che vna non supera l'altra, & cantando non si fanno da i uicini sentire: perche chi canta si forte si può porre nel numero de gl'ignoranti, hauendo diletto di gridare oue altri cercano di dir piano.
Onde io per corregger vno ch'una uolta meco cantando disse che io douerssi dir piu forte li risposi che s'egli piu piano dicesse facilmente m'intenderia: & ch'io in tale occasione, non ero vso à dir piu forte: cosi col iscusarmi, copertamente lo ripresi & li faci veder l'errore ch'egli commettea nel cantare; & da quello in poi, ne lui & io hauessimo in ciò altro che dire.

De tutti quei inditii che dimostrano il fine delle cantilene.Cap.LXX.

NOn è tanto bello & diletteuole il principio & il mezo di qual si voglia cosa perfetta & compita: quanto che è uago & dileteuole anco il fine. Et se il principio c'inuita, c'inanimisce, & occasion ci porge di ueder esso fine; bisogna ch'anco il detto fine al principio corisponda: altrimente in uano esso principio c'inuiteria. Però se in tute le cose che finite sono, è necessario il page 79 principio, il mezzo, & il fine. bisogna che anco nella Musica, come cosa finita, & terminata l'un e l'altro sia: di questo credo che nisciuno ne dubbita dimostrandocelo chiaramente il senso.
Hauendo io dunque parlato del principio, & del mezzo delle cantilene, è cosa conueniente che io parli anco del fine; il quale è si d'importanza quanto che sia l'uno & l'altro: poiche se nel dar principio ci bisogna il modo, & l'arte; e nel mezzo le maniere, & le vaghezze: nel fine ci voranno le vaghezze, & le maniere, con l'arte, & il debbito modo: Et se bene il fine par che sia vna cosa facile. nondimeno molte difficultà vi si trouano non cosi da tutti conosciute.
Però volendone dimostrar alcune dico; che i cantori nel finir di cantare vna cantilena si guardino di far quello che fanno alcuni poco accorti, che nel finire danno mala sodisfattione alle orecchie de gli ascoltanti per non auertire alla figura finale, la quale può esser di due sorte principalmente, cioè commune, & soggetto: Commune si chiama quel fine quando le parte tutte conuengano nel valore delle istesse figure, come seria a dire quando le parte finiscano, come quì si vede.
[Music example]
Allhora su la penultima figura a tanto si hà da fermare quanto che tutte l'altre parte vogliano, & si contentano; & poi salire all'ultima figura, termine & luoco oue conuengano tutte le voci sonore: per questo si chiama figura finale, non l'ultima figura che si troua nel fine delle cantilene. ma quella solamente che è vicina a questa fine.
La figura del fine poi che è soggetto è vna figura sopra la quale tutte l'altre parte con sumministratione di voce finale fanno quasi come vn poco di girandola, ò torneamento: non meno artificioso che vago, & diletteuole; scherzando intorno al detto fine: Et però deposto il ragionamento che si doueria fare intorno al final commune, come quello che poco importa, & che poco disturbo ci suol dare; ragionerò del finale che è soggetto all'altre parte di finire: Però è da sapete che non ogni volta che si finisce di cantare vna cantilena, il cantore su la penultima figura si ha da fermare: perche fermandosi in alcune occasione faria dissonanza con tutte l'altre parte, essendo quella parte soggetto all'altre che vogliano finire: & ritardano, il ritardare seria si strano quanto che da questo essempio ritardando il Tenore su l'ultima figura a canto a quella del fine si può sentire.
[Music example]
Onde per dimsotrar al cantore in quante occasione de finali egli debbe essere accorto, et auertito dico; che oltra questo premesso finale. quanttro altri se be ritrouano che vanno diuersamente cantati; ne quali bisogna essere auertito, & diligente: altrimente chi li canta rimanerà sempre con vergogna.
Il primo è quando la penultima figura, cioè quella vicino all'ultima è con il Basso ottaua, & è dalla dett'ultima distante vna quarta, come quì si vede.
[Music example]
Allhora il cantore on ha da aspettare che il Basso descenda al suo fine: perche in quella penultima figura del Basso che è quella Breue puntata, è vna fiura dell'vltima del Tenore; & s'egli pri page 79v ma di lui non descendesse, & che aspettasse di descender con esso lui veniria a far due ottaue; o se pur con esso non descendesse, & che tardasse a descender faria vna quarta scoperta con assai dissonanza, & strano effetto.
