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Title: Il tesoro illuminato

Author: Illuminato Aiguino

Publication: Giovanni Varisco (Venezia, 1581)

Principal editor: Frans Wiering

Funder: Utrecht University Netherlands Organization for Scientific Research (NWO)

Edition: 2000

Department of Information and Computing Sciences Utrecht University P.O. Box 80.089 3508 TB Utrecht Netherlands
Copyright © 2000, Utrecht University, Netherlands
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IL TESORO ILLVMINATO DI TVTTI I TVONI DI CANTO FIGVRATO, CON ALCVNI BELLISSIMI SECRETI, non da altri più scritti:
CON PRIVILEGIO.IN VENETIA, MDLXXXI.page iipage iii

ALL'ILLVSTRISSIMO, ET REVERENDISS. SIGNORE, ET PATRON MIO COLEN.MO IL SIGNOR ALVIGI Cardinal da Este.

HO sempre Illustrissimo & Reuerendissimo Signore, portato amore, e riuerenza à V. S. Illustriss. dapoi che per fama ho inteso quanto ella sia magnamina, cortese, e liberale; & insieme ho lungo tempo desiderato poter con qualche segno farle conoscere parte dell'affettione ch'io le porto: perloche hauendo io questi giorni messo in luce vn'Operetta, che tratta della Musica, ho preso ardire di appresentarla à piedi di V. S. * 3Illustriss.page iv Illustrissima, cosi per sodisfare in parte al desiderio, c'ho di seruirla & honorarla, come anco accioche sotto la protettione del suo glorioso nome possi sicuramente lasciarsi vedere al Mondo. Il dono è picciolo, ma assai dà chi tutto dà. Supplisca alla sua picciolezza & la cortesia di V. S. Illustrissima, & la mia gran volontà, c'ho di seruirla. Il Signor Dio la conserui, e guardi da ogni male, che io humilmente inchinandomele le bascio le gratiose mani.

Di V. S. Illustriss. & Reuerendiss. Humil Seruitore Frate Illuminato Aijguino Bresciano, dell'ordine Serafico d'osseruanza.

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CAPITANO
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IL TESORO ILLVMINATO DI TVTTI I TVONI DI CANTO FIGVRATO.

LIBRO PRIMO.

Che cosa sia Musica. Cap. I.

LA Musica non è altro che vn'arte spettabile, & soaue, che del suo suono in Cielo & in terra rende la sua soauità & dolcezza, & quest'afferma il mio irrefregabile Maestro Don Pietro Aron, & Marchetto Padoano.
La Musica è vna scienza, la quale consiste in numero, in proportioni, in consonanze, in congiuntioni, in misure, & quantitadi, & quest'afferma il mio irrefregabile Maestro Don Pietro Aron, & Marchetto Padoano.
La Musica non è altro che vn moto di voci per arsim & thesim, cioè per eleuatione, & depositione, & quest'affermano gli sopra nomati Musici, & ancora Guidone.
La Musica è scienza, la qual dimostra il modo di cantare rettamente, & con soaue modo pronuntiata, & quest'afferma il mio irrefregabile Maestro Don Pietro Aron.

Della deriuatione della Musica. Cap II.

MVsica è detta da le Muse, perche per il nouenario numero di tali Dee gli antichi Theologi volsero denotarsi gli concenti dell'otto Sfere celesti, & vna massima concordanza, la qual si fa di tutti gli altri concenti, che fu chiamata harmonia. Da Musa dunque, ouer da le Muse è detta la Musica, & non da altroue, com'alcuni hanno creduto, quali veramente da noi sono chiamati poco sapienti.

Della Musica Mondana, Humana, & istromentale. Cap. III.

LA Musica Mondana, secondo Platone, è quella la quale è causata per la reuolutione de gli corpi celesti, de gli quali per il lor veloce mouimento, non può essere che non nasca suono, & nascendo suono, perche essi Acircolipage 1vIl Tesoro Illuminatocircoli hanno proportione insieme, non può essere anchora, che non nasca harmonia, la qual da gli antichi è chiamata Mondana.
La Musica humana è quella che risulta per la congiuntione de l'anima, & del corpo nostro insieme; imperoche à gli sapienti non par cosa verisimile, che il corpo & l'anima tanto bene insieme si accordino à far le lor solite operationi, che sono mirabili, & che tra loro non sia proportione alcuna. onde per questo essendo necessario confessar che tra il corpo & l'anima sia propor tione, bisogna anchora dire che tra loro sia non aperta, ma occulta harmonia, & Musica: la quale quanto dura, tanto stà l'anima nostra al suo corpo congiunta; ma come si dissolue è guasta questa musica, & subito viene la morte, cioè la seperatione de l'anima & del corpo. per questo credeuano gli antichi, quando alcuno era amazzato, ouer annegato, l'anima sua non potere mai andar al luogo suo deputato, per fin che non era compito il numero mu sicale, con il qual era dal nascimento al suo corpo stata congiunta. Onde disse Virgilio nel sesto: Compirò il numero & tornerommi à le tenebre.
La Musica istromentale è quella che solo da gli instromenti nasce, & di questa specialmente habbiamo à trattare. Ma è da sapere che gl'instromenti sono di due maniere, alcuni sono naturali, alcuni artificiali; quegli naturali sono come in questi tre versi appare; Noue sono gl'istromenti naturali, Gola, lingua, palato, & quattro denti, & duoi labri, al parlar insieme eguali, & di questi istromenti nascono le voci, & gli suoni causatiui de le consonanze, & de la Musica, la quale è chiamata vocale, & è di molto precio che tutte l'altre Musiche, imperoche la voce humana auanza tutte l'altre voci.

Della diuisione della Musica. Cap. IIII.

HOra ritrouasi nella Musica prattica hauere duoi membri, ouero due particole principali, le quali particole, la prima particola dunque sara chiamata Canto fermo, ò vuoi dire Canto plano, & questa nel suo processo, considera nella pronuntiatione, del tempo Musico, intiero, cioè non in parti diuiso. La seconda particola sarà chiamata Canto figurato, ouero men surato, la quale particola considera nel tempo Musico per se, & ancora in parti diuiso; il che la partitione del tempo da gli dottti Musici, è chiamata prolatione, & di più da essi il tempo Musico più volte suonto è chiamato Modo, il quale tempo è pigliato per principio nella Musica figurata, ò vuoi dire mensurata.
Hor per cortesia dimostraremo vn'altra diuisione com'appare per dar allegrezza alli spiriti che in tal lago pescano.
La prima diuisione dunque sarà chiamata Musica harmonica, la quale si appartiene alle Commediepage 2Libro Primo.2
  • Commedie
  • Tragedie, come fu Epulone,
  • Chori,
  • & à tutti quelli, i quali cantano con la prima voce.
La seconda diuisione farà chiamata Musica organica è quella, la quale è compita di spirito reflante nel suono delle voci, che sono animate com'appare
  • Trombe
  • Calami
  • Organi,
  • & altri simili istromenti.
La terza diuisione sarà chiamata Musica Rithimica è quella, la quale è atta alli nerui & polsi, alla quale si danno le specie varie com'appare.
  • Cittare
  • Salteri
  • Tamburo
  • Sistro
  • Accetaboli di rame, o d'argento, ouero altr'istromenti percossi, rendono soauità.

Che cosa sia tuono, & della sua diuisione. Cap. V.

LEttore mio benigno non pigliar ammiratione, se ben tu vederai alcuni capitoli, gli quali sono anchora posti nel libro mio chiamato, la Illuminata, non già per fare lungo il libro, ma si ben per più rispetti, & à compiacenza de gl'amici, & in breuità saranno posti. Il tuono adunque non è altro ch'una distanza di due voci, ouero suoni, scritto dalla sillaba vt, alla sillaba re, & per contrario della sillaba re, alla sillaba vt, cosi ancor dalla sillaba re, alla sillaba mi, & per contrario dalla sillaba mi, alla sillaba re, & il simile interuallo sarà dalla sillaba fa, alla sillaba sol, & per contrario dalla sillaba sol, alla sillaba fa; cosi ancor dalla sillaba sol alla sillaba la, & per contrario dalla sillaba la, alla sillaba sol, & cosi à voi sia manifesto nelle sillabe ancor accidentali, il qual interuallo del tuono cade nella proportione sesquiottaua, come appare 9 à 8.

Seguita la diuisione del Tuono.

IL Tuono è diuiso per duoi semituoni ineguali, vno maggiore, & l'altro minore; dunque seguitarà che il semituono maggiore è la maggior parte del tuono, & il minor semituono egliè la minor parte del tuono.
  • Hor in quattro diesi, & vn comma causano il tuono sesquiottauo. A 2Diesi,page 2vIl Tesoro Illuminato
  • Diesi, significa diuisione, & è parte del tuono.
  • In nuoue Commati si diuide il tuono sesquiottauo; adunque seguitarà che vn comma sarà parte del tuono.
  • Comma Greco, Latinamente significa incisione.
  • In diciotto chisma si diuide il tuono; adunque seguitarà che vn chisma è parte del tuono, & più oltre, che il chisma è la metà del comma.
  • In trentasei diachisma si diuide il tuono; adunque seguitarà, che vn diachisma è parte del tuono, & il diachisma è la metà del chisma.

Del Semituono minore & maggiore. Cap. VI.

IL Semituono maggiore non è altro ch'vna distanza di duoi suoni, ouero voci, scritto dalla sillaba mi, alla sillaba fa, da positione à positione, & per contrario dalla sillaba fa, alla sillaba mi, la qual distanza è la compositione di quattro comme, da positione à positione, come è detto, il qual semituono minore è chiamato dal mio irrefregabile Maestro Don Pietro Aron, & da Platone, & da Marchetto Padoano lima, qual cade nella proportione 256 à 243.

Del Semituono maggiore.

IL Semituono maggiore non è altro che la compositione di cinque comme, il qual interuallo nasce tra la sillaba fa, & mi, nella positione chiamata b fa mi, la qual voce mi è più intensa, ouero acuto di essa voce fa, d'vn semituono maggiore, o vuoi dire l'interuallo de cinque comme, nel che il tuono sesquiottauo resta diuiso in duoi semituoni ineguali, come à ciascun instrumento perfetto si appartiene, secondo il modo vsato, & esso semituono maggiore è chiamato da' Greci Apotome, il qual semituono cade nella proportione 2187 à 2048.

Dell'effetto che fa il Semituono minore nel Semidittono, ouero Terza minore, con la diffinitione sua, & quante sono le specie sue. Cap. VII.

IL Semidittono, ouero Terza minore non è altro ch'vna compositione d'vn sesquiottauo, & d'vn minor semituono. Dico dunque, che il semituono minore è causa della diuersità delle specie; come si vede nel semidittono in questo modo, re mi fa, il qual semituono si troua nel secondo interuallo, & per contrario nel semidittono, ouero Terza minore, come appare, mi fa sol, il semituono minore si troua nel primo interuallo, & di quì nasce, che sono due Terze minori differenti, per cagione del Semituonopage 3Libro Primo.3tuono mi nore come appare. Et cosi à voi sia manifesto in tutto il Monacordo, cosi naturali come ancora accidentali, & faranno diuersi effetti appartati; & volendo andare con il contrapunto all'vnisuono, con le parti, sempre si debbe accettare la Terza minore, & occorendo che la Terza maggiore fosse auanti l'vnisuono, bisogna che la sia sminuita con la congionta, quali interualli delle Terze minori, cadono nella proprortione 32 à 27.

Del Dittono, ouero Terza maggiore con la sua diffinitione. Cap. VIII.

IL Dittono, ouero Terza maggiore non è altro ch'vna compositione di duoi tuoni sesquiottaui in questo modo, vt re mi, & per contrario, mi re vt, & il simile fa sol la, & per contrario la sol fa; nel che per il mancamento del semituono minore, da positione à positione, ritrouasi hauere vna sola specie, il che habbiamo adunque di tre sorti di Terze differenti. Due sono le Terze minori, & vna maggiore, del che vna farà vn'effetto appartato da l'altra, & di quì nasce che il compositore ha mille commodità di fare più Terze, vna dopo l'altra, nelle sue compositioni. hor al proposito nostro, dico adunque doue tu trouarai simile interuallo della Terza maggiore, ouero Dittono nel Monacordo, cosi naturale come accidentale, sempre sarà Terza maggiore, come dimostra la figura, la qual Terza cade nella proportione LXXXI à LXIIII.

Dell'effetto che fa il Semituono minore nella Diatessaron minore, ouero Quarta minore, con la diffinitione sua, & quante sono le specie sue. Cap. IX.

Il Diatessaron, ouero Quarta minore non è altro ch'vna compositione di duoi tuoni sesquiottaui, & d'vn minor semituono, nel che il minor se mi tuono è causa della diuersità delle specie, come ogn'ingegno può giudicare in questo modo, re mi fa sol, il qual semituono minore si troua nel secondo interuallo, & per contrario nella presente Diatessaron, mi fa sol la, il semituono minore si troua nel primo interuallo, & nella Diatessaron, come appare,page 3vIl Tesoro Illuminatoappare, vt re mi fa, ritrouasi in minor semituono ne l'vltimo interuallo. Adunque per la variatione del semituono minore causa tre specie minori del Diatessaron, ouero Quarta minore, come appare. Et cosi à voi sia manifesto in tutto il Monacordo, cosi naturali come ancora accidentali, i quali Diatessaron, ouero Quarta minore cadono nella proportione 4 à 3.

Della Diatessaron, ouero Quarta maggiore. Cap. X.

IL Diatessaron, ouero Quarta maggiore, non è altro ch'vna compositione di tre tuoni continuati, cadenti nella proportione sesquiottaua per se soli, i quali contengono quattro note, & tre interualli, da estremo à estremo, nel che esso interuallo è chiamato Tritono dalla scola Musicale, ilche esso Tritono causa vna durezza non poco difficile alla pronuntia, & ancor molto offende l'orecchio, il qual Tritono nasce due volte naturalmente nel Monacordo, dalla positione F fa vt primo alla positione mi di b fa mi primo, & per contrario, & cosi nell'ottaua sua, & questo passaggio di Tritono s'intende quando non passa gli estremi, & passando gl'estremi dalla parte intensa, ouero dalla parte remissa, più non sarà Tritono, ma sarà altra specie, il che esso Tritono si debbe conuertire nella terza specie del Diatessaron, qual dice, vt re mi fa, & alcuna volta nella seconda specie del Diatessaron, qual dice, mi fa sol la, & per contrario la sol fa mi, & con il tuo ingegno ne trouarai d'accidentali tanti quanti ti piacerà. Cade adunque il Tritono nella proportione 729 à 512. Ecco la figura per vostro ammaestramento, & in altri modi si potrebbe porre, ma per essere breve si lasciano. Dell'effettopage 4Libro Primo.4

Dell'effetto che fa il Semituono minore nella Diapente, con la diffinitione sua, & quante sono le sue specie. Cap. XI.

LA Diapente perfetto non è altro ch'vna compositione di quattro interualli continenti tre tuoni sesquiottaui, & d'vn minor semituono. Dico adunque che il semituono minore è causa della diuersità delle specie, come si vede nel Diapente, ouero Quinta in questo modo, re mi fa sol la, il qual semituono minore si troua essere nel secondo interuallo, & per contrario in questo modo, mi fa sol re mi, ritrouasi il semituono minore nel primo interuallo; cosi ancora per contrario in questo modo, fa sol re mi fa, ritrouasi il semituono nell'vltimo interuallo, & per contrario nella presente Diapente come appare, vt re mi fa sol, il semituono ritrouasi essere nel terzo interuallo, nel che si vede chiaro ch'il semituono minore è causa, che nella proportione sesquialtera nascono quattro specie di Diapenti sano modo scriuendo, per la variatione del Semituono, come dimostra la figura. Et cosi à voi sia manifesto in tutto il Monacordo, cosi delli Diapenti naturali, come ancora accidentali, sempre saranno quelle istesse specie, & l'ordine suo, come dimostra la figura sopra detta, le quali specie cadono nella proportione sesquialtera 3 à 2.

Dell'effetto che fa il Semituono minore nelli quattro intervalli dui maggiori, & dui minori, compositione di cinque note, con la sua diffinitione. Cap. XII.

GLi quattro interualli non è altro che vna compositione di cinque note, & quattro interualli, continenti in se duoi tuoni sesquiottaui, & duoi minori Semituoni, del che di estremo à estremo nasce il mi contro il fa, il qual interuallo sarà chiamato Diapente, ouero Quinta diminuta, & da molti Musici è chiamata Quinta imperfetta, la qual cosa è falsa, lasciando molte ragio in per essere breue. Dico adunque che esso Diapente diminuto, alcuna volta nel contrapunto di necessità si deue vsare per andare alla Terza maggiore, & in altri modi, come vederai al cap. suo, non tanto à due voci, come ancora à tre & quattro voci, & di più, secondo il tuo parere; & perche gli Semituoni minori non variano luogo, ritrouasi hauere vna sola specie naturale, qualpage 4vIl Tesoro Illuminatoqual nasce da mi alla positione F fa ut, & il simile di E la mi primo, al fa di b fa mi primo, la qual sarà chiamata mista con l'accidentale, & cosi sarà il simile nelle deriuate & replicate loro, del che sono due specie, vna naturale, & vna mista con l'accidentale; & più oltre si dice, che d'vna Quinta perfetta si può fare una diminuta, con vna delle due à tuo piacere, & con il tuo ingegno ne trouarai nel Monacordo tante quante vorrai, adoperando le congionte, & per cagione delle estreme, quali non variano sempre saranno vna cosa istessa, come dimostra la figura.

Dell'effetto che fa il Semituono minore nella Sesta minore, con la sua diffinitione. Cap. XIII.

LA Sesta minore non è altro ch'vna compositione di sei note, & cinque interualli continenti in se tre tuoni sesquiottaui, & duoi minori semituo ni; nel che per la variatione dei semituoni di estremo à estremo nascono diuerse specie in questo modo, re mi fa re mi fa, dalla positione A re, alla positione F fa ut primo; del che si vede chiaro essere il Semituono nel secondo & vltimo interuallo, & per contrario mi fa re mi fa sol, nel che ritrouasi essere gli Semituoni nel primo, & nel quarto interuallo, cosi ancora per contrario come appare, mi fa sol re mi fa, ritrouasi hauere gli semituoni nel primo & vltimo interuallo, & il simile saranno nelle specie accidentali, & faranno diuersi effetti appartati, cioè, quella che farà vn'effeto nel contrapunto non farà l'altra, & doue tu trouarai tali interualli di estremo à estremo per tutto il Monacordo, sempre saranno Seste minori; del che per la variatione delli Semituoni nascono tre specie diuerse, & faranno per ciascuna di loro diuersipage 5Libro Primo.5diuersi effeti appartati, la qual Sesta minore cade nella proportione 128, & 81. Ecco la figura. Et il simile sarà per contrario, cioè saranno sempre seste minori.

Dell'effetto che fa il Semituono minore nella Sesta maggiore, con la sua diffinitione. Cap. XIIII.

LA Sesta maggiore non è altro ch'vna compositione di sei note, & cinque interualli, continenti in se quattro tuoni sesquiottaui, & vn minor Semituono, dil che per la variatione del Semituono minore di estremo à estremo nascono diuerse specie in questo modo, vt re mi fa sol la, nel che si vede chiaro essere il Semituono nel terzo interuallo, & per contrario come appare, re mi fa sol re mi. Ecco che si troua essere il Semituono nel secondo interuallo, cosi ancora per contrario come appare, fa sol re mi fa sol, ritrouasi essere il Semituono minore nel quarto interuallo, & il simile saranno nelle specie accidentali, & per la variatione del Semituono minore nascono tre specie diuersi, & faranno diuersi effetti appartati, la qual Sesta maggiore cade nella proportione 27. & 16. Ecco la figura. Et il simile sarà per contrario, cioè sempre saranno Seste maggiori, & quando vorrai seruirti d'vna Sesta per andare alla Quinta, sempre tu deue accettare la Sesta minore, & quando ancora vorrai seruirti d'vna Sesta per andare all' Ottaua, sempre tu deue accettare la Sesta maggiore; & occorendo che tu trouassi la Sesta minore auanti l'Ottaua, di necessità bisogna che la Sesta minore sia aiutata con vna delle due, cioè con vna delle congiunte, che di Sesta minore, la viene essere fatta Sesta maggiore.

Della Settima maggiore & minore, con la sua diffinitione, & dell'effetto che fa il Semituono minore nella Settima maggiore & minore. Cap. XV.

LA Settima maggiore non è altro ch'vna compositione di sei interualli continenti in se cinque tuoni sesquiottaui, & vn minor semituono, come Bapparepage 5vIl Tesoro Illuminatoappare dalla positione C fa ut alla positione b mi di b fa b mi primo, in [gap — ] questo modo, vt re mi fa sol re mi, del che si vede chiaro che il Semituono minore ritrouasi essere nel terzo interuallo, & per contrario comme appare dalla positione F fa ut primo alla positione E la mi secondo, in questo modo, fa sol re mi fa sol la, nel che ritrouasi essere il Semituono minore nel quarto interuallo, & per la variatione del Semituono ritrouasi hauere due specie diuerse, & faranno gli suoi effetti appartati, & saranno il simile nelle accidentali, & cosi intenderai nelle sue deriuate, & cosi discorrendo cosi naturali come accidentali.
La Settima minore non è altro ch'vna compositione di sei interualli continenti in se quattro tuoni sesquiottaui, & dui minori Semituoni, com'appare dalla Gamma ut alla positione F fa ut primo, in questo modo, vt re mi fa re mi fa, del che ritrouasi essere il Semituono nel terzo & vltimo interuallo, & per contrario dalla positione A re, alla positione G sol re ut primo, come appare, re mi fa re mi fa sol, nel che si vede chiaro essere il Semituono minore nel secondo & quinto interuallo, cosi ancora per contrario dalla positione mi alla positione A la mi re primo, come appare, mi fa re mi fa sol la, dil che ritrouasi essere il Semituono nel primo & quarto interuallo, & per contrario dalla positione D sol re, alla positione C sol fa ut, nel che ritrouasi essere il Semituono nel secondo & vltimo interuallo, com'appare, re mi fa sol re mi fa, & per la variatione delli Semituoni minori ritrouasi la Settima minore hauere quattro specie differenti, & faranno diuersi effetti appartati, & tutte le Settime maggiori, come ancora minori si vsano nelle cadenze dell'Ottaue auanti le Seste per andare all'Ottaue, & il simile nelle cadenze spezzate, cosi ancora le Settime maggiori come minori si vsano fuori delle cadenze appartate, come si vede nelle compositioni.

Dimostrationi delle Settime maggiori per se soli, & ancora nelle cadenze, come dimostra la figura, la qual vi sarà per ammaestramento.

Cosi ancora sarà il simile nelle Settime accidentali, & miste, che con il tuo ingegno trouarai, hauendo riguardo à gl'interualli di sopra mostrati. Dimo-page 6Libro Primo.6

Dimostrationi delle Settime minori per se sole, & ancora nelle cadenze, come dimostra la figura, la qual vi sarà per ammaestramento.

Cosi ancora sarà il simile nelle cadenze accidentali, & misti, che con il tuo ingegno trouarai, hauendo riguardo à gl'interualli di sopra notati.

Della Diapason, ouero Ottaua. Cap. XVI.

LA Diapason ouero Ottaua non è altro ch'vna compositione di otto note continenti in se cinque tuoni sesquiottaui, & dui minori Semituoni, nel che esso interuallo ritrouasi hauere sette specie diuerse, per cagione della variatione delli Semituoni, dil che non trouarete nel Monacordo, ouero mano, altro che le sette specie; ma ben saranno replicate cosi naturali, come ancora accidentali, lasciando di porre in figura quelli accidentali per essere breve, ma con l'ingegno vostro trouarete ogni cosa, hauendo riguardo alla figura, quale sarà dimostrata per vostro ammaestramento, la qual'Ottaua cade nella proportione dupla 2 à 1.

Della quantità de gli Tuoni, ouero modi. Cap. XVII.

GLi modi, ouero Tuoni, che furono primieramente trouati sono questi, Protus, Deuterus, Tritus, & Tetrardus, che appresso di noi vuol dire, Primo, Terzo, Quinto, Settimo, & per essere stati i primi trouati, sono chiamati Signori, ò vuoi dire Autentici. Dipoi furono aggiunti quattro altri, quali sono questi, il Secondo, il Quarto, il Sesto, l'Ottauo, i quali sono chiamati Collaterali, ò vuoi dire Suiuggali, nel che furono accompagnati li Suiuggali con li Signori in questo modo, il Secondo viue sotto all'ombra del Primo, il Quarto si riposa con il Terzo, il Sesto giubila con il Quinto, l'Ottauo trionfa con il Settimo.

Del Tuono con la sua diffinitione. Cap. XVIII.

IL Tuono perfetto non è altro ch'vna compositione di vno Diapente perfetto, & vno Diatessaron minore, le quali specie di Diapente & Diatessaron contengono in se otto note, nelle quali di estremo à estremo gli sono sette interualli, i quali contengono in se cinque Tuoni sesquiottaui, & duoi minori Semituoni, nel che l'Ottaua viene à essere perfetta, del che si conchiude che il Tuono perfetto, non è altro ch'vna Ottaua perfetta, ouero Diapason perfetto.

Della compositione del primo Tuono. Cap. XIX.

LA compositione del primo Tuono si componerà della prima specie del Diapente perfetto, ò vuoi dire Quinta perfetta nascente dalla positione D sol re alla positione A la mi re primo con queste note, re mi fa sol la, & della prima specie del Diatessaron, nascente dalla positione A la mi re primo alla positione D la sol re, con queste note, re mi fa sol. Hor adunque il Diapente, & Diatessaron faciunt Diapason, che non vuol dire altro, che Quinta perfetta, & Quarta minore causa l'Ottaua perfetta, & doue finisse il Diapente oueropage 7Libro Primo.7ouero la Quinta, in quel luogo istesso hà principio il Diatessaron, ouero la Quarta minore, & cosi à voi sarà manifesto in tutti li Tuoni, ouero modi.

Compositione del primo Tuono.

Della compositione del secondo Tuono. Cap. XX.

IL secondo Tuono si componerà di quello interuallo istesso del Diapente di estremo à estremo, che ancora habbiamo fatto al primo Tuono. Ma tal'interuallo debbe essere riuoltato al contrario, perche tutti gli suiuggali viuono sotto all'ombra de gl'autentici, & viuendo debbono essere differenti di compositione, & in ogni cosa, come hai visto nell'illuminata nostra. Hor al proposito nostro, dico che il secondo Tuono si componerà di quello interuallo del Diapente di estremo à estremo, come habbiamo fatto al primo Tuono, ma sarà riuoltato al contrario, nascente dalla positione A la mi re primo alla positione D sol re, quali sillabe dicono, la sol fa mi re, & della prima del Diatessaron riuoltata al contrario con queste sillabe, sol fa mi re, nascente dalla positione D sol re, alla positione A re, come dimostra la figura.

Compositione del secondo Tuono.

Hor si vede chiaro che il secondo Tuono è differente dal primo in ogni cosa; perche le specie del primo Tuono procedono all'intensione, & quelle del secondo Tuono procedono alla remissione, nel che tutti gl'interualli del suiuggale della specie maggiore restano variati da quello del primo Tuono. Adunque seguitarà che non tanto è differente il suiuggale nel Diatessaron per essere posto dalla parte remissa del Diapente, come ancora è differente ne gl'interualli della specie maggiore, del che si troua che il secondo Tuono è differete dalpage 7vIl Tesoro Illuminatodal suo Signore in tre cose, la prima sarà nella specie maggiore, quale è riuoltata al contrario; secondariamente nella Diatessaron, qual è dalla parte remissa del Diapente: la terza & vltima è, che sono variati gl'interualli della specie maggiore del secondo Tuono da quelli del primo; nel che esso secondo Tuono resta differente dal suo Signore di compositione & di remissione; & cosi à voi sia manifesto di tutti li Tuoni collaterali, ouero suiugali, i quali saranno differenti d'ogni cosa da li suoi Signori, ouero autentici, & altre cose si lasciano per essere breue, & più chiaro seguitando intenderai.

Della compositione del terzo Tuono. Cap. XXI.

IL terzo Tuono si componerà della seconda specie del Diapente, qual dice, mi fa sol re mi, nascente dalla positione E la mi primo, alla positione mi di b fa mi acuto, & ancora della seconda specie del Diatessaron, qual dice, mi fa sol la, nascente dalla positione mi di b fa mi acuto, alla positione E la mi secondo, come dimostra la figura.

Compositione del terzo Tuono.

Della compositione del quarto Tuono. Cap. XXII.

IL quarto Tuono si componerà di quello interuallo del Diapente di estremo à estremo ch'habbiamo fatto al terzo Tuono, ma tale interuallo sarà riuoltato al contrario nascente dal mi di b fa mi acuto, alla positione E la mi primo, con queste note, mi la sol fa mi, & ancora di quello interuallo della seconda specie del Diatessaron di estremo à estremo, con queste sillabe, la sol fa mi, nascente dalla positione E la mi primo, alla positione mi graue, dil che si vede chiaro che il quarto Tuono è differente in ogni cosa dal suo Signore; cosi nella specie maggiore, come nella minore, & tutti gl'interualli di esse specie sono variati da quelli del terzo Tuono, del che viene à essere differente di compositione dal suo Signore, come appare in figura.

Compositione del quarto Tuono.

Dellapage 8Libro Primo.8

Della compositione del quinto Tuono. Cap. XXIII.

IL quinto Tuono si componerà della terza specie del Diapente nascente dalla positione F fa ut primo, alla positione C sol fa ut, con queste sillabe, fa sol re mi fa, & della terza specie della Diatessaron nascente dalla positione C sol fa ut alla positione F fa ut secondo con queste note, vt re mi fa, come appare in figura.

Compositione del quinto Tuono.

Della compositione del sesto Tuono. Cap. XXIIII.

IL sesto Tuono si componerà di quello interuallo del Diapente di estremo à estremo, che ancora habbiamo fatto al quinto Tuono; ma tale interuallo sarà riuoltato al contrario nascente dalla positione C sol fa ut, alla positione F fa ut primo, con queste sillabe, fa mi la sol fa, & ancora di quello interuallo della terza specie del Diatessaron di estremo à estremo, con queste sillabe, fa mi re ut, nascente dalla positione F fa ut primo alla positione C fa ut, del che si può vedere, ch'il sesto Tuono è differente dal quinto in ogni cosa, cosi nella specie maggiore, come ancora minore, & ne gl'interualli che sono nelle specie, come ogn'ingegno può vedere, dil che esso Tuono è differente dal suo Signore nella compositione di ogni cosa, come dimostra la figura.

Della compositione del settimo Tuono. Cap. XXV.

IL settimo Tuono si componerà della quarta specie del Diapente, nascente dalla positione G sol re ut primo, alla positione D la sol re, con queste sillabe, vt re mi fa sol, & ancora della prima specie del Diatessaron, quale dice, re mipage 8vIl Tesoro Illuminatore mi fa sol, nascente dalla positione D la sol re, alla positione G sol re ut secondo, con queste note ouero sillabe, re mi fa sol, come appare in figura.

Compositione del settimo Tuono.

Della compositione dell'ottauo Tuono. Cap. XXVI.

L'Ottauo Tuono si componerà di quello interuallo del Diapente di estremo à estremo, che ancora habbiamo fatto al settimo, ma tal interuallo sarà riuoltato al contrario nascente dalla positione D la sol re, alla positione G sol re ut primo, con queste note, sol fa mi re ut, & ancora di quello interuallo della prima specie del Diatessaron riuoltata al contrario, nascente dalla positione G sol re ut primo, alla positione D sol re, con queste note, sol fa mi re, dil che chiaro si vede che l'interuallo del Diapente è variato dall'interualli del settimo Tuono: ma la Diatessaron non è variato da gl'interualli, ma è posto di sotto all'interuallo del Diapente, come ogni douere & ragione vuole, ch'il sia differente l'ottauo dal suo Signore, & se non fosse differente dal suo Signore, sarebbe eguale del suo maggiore, del che ne risultarebbono errori assai, quali non si dicono per essere breue. Hor lettore mio benegno, tutti li Tuoni suiuggali hanno li Diatessaron dalle parti remisse delli Diapenti, & tutti gl'interualli delli Diapenti sono variati da quelli de gl'autentici, ò vuoi dire Signori, & la seconda & terza specie delli Diatessaron ancora loro sono variati d'interualli differenti dalli Signori, come ogni ingegno può vedere à suo piacere. Ecco la figura.

Compositione dell'ottauo Tuono.

Perchepage 9Libro Primo.9

Perche causa si piglia la prima specie del Diatessaron à comporre il settimo Tuono, & che non si piglia vna dell'altre due. Cap. XXVII.

HOra in questo cap. haueremo à dimostrare la cagione, perche causa si piglia la prima specie del Diatessaron per comporre il settimo Tuono, & che non si piglia vna dell'altre due specie. Rispondo, ch'habbiamo per precetto che ciascun Tuono sia formato di Diapente & Diatessaron, dil che hauemo il Diapente dal G sol re ut primo alla positione D la sol re; hor restaci il Diatessaron di porre dalla positione D la sol re alla positione G sol re ut secondo, qual dice, re mi fa sol, Diatessaron naturale: hora dico se vogliamo pigliare la seconda, ouero terza specie del Diatessaron, di necessità sarebbe à procedere con vna delle congiunte, dil che si verrebbe à dare luogo alla Musica accidentale, & distruggere il naturale, come dimostra la figura. La qual cosa non conuiene nella Musica, saluo se non si facesse, acciò che l'arte imitasse la Natura, ma in questo luogo non occorre, perche si distruggerebbe la settima specie della Diapason.

Della terminatione, ouero fine delli tuoni, & che cosa sia la fine. Cap. XXVIII.

DOpo ch'habbiamo ordinati gli Tuoni regolati, è necessaria cosa à porre la terminatione loro, accioche ciascuno possa conoscere gli Tuoni. Hor adunque il primo & secondo Tuono hauranno à terminare in D sol re. il terzo & quarto Tuono hauranno terminatione in E la mi primo. il quinto & sesto Tuono hauranno terminatione in F fa ut primo. il settimo & ottauo Tuono hauranno à terminare in G sol re ut primo. Restaci à vedere, che cosa sia la fine, ouero terminatione: la fine, ouero terminatione, pigliandola generalmente, non è altro ch'vna magistral terminatione del concento, introdotta à conoscere il Tuono, la quale da gli Musici è stata regolare & irregolare terminata, accioche meglio sia compreso la natura & forma di tutti li Tuoni, dil che nelli sopradetti luoghi regolari resta necessaria, rationale, & gouernatrice ad ogni Tuono. CDpage 9vIl Tesoro Illuminato

Dell'auttorità delle specie. Cap. XXIX.

NEl cap. di sopra hauemo dimostrato le terminationi regolari delli tuoni, & in questo hauremo à dimostrare l'auttorità delle specie, à ben che le sedie ordinarie delle terminationi delli tuoni siano dimostrate, non per questo esse sedie debbono hauere sempre luogo, & se hauessero esse sedie sempre luogo sarebbero troppo superbe, & di più auttorità che non è le specie, la qual cosa è falsa, perche le sedie non compongono i tuoni, & perche le specie cosi maggiori come minori compongono gli tuoni, seguitarà che sono piu degne le specie che non è le sedie; essendo adunque piu degne le specie, seguitarà che in ciascun luogo della mano doue si può trouare le specie d'un tuono in quel luogo istesso, debbe terminare il tuono. più oltre si dice, che se la specie maggiore per se sola si troua in vna sedia sano modo scriuendo, dico che il tuono può terminare in quella istessa sedia, come da C fa ut, al G sol re ut primo, nasce la quarta specie del Diapente, compositione del settimo tuono, come appare, vt re mi fa sol, & per contrario, dal G al C all'ottauo tuono; & questo vi sarà per amaestramento in tutti gli tuo ni, & che in C fa ut può terminare il settimo, & ottauo tuono, per cagione della specie maggiore, & il simile sarà nelle specie accidentali, & ancora miste per tutto il Monacordo.

Della natura delli Tuoni. Cap. XXX.