Questa sorte de finali il piu delle uolte si troua nelle compositioni compsote a cinque a sei, a otto, & in conclusione in canti composti a piu di quattro uoce; & piu nelle parte di mezzo che nel Soprano: se il cantore ui userà diligenza non solo li ritrouerà cantando: ma anco ritrouatoli li canterà senza verun errore.
Vn simil passo ancora si troua posto alla quinta; nelal quale chi uolesse descendere prima del Basso nella figura del fine faria una seconda, come qnì si uede.
[Music example]
Et però per auertirne ogni uno li pongo con due parte semplice; accioche senza confusione dell'altre perte ei uegga, & ritroui la verità di quel che io dico, & ne habbia uera notitia per poterle in ogni occasion schiuare.
Di piu si trouano alcune figure psote in modo di cadenze che a uederle ogni uno le giudicaria tale, niente dimeno le non sono come quì si può vedere.
[Music example]
Le quali tanto possano esesr cacciate nel mezzo, come quì nel fine: E però bisogna che il cantore non si perda quella lode nel fine, che egli nel principio, & nel mezzo honoreuolmente si è acquistato, che facilmente se la perderia se di queste cose non fosse auertito: & però io gli le propongo; accioche uegga, come no nsempre stà a un modo il finale.
Vltimamente poi si ritroua, una certa rotta, & spezzata fine fatta con l'interpositione di sospiri, & pause, come questo essempio ne lo dimostre.
[Music example]
Alla quale non risguardando il cantore, da questo, & da quello si fa beffeggiare: poiche qualunque uolta che egli uede le cantilene non terminare nelle figure communi. ma hauere dopò le figure pause ha da sapere, ceh le dette pause danno inditio che l'ultima figura non si ha da tenere se non quanto la uale.
Questi sono cinque finali fuori dell'ordinario usati; ne quali molte uolte le compositioni finiscano: & hanno bisogno di essere maturamente considerate: perche se fallo dissona nel mezzo, ò nel principio, molto piu dissona nel fine, nel quale tutte le dolcezze si sogliano raccogliere, & raunare.
Io son stato forzato, & astretto di dir questo. sì perche molti nelfinire finiscano malamente, non riconoscendo le figure per quello che le sono: sì anco perche ne i finali ordinarij, ho sentito alle uolte qualch'uno faruisi strasemare. e perl ne i finali che tutti non conuengano, ò in quelli che si conuiene, si deue nè tardi nè per tempo con gli altri conuienire, lasciando da parte le superflue moltiplicationi di vaghezze, & gorgie; perche la ritardanza di vna parte, fa che non si oda bene va dolce, & delicata fine; & ciò si dice perche sono alcuni che nel finire delle cantilene, vogliano con le gorgie tenerle vn hora lunghe; & fanno che tutti gli altri compagni lo stiano ad aspettare, otlra che molte volte se bene l'hanno vn pezzo aspettato, le finiscono dopò loro. page 80
Non si negano a Cantori le vaghezze, i passaggi, ouero le gorgie: ma se li prohibisce il troppo, & quel fare ritardar le parte: perche l'importanza stà nel mezzo, come di sopra altroue ho detto; essendo che anco i fanciulli che non sanno natare gitandosi nell'acqua stanno scherzando vicino a riua: ma il franco & buon natatore; natando, in alto tira; & doue è piu profondo, iui della sua sicurezza gode.
Si ricordino ancora quello che si è detto di sopra nel Capitolo sessagesimo quarto, di non replicar l'vltime parole del fine se non vi è segno che le sieno replicate, che in ciò molti commettano errore: & si riprendano quelli che quando hanno finito di cantar vna cosa si alzano con la vita: essendo forsi loro per la difficultà de canti stati alquanto piegati, & dimostrano di hauer durato vna gran fatica; ò che non hanno piu voglia di cantare; poiche questa attione vuol essere senza vn minimo diffetto.
Molt'altre cose hauerei che dire: ma per non parere ch'io m'habbia tolto l'assonto di rifformar il cantore, le lascierò stare: Queste poche ch'io sin quì ho detto; la gran volontà ch'io ho di giouar altrui me le ha fatto dire: come credo che ogn'uno se lo può pensare.

Per quai segni si finiscano le cantilene. Cap.LXXI.

LA cosa de i finali è tanto chiara, manifesta, & commune ; che quasi non ha bisogno che ne sia ragionato, ne meno ch'io ne faccia mentione, & per certo molti si merauigliaranno ch'io ci habbia trouato che dire: tutta via il dir mio no nserà frustratorio ne vano: perche se tutti i finali delle cantilene si facessero a vn modo, & che conuenissero in vna maniera non ci seria da dir altro: ma perche sono diuersi: per questo io mi son posto a parlar di lui. Però dico che la maggior parte delle compositioni Musicale si terminano, & finiscano con vna Longa, ò con vna Breue, seguendoli vna ò piu linee aprresso trauersate da vno estremo all'altro delle corde, come quì si vede.
[Music example]
Et nota che non per altro se li pongano dietro all'ultime figure di Musica, le linee trauersate che occupano dalle estremità delle corde tutti i spatij; prima perche le linee che non si estendano sino alle estreme corde possano dar inditio di replica; come si fa nelle Villanelle, & Canzonette: & poi perche essendo l'vltima figura sola senza altro accompagnamento, come quì. Molti quando vi fossero gionti cercheriano di tener quella Longa vltima
[Music example]
figura quanto la vale, & non quanto alle Musiche fa bisogno, volendola finire con tutta la sua intiera quantità de tatti.
Il che staria tanto male: quanto che ogni vno si può pensare: poiche se accadesse alle volte che il compositore vi ponesse vna Massima, i cantori cercheriano di tenerla quanto la vale, & in essa si forzeriano di hauer la sumministratione del tatto; per non mancarli del suo douere: la qual cosa generaria piu tedio che diletto; & nel fine si haueria piu disgusto che dolcezza: & però dopò la figura del fine si pognano i trauersi, accioche la detta figura sia tenuta quanto bisogna, & a beneplacito de chi canta.
Si vsa ancora di termianr vn canto col porre vn semicircolo puntato sopra la figura di vn tatto ò di altra figura che habbia la quantità de tatti compiti, come quì si vede.
[Music example]
Et tanto si vsa, & si pone di sotto, quanto che di sopra: facendo sempre vno sitesso effetto: questa sorte di finali si chiama communemente incorronata; & non si suole vsare se non in quelle cantilene che hanno la prima, & la seconda parte, ò vero i nquelle che con qualche misterio, ò per qualche particular effetto le parte si hanno da riposare: & questo si fa per dimostrare che quello non è l'vltimo fine: ma vn certo commun riposo per non doueri molto ritardare a ricominciare: & nota che tanto page 80v questo fine, quanto che qual si voglia altro, ha da finire almeno din una figura di tatto: se però per imitar le parole non si ha da porre vn final spezzato, & rotto, come si vede nell'ultimo essempio del superior capitolo che allhora quella figura troncata, & rotta; con sospiri & mezzi sospriri s'accompagna. per non lasciare, & finire in vn tatto imperfetto che tanto seria quanto che a non finire: Et perche il fine essendo vn raccolto di tutte l'attioni, in cui si riposano, & douendosi nella Musica raccorre tutte le soauità, & dolcezze in vno epilogo finale: per questo ordinariamente si finiscano in figura di Massima, di Longa, ouer di Breue; come in figure che riceuano assai tuono, & lungo suono; & possano commodamente sumministrar tutto quel tempo di suono che si vuol dare a vna fine; per questo si vede che le figure di detto fine non si tengano a misura, ma secondo che pare, & piace a i cantori di tenerle, & d'intonarle; che allhora hanno auttorità di poterlo fare: & non quando le si cantano altroue.
Quel modo d'incorronar le figure con quel semicircolo puntato alcuni l'hanno vsato nelle cose graue, & nelle figure che vanno insieme incorronando ciaschuna figura come ha fatto il Brumello in quel poco di luoco, Et homo factus est, della Messa, Fulgebunt iusti; il che dimostra di douersi quelle figure cantare con grauità, & adagio: e non che in ogni vna si habbia da far pausa, & riposare. chi hora l'vsasse non seria errore: ma bene appresso i Compositori d'importanza seria cosa ridiculosa, & di douersene ridere per vn pezzo: perche quel modo d'incorronar le figure non si usa se non quando si vuole che tutte le parte ri riposino per tanto spatio di tempo, quanto che in esso commodamente vi si numerasse vna pausa.