  • IL primo tuono peruiene allegrezza, hillarità d'animo, & commoue tutti gl'affetti dell'anima.
  • Il secondo tuono è costituito nelle lacrime, e le lamentationi, & acquetare l'afflitto languente spirito.
  • Il terzo tuono accresce animosità, & iracondia, spauenta l'inimici, infiam ma & accende il spirito all'ira.
  • Il quarto tuono per appiaceri, perche si accomoda mirabilmente al riposo, & tranquillitade.
  • Il quinto tuono, questa natura si troua in lui, essendo le persone fastidiate, & piene d'affanni, leua la malenconia.
  • Il sesto tuono, produce lacrime, & pietà alli huomini per compassione.
  • Il settimo tuono desidera le lasciuie, parte di modestia & giocondità, e nozze.
  • Il tuono ottauo, il conuiene alli allegri, & giocondo conuiui, come persone approbate, quali vogliono appiacere, ma non de i lasciui.

Quale parte debbe tenere il principato del Tuono, cosi nelli Tuoni autentici, come ancora nelli suiuggali. Cap. XXXI.

HOra dico volendo il Compositore comporre vno concento, è necessaria cosa hauere nell'intelletto quello che lui vuol fare, cioè vn' duo,page 10Libro Primo.10duo, o terzo, ouero quarto, & ancor di più, dil che bisogna hauere sempre vna parte, quale habbia da procedere, come se il fosse vno canto fermo, & procedere con le specie pertitenti al Tuono, & facendo incontrario, sarebbe vn infilciare note; & non renderebbe soauità à quelli che l'ascoltano; perche farebbono come fanno gl'vccelli, quali saltano di ramo in ramo; ma seruando la natura del Tuono, con le specie maggiori & minori, cioè con gli Diapenti, gli Diatessaron, gli Dittoni, & Semidittoni pertinenti al Tuono, renderà soauità à tutti quelli che l'ascoltano, per la diuersità delli Tuoni, oue ro modi, & di quì nasce che la variatione delle cose fanno parere bello il Mondo; cosi ancora per la variatione de gli Tuoni, per cagione delle specie, quali sono variate, fanno la Musica grata à chi l'ascoltano. Hora molte disputationi si potrebbono fare, dimostrando quale parte debbe tenere il principato del Tuono, dil che per essere breue, io per hora trapassarò ogni cosa. Dico adunque che la parte del Tenore nelli Tuoni autentici è più commodo ch'ogn'altra parte, perche representa il canto fermo, ilqual'è la madre nostra, & procede con i processi naturali, & è più propinqua al Basso, ch'ogn'altra parte, nel che il se chiama Tenor, à tenendo, idest, tenere il principato del Tuono. Et nelli Tuoni Suiuggali, ouero placati, vogliamo che la parte del primo basso tenga il principato del Tuono, per cagione della remissione loro, la qual procedere con i processi naturali senza discommodo loro, per essere la sua natural forma, & representa il canto piano. Ma se gli Tenori nelli placati tenessero il principato del Tuono, alcuna volta sarebbono discommodi per la remissione loro; dil che la parte dunque del primo basso potrà tenere il principato, per essere più commodo ch'ogn'altra parte, & massime nelli primi duoi Tuoni suiuggali. Et facendo vno canto che hauesse il canto fermo, oueramente trouando un concento ch'hauesse il canto piano, ò vuoi dire fermo, dico che per esso canto fermo debbe essere giudicato il Tuono, & non per altra parte, per essere la Madre nostra, facendo terminare la parte, qual tiene il principato del Tuono, come già è dimostrato il tutto per ordine nel cap. XXVI.

Diuersi auuertimenti, & concessioni, con alcune considerationi circa delle parti, & ancor del canto fermo, à compiacenza de gli amici. Cap. XXXII.

HOra volendo il Compositore comporre vno concento à due, ò tre, ouero à quattro voci, & ancor di più, è cosa necessaria che la parte del Tenore debbe sempre procedere con le specie pertinenti al Tuono, & dipoi la parte del Soprano, qual'è deriuato dal Tenore per cagione delle sette lettere, intendo à voci pieni; dunque seguitarà che la parte del Soprano per forza debbe procedere con le specie pertinenti al tuono, più ch'ogn'altra parC 2te, &page 10vIl Tesoro Illuminatote, & poi la parte del Basso, & il simile la parte chiamata Contralto, come studiando farete ogni cosa; e non fare come fanno alcuni, quali son'inimici della fatica, dil che vorrebbono l'honore senza 'l sudore, la qual cosa non può hauere luogo, perche l'honore s'acquista con il sudore; adunque di necessità bisogna faticarsi, chi vuol acquistare honore, e faticandosi reuscisce ogni cosa. & di più dico per la tua sodisfattione, sia poi il concento a quante parti si voglia, cosi à voci piene, come ancor à voci pari, dico che 'l Compositore debbe sempre procedere in tutte le parti, con le specie pertinenti al Tuono.
Ancora dico quando 'l Compositore haurà terminato di fare vno concento, sia poi vno terzo, ò quarto, ò quinto, ò sesto, ò settimo, ouer'ottauo, & ancor di più; dico ch'il Compositore debbe fuggire le pause, se non in quel tanto, che non si può fare con di manco, per dare ristoro all'afflitto spirito, e per dare gratia alle parti nell'intrare. Hor dunque se vogliamo fare vno quarto, perch'il vogliamo ridurre in duoi, ouero tre parti, e fare tante pause, che genera fastidio alli cantanti, e ancora alli audienti, e per euitare 'l grande numero delle pause, daremo alcuni auisi per consiglio; dico dunque quando si farà vno concento à più voci, e hauendo imaginato di farlo per imitatione, dico che 'l Compositore debbe hauere riguardo di pigliare il Tuono proportionato alle parole, e pigliare vno soggetto grato, che 'l Compositore non sia costretto di fare grande numero di pause nelle parti, e se pur il Compositore non potesse fare con di manco del grande numero di pause, vogliamo per leuare questi abbusi, che 'l Compositore sia astretto d'accettare le specie maggiori, e minori, Dittoni, & Semidittoni pertinenti al Tuono, per infina tanto, che verrà la commodità d'intrare con le parti per imitatione, dil che 'l concento verrà à restare pieno, facendo poi vna, ò due, ouero tre pause di semibreui, per dare riposo all'afflitto spirito, e per dare gratia ancor alle parti.
Ancora volendo il Compositore fare vno Canon, pigliare vno soggetto che sia di poche pause, per non fastidiare 'l cantante. Hor conchiudo che 'l Compositore debbe fuggire 'l grande numero di pause, e tenere pieno 'l suo concento, e seruirsi delle Diapenti, e Diatessaron, e Dittoni, e Semidittoni per varie sedie pertinenti alli Tuoni, e verrà à restare pieno non tanto nel principio, e in mezzo, com'ancora nel fine, com'ogni douere comporta, e non fa: e com'hanno fatto alcuni Compositori, quali hanno dimostrato, che sono huomini ingeniosi appresso 'l volgo, per hauere dimostrato carta assai di poco valore; ma appresso alli huomini dotti, e pellegrini sono tenuti per quelli che sono.
Ancora volendo il Compositore duplicare le parti, di necessità bisogna dimostrare appartatamente primo Tenore, secondo Tenore, & cosi discorrendo, & se sarà duoi Soprani, dimostrare 'l primo Soprano, & il simile duoi Bassi dimostrare 'l primo Basso, & il simile del Contralto; dico dunque che sipage 11Libro Primo.11che si pongono queste primiere parti, perche sono quelle, che debbono procedere con le specie pertinenti alli Tuoni, più che l'altre parti, e cosi discorrendo; perciò ancora tutte l'altre parti debbono procedere con le specie loro pertinenti alli Tuoni, hauendo riguardo sempre di conformare le note con le parole.
Ancora se tutte le parti saranno Tenori, porre 'l primo Tenore, & cosi procedendo con il vostr'ingegno; procedendo sempre in tutte le parti con le specie pertinenti al Tuono.
Ancora se tutte le parti saranno Soprani, porre 'l primo Soprano, & cosi discorrendo, con il vostro ingegno.
Ancora se tutte le parti saranno Bassi, porre 'l primo Basso, & cosi procedendo con il vostr'ingegno.
Ancora se tutte le parti saranno Contralti, porre 'l primo Contralto, & cosi discorrendo con il vostr'ingegno.
Ancora si concede in vno concento douersi vsare, in vn quarto fare cantare duoi parti, & l'altre duoi parti debbono pausare, & per contrario, cioè quelle duoi parti ch'hanno cantato debbono pausare, & l'altre duoi parti debbono cantare, dil che sarà à modo di Dialogo, & in molti altri modi, come essaminando trouarai nelle compositioni delli dotti, e prattici Musici.
Cosi ancor si concede vn duo in vn concento, con mistero fatto, sia poi à quante parti si voglia, pausando tutte l'altre parti.
Ancora si concede vno terzo in vno concento, con mistero fatto, sia poi à quante parti si voglia, pausando tutte l'altre parti.
Cosi ancor si concede vno quarto in vno concento con mistero fatto, sia poi à quante parti si voglia, pausando tutte l'altre parti, & in molt'altri modi, che con l'ingegno tuo sodisfarà al volgo pellegrino, facendo i contrapunti soaui, ch'acquetaranno i lor'intelletti, hauendo riguardo alcuna volta per tua sotisfattione nelle compositioni delli prattici, e dotti Musici, tu trouarai che le pause da loro poste sono con tal gratia poste, ch'appare quasi che cantono, perche sono fatte, & poste con grande mistero, & questo vi sarà per vostro ammaestramento, hauendo 'l tiro alli honorati Maestri.

Auuertimenti per il Canto piano posto nel concento.

COsi ancor volendo il Compositore fare vno concento con il Canto piano, ò vuoi dire Canto fermo, dico che per esso Canto fermo debbe essere giudicato 'l Tuono; perche vale più quattro note di Canto fermo, che non vale tutto 'l Canto figurato, per essere la Madre nostra, lasciando molte ragioni per essere breue, procedendo sempre nell'altre parti, con le specie pertinenti al Tuono, hauendo riguardo sempre di conformare le parole, & il sentimento con le note, & questo vi sarà precetto in tutti gli concenti. Ancorapage 11vIl Tesoro Illuminato
Ancora vno Canto fermo, che fosse posto in vno concento, & che di estremo à estremo del canto fermo non passarà vna Terza, sia poi maggiore, ouero minore, dico che per esso canto fermo non debbe essere giudicato il Tuono, perilche esso canto fermo non sarà Tuono, perch'à lui manca la specie maggiore, & minore, cioè Diapente, & Diatessaron; dil che ogni Tuono almeno vuol'essere composto d'vna Quarta, ò vuoi dire Diatessaron minore, & mancando esso canto fermo della Quarta minore, ouero Diatessaron minore, adunque seguitarà che non sarà Tuono; ma ben sarà chiamato esso canto fermo, buona suonorità, & questo afferma il mio irrefregabile Maestro Don Pietro Aron nel libro primo d'Institutione harmonica al cap. 30. Hor al proposito nostro, dico che per essere priuo il Canto fermo dell'auttorità sua, vogliamo che per la parte d'vn'altro tenore sia giudicato 'l Tuono, hauendo terminatione nella positione ordinaria, quale è la positione doue ha terminato il canto fermo, & non hauendo il Tenore terminatione ordinaria, vogliamo che per il primo Soprano sia giudicato il Tuono, perch'il procede con la natural sua forma.
Ancora dico quando il Compositore farà vno concento à quattro parti, di necessità debbe porre il nome suo in scrittura à tutte le parti, appartati in questo modo, com'appare, Tenore, Canto, Basso, Alto, sempre procedendo con le specie pertinenti al Tuono, conformando sempre le note con le parole, & ancor il sentimento in tutti gli concenti, che si possono fare.
Ancora dico quando il Compositore haurà terminato di fare vno concento à cinque parti, & se esso vorrà fare duoi Soprani, di necessità bisogna porre in scrittura, il primo Soprano, & il simile, il secondo Soprano, & se duoi Tenori, debbe porre il primo Tenore, perche da esso sarà giudicato il Tuono, & il simile il secondo Tenore, & se duoi Bassi, debbe porre il primo Basso, & il simile il secondo Basso, & se duoi Contralti dee porre il primo Contralto, & secondo, & cosi andarai seguitando, crescendo le parti in numero, lasciando molte ragioni per essere breue, procedendo sempre in tutte le parti con le specie pertinenti al Tuono.
Ancora dico quando il Compositore farà vno concento con il Canto fermo, & che à lui gli piace di fare restare il canto fermo l'vltima parte nell'intrare, si concede le pause per infina tanto che verrà la commodità d'intrare con il canto fermo; ma il Compositore debbe essere auuertito di pigliare vno soggetto nell'altre parti, ch'il canto fermo non habbia d'hauere grande numero di pause per non lasciare vacuo il concento, & ancor per non produrre fastidio alli cantanti.
Ancora dico quando il Compositore farà vno concento à voci pari, cioè fare tutte le parti che siano Bassi, dico che di necessità bisogna porre in scrittura, Basso primo, qual habbia à tener' il principato del Tuono, perche procede con la naturale sua forma, & cosi ancor in tutte le parti si debbe procedere con le specie pertinenti al Tuono, & cosi ancor porre in scrittura, Bassopage 12Libro Primo.12Basso secondo, Basso terzo, Basso quarto, & cosi discorrendo procedersi à tuo piacere, & debbe terminare il primo basso nel luogo ordinario.
Ancora dico quando il Compositore vorrà fare vno concento, che tutte le parti siano Soprani, dico che di necessità bisogna porre in scrittura, Canto primo, ouero Soprano, qual habbia à tenere il principato, perche procede con la naturale sua forma, & porre nell'altre parti, il nome suo in scrittura, Soprano secondo, terzo, quarto, & cosi discorrendo, procedendo in tutte le parti con le specie pertinenti al Tuono, & debbe terminar' il primo Soprano nel luogo ordinario.
Ancora dico quando il Compositore haurà terminato di fare tutte le par ti Tenori, dico che di necessità bisogna fare vno primo Tenore, qual habbia da tener' il principato del Tuono, perche procede con la naturale sua forma, & porre in scrittura il nome suo à tutte le parti in questo modo, Tenore primo, Tenore secondo, Tenore terzo, Tenore quarto, & cosi discorrendo procedendo in tutte le parti con le specie pertineti al tuono, & debbe terminare il primo Tenore nel luogo ordinario.
Ancora dico quando il Compositore haurà terminato di fare tutte le par ti Contralti, dico che di necessità bisogna porre in scrittura, Alto primo, qual habbia à tenere il principato del Tuono, perche procede con la naturale sua forma, & debbe terminare esso primo Alto nel luogo ordinario, & poi seguitando, Alto secondo, Alto terzo, Alto quarto, ò vuoi dire Contralti, & cosi discorrendo procedendo in tutte le parti con le specie pertinenti al Tuo no, come già è detto, più volte per essere d'obligo, & debbe terminare il primo Contralto nel luogo ordinario.

Che la presente figura è chiamata al contrario della sua natura, & che il b molle sempre è accidentale, & che le congionte sono necessarie, & non arbitrarie, con la diffinitione loro. Cap. XXXIII.

HOra dal volgo cieco questa figura è chiamata Diesis, dil che io son contrario, & dico che tal figura com'appare opera vn'effetto contra la natura del Diesis, perche quattro Diesis e comma causano il Tuono sesquiottauo, come à Boetio piace. Adunque seguitarà, che il Diesis è la quantità di due comme, nel che l'effetto & il nome non hanno corrispondenza, & questo segno opera la quantità di cinque comme, che di Semituono causa il Tuono, & per contrario, & di Terza minore la causa maggiore, & di Sesta minore la causa maggiore, & da noi è chiamata segno di quadro giacente, ouero congionta di quadro giacente; perche il nome, & l'effetto hanno corrispondenza, & questo è affermato dal mio irrefregabelipage 12vIl Tesoro Illuminatobile Maestro Don Pietro Aron nel lucidario suo all'openione nona del secondo libro, & ancor da Messer Giouanni Spatario Musico Bolognese nelli errori contra di Franchino nella quinta parte all'errore trentanoue, & il simile da Giouanni Ottobi: cosi ancora dimostraremo la presente figura b, quale è chiamata da' Greci Menon, che vuol dire cosa accidentale, che d'vn minor Semituono causa il Tuono sesquiottauo, & per contrario d'vn Tuono causa il Semituono minore, & di Terza minore la causa maggiore, & di Sesta minore la causa maggiore, & da noi è chiamata congionta di b molle, che vuol dire cosa accidentale, perche mouetur ad tempus, che potest adesse & abesse sine corruptione subiecti. Et il simile del segno quadro giacente, dil che tutti dua sono simili quanto all'effetto, cioè in operare, ma differenti in figura, com'appare b , & ancor differenti di natura, nel che il segno di b molle pretende alla remissione, & il segno di quadro giacente pretende alla intensione, ma sono simili in operare, cioè tutti dua operano la quantità di cinque comme, che ancor d'vn Tuono causano il Semituono minore, dil che le congionte sono state inuente, accioche meglio l'arte possa imitare la natura. Adunque seguitarà che le congionte sono necessarie, & non arbitrarie, come alcuni hanno scritto, & i grossi hanno creduto. place="left">Diffinitione delle congion te.Dico adunque che la congionta non è altro che segno accidentale, che mouetur ad tempus, che potest adesse & abesse sine corruptione subiecti.
  • Segno di b quadro giacente, ouero congionta di b quadro giacente.
  • Segno b di b molle, ouero congionta di b molle.
  • Et la presente figura b, doue la si trouarà ò in principio del concento, ouero nel processo, sempre sarà accidentale.

Auuertimento alli Compositori, quali vsano d'ogni sorte di cadenza in ciascun Tuono, & se esse cadenze sono necessarie, o nò, con la diffinitione sua. Cap. XXXIIII.

DA molti Musici sono stati accettati d'ogni sorte di cadenza in ciascun Tuono, credendosi che fanno vn bellissimo sentir'all'orecchio per cagione della variatione loro. Hora dico, che di questo sono ingannati non poco, anzi che commettono dissonanza, com'ogn'ingegno pellegrino può giudicare, alle quali openioni io son contrario & dico, secondo che le specie maggiori causano i Tuoni, & il simile gli minori; cosi ancora le specie maggiori, & minori per se sole causano le cadenze, come vederete al cap. suo, dil che mancando le specie maggiori & minori non pertinenti alli Tuoni, quali sono quelli, che causano le cadenze estraordinarie. Adunque seguitarà, che mancando esse specie, gli Compositori non possono vsare à suo piacere d'ognipage 13Libro Primo.13d'ogni sorte di cadenza in ciascun Tuono; ergo male. Altre ragioni si lasciano per essere breue. Et per leuare gl'errori da noi sarà posto le cadenze ordinarie d'ogni tuono alli proprij suoi luoghi, lasciando molte ragioni & disputationi per essere breue. Cosi ancora lasciaremo le cadenze delli Salmi & Cantici, quali vederete per ordine alli proprij suoi luoghi. Diffinitione della cadenza.Hora dico che la cadenza non è altro che vn certo segno per alcun senso delle parole, fanno vn mediato sine; perche se alcuna volta non si facesse cadenza, non sarebbe il senso perfetto. Adunque seguitarà che le cadenze sono necessarie, dil che nascono dalli termini regolari, & irregolari.
Hora Signor mio Laurentio per la vostra cortesia, qual veggo giorno, e notte, ch'in voi regna, io son sforzato dalla ragione di contentare in parte 'l vostr'intelletto pellegrino della dimanda che Vostra Signoria à me fatta, & s'in alcuna cosa mancasse, la vostra cortesia me haurà per iscusato. Dico dunque quando Vostra Signoria haurà terminato nell'Idea vostra di fare vno concento, sia poi à quante parte si voglia passando le sei parti, io vi concedo vna parte con mistero fatta, la quale sarà differente dal Tuono, come sarebbe dire, il concento sarà del primo tuono, & la settima parte, vi concedo che la sia del terzo, ò quarto Tuono, ouero del quinto, ò sesto Tuono, & più oltra si dice del settimo, ouero dell'ottauo Tuono, accettando quale tuono sarà più a commodo all'altre parti, & essendo la settima parte aggiunta, vogliamo ch'ancor le parole siano differenti. Hor dunque hauendo pigliato per figura 'l terzo Tuono per la settima parte, non per questo si corrompe la natura del tuono già prima accettato; perche la settima parte aggiunta sarà chiamata parte strauagante, cioè vna fantasia particolare, conformando le parole con le note, & ancor il sentimento. Ma di raro si debbe vsare questa parte strauagante, ma alcuna volta per fare vna sua fantasia, la si concede, accettando in essa parte il Modo minore perfetto, Tempo perfetto, & Prolatione perfetta, con la sesquialtera di breui & semibreui, & alcuna volta di semibreui & minime; per il che vogliamo che la settima parte sia diffcren te in ogni cosa del primo tuono già prima accettato, procedendo sempre nel processo d'essa settima parte con diuerse fantasie, dil che il primo tuono non haurà occasione di lamentarsi della parte strauagante; perch'essa parte sarà all'affomiglianza con l'altre parti, come fanno i Zani, quali saltano in banco con gli suoi Compagni per dare spasso al volgo, & il simile nelle Comedie, per dare spasso alli Signori, & questo solo essempio vi sarà per ammaestramento, hauendo riguardo ch'essa parte sia differente dal primo tuono in ogni cosa, & di raro si debbe vsare tal parte aggiunta; ma la si concede alcuna volta, come è detto, per dare spasso. DD'alcunipage 13vIl Tesoro Illuminato

D'alcun'altri auuertimenti circa delle cadenze, le quali fanno gli compositori inconsideratamente nelle compositioni loro, & che effetto fa la cadenza dell'ottaua. Cap. XXXV.

NOn pochi Compositori fanno le cadenze nelle compositioni loro à suo piacere, & non hanno riguardo alli errori che commettono. Hor à questo faremo vna dimanda alli Compositori, Io vorrei intendere per qual ragione accettate d'ogni sorte di cadenze in vn Tuono solo? Alcuni ripondono, & dicono, che la diuersità delle cose fa bello il Mondo, cosi ancora la diuersità delle cadenze in vn Tuono fa parere bello il concento. Io rispondo & dico, che si troua vn sol Mondo, non per questo la consequenza vale à dire, egliè vn sol Mondo; adunque egliè vn solo modo, ouero Tuono, anzi sono diuersi Tuoni, come testificano i dotti Musici. Se sono adunque diuersi Tuoni, come faremo à conoscere i Tuoni appartati, vsando le cadenze d'ogni sorte per ciascun Tuono; perche la cadenza dell'ottaua porta con lei la compositione del Tuono perfetto, come ciascun può considerare con l'ingegno suo. L'effetto che fa la cadenza dell'ottaua.Et questo è l'effetto che fa la cadenza dell'ottaua di portare con lei la compositione del Tuono perfetto. Hor diremo dunque se il Compositore haurà terminato di fare il primo Tuono per cagione delle parole, le quali chiamano esso Tuono; & di quì nasce che non è in arbitrio del Compositore à pigliare qual Tuono gli piace, anzi che il Compositore è soggetto alle parole. S'adunque ò Compositore hai pigliato il primo Tuono; perche dunque volete preuaricare la natura del Tuono à pigliar'altre cadenze non pertinenti al Tuono? la qual cosa non conuiene nella Schola Musicale. Ma quando le parole chiamassero il primo Tuono, & che in esse parole fosse vna parola che chiamasse il Diatessaron, ouero Diapente del terzo ò quarto Tuono, allhora vogliamo che la cadenza del terzo ò quarto Tuono sia accettata vna volta sola. & questo sarà per vostro ammaestramento nelli altri tuoni, secondo l'occorenze delle parole, accettare ancora le cadenze pertinenti alle parole; & di più dico, accettare le note che siano conformi alle parole, & alle dittoni, seruando come è detto, non verrai à essere all'assomiglianza degl'vccelli, quali saltano di ramo in ramo, com'egliè di sua natura senza proposito à saltare hora in vn tuono hora in vn'altro, & questo vi farà precetto.

D'alcuni auuertimenti nell'vsare le specie d'vn Tuono con le parole all'assomiglianza delle note. Cap. XXXVI.

HOra volendo il Compositore comporre vno concento à duoi, ò tre, ouero più parti, bisogna hauere riguardo alle parole, & hauere gran consi-page 14Libro Primo.14consideratione delle sacre parole, ouero non sacre, & vedere quali specie maggiori ò minori chiamano esse parole, ouero alcune dittioni, & come voi vedete, che le parole chiamano le specie di qual sorte si voglia, subito terminarete nell'idea vostra, quale tuono douete accettare, & porre le note che corrispondono alle parole, & alle dittoni, & ancor al sentimento, & non fare com'alcuni fanno per la ignoranza loro, che non tengono regola alcuna, nè de specie del Tuono, nè meno pongono le note che chiamano le parole; ma caminano con gl'occhi serrati, e vanno à vn fine desiderato senza sapore. hor questo non si può negare, perche la stampa dimostra le cose che sono fatte, & tanto male accommodate, non tanto nelle specie maggiori & minori, quali peruengono al tuono, come ancora nelle parole, & per questi errori è necessario hauere gran consideratione delle parole; come dimostra Orlando Lasso, Gabriel Vallone.M. Orlando Lasso, & M. Gabriel Vallone Fiamengo Secretario dell'Illust. Signor Ranutio Gambara, & molti altri, quali si lasciano per essere breue. hor vedete nelle lor cose fatte, tanto sono ben'ornate, che commuouono ogn'ingegno pellegrino à mirarle, considerando che le parole sono ben poste sotto alle note con tanta gratia, ch'ogn'ingegno, che non habbiano Musica, sono sforzati à riguardarli, & gli cantanti mai farebbono altro che pronunciare esse Musiche; nel che si conchiude che il Compositore debbe hauere gran consideratione sopra delle parole, & delle specie del Tuono, & delle note pertinenti alle parole, & facendo al contrario, saranno tenuti poco sapienti dalla schola Musicale.

Della perfettione delli Tuoni, con la dimostratione loro, & con le cadenze loro alli proprij suoi luoghi per ordine di ciascun Tuono. Cap. XXXVII.

LA perfettione del modo, ouero Tuono, non è altro ch'vna compositione di otto note continenti in se di estremo à estremo cinque Tuoni sesquiottaui, & duoi minori Semituoni, la qual compositone sarà la vera Diapason, ò vuoi dire ottaua, la quale ottaua verrà essere composta di Diapente perfetto, & Diatessaron minore, dil che vederete alcune figurationi per vostro ammaestramento di tutti i Tuoni autentici & suiuggali, gli quali saranno posti poche figure per ogn'essempio per essere breue.
Dimostratione del primo Tuono perfetto, con la terminatione ordinaria, & con il Diatessaron estraordinario, & dal D al G pertinente al Tuono, nel che di estremo à estremo del Tuono, sia poi perfetto, ò imperfetto, nascendo alcune specie maggiori, ò minori pertinenti al tuono, auegna che non siano nelli luoghi ordinarij della compositione del Tuono, nondimeno saranno al seruigio del tuono; & cosi à voi sia manifesto in tutti gli tuoni. cosi ancora nascendo alcune specie maggiori, ò minori pertiD 2nentipage 14vIl Tesoro Illuminatonenti al tuono nell'altre parti saranno al seruigio del tuono; dil che il Compositore haurà molte specie di procedere nel concento, non tanto in quella parte qual tiene il principato del tuono; ma ancora nell'altre parti, & facendo incontrario saranno degni di riprensione; & cosi à voi sia manifesto in tutti i tuoni cosi autentici, come ancora nelli collaterali, ò vuoi dire placati cosi nelli tuoni naturali, come ancora ne gl'accidentali misti, & il simile ne gl'accidentali semplici, cosi perfetti come ancor imperfetti. & vi dono aui so, che nelle dimostrationi delli tuoni non pretendiamo ad altro, che dimostrare gli tuoni semplici, come se fossero canti fermi.
Et le cadenze del primo tuono saranno D sol re, A la mi re, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro. Hora dico che nel primo Tuono si concede ancora il Diapente estraordinario dalla positione A la mi re primo alla positione E la mi secondo, nella parte qual tiene il principato del tuono, senza causare altro effetto, & per fortificare il tuono della sue specie per varie sedie, conformando le parole con le note, procedendo con essa specie, secondo che le parole chiamaranno licenza arbitraria.
Dimostratione del secondo tuono perfetto, con la terminatione ordinaria, & con la Diapente & Diatessaron estraordinarij dalla positione E primo alla positione A re, & dal G sol re ut primo alla positione D sol re.
Et le cadenze del secondo tuono saranno D sol re, A la mi re, & A re, con l'ottaue & deriuate loro.
Et la parte del primo basso potrebbe tenere il principato del tuono, come appare. Dimo-page 15Libro Primo.15
Dimostratione del terzo Tuono perfetto, con la terminatione ordinaria, & con il Diatessaron estraordinario pertinente al tuono dalla positione E la mi primo alla positione A la mi re primo.
Et le cadenze del terzo Tuono saranno E la mi primo, & mi acuto, & E la mi acuto, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione del quarto Tuono perfetto con la terminatione ordinaria, & con il Diatessaron estraordinario pertinente al tuono della positione A la mi re primo alla positione E la mi primo.
Et le cadenze del quarto Tuono saranno E la mi primo & secondo, mi acuto, & mi graue, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione del quinto Tuono perfetto, con la terminatione ordinaria, & con il Diatessaron estraordinario pertinente al tuono dalla positione G sol re ut primo, alla positione C sol fa ut.
Et le cadenze del quinto Tuono saranno F fa ut primo, & C sol fa ut, & F fa ut secondo, con l'ottaue & deriuate loro. Dimo-page 15vIl Tesoro Illuminato
Dimostratione del sesto Tuono perfetto, con la terminatione ordinaria, & con duoi Diatessaron estraordinarii dalla positione C sol fa ut, alla positione G sol re ut primo, & dal b fa di b fa mi primo alla positione F fa ut primo.
Et le cadenze del sesto Tuono saranno F fa ut primo, C fa ut, C sol fa ut, & F fa ut secondo, con l'ottaue & deriuate loro.

Contra all'openioni d'alcuni Musici, quali compongono il quinto & sesto Tuono con la congionta di b molle posta in mi acuto. Cap. XXXVIII.

HOr da molti Musici è stato vsato alcuna volta nel volere dimostrare il quinto & sesto Tuono, con la congionta di b molle posta in mi acu to, con la terminatione loro in F fa ut, come si può vedere nelle compositioni loro, i quali non fanno alcuna differenza, procedendo naturalmente come ancora accidentalmente, mediato perfetto dalla positione F fa ut alla positione C sol fa ut, & per contrario. Alle quali openioni son contrario, & dico, che lasciano la terza specie del Diapente, compositione del quinto & sesto tuono, & accettano la quarta specie del Diapente, compositione del settimo & ottauo tuono; nel che da F fa ut al C sol fa ut con il b molle posto in mi acuto, nasce la quarta specie del Diapente, com'appare. Nel chepage 16Libro Primo.16Nel che gli primi duoi interualli da F fa ut al G sol re ut, & A la mi re, & per contrario sono intervalli eguali cosi naturalmente, come ancora acciden talmente pertinenti al quinto & sesto Tuono; & ancor al settimo & ottauo tuono accidentali. Ma ben dicoui, che dalla positione A la mi re al mi acuto, & al C sol fa ut, sono interualli differenti da quelli di A la mi re al mi acuto con il b molle posto in mi acuto. & di quì nasce l'errore d'alcuni Compositori; perche da A la mi re al mi acuto senza il b molle nasce il tuono sesquiottauo, & da A la mi re al mi acuto con il b molle posto in mi, nasce l'interuallo del Semituono minore; cosi ancora dal mi senza il b molle al C sol fa ut nasce nasce il semituono minore, & dal mi con il segno di b molle al C sol fa ut nasce il tuono sesquiottauo, cosi in ascendere, come ancora in descendere; dil che si vede chiaro da A la mi re al mi, & dal mi al C sol fa ut sono interualli differenti da quelli di A la mi re al mi, con il b molle posto in mi, & al C sol fa ut; dil che di A la mi re al mi acuto, & C sol fa ut nasce il Semidittono naturalmente del quinto tuono, & per contrario al sesto tuono, & di A la mi re al mi con il b molle posto in mi al C sol fa ut, nasce il Semidittono accidentale del settimo tuono, & per contrario all'ottauo tuono, com'appare. Hor per le ragioni di sopra mostrate si vede chiaro, che l'interuallo del Se- mituono minore ritrouasi essere variato da luogo à luogo, cioè di A la mi re al mi acuto, & C sol fa ut; perche hora si troua nel primo interuallo del Semidittono con la congionta di b molle posta in mi acuto, hora si troua nel secondo interuallo del Semidittono senza la congionta di b molle posta in mi acuto, dil che secondo che varia il Semituono, come si vede chia ro, & che non ha fermezza, cosi ancora variano le specie delli Diapenti, & ancora tutte l'altre. Adunque seguitarà, che l'interuallo di A la mi re al C sol fa ut mediato, ritrouasi essere variato da quello di A la mi re, al C sol fa ut mediato con la congionta di b molle posta in mi acuto. seguitarà dunque che quell'interualli di A la mi re al C sol la ut mediati, non sono simili: ma ben sono differenti per cagione del Semituono minore, qual è cagione di tutte le specie; & se l'interuallo del Semituono minore non fosse manco, sarebbono le specie varie di terza, di quarta, di quinta, & cosi discorrendo; nel chepage 16vIl Tesoro Illuminatonel che procedendo con la congionta di b molle da F fa ut al C sol fa ut mediato perfetto, nasce la quarta specie del Diapente accidentale, compositione del settimo, & per contrario all'ottauo tuono. Dico adunque tutti quelli Musici, ch'hanno vsato tal'interuallo di estremo à estremo da F al C, credendosi che non fosse differenza dall'interuallo da F fa ut al C sol fa ut senza il b molle. A quell'interuallo con il b molle, dico che sono stati ingannati per le ragioni di sopra mostrate, & dalla schola Musicale sono dannati, perche hanno distrutta la terza specie del Diapente naturale, qual è compositione del quinto & sesto naturali, & hanno dato luogo alla quarta specie del Diapente accidentale, compositione del settimo & ottauo tuono, che di quinto ouero sesto naturale, nasce il settimo ouero ottauo accidentale, & il simile sa rà della terminatione di F fa ut al quinto & sesto tuono, sarà conuertita al settimo & ottauo tuono, per cagione della specie maggiore, quale nasce da F fa ut al C sol fa ut con queste note, vt re mi fa sol, per cagione della congionta di b molle, & per essere distrutta la specie maggiore naturale del tuono, cosi ancora si distrugge la terminatione loro naturale, dil che non si concede douersi procedere da F fa ut al C sol fa ut, mediato perfetto con la congiunta di b molle posta in mi acuto, & molti altri errori sono lasciati di dire per essere breue.

Modo di procedere da F fa ut primo al C sol fa ut, con la congiunta di b molle posta in mi acuto, con le dimostrationi del quinto & Sesto tuono, con le terminationi loro ordinarie, con le cadenze loro, & con duoi auuertimenti. Cap. XXXIX.

HOra habbiamo à dimostrare in questo Cap. come al Compositore sarà concesso à procedere da F fa ut al C sol fa ut con il b molle posto in mi acuto, & con la terminatione del quinto & sesto tuono in F fa ut. Dico dunque, volendo il Compositore procedere da F fa ut al C sol fa ut, con la congionta di b molle posta in mi acuto, debbe hauere riguardo di non procedere da A la mi re al C sol fa ut mediato; ma ben debbe procedere non mediato, per cagione del Semituono minore, & per contrario, com'appare. Nel che la sopradetta figura da F fa ut alla positione C sol fa ut, nasce la terza specie del Diapente per il mancamento del Semituono minore, qual non si trouapage 17Libro Primo.17si troua nella sopradetta figura, qual nasce da positione à positione, dil che mancando il Semituono minore, qual è cagione di tutte le specie; adunque debbe essere chiamata la sopradetta figura terza specie del Diapente per essere al luogo proprio & naturale, come se fosse questa istessa figuratione na turale. Et più oltre si dice, che il naturale precede l'accidentale, qual è compositione del quinto, & per contrario al sesto, & la terminatione loro, quale è F fa ut, verrà hauere luogo, dil che hauerete à procedere con tal'ordine nella parte, qual tiene il principato del tuono, & ancor in tutte le parti per ottaua, & cosi discorrendo.
Hor potrebbono dir'alcuni, che le note della prima sopradetta figura sono note della quarta specie del Diapente. hora si risponde, che le note non fanno le specie, ma ben sono gl'interualli che fanno le specie, & le note stanno come termini de gl'interualli, cioè che diuidono gl'interualli, ergo male.