Della fine che hanno le Villanelle, & le canzonette. Cap.LXXII.

L'Occasione che hanno hauuto i compositori di far diuerse cantilene, a fatto anco trouarle diuersa fine, accioche essa fine imitasse i canti, & le compositioni: per questo si vede che sicome le Canzonette, & le Villanelle sono d'altra maniera che non sono i Motetti, & i Madrigali, cosi anco per non farle in nisciuna cosa cnonuenire se lida vn'altro finale.
Però è da sapere che alle Villanelle, & Canzonette dopò l'ultima figura se li pongno doi trauersetti puntati a modo di pause di Longhe, come quì si vede.
[Music example]
Et se bene alle volte i sudetti trauersi toccano da uno estremo a l'altro delel corde non fa caso: stando in libertà di chi ha la penna in mano di tirarle comunque li pare e piace; pur che s'osserui quello che nel segnarle si ha da osseruare: Io dico questo, accioche icantori trouandole in altro modo collocate, & fatte, non credino che le sieno fatte, & cosi collocate per nuoui effetti, hauendo io detto nel Capitolo quadragesimo secondo, ragionando del punto di agumentatione che nella Msucia ueruna cosa vi si pone a caso: ouer senza occasione. Non seria piu necessario due linee ò doi trauersi, che tre ouer uno: ma l'vso, ne lo dà per legge, & ci commettte che cosi cene debbiamo seruire. I punti si può ben dire che sieno di essenza: poiche per loro solamente si sà di douer tornar a cominciare, che ciò sia il uero vediamo che punti sono quelliche ci danno inditio di douer tornar a riddire quella cosa che già s'è detta. Alcuni vogliano che essi punti ancora ci diano inditio di quante uolte douersi tornar a replicare; il che non mi pare che sia conforme all'uso; essendo i punti almeno quattro, & l'uso di replicarle solamente dua; ma ben mi pareria che le linee essendo ordinariamente dua; fossero quelle che ci desero inditio di douer dire quella cosa due volte: sia come si uoglia habbiamo da saper questo che tutte le cantilene, che nel mezzo ouer nel fine hanno il sopradetto segno, quel segno dimostra che quella cosa due uolte si ha da dire.
Però si tiene quest'ordine che trouandolo nel principio delle cantilene, cioè inanzi che si sia al fine; dimostra quel principio douersi dir due volte, in questo modo; che giunto a quel segno si rincomincia da capo. E t se bene questo principio, ò il fine non casca sotto perfetto tatto; nondimeno la sua perfettione è posta dopò il detto segno, alla qual replicatione si ricerca il cantore page 81 che sia prattico, & auertito, per non esser lenno alla sudetta replicatione. Onde se per caso vna di queste Canzonette ò Villanelle non ha nel mezzo altro segno che quello che si è fatto per dimostrare la replica del principio: douendosi replicar il fine: si replica il canto da quel segno in qua che ha mostrato la replica del sudetto principio, come quì si vede.
[Music example]
Ma se dopò il segno della prima replica inanzi che si venghi al fine sitrouino altri trauersi senza punti; sempre mai il fine si rincomincia da quel trauerso che è piu propinquo a i trauersi finali; come chiaramente in questo essempio si può vedere.
[Music example]
Cosi ancora se dal principio al fine di dette Villanelle, & Canzonette non vi si trouasse trauerso: ma che le cantassero distese sino al fine, & che solamente nel fine vi fossero gl'inditij di replicare; quella cosa si doueria replicar dal principio, come quì si vede.
[Music example]
Ordinariamente tanto vno quanto che l'altro si suol replicar due volte, come già si è detto: ma se auiene che alcune cose sieno da cantori replicate tre ò quattro volte; questo è fuori dell'vso, & dell'ordinario costume, & fuori del pensiero del compositore.
Il che si fa solamente a complacenza di chi le canta, ò le fa cantare. I cantori in questo hanno da essere auertiti: che se bene gli inditij di douer cantar due volte vna cosa sono d'una istessa sorte, & maniera: non per questo in quel modo che si procede nel principio; si procede anco nel fine: perche nel principio si canta quello che si ha da cantare sin a quel segno di incominciare, & ricominciando si seguita sino al fine: ma ilfien finito la prima volta, si torna a riddire quel poco che è di quà all'ultima linea.
Onde in questo proposito non mancherò anco di dire che alcuni paesi vsano a porre, gl'inditij di repliatione, nelle corde sopra ouero di sotto dalle figure.
Il che non fa caso perche tutti fanno vn medemo effetto. Questo io lo dico accioche se in qualche caso vn cantore li vedesse colloati fuori delli ordimarij siti suoi, si sappia reggere, & gouernare; & non si creda che ci sieno per altra causa messi: Il restante poi si lascia al giuditio del cantore, che bene mi posso credere, & persuadere che come accorto si sappia gouernare: ne permetterà mai che in alcun caso, nisciuno l'habbia da correggere, et riprendere: perche l'esse ripreo, et corretto ad ogn'uno dispiace, page 81v quando però si fanno attioni virtuose, per esser le virtù nemiche del ignoranza. però dopò gl'infrascritti auertimenti, procuri di farsi honore: accioche col mezo dell'honore creschi in reputatione, & da se stesso s'inalzi a gloria immortale.

In che modo le Villanelle, & altre Barzelette possano contradire & non esser soggette alle regole Musicali. Cap.LXXIII.

SOno alcuni che grandemente si merauigliano, & col merauiglirsi forte, ricercano perche regola, & come le Villanelle con tutte l'altre cosette a se simile si possano formare, come si formano; che non hauendo riguardo alle principale prohibitioni si formano con due, tre, ò quattro quinte, una dopò l'altra senza mezzo di dissonanze ò consonanze imperfette: sopra di che hanno da sapere come (secondo la risposta commune) ogni regola patisce eccettione: ma non ostante questa eccettione ui è anco questa risposta, & ragione. che non si ha d'hauer per inconueniente se in simil sorte di cantilene vi si trouano due, tre, ò piu quinte: per rispetto che sono cantilene, imitatrice de quei aeri che trouano piu voce senza cognitione di Musica, allhora che cantando insieme s'uniscano per uia di consonanze naturali: come uediamo fare ad ogni sorte di persone che uolendo cantare quel medemo uerso, che canta un'altro; và cercando i suoni, & le voci delettuole, per rendere il canto simile al canto Musicale: onde possiamo credere che i Musici, vedendo queste operationi fatte mediante l'udito, & la natura: gl'habbiano redutti a questa forma: che ben si uede quando le Villanelle, & l'altre cosette non sono semplici aeri: che tengano del Musicale, & sono fatte secondo le Musicali regole: ma che essendo di quella sorte d'aeri che io dico; vanno quei rozzi aeri imitando.
Et in questo si uede una singulare auertenza, che se bene coloro che non sanno di Musica, & che cantano i sudetti aeri in foggia di Villanelle non hanno riguardo (perche non sanno) di fare non solo due ò piu quinte: ma anco due ò piu ottaue.
I Musici che sanno quanto disdica due ottaue una dopò l'altra: si sono contentati di imitar solamente le piu quinte, che sono consonanze piu coperte: Et di piu si uede bene, che non se ne seruano mai nelle compositioni a dua ouero a quattro: ma solo in quelle che sono a tre: & in quelle anco, quando le parte uanno di grado: ad imitaitone delle sudette uoci che trouandosi in simil consonanze, ne i moti propinqui non si sanno altrimente mouere: perche si sentano essere accompagnati bene.
Per questo non ci doueremo merauigliare se i Musici ancora nel imitare quei canti, & quell cantilene ne i moti gradati, introducano due ouer piu quinte; essendo che altrimentenon li possano imitare: Et chi m'adimandasse perche causa le se adimandano Villanelle: io direi che hauendo essi forse osseruate alcune Verginelle a cantar insieme i versi loro sollazzeuoli, con quelli accenti Musicali che le ui sogliano dare, qualunque uolta che nel lauorare sogliano cantare: hanno tolto per il meglio di dirli Villanelle: & forsi anco perche osseruarano le Villanelle a cantare: quando che nelle campagne sogliano star a lauorare.
Questa dunque è la cagione che i Musici nel formar d'alcune Villanelle non hanno riguardo che ui sieno piu quinte: perche allhora non imitano il canto come Musici: ma come quelli che cantando, cantano senza veruna cognition Musicale, & s'accordano per via delel consonanze mediatne l'udito ritrouate. Et non l'usano nelle Villanelle a dua, & a quattro; perche in quelle a quattro, bisogna fuggir l'ottaue che sono consonanze troppo scoperte, & nella a dua perche ci è la terza.