Dimostratione del quinto Tuono perfetto, con la sua terminatione ordinaria.

Et le cadenze del quinto Tuono saranno F fa ut, b fa mi, & C sol fa ut, & F fa ut secondo, con l'ottaue & deriuate loro.
Hor il quinto Tuono di sopra mostrato, hauendo il Compositore imaginato di fare vno concento con due parti; la prima dunque debbe terminare in b fa di b fa mi, ouero in C sol fa ut, pigliando sempre vna di quelle terminationi, che saranno più accommode, & la seconda parte debbe terminare in F fa ut, luogo suo ordinario.
Ma facendo il concento di tre parti, la prima parte potrà terminare in b fa di b fa mi, & la seconda parte debbe terminare in C sol fa ut, & per con trario pigliando sempre vna delle sopradette terminationi, quali saranno più accommode, & la terza parte haurà di terminare in F fa ut, luogo suo ordinario. EDimo-page 17vIl Tesoro Illuminato

Dimostratione del sesto Tuono perfetto, con la sua terminatione ordinaria.

Et le cadenze del sesto Tuono saranno F fa ut, C fa ut, b fa mi, & G sol fa ut, con l'ottaue & deriuate loro.
Hora il sesto Tuono di sopra mostrato, hauendo il Compositore imaginato di fare vno concento à duoi parti, la prima potrà terminare in b fa di b fa mi, ouero in C fa ut, ouero in C sol fa ut, pigliando vna di quelle, che saranno più accommode, & la seconda parte haurà da terminare in F fa ut, luogo suo ordinario.
Cosi ancora facendo il Compositore vno concento, che sia diuiso in tre parti; la prima parte dunque potrà terminare in C sol fa ut, ouero in C fa ut, ouero in b fa di b fa mi, pigliando sempre vna di quelle, che saranno più accomode, & la seconda parte debbe terminare differentemente dalla prima, & la terza parte haurà da terminare in F fa ut nel luogo suo ordinario. Omnis laus in fine canitur.
Et occorendo, che nelli sopradetti Tuoni hauessero quattro, ouero cinque parti sempre hauranno luogo di variare le terminationi, cioè adoperando vna & poi l'altra, & cosi discorrendo, e lasciare sempre l'vltima parte, qual haurà da terminare nel luogo suo ordinario, come dimostrano le sopradette figure, perche omnis laus in fine canitur.
Dimostratione del settimo Tuono perfetto, con il Diatessaron estraordinario per gratia pertinente al Tuono dalla positione A la mi re primo, alla positione D la sol re. & cosi tutti gli Diatessaron estraordinarij pertinenti alli Tuoni, quali nascono nelli Diapenti delli Tuoni, saranno chiamati Diatessaron per gratia; perche sono fuora delle sedie loro ordinarie delle compositioni, con vno Diapente estraordinario dalla positione C sol fa ut alla positione G sol re ut secondo. & il simile saranno delli Diapenti estraordinarij, quali nascono nella Diapason del Tuono saranno chiamati Diapenti per gratia; perche sono fuora delle sue sedie ordinarie delle compositioni, sano modo scriuendo.
Et le cadenze del settimo Tuono saranno G sol re ut primo, D la sol re, & G sol re ut secondo, con l'ottaue & deriuate loro. Dimo-page 18Libro Primo.18
Dimostratione dell'ottauo Tuono perfetto con il Diatessaron estraordinario dalla positione D la sol re alla positione A la mi re primo.
Et le cadenze dell'ottauo Tuono saranno G sol re ut ordinariamente, D sol re, & D la sol re nel processo del concento, con l'ottaue & deriuate loro.
Hor nelle sopradette dimostrationi tutte le specie ordinarie, & estraordinarie saranno in arbitrio del Compositore da essere poste composite perfette, ouero composite imperfette, ouero incomposite perfette, secondo l'occorenze de le parole, & cosi intenderai in tutti gli Tuoni.
Hora dico, che nell'ottauo Tuono si concede ancora il Diapente estraordinario dalla positione G sol re ut primo alla postione C fa ut, nella parte, qual tiene il principato del tuono senza rispetto alcuno, per fortificare il tuo no della sua specie per varij sedie, & cosi nell'altre parti, essendo accommodo alle parti, conformando le parole con le note, procedendo con essa specie secondo che le parole chiamaranno. A ben che sian lasciate di porre le cadenze nelli sopra notati essempi vna terza maggiore, ouero minore di sopra delle terminationi delli tuoni. Hora dico, che non è precetto, ma consiglio, perche à me non piace, lasciando molte ragioni per essere breue; nondimeno ogni Musico haurà libertà di porre le cadenze nelle sopradette positioni, cioè di sopra delle terminationi delli tuoni cosi autentici, com'ancora suiuggalli vna terza minore, ouero maggiore, secondo l'occorenze delli tuoni, e parole, lasciando le cadenze delli Salmi & Cantici, quali saranno poste alli proprij luoghi.
Ancora dico, che nelle compositioni si concede di vsare il Diapente, & il Diatessaron d'vn tuono per contrario in questo modo. Hor il Compositore E 2saràpage 18vIl Tesoro Illuminatosarà astretto di accettare il primo Tuono per cagione delle parole, il Diapen te & il Diatessaron del tuono saranno re mi fa sol la, & re mi fa sol, ouero re la, & re sol, specie del tuono. Hor adunque la parte, qual tiene il principato del Tuono farà quest'effetto, re mi fa sol la, ouero re la, ouero come piace al Compositore, composito imperfetto, & l'altra parte potrà dire al contrario per euitare le pause, com'appare, la re, ouero la sol fa mi re, ouero composito imperfetto. Cosi ancora sarà il simile del Diatessaron, qual farà nella parte, qual tiene il principato del tuono, com'appare, re mi fa sol, ouero re sol, ouero mediato imperfetto, & l'altra parte potrà dire al contrario sol fa mi re, ouero sol re, ouero mediato imperfetto, dil che esse specie dato che siano poste al contrario dell'altre, perciò sono specie pertinenti al Tuono; perche in tale caso si concede esse specie del suo compagno per seruire al tuo no principiato; perch'esse specie del suo compagno sono più conuenienti al Tuono principiato, che non sono le specie d'altri tuoni, perche variarebbono la natura del Tuono, & quando il Compositore non potrà hauere commodamente il Diapente, ouero il Diatessaron per ischifare la moltitudine delle pause, il Compositore debbe accettare gli Dittoni, Semidittoni per varij sedie pertinenti al tuono, per accommodare le parti, che non restano vacoue, come è detto di sopra. Hor al proposito nostro, dico ancora che il Compositore debbe pigliare nella parte, qual tiene il principato del Tuono, il Dittono, ouero il Semidittono, & pigliare vna di queste due specie, & accettare quella che sarà più accomoda, & l'altra parte ancora debbe hauere il Dittono, ouero il Semidittono, pigliando sempre quell'interuallo che si trouarà più accommodo, cioè pigliando in vna parte il Dittono, & non potendo hauere nell'altra parte il Dittono, si debbe pigliare il Semidittono per non lasciare vacue le parti, & per contrario, pigliando in vna parte il Semidittono, l'altra parte accetterà il Dittono, ogni cosa pertinenti al tuono. cosi ancora pigliare vn Semituono per vn tuono, & per contrario pigliare vn Tuono per vn Semituono.

Dell'imperfettione delli Tuoni. Cap. XL.

L'Imperfettione del Tuono, ouero modo, non è alto che scemare alcuno interuallo, ouero alcuni interualli all'ottaua, ò vuoi dire al Diapente & Diatessaron; nel che nelli tuoni autentici, ouero signori restaranno imperfetti dalla parte intensa, per cagione della terminatione loro, perche non possono essere imperfetti dalla parte remissa, per la terminatione loro. Ma nelli tuoni collaterali, ò vuoi dire placati potranno essere fatti imperfetti dalla parte remissa & intensa, cioè non ascendere alla perfettione del suo Dia pente, nè manco discendere alla perfettione del suo Diatessaron; dil che essi Tuoni verranno à essere imperfetti cosi dalla parte remissa, come ancora dal la parte intensa. Ma auuertiscoui, ch'il Tuono non può essere di manco di vnapage 19Libro Primo.19vna quantità minore, & se la parte qual tiene il principato del Tuono, non hauerà di estremo à estremo la compositione della quarta, dicoui che non sarà Tuono, dil che ogni Tuono potrà essere fatto imperfetto, per infino à tanto, che almeno habbi la compositione d'vna quarta.

D'alcuni canti, i quali sono composti d'vna quinta di estremo à estremo, & della corda, ouero stanza, che diuide il Diapente. Cap. XLI.

Gli Tuoni, i quali sono composti per Diapente, ouero quinta, cioè quelle parti, quali tengono gli principati delli Tuoni; dico che saranno giudicati alcuna volta per spatij, & alcuna volta per specie. Hor sarà vn Tuono, il qual sarà composto d'vna quinta, & haurà la terminatione nella positione D sol re, dico ch'esso canto sarà primo ouero secondo Tuono, & tal spatio è commune cosi al primo quanto al secondo di estremo à estemo, nel che è cosa necessaria, ch'in esso canto gli sia vn capo. Hora dico che tutti gli Tuoni composti per quinta, & ch'in essi mancassero le proprie specie, dico che non possono essere giudicati per corda, per vedere la quantità loro delle neume; adunque seguitarà che per spatij, ouero specie saranno giudicati. Hor per il spatio si dirà alcuna cosa, dico dunque che sarà vn canto, il qual terminarà nella positione D sol re, & non hauendo questo canto vno Diapente, qual dica, la re, ouero mediato imperfetto, ouero perfetto, & vno Diatessaron incoposito, qual dica, sol re. Hora dico, che esso canto sarà primo tuono, perche haurà maggior spatio di sopra della corda, il quale spatio è la compositione d'vn Dittono, & dalla parte remissa della corda egliè la compositione d'vn Semidittono; & più oltre si dice, che denominatio fit à nobiliori. Hor vederai la figura quale sarà primo Tuono per cagione del maggior'interuallo, qual è di sopra della corda, ouero stanza, che diuide le specie minori, cioè il Dittono & Semidittono del Diapente, la qual stanza, ouero corda sarà F fa ut, al primo & secondo tuono G sol re ut, al terzo & quarto tuono A la mi re, al quinto & sesto tuono mi acuto, al settimo & ottauo tuono, & non tanto le sopradette stanze sodisfanno alli tuoni fatti per quinta, come ancora nelli perfetti, & imperfetti vguali di spatio, & volendo vedere chiara mente ogni cosa, & quello ch'opra la corda ouero stanza, riguarda Lettore mio benegno, nell'opra mia chiamata la Illuminata nel lib. 2. al cap. 10.

Dimostratione del primo tuono per cagione del maggior'interuallo, che si troua di sopra della corda, ouero stanza.

Et perpage 19vIl Tesoro IlluminatoEt per contrario si trouarà nella parte qual tiene il principato del Tuono vn Diapente & vn Diatessaron, quali appartengono al secondo tuono, dico che in questo non occorre à giudicare per interuallo, ma per specie; dil che si con chiude, che non sempre per l'interuallo maggiore non si debbe giudicare il tuono, ma si ben per le specie. Ancor concediamo che vna sola specie del Diapente sodisfarà à peruertire il tuono; & cosi à voi sia manifesto in tutti gli tuoni, hauendo le specie pertinenti alli tuoni, & per essi debbono essere giudicati.

Dimostratione del secondo Tuono per cagione del suo Diapente, & il Diatessaron per gratia.

Lettore mio benegno, auegna che il Diatessaron non sia al proprio luogo della compositione sua; nondimeno ogni volta che si trouarà il Diatessaron sol re nell'interuallo pertinente al tuono suiuggale, sempre sarà al seruiggio di esso suiuggale, ò vuoi dire placato, & per contrario re sol sarà al seruiggio del primo tuono. Et cosi sarà il simile mi la al terzo tuono, & per contrario la mi al quarto tuono, & al quinto tuono vt fa, & per contrario fa ut al sesto tuono, & al settimo tuono re sol, & per contrario sol re all'ottauo tuono; & questi Diatessaron possono essere mediati perfetti, & imperfetti, & il simile intenderai delli Diapenti mediati, perfetti, & imperfetti.

Dimostratione del terzo Tuono per cagione dell'interuallo maggiore, qual'è di sopra della corda ouero stanza.

Dimostratione del quarto Tuono, per cagione del suo Diapente, & Diatessaron.

Dimo-page 20Libro Primo.20

Dimostratione del quinto Tuono, per cagione del suo Diapente, & Diatessaron.

Dimostratione del sesto Tuono per cagione del spatio maggiore, qual è dalla parte remissa della stanza, & il Diatessaron per gratia.

Dimostratione del settimo Tuono per cagione del suo Diapente, & Diatessaron.

Dimostratione dell'ottauo Tuono per cagione del maggiore interuallo, qual è dalla parte remissa della corda ouero stanza.

Hor sipage 20vIl Tesoro IlluminatoHor se nelle vostre compositioni fate per quinta, gli saranno poche note, come di sopra appare, & ancor alla vostra discretione sodisfarà duoi specie di Diatessaron, senza il Diapente, & il simile vno Diapente solo à conuertire il Tuono di collaterale in autentico, & per contrario, & cosi il simile sarà nelli tuoni fatti per la congionta di b molle posta in mi acuto, & ancor in altri modi.
Ancora dico d'esso Tuono, che di quinta sarà composto, commodamente il Compositore potrà seruirsi, e porre essa parte per vn canto piano, ouero figurato à suo piacere, & essa parte del canto fermo haurà da tenere il principato del tuono, saluo s'altra parte maggiore d'vn canto fermo non fosse posta nel concento, allhora essa parte maggiore haurà da tenere 'l principato del Tuono.

Che di sopra di A la mi re, vna nota non sempre si debbe dire fa. Cap. XLII.

DA molti Cantori è stato dimostrato, & ancor di continuo dimostrano, che sempre di sopra di A la mi re, non passando b fa mi, sempre si debbe dire fa; alle quali openioni son contrario, & dico, che sempre bisogna hauere riguardo alle specie maggiori, cioè alli Diapenti, che non sian distrutte, & massime nel terzo & quarto tuono per cagione della sua specie, la quale è sua compositione; cosi ancora ne gl'altri tuoni, per non distruggere la commistione, perche alcuna volta le parole chiamano tali specie; dil che bisogna hauere riguardo à non distruggere esse specie, per cagione della distonatione delle parole, & ancora che le parole non fossero apparse, douemo sempre havere rispetto alla specie, che non siano distrutte, & non distruggendo specie alcuna cosi maggiore come minore nel tuono, ouero delli tuoni, verrai à seruare la natura del tuono, & la commistione come occorre alcuna volta per cagione delle parole. Ancora concediamo, che di sopra della sillaba la, si debbe dire fa; ma distruggendo le specie, da noi non sarà concesso per le ragioni di sopra dette, & ancor per altri rispetti, quali si lasciano per essere breue.

De tutti gli canti, che saranno composti per quarta, ouero Diatessaron minore. Cap. XLIII.

GLi canti, i quali saranno composti d'vna quarta, dico, che essi canti deb bono essere chiamati tuoni, ouero modi; perche verranno à essere composti d'vna specie, quale si compongono il tuono. Adunque tutti i canti composti per quarta saranno chiamati tuoni suiuggali, questo percio s'intende quando la parte, qual tiene il principato del tuono non haurà dentro delli Diatessaron pertinenti alli autentici, ma andarà cosi girando con le specie minori.page 21Libro Primo.21minori. ma hauendo nelli processi gli Diatessaron pertinenti alli tuoni autentici, conuertiranno de suiuggali in autentici, ò vuoi dire signori, dil che egliè necessario, che la parte, qual tiene il principato del tuono, habbia almeno duoi Diatessaron pertinenti al tuono autentico, sia poi come si vogliano, cioè mediati imperfetti, ouero mediati perfetti, il che possono essere tutti duoi differenti, dil che il Compositore sarà in libertà à porre à suo modo, conformando sempre le note con le parole, & porre vno differente da l'altro, & questi duoi Diatessaron sodisfarà, quando la parte sarà di poche note, remettendo sempre alla tua buona discretione, & se la parte sarà lunga, vogliamo che siano tre, ouero quattro Diatessaron, & ancora di più, secondo la tua discretione à conuertire il tuono placato in autentico, & vederete alcune dimostrationi per vostro ammaestramento.

Dimostratione del secondo Tuono.

Dimostratione del primo Tuono, per cagione delli duoi Diatessaron, quali appartengono al primo Tuono, che per essi di placato si conuertisse in autentico.

Dimostratione del quarto Tuono.

Dimostratione del terzo Tuono per cagione delli duoi Diatessaron pertinenti al Tuono.

FDimo-page 21vIl Tesoro Illuminato

Dimostratione del sesto Tuono per ischifare il Tritono.

Dimostratione del quinto Tuono per cagione delli duoi Diatessaron.

Dimostratione dell'ottauo Tuono.

Dimostratione del settimo Tuono, il qual sarà d'vn'altra natura per il mancamento del suo Diatessaron, qual non si troua da estremo à estremo naturalmente; ma per cagione del Dittono, qual è frequentato, come dimo stra la figura.

Et questo Tuono, qual sarà composto d'vna quarta, il Compositore à suo piacere potrà seruirsi ancora in vno suo concento, e porre essa parte per vn canto fermo, ouero figurato, à suo piacere, & questa parte del canto fermo haurà da tenere il principato del Tuono, saluo s'altra parte maggiore d'un canto fermo non fosse posta nel concento, allhora essa parte maggiore tenirà il principato del Tuono. LIBROpage 2222

LIBRO SECONDO.

Della compositione di tutti gli Tuoni con il b molle posto in mi acuto, con le terminationi loro, & dimostrationi di essi Tuoni, con alcune specie estraordinarie pertinenti alli Tuoni. Cap. I.

HOra in questo capitolo haureremo à dimostrare gl'otto Tuo ni, hauendo aiutorio della congionta di b molle posta in mi acuto, dil che saranno chiamati Tuoni regolati, perché ver ranno à essere composti delle specie, quali appartengono à loro. Ma ben dicoui, che la maggior parte di loro saranno chiamati Tuoni misti, per essere composti d'vna specie accidentale, & vna naturale, & per contrario, & alcuna volta tutte dua le specie accidentali. Hor le terminationi de gl'otto Tuoni faranno G sol re ut primo, A la mi re, b fa di b fa mi, C sol fa ut. Dico dunque che il primo & secondo Tuono terminaranno in G sol re ut, il terzo & quarto Tuono terminaranno in A la mi re, il quinto & sesto Tuono terminaranno in b fa di b fa mi, il settimo & ottauo Tuono terminaranno in C sol fa ut, & vederete alcune figurationi per vostro ammaestramento.

Della compositione del primo Tuono.

Dico dunque che il primo Tuono si componerà della prima specie del Diapente, qual dice, re la, nascente dalla positione G sol re ut, alla positione D la sol re, & della prima del Diatessaron, qual dice, re sol, nascente dalla positione D la sol re, alla positione G sol re ut secondo, come dimostra la figura.

Del primo Tuono terminato in G sol re ut.

Dimostratione del primo Tuono perfetto con le specie sue ordinarie della Diapente & Diatessaron, & ancor vno Diatessaron estraordinario pertinente al Tuono, qual dice, re mi fa sol, ouero re sol, dal G al C.
Et le cadenze ordinarie del primo Tuono saranno G sol re ut primo, D la sol re, & G sol re ut secondo, con le sue ottaue & deriuate loro. F 2Et occor-page 22vIl Tesoro Illuminato
Et occorrendo che il Tuono fosse commisto, & secondo che la commistione maggiore, ouero minore per cagione delle specie, quali saranno accettate per forza delle parole; gli darete ancora le sue cadenze pertinenti alle specie, dico perciò vna sola cadenza per ogni specie; & così à voi sia manifesto in tutti gli Tuoni seguenti, & ancor in tutti gl'altri Tuoni.
Hor da noi non sarà dimostrato gli Tuoni imperfetti per essere breue, & delli Diatessaron estraordinarij saranno quell'istessi, che sono ancora nelli Tuoni perfetti, perch'essi Diatessaron estraordinarij pertinenti alli Tuoni dependono dalli Diapenti pertinenti alli Tuoni. hor hauendo appiacere di vedere d'ogni sorte d'imperfettione, riguarda l'opra mia chiamata la Illuminata.
Ancor vi auuertisco, che le specie ordinarie, & ancor l'estraodinarie delli Diapenti & Diatessaron possano essere composite perfetti, & composite imperfetti, & incomposite perfetti, secondo l'occorrenze delle parole, & cosi sarà à voi manifesto in tutti gli Tuoni.

Della compositione del secondoTuono con il b molle posto in mi acuto. Cap. II.

IL secondo Tuono si componerà della prima specie del Diapente, & della prima specie del Diatessaron, riuoltati al contrario, nascenti dalla positione D la sol re, alla positione G sol re ut primo, & dalla positione G sol re ut, alla positione D sol re, come appare. Delpage 23Libro Secondo.23

Del secondo Tuono, qual haurà terminatione in G sol re ut.

Dimostratione del secondo Tuono perfetto, con le specie sue ordinarie della Diapente & Diatessaron, & ancor de gl'estraordinarij pertinenti al Tuono, quali dicono, la re, & la sol fa mi re, dalla positione A la mi re, alla positione D sol re, & ancor sol re, dalla positione C sol fa ut, alla positione G sol re ut, come appare.

Et le cadenze del secondo Tuono saranno G sol re ut, D sol re, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.

Dimostratione del secondo Tuono imperfetto, con la Diapente estraordinaria pertinente al Tuono, posto à complacenza.

Della compositione del terzo Tuono con il b molle posto in mi acuto. Cap. III.

IL terzo Tuono si componerà della seconda specie del Diapente, & della seconda del Diatessaron nascenti, dalla positione A la mi re primo, alla positione E la mi secondo, & dalla positione E la mi secondo, alla positione A la mi re secondo, come appare. Delpage 23vIl Tesoro Illuminato

Del terzo Tuono, qual haurà terminatione in A la mi re.

Dimostratione del terzo Tuono perfetto con la Diapente & Diatessaron ordinarij, & con il Diatessaron estraordinario pertinente al Tuono, qual dice, mi la, ouero mi fa sol la, da A la mi re primo alla positione D la sol re.
Et le cadenze ordinarie del terzo Tuono saranno A la mi re primo & secondo, & E la mi acuto, con l'ottaue & deriuate loro.

Della compositione del quarto Tuono con il b molle posto in mi acuto. Cap. IIII.

IL quarto Tuono si componerà della seconda specie del Diapente, & seconda del Diatessaron riuoltati al contrario nascenti dalla positione E la mi secondo alla positione A la mi re primo, & dalla positioneA la mi re, alla positione E la mi primo, come appare.

Del quarto Tuono, qual haurà terminatione in A la mi re.

Dimostratione del quarto Tuono perfetto con le specie sue ordinarie della Diapente & Diatessaron, con il Diatessaron estraordinario pertinente al Tuono, qual dice, la mi, ouero la sol fa mi, dalla positione D la sol re, alla positione A la mi re primo, come appare.
Et le cadenze ordinarie del quarto Tuono saranno A la mi re primo, & E la mi primo, & ancor E la mi secondo, con l'ottaue & deriuate loro. Dellapage 24Libro Secondo.24

Della compositione del quinto Tuono con il b molle posto in mi acuto. Cap. V.

Il quinto Tuono si componerà della terza specie del Diapente, & terza del Diatessaron, nascenti dalla positione b fa di b fa mi, alla positione F fa ut secondo, & da F fa ut secondo, alla positione b fa di b fa mi secondo, come dimostra la figura.

Del quinto Tuono, qual haurà terminatione in b fa di b fa mi.

Dimostratione del quinto Tuono perfetto, con le specie ordinarie del Diapente, & Diatessaron con duoi altri Diatessaron differenti de sedie pertinenti al Tuono, nascenti dalla positione C sol fa ut alla positione F fa ut secondo, & dal b fa di b fa mi primo alla positione E la mi secondo, con il b molle posto in E la mi secondo, come dimostrarà la figura, & possono essere posti essi Diatessaron mediati, perfetti, & imperfetti.
Et le cadenze ordinarie del quinto Tuono saranno b fa mi, F fa ut secondo & b fa mi sopr'acuto, con l'ottaue & deriuate loro.

Della compositione del sesto Tuono con il b molle posto in mi acuto. Cap. VI.

IL sesto Tuono si componerà della terza specie del Diapente, & Diatessaron riuoltati al contrario, nascenti dalla positione F fa ut secondo alla positione b fa di b fa mi primo, & dalla positione b fa alla positione F fa ut primo, com'appare. Delpage 24vIl Tesoro Illuminato

Del sesto Tuono, qual haurà terminatione in b fa di b fa mi.

Dimostratione del sesto Tuono perfetto con le specie sue ordinarie della Diapente & Diatessaron, con duoi Diatessaron estraordinarij differenti de sedie, pertinenti al tuono, nascenti dalla positione F fa ut secondo alla positione C sol fa ut, & di E la mi secondo, con il b molle posto in essa positione b fa di b fa mi primo, quali dicono fa ut, ouero fa mi re ut. hora à me sodisfa à dimostrare le sedie delli Diatessaron, à voi sarà la libertà di vsarli à vostro commodo, mediati, perfetti, & imperfetti.
Et le cadenze ordinarie del sesto Tuono saranno b fa di b fa mi, F fa ut primo & secondo, con l'ottaue & deriuate loro. Del sesto Tuono soggetto & imperfetto per cortesia posto, hauendo riguardo di non fare terza minore mediata, dalla positione A, alla positione C, & per contrario, come dimostra la figura.

Della compositione del settimo Tuono con il b molle posto in mi acuto, & sopr'acuto. Cap. VII.

IL settimo Tuono si componerà della quarta specie del Diapente, & prima del Diatessaron, nascenti dalla positione C sol fa ut alla positione G sol re ut secondo, & dal G sol re ut secondo alla positione C sol fa, come dimostra la figura. Delpage 25Libro Secondo.25

Del settimo Tuono, qual haurà terminatione in C sol fa ut.

Dimostratione del settimo Tuono perfetto con le specie sue ordinarie del la Diapente & Diatessaron, con il Diatessaron estraordinario pertinente al Tuono, nascente dalla positione D la sol re, alla positione G sol re ut secondo, qual dice, re sol, & ancor il Diapente estraordinario pertinente al Tuono da F secondo al C sol fa.
Et le cadenze ordinarie del settimo Tuono saranno C sol fa ut, G sol re ut secondo, & C sol fa, con le sue ottaue & deriuate loro.

Della compositione dell'ottauo Tuono con il b molle posto in mi acuto. Cap. VIII.

L'Ottauo Tuono si componerà della quarta specie del Diapente, & prima del Diatessaron riuoltati al contrario, nascenti dalla positione G sol re ut secondo alla positione C sol fa ut, & dalla positione C sol fa ut alla positione G sol re ut primo, come appare.

Dell'ottauo Tuono, qual haurà terminatione in C sol fa ut.

Dimostratione dell'ottauo Tuono perfetto, con le specie sue ordinarie della Diapente & Diatessaron, con vno Diatessaron estraordinario pertinen te al Tuono, nascente dalla positione G sol re ut secondo alla positione D la sol re, qual dice sol re, ouero sol fa mi re, come appare.
Et le cadenze ordinarie dell'ottauo Tuono saranno C sol fa ut, & G sol re ut primo & secondo, con l'ottaue & deriuate loro. GAuuer-page 25vIl Tesoro Illuminato

Auuertimenti.

HORA dicoui Lettori miei benegni, dato che nelli sopra notati essempi siano poste le specie delle Diapenti & Diatessaron ordinarij, come ancora gl'estraodinarij variabili di compositione & di sedie, come dimostrano le figure; dil che sarete in libertà di mostrarli à vostro commodo, secondo l'occorenza delle parole, & al sentimento delle parole, & farli mediati perfetti, & imperfetti, & incompositi perfetti, hauendo riguardo alle parole. Et ancora sarete in libertà di porre quante specie del Tuono, che à voi sarà in appiacere; a ben che ne habbia poste poche per ogni esempio, per essere breue, & ho pretenduto solo à dimostrare gli Tuoni, & cosi à voi sia manifesto in tutti gli Tuoni cosi nelli signori, com'ancora nelli suiuggali.

Della dimostratione del primo Tuono perfetto con la terminatione estraordinaria, con il b molle posto in mi acuto, & con le cadenze ordinarie alli proprij suoi luoghi. Cap. IX.

DImostratione del primo Tuono perfetto con la terminatione estraordinaria, con il b molle posto in mi acuto, con la figura di quadro naturale, accioche l'arte imiti la natura.
Et le cadenze ordinarie del primo Tuono saranno G sol re ut primo & secondo, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione del primo Tuono perfetto, con la terminatione in D la sol re, confinalità del Diapente.
Et le cadenze ordinarie del primo Tuono saranno G sol re ut primo & secondo, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro. Horpage 26Libro Secondo.26
Hor per consiglio, vogliamo ch'il concento sia giudicato per il Tenore, dato che la terminatione sia fuora della sedia ordinaria, vna terza di sopra, ouero una quinta per essere confinalità del Diapente; nondimeno regnando le specie d'vn Tuono, dunque per le specie debbe essere giudicato, perche sono quelle che compongono gli Tuoni, hauendo riguardo alla parte del Soprano, perche procede con la natural sua forma, & quello ch'habbiamo nel sopr'acuto, l'habbiamo nell'acuto, & ancor nel graue, & essa parte representa il Tenore, dato che la sia fuora della sedie sua ordinaria, hor riguarda ben la terminatione, & le specie del Soprano, che saranno conforme à quelle del Tenore, dato ch'il sia fuora della sedia, & di quì nasce, che debbe essere giudicato il concento per il Tenore, hauendo aiutorio della parte del Soprano, come è detto, & essaminando trouarai che le specie del Soprano, quali compogono 'l Tuono, saranno vna cosa istessa con quelle del Tenore, & questo vi sarà per ammaestramento in tutti gli tuoni, di quelli ch'hauranno la terminatione estraordinaria, hauendo riguardo sempre alla parte del Soprano, & occorrendo, ch'il giudicante non hauesse la vera notitia del tuono per la parte del Tenore, com'alcuna volta se ne troua, che non sanno se sono viui, nè morti; dunque il giudicante s'accostarà alla parte del Soprano, & hauerà la vera notitia del Tuono, perche procede con la natural sua forma.

Della dimostratione del secondo Tuono perfetto, con la terminatione estraordinaria, con il b molle posto in mi acuto, con le cadenze alli proprij suoi luoghi. Cap. X.

DImostratione del secondo Tuono perfetto con la terminatione in b fa mi, con la figura di quadro naturale, accioche l'arte imiti la natura.
Et le cadenze ordinarie del secondo Tuono saranno G sol re ut primo, & D sol re, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.

Dimostratione del secondo Tuono perfetto con la terminatione in D la sol re.

Et le cadenze ordinarie del secondo Tuono saranno G sol re ut primo, & D sol re, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro. G 2Tenorepage 26vIl Tesoro Illuminato

Della dimostratione del terzo Tuono perfetto con la terminatione estraordinaria, con il b molle posto in mi acuto, con le cadenze alli proprij suoi luoghi. Cap. XI.

DImostratione del terzo Tuono perfetto con la terminatione in C sol fa ut, con la congionta di quadro giacente, accioche l'arte imiti la natura.
Et le cadenze ordinarie del terzo Tuono saranno A la mi re primo & secondo, & E la mi secondo, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione del terzo Tuono perfetto, con la terminatione estraordinaria in E la mi secondo.
Et le cadenze ordinarie del terzo Tuono saranno A la mi re primo & secondo, & E la mi secondo, con l'ottaue & deriuate loro. Dellapage 27Libro Secondo.27

Della dimostratione del quarto Tuono perfetto, con la terminatione estraordinaria, con il b molle posto in mi acuto, con le cadenze alli proprij suoi luoghi. Cap. XII.

DImostratione del quarto Tuono perfetto, con la terminatione in C sol fa ut, con la congionta di quadro giacente, accioche l'arte imiti la natura.
Et le cadenze ordinarie del quarto Tuono saranno A la mi re primo & secondo, & E la mi primo & secondo, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione del quarto Tuono perfetto, con la terminatione in E la mi secondo.
Et le cadenze ordinarie del quarto Tuono saranno A la mi re primo & se condo, & E la mi primo & secondo, con l'ottaue & deriuate loro.

Della dimostratione del quinto Tuono perfetto, con la terminatione estraordinaria, con il b molle posto in mi acuto, con le cadenze alli proprij suoi luoghi. Cap. XIII.

DImostratione del quinto Tuono perfetto, con la terminatione in D la sol re.
Et le cadenze ordinarie del quinto Tuono saranno b fa mi primo & secondo, & F fa ut primo & secondo, con l'ottaue & deriuate loro. Tenorepage 27vIl Tesoro Illuminato
DImostratione del quinto Tuono perfetto, con la terminatione in F fa ut secondo. Et le cadenze ordinarie del quinto Tuono saranno b fa mi primo & secondo, & F fa ut primo & secondo, con l'ottaue & deriuate loro.

Della dimostratione del sesto Tuono perfetto, con la terminatione estraordinaria, con il b molle posto in mi acuto, con le cadenze alli proprij suoi luoghi. Cap. XIIII.

DImostratione del sesto Tuono perfetto, con la terminatione in D la sol re.
Et le cadenze ordinarie del sesto Tuono saranno b fa mi primo & secondo, F fa ut primo & secondo, con l'ottaue & deriuate loro. Dimo-page 28Libro Secondo.28
Dimostratione del sesto Tuono perfetto, qual haurà terminatione in F fa ut secondo.
Et le cadenze ordinarie del sesto Tuono saranno b fa mi primo & secondo, & F fa ut primo & secondo, con l'ottaue & deriuate loro.

Della dimostratione del settimo Tuono perfetto, con la terminatione estraordinaria, con il b molle posto in mi acuto, & sopr'acuto, con le cadenze alli proprij suoi luoghi. Cap. XV.

DImostratione del settimo Tuono perfetto, qual haurà terminatione in E la mi secondo.
Et le cadenze ordinarie del settimo Tuono saranno C sol fa ut, G sol re ut secondo, & C sol fa, con l'ottaue & deriuate loro. Dimostratione del settimo Tuono perfetto, con la terminatione in G sol re ut secondo.
Et le cadenze ordinarie del settimo Tuono saranno C sol fa ut, G sol re ut secondo, & C sol fa, con l'ottaue & deriuate loro. Dellapage 28vIl Tesoro Illuminato

Della dimostratione dell'ottauo Tuono perfetto, con la terminatione estraordinaria, con il b molle posto in mi acuto, & sopr'acuto, con le cadenze alli suoi proprij luoghi. Cap. XVI.

DImostratione dell'ottauo Tuono perfetto, con la terminatione in E la mi secondo.
Et le cadenze ordinarie dell'ottauo Tuono saranno C sol fa ut, & G sol re ut primo & secondo, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione dell'ottauo Tuono perfetto, con la terminatione in G sol re ut secondo.
Et le cadenze ordinarie dell'ottauo Tuono saranno C sol fa ut, & G sol re ut primo & secondo, con l'ottaue & deriuate loro.

Della quantità delli Tuoni irregolari, con la terminatione loro, & che cosa sia irregolarità, con le cadenze loro alli proprij suoi luoghi. Cap. XVII.

GLi Tuoni irregolari sono sei, cioè, primo, secondo, terzo, quarto, quinto, & sesto. Dico dunque, che la terminatione delli Tuoni saranno A la mi re, mi acuto, & C sol fa ut, per essere luoghi della confinalità delli Diapenti, dil che il primo & il secondo Tuono hauranno la terminatione in A la mi repage 29Libro Secondo.29A la mi re. il terzo & quarto hauranno terminatione in mi acuto, il quin to & sesto hauranno terminatione in C sol fa ut. Resta di vedere, che cosa sia irregolarità, la quale non è altro ch'vna terminatione de tuoni, doue si trouano le specie loro di estremo à estremo; ma non già ordinariamente, & vederete ogni cosa in figuratione per ordine con le specie pertinenti alli Tuoni.