Quali sieno gli oblighi principali del Compositore. Cap.LXXIIII.

QValunque volta che si ha per le mani una uirtuosa operatione, si deue sempre secondo le regole di quella procedere, & caminare: perche se si uolesse caminare, & procedere secondo le particulare opinioni, l'opinioni che sono sempre deffettuose, al piu delle uolte riusciriano cattiue: & tanto piu riusciriano cattiue, quanto piu le fossero semplice, & pure senza participare di nisciun'altra: essendo che se le opinioni particulare sono con l'opinioni d'altre accompagnate: possano essere in qualche parte buone: ma se sono sole è forza che le sieno se non in tutto almeno in una gran parte cattiue. page 82
E però noi vediamo che i principali oblighi del compositore, non solo sono di intramezzar le dissonanze, tra le consonanze; ma anco di star nelle corde di quel Tuono ch'egli si ellegge di voler finire la sua cantilena. Perche non è lecito di entrar di vn Tuono nel altro, se non per qualche occasione, & per i suoi debiti mezzi, altrimente entrandoci, oltra lo strano effetto che all'orecchie si porge; si fa dir di lui, & si da occasione di repensione & biasmo: Onde per non voler esser ripreso, oltra gli dua sudetti principali oblighi di dispor bene le consonanze, & star nelle corde del Tuono: deue anco vsar ogni diligenza & opra; per fare che le compositioni sue sieno cantabile, & habbino in se vna certa maniera facile & diletteuole, si per delettare gl'ascoltanti, si anco per dilettare & dar piacere al cantore; perche se il cantore per sorte non ci hà gnsto & diletto, ò che non si compiaccia di cantarle; cantandole, le canta meste & semiuiue, & cosi li toglie le maggior bellezze che possino hauere. Di questo nisciuno se ne deue merauigliare: perche ogni vno che ha giuditio può da per se stesso giudicare & immaginare che non potendosi produrre l'harmonia con altro mezzo che col mezzo del suono & con la voce, se la voce ol suono non è sumministrato con diletto ò viuacemente, ogni harmonia rimarà come morta, non hauendo quel viuo spirito che potria hauere. Questo si dice per coloro che spesso & fuor di proposito vsano le strauaganze, & hanno a piacere che le loro cantilene sineo faticose & difficile: godendo forsi di vederle da Cantori lasciar stare: accioche lascino le difficultà da vn canto: & che procurino di farle volontieri da tutti cantare: e perche chi di queste cose particularmente ne volesse ragionare, conueria formarne altro volume; o almeno esser si lungo che ageuolmente se ne dicesse ogni cosa: per questo conforme al tatulo superiore si dirà breuemante che in fra tutte le sudette cose gl'oblighi, i soggetti, l'inuentioni et altro debbano sempre esser condotti con tanta pulitezza & legiadria: che non solo i semplici ascoltanti s'habbiano da compiacere & delettare: ma anco gl'intellignti & professori, s'habbiano delle inuentioni, de gl'oblighi, ouero assunti à stupire & merauigliare: & alhora si merauigliano et stupiscono, quando che nel sentire gl'assunti, gl'oblighi, & l'inuentioni le sentano attacate bene, et ben collocate.