Della dimostratione del primo Tuono irregolare perfetto, qual haurà terminatione in A la mi re, con le cadenze al proprio suo luogo. Cap. XVIII.

DImostratione del primo Tuono irregolare perfetto, con le specie sue pertinenti al Tuono, & Diatessaron per vari sedie.
Et le cadenze ordinarie del primo Tuono irregolare saranno A la mi re, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.

Della dimostratione del secondo Tuono irregolare perfetto, con le specie pertinenti al Tuono, con la terminatione in A la mi re, & con le cadenze al proprio suo luogo. Cap. XIX.

DImostratione del secondo Tuono irregolare perfetto, con la terminatione in A la mi re.
Et le cadenze ordinarie del secondo Tuono irregolare saranno A la mi re primo & secondo, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
Et la nota che in D sol re, la si concede al secondo Tuono per acquistare la specie del Diapente pertinente al Tuono, qual dice, la sol fa mi re, per vari sedie. HDellepage 29vIl Tesoro Illuminato

Della dimostratione del terzo Tuono irregolare perfetto, con la terminatione in mi acuto, con le cadenze al proprio suo luogo. Cap. XX.

DImostratione del terzo Tuono perfetto, con le specie pertinenti al Tuono & Diatessaron per vari sedie.
Et le cadenze ordinarie del terzo Tuono irregolare saranno mi acuto, & E la mi primo & secondo, con l'ottaue & deriuate loro.

Dimostratione del quarto Tuono irregolare perfetto, differente da gli altri, per cagione del Diapente, qual manca dalla parte intensa per conto dell'interuallo, nondimeno quello che manca dalla parte intensa per cagione del Diapente naturale, e dalla parte remissa da noi sarà concessa la Diapente pertinente al Tuono, & ancor esso Tuono procederà con gli Diatessaron pertinenti al Tuono per uari sedie, come dimostra la figura. Cap. XXI.

ET le cadenze del quarto Tuono saranno mi acuto, & E la mi primo, & secondo, con l'ottaue & deriuate loro, ouero replicate.
Hor si concede la nota in E la mi primo, come nel sopranotato essempio si vede, per acquistare il Diapente pertinente al quarto Tuono, imitando il Canto piano, come si vede chiaro, che ancora nell'ottauo Tuono, qual descende alcuna volta in C fa ut. Dellapage 30Libro Secondo.30

Della dimostratione del quinto Tuono irregolare perfetto, con la terminatione in C sol fa ut, con le cadenze al proprio suo luogo. Cap. XXII.

DImostratione del quinto Tuono perfetto irregolare, con le specie pertinenti al Tuono, & Diatessaron per vari sedie.
Et le cadenze ordinarie del quinto Tuono irregolare saranno C sol fa ut, & F fa ut acuto, con l'ottaue & deriuate loro.

Della dimostratione del sesto Tuono irregolare perfetto, & con il Diatessaron per vari sedie pertinenti al Tuono, con la terminatione in C sol fa ut, con le cadenze al proprio suo luogo. Cap. XXIII.

DImostratione del sesto Tuono irregolare perfetto, secondo il commun grido, con diuersi Diatessaron per vari sedie pertinenti al tuono.
Et le cadenze ordinarie del sesto Tuono saranno C sol fa ut, & F fa ut acuto, con l'ottaue & deriuate loro.

Della dimostratione del sesto Tuono regolato & soggetto, con la terminatione in C sol fa ut, con le cadenze al proprio suo luogo. Cap. XXIIII.

HOra siamo peruenuto al sesto Tuono regolato, & soggetto, dil che il Compositore non haurà à procedere dal G sol re ut secondo alla posiH 2tionepage 30vIl Tesoro Illuminatotione C sol fa ut mediato perfetto per conto del sesto tuono, per cagione del Semituono minore, come appare; perche ri trouasi essere interuallo pertinente all'ottauo Tuono, come hai visto nella compositione delli Tuoni. Ma ben commodamente il Compositore potrà procedere, com'appare; perche essi interualli sono all'assomiglianza in tutto al la presente figura. Adunque seguitarà, che la presente figura sarà al seruigio del sesto Tuono, per cagione del mancamento del Semituono minore, dato che le note siano vari di nome; nondimeno sono eguali gl'interualli, & le note, Signor mio, stanno come termini, che diuidono essi interualli, nel che proce dendo con tal'ordine sarà sesto Tuono regolato, & soggetto, differente da quello che ha terminatione in F fa ut primo, perche dal C sol fa ut alla positione F fa ut primo, sarà in arbitrio del Compositore di procedere mediato perfetto, & in questo si procederà in altro modo, ch'il Compositore volendo fare il Tuono regolare, di necessità sarà soggetto di non procedere mediato perfetto dal G sol re ut secondo al C sol fa ut, ò vuoi dire dal G sol re ut secondo alla positione E la mi secondo mediato, per cagione del Semituono minore, & di quì nasce che sarà chiamato sesto Tuono regolare & soggetto, & per contrario dal C al G del quinto Tuono soggetto, come dimostra la figura.
Dimostratione del sesto Tuono perfetto, regolato, & soggetto, con le spe cie pertitinenti al Tuono del Diapente, & delli Diatessaron per varij sedie.
Et le cadenze ordinarie del sesto Tuono regolato, & soggetto saranno C sol fa ut, F fa ut acuto, con l'ottaue & deriuate loro. Dellapage 31Libro Secondo.31

Della commistione maggiore imperfetta, con la sua diffinitione. Cap. XXV.

LA commistione maggiore imperfetta non è altro, che duoi Diapenti d'vna specie istessa di estremo a estremo, posti nella parte, quale tiene il principato del Tuono, non pertinenti al Tuono, & più oltre si dice, che possono essere posti per vari sedie, & ancor vno diuerso da l'altro, cioè vno mediato perfetto, & vno mediato imperfetto, ouero tutti duoi à vn modo istesso, dico che causaranno la commistione maggiore imperfetta in questo modo, Sarà terminato dal Compositore per cagione delle parole di fare il primo Tuono, & di accettare duoi Diapenti, quali appartengono al terzo Tuono, dico che esso concento sarà chiamato primo tuono commisto con il terzo, come dimostra la figura.
Et cosi ancor si concede le cadenze del terzo Tuono, quali saranno E la mi primo, & mi acuto, con l'ottaue & deriuate loro.
LETTORE mio benegno, questo solo essempio vi farà per ammaestramento in tutti gli Tuoni, & hauendo appiacere di vedere ogni cosa in figuratione per ordine de tutti i Tuoni, riguarda nell'opra mia chiamata la Illuminata di Canto fermo, nel secondo libro al cap. XVIII.

Della commistione minore imperfetta, con la sua diffinitione. Cap. XXVI.

LA commistione minore imperfetta, non è altro che porre tre volte in vno concento vno Diatessaron d'vna compositione istessa non pertinente al Tuono, nella parte qual tiene il principato del tuono, sia poi mediato perfetto, ouero mediato imperfetto, ouero incomposito perfetto, & ancor che fossero posti per vari sedie vno diuerso dall'altro, ouero tutti tre à vn modo; dico che causaranno la commistione minore imperfetta, & per essere breue, si lascia di porre in figura gli essempi, nondimeno hauendo appiacerepage 31vIl Tesoro Illuminatopiacere di vedere ogni cosa in figuratione, riguardate nell'opera mia chiamata la Illuminata nel secondo libro al capitolo XXI. vederete ogni cosa per ordine.

Se il Compositore sarà in libertà di porre la commistione maggiore, ò minore nel suo concento, ò nò, & che effetto fa la commistione. Cap. XXVII.

HOra dico che il Compositore volendo comporre vno concento debbe essaminare ben le parole, qual Tuono è più commodo, dil che se quelle parole da voi saranno accettate, chiamaranno il settimo Tuono, & in esse parole gli sarà vna parola, ò dua, ouero più, quali chiamassero la commistione maggiore, ouero minore; per il che sarà sforzato il Compositore dalla necessità à fare il suo concento commisto, per non fare differenti le figure dalle parole, nel che non essendo parole che chiamano la commistione, da noi non sarà concessa la commistione maggiore, né minore; L'effetto della commistioneperche l'effetto della commistione non è altro, che fuggire la natural forma del Tuono; ergo male. & di quì nasce, che la commistione non è sempre necessaria. Adunque il Compositore non sarà in libertà di porre la commistione nel suo concento, come alcuni hanno fatto senza rispetto, come ancora si vede in molti canti fermi, & figurati; & se le parole del concento chiamaranno il settimo tuono, perché vogliamo adunque accettare altre specie non pertinenti al tuono? la qual cosa non conuiene nella Schola Musicale. Ma ben è necessario à seguitare la natura del tuono, procedendo con il Diapente per vari modi secondo l'occorrenze delle parole, & per il suo Diatessaron per vari modi, & con il Dittono & Semidittono per vari sedie pertinenti al tuono, secondo l'occorrenze; dil che non mancano specie pertinenti al tuono senza variare la natural forma del tuono. hor questo intendiamo nella parte, qual tiene il principato del tuono, & ancor nella sua deriuata, & ancor sforzandosi in tutte le parti di procedere con le specie pertinenti al tuono; & hauendo riguardo all'honore vostro, & ancor essendo amico della fatica, & inimico delle cose fatte, seruarete la natura del Tuono in tutte le parti.

Che non si troua Tuono più perfetto, come alcuni Scrittori hanno detto, & della commistione perfetta, con uno auuertimento. Cap. XXVIII.

ALcuni Scrittori hanno detto, che le note quali passaranno l'ottaua dalla parte intensa delli Tuoni autentici, & dalla parte remissa alli collaterali, che per cagione loro, cioè per quelle note, ouero per quella nota che passarà,page 32Libro Secondo.32passarà, ouero passaranno di sopra della perfettione, ouero di sotto della perfettione, dicono molti Musici, & ancora Scrittori, come ancora si può vedere nelli Trattati loro, che esso Tuono debbe essere chiamato Tuono più che perfetto; alle quali openioni son contrario, & dico, che gli Scrittori hanno male considerato, per la sentenza del Filosofo, qual dice, Vltra perfectum nihil datur, ergo male. Hor potrebbono dire alcuni Musici, che quelle note che di sopra & di sotto della perfettione loro saranno superflue. Hor si risponde à questi Musici, che non sono date da Gregorio, nè d'Agostino per cose superflue; perché Deus & Natura nihil agunt frustra, dice il Filosofo. Adunque seguitarà, che esse note, quali sono di sopra & di sotto della perfettione, non possono essere chiamate note superflue; ma saranno chiamate note, che di loro nascono la commistione perfetta. Dico dunque, che la commistione perfetta nelli Tuoni autentici non è altro, che passare l'ottaua sua dalla parte intensa vna nota, ouero più. cosi ancor nelli tuoni suiuggali la commistione perfetta non è altro, che passare l'ottaua sua dalla parte remissa vna nota ouero più, nel che volendo fare il primo tuono, & hauendo terminato di fare la commistione perfetta con il terzo tuono, di necessità bisogna che nel primo tuono gli sia la Diapente del terzo, ouero il Diatessaron del terzo Tuono, & che esso tuono habbia di ascendere nella positione E la mi acuto, perche da E la mi primo alla positione E la mi secondo nasce la compositione del terzo Tuono, ouero porre nel concento tutte due le specie maggiori, come si vede nel canto fermo, nè mai ascenderà il canto fermo in E la mi, che non gli sia in esso canto fermo alcuna specie maggiore pertinente al terzo tuono, & che essa specie maggiore non si trouasse in esso canto fermo, almeno gli sarà il Diatessaron, & cosi dico de gl'altri Tuoni, del che bisogna hauere riguardo al canto fermo, qual egliè la Madre nostra, accettando vna di quelle, che si appartenga alla parola, ouero parole; & ascendendo in F fa ut, non terzo, ma sarà quinto, tenendo l'ordine, come è detto; & se ascenderà in G sol re ut, non terzo, nè quinto, ma sarà settimo; & non essen do parola, che appartenga à vna delle due, ouero tutte due, ouero vna sillaba, ò dittione, ò vna vocale d'vna parola, da noi non sarà concessa la commistione perfetta, perche la sarebbe superflua & vana. cosi ancora nel secondo tuono descendendo in Gamma ut, dico che sarà commisto perfetto, con il settimo, per cagione della sua compositione, qual nasce da Gamma ut al G sol re ut primo; & se descenderà in F fa ut acquisito, non settimo, ma quinto; & se descenderà in E la mi acquisito, non settimo, nè quinto, ma terzo, seruando l'ordine, come è detto delli autentici, lasciando di porre le figurationi per essere breue; nondimeno hauendo appiacere di vedere molte figure, riguarda nell'opra mia chiamata la Illuminata nel terzo libro, al capitolo primo. S'eglièpage 32vIl Tesoro Illuminato

S'egliè cosa conueniente nel primo Tuono dalla positione D sol re alla positione D la sol re, à porre la seconda specie del Diatessaron mi fa sol la, sopra la Diapente. Cap. XXIX.

HOra l'è cosa conueniente, ch'ogni Tuono habbia d'hauere la sua compositione ordinaria, quanto delli regolati, nondimeno per cortesia voglio arguire contra à tal compositione, & pigliaremo per fondamento il settimo Tuono, qual nasce la sua Diapente dal G sol re ut primo, alla positione D la sol re, come appare, vt re mi fa sol. Restaci la sua Diatessaron prima spe cie del Diatessaron nascente dalla positione D la sol re, alla positione G sol re ut secondo, qual dice, re mi fa sol. Dico adunque secondo che pigliamo la prima specie del Diatessaron à comporre il settimo tuono, cosi ancora possiamo pigliare la seconda specie del Diatessaron, qual dice, mi fa sol la, per comporre il primo Tuono da A la mi re primo, alla positione D la sol re, con la congionta di b molle posta in mi acuto, dil che il tuono viene à restare ancora nella sua perfettione. Adunque seguitarà, che si può pigliare cosi la seconda specie del Diatessaron, quanto è la prima à comporre il primo Tuono, dalla positione D sol re alla positione D la sol re, & altre ragioni si lasciano per essere breue. & nel cap. seguente vederete alcune cose, che vi saranno forse grate.

Contra all'openione di sopra detta, qual dice, che si può pigliare la seconda specie del Diatessaron, quanto è la prima, à comporre il primo Tuono, dalla positione D sol re, à D la sol re, con la concessione. Cap. XXX.

HOr nel cap. di sopradetto hauemo dimostrato, che si può pigliare cosi la seconda specie del Diatessaron à comporre il primo Tuono, quanto è la prima, & in questo voglio dimostrare, che non è cosa conueniente. Dico dunque, che non è cosa ragioneuole à distruggere il naturale, per non acquistare cosa alcuna per dare luogo all'accidentale: ergo male. Et di più si dice, che l'interuallo del Diatessaron naturale mediato perfetto è differente dalla seconda specie del Diatessaron mediato perfetto: ergo male. Ma quando fossero gli Diatessaron eguali de interualli, cioè tanto vno come l'altro, sarebbe cosa conueniente al Compositore alcuna volta douer'vsare tal Diatessaron accidentale per il naturale, & se non fosse mai per altro rispetto, almeno sarebbe per la variatione de gli vocali, ma non essendo eguali d'interualli, come è detto, da noi non sarà concesso douerlo vsare per due cause: prima per non distruggere il naturale senza occasione alcuna. la seconda, per che gl'interualli sono variabili, dil che siamo adunque obligati à procedere per ilpage 33Libro Secondo.33per il suo naturale processo del Diatessaron, qual dice re mi fa sol, & non con l'accidentale, qual dice mi fa sol la.
(Concessione) Dico adunque quando le parole, che tu vuoi comporre chiamassero la specie maggiore del primo Tuono, & ancora la seconda specie del Diatessaron, & per fuggire la commistione minore imperfetta da E la mi alla positione A la mi re, da noi sarà concessa la seconda specie del Diatessaron da A la mi re primo alla positione D la sol re, qual dice, mi fa sol la, con la congionta di b molle posta in mi acuto; ma in altro modo non vogliamo per le ragioni di sopra dette. Ecco la figura. Hor dopo ch'habbiamo posto in luce questo primo Tuono composto della prima specie della Diapente, & seconda della Diatessaron, come dimostra la figura, è stato modo di pigliar'occasione d'arguire per suileggiare gl' intelletti, e fare conoscere la verità. Dico dunque, ò figlio mio, quale è la ragione, che vi spinge à distruggere il Diatessaron naturale per dare luogo all'accidentale. Rispondi senza paura, & con la faccia allegra. Hor padre ancor che sia figlio, vi rispondo con ogni riuerenza: Dico che le parole accettate da me per fare il concento, io son astretto, e conuinto dalla ragione d'accettare la seconda specie della Diatessaron, per conformare le note con le parole. Hor figlio mio, per cortesia vi concedo douersi vsare la seconda specie del Diatessaron per conformare le note con le parole. Hora dicoti figlio, e ascolta & apri l'orecchie, che di meglio haurai distruggendo la concessione; dico dunque, che se le parole chiamaranno la seconda specie del Diatessaron, come è detto, tu haurai d'accettare essa specie dalla positione E la mi primo alla positione A la mi re primo, e verrai à lasciare la natura del tuono nel suo proprio naturale, e tu figlio mio haurai l'intento tuo di conformare le note con le parole, senza distruggere la natura del tuono contra della scho la Musicale. Et di più oltre si dice, egliè meglio à permettere la commistione minore imperfetta, che distruggere il naturale per dare luogo all'accidentale; dil che si conchiude non douersi vsare à comporre il primo Tuono à pigliare la seconda specie della Diatessaron; perche come è detto, si distrugge il naturale, e da luogo all'accidentale, & seguirebbe ancor che l'accidentale sarebbe eguale in dignità con il naturale, la qual cosa è falsa. Vale & memore di me figlio mio osseruandissimo. IDelpage 33vIl Tesoro Illuminato

Del Tuono commisto con tutti i signori Tuoni, ò suiuggali, ouero in parte. Cap. XXXI.

Hora sarà vno Compositore, il quale vorrà comporre vna sua fantasia, dil che le parole chiamaranno il terzo Tuono, nondimeno in esse parole chiamaranno le commistioni de tutti i Tuoni autentici, ò suiuggali, ouero in parte delli signori, & in parte delli collaterali, ò vuoi dir suiuggali, da noi saran concesse queste commistioni. Ma quando sarà il Tuono commisto con tutti i Tuoni, cioè autentici, ouero suiuggali, dico che le parole debbono essere almeno diuise in due parti. Ma se le parole chiamassero la commistione de tutti i Tuoni signori, & suiuggali, ogni ragione vuole, che le parole siano diuise in tre parti, accioche il Tuono abbia luogo, cioè che le specie del terzo Tuono siano in abondanza, dil che il Tuono non sia superato dalle commistioni, sian poi quali si vogliono, ò maggiori, ò minori, che in tale mo do sia fatto il Tuono, che 'l si possa giudicare terzo, per cagione delle sue specie, con la terminatione sua. Ma se la terminatione fosse senza le spetie del Tuono, cioè che il Tuono fosse superato dalle commistioni, restarebbe il tuo no confuso, & di quì nasce, che vogliamo, che le parole sian diuise in due, ò uero in tre parti, & ancor di più à tua discretione, accioche il Tuono sia accommodato honoratamente delle sue specie. Ma se le parole non chiamassero la commistione, da noi sarà concesso vno Diapente diuerso dal tuono nella parte qual tiene il principato del Tuono, non per imitatione. & il simile vno Diatessaron, ouero duoi diuersi di natura, & questo s'intende quando il canto fosse longo; & questo vi sarà per ammaestramento in tutti i Tuoni, lasciando di porre le figure per essere breue, & hauendo appiacere di vedere il primo Tuono commisto con tutti i Tuoni, riguarda al cap. xx. del secondo libro dell'Illuminata nostra.

Modo di comporre & giudicare il Tuono per ciascuna parte, e sarà vn'istesso Tuono, con alcuni auuertimenti à complacenza de gli amici. Cap. XXXII.

Alcuni Musici forse staranno ammiratiui, & ne faranno giudicio della mia presuntione; perche tanti Auttori famosi non hanno parlato in tal facoltà, & che voglia quasi mostrare, che sono stati ignoranti, & che non habbiano hauuto quella sufficienza. Hor à questo si risponde, ch'io non ho hauuto quest'animo di volere far parere gli nostri Auttori antichi, e moderni ignoranti; anzi sono stati huomini famosi & irrefregabili, & hanno atteso alle cose alte, e profonde della Musica. Et io che son'il minimo fra i minimi, ho pigliato questo carico à complacenza de gl'amici, in volere mostrare, che con tutte le parti appartati, se possono giudicare il Tuono, e sarà vno istessopage 34Libro Secondo.34istesso Tuono. Et non credere Lettore mio benegno, che per hauere pigliato questo carico, che in me sia superbia, né presuntione, anzi con gran cordoglio & fastidio ho pigliato questa fatica contra il voler mio; & s'alcuna cosa fosse non ben scritta, la tua gentillezza & cortesia m'haurà per iscusato. Hor al proposito nostro, sarà vno Compositore, qual haurà terminato di fare vno concento à quattro voci, & ancora di più, sian poi à voci piene ouero pari; dico ch'il Compositore potrà à suo piacere fare, che per ciascuna parte sia giudicato il Tuono, e sarà un'istesso Tuono. Hor adunque haurà terminato nell'idea sua di fare vno coucento del primo Tuono, & la terminatione del primo & secondo Tuono ritrouasi essere nella positione D sol re, ordinariamente come già è detto. Dico dunque, che 'l primo Tuono debb'ascendere dalla positione D sol re alla positione D la sol re, come dimostrarà la figura seguente, e da noi sarà mostrate poche note per ogni figura per essere breue.

Dimostratione del primo Tuono perfetto.

Hor habbiamo dimostrato la parte del Tenore primo tuono perfetto, come dimostra la figura di sopra mostrata.
Ancora dimostraremo vn'altra figura per la parte del Basso, com'appare.
HOr non è dubbio alcuno, che ciascuno Musico giudicarà la figura di sopra mostrata secondo tuono perfetto, misto con il primo imperfetto: a' quali son contrario, perche à loro mancano l'intelligenza. Dico dunque, che la sopradetta figura non può essere chiamata secondo tuono perfetto, dato che la discensa sua venga in A re, secondo l'ordine suo; perche ogni suiuggale debbe discendere dalla parte remissa di sotto alla terminatione sua vno Diatessaron minore, non per questo seguitarà che la sopradetta figura debb'essere chiamata secondo tuono perfetto, misto imperfetto con il tuo signore. Diremo dunque che la sopradetta figura non può essere chiamata secondo tuono, per cagione di quelli duoi Diapenti congionti, quali dicono re la, dil che hanno tanta fortezza per essere principali figure, & che di loro I 2tuttepage 34vIl Tesoro Illuminatotutte l'altre dependono, sono come Lioni, lasciando molte ragioni per essere breue; per il che cangiano 'l proprio suo nome di suiuggale, riesce in signore, ò vuoi dire primo Tuono perfetto, e misto perfetto con il secondo; dunque da noi sarà chiamato primo tuono, & non secondo.
Dimostratione della parte del Contralto, qual haurà terminatione nella positione A la mi re, e sarà giudicato primo Tuono per cagione della confinalità della prima specie del Diapente, & ancor perche si trouano le specie sue di estremo à estremo. Et più oltra si dice, che di estremo à estremo si trouano duoi Diapenti pertinenti al primo Tuono: vno sarà dalla positione A la mi re primo alla positione E la mi secondo, con queste note, re mi fa sol la; e l'altro verrà dalla positione D la sol re alla positione A la mi re secondo con queste note, re mi fa sol la. Adunque di necessità bisogna, che sia giudicato primo Tuono per diuersi rispetti, come hauemo raccontato, & altre ragioni si lasciano per essere breue.

Dimostratione del Contralto, qual si troua essere primo Tuono.

Ancora dimostraremo vn'altra figura, quale sarà imperfetta d'vn Tuono; nondimeno sarà primo Tuono perfetto, per cagione di quelli duoi Diapenti congionti, che di secondo riesce primo, & misto perfetto con il suo suiuggale, com'appare in figura.

Dimostratione della parte del Soprano, quale sarà primo Tuono.

Ancorapage 35Libro Secondo.35
Ancora dimostraremo vn'altra figura, quale sarà imperfetta d'vn Tuono; nondimeno sarà primo Tuono perfetto per cagione di quelli duoi Diapenti congionti, che di secondo riesce primo, & misto perfetto con il suo suiuggale, come dimostra la figura.
Et quello solo essempio delle quattro parti del primo Tuono di sopra mo strato vi sarà per ammaestramento negl'altri Tuoni chiamati signori, ò vuoi dire autentici, tenendo l'ordine dato di sopra secondo la natura delli Tuoni, procedendo sempre con le specie pertinenti alla natura loro.

Auuertimenti.

Hora hauend'espedito la promessa fatta di tutte le quattro parti, cioè del Tenore, Basso, Contralto, e Soprano del Tuono autentico, ò vuoi dire signore, & daremo alcuni auuertimenti al Compositore, quando haurà fatto fare la terminatione del Tenore nel luogo ordinario, cioè in D sol re, l'haurà da seguitare con alcuni contrapunti grati, con tutte l'altre parti à suo piacere, e la parte del Tenore haurà da terminare in F fa ut, con la congionta di quadro giacente, e la parte del Basso haurà la terminatione nel luogo suo ordinario, cioè in D sol re, e la parte del Contralto haurà terminatione in A la mi re, il che la quinta verrà mediata, e la parte del Soprano haurà terminatione in D la sol re, à ben che essa parte di necessità non debb'essere nel numero del le reali parti; perche causa ò Lettore mio benegno, hor ascolta & apri le orecchie. Dicoti che la Musica non consiste in altro, che nel Graue, e Acuto, e mediato fine. adunque tutte l'altre parti, che porrai nel tuo concento saranno chiamate parti aggionte. Hor si conchiude, che tutte quelle parti, che faranno la Diapente, ò vuoi dire quinta piena, saranno chiamate parti reali, ò vuoi dire principali, & tutte l'altre parti saranno chiamate parti aggionte.
Hora hauendo espedito la promessa delle quattro parti appartate d'vn istesso Tuono, cioè Autentiche, parmi ancor di non mancar di porre le quat tro parti appartate del Tuono suiuggale, hauendo promesso à gl'amici, accioche non fosse tassato d'essere mancatore della parola mia. Dunque farò la fatica per amor delli amici. Hor hauendo conchiuso, ch'in ciascuna parte, che si trouarà essere perfetta, e che haurà dentro duoi Diapenti congionti pertinenti al suo maggiore perderà il suo proprio nome di suiuggale, e riesce signore;page 35vIl Tesoro Illuminatosignore; & per contrario verrà vn primo Tuono perfetto, e haurà dentro duoi Diapenti congionti, quali diranno la re, gli quali appartengono al secondo Tuono. Dico dunque ch'il primo Tuono perderà il proprio suo nome, che di signore riesce suiuggale perfetto, e misto con il primo perfetto, come dimostra la figura per vostro ammaestramento.

Dimostratione del secondo Tuono perfetto per conto della parte del Basso.

Ancora dimostraremo vn'altra figura per la parte del Basso, e sarà perfetto, e verrà misto imperfetto d'vn Tuono sesquiottauo con il suo suiuggale; nondimeno per cagione delli duoi Diapenti congionti, riesce secondo Tuono perfetto, e misto perfetto con il suo signore, com'appare.
Hora Lettore mio benegno, di questo primo Tuono di sopra mostrato quanto alle note, & hauendo da patire, e dare luogo al suo suiuggale, bisogna che ritrouasi hauere nel processo suo duoi Diapenti congionti pertinenti al suo suiuggale, quali dicono la re, come dimostra la figura di sopra detta, dil che riesce di primo in secondo perfetto, lasciando molte ragioni per essere breue, & verrà misto perfetto con il primo. Et più oltre si dice, che se la figura di sopra mostrata venisse nella positione A re, maggiormente sareb be secondo Tuono, per gli sopra dimostrati Diapenti congionti.
Ancora dimostraremo vn'altra figura per il Tenore, quale sarà imperfetta d'vn Semidittono, e sarà quell'istesso Tuono, cioè secondo, come di sopra hauemo dimostrato. Dimo-page 36Libro Secondo.36

Dimostratione del secondo Tuono perfetto per cagione delli duoi Diapenti congionti.

Dimostratione del Contralto, qual sarà primo Tuono perfetto, come appare.

Ancora dimostraremo vn'altra figura per la parte del Contralto, e sarà perfetto, e verrà misto con il suo suiuggale imperfetto d'vn Semidittono; nondimeno per cagione delli duoi Diapenti congionti, riesce secondo Tuono perfetto, e misto perfetto, con il suo signore, come appare.

Dimostratione della parte del Soprano, qual sarà primo Tuono perfetto, come appare.

Ancorapage 36vIl Tesoro Illuminato
Ancora dimostraremo vn'altra figura per la parte del soprano, e sarà per fetto, e verrà misto con il suo suiuggale imperfetto d'vn Semidittono; nondimeno per cagione delli duoi Diapenti congionti riesce secondo Tuono perfetto, e misto perfetto con il suo signore, come a ppare.
Et questo solo essempio delle quattro parti del secondo Tuono di sopra mostrato vi sarà per ammaestramento nelli altri Tuoni chiamati placati, ò vuoi dir collaterali, tenendo l'ordine dato di sopra, secondo la natura delli tuoni, procedendo sempre con le specie pertinenti alla natura loro.
Et questo egliè affermato del primo & secondo tuono dal mio irrefregabile Maestro Don Pietro Aron, & M. Giouanni Spatario.
Et da M. Giouanni Tintore nel trattato vndecimo, al capitolo terzo, & ancor da M. Nicolò Vuolico Barrodocense nel Compendio suo, al cap. xvij.

Et più oltre si dice per cortesia.

Dico dunque, essendo gli Tuoni autentici, ò vuoi dire Signori perfetti, & che non descendono di sotto alle terminationi loro, & hauendo gli duoi Dia penti congionti pertinenti alli suiuggali, perderanno il proprio suo nome di Signori, & riesceranno suiuggali; & per contrario, gli suiuggali saranno perfetti, & non passaranno gli confinalità delli Diapenti, delli Signori, & hauendo gli Duoi diapenti congionti pertinenti alli signori, perderanno il proprio suo nome de collaterali, e riesceranno autentici, & questo solo essempio vi sarà per ammaestramento, come dimostrano le figure.

Secondo Tuono.

Primopage 37Libro Secondo.37

Primo Tuono.

Et questo egliè ancor affermato dalli sopranomati Maestri.

Come il Compositore sarà in libertà di fare terminare il suo concento appartatamente, pigliando vna delle tre parti, qual'à lui piacerà. Cap. XXXIII.

HOra hauremo à dimostrare in questo cap. ch'il Compositore sarà in libertà di fare terminare il Tuono in qualche parte, ch'à lui piacerà, cioè nel Tenore, ò Basso, ouero Soprano, & in breuità saranno da noi dimostrate. Hor hauemo la parte del Tenore, qual è chiamata parte principale, perche rapresenta il canto piano, qual è la Madre nostra. debbe dunque terminare nel luogo suo ordinario, secondo la natura del Tuono; cosi ancora sarà il simile la parte del Soprano, quale verrà di sopr'vn'ottaua del Tenore, e sarà quell'istesso effetto, ch'hà fatto il Tenore; perch'ancora lui rappresenta il can to piano, dato ch'il sia alzato vn'ottaua, perciò riesce quell'istessi passaggi, ch'hà fatto il Tenore, hauendo riguardo sempr'alle sette lettere.
Ancora dimostraremo la parte del Basso, qual è conforme al Canto piano. Diremo dunque ch'il Compositore haurà terminato nell'Idea sua di fare tenere il principato del Tuono la parte del Basso; dico che di necessità bisogna hauere riguardo all'estremità, per la discensa & ascensa loro, per cagione del cantante. Hor douremo fuggire le estremità, perche sono vitiose, & di quì nasce, ch'il Compositore debb'essere vigilante nelle sue compositioni di non essere estremo; e sarà in libertà di fare la parte del Basso, qual tiene il principato del Tuono perfetta, & ancor imperfetta, come fa alcuna volta il canto piano, qual è la Madre nostra. dunque Lettore mio benegno, riguarda l'introito della gloriosa Vergine Maria, qual dice, Salve Sancta parens, ritrouasi essere secondo Tuono imperfetto d'vn tuono sesquiottauo; cosi ancor l'Introito Vultum tuum deprecabuntur del commune delle Vergini, qual è secondo Tuono perfetto, il che debb'essere vigilante il Compositore di procedere con le specie pertinenti al Tuono, cosi naturali, com'ancora strauaganti, cioè che le specie maggiori si trouano da estremo à estremo, à ben che non sono nelli luoghi ordinarij, per essere il tuono imperfetto, Knonpage 37vIl Tesoro Illuminatonon per questo il Tuono rimane priuo delle sue specie, cioè del Diapente & Diatessaron, anzi se trouano infra gl'estremi com'è detto, terminando nel luo go suo ordinario, & questo solo essempio vi sarà per ammaestramento nelli Tuoni suiuggali, quali tengono il principato delli Tuoni, procedendo sempre con le specie loro, non tanto nelli suiuggali, com'ancor nelli altri Tuoni.

Auuertimenti circa il non dimostrare il nome delli Tuoni appartati, che gli Compositori sono mancati, à complacenza de gl'amici. Cap. XXXIIII.

DA molti cantanti son stato richiesto, perche causa gli Compositori quando fanno alcuna compositione, che da loro non è posto qual tuo no sarà chiamato il suo concento, attento che nel dimostrare gli Tuoni delli Salmi dimostrano i Tuoni appartati. Hor à questo gli ho risposto, che non è da marauigliarsi, perche credono, che gli Maestri, quali dimostran'alli suoi Discepoli, dourebbono ancora dimostrare, dicendoli questo Motetto, o Messa, ouer'altra simil cosa è primo ò secondo Tuono, ouero come si ritroua, accioche li Discepoli pigliassero la prattica delli Tuoni, per sapere poi dire quando si fanno gli ridotti fra loro Signori, se sono allegri, Cantiamo allegramente, e pigliamo il Tuono proportionato; s'ancor fossero mesti, pigliamo il Tuono commodato à sciogliere la mestitia, & entrare nell'allegrezze, e cantare secondo la natura delli Tuoni; per il che tutti gli Compositori per sua cortesia si sforzaranno nelle Compositioni loro di porre il nome del tuo no, e questo ha seruato il mio irrefregabile Maestro Don Pietro Aron nello Euangelo, cioè, In illo tempore, loquente Iesu ad turbas, extollens vocem quaedam mulier. e molti altri di quali per hora non tengo memoria. Ancor Con cilio in nel Motetto à quattro, cioè Da pacem; e seruando quello che ho detto per sua cortesia, verranno à fare il debito loro, e leuaranno l'ignoranza di alcuni Maestri, quali dimostrano per prattica alli poueri Discepoli, e mancando li Compositori di porre il nome delli Tuoni appartati nelle compositioni loro, ne seguitarà, che gli Maestri restaranno ciechi, e quando un cieco conduce vn'altro cieco, tutti dua cascano nella fossa. Hor al proposito nostro, quando gli Discepoli per suo piacere saranno ridotti per cantare, come è detto, potranno dire allegramente, Cantiamo di tal Tuono, che sodisfarà à gl'intelletti nostri, perche già hauranno conosciuto la natura delli Tuoni. Hor dunque se ben gli Compositori honorati sono mancati à non porre 'l no me de gli Tuoni appartati nelle compositioni loro, l'hanno fatto con qualche ragione, & è questa, come leggendo ò mio benegno Lettore intenderai. Apri dunque l'orecchie & ascolta. Dico che li Compositori honorati hanno fatto il debito loro à comporre, e dar in luce le sue fatiche, per dar diletto à chi l'ascoltano; dunque parmi assai, che gli Compositori honorati, se ben fosseropage 38Libro Secondo.38fossero mancati à non dimostrare nelle sue compositioni i Tuoni appartati, debbon'esser'iscusati per le fatiche loro, e per hauer fede alli Maestri, quali di mostran'ogni giorno alli Discepoli, pensandosi ch'ogni Maestro non douerebbe mettersi à dimostrare, se non hauessero cognitione delli Tuoni; nondimeno sono stati ingannati, però la colpa non è delli Compositori, per la fede grande, che loro hanno hauuto alli Maestri. Et più oltra si dice, che non tutti gli Compositori hanno notitia della terminatione delli Tuoni, nè meno conoscono la natura loro, ma ben pretendono à infilzare note, come si veggono nelle compositioni loro, hora saltano in vn tuono, hora in vn'altro fuora di proposito, perche in loro mancano tal'intelligenza. Ma gli Compo sitori honorati si conoscono nelle compositioni loro, & ogn'intelletto pellegrino è sforzato dalla ragione à fargli ogni riuerenza, non tanto alli Compositori per il nome suo, come ancor'alle sue compositioni. Vale, e memore di me Signor mio osseruandissimo.

D'alcune considerationi, che fanno molti Musici circa del principiare delli Tuoni in Gamma ut, & il simile in C fa ut, con la risposta per cortesia data. Cap. XXXV.

DA molti Musici egliè detto, & ancor stanno ammiratiui delli nostri an tichi, che non hanno dato principio alla compositione, & terminatione delli Tuoni in Gamma ut, per essere primo esacordo de Guido Monaco, & l'inuentore de tutti gli sett'esacordi, che per giustitia doueuano dargli quest'honore. Appar appresso d'alcuni Musici, che gli nostri antichi da loro è stato male considerato à non dare principio della compositione & terminatione delli Tuoni in Gamma ut, per essere suo primo esacordo. Hor à questo si risponde, che gli nostri antichi non hanno voluto dare principio in Gamma ut, per non procedere con certi falsi, hora in vn luogo, hora in vn'al tro, & ancora sarebbe stato necessario à lasciare le positione mi graue, per il mancamento del Diapente perfetto. Et più oltra si dice, che la quarta positione qual è C fa ut al G sol re ut primo, sarebbe stato quell'istesso Diapente, che dal Gamma ut alla positione D sol re, & gli Diatessaron per essere de minore proportione, che non è la Diapente non possono variare la natura delli Tuoni. Et volendo andare per ordine con gli otto Tuoni, & hauendo principio in Gamma ut, come ogni douere comporta per honorare l'inuentore, verrebbe nelle quattro positioni G, A, , C, essere una specie maggiore accettata due volte negli otto Tuoni, qual specie gliè pronunciata, com'appare, vt re mi fa sol, & il simile progresso sarà dalla positione C fa ut alla positione G sol re ut primo; & di quì nasce lasciando il mi di necessità come è detto, per il mancamento del Diapente perfetto gl'otto Tuoni non andereb bono per ordine; & cosi ancor dal C fa ut al G sol re ut nasce l'istesso interK 2uallo,page 38vIl Tesoro Illuminatouallo, che dal Gamma ut alla positione D sol re, dil che sarebbe riuscito gran confusione, & non gli sarebbe stato ordine alcuno negli otto Tuoni, & doue non si troua ordine, sortisce gran confusione. Hor al proposito nostro gli nostri antichi hanno ben considerato à dare principio nel comporre gli tuo ni con le terminationi loro nella quarta specie del Diapason, quali sono D, E, F, G, & di quì nasce, che si trouano le quattro specie delli Diapenti per ordine, per cagione della variatione delli Semituoni, & consequentemente tutti gli otto Tuoni vanno per ordine, & non vanno hora in vn luogo, hora in vn'altro, & molte ragioni si lasciano per essere breue.
Alcuni altri Musici dicono, che gli nostri antichi poteuano dara principio nel formare gli Tuoni nelle terza specie della Diapason, qual'ha principio in C fa ut, & ch'haurebbono ancor hauuto le quattro specie delle Diapenti va riate. Hor à questo si risponde, che gli nostri antichi hanno ben considerato à non dare principio nel formare gli Tuoni della terza specie della Diapason; perche haurebbono trouato duoi volte, vt re mi fa sol, dalla positione C fa ut alla positione C sol fa ut; & per il primo Diapente da C fa ut al G sol re ut, co me appare, vt re mi fa sol; & il simile interuallo sarà dalla positione F fa ut graue alla positione C sol fa ut, come appare, vt re mi fa sol per b molle, dato ch'esso Diapente sia accidentale; nondimeno ritrouasi essere esso Diapente nella terza proprietà in ordine, & esso Diapente egliè cauato fuora del terzo esacordo in ordine della mano di Guido Aretino. dunque nasce duoi volte vt re mi fa sol, da C fa ut al C sol fa ut. Dico dunque, che gli nostri antichi hanno ben considerato à non dar principio nel formare gli tuoni della terza specie della Diapason, per il mancamento d'vna delle quattro specie del Diapente.
Cosi ancor potrebbono dir'alcuni Musici, che da F fa ut graue al C sol fa ut, sarà le note com'appare, fa sol re mi fa; adunque verrà le quattro specie delle Diapenti variate da C fa ut al C sol fa ut; adunque gli nostri antichi poteuano dare principio nel formare gli Tuoni nella terza specie della Diapason. Hor à questo si risponde, che gli nostri antichi hanno ben considerato à non dare principio nella terza specie della Diapason, per non porre gli intelletti pellegrini à partita. Aldi Lettore mio benegno, non hai tu hauuto di sopra, che da F fa ut al C sol fa ut nasce la quarta specie della Diapente; perch'egliè cauata fuora del terzo esacordo in ordine della mano di Guido Aretino, qual è accetato dal commertio Musico. e di più vi dico, che la sillaba ut è capo di tutte l'altre note; dunque debbe hauer luogo ut, con le sue descendenti com'appare, vt re mi fa sol, che non è la terza specie della Diapente, come appare, fa sol re mi fa, perche sono tutte note deriuate; & di quì nasce, che gli nostri antichi non hanno voluto dare principio nel formare gli tuoni nella terza specie della Diapason, cioè in C fa ut, altre ragioni si lasciano per essere breue. D'alcunepage 39Libro Secondo.39

D'alcune considerationi circa della sillaba, ò vuoi dire nota chiamata Re, che dal volgo cieco è chiamata nota di poco valore, per essere deriuata: & io dico, ch'ella è più degna di essere nomata & essaltata, che non è la sillaba vt, come intenderai, e con alcune considerationi circa del principiare gli Tuoni in Gamma ut, ouero in C fa ut per cortesia. Cap. XXXVI.

HOr habbiamo da tutti gl'Auttori, che la prima sillaba vt, è padre di tutte l'altre note; adunque re mi fa sol la sono deriuate, perche hanno origine dalla sillaba ut. Hora dico, che ut è voce, & è prima in ordine nel can to, & è suono, nondimeno essa nota non fa melodia alcuna. Aldi Lettore mio benegno, che sarà dunque, che farà la melodia.. Hora dicoti sarà la nota chiamata re, perche fa il primo muoto, & per il muoto hauemo il canto, com'afferma il mio honorato Maestro Don Pietro Aron, & il simil'afferma Guido Aretino, & Marchetto Padoano. Hor adunque la Musica non è altro, ch'vn mouimento de voci per elevatione & depositione, cioè per ascendere & descendere, & senza il mouimento della voce non hauremo il canto; & più oltra si dice, che mettendo tutte le note in linea, ouero spacio, non farà melodia alcuna, ma ben farà vn grande vllulare, come fanno gl'animali irrationali. Adunque la nota chiamata Re, sarà chiamata prima nota, ò vuoi dire voce, perche di lei riesce il canto, e debb'essere nomata; è degna d'ogni riuerenza, cosa che non è la nota chiamata ut, che di essa non riesce effetto alcuno. Hor adunque tu non puoi negare, che 'l Re non sia prima voce, ò vuoi dire prima nota, perche egliè principio di ogni canto; e di quì nasce, che 'l re per suo bene merito è posto in principio della prima specie del Diatessaron, e della Diapente, & ancor della Diapason; dil che si conchiude che di lei nasce la Musica, la qual commoue i cieli; e di più la Musica commoue gl'intelletti pellegrini, la Musica commoue gl'vccelli, la Musica è cagione, che fa pigliar bando tutti i pensieri, la Musica commoue gli huomini, e fa molt'altri segnalati effetti, che per breuità mi taccio, e l'ingegno tuo farà capace l'intelletto, & acqueterassi. Hor al ptoposito nostro, quanti figliuoli hanno fatto buoni effetti, che non hanno fatto i padri loro? Hora piglia l'essempio di quel gran Profeta del Re Dauid, qual fu figliuolo di quel gran huomo da bene di Iesse; nondimeno esso Padre non ha fatto tante operationi come fece il suo figlio, come si legge nella Sacra Scrittura. Ancora Sansone, qual fu figliuolo di quel grande huomo da bene di Manuè; nondimeno esso padre non ha fatto tante operationi come fece il figlio, come si legge nella Sacra Scrittura, dil che di loro n'è nasciuto tante grande & degne cose. Cosi ancora Carlo Magno figlio di Pipino, qual era grande huomo da bene, e non è quasi nomato, e di Carlo si tratta in ogni historia, delle sue grandi, e degne cose, che 'l fece.page 39vIl Tesoro Illuminatofece. Achille figlio di Peleo fu tanto essaltato da Homero, e di Peleo suo padre honorato, e costumato non si fa mention'alcuna. Cosi ancor la nota chiamata vt, è padre della nota chiamata Re, nondimeno la nota vt non fa melodia alcuna; ma dal re ne nasce tutta la Musica. adunque la nota chiamata re, è degna d'essere lodata più che non è la nota chiamata vt. Hor al proprosito nostro, gli nostri antichi hanno ben considerato nella compositione delli tuo ni à dare principio nella positione D sol re; perche si piglia la prima specie della Diapente, qual hà principio nella degna & honorata nota chiamata Re, & ancor si piglia la prima specie della Diatessaron, qual à principio nella honorata figura, ò vuoi dire nota chiamata Re, dil che la terminatione del primo & secondo Tuono sarà dunque nella positione D sol re, per honorare la nota chiamata Re, perche da essa dipende ogni cosa; tu non puoi dunque negare, che il re non sia principio d'ogni canto. Hor gli nostri antichi hanno ben considerato à fauorire la nota chiamata Re, per non esserli ingrati, dil che tutti gl'altri Tuoni vanno per ordine. adunque gli nostri antichi non poteuano fare con di manco, non volendo essere tassati d'huomoni vigliachi, & di poco giudicio. Hora dicoti Lettore mio benegno, riguarda gli Romani quando alcuno di loro faceuano qualche grand'impresa per la Republica, faceuano grandi trionfi, e alcuni memoriali: cosi ancor gli nostri antichi, vedendo che di quella nota chiamata re n'è riuscito tanto bene, ch'hanno voluto darli ancora honore nella compositione delli Tuoni, ch'hauessero à principiare in D sol re; dunque i Tuoni non debbono hauere principio in Gamma ut, nè meno in C fa ut, come alcuni credono. Et di più voglio dire, che s'alla Musica s'acquistasse alcuna cosa, per dire gli nostri antichi poteua no dare principio alli Tuoni in Gamma ut, ouero in C fa ut, restarebbe queto; ma non acquistando cosa alcuna, parmi frustratorio, & è grand'errore à porre gl'intelletti à partita delli poueri Discepoli, perche non hanno cognitione più che tanto. Hor non creditu Lettore mio benegno, ch'il mio honorato & irrefregabile Maestro Don Pietro Aron, & M. Giouanni Spatario Musico Bolognese, & Bartolomeo Ispano, quali haurebbono tenuto gli bacili alla barba à Boetio, se in quel tempo fossero stati al Mondo, per gl'ingegni, quali hanno dimostrato per l'opere loro date in luce, & alcuni Musici hanno hauuto colloquio con essi Maestri irrefregabili, e recati hanno molti secreti miracolosi della Musica. Hor dunque essendo stati tutti huomini irrefregabili, e sono stati al Mondo senz'alcuni contradicenti di verità; dicoti Lettore mio benegno, quando hauessero conosciuto che gli nostri antichi hauessero possuto dare principio alli Tuoni in Gamma ut, ouero in C fa ut con l'honor suo, gli sopradetti irrefregabili Maestri l'haurebbono dimostrato nell'opere loro, non tanto in quelle che sono in luce, come ancora in quelle che sono sepolte, quali sono state nelle mani mie. Ma considerando gli sopra detti Maestri, che gli nostri antichi hanno fatto ogni cosa con grande mistero, gli sopradetti Maestri hanno confermato il tutto. Et più oltra si dice, ch'hannopage 40Libro Secondo.40ch'hanno ben ripresi in alcune cose gli nostri antichi, che à loro parean che potessero fare con di manco in alcune cose, quali per hora non dico per essere breue. Hor al proprosito nostro, dico dunque, che gli sopranomati Maestri s'hauessero conosciuto d'acquistare alcuna cosa alla Musica, haurebbono ancora loro dato principio nel formare gli Tuoni in Gamma ut, ouero in C fa ut, anzi hanno confernato il tutto delli nostri antichi; perche hanno considerato, che da loro è fatto con grande mistero. Dunque Lettore mio benegno, non porre gl'intelletti à partita delli poueri discepoli, e ancora porre confusione, dil che la pouera Musica stride, e geme; la qual cosa à me non piace: perciò ciascun tenga l'openione loro, e alli Lettori staranno accostarsi, doue che gl'intelletti loro s'acquetaranno.

LIBRO TERZO.

Della terminatione delli Tuoni secondo le differenze delli seculorum, lasciando quelli che sono nelle terminationi ordinarie delli Tuoni, e saranno chiamati regolati, et soggetti, de non essere commisti, con le cadenze alli proprij suoi luoghi, & vederete tutti gli Tuoni per ordine. & questi Tuoni delli seculorum è stato seruato da Ochegen, & Duffaij, et Cherpentras, & dal mio irrefregabile Maestro Don Pietro Aron, & massime nelli Salmi. Cap. I.

HAVENDO io à dimostrare la natura delli Tuoni secondo i seculorum non d'altrui più scritti, lasciando molte ragioni per essere breue. Et prima hauremo à considerare duoi cognitioni, vna per la specie, & l'altra per la fine. Dico dunque, che la cognitione, la quale si piglia per le specie, è necessaria più ch' ogn'altra cosa, perche se non fossero le specie, che cosa sarebbono i Tuoni, se non vn'infilzare note senza sapore, & sempre à vn modo, & venire à vn ter minato fine? Et la cognitione della fine è stato ordinato per più facilità; non per questo il fine non distrugge l'auttorità & dignità delle specie. dil che si con chiude, che le specie sono più necessarie, che non è le terminationi, & di quì nasce, che vogliamo che nelli concenti de tutti i Tuoni de gli seculorum, sem pre s'habbia di procedere con le specie pertinenti alli tuoni imaginati, eccettuando vna sola specie del Diapente non pertinente al Tuono, & il simil'effetto sarà vno Diatessaron non pertinente al Tuono, le quali specie appartate saranno quelle, che chiamaranno gli seculorum, come si vedono nell'Antifonepage 40vIl Tesoro Illuminatotifone giuste, & esse specie saranno dimostrate nelle dimostrationi, le quali dimostrationi representaranno il canto fermo, dimostrando poche note per ogni dimostratione per essere breue. Cosi ancora non vogliamo, che s'habbia di fare la commistione maggiore, nè minore; ma sempre procedere con le specie del Tuono imaginato; & concediamo di sopra delli Diatessaron delli autentici vna nota, ò duoi, ouero tre, quando vna vocale, ò dittione, ò sillaba, ò tutta la parola, ouero parole chiamassero esse note, ò vuoi dire figure. Et il simile sarà di sotto delli Diatessaron delli suiuggali, dil che non essendo questo rispetto, come è detto, non si concede douere passare la natural forma del Tuono, perché sarebbono note superflue, & passando la natura del Tuono per alcun rispetto, almeno non fare specie, quali chiamano quelle no te, potendo fare con di manco, per cagione della commistione perfetta, & di quì nasce, che il Compositore debbe essaminare ben le parole qual Tuono chiamano, per lasciare il Tuono nella sua fortezza; nondimeno potrebbono essere tali parole, che la commistione perfetta non si potrebbe negare; dil che essendo astretto à eleggere de duoi mali vno, sempre douemo eleggere il manco male, cioè passare la natura del Tuono, ouero fare le specie secondo l'occorrenze delle parole, & quando non si potesse fare con di manco, la necessità non ha legge, fare poi quello che appartiene alla commistione perfetta, cioè le note, & le specie, & di subito ritornare alle specie del Tuono imaginato. Dico ancora, che nel concento si debbe vsare il seculorum del tuono nel principio del concento secondo l'occorrenze delle parole, non tanto nella parte qual tiene il principato del Tuono, come ancora nella parte del Soprano, sforzandosi ancora nell'altre parti, & cosi per il processo del concento più che sia possibile, secondo ancora l'occorrenze delle parole. & nella terminatione del concento sempre si debbe vsare il seculorum del tuono. & vederete tutte le figurationi d'ogni Tuono per ordine, secondo le differenze loro, & il simile le Antifone doue sono state ritrouate, & per essere breue ne saranno dimostrate vna sola per ogni Tuono, con il canto fermo, con le vocali cauate fuori del seculorum per essere breue.
Dimostratione dell'Antifona del primo Tuono nelle laude del giorno de tutti i Santi, & la Diapente del sesto Tuono, qual nasce dalla positione C sol fa ut alla positione F fa ut primo, causa che il seculorum ha terminatione in F fa ut primo, come dimostra la figura, con la dimostratione del primo Tuono perfetto.
Et le cadenze del primo Tuono saranno D sol re, F fa ut, A la mi re, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
Hor volendo il Compositore fare vno concento, & farlo terminare fuora del luogo suo ordinario, & hauendo determinato nell'idea sua di farlo termi nare in F fa ut, dico che al Compositore gli conuiene di necessità accettare vna specie del Diapente pertinente al sesto Tuono nella parte, qual tiene il principato del Tuono, come appare nella sopradetta figura, qual dice, fa la sol fa, come appare; dil che essa specie chiama la terminatione del seculorum in F fa ut, cosi ancora procedere con le note del seculorum più volte nel processo del concento, & cosi ancora nella terminatione del concento, come dimostra la figura di sopra detta nella parte qual tiene il principato del Tuono: cosi ancora il Compositore debbe sforzarsi di porre le note del seculorum in tutte le parti per il processo del concento, hauendo la commodità della fatica, & non essere amico delle cose fatte.
Cosi ancora il Compositore sarà in libertà di porre le note del seculorum Là suopage 41vIl Tesoro Illuminatoà suo piacere, cioè di minime, & di minor valore, & di semibreui, & cosi discorrendo, come ogn'ingegno pellegrino ne può far giudicio, & secondo le occorrenze delle parole, & alcuna volta separare le note legate del seculorum à tuo piacere, secondo l'occorrenze delle parole, & vogliamo ch'il Compositore sia astretto di fare la replicatione del seculorum nel fine del concento, nella parte qual tiene il principato del Tuono, variando gli contrapunti; & cosi à voi sia manifesto in tutti gli Tuoni delli seculorum d'ogni Tuono.
Dimostratione dell'Antifona del primo Tuono nel secondo vespro della Natiuità del nostro Signore, con la Diapente dell'ottauo Tuono, qual nasce dal G sol re ut primo al C fa ut, causa che il seculorum ha terminatione in G sol re ut, come dimostra la figura, con la dimostratione del primo Tuono perfetto, & le cadenze del Tuono saranno D sol re, G sol re ut, A la mi re, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro. Dimo-page 42Libro Terzo.42
Dimostratione dell'Antifona del primo Tuono nelle laudi dell'inuentione della Croce, per cagione della quarta specie del Diapente riuoltata al contrario, qual appartiene all'ottauo Tuono, qual nasce dal G sol re ut al C fa ut, come appare nella figura, nel che esso interuallo dell'ottauo Tuono causa che il seculorum ha terminatione in G sol re ut, & per hauere la Diapente del primo Tuono legato, causa il seculorum in A la mi re, dil che sarà chiamato seculorum vincitore; perche se essa specie del primo non fosse, restarebbe il seculorum in G sol re ut, & di necessità sono state legate le due vltime note, per non priuare il G sol re ut assolutamente dell'auttorità sua, lasciando molte ragioni per essere breue, con la dimostratione del primo tuono perfetto, & trouando nel fine delli seculorum note legate, con il vostro ingegno ne farete giudicio, cioè intenderete il perche saranno legate, hauendo riguar do à questo solo essempio per vostro ammaestramento.
Et le cadenze del Tuono saranno D sol re, & G sol re ut, A la mi re, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro. L 2Ancorapage 42vIl Tesoro Illuminato
Ancora si dimostrarà la dimostratione dell'Antifona del primo Tuono nelle laudi della terza Domenica dell'Auuento del nostro Signore, & per ca gione del principio suo causa che il seculorum ha terminatione in A la mi re, come dimostra la figura, con la dimostratione del primo Tuono perfetto.
Et le cadenze del Tuono saranno D sol re, A la mi re, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
Hor si potrebbe dire molte ragioni di questo seculorum di A la mi re, & per essere breue si lasciano.
Del seculorum del secondo Tuono da noi non sarà dimostrato, per hauere vno solo seculorum, qual ha terminatione nel luogo suo ordinario del Tuono. Dellapage 43Libro Terzo.43

Della dimostratione del terzo Tuono secondo gli seculorum. Cap. II.

DImostratione dell'Antifona del terzo Tuono nella feria sesta doppo la seconda Domenica di Quadragesima, al Magnificat, per cagione della quarta specie del Diapente riuoltata al contrario, pertinente all'ottauo Tuono, nascente dalla positione D la sol re alla positione G sol re ut primo, causa che il seculorum ha terminatione in G sol re ut, con la congionta di quadro giacente à tuo piacere, accioche l'arte imiti la natura, come dimostra la figura, con la dimostratione del Tuono perfetto.
Et le cadenze del Tuono saranno E la mi primo & secondo, & G sol re ut, senza la congionta d i quadro, & mi graue & acuto, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione dell'Antifona del terzo Tuono nelle laudi di Santo Filippo & Giacomo, per cagione della prima specie del Diapente nascente dalla positione D sol re alla positione A la mi re primo, & per contrario la specie del Diapente pertinente al secondo Tuono, nascente dalla positione E la mi acuto alla positione A la mi re primo, come dimostra la figura, con la dimostratione del Tuono perfetto. Et lepage 43vIl Tesoro Illuminato
Et le cadenze del Tuono saranno E la mi re primo & secondo, mi acuto, & A la mi re primo, con l'ottaue & deriuate loro, con la dimostratione del Tuono perfetto, altre ragioni si lasciano per essere breue.
Dimostratione dell'Antifona del terzo Tuono nelle laudi del Commune delle Vergini, per cagione del Diapente, qual appartiene all'ottauo Tuono, dalla positione D la sol re alla positione G sol re ut primo, causa che il seculorum ha terminatione in G sol re ut, & di poi ascende legato in A la mi re, per cagione del Diapente, qual appartiene al secondo Tuono dalla positione A la mi re alla positione D sol re, la fa mi re, & per contrario al primo tuono dalla positione D sol re alla positione A la mi re, re mi fa sol la. resta adunque vincitore la terminatione del seculorum in A la mi re, come dimostra la figura, & con la dimostratione del Tuono perfetto.
Et le cadenze del tuono saranno E la mi graue & acuto, G sol re ut primo, A la mi re, mi acuto, con l'ottaue & deriuate loro. Haecpage 44Libro Terzo.44

Della dimostratione del quarto Tuono secondo gli seculorum. Cap. III.

DImostratione dell'Antifona del quarto Tuono, al Benedictus, nel Sabato doppo la prima Domenica dell'Auuento per cagione del Diapente, qual nasce da C fa ut al G sol re ut primo, pertinente al settimo Tuono, causa che il seculorum ha terminatione in G sol re ut, come dimostra la figura, con la dimostratione del Tuono perfetto.
Et le cadenze del Tuono saranno E la mi primo & secondo, G sol re ut primo & secondo, mi graue & acuto, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione dell'antifona al Magnificat del quarto Tuono, nella feria quarta doppo la seconda Domenica dell'Auuento, per cagione del Diapente, qual appartiene al secondo Tuono, nascente dalla positione A la mi re primo alla positione D sol re, causa che il seculorum hà terminatione in A la mi re, come dimostra la figura, con la dimostratione del Tuono perfetto.
Et le cadenze del Tuono saranno E la mi primo & secondo, mi graue & acuto, A la mi re, con l'ottaue & deriuate loro. Horpage 45Libro Terzo.45
Hor questo seculorum è il proprio suo dell'Antifona per cagione della quarta specie del Diapente pertinente al settimo Tuono, nascente dalla positione C fa ut alla positione G sol re ut, com'appare nella figura, nel che resta vincitore la specie del secondo Tuono, & per non priuare totalmente la quarta specie dell'auttorità sua, egliè stato necessario à legare le note, come appare nel seculorum.
Et le cadenze del Tuono saranno E la mi primo & secondo, mi graue & acuto, G sol re ut, A la mi re, con l'ottaue & deriuate loro.
Lettore mio benegno non pigliare ammiratione, se da noi non sarà posto il presente seculorum, come appare; perche à me non piace per diuersi rispetti, quali si lasciano per essere breue; nondimeno il Compositore sarà in libertà d'vsarlo à suo piacere.

Della dimostratione del quinto Tuono secondo gli seculorum. Cap. IIII.

DImostratione dell'Antifona al Magnificat del quinto Tuono nella feria quinta doppo la Domenica terza dell'Auuento, per cagione della prima specie del Diapente, qual nasce dalla positione A la mi re primo alla positione E la mi secondo, causa che il seculorum ha terminatione in A la mi re, & doppo ascende legato in C sol fa ut, per cagione della confinalità del Diapente del quinto, & ancora per il principio dell'Antifona, come dimostra la figura, con la dimostratione del Tuono perfetto.
Et le cadenze del Tuono saranno F fa ut, A la mi re primo, & C sol fa ut, con l'ottaue & deriuate loro. MLaetaminipage 45vIl Tesoro Illuminato
Dimostratione dell'Antifona del quinto Tuono al Benedictus, nella festiuità di Sant'Agata, per cagione della prima specie del Diapente, qual nasce dalla positione A la mi re primo alla positione E la mi acuto, interuallo pertinente al primo Tuono, causa che il seculorum ha terminatione in A la mi re, come dimostra la figura, con la dimostratione del Tuono perfetto.
Et le cadenze del Tuono saranno F fa ut, A la mi re, C sol fa ut, con l'ottaue & deriuate loro.
Lettore mio da noi non sarà posto il seculorum del sesto Tuono, per haue re la terminatione esso seculorum nel luogo suo ordinario del Tuono.

Della dimostratione del settimo Tuono secondo gli seculorum. Cap. V.

DImostratione dell'Antifona del settimo Tuono, nelle laudi di San Stefano, per cagione del Diatessaron pertinente al terzo Tuono, nascente dalla positione mi acuto alla positione E la mi acuto, qual dice mi fa sol la, causa il seculorum in mi acuto, & dopo descende legato in A la mi re, di necessità per cagione della Diapente pertinente al secondo Tuono, qual dice, la fa re, nascente dalla positione E la mi acuto alla positione A la mi re primo, come dimostra la figura, con la dimostratione del Tuono perfetto.
Et le cadenze del Tuono saranno G sol re ut, mi acuto, & A la mi re, con l'ottaue & deriuate loro. M 2Lapidespage 46vIl Tesoro Illuminato
Dimostratione dell'Antifona del settimoTuono nelle laudi di San Pietro, per cagione del Diatessaron del terzo Tuono, qual dice mi sol la, pertinente al terzo tuono, nascente dalla positione mi acuto alla positione E la mi acuto, causa che il seculorum ha terminatione in mi acuto, come dimostra la figura, con la dimostratione del tuono perfetto.
Et le le cadenze del tuono saranno G sol re ut, mi acuto, E la mi acuto con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione dell'Antifona del settimo Tuono nelle laudi dell'inuentio ne della Croce, per cagione del Diatessaron del terzo tuono, qual dice, mi sol la, qual nasce dalla positione mi acuto alla positione E la mi acuto, causa il seculorum in mi acuto, & doppo ascende legato in C sol fa ut di necessità per cagione della terza specie del Diapente, qual nasce dalla positione F fa ut primo alla positione C sol fa ut, pertinente al quinto tuono, come dimostra la figura, con la dimostratione del tuono perfetto.
Et le cadenze del tuono saranno G sol re ut primo, mi acuto, C sol fa ut, D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione dell'Antifona al Magnificat del settimo Tuono nel secondo Vespro della Natività di San Giovanni Battista, per cagione della terza specie del Diapente pertinente al quinto Tuono dalla positione F fa ut alla positione C sol fa ut, causa il seculorum in C sol fa ut di necessità, & doppo ascende legato in D la sol re, & in essa positione fa la terminatione del seculorum, per cagione della prima specie del Diapente pertinente al primo Tuono, nascente dalla positione A la mi re, alla positione E la mi acuto, & per contrario dalla positione E la mi acuto alla positione A la mi re, nasce la specie del Diapente pertinente al secondo Tuono, dil che esso seculorum ha terminatione in D la sol re, per cagione delle specie pertinenti al primo & secondo tuono, & ancor per essere terminatione regolare delli sopradetti tuoni, come dimostra la figura, con la dimostratione del Tuono perfetto.
Et le cadenze del tuono saranno G sol re ut, C sol fa ut, D la sol re, A la mi re, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione dell'Antifona del settimo Tuono nelle laudi di San Pietro Apostolo, per cagione delle duoi Diapenti pertinenti al secondo Tuono nascenti dalla positione E la mi alla positione A la mi re, causa il seculorum nella positione D la sol re di necessità, & dopo descende legato in C sol fa ut, per cagione della terza specie del Diapente pertinente al quinto tuono, nel che esso seculorum ha terminatione in C sol fa ut, come appare nella figura, & con la dimostratione del Tuono perfetto.
Et le cadenze del Tuono saranno G sol re ut, mi acuto, A la mi re, C sol fa ut, D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione dell'Antifona del settimo Tuono nelle laudi dell'assumpta, per cagione della Diatessaron pertinente al sesto Tuono, per sentenza di Marchetto Padouano nascente dalla positione b fa primo alla positione F fa ut primo, qual Diatessaron dice fa mi ut, & ancor il simile Diatessaron pertinente al sesto Tuono, qual dice fa mi re ut, nascente dalla positione F fa ut acuto alla positione C sol fa ut, causa che il seculorum ha terminatione in C sol fa ut, come dimostra la figura, con la dimostratione del Tuono perfetto.
Et le cadenze del Tuono saranno G sol re ut, D la sol re, & C sol fa ut, con l'ottaue & deriuate loro.

Della dimostratione dell'ottauo Tuono secondo il seculorum. Cap. VI.

DImostratione dell'Antifona dell'ottauo Tuono nelle laudi dell'esaltatione della Croce, per cagione del Diapente pertinente al sesto Tuono nascente dalla positione C sol fa ut alla positione F fa ut primo, qual dice, fa la fa, come dimostra la figura, con la dimostratione del Tuono perfetto.
Et le cadenze del Tuono saranno G sol re ut, C sol fa ut, F fa ut, con l'ottaue & deriuate loro.
Hor Lettori miei benegni, molte ragioni haurei potuto dire, & ancor dimostrare in figuratione per ogni seculorum d'ogni Tuono, nel che sono lasciate per essere breue; ma con l'ingegno vostro, hauendo riguardo alli sopradetti, ne farete giudicio, & il simile dell'Antifone.
Cosi ancora se 'l Compositore haurà determinato di fare vno concento, & che le parole chiamassero il primo Tuono, il che nelle parole gli sarà vna parola, la qual chiamarà vna specie del Diapente, ouero vno Diatessaron non pertinente al Tuono; per il che non si possono negare essa specie, ouero esse specie, dato che fossero di diuersi tuoni, dico che di necessità bisogna che la sia accettata, ouero accettate le specie. Cosi ancora concediamo la sua cadenza per ogni specie, il che con l'ingegno vostro hauendo riguardo alle specie, che da voi saranno accettate, saperete pigliare la cadenza, ouero cadenze pertinenti alle specie, facendo vna sola cadenza per ogni specie.

Dell'auttorità de gli Tuoni secondo gli seculorum. Cap. VII.

GLi Tuoni autentici sono quattro, cioè primo, terzo, quinto, & settimo, quali furono primi instituiti, dil che sono più degni che gl'altri. hor essendo dunque perfetti hauranno potestà di descendere di sotto alle terminationi ordinarie vn Tuono sesquiottauo, cioè al primo, terzo, settimo, & il quinto vn Semituono minore, senza alcun rispetto di mistione, ratione digni tatis, cioè in questo modo, Il primo tuono ha terminatione in F fa ut, in G sol re ut, & in A la mi re, come habbiamo dimostrato, per cagione del suo seculorum, il che esso primo tuono può discendere in C fa ut senza rispetto alcuno di mistione; cosi ancora il terzo tuono può discendere in D sol re; il quinto può discendere in E la mi; il settimo in F fa ut, lasciando le terminationi delli seculorum alli proprij suoi luoghi, & questa dignità della discensa loro è per auttorità Ecclesiastica, & non per auttorità Musicale; nondimeno dalla schola Musicale è stata accettata tal discensa, per non retirarsi dalla Chiesa Romana. Diuersipage 50Libro Terzo.50

Diuersi auuertimenti circa de tutti gli Tuoni delli seculorum. Cap. VIII.

HOr vogliamo, che la parte, qual tiene il principato del tuono habbia da rimanere come se fosse vn canto fermo, cioè non aggiugnere specie aliene, se non in quel tanto che si ritrouano nell'Antifone, per non variare la natura del Tuono, & per euitare le commistioni, & quando saranno astret ti d'accettare alcuna specie per cagione della parola, allhora concediamo ancor la sua cadenza.
Cosi ancora vogliamo, che il Compositore habbi d'accettare in tutte le parti, le specie quali chiamano gli seculorum, hauendo sempre riguardo all' Antifona da lui accettata, & vedere ben quali sono quelle specie, che chiamano i seculorum. & cosi ancora vsare in tutte le parti le note delli seculorum, mettendo le parole, che saranno più accommode sotto à esse note delli seculorum.
Cosi ancora il Compositore sarà in libertà di vsare le specie accettate per imitatione, ouero fuggate.
Cosi ancora nell'vltima sillaba, ouero vocale della parola, sarà quella che chiamarà la cadenza, come sarebbe in questa parola, come appare, Domini, la quale chiama la cadenza di E la mi, ouero mi, con l'ottaue & deriuate loro.
Cosi ancora sarà il simile con questa parola come appare, Domine, che nell'vltima sillaba chiama la cadenza di A la mi re, ouero D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro, & questo vi sarà per consiglio, & d'ogni altra parola ne farai giudicio.

Delli principij di ciascun Tuono secondo i libri Ecclesiastici. Cap. IX.

HOr in questo cap. haueremo à dimostrare i principij di ciascun Tuono regolato, lasciando i loro luoghi doue sono stati ritrouati, per essere breue.
  • Il primo Tuono ritrouasi hauere sei principi, come apparono, C fa ut, D sol re, E la mi, F fa ut, G sol re ut, A la mi re.
  • Il secondo Tuono ha quattro principij in A re, C fa ut, D sol re, F fa ut.
  • Il terzo Tuono ritrouasi hauere quattro principij in E la mi, F fa ut, G sol re ut, & C sol fa ut.
  • Il quarto Tuono ritrouasi hauere sei principij, in C fa ut, D sol re, E la mi, F fa ut, G sol re ut, A la mi re.
  • Il quinto Tuono ritrouasi hauere quattro principij, in F fa ut, G sol re ut, A la mi re, C sol fa ut. N 2Il sestopage 50vIl Tesoro Illuminato
  • Il sesto Tuono ritrouasi hauere quattro principij, in C fa ut, D sol re, F fa ut, G sol re ut.
  • Il settimo Tuono ritrouasi hauere sei principij, in F fa ut, G sol re ut, A la mi re, mi acuto, C sol fa ut, D la sol re.
  • Il Tuono ottauo ritrouasi hauere sei principij, in C fa ut, D sol re, F fa ut, G sol re ut, A la mi re, C sol fa ut.
Hor nelli sopranotati principij il Compositore potrà accomodarsi d'ac cettare quello principio che sarà più conueniente al concento, & alle parole, non tanto nella parte, qual tiene il principato del Tuono, come ancora in tutte le parti, & per deriuatione, come ancora per replicatione. cosi ancora potrà il Compositore accettare tutti i principij d'vn Tuono in vno solo concento, dato che i principij siano diuersi, quando sarà la moltitudine delle parti, & questo vi sarà per ammaestramento in tutti i tuoni d'ogni sorte.

Che cosa sia Tempo, & prolatione minore, & maggiore. Cap. X.

Il Tempo non è altro, che vna figura quadrata come appare , dil che esso tempo fu inuento & constituito imperfetto, come afferma M. Giouanni Spatario Musico Bolognese nel libro di sesquialtera, & il mio irrefregabile Maestro Don Pietro Aron, & da esso tempo dependono tutte le figure cantabili, & diuidendo esso tempo in parti propinque, & remote, produce duoi sorti di prolatione, cioè vna Minore, & l'altra Maggiore. La prolatione minore adunque sarà quando il tempo sarà diuiso per semibreui, nel che alcuna volta sarà diuiso in due semibreui, come egliè di sua propria natura, come appare, & alcuna volta sarà diuiso esso tempo in tre parti, cioè in tre semibreui, quando il tempo sarà soggetto al circolo, come appare , dil che ogni volta ch'appare il circolo, sempre dimostra il tempo, ò vuoi dire la breue essere diuisa in tre parti eguali, cioè in tre semibreui, nel che la semibreue diuide il tempo in due semibreui, & ancora in tre semibreui, come già è detto. Hor adunque essa semibreue sarà chiamata prolatione minore, non tanto quando la semibreue diuide il tempo in due parti eguali, cioè in due semibre ui, come ancora quando la semibreue diuide il tempo in tre parti eguali, cioè in tre semibreui, il che sempre la semibreue debbe essere chiamata prolatione minore. Ma quando il tempo sarà diuiso in sei parti, verrà per cagione del punto posto in semicircolo, come appare ; perche ciascuna semibreue resta diuisa in tre parti eguali, cioè in tre minime; cosi ancora quando sarà di uiso il tempo in noue parti, verrà per cagione del punto posto nel circolo, come appare , nel che il tempo egliè di valuta di tre semibreui nel circolo, & ogni semibreue resta diuisa in tre minime, nel che il tempo resta diuiso in nuoue parti. Hora vediamo dunque, che la minima diuide in più parti il tempo,page 51Libro Terzo.51tempo, che non fa la semibreue. adunque seguitarà, che la minima debbe essere chiamata prolatione maggiore; & di semibreue, come già è detto, & dimostrato, diuide in manco parti il tempo, che non fa la minima. Adunque seguitarà, che la semibreue debbe essere chiamata prolatione minore, & la minima prolatione maggiore.

Della cognitione di cantare segno contro segno. Cap. XI.

DA molti amici son stato pregato di porre alquanti segni contro segni, & alla loro sodisfattione non posso mancare di fare appiacere, per esse re nato con questo soggetto; & ho pigliato questa poca fatica, & con breuità da noi sarà dimostrato alquanti segni. Hora dico, che questo segno per se solo passarà vna semibreue alla mensura, & il simile farà ancora questo segno , nel che tra loro non è differenza alcuna nella battuta, dato che fossero comparati. Ma comparando vno di questi à questo , passarà vna semibreue per mensura, ò vuoi dire alla battuta per ciascun di questi , contro à due semibreui di questo ; & se questo sarà comparato con que sto , passarà alla battuta di questo tre semibreui, contro di quattro semi breui del presente . Ma comparando questo con questo , passarà due semibreui di questo contro vna semibreue di questo ; & comparando questo con questo , passarà vna breue per battuta, cioè due semibreui per ciascun di loro, nel che sono simili nella mensura del mensurato. Ma com parando questo con questo , passarà due breui di questo contra vna semibreue di questo ; & se sarà comparato questo , con questo , passarà quattro breui di questo contra vna breue di questo ; & se sarà com parato questo con questo , passarà quattro breui di questo contra vna semibreue di questo ; cosi ancora comparando questo con questo , passarà otto breui alla battuta di questo contra vna semibreue di que sto & comparando questo con questo , passarà alla battuta quattro breui di questo contra vna semibreue di questo ; & se ancora sarà comparato questo con vno di questi , passarà alla battuta vna breue del presente contra otto breui d'vno di questi ; & comparando vno di questi à vno delli presenti , passarà vna minima per battuta d'vno di questi contra vna semibreue d'vna di questi ; & se saranno tagliati come appare , passarà alla battuta vna minima di questi contra due semibreui delli presenti . Ma se sarà comparato vno di que sti à vno di questi , passarà vna minima per battuta da vno di que sti contra due breui d'vno di questi , & se sarà comparato vno di questi con ciascuno di questi , passarà vna minima per battuta d'vno di questi contra de quattro breui d'vno di questi , & se haueranno gli sopradetti segni come apparono , passaranno otto breui perpage 51vIl Tesoro Illuminatoper battuta contra d'vna minima d'vno di questi , & se tutte le parti hauranno il punto, come apparono , passaranno alla battuta tre mini me; & altri segni contro segni si lasciano per essere breue, che con l'ingegno vostro volendo fare, vi saperete gouernare, & trouando alcuna cosa fatta, hauendo riguardo alli sopradetti segni, crederò che con l'ingegno vostro passarete ogni cosa facendo la fatica.

Del modo minore imperfetto, & perfetto. Cap. XII.

IL modo minore non è altro, ch'vna moltiplicatione de breui applicate nella figura lunga; & ancora il mondo si può dire è vna aggregatione di tempi, & quando di due breui sarà constituita la lunga, sarà chiamata modo minore imperfetto, & si discriue con due pause di breui gionte insieme à mo do d'vna vergola, occupante duoi spatij, come appare, dil che sarà chiamata segno & pausa, qual segno è demostratiuo del modo minore imperfetto. Ma quando sarà costituita la lunga di tre breui, chiamato sarà modo mi nore perfetto, & si descriue con tre pause di breue gionte insieme à modo di vna vergola occupante tre spatij, come appare; dil che dimostra valere la lunga tre breui, & chia mata sarà segno & pausa, qual segno è dimostratiuo del Modo minore perfetto.

Del modo maggiore imperfetto, & perfetto. Cap. XIII.

IL Modo maggiore non è altro, che vna moltiplicatione di lunghe applicate nella figura Massima; & quando di due lunghe sarà costituita la Massima, chiamata sarà Modo maggiore imperfetto, & si descriue con duoi segni parimenti posti, come apparono; dil che il Compositore sarà in libertà di accettare quelle ch'à lui piace, cioè li due primi segni, ouero le seguenti, il che sono segni & pause, quali segni sono dimostratiui del modo maggiore imper fetto. Ma quando la Massima sarà costituita di tre lunghe, sarà chiamato Modo maggiore perfetto, & si discriue con tre segni parimente posti, come apparono, gli quali dimostrano la Massima essere di valore di tre lunghe, nel che la lunga & massima non hanno pausa, come hanno l'altre figure; à ben che molti Musici credono in contrario, ma sono ingannati. Hor al proposito nostro, se esse figurepage 52Libro Terzo.52figure, cioè la lunga & massima hauessero pause, seguitarebbono, che le pau se sariano variabili; la qual cosa da noi non è concessa. Hora dico, che tutti questi segni & pause dependono dalla pausa breue, il che sono segni & pause, i quali segni sono dimostratiui del modo maggiore perfetto; altre ragioni si lasciano per essere breue.

Che cosa conuiene alli Compositori di necessità à porre nelli concenti loro. Cap. XIIII.

OGni Compositore sarà constretto dalla necessità à porre in tutti gli concenti Tempo, Prolatione, & Modo. Hora per il Tempo sarà dimostrata la breue, & per la prolatione la semibreue, ouero la minima, & per il modo la lunga, ouero la massima, dil che parlando in generale, bisogna almeno dimostrare la quantità loro, non volendo dimostrare le figure.

Contra all'openioni d'alcuni Scrittori, quali hanno dimostrato gli segni del modo minore & maggiore auanti gli semicircoli, ouero circoli, & da essi Scrittori sono chiamati indiciali. Cap. XV.

Sono alcuni Musici, quali hanno dimostrato nelli suoi trattati gli segni delli modi auanti gli semicircoli, & circoli, come apparono: alle quali openioni io gli son incontrario, & con breuità diremo alcuna cosa. Hora dico, che dalli nostri Musici irrefregabili hanno vsato i segni delli modi con grande rispetto, & mai da loro furono posti gli modi indiciali, ma ben gl'essentiali; & dalli Musici dotti non sono stati ritrouati per se soli per segni indiciali; ma ben da loro sono stati inuenti per segni essentiali, & ancor per indiciali: & se i Musici hauessero hauuto questo animo di dimostrarli per se soli, cioè indiciali, sarebbono da loro stato frustratorio, per non acquistare cosa alcuna; perché già haueano i segni antichi, i quali sono veri segni indiciali. Ma i nostri dotti Musici procurarono di lasciare gli segni indiciali, & di accettare gli segni essentiali, & indiciali; perche sono manco segni, che non sono quelli de gl'antichi; dil che per molte ragioni sono stati inuenti dalli nostripage 52vIl Tesoro Illuminatonostri dotti Musici. Primieramente per accettare gli essentiali & indiciali, & per farli fare l'effetto suo, & ancor per segnare manco segni, & cosi da loro sono stati essercitati, come si può vedere dal mio honorato & irrefregabile Maestro Don Pietro Aron, & il simile da M. Bartolomeo Rami Ispano Musico irrefregabile, cosi ancora ha seruato M. Giouanni Spatario Musico irrefregabile, & altri Musici, quali si lasciano per essere breue; dil che hanno seruato quello che conuiene alli modi, cioè dimostrando quello che à loro gli conuiene, come di sopra è detto. Dico dunque, che da molti Scrittori non hanno seruato alcuna volta la taciturnità, come è detto, perch'hanno po sto le pause auanti gli semicircoli, ò circoli, come di sopra vi ho dimostrato; dil che ne seguitarà, che non hanno fatto differenza dal segno al segnato; la qual cosa è falsa. Ma se questi Scrittori moderni voleuano porre i modi indiciali per se soli, doueuano accettare i modi de gl'antichi Musici, cioè il semicircolo & circolo, con le cifre ternarie & binarie, senza porre confusione, i quali sono veri segni indiciali, come dimostra la figura. Nel che per il semicircolo dimostra il modo maggiore imperfetto, & per il circolo dimostra il modo maggiore perfetto, & per la prima Cifra, se sarà ternaria, dimostra il modo minore perfetto, & se sarà binaria, dimostra il modo minore imperfetto, & per la seconda cifra se sarà ternaria, dimostra il tempo perfetto, & se sarà binaria dimostra il tempo imperfetto, cosi ancora questi che per il circolo dimostra il modo minore perfetto, & per il semicircolo dimostra il modo minore imperfetto, & per la cifra ternaria dimostra il tempo perfetto, & per la cifra binaria dimostra il tempo imperfetto, dil che questi sono gli veri segni indiciali; & non porre quelli modi, i quali sono di natura sua essentiali per indiciali, nel che si distrugge il suo proprio, & inuano sarebbono stati trouati dalli nostri dotti Musici antichi i modi di sopra detti, cioè quelli delle pause; anzi sono stati ritrouati per fare manco segni, che non erano gli segni antichi, & per conseguire il suo proprio, cioè dimostrano gli modi, & la taciturnità insieme vniti, dil che si conchiude, che dalli Scrittori sono stati inconsiderati à porre i modi indiciali, come appare al principio del capitolo. Ma ben è necessario che siano posti essentiali, come di propria sua natura, cioè doppo il semicircolo & circolo, dil che dimostrano gli modi, & fanno l'effetto suo, cioè la taciturnità, come dimostra la figura. Tempopage 53Libro Terzo.53

Contra all'openione d'alcuni Scrittori, quali hanno dimostrato il modo maggiore perfetto, con due pause parimente poste, et vna più remissa, ouero più alta d'vn tempo. Cap. XVI.

ALcuni Scrittori hanno dimostrato il Modo maggiore perfetto con due pause di lunga parimente poste, & vna più remissa, ouero più alta d'vn tempo, come dimostra la figura, alli quali Scrittori io gli son contrario. & dico, che tre pause di lunga parimente poste, come appare, dimostrano vn corpo solo, cioè dimostra la massima valere tre lunghe. Ma dimostrando la presente figuratione, ancora dimostra vn corpo solo di due lunghe, il qual dimostra la massima valere due lunghe, dil che dimostra il modo maggiore imperfetto, il che alla volontà delli Scrittori seguitarebbe, che non sarebbe differenza da questo segno per se solo à que sto; la qual cosa è falsa: perche nell'vltima figuratione egli è leuato vna pausa di lunga al corpo; dil che ne rimane duoi, le quali dimostrano valere la massima due lunghe. adunque seguitarà, che non possono essere chiamati Modi maggiori perfetti; ma ben debbono essere chiamati Modi maggiori imperfetti. Hor più oltre si dice, che se la massima hauesse pausa potrebbe meglio passare; perche le due pause sariano Ointesepage 53vIl Tesoro Illuminatointese per due terze parti, dil che sarebbe chiamato Modo maggiore perfetto. Ma per non hauere la Massima la sua pausa, non si può intendere le due pause parimente poste due terze parti. Et se la Massima hauesse pausa, saria variabile, cioè non haurebbe fermezza, la qual cosa non conuiene nella Schola Musicale. dil che si conchiude, che dalli Scrittori è stato male considerato à chiamare i modo perfetti con due pause parimente poste, come appare; ma essendo le tre pause di lunga parimente poste, come dimostra la figura debbe essere chiamato modo mag giore perfetto; perche dimostra la massima essere diuisa in tre parti eguali. Ergo male scripserunt & docuerunt.

Contra all'openioni d'alcun[[i-n]] Compositori, quali pongono le accidenze per segni, che dimostrano la perfettione, l'alteratione, la diuisione, l'imperfettione, la trasportatione. Cap. XVII.

DA alcuni Compositori sono dimostrate le accidenze per segni, che dimostrano le perfettione, dimostrando due pause de minime parimente poste, come appare, nel principio, ouero nel processo del con cento, dimostrando, che la semibreue è di valore di tre minime, cioè che la semibreue sia soggetta alla perfettione, dil che le minime vengono alterate, come se fossero apparsi i presenti segni, ; cosi ancora hanno dimostrato due pause di semibreue insieme accozzate, come appare nel principio, ouero nel processo del concento, dimostrando, che la breue è di valore di tre semibreui, cioè che la breue sia soggetta alla perfettione, & le semibreui vengono alterate come se fossero apparsi i presenti segni 3 3, dil che potrebbono dire alcuni Musici, che le due pause di minima sono due parti terze della semibreue, & cosi le due pause di semibreue sono due parti terze della breue. adunque seguitarà che nelli sopranotati essempi la semibreue verrà perfetta, & la minima alterata. Cosi ancora la breue verrà perfetta, & la semibreue verrà alterata. Alliquali Musici io gli son contrario, & dico, che se le due pause de minime parimente poste dimostrassero la perfettione della semibreue, & l'alteratione della minima, cosi ancora le due pause di semibreue parimente poste dimostrassero la perfettione della breue, & l'alteratione della semibreue, seguitarebbe che non saria differenza dal proprio all'accidente, ò vuoi dire dal naturale all'acciden tale, la qual cosa è falsa per Aristotile. Et più oltre si dice, come possono essere intese due parti terze della semibreue, le due pause di minima, non apparendo il punto nel semicircolo, ouero circolo , cosi ancora come possonopage 54Libro Terzo.54possono essere intese due partì terze le due pause di semibreue della breue, non apparendo vno delli segni, quali sono naturali, 3 3. adunque seguitarebbe come è detto, che non sarebbe differenza dall'accidenze al proprio, ò vuoi dire al naturale, la qual cosa è falsa. & inuano sarebbono stati trouati gli sopranotati segni dalli nostri irrefregabili Musici; dil che conchiudo, che gli Compositori sono stati inconsiderati, & volendo dimostrare la perfettione della semibreue, & l'alteratione della minima. cosi ancor volen do dimostrare la perfettione della breue, & l'alteratione della semibreue, egliè cosa necessaria dunque che siano dimostrati gli presenti segni, sano modo scriuendo 3 3, ouero nella proportione sesquialtera senza i segni; perche in loro si trouano le perfettioni, & l'alterationi, & cosi discorrendo, perche è di propria sua natura, come afferma l'aureato M. Giouanni Spatario Musico Bolognese nel trattato suo di sesquialtera, & il mio irrefregabile Maestro Don Pietro Aron.

In cortesia diremo contra al capitolo di sopra detto, qual dice, che dalli Compositori è stato male considerato à dimostrare le accidenze. Cap. XVIII.

HOra habbiamo à dimostrare in questo cap. che dalli Compositori egliè stato ben considerato à porre le accidenze, & con breuità sarà dimostrato. Hora dico, che le due pause di minima parimente poste, & il simile le due pause di semibreue parimente poste, come appare, dimostrano essere la semibreue & la breue diuise in tre parti vguali, per essere esse pause due parti terze delle figure, cioè della semibreue & breue, le quali pause sono veri segni, perche dimostrano le figure essere soggette alle perfettioni, cioè diuise in tre parti vguali, & ancora causano l'effetto suo, qual è la taciturnità, dil che sono veri segni. Ma il semicircolo con il punto, ouero il circolo con il punto non sono veri segni, perche causano vn'effetto solo, cioè dimostrano le perfettioni delle figure, ò vuoi dire sono segni incidiali, cioè che dimostrano. Adunque seguitarà che dalli Compositori è stato ben considerato da loro à dimostrare le due pause di sopra mostrate, per essere veri segni, cioè segni essentiali & indiciali, cosa che non sono gli semicircoli & circoli con il punto, perche sono frustratorij à dimostrarli, sano modo scriuendo.

Contra al capitolo di sopra detto per gentilezza, per acuire gl'ingegni. Cap. XIX.

HOra dico, che se vno dimandasse à tutti gli Musici se vogliono essere in libertà, ouero soggetti, non dubito di cosa alcuna, che huomo del O 2Mondopage 54vIl Tesoro IlluminatoMondo non dica, che vogliono essere in libertà: nel che volendo essere in libertà, bisogna dunque segnare il semicircolo con il punto , ouero il circolo con il punto , per dimostrare la perfettione delle figure, cioè della semibreue & breue, & cosi discorrendo con gl'altri effetti; & facendo in contrario, da voi istessi vi fate soggetti, come ogni mediocre Musico può vedere. Ma volendo dimostrare la perfettione delle figure, cioè della semibreue & breue, con le pause loro come appare, per la semibreue, & per la breue, com'appare, gli Compositori vengono à essere soggetti, che di necessità biso gna dimostrare le pause: nondimeno le loro intentioni, cioè delli Compositori non saranno di pausare in quel modo delle due pause parimente poste. Ma ben sarà di pausare à suo beneplacito nel suo concento, & non essere soggetti. Adunque seguitarà ch'alli Compositori gli conuiene à dimostrare il semicircolo con il punto, ouero il circolo con il punto, & non dimostrare le pause, & cosi vengono à essere in libertà. Ancora più oltre si dice, che per non dare fatica alli cantanti, & volendo ancora essere in libertà, vorranno gli Compositori nel processo del concento conseruare le perfettioni, & le alterationi, & cosi discorrendo con gl'altri effetti, senza porre le pause come già è detto: dil che mettendo il semicircolo, ò circolo con il punto al principio del concento, gli cantanti verranno à essere fuora di fastidio & fatica, di non riguardare tutto il concento auanti che incominciano à cantare; il che conchiudo quando gli Compositori vogliono dimostrare le perfettioni, & le alterationi delle figure con gl'altri effetti debbono porre in principio del concento il semicircolo, ouero, circolo con il punto: & cosi gli Compositori vengono à essere in libertà, & si toglie ogni fastidio & fatica alli cantanti di non riguardare tutto il concento; dil che in quello instante che sono presentate le parti nelle mani alli cantanti incominciano à intonare & pronunciare quello ch'egliè stato presentato nelle mani.

Come debbono essere intese le note perfette, & ancor che cosa è alteratione, con la sua diffinitione. Cap. XX.

HOra essendo apparso la pausa dimostratiua del modo minore perfetto nel concento; essendo vna lunga auanti d'vna sua simile, dato che la seconda lunga fosse di colore piena, cioè nera, sempre la prima lunga verrà perfetta, per la regola qual habbiamo dalli nostri antichi Musici, qual dice: Similis ante similem nunquam potest imperfici, non de colore, sed de for ma. & cosi intenderai in tutte le figure sottoposte alla perfettioni. Cosi ancora essendo la lunga auanti la pausa di tre tempi, sempre vogliamo che la lunga sia perfetta, per essere auanti della sua quantità vnita d'vn corpo solo, ouero auanti di tre breui per essere la quantità sua, ouero auanti le sei semibreui, perpage 55Libro Terzo.55per essere la quantità sua. Et ancora la lunga verrà perfetta, quando sarà auan ti di noue semibreui, quando il tempo sarà sottoposto alla perfettione; & cosi intenderai in tutte le perfettioni, hauendo riguardo à quello che di sopra habbiamo detto, che d'ogni cosa sarà per vostro ammaestramento in tutte le figure sottoposte alle perfettioni. dil che in esso modo minore perfetto verrà la breue alterata; la qual'alteratione pigliandola in generale, non è altro che vn duplicar di nota, in questo modo, Saranno due breui tra due lunghe, ouero cinque breui tra due lunghe, la seconda breue, ouero la quinta breue verrà alterata, cioè duplicata, per integrare il modo, ò vuoi dire per integrare il numero perfetto del modo, come appare. Et cosi à voi sarà manifesto in tutte le figure sottoposte alle perfettioni: dil che le minori figure propinque sempre saranno sottoposte all'alterationi. Ancora vi dono auiso, che Notulae nigrae nunquam alterantur, generalmente parlando.
Cosi ancora essendo apparse le tre pause dimostratiue del modo maggio re perfetto nel concento; essendo la massima auanti d'vna sua simile, dato che la seconda massima fosse di colore pieno, cioè nera, sempre la prima massima verrà perfetta. Cosi ancora essendo la massima auanti le tre pause di tre tempi parimente posti, ouero auanti le tre pause de duoi tempi parimente posti, sempre la massima verrà perfetta, & la lunga verrà alterata, quando saranno due lunghe intra due massime, ouero cinque lunghe tra due massime, la seconda, ouero la quinta lunga verrà alterata, per integrare il modo maggiore perfetto, ò vuoi dire per integrare il numero perfetto del modo. Et cosi ancora se fossero cinque figure nel primo essempio, ouero otto nel secondo essempio, farebbe il simile effetto dell'alteratione; & questo vi sarà per ammaestramento in tutte le perfettioni, & cosi ancora nella sesquialtera di diuerse figure, lasciando molte ragioni per essere breue.
Cosi ancora essendo apparso il circolo nel concento, qual dimostra la bre ue essere soggetta alla perfettione; dil che essendo vna breue auanti d'vna sui simile, dato che la seconda breue fosse di colore pieno, cioè nera, sempre la primapage 55vIl Tesoro Illuminatola prima verrà perfetta. cosi ancora essendo la breue auanti la sua pausa, sem pre la breue verrà perfetta. Cosi ancora nella sesquialtera, qual è di sua natura à essere perfetta la breue, & la semibreue alterata, quando saranno due semibreui tra due breui, ouero cinque semibreui tra due breui, la seconda, ouero la quinta semibreue verrà alterata, per integrare il tempo perfetto, ò vuoi dire per integrare il numero perfetto del tempo, come appare.

Del punto, & della sua diffinitione. Cap. XXI.

IL punto non è altro, ch'vna cosa minima in qualità, ma in quantità è grande; perche alcuna volta d'vn tutto accresce la metà del tutto: dil che esso punto haurà tre significati. Il primo sarà chiamato Punto d'augumentatione; perche d'vn tutto aggiugne la metà del tutto: il qual punto si mette appresso alle note sottoposte alle imperfettioni, come dimostra la figura.

Punto di augumentatione.

Et in molti altri modi si potrebbe mostrare l'augumentatione, ma per essere breue si lasciano.
Il secondo significato del punto sarà chiamato punto di perfettione, dil che esso punto causa più effetti, & esso punto si mette appresso le note sottoposte alli segni di perfettione; dil che le note senza il punto restarebbono imperfette, per le figure minori à loro seguenti; & per conseruarle, che non siano trauagliate dalla imperfettione, cioè che non restano imperfette, si mette il punto appresso loro, come dimostra la figura.

Punto di perfettione.

Horpage 56Libro Terzo.56
Hor nelle sopradette minor figure, che seguono alle maggiori, ch'hanno il punto debbono essere trasportate doue che possono hauere luogo. Adunque seguitarà, che il punto di perfettione causa duoi effetti, cioè perfice, & trasporta la minor figura; & nella seguente figura il punto causarà tre effetti, come vederete il tutto per ordine.
Hora il punto di perfettione si vede chiaramente, ch'il causa tre effetti. Il primo effetto adunque fa perfetta la breue. Il secondo effetto fa transportare la prima semibreue doppo l'vltima semibreue, che verrà à essere cinque semibreui tra due breui: dil che per il mancamento del numero perfetto, di necessità bisogna che la semibreue, quale è stata transportata, venga alterata, che vuol dire duplicata; il che si trouarà il numero perfetto tra la terza & quarta breue, per cagione dell'alteratione: nel che si conchiude, che non può essere altro punto, che il punto di perfettione nella sopradetta figuratione; il qual punto di perfettione da lui depende ogni cosa, cioè la trasportatione & l'alteratione. Et nella seconda figura ancora il punto di perfettione fa transportare la prima semibreue doppo la seconda semibreue: di che verrà essere due semibreui tra due breui, di modo che la semibreue, quale è stata transportata, di necessità bisogna che la sia alterata, per integrare il numero perfetto: nel che dal punto di perfettione depende ogni cosa, cioè la transportatione & l'alteratione. Ma leuando il punto di perfettione, sarà distrutta la trasportatione & l'alteratione. dunque dal punto di perfettione nasce gl'altri duoi effetti, com'è detto.
Il terzo significato del punto, qual sarà chiamato punto di diuisione, il quale si mette nelli concenti sottoposti alla perfettione: dil che esso punto si mette tra due minori figure poste tra due maggiori, & esso punto alcuna volta farà quattro effetti, come vederete ogni cosa in figura.

Dimostratione del punto di diuisione, con gl'altri suoi tre effetti.

Horapage 56vIl Tesoro Illuminato
Hora Lettore mio benegno, tu vedi ch'il punto di diuisione fa quattro effetti. Il primo effetto dunque diuide, il secondo effetto imperfice, il terzo effetto transporta, il quarto effetto fa alterare. dil che leuando il punto di diuisione, scioglie l'imperfettione, & la transportatione, & ancor l'alteratione. Ma ben restarebbe l'alteratione semplice, cioè senza il punto: la quale non è altro, che due minori figure, ouero cinque, ouero otto poste tra due maggio ri, sottoposte esse maggiori alla perfettione: nel che sempre la seconda, ouero quinta, ouero ottaua figura debbe alterare per integrare la perfettione del modo, ouero del tempo, ouero la prolatione. Adunque seguitarà che non egliè punto di alteratione, ne d'imperfettione, ne di transportatione, come alcuni hanno scritto nelli suoi trattati, dicendo, Punto di augumentatione, Punto di perfettione, Punto di diuisione, Punto di transportatione, Punto di imperfettione, Punto d'alteratione. Ma ben sono gli tre punti, come habbiamo dimostrato, cioè, Punto d'augumentatione, Punto di perfettione, & Punto di diuisione: dil che tutti gli altri tre effetti non possono essere chiama ti punti, cioè di transportatione, imperfettione, & alteratione; perche ogni cosa depende dalli duoi punti, cioè da quello di perfettione, & di quello di diuisione. nel che fanno causare quelli altri tre effetti, cioè fa trasportare, imperficere, & alterare. Adunque seguitarà che non egliè altro, che il punto di augumentatione, il punto di diuisione, & il punto di perfettione. ergo malè; & molte altre cose sarebbono dette, per essere breue si lasciano.
  • Il Punto di augumentatione.
  • Il Punto di diuisione.
  • Il punto di perfettione.
  • Il più nobile di loro egliè quello di augumentatione, perche d'vn tutto cresce la metà.

Per cortesia diremo contra alle openioni di alcuni Musici Bresciani & altri, i quali fanno terminare la prima parte delli concenti del sesto Tuono nella positione G sol re ut primo. Cap. XXII.

MOlti Compositori Bresciani, & altri hanno pigliato vna regola arbitraria senza fondamento alcuno di verità, di fare terminare la prima parte del sesto Tuono del suo concento nella positione G sol re ut primo, con dire, ch'il sesto Tuono ha terminatione in C fa ut, & hauendo terminationepage 57Libro Terzo.57tione in C fa ut, che ancora si può alzare la prima parte per quinta, che viene à essere in G sol re ut, pigliando forsi regola del primo & secondo Tuono, i quali hanno terminatione nella positione D sol re, il che si possono alzare vna quinta, che verrà in A la mi re. hor la consequenza non vale à dire, posso alzare dalla lettera D alla lettera A per quinta: cosi ancor possiamo alzare vna quinta dalla lettera C alla lettera G. Alle quali openioni son contrario, & dico, che nel Monacordo non si troua altro che le sette lettere, com'ogni ingegno può vedere, leggendo al principio dell'opera mia chiamata l'Illuminata, nel che non si può fare quell'effetto d'alzare una quinta dal C al G; perche il G non è confinalità del C: & se ben l'è concesso & ordinato dal D alla positione A la mi re, ascendere per quinta, è stato ordinato dalli Musici, per la confinalità del Diapente ordinario, & di regolare alla irregolarità; & per acquistare più terminationi; perche le specie compongono il tuono. ergo male. altre ragioni si lasciano per essere breue. Ancora dico, che non si può andare dalla irregolarità, quanto alla lettera alla regolarità; perche prima è la regolarità: per il che si verrebbe à trapassare le sette lettere, & à questo modo si andarebbe in infinitum, la qual cosa non conuiene nella schola Musicale; perche non bisogna passare le sette lettere, perche passando le sette lettere, molti errori ne risultarebbono, i quali non si dicono per essere breue. Hor al proposito nostro dico, che dal C al G non si può alzare una quinta; perche non è Diapente pertinente al sesto Tuono, ma si ben'al settimo; né manco il G non è confinalità del C, come è detto. Ancor di più si dice, che non hanno riguardo alle sette lettere, delle quali tutta la Musica depende. Adunque non è cosa conueniente à dire, possiamo alzare la prima parte per quinta; perche gia è alzata da F fa ut acquisito al C fa ut, che di regolare alla irregolarità; perche non si può andare dalla irregolarità alla regolarità; perche si passarebbe le sette lettere. Et ancor di più si dice, che si farebbe patire la terminatione regolare del settimo & ottauo tuono, per dare luogo al sesto tuono irregolare fuora d'ogni proposito, & come le terminationi regolari patiscono senza ragione, come douemo gouernarsi? & in oltre sequitarebbono, che gli tuoni non haurebbono fermezza: ergo malè. Ancor di più si passa, volendo alzare i tuoni per quinta, si potrebbono andare in infinitum, & in infinitum nulla est proportio. ergo malè.

Della compositione di tutti gli otto Tuoni con il b molle posto in mi graue, à complacenza de gl'amici, con le cadenze loro: & vederete ogni cosa in figura per ordine. Cap. XXIII.

HOr auanti che intramo alla compositione delli Tuoni, faremo vno discorso breue in sodisfattione de gl'amici. Dico dunque che le specie maggiori & minori compongono tutti i Tuoni, & essi tuoni possono termiPnarepage 57vIl Tesoro Illuminatonare in ciascuna positione, ouero lettera della Mano, doue si possono ritrouare le sue specie, & cosi mettendo la congionta di b molle in mi graue; seguitarà, che in Gamma ut, & cosi successiuamente nelle tre lettere seguenti, come appare A B C, saranno luoghi ordinarij di tutte le terminationi de gl'otto Tuoni regolati quanto alle specie, & vederete ogni cosa per ordine, lasciando molte ragioni per essere breue.

Della compositione del primo Tuono.

Dico dunque che il primo Tuono si componerà della prima specie del Diapente nascente dalla positione Gamma ut alla positione D, con queste sillabe, re mi fa sol la, & della prima del Diatessaron nascente dalla positione D alla positione G primo con queste sillabe, re mi fa sol, come dimostra la figura.
Et le cadenze del primo Tuono saranno Gamma ut, & la lettera prima D di sopra al Gamma ut, & G sol re ut primo, con l'ottaue & deriuate loro. Hor delle cadenze di sopra delle terminationi di tutti gli Tuoni vna terza maggiore, ouero minore, non saranno poste, lascioui in libertà, hauendo riguardo sempre alle parole, come già è detto.
Et volendo vedere le dimostrationi di tutti gli otto tuoni, riguarda al principio del secondo libro, quali sono tutti per ordine; perche tanto è G sol re ut con il b molle posto in mi acuto, con l'altre tre positioni seguenti, come ancora Gamma ut, come il b molle posto in mi graue, con l'altre tre positioni à lei seguenti.

Della compositione del secondo Tuono.

Il secondo Tuono si componerà di quello interuallo istesso del Diapente di sopra detto di estremo à estremo, ma sarà riuoltato al contrario, nascente dalla positione D alla positione Gamma ut con queste sillabe, la sol fa mi re, & della prima specie del Diatessaron riuoltata al contrario con queste sillabe, sol fa mi re, nascente dalla positione Gamma ut alla positione D acquisito, che viene à essere di sotto Gamma ut tre positioni, come dimostra la figura. Et lepage 58Libro Terzo.58
Et le cadenze ordinarie del secondo Tuono saranno la lettera D, & Gamma ut, & la lettera D acquisito, con l'ottaue & deriuate loro.

Della compositione del terzo & quarto Tuono. Cap. XXIIII.

IL terzo Tuono si componerà della seconda specie del Diapente nascente dalla positione A alla positione E, con queste sillabe Mi fa sol re mi, & della seconda del Diatessaron nascente dalla positione E alla positione A, con queste sillabe, Mi fa sol la, come dimostra la figura.
Et le cadenze ordinarie del terzo Tuono saranno la lettera prima A, & la lettera prima E, & A la mi re primo, con l'ottaue & deriuate loro.

Della compositione del quarto Tuono.

Il quarto Tuono si componerà di quello istesso interuallo di sopra detto del Diapente di estremo à estremo, ma sarà ancora lui riuoltato al contrario nascente dalla positione E la mi primo alla positione A primo con queste note, ouero sillabe, Mi la sol fa mi, & della seconda specie del Diatessaron nascente dalla positione, ouero lettera prima A alla positione E la mi acquisito, che viene à essere di sotto al Gamma ut due positioni con queste sillabe, la sol fa mi, come dimostra la figura.
Et le cadenze ordinarie del quarto Tuono saranno la prima lettera E, & la prima lettera A, & la lettera E acquisito, con l'ottaue & deriuate loro.

Della compositione del quinto & sesto Tuono. Cap. XXV.

IL quinto Tuono si componerà della terza specie del Diapente nascente dalla lettera b molle posta in mi graue alla positione F graue con queP 2ste sillabepage 58vIl Tesoro Illuminatoste sillabe, fa sol re mi fa, & della terza specie del Diatessaron nascente dalla positione f alla positione b molle posto in mi acuto, con queste sillabe, vt re mi fa, come dimostra la figura. Et le cadenze ordinarie del quinto Tuono saranno nella lettera b molle posta in mi graue, & nella lettera F primo, & nella lettera b molle posta in mi acuto, con l'ottaue & deriuate loro.

Della compositione del sesto Tuono.

Il sesto Tuono si componerà di quello interuallo istesso del Diapente di sopra detto, ma sarà riuoltato al contrario da estremo à estremo nascente dalla positione F graue alla lettera b molle posta in mi graue con queste note, ouero sillabe, Fa mi la sol fa, & della terza specie del Diatessaron nascen te dalla lettera b alla lettera f acquisito & subgraue, qual è di sotto al Gamma ut vna positione, ò vuoi dire l'interuallo d'vn tuono con queste sillabe, fa mi re ut, come dimostra la figura.
Et le cadenze ordinarie del sesto Tuono saranno F fa ut graue, & nella lettera b molle posta in mi graue, & F fa ut acquisito di sotto al Gamma ut, con l'ottaue & deriuate loro.

Della compositione del settimo & ottauo Tuono. Cap. XXVI.

IL settimo Tuono si componerà della quarta specie del Diapente nascente dalla positione C graue, alla positione G sol re ut, con queste sillabe, vt re mi fa sol, & della prima specie del Diatessaron nascente dalla positione G acuto alla positione C acuto con il b molle posto in mi acuto, con queste note, ouero sillabe, re mi fa sol, come dimostra la figura. Compo-page 59Libro Terzo.59
Et le cadenze ordinarie del settimo Tuono saranno nella prima lettera C, & G sol re ut primo, & C sol fa ut, con l'ottaue & deriuate loro.

Della compositione dell'ottauo Tuono.

L'ottauo Tuono si componerà di quello istesso interualo del Diapente di sopra detto da estremo à estremo, ma sarà riuoltato al contrario nascente dalla positione G sol re ut primo alla positione C primo con queste sillabe, sol fa mi re ut, & della prima specie del Diatessaron riuoltata al contrario nascente dalla positione C con il b molle posto in mi graue alla positione Gamma ut con queste sillabe, sol fa mi re, come dimostra la figura. Et le cadenze ordinarie dell'ottauo Tuono saranno G sol re ut primo, & nella lettera C primo, & Gamma ut, con l'ottaue & deriuate loro.

Della terminatione delli Tuoni sopradetti. Cap. XXVII.

GIà è detto, che ciascun Tuono può terminare in ciascuna positione della mano, doue si possano ritrouare le sue specie, nel che habbiamo dimostrato nelli cap. di sopra mostrati, le compositioni loro nelle quattro positioni, come dimostrano le figure.
  • Hor dunque il primo & secondo Tuono hauranno le terminationi loro nella positione di Gamma ut, con il b molle posto in mi graue.
  • Il terzo & quarto Tuono hauranno le terminationi loro nella positione A, ouero lettera seguente al Gamma ut, con il b molle posto in mi graue.
  • Il quinto & sesto Tuono hauranno le terminationi loro nella positione, ouero lettera b molle posto in mi graue.
  • Il settimo & ottauo Tuono hauranno le terminationi loro nella positione, ouero lettera C primo, con il b molle posto in mi graue, come ogni ingegno può giudicare.
Dellepage 59vIl Tesoro Illuminato

Delle cadenze, che si debbono vsare nelli salmi & cantici, dimostrando i luoghi semplicemente, lasciando quelli delli seculorum, perche già sono dimostrati. Cap. XXVIII.

Delle cadenze del primo, & secondo tuono.

LE cadenze del primo tuono saranno D sol re, F fa ut, & A la mi re, in D sol re per essere terminatione ordinaria, in F fa ut, per cagione del principio dell'intuonatione sua, in A la mi re, per essere 'l medio suo, & confinalità del diapente. Et quando 'l Compositore trouarà nel salmo, ouero cantico, che chiamassero le specie maggiori, ò minori, quali causano gli tuoni, ouero altre cose, come più volte è detto, allhora 'l Compositore sarà dalla ragione constretto d'accettare tali specie, & ancora le sue cadenze, dil che saranno chiamate cadenze pelegrini, perche non pertengono alli tuoni, & cosi a voi sia manifesto in tutti gli tuoni d'ogni sorte. & cosi haurai nell'ottaue, & deriuate loro.
Le cadenze del secondo tuono saranno D sol re, C fa ut, & F fa ut, & A la mi re, hor in D sol re, per essere terminatione ordinaria, in C fa ut, per essere principio dell'intonatione sua, in F fa ut, per essere il medio suo in A la mi re per essere principio della compositione sua, con l'ottaue, & deriuate loro.

Della cadenze del terzo, & quarto tuono. Cap. XXIX.

LE cadenze del terzo Tuono saranno E la mi primo, G sol re ut primo, C sol fa ut, & mi acuto, hor in E la mi per essere terminatione ordinaria, in G sol re ut, per essere principio dell'intonatione sua, in C sol fa ut per cagione del medio suo, in mi acuto, per essere confinalità del Diapen te con l'ottaue, & deriuate loro.
Le cadenze del quarto Tuono saranno in E la mi, A la mi re, in mi acuto, hor in E la mi, per essere terminatione ordinaria, in A la mi re, per essere il principio dell'intonatione sua, & ancora per essere il medio suo in mi acuto, per essere il principio della compositione sua, con l'ottaue, & deriuate loro.

Della cadenze del quinto, & sesto tuono. Cap. XXX.

LE Cadenze del quinto tuono saranno in F fa ut, & C sol fa ut, hor in F fa ut per essere terminatione ordinaria, & principio dell'intuonatione sua, in C sol fa ut, per essere il medio suo, con l'ottaue, & deriuate loro.
Le cadenze del sesto tuono saranno F fa ut, A la mi re, & C sol fa ut, in F fa utpage 60Libro Terzo.60F fa ut per essere terminatione ordinaria, & ancor principio dell'intuonatione sua, in A la mi re per essere 'l medio suo, ma vi auuertisco quando la parola chiamarà la specie, ouero altre cose pertinenti al medio, allhora si concede la cadenza del medio, & non essendo da noi non sarà concessa la cadenza d'A la mi re, per non variare la natura del tuono, & di quì nasce, che 'l medio del sesto tuono haurà patienza, di stare queto. & il simile sarà del quinto tuo no, per conto d'A la mi re; hor al proposito nostro in C sol fa ut, per essere 'l principio della compositione sua, con l'ottaue, & deriuate loro.

Delle cadenze del settimo & ottauo tuono. Cap. XXXI.

LE cadenze del settimo tuono saranno G sol re vt, C sol fa ut, D la sol re E la mi acuto, hor in G sol re ut, per essere terminatione sua ordinaria, & principio delli cantici in C sol fa ut, per essere principio dell'intuonatione sua, in D la sol re, per essere confinalità del diapente, ma di raro, in E la mi acuto, per essere 'l medio suo, ma vi auuertisco, che questa cadenza di E la mi bisogna hauere riguardo di toccarla manco che sia possibile, per non variare la natura del tuono, & essendo astretto dalle parole, ouero per altre cose, subito ritornare alla natura del tuono, con l'ottaue, & deriuate loro.
Le cadenze dell'ottauo tuono saranno G sol re ut, C sol fa ut, & D la sol re, in G sol re ut per essere terminatione ordinaria, & principio dell'intuonatione sua, in C sol fa ut per essere 'l medio suo, in D la sol re per essere principio della compositione sua, con l'ottaue, & deriuate loro.
Hor doppo che habbiamo posto le cadenze delli salmi & cantici, in quel tanto ch'importa la ragione della Musica, lasciando molte ragioni per essere breue: nondimeno gli Compositori saranno in libertà d'vsare le cadenze a suo piacere, hauendo riguardo di non distruggere la natural forma delli tuoni.
Hora Lettore mio benegno delle sopradette cadenze vi saranno per amae stramento, nelli tuoni, quali saranno composti con l'aiutorio della congionta di B molle posta in mi acuto, hauendo riguardo alle sopra dette caden ze, nel procedere loro, secondo la natura delli tuoni.

Delle cadenze delli tuoni irregolari delli salmi & cantici. Cap. XXXII.

IL primo tuono ritrouasi hauere la terminatione irregolare in A la mi re primo, & le cadenze dunque del primo tuono saranno in A la mi re, C sol fa ut, D la sol re, con l'ottaue, & deriuate loro; & più oltra si dice, che per tut te le ragioni vorebbono, che E la mi secondo fosse cadenza del primo tuono per essere 'l medio suo, & perche variarebbe la natura del tuono, non si concede tale cadenza, & se per sorte fosse alcuna parola, ouero altre cose, che chiamas-page 60vIl Tesoro Illuminatochiamassero tale cadenze d'E la mi, vogliamo che la sia accettata per non variare le parole, ouero dictioni dalle note.
Cosi ancor la terminatione del secondo tuono irregolare sarà in A la mi re primo, & le cadenze dunque del secondo tuono saranno A la mi re, C sol fa ut per essere 'l medio suo, D la sol re, & F fa ut con l'ottaue, & deriuate loro, & quella di E la mi, sarà come è detto di sopra.

Della terminatione del terzo, & quarto tuono irregolare.

Il terzo tuono irregolare a terminatione nella positione mi acuto, & le cadenze dunque del terzo tuono saranno mi acuto, C sol fa ut, & E la mi acuto, con l'ottaue, & deriuate loro.
Cosi ancora la terminatione del quarto Tuono irregolare ritrouasi essere in mi acuto, & le cadenze del quarto Tuono saranno mi acuto, & E la mi acuto, con l'ottaue & deriuate loro.

Della terminatione del quinto & sesto Tuono irregolare, & dell' auuertimento. Cap. XXXIII.

Auuertimento.

HOr se il Compositore haurà terminato di fare vn Salmo, ouero Cantico del quinto, ò sesto Tuono, ouero altre cose, & per essere C sol fa ut terminatione ordinaria quanto al luogo irregolare, egliè necessario à procedere dalla positione C sol fa ut al G sol re ut secondo, con la specie del Diapente, come appare.
Dil che sarà questo istesso passaggio, come appare. Il quinto Tuono irregolare ritrouasi hauere la terminatione in C sol fa ut, & le cadenze dunque saranno C sol fa ut, F fa ut acuto, & G sol re ut secondo, con la congionta di b quadro giacente posta in F fa ut acuto, come dimostra la figura: dil che sarà questo istesso pass aggipage 61Libro Terzo.61saggio, come ap pare, con l'ottaue & deriuate loro.
Cosi ancora la terminatione del sesto Tuono irregolare ritrouasi hauere la terminatione in C sol fa ut, & le cadenze dunque saranno in C sol fa ut, F fa ut acuto, & G sol re ut secondo, con la congionta posta in F fa ut acuto, come è dimostrato di sopra, & non mettendo essa congionta, da noi non sarà concessa essa cadenza, con l'ottaue & deriuate loro. Molte ragioni haurei dette circa di queste cadenze, ma per essere breue sono lasciate, & con l'ingegno vostro restarete sodisfatti.

D'alcuni auuertimenti circa delle parti. Cap. XXXIIII.

S'Alcuna volta paresse al Compositore di fare il suo concento à voci pari, vogliamo che la parte del Soprano tenga il principato del Tuono, ouero la parte remissa, & cosi à voi sarà precetto in tutti gli tuoni cosi naturali, come ancora accidentali, misti di compositione, hauendo riguardo sempre alle sette lettere; perche vn'effetto farà la parte superiora quanto alla terminatione del tuono, & vn'altro effetto farà la parte remissa quanto alla terminatione del Tuono: dil che bisogna, ch'il Compositore sia auuertito à procedere con le specie pertinenti alla positione, doue si farà terminare la parte più remissa; perche essa positione chiamarà vn tuono, & quella positione superiora chiamarà vn'altro tuono differente; il che egliè necessario al Compositore hauere auuertenza alle estremità delle lettere per cagione del tuono, & procedere con le specie pertinenti alla positione doue haurà à terminare il tuono; & cosi procederai in tutte le parti con le specie pertinenti al tuono. Ma più procederai in quella parte qual tiene il principato, perche essa parte rappresenta il Canto fermo, & sforzarsi ancora nell'altre parti; & di quì nasce, che il Compositore si conoscerà se sarà di villa, ouero di Città.
Cosi ancor facendo il Compositore vno concento, & che tutte le parti sia no bassi, vogliamo che la parte superiora tenga il principato del tuono, ouero la parte più remissa, hauendo riguardo alle sette lettere A C D E F G.
Cosi ancor facendo il Compositore vno concento, & che tutte le parti sia no tenori, vogliamo che la parte superiora tenga il principato del Tuono, ouero la parte più remissa, hauendo riguardo alle sette lettere.
Cosi ancora facendo il Compositore vno concento, & che tutte le parti siano contralti, vogliamo che la parte superiora tenga il principato del tuono, ouero la parte più remissa, hauendo riguardo alle sette lettere.
Ancor si possono nelle parti medie terminare infra gl'estremi delle lettere; ma bisogna ben hauere grande riguardo alli tuoni, per cagione delle specie loro, & ancora per la terminatione del tuono, per cagione della parte più Qremissapage 61vIl Tesoro Illuminatoremissa, & cosi à voi sarà manifesto in tutti gli Tuoni di sopra detti.
Cosi ancor facendo il Compositore vno concento, & che tutte le parti sia no Soprani, vogliamo che la parte superiora tenga il principato del Tuono, ouero la parte più remissa, hauendo riguardo alle sette lettere.
Ma facendo il Compositore à due parti, & terminando vna delle dua di sopra vna terza maggiore; dico che per la parte remissa sarà giudicato ii tuo no: & il Compositore debbe hauere riguardo alle parti per cagione della congionta di quadro giacente posta nella positione di sopra dalla remissa vna terza, qual terza minore, che prima si ritrouaua, & per cagione della congionta di quadro giacente posta nella sopradetta positione ver rà terza maggiore.
Ma se sarà la parte superiora vna terza maggiore naturale di sopra dalla parte remissa, il Compositore sarà in libertà di fare tenere il principato del Tuono, qual parte à lui gli piace, procedendo sempre con le specie pertinenti al tuono; & cosi à voi sarà manifesto in tutti gli tuoni naturali, come ancora accidentali, & misti di compositione.
Cosi ancor facendo il Compositore vno concento à tre voci, vogliamo che la parte superiora tenga il principato del Tuono, ouero la parte più remissa, ouero la parte media, quando sarà vna terza maggiore naturale di sopra dalla parte remissa, hauendo riguardo alle sette lettere.

D'vn'altro auuertimento, volendo il Compositore fare vno concento à cinque, ouero à sei voci, & ancor di più. Cap. XXXV.

HOr quando il Compositore haurà terminato nell'idea sua di fare vno concento à cinque, ouero à sei voci, & ancor di più; & volendo fare duoi, ouero tre soprani, & ancor di più; il Compositore haurà di fare vno pri mo Soprano, qual habbia da tenere il principato del Tuono, & per esso primo Soprano sarà giudicato il Tuono, & vogliamo che il primo Soprano sia fatto il Tuono perfetto. & se sarà vno canto fermo nel concento, sia poi in qual parte si voglia, sempre per esso canto fermo si farà giudicio del Tuono, lasciando tutte l'altre parti. Et cosi ancora vogliamo, che per la parte del pri mo Tenore sia giudicato il Tuono; nel che per due parti appartate, cioè per il primo Soprano & il primo Tenore il giudicante potrà giudicare il tuono, accettando qual parte di accostarsi, che à lui gli piace; & cosi il Compositore debbe sforzarsi di procedere in quelle due parti, cioè per il Soprano & Tenore, con le specie pertinenti al Tuono, & ancora nelle altre parti. Hor al proposito nostro, dico che il primo Soprano representa il Tenore, & il Tenore representa il Canto fermo. Cosi ancora se il Compositore sarà vigilante, potrà fare nel suo concento, che, non tanto per il Soprano & Tenore appartatipage 62Libro Terzo.62partati il giudicante potrà giudicare il Tuono, come ancora per la parte del Basso nelli Tuoni suiuggali; dil che in tre modi il giudicante potrà giudicare il Tuono: & questo verrà per cagione del Compositore, qual haurà dimostrato l'ingegno suo pellegrino, & verrà esso à essere nel numero delli veri Musici.

D'vn'altro auuertimento circa del fare vno concento con il Canto fermo, & ancor per giudicare il Tuono. Cap. XXXVI.

DIco che essendo vn Canto fermo in qual concento si voglia, dicoui che per il Canto fermo debbe essere giudicato il Tuono; pur che il Canto fermo sia composto almeno d'vna quarta di estremo à estremo; & occorrendo che il Canto fermo fosse composto d'vna terza maggiore, ouero minore; dico che questo concento non debbe essere giudicato per il Canto fermo: Ma debbe essere giudicato il concento per il primo Soprano, ouero per il primo Tenore; perche il Canto fermo, qual è composto d'vna terza, sia poi maggiore ò minore, non può essere chiamato Tuono, per il mancamento delle due specie appartate, quali compongono gli tuoni: & questo Canto fer mo composto d'vna terza, sia maggiore ouero minore, sarà chiamato buona suonorità; altre ragioni si lasciano per essere breue.

D'altro auuertimento, volendo il Compositore fare vno concento, & che tutte le parti siano Canti fermi. Cap. XXXVII.

HOra il Compositore haurà terminato nell'idea sua di fare vno concen to, & che tutte le parti siano Canti fermi; dico che il Compositore debbe hauere grande riguardo alle parti, perche in esse parti verranno diuersi Tuoni, perche ciascuna parte di loro farà il suo effetto appartato; & di quì nasce che il Compositore debbe essere vigilante per diuersi rispetti. Hor adunque volendo il Compositore fare un concento del quinto Tuono, & la terminatione sua ordinaria ritrouasi essere in F fa ut primo: & perche tutte le parti appartate fanno diuersi Tuoni per essere Canto fermo; dico che tutte le parti debbono procedere con le specie pertinenti al quinto Tuono. Et la parte qual haurà da terminare in C sol fa ut, può essere del settimo & ottauo Tuono; perche dalla positione C sol fa ut alla positione G sol re ut secondo nasceranno le specie pertinenti al settimo & ottauo Tuono, come appare, vt re mi fa sol, per il settimo, & per contrario sol fa mi re ut, per l'ottauo, & procedendo con tal ordine, come appare: Q 2al quintopage 62vIl Tesoro Illuminato sarà del quinto, ò sesto. Et la parte qual haurà terminatione in A la mi re primo, dil che dalla positione A la mi re primo alla positione E la mi secondo, nasce la specie maggiore pertinente al primo Tuono, come appare, re mi fa sol la: & per contrario nasce la specie maggiore pertinente al secondo Tuono, come appare, la sol fa mi re. Dico dunque che le specie maggiori di sopra mostrate saranno causa della variatione del quinto Tuono; & di quì nasce, che il Compositore debbe essere vigilante, & fuggire le specie maggiori del primo & secondo Tuono; cosi ancor del settimo & ottauo Tuono, & procedere in tutte le parti con le specie pertinenti al quinto Tuono; & facendo incontrario sarebbe grande confusione, & questo solo essempio vi sarà per ammaestramento in ciascuno concento.
D'vn'altro auuertimento, ch'il Compositore à suo piacere potrà fare il suo concento, & che tutte le parti siano Canti fermi, & fare che ciascuna par te siano tuoni appartati, ma con grande mistero; dil che bisogna che le parole siano diuerse per ciascuna parte, & secondo che saranno le parole, accettare il Tuono conueniente alle parole, conformando le note con le parole.

Della terminatione estraordinaria delli Tuoni à beneplacito del Compositore, con le cadenze loro alli proprij suoi luoghi, con la terminatione della seconda, terza, & quarta parte; le quali saranno chiamate terminationi estraordinarie, a quali tutti gli Compositori si potranno seruire, variando le terminationi, vo lendo passare vna sola parte del suo concento. Cap. XXXVIII.

HOra habbiamo già dimostrato la terminatione ordinaria de tutti gli Tuoni, & in questo haueremo à dimostrare la terminatione estraordi naria d'ogni tuono à beneplacito del Compositore; Diremo dunque, volendo il Compositore fuggire la terminatione ordinaria del tuono per alcun suo intento, sarà cosa necessaria à fare terminare la parte del primo Soprano nell'ottaua sua, per essere regolare & rational fine. Dico dunque che il Com positore volendo fare il primo tuono, & non volendo fare terminare il Tenore, ouero il Basso, qual tiene il principato del Tuono nella positione ordinaria, quale è D sol re, vogliamo che la parte del primo Soprano habbi à terminare nella positione D la sol re, ouero nella positione D la sol, per essere regolarepage 63Libro Terzo.63regolare, & rational fine; le quali positioni sono ancora è D sol re, per non essere altro che sette lettere nella mano, come appare, G A C D E F; dil che tanto è D la sol re, ouero D la sol, come ancora D sol re, per essere sua deriuata, ò vuoi dire replicata. Cosi ancora la parte del primo Soprano representa il primo Tenore, ouero il primo Basso, qual tiene il principato del tuono, perche procedono secondo la sua natural forma delli tuoni; dil che sarà in libertà il Compositore di fare terminare il suo concento nella positio ne F fa ut primo, ouero in G sol re ut primo, ouero in A la mi re primo, come alcuna volta fanno gli seculorum, pigliando sempre quella terminatione, che sarà più conueniente alle parole, seruando sempre la natura del Tuono, cioè procedendo sempre con le specie pertinenti al tuono; & con passaggi grati & consonanti, secondo che richiede il tuono; & cosi à voi sarà manifesto in tutti gli tuoni di non accettare specie non pertinenti al tuono nella parte qual tiene il principato, & cosi ancora nell'altre parti manco che sia possibile: dil che si conchiude, che la fine non è sempre necessaria, ma si ben le specie; & di quì nasce, ch'il tuono non sempre si conosce per la fine, ma alcuna volta per le specie. Et auuertiscoui, dato che gli tenori habbiano le terminationi fuora delle sue sedie, vogliamo perciò che siano fatti perfetti, & non volendo farli perfetti, vogliamo che la parte del primo Soprano, qual tiene il principato, sia fatta perfetta del tuono. Et vederete molti essempi & dimostrationi per vostro ammaestramento, che de loro sarete sicuri nel vostro procedere nelli tuoni; & vi dono auiso, che vederete alcune dimostrationi con poche note per ogni tenore per essere breue; perche attendiamo à dimostrare solum le terminationi estraordinarie.
Dimostratione del primo Tuono perfetto, con la terminatione in F fa ut, con la congionta di quadro giacente , accioche l'arte imiti la natura.
Et le cadenze del primo Tuono saranno D sol re, A la mi re primo, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro. Dimo-page 63vIl Tesoro Illuminato
Dimostratione del primo Tuono perfetto, con la terminatione in A la mi re.
Et le cadenze del primo Tuono saranno D sol re, A la mi re primo, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
Ancora sarà dimostrato il primo Tuono, qual ascenderà in E la mi secondo, la qual positione E la mi la concediamo per gratia al primo tuono, per acquistare la Diapente pertinente al Tuono senza rispetto alcuno, priuando il Compositore, che da lui non sia accettato specie maggiori pertinenti al terzo & quarto Tuono, & vno solo essempio vi sarà dimostrato per vostro ammaestramento, con vno Diatessaron estraordinario pertinente al tuono, hor vedi la figura. Et la concessione di E la mi, la concediamo ancora quando il Tuono haurà terminatione nel luogo suo ordinario, cioè in D; & di quì nasce ch'il Compositore à suo piacere potrà fare nel suo concento due, ò tre, & ancora quattro partipage 64Libro Terzo.64tro parti, variando i luoghi, accettando sempre quella terminatione, che sarà più conueniente alla parola; dil che sempre l'vltima parte del concento haurà da terminare nel luogo suo ordinario, & cosi à voi sarà manifesto in tutti gli Tuoni, s'hauessero alcuno Diatessaron per imitatione non pertinen te al tuono, concediamo la sua cadenza. cosi ancor hauendo la parte, quale tiene il principato del Tuono vno Diapente non pertinente al tuono per cagione della parola, concediamo la sua cadenza: cosi ancora che la parte qual tiene il principato del tuono fosse commista, ò maggiore ò minore, concediamo ancor la sua cadenza, secondo che saranno le specie; & cosi à voi sia manifesto in tutti gli Tuoni seguenti, & ancora in ciascun tuono di qual sorte sia voglia.
Cosi ancora vi auuertisco, che nelle terminationi estraordinarie di sopra mostrate vogliamo sempre, che la parte del Soprano habbia la terminatione nel luogo suo ordinario, cioè in D la sol re, come è detto, & procedere con le specie pertinenti al tuono, come già è detto, lasciandoui in libertà di fare la parte del Soprano perfetta, ouero imperfetta: & non volendo fare perfetta la parte del Soprano, sarete constretti per ogni ragione di fare perfetta la parte del Tenore.
Hora potrebbono dire alcuni facendo vno canto à cinque, ouero à sei voci, & ancor di più, verrà nell'idea sua al Compositore di fare duoi Soprani, & fare terminare il primo Soprano in D la sol, nel che sarebbe necessario ascendere vn'ottaua di sopra dalla positione D la sol, per hauere la perfettione sua. Hor à quello si risponde in breuità, che non è necessario di ascendere vn'ottaua di sopra della positione D la sol, ma ascendere quello che piace al Compositore non già di obligo, ma à suo piacere può ascendere di sopra dalla positione D la sol, hauendo riguardo al canto piano, & alle specie pertinenti al tuono, come seguitando intenderai.

Della terminatione in D la sol, farà diuersi effetti, lasciando molte ragioni per essere breue.

Il primo effetto dunque sarà quando il primo Soprano non passarà D la sol, di necessità bisogna che venga il Soprano nella positione D la sol re; per che D la sol ripresenta D la sol re; dil che sarà giudicato primo Tuono perfetto, perche ritrouasi hauere la perfettione sua dalla positione D la sol re alla positione D la sol; altre ragioni si lasciano per essere breue, & vederete ogni cosa in figura per ordine dalla parte remissa.
Il secondo effetto sarà quando il primo Soprano passarà D la sol, & ascen derà nella positione E la, & volendo hauere la perfettione sua, di necessità l'haurà da discendere nella positione D la sol re; dil che giudicato sarà primo Tuono perfetto: & la nota, che si ritroua nella positione E la, sarà superflua quanto alla perfettione del tuono, come di sopra habbiamo dimostrato: perche Vltra perfectum nibil datur; ergo male. Hor à questo si risponde, che lapage 64vIl Tesoro Illuminatoche la nota, ch'è nella positione E la, in tal caso io la concedo senza altro rispetto, per acquistare la Diapente del primo Tuono nascente dalla positione A la mi re secondo, alla positione E la, per fortificare il tuono della sua specie maggiore, maggiormente puoi, se la parola chiamasse tal nota. Hor al proposito nostro D la sol representa D la sol re, dil che sarà primo Tuono perfetto, & non superfluo in tal caso, come è detto, priuando il Compositore, che da lui non sia accettato specie maggiori pertinenti al terzo & quarto Tuono.
Il terzo effetto sarà d'vn'altra natura, quando il primo Soprano passarà D la sol, & ascenderà di sopra nella positione F fa ut acquisito, che farà due note, & verrà nella positione D la sol re, dico che esso concento sarà giudica to primo Tuono perfetto; perche D la sol representa D la sol re, come è detto, & quelle due note di sopra dalla positione D la sol, saranno superflue quanto al tuono; perche Vltra perfectum nihil datur; ergo male. Ma se le note fossero chiamate per cagione d'alcuna parola, allhora tali note saranno concesse; dil che seguitarà, che le note di sopra dette non saranno superflue, anzi saranno necessarie per conformare le note con le parole, & il tuono verrà commisto perfetto con il quinto.
Il quarto effetto sarà d'vn'altra natura, quando il primo Soprano passarà D la sol, & ascenderà nella positione G sol re ut acquisito, & verrà nella positione D la sol re; dico che le note, che sono di sotto di A la mi re secondo, saranno superflue quanto al tuono; dil che bisogna giudicare il tuono per la specie minore, cioè con il Diatessaron, qual dice, re mi fa sol, ouero incompo sito re sol, pertinente al tuono dalla positione D la sol alla positione G sol re ut acquisito, & il simile dalla positione A la mi re secondo alla positione D la sol, come appare, re sol: & di più ancor si dice, che douete accettare d'obligo la prima specie del Diapente pertinente al primo tuono dalla positione A la mi re secondo, alla positione E la, come appare, re la, ouero re mi fa sol la; dil che questo Tuono sarà giudicato primo tuono, per cagione delle specie imperfetto & misto sarà chiamato; & se le specie saranno poste al contrario, sol re per il Diatessaron, & la re, ouero la sol fa mi re per la Diapente, sarà giudicato secondo imperfetto, & non primo; altre ragioni si lasciano per esse breue. Et auuertiscoui, che nelli sopradetti Tuoni possono descendere ancora di sotto dalla stanza finale, cioè di sotto dalla positione D la sol re, & tutte quelle note saranno pertinenti al secondo tuono, & questo solo essempio vi sarà per ammaestramento, hauendo riguardo al canto piano.
Il quinto effetto sarà d'vn'altra natura, quando il primo Soprano passarà D la sol, & ascenderà in A la mi re acquisito, & descenderà in D la sol re, & tutte le note che saranno di sotto di A la mi re secondo, saranno superflue quanto al tuono; & se procederai dalla positione D la sol alla positione A la mi re acquisito con la specie sua, come appare, re la, ouero re mi fa sol la, & ancor dalla positione A la mi re secondo alla positione E la, con la sua specie delpage 65Libro Terzo.65del Diapente, come appare, re la, ouero re mi fa sol la, & ancora con gli Diatessaron re sol, ouero re mi fa sol, dalla positione A la mi re secondo alla positione D la sol, & il simile Diatessaron dalla positione D la sol alla positione G sol re ut acquisito, sarà giudicato primo tuono, per cagione delle specie del primo Tuono, quali sono regnate. Dico adunque sarà chiamato primo imperfetto, & misto con il secondo perfetto. & se le specie saranno poste al contrario, come appare, sol re, & la re, ouero composite perfette, ouero composite imperfette, sarà giudicato secondo tuono perfetto.
Il sesto effetto sarà d'vn'altra natura, quando il primo Soprano passarà D la sol, & ascenderà in b fa mi acquisito, & descenderà in D la sol re, & tutte quelle note, che saranno di sotto di A la mi re secondo saranno superflue quan to al tuono: nondimeno esse note, quali nascono dalla positione D la sol re alla positione G sol re ut secondo, saranno al seruigio del primo tuono; dil che esse note vengono à fortificare il tuono, ma non sono necessarie, anzi superflue quanto al tuono, come è detto. Hor al proposito nostro, se procederai dalla positione D la sol alla positione A la mi re acquisito, con la specie del Diapente pertinente al primo tuono, come appare, re la, & ancor il Diatessaron re sol dalla positione A la mi re secondo, alla positione D la sol, & il simile Diatessaron dalla positione D la sol alla positione G sol re ut acquisito, giudicato sarà primo tuono per cagione della specie, che signoreggiano; dil che imperfetto sarà chiamato & misto con il secondo perfetto; & se le spe cie del primo tuono non fossero, restarebbe secondo tuono, e misto con il primo. Maggiormente sarebbe secondo tuono quando le specie fossero poste al contrario, come appare, sol re, per il Diatessaron, & la re per la Diapente. Et auuertiscoui, che gli Diapenti & Diatessaron di sopra nomati, & ancor in tutta l'opera, sano modo scriuendo, possono essere composite perfette, & composite imperfette, & incomposite perfette, secondo l'occorrenza delle parole, & porre le note conformi alle parole, ouero al sentimento delle parole; come è stato vsato da gl'ingegni pellegrini, & di continuo è vsato da Orlando Lasso, & Gabriel Valloni.M. Orlando Lasso & da M. Gabriel di Valloni Fiamengo, qual honora la Illustre Casa Gambaresca, & molti altri si lasciano per essere breue, & sempre bisogna hauere il canto piano per vostro ammaestramento, perche egliè la Madre nostra.

Alcuni altri auuertimenti.

Ancora sarà il simil'effetto del Soprano, quando il Compositore farà vno solo Soprano, sia poi il concento à duoi, à tre, & ancor à quattro, ouero cinque voci, & ancor di più come è detto, & cosi à voi sia manifesto in tutti gli tuoni, come seguitando intenderai più chiaramente.
Cosi ancora se il primo Soprano, ouero vno solo soprano terminarà in E la, vltima positione dell'esacordo di Guido, & che 'l venga in principio del concento, ouero nel processo in E la mi secondo, & che non ascenda di sopra RE lapage 65vIl Tesoro IlluminatoE la, giudicato sarà terzo Tuono perfetto; & se saranno regnate le specie maggiori, cioè la Diapente & Diatessaron pertinenti al quarto tuono nel sopradetto Soprano, giudicato sarà quarto tuono imperfetto. Et più oltre si dice, se il Soprano ascendesse in F fa ut acquisito commisto, sarà chiamato con il quinto; & per contrario, se la specie maggiore del sesto tuono regnasse, verrà commisto con il sesto, & non quinto.
Cosi ancora se il Soprano, ouero il primo Soprano terminarà in F fa ut acquisito, & che venga nel principio, ouero nel processo del concento in F fa ut secondo, & che non ascenda di sopra di F fa ut acquisito, sarà giudicato quinto tuono perfetto, & se ascendesse in G sol re ut acquisito, verrà commisto con il settimo, & se le specie maggiori, cioè il Diapente e il Diatessaron regnassero del sesto tuono, giudicato sarà sesto Tuono imperfetto, & commisto con il settimo; & se la specie maggiore dell'ottauo tuono apparesse, verrà commisto con l'ottauo, & non settimo.
Cosi ancora se il Soprano, ouero il primo Soprano terminarà in G sol re ut acquisito, & ch'il venga nel principio, ouero nel processo del concento in G sol re ut secondo, & che non ascenda di sopra dal G sol re ut acquisito, giudicato sarà settimo tuono perfetto; & se saranno regnate le specie maggiori, cioè la Diapente & Diatessaron pertinenti all'ottauo tuono nel sopradetto soprano, giudicato sarà ottauo tuono imperfetto. Et più oltre si dice, se il Soprano ascendesse in A la mi re acquisito, commisto sarà chiamato con il primo tuono: & per contrario, se la specie maggiore del secondo tuono regnasse, verrà commisto con il secondo, & non primo.
Cosi ancora se il Soprano, ouero il primo Soprano haurà terminatione in A la mi re acquisito, & che 'l venga nel principio, ouero nel processo del concento in A la mi re secondo, & che non ascenda di sopra di A la mi re acquisito, giudicato sarà primo tuono perfetto irregolare: & se ascendesse in b fa di b fa mi acquisito, verrà commisto con il sesto, per cagione della specie minore, cioè del Diatessaron, qual ritrouasi essere dalla positione b fa alla positione F fa ut acquisito con queste note, fa mi re ut, per b molle; verrà commisto dunque con il sesto, come afferma Marcheto Padouano nel trattatto secondo al cap. quarto. & se ascendesse in mi di b fa mi acquisito, verrà commisto con il terzo; & se la specie maggiore del quarto tuono regnasse, verrà commisto con il quarto, & non terzo. Hor al proposito nostro del principio nostro circa del primo tuono, dico che le specie del secondo tuono regnassero, non primo, ma secondo tuono imperfetto sarà chiamato.

Essempi di tutti gl'effetti del primo Tuono di sopra raccontati per vostro ammaestramento.

Il primo effetto del primo Tuono perfetto, con la terminatione in D la sol. Il secondopage 66Libro Terzo.66
Il secondo effetto del primo Tuono perfetto, con la terminatione in D la sol, con la concessione della positione E la, senza rispetto alcuno, come è detto.
Il terzo effetto del primo Tuono perfetto, con la terminatione in D la sol, commisto perfetto per cagione del Diapente pertinente al quinto Tuono, qual nasce dalla positione F fa ut secondo alla positione C sol fa; dil che ogni Tuono quando sarà commisto perfetto haurà dentro vna delle specie maggiori, come habbiamo dimostrato nell'opera nostra chiamata la Illuminata nel libro terzo al cap. primo.
Il quarto effetto del primo Tuono imperfetto, & misto imperfetto con il secondo, con la terminatione in D la sol. R 2Il quintopage 66vIl Tesoro Illuminato
Il quinto effetto del primo Tuono imperfetto, con la terminatione in D la sol, & misto con il secondo Tuono perfetto; dunque sarà chiamato primo Tuono per cagione delle specie, quali signoreggiano.
Il sesto effetto del primo Tuono imperfetto, con la terminatione in D la sol, & misto con il secondo Tuono perfetto, dunque sarà chiamato primo Tuono per cagione delle specie, quali signoreggiano. Il settimopage 67Libro Terzo.67
Il settimo effetto del primo Tuono imperfetto, con la terminatione in D la sol, & misto con il secondo Tuono perfetto; dunque sarà chiamato primo Tuono per cagione delle specie quali signoreggiano.
Del settimo effetto la figura vi darà notizia del tutto, per essere cosa facile, hauendo riguardo all'altre figure, & dechiarationi di sopra mostrate, quali vi sono per ammaestramento.
Dimostratione del secondo Tuono perfetto, con la terminatione in F fa ut, con la congionta di b quadro giacente, accioche l'arte imiti la natura.
Et le cadenze ordinarie del secondo Tuono saranno D sol re, A re, & A la mi re primo, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro. Cantopage 67vIl Tesoro Illuminato

Dimostratione del secondo Tuono perfetto, con la terminatione in A la mi re.

Et le cadenze del secondo Tuono saranno D sol re, A re, & A la mi re primo, con l'ottaue & deriuate loro.

Del terzo & quarto Tuono, con le terminationi estraordinarie. Cap. XXXIX.

DImostratione del terzo Tuono perfetto, con la terminatione in G sol re ut, con la congionta di b quadro giacente, accioche l'arte imiti la Natura.
Et le cadenze del terzo Tuono saranno E la mi primo, mi acuto, & E la mi secondo, con l'ottaue & deriuate loro. Cantopage 68Libro Terzo.68

Dimostratione del terzo Tuono perfetto, con la terminatione in mi acuto.

Et le cadenze ordinarie del terzo Tuono saranno E la mi primo, & mi acuto, & E la mi secondo, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione del quarto Tuono perfetto, con la terminatione in G sol re ut, con la congionta di b quadro giacente, accioche l'arte imiti la natura.
Et le cadenze ordinarie del quarto Tuono saranno E la mi primo, mi graue, & mi acuto, con l'ottaue & deriuate loro.

Dimostratione del quarto Tuono perfetto, con la terminatione in mi acuto.

Et le cadenze ordinarie del quarto Tuono saranno E la mi primo, mi graue, & mi acuto, con l'ottaue & deriuate loro.

Del quinto & sesto Tuono, con le terminationi estraordinarie. Cap. XL.

DImostratione del quinto Tuono perfetto, con la terminatione in A la mi re.
Et le cadenze ordinarie del quinto Tuono saranno F fa ut primo, C sol fa ut, & F fa ut secondo, con l'ottaue & deriuate loro.

Dimostratione del quinto Tuono perfetto, con la terminatione in C sol fa ut.

Et le cadenze ordinarie del quinto Tuono saranno F fa ut primo, C sol fa ut, & F fa ut secondo, con l'ottaue & deriuate loro.

Dimostratione del sesto Tuono perfetto, con la terminatione in A la mi re.

Et le cadenze del sesto Tuono saranno F fa ut, C fa ut, & C sol fa ut, con l'ottaue & deriuate loro.

Dimostratione del sesto Tuono perfetto, con la terminatione in C sol fa ut.

Et le cadenze ordinarie del sesto Tuono saranno F fa ut, C fa ut, & C sol fa ut, con l'ottaue & deriuate loro.

Dell'auuertimento contro d'alcuni Compositori, per cagione della congionta del b molle posta in mi acuto. Cap. XLI.

HOr alcuni Musici quando compongono alcuni canti per la congionta di b molle posta in mi acuto, volendo fare d'vna sesta minore, & farla maggiore per andare all'ottaua, ouero altre cose, dimostrano la congionta di b quadro giacente, come appare in b fa mi, la qual cosa à falsa; perche Non datur signum accidentale supra signum accidentale; ergo male. Ma quando i Compositori vogliono fare la sesta maggiore, come è detto, ouero la terza minore per andare all'vnisuono in C sol fa ut, ouero per altri rispetti, bisogna porre il b quadro come appare in nella positione b fa, qual è proprio suo luogo; nel che per essere naturale, & posto nel proprio suo luogo, procede il segno accidentale, come dimostra la figura: nondimeno egliè introdutta questa abusione di porre questo segno . hor me ne passo, & io ho detto il mio parere, secondo l'ordine retto della Musica. Dimo-page 70Libro Terzo.70
Dimostratione del quinto Tuono perfetto, con la Diatessaron estraordinario pertinente al Tuono, & ancor la Diapente, & terminatione ordinaria.
Et le cadenze ordinarie del quinto Tuono saranno F fa ut primo & secon do, b fa di b fa mi primo, C sol fa ut, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione del quinto Tuono perfetto, con la Diapente & Diatessaron estraordinarij pertinenti al Tuono, & con la terminatione estraordinaria.
Et le cadenze ordinarie del quinto Tuono saranno F fa ut primo & secon do, b fa di b fa mi primo, C sol fa ut, con l'ottaue & deriuate loro. S 2Dimo-page 70vIl Tesoro Illuminato
Dimostratione del quinto Tuono perfetto, con la Diapente & Diatessaron estraordinarij pertinenti al quinto Tuono, & con la terminatione estraordinaria.
Et le cadenze ordinarie del quinto Tuono saranno F fa ut primo & secondo, b fa di b fa mi primo, C sol fa ut, con l'ottaue & deriuate loro.
Hora la terminatione del quinto & sesto Tuono in A la mi re, la si concede quando essi Tuoni hauessero quattro parti; dil che la prima parte terminarà in b fa di b fa mi; la seconda parte potrà terminare in C sol fa ut: la terza par te in A la mi re; la quarta parte terminarà nella positione ordinaria, cioè in F fa ut; & hauendo il concento tre parti, la prima parte terminarà in b fa di b fa mi primo; la seconda terminarà in C sol fa ut; la terza parte terminarà in F fa ut primo: & se saranno due parti, la prima parte terminarà in b fa di b fa mi primo, & la seconda terminarà in F fa ut primo positione ordinaria. Et nelle dette terminationi estraordinarie il Compositore debbe essere auuertito di accettare sempre quella terminatione, che sarà più conueniente alla parola, ouero dittione, hauendo riguardo sempre di conformare le note con le parole, ouero il sentimento.
Dimostratione del quinto Tuono perfetto, con la Diapente & Diatessaron estraordinarij pertinenti al quinto Tuono, & con la terminatione estraordinaria.
Et le cadenze ordinarie del quinto Tuono saranno F fa ut primo & secon do, b fa di b fa mi, C sol fa ut, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione del sesto Tuono perfetto, con la Diatessaron estraordinario pertinente al Tuono, & con la terminatione ordinaria.
Et le cadenze ordinarie del sesto Tuono saranno F fa ut primo, C fa ut, b fa di b fa mi, & C sol fa ut, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione del sesto Tuono perfetto, con la Diatessaron estraordinario pertinente al Tuono sesto, & con la terminatione estraordinaria.
Et le cadenze ordinarie del sesto Tuono saranno F fa ut primo, C fa ut, b fa di b fa mi primo, & C sol fa ut, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione del sesto Tuono perfetto, con la Diatessaron estraordinario pertinente al sesto Tuono, & con la terminatione estraordinaria.
Et le cadenze ordinarie del sesto Tuono saranno F fa ut primo, C fa ut, b fa di b fa mi primo, & C sol fa ut, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione del sesto Tuono perfetto, con la Diatessaron estraordinario pertinente al sesto Tuono, & con la terminatione estraordinaria.
Et le cadenze ordinarie del sesto Tuono saranno F fa ut primo, C fa ut, b fa di b fa mi primo, & C sol fa ut, con l'ottaue & deriuate loro. Delpage 72Libro Terzo.72

Del settimo & ottauo Tuono, con le terminationi estraordinarie. Cap. XLII.

DImostratione del settimo Tuono perfetto, con la Diapente estraordinario pertinente al settimo Tuono, & con la terminatione estraordinaria.
Et le cadenze ordinarie del settimo Tuono saranno G sol re ut primo & secondo, mi acuto, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione del settimo Tuono perfetto, con la Diapente & Diatessaron estraordinarij pertinente al Tuono, & con la terminatione estraordinaria.
Et le cadenze ordinarie del settimo Tuono saranno G sol re ut primo & secondo, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro. Dimopage 72vIl Tesoro Illuminato
Dimostratione del settimo Tuono perfetto, con la Diapente & Diatessaron estraordinarij pertinenti al Tuono, & con la terminatione estraordinaria.
Et le cadenze del settimo Tuono saranno G sol re ut primo & secondo, D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione dell'ottauo Tuono perfetto, con duoi Diapenti & vno Diatessaron estraordinario pertinente al Tuono, & con la terminatione estraordinaria.
Et le cadenze ordinarie dell'ottauo Tuono saranno G sol re ut primo, D sol re, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
Et la positione C fa ut la si concede per gratia all'ottauo Tuono, per acquistare la Diapente pertinente al Tuono, senza rispetto alcuno, come dimostra la figura di sopra detta, & il simile saranno nelli altri duoi seguenti. Dimo-page 73Libro Terzo.73
Dimostratione dell'ottauo Tuono perfetto, con vno Diapente, & vno Diatessaron estraordinarij pertinenti al Tuono, & con la terminatione estra ordinaria in C sol fa ut.
Et le cadenze ordinarie dell'ottauo tuono saranno G sol re ut primo, D sol re, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione dell'ottauo Tuono perfetto, con duoi Diapenti, & vno Diatessaron estraordinario pertinente al Tuono, & con la terminatione estraordinaria.
Et le cadenze ordinarie dell'ottauo Tuono saranno G sol re ut primo, D sol re, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.

Auuertimenti per cortesia circa delle terminationi estraordinarie.

Hora dico, che nelle terminationi estraordinarie sono posti, quando 'l con cento sarà in due parti diuiso, ouero più, hauendo riguardo il Compositore Tsemprepage 73vIl Tesoro Illuminatosempre di fare terminare le prime parti in esse terminationi estraordinarie per consiglio, & ancor per debito, pigliando sempre quella terminatione, che sarà più accomoda alla parola, ouero dittione, & nel fine del concento il Compositore sarà dalla ragione costretto di fare terminare il concento nel luogo suo ordinario.

In che modo il Compositore volendo fare due parti, ouero più in vno concento; se tutte dua le parti debbono terminare nel luogo ordinario, ò no, con alcune dechiarationi. Cap. XLIII.

HOra in questo capitolo haueremo à dimostrare se tutte dua le parti debbono terminare nel luogo suo ordinario, ò nò, pigliando per nostro ammaestramento il Canto piano, il quale è la Madre nostra: a benche non pochi Musici habbiano fatto terminare le prima, seconda, & terza parte nel luogo suo ordinario, com'appare, Cùm natus esset Iesus, à cinque voci di M. Morales con tre parti. Dixit Iesus Discipulis suis: Modicum & iam non videbitis me di M. Iachetto. O beatum Pontificem di M. Giouanni Liritier: dil che tutte le parti delli sopranomati Musici hanno le terminationi ordinarie; & molti altri, quali si lasciano per essere breue. Dico dunque volendo il Compositore hauere per fondamento il Canto fermo, come tutti siamo obligati abbracciare, come sarebbono Introiti, Graduali, Alleluia, Responsorij, & simili; dil che essendo gli sopra canti piani, ò vuoi dire fermi capi, i quali tengono gli principati delli tuoni, come habbiamo detto nell'opera nostra chiamata la Illuminata de tutti gli Tuoni di Canto fermo, nel libro terzo, al capitolo xx. il che seguiterà, che i Salmi de gl'Introiti, & i versi delli Graduali, & de gl'Alleluia, & Responsori sono membri: nel che essendo la prima parte del concento in luogo, che representa l'Introito, ò Graduale, ò Alleluia, ouero Responsorio, qual tiene il principato del tuono; seguitarà che essa prima parte del concento debbe terminare nel luogo suo ordinario, secondo il volere delli sopranomati Musici, hauendo per fondamento il Canto piano; seguitarà dunque che la prima parte sempre debbe terminare nel luogo ordinario: cosi ancor la seconda parte, ouero più possono terminare nelli luoghi estraordinarij, hauendo per fondamento il canto fermo, pigliando regola da gl'infrascritti, cioè Introiti, Graduali, & altre cose, come apparono, pretendendo alla breuità.

Del primo Tuono.

  • L'Introito delle Ceneri è primo Tuono, & il Salmo ha terminatione in A la mi re.
  • L'Introito Rorate celi, nella quarta feria delle Tempore dell'Auuento di Christo benedetto, è primo tuono, & il Salmo ha terminatione in F fa ut.Gradualepage 74Libro Terzo.74
  • Graduale, Benedicam Dominum in omni tempore, nella terza Domenica doppo la Pentecoste ritrouasi essere primo Tuono irregolare, qual hà terminatione in A la mi re, & il verso ha terminatione in G sol re ut, & abbassando ogni cosa per quinta verrà la terminatione in D sol re per il Graduale; & per il verso in C fa ut.

Del terzo Tuono.

  • L'Introito Dum clamarem, nella feria quinta doppo le Ceneri è terzo Tuono, & il Salmo ha terminatione in A la mi re.
  • L'Introito In nomine Domini, nella feria quarta doppo la Domenica del le palme, è terzo Tuono, & il Salmo ha terminatione in G sol re ut.
  • Alleluia della Domenica quarta dell'Auuento, è terzo Tuono, & il verso ha terminatione in D sol re.
  • Alleluia, Adducentur Regi virgines post eam, delle Vergini, è terzo Tuono imperfetto d'vn Tuono, & il verso descende in A re, & la terminatione del verso ritrouasi essere in D sol re.

Del quarto Tuono.

  • L'Introito Reminiscere nelle quattro Tempore della Quaresima, è quarto Tuono, & il Salmo ha terminatione in F fa ut.
  • Antifona della Domenica al vespro fidelia, in mandatis, sono del quarto Tuono, & gli Salmi, per essere membri, come già detto, hanno le terminationi in G sol re ut.
  • Antifona nella Domenica decimaottaua doppo la Pentecoste al Magnificat. Tulit ergo paraliticus, è quarto Tuono, & il Salmo, ò vuoi dire il seculorum ha terminatione in A la mi re.

Del quinto Tuono.

  • L'Introito Circundederunt me è quinto Tuono, & il Salmo ha terminatione in A la mi re, & il simile introito Laetare Hierusalem.
  • Antifona nelle laude della prima Domenica dell'Auuento, Ecce Dominus veniet, è quinto tuono, & il seculorum ha terminatione in C sol fa ut.

Del sesto Tuono.

  • Graduale, Ergo dixi Domine, nella prima Domenica doppo la Pentecoste ritrouasi essere sesto Tuono, & il verso ha terminatione in A la mi re.

Del settimoTuono.

  • L'Introito, Populus Sion, nella seconda Domenica dell'Auuento, è settimo Tuono, & il Salmo ha terminatione in D la sol re, & il simile introito Puer natus es nobis, della Natiuità di Christo benedetto. T 2Antifonapage 74vIl Tesoro Illuminato
  • Antifona Assumpta est Maria, è settimo Tuono, & il seculorum ha terminatione in A la mi re.
  • Antifona Argentum & aurum, di Santo Pietro & Paolo, è settimo tuono, il seculorum ha terminatione in mi acuto.
  • Antifona Misit Dominus di Santo Pietro & Paolo, è settimo tuono, & il seculorum ha terminatione in C sol fa ut.

Dell'ottauo Tuono.

  • Antifona del secondo vespro delli Apostoli, Collocet eum, & il simile Euntes ibant, sono dell'ottauo Tuono, & i seculorum hanno le terminationi in C sol fa ut.

Contra al cap. di sopra detto, & à che effetto sono dimostrate diuerse terminationi estraordinarie d'ogni Tuono, con alcuni auuertimenti. Cap. XLIIII.

DA molti Musici è stato vsato à fare terminare la prima parte nel luogo ordinario, come è detto nel cap. di sopra, seruando il modo del canto piano, & il simile la seconda parte; nel che non sempre il membro del Canto fermo non ha la terminatione ordinaria, come nel cap. di sopra è dimostrato, & tali terminationi sono procedute per le specie maggiori, che sono ritrouate nel membro, non per questo il Compositore debbe fare terminare la seconda parte nel luogo estraordinario: auegna che nella seconda parte si ritrouasse alcune specie maggiori non pertinenti al Tuono, che per forza del le parole fosse sforzato il Compositore d'accettare esse specie; & di quì nasce, ch'il Compositore auanti che incominci à comporre, debbe essaminare ben le parole, qual Tuono chiamano, & sforzarsi di non porre nell'vltima parte specie maggiori non pertinenti al Tuono. Dico dunque quando il Compositore hauesse accettato alcune specie non pertinenti al Tuono, come è detto, non per questo debbe fare terminare la seconda parte nel luogo estraordinario, come già ha fatto il Canto fermo; perche Omnis regula patitur exceptionem. Ma ben debbiamo accostarsi alla sacra Scrittura, qual dice, Omnis laus in fine canitur. Et ancora il Filosofo, qual dice, In cunctis rebus non principijs, sed terminationibus attribuitur. & se sarà necessario à por re le specie maggiori per cagione delle parole, tali specie maggiori, ò minori d'vn tuono causaranno la commistione maggiore, ò minore imperfetta, & dare la terminatione ordinaria all'vltima parte del tuono. Hor adunque per le ragioni di sopra dette, il Compositore debbe fare terminare l'vltima parte del suo concento nel luogo suo ordinario; & di quì nasce, che sono dimostrate diuerse terminationi estraordinarie d'ogni Tuono, accioche il Compositore possa fare terminare di necessità la prima parte, & ancor l'altre partipage 75Libro Terzo.75parti nel luogo estraordinario, & accettare quella terminatione, ch'al Compositore piace, hauendo sempre riguardo alle parole, & accettare quella terminatione che à loro gli conuiene, & l'vltima parte debbe sempre terminare nel luogo suo ordinario, & cosi à voi sia manifesto in tutti i Tuoni; & quando il concento sarà di tre, ouero quattro parti, si concede per cortesia, che la prima parte possa terminare nel luogo ordinario. Et più oltre si dice, che se l'vltima parola, ouero il sentimento d'essa parola della prima parte chiamasse la terminatione ordinaria, allhora si concede douersi accettare essa terminatione ordinaria; & cosi à voi sia manifesto in tutti gli Tuoni di qual sorte si voglia.

Della quantità delli Tuoni secondo l'opinione d'alcuni Musici, con la risposta data ad essi Musici per cortesia. Cap. XLV.

MOlti Musici hanno openione, che nel Monacordo si ritrouano dodici Tuoni: a quali openioni son contrario, & dico, che gli Tuoni sono quattordeci, & ogni tuono può essere composto almeno d'vna quarta mino re, & per essere composto d'vna delle due, & non di manco sarà chiamato tuono, & mancando, non sarebbe tuono. Hor al proposito nostro, lasciaremo gli otto tuoni, quali hanno le terminationi in D E F G, quali sono chiamati tuoni regolati. Hor restaci l'altre tre lettere, quali sono A C, dil che hauranno da essere occupati dalli sei tuoni, quali saranno chiamati tuoni irregolari: A benche in queste tre lettere, come appare A C, da questi sopranomati Musici, hanno lasciato fuora la lettera , come cosa che non sia al mondo: la qual cosa molto me dispiace, perché Deus & natura nihil agunt frustra: ergo male. Hor adunque pigliaremo il Canto fermo la maggior parte per nostro fondamento, & con altri essempi & dimostrationi, che nella positione A la mi re primo haurà terminatione il nono & decimo tuono, il nono tuono perfetto, come appare nella post communione, Passer inuenit sibi domum & turtur nidum, come dimostra il Canto piano per il libro scritto in carta pecorina & antico, visto & letto in Venetia, & per gratia del Signor Iddio esso libro ritrouasi nelle nostre mani, per poter mostrare al commun grido, & per mia consolatione. Il decimo tuono, come appare nel Graduale, Exultabunt Sancti in gloria, come dimostra nel libro di sopra detto, & il simile nel Graduale Dispersit dedit pauperibus. In mi acuto haurà terminatione l'vndecimo & duodecimo tuono: l'vndecimo tuono, come appare, nella postcommunione Dominus virtutum, ascende in mi sopr'acuto, & descende in G sol re ut primo, & ritrouasi hauere la terminatione in mi acuto; la qual postcommunione ritrouasi essere nella feria seconda doppo la Domenica di passione. Il duodecimo tuono, come appare nell'offertorio, Dominepage 75vIl Tesoro Illuminatomine fac mecum misericordiam tuam, ritrouasi hauere la terminatione in mi acuto, & ascende nella positione E la mi secondo, & descende in E la mi primo; qual offertorio ritrouasi essere nella feria quarta doppo la Dome nica terza di Quaresima; & il simile nell'offertorio Eripe de inimicis meis Domine, qual ritrouasi hauere la terminatione in mi acuto, & ascende in E la mi secondo, & descende in D sol re, come appare nel libro ut supra. hora in questi duoi offertori gli sono duoi bellissimi secreti, & per essere breue si lasciano nella penna. Hora si dimostrarà vna figura dalla parte remissa, come appare. Dil che Lettore mio benegno, tu non puoi negare, che essa figura non sia tuo no; perche essa figura ritrouasi essere composta d'vna delle dua; il che sarà chiamato duodecimo Tuono imperfetto. Et più oltre si dice, che siamo liberi di fare gli tuoni perfetti & imperfetti, come dimostra il canto piano. & ancor si dice, che la sopradetta figura, il Compositore potrà ancora porre nel suo concento, & accomodare per vn canto fermo, hauendo sempre riguardo alle regole date di sopra, conformando le note con le parole, & altre cose, come è detto. Adunque Lettore mio benegno per le dimostrationi di sopra nomati, il mi acuto, qual appresso d'alcuni Musici non si trouaua al Mondo, & da noi con il fauore del Signor Iddio l'habbiamo trouato, & dato l'honore che à lui gli conuiene; il che non si debbe cosi sommergere le lettere à suo piacere, & senza ragione alcuna; perche esse lettere A C D E F G sono state ritrouate per seruirsene à luoghi & tempi; perche Deus & natura nihil agunt frustra: ergo male. Hor seguita la positione C sol fa ut, qual haurà la terminatione il terzodecimo & quartodecimo tuono. Hora il terzodecimo tuono, come appare nell'Alleluia, Felix es sacra Virgo Maria, ritrouasi hauere terminatione in C sol fa ut, & ascende in C sol fa, & ha principio in G sol re ut primo, come appare nel libro vt sopra. Il quartodecimo tuono, come dimostra nell'Introito Dicit Dominus: Ergo cogito cogitationes pacis, ritrouasi hauere la terminatione in C sol fa ut, & ascende in G sol re ut secondo, & descende in F fa ut primo, sarà chiamato quartodecimo tuono, & il Salmo del sesto tuono chiaro come il Sole, come appare nel libro vt sopra; & il simile nell'offertorio Ego clamaui, quoniam exaudisti me, ritro uasi hauere la terminatione in C sol fa ut, & ascende in A la mi re secondo, & descendepage 76Libro Terzo.76& descende in A la mi re primo, come appare nel libro vt supra. Adunque seguitarà che gli Tuoni sono quattordeci, & non dodeci, come molti dicono; & la maggior parte delli tuoni di sopranomati, che dall'irregolarità chiamati, sono ridotti nella regolarità, come ogn'ingegno pellegrino può vedere nelli libri Ecclesiastici secondo la Romana Chiesa; & à noi sodisfa hauerli visti per mia giustificatione, & sodisfatione del commun grido à terminare nelle presenti lettere A C, & nel Monacordo non habbiamo altro che le sette lettere, come appare D E F G A C.

Contra al cap. di sopra detto, nel qual habbiamo prouato, che sono quattordeci Tuoni: & in questo per cortesia haueremo à dimo strare, che sono altro, che gl'otto Tuoni regolati. Cap. XLVI.

HOra ritrouasi nel Monacordo altro che le sette lettere, come appare, D E F G A C, nel che gli nostri antichi Musici sono stati huomini di grande consideratione, per tanto hanno dimostrato, che non è altro, che gl'otto Tuoni, quali hanno la terminatione in D E F G, quali tuoni sono chiamati tuoni regolati; & per compire il numero delle sette lettere, le altre tre à loro seguenti, come appare A C, che fossero occupate; perche Deus & natura nihil agunt frustra. Nel che da loro fu terminato, che il primo & secondo tuono hauessero terminatione in A acuto; il terzo & quarto tuono hauessero terminatione in mi acuto; il quinto & sesto tuono hauessero ter minatione in C acuto: quali tuoni sono chiamati tuoni irregolari, perche viuono sotto all'ombra delli autentici, & ancora perche esse lettere A C sono confinalità delli Diapenti delli tuoni autentici. Et più oltre si dice, che la irregolarità nasce dalla regolarità; & ancor si dice, che la irregolarità si può ridurre alla regolarità, abbassando ogni tuono vna quinta verranno nel la compositione giusta delli tuoni autentici. Et più oltre si dice, che siamo obligati per ogni ragione di ridurre le imperfettioni alle perfettioni, cioè la irregolarità alla regolarità. Hor per le ragioni di sopra nomate seguitarà che non sono altro che gl'otto tuoni regolati; & quando gli tuoni irregolari non deriuassero dalli regolari, & che non si potessero ridurre alla regolarità, allhora me accostarebbe alli loro intelletti: & questo che si dice egliè per modo d'arguire per cortesia per stare allegri. Hor potrebbono dire alcuni Musici, che le tre lettere, come appare A C, sono dunque superflue. Hora dicoui, che à questo da noi sarà data piena risposta, che le tre lettere A C non sono superflue, perche Deus & natura nihil agunt frustra; anzi sono necessarie, perche quando 'l Compositore haurà terminato nell'idea sua di fare vno concento con due parti. la prima parte dunque haurà da terminare vna quinta di sopra della terminatione ordinaria, & la seconda parte haurà da ter minare nella positione ordinaria. Adunque le sopradette tre lettere non sono superflue, anzi sono necessarie; altre ragioni si lasciano per essere breue. Contrapage 76vIl Tesoro Illuminato

Contra all'openioni d'alcuni Musici per cortesia, dicendo il parere nostro circa il nono e decimo Tuono, e ancora dell'vndecimo et duodecimo Tuono, quali dicono hauere le terminationi in A la mi re primo, & in C sol fa ut. Cap. XLVII.

ALcuni Musici dicono, che per la variatione delli Diatessaron & Diapenti causano diuersi Tuoni appartati, cioè fanno il nono & decimo tuono, & il simile l'vndecimo & duodecimo tuono; la qual cosa à me non piace, dicendo il parere nostro, saluando sempre l'honore à tutti. Hora dico, che à causare vn tuono, di necessità bisogna dimostrare la Diapente, & la Diatessaron. Et perche habbiamo dalla Schola Musicale, ch'ogni volta, che trouiamo nel Monacordo re mi fa sol la, sempre sarà prima specie del Diapente pertinente al primo tuono, & per contrario la sol fa mi re, sarà sempre al seruigio del secondo tuono.
Cosi ancora trouando nel Monacordo mi fa sol re mi, sempre sarà seconda specie del Diapente pertinente al terzo tuono, & per contrario mi la sol fa mi, sarà al seruigio del quarto tuono.
Ancor trouando nel Monacordo fa sol re mi fa, sempre sarà terza specie del Diapente pertinente al quinto tuono, & per contrario, fa mi la sol fa, sarà al seruigio del sesto tuono.
Cosi ancora trouando nel Monacordo vt re mi fa sol, sempre sarà quarta specie del Diapente pertinente al settimo tuono, & per contrario sol fa mi re ut, sarà al seruigio dell'ottauo tuono. Hor ritrouasi la Diapente hauere quattro specie, & la Diatessaron ritrouasi hauere tre specie; dico dunque se gli Diatessaron sono cagione della variatione delli tuoni, seguitarebbe che sarebbe di manco la proportione sesquialtera, come appare 3 à 2, che non è la proportione sesquiterza, come appare 4 à 3, la qual cosa è falsa: perche la sesquialtera proportione 3 à 2 è maggiore, nella qual proportione nasce la Diapente, ò vuoi dire quinta. Essendo adunque maggiore proportione la sesquialtera, che non è la sesquiterza, nella qual proportione nasce il Diatessaron minore. adunque seguitarà che il Diatessaron non può variare la natura del tuono, come vogliamo dimostrare. Hora volendo formare il nono tuono, di necessità bisogna accettare la prima specie del Diapente, qual nasce dalla positione A la mi re primo alla positione E la mi secondo, con queste note, re mi fa sol la, compositione del primo tuono; & la seconda specie del Diatessaron nascente dalla positione E la mi secondo alla positione A la mi re secondo con queste note, mi fa sol la. Adunque seguitarà che non può essere chiamato nono tuono: ma ben sarà chiamato d'ogni ragione primo tuono regolare; perche le specie compongono il tuono: & la maggior specie, quale è la Diapente pertinente al primo tuono, qual dice, re mi fa sol la. dil che la maggior specie supera la minore, & tiene il principato del Tuono; datopage 77Libro Terzo.77dato che la sesquialtera, & la sesquiterza siano tutte dua eiusdem generis, non seguitarà per questo che le proportioni di sopra nomate siano eguali, anzi sono differenti intra loro, come ogn'ingegno Arithmetico può vedere; perche non sono esse proportioni eiusdem speciei, ma quando fossero eiusdem speciei, allhora sarebbono eguali. adunque la Diapente, ò vuoi dire quinta, sarà maggiore, che non è la Diatessaron, ò vuoi dire quarta minore; seguitarà dunque che la Diatessaron non può variare la natura del tuono; ma si ben la Diapente, per essere maggiore: dil che ogni volta, che si trouarà intra due positioni re mi fa sol la, sempre sarà al seruigio del primo tuono, & per contrario la sol fa mi re, sempre sarà al seruigio del secondo Tuono: & questo solo essempio vi sarà per ammaestramento in tutti gli tuoni, seruando l'ordine delle specie appartate pertinenti alli Tuoni. Adunque il Diatessaron non può variare la natura del Tuono. Hor seguitarà che sarà primo tuono regolato, & il nono tuono non haurà luogo in A la mi re, né meno debbe essere nomato nella Schola Musicale; & la positione A la mi re la s'è sdegnata vedendo le presontioni del nono & decimo tuono à volere alloggiare in essa positione; perche ritrouasi essere gente noua, che non hanno regola, nè fermezza; dil che sono chiamati tuoni vagabondi, ò vuoi dire pellegrini: nel che essa positione A la mi re non si troua nel Monacordo, è fuggita con il primo & secondo Tuono; perche ha paura de simili nationi, Cum mabis pacem habeto, lontano.
Cosi ancor volendo formare il decimo Tuono, di necessità bisogna pigliare l'interuallo della prima specie del Diapente riuoltata al contrario, nascente dalla positione E la mi secondo alla positione A la mi re primo con queste note, la sol fa mi re, qual interuallo appartiene al secondo tuono; & ancora accettare la seconda specie del Diatessaron riuoltata al contrario nascente dalla positione A la mi re primo alla positione E la mi primo con queste note la sol fa mi. dico dunque che non sarà chiamato decimo tuono; ma ben sarà chiamato secondo tuono regolato, perche la specie compone il tuono: & la maggior specie del tuono, quale è la Diapente, è pertinente al secondo tuono, qual dice, la sol fa mi re: dil che la maggior specie supera la minore. adunque seguitarà che sarà chiamato secondo tuono regolato, & il decimo tuono da loro chiamato andarà cantando per monti & selue, non trouando luogo d'accostarsi per hauer riposo.
Cosi ancora volendo fare l'vndecimo Tuono, qual ha terminatione in C sol fa ut, di necessità bisogna accettare la quarta specie del Diapente nascente dalla positione C sol fa ut alla positione G sol re ut secondo con queste note vt re mi fa sol compositione del settimo tuono; & della terza specie del Diatessaron nascente dal G sol re ut secondo alla positione C sol fa, con que ste note, vt re mi fa. adunque non può essere chiamato vndecimo tuono; ma ben sarà da noi chiamato settimo tuono regolato; perche la specie compone il tuono, & la maggior specie del tuono, qual è la Diapente è pertinente Val settimopage 77vIl Tesoro Illuminatoal settimo Tuono, qual dico, vt re mi fa sol; dil che la maggior specie supera la minore. adunque il Diatessaron non può variare la natura del tuono. Hor seguitarà che sarà chiamato settimo Tuono regolato, & l'vndecimo tuono da loro chiamato andarà nauigando per il mare infin'à tanto, che la Nauicella, & i remi verranno almeno: dil che il fin suo sarà nel profondo del Mare, gridando Aiutatemi, e niuno gli potrà dar'aiuto, nè fauore per la profondità dell'acqua, & il poueretto restarà soffocato.
Cosi ancor volendo formare il duodecimo tuono, qual ha terminatione in C sol fa ut, di necessità bisogna accettare l'interuallo della quarta specie del Diapente riuoltata al contrario, nascente dalla positione G sol re ut secondo alla positione C sol fa ut con queste note, sol fa mi re ut, compositione dell'ottauo tuono, & della terza specie del Diatessaron riuoltata al contrario, nascente dalla positione C sol fa ut alla positione G sol re ut primo, con queste note, fa mi re ut. adunque non può essere chiamato duodecimo tuono; ma ben sarà da noi chiamato ottauo tuono regolato; perche la specie compone il Tuono, & la maggior specie supera la minore. Adunque il Diatessaron non può variare la natura del tuono, hor seguitarà che sarà chiamato ottauo tuono, & il duodecimo tuono da loro chiamato è andato alla ripa del mare chiamando il suo Signore, che lo volesse aiutare; nol che essendo l'vndecimo tuono soffocato dal mare, non gli ha potuto dar fauore: & se l'vndecimo tuono non si ha potuto aiutare come Signore, meno ha potuto aiutare il suo seruo. Hora vedendo il poueretto duodecimo tuono, che non ha potuto hauere aiuto dal suo Signore, come disperato s'è gittato nel Mare, & del corpo suo n'è fatto pastura alla Balena.
Hor dunque per le ragioni di sopra raccontate non possono essere nomati da alcuni Musici gli sopradetti Tuoni, cioè il Nono, Decimo, l'Vndecimo & Duodecimo Tuono. Ecco le figurationi delli Tuoni di sopra nommati secondo il parere nostro.

Compositione del primo & secondo Tuono, come dimostra la figura.

Et da noi saranno chiamati Tuoni Misti. Compositionepage 78Libro Terzo.78

Compositione del settimo & ottauo Tuono, come dimostra la figura.

Et di quì nasce, che si troua tre sorti di Mistione; hor adunque la terza mistione da noi aggionta sarà chiamata Mistione maggiore, per cagione delle specie minori, quali compongono gli tuoni.

Della compositione de gl'otto Tuoni regolati, quali andaranno fuori della Mano la maggior parte di loro dalla parte remissa, con la terminatione loro, posti à complacenza. Cap. XLVIII.

DA molti Musici son stato pregato, ch'io volesse porre gl'otto Tuoni regolati, quali andassero fuora della Mano; & io che son nato per fare appiacere, non posso mancare di quel tanto, che la natura mi sporge, dato che sia l'infimo, che si troua nella Schola Musicale ho preso tal fatica per sodisfarli in parte, non per superbia, nè meno per ambitione, ma per cortesia; & con breuità saranno posti. Gli Tuoni dunque gli vederete per ordine dalla parte remissa, & saranno chiamati Tuoni regolati, & la maggior parte di loro andaranno fuora della Mano dalla parte remissa per le positioni acquisite à corrispondenza dell'ottaue loro dalla parte intensa; & di quì nasce, che si pongono le regole in luce per quelli, che non hanno tal'intelligenza.

Compositione del primo Tuono regolato, come appare.

Terminatione del primo Tuono regolato.

V 2Et lapage 78vIl Tesoro Illuminato
Et la prima nota della compositione ritrouasi essere nella positione D sol re acquisito.
Et le figurationi con le cadenze loro saranno quelle istesse, che si ritrouano nell'ottaue loro dalla parte intensa al cap. XXXVII. del primo libro.

Compositione del secondo Tuono regolato, come appare.

Terminatione del secondo Tuono regolato.

Et l'vltima nota della compositione ritrouasi essere nella positione A la mi re acquisito.

Compositione del terzo Tuono regolato, come appare.

Terminatione del terzo Tuono regolato.

Et la prima nota della compositione ritrouasi essere nella positione E la mi acquisito. Composi-page 79Libro Terzo.79

Compositione del quarto Tuono regolato, come appare.

Terminatione del quarto Tuono regolato.

Et l'vltima nota della compositione