Quali sieno gli principali oblighi del Cantore. Cap.LXXV.

DAl ragionamento superiore facilmente si può venir in cognitione di quello che stante il tittulo di queso Cap.s'ha da dire: poiche hauendo di sopra fatta mentione delle strauaganze che si trouano dentro à queste et quelel compositioni; ricercando de gli oblighi principali del Cantore, si haueria per certo che uno de principali sia il cantarle bene & sicuramente: ma perche spesse volte le cantilene non si cantano bene, per rispetto che i cantori non si curano di saper il vigore con la forza de i segni Musicali, i quali hanno autorità & iurisdittione, di variar il valore alle figure; per questo si dice che il Cantore è obligato di saper quali sieno gli segni Musicali, & che forza habbiano nelle figure; le regioni delle cantilene ternarie & perfette: quale sieno Proportioni, d'inequalità di figure: & quale sieno quelle di inequalità di tatto & di figure, per saper constituire le differenze loro: Oltra di questo egli deue non solo sapere gl'accidenti della Musica che sono le pause, i sospiri, & i mezzi sospiri ma ancor con essi loro deue sapere i punti, & formarne le loro distintioni, accioche in qual si uoglia occasione sappia agumentar le figure, le sappia diuidere, alterare, & rendele perfette: e perche queste cose sono d'importanza et difficile; per non confondere quel che è chiaro, et metter le cose senz'ordine et distintione: per questo io ne formarò gli sequenti libri, et coloro che seranno gionti à quiesto termine non restino di seguitar oltra, et di compir valorosamente la già incominciata impresa: attento che tuto quello che sin quì si è detto, si è detto quasi per introdutione, & per meglio dar ad intendere le cose difficili.
Seguiti dunque ogni uno arditamente, ne per nisciuna cosa s'intepidischi ò raffreddi: perche si come dal hauer letto le cose antecedente, & le presente, oltra il diletto & piacere, che hà hauuto in hauer letto queste cose & quelle; ha anco imparato assai cose ch'egli no nsapea: cosi anco dalle sussequente penderà maggior gusto & solazzo, trouandoci cose diletteuole & nuoue. Per far dunque ch'egli da se stesso si disobblighi, & resti scarico di quello chi gli deue, se ne formano le breue infrascritte regole: cioè ch'egli per vn studio particualre si sia fatto padrone di tutte le cose che concorrano à formare la Musica, nottate di sopra nel Cap.25. Di poi che sappia secondo i gradi, & la quantità del suono trasportate la voce in ogni positione & distanza Musicale: accioche discorrendo con la voce epr questa corda & per quella, riconoschi le figure, per quello che le vanno ricconosciute. Vltimamente ch'egli sappia tutti i valori naturali di esse figure, con i piu famosi accidentali: dico famosi accidentali per distinguer page 82v gl'accidentali ualori delle cantilene perfette dalle Modale, & di Prolatione.
Qualunque volta che vno serà padrone di queste cose particulare, & hauerà questo particulare riccordo potrà andar sicuro tra cantanti, & in quanto al saper cantare da tutti serà sempre ricconosciuto per sicuro & buon Cantore.

In qual caso tanto il sicuro, quanto che il timido Cantante può cadere in vn notabil errore. Cap.LXXVI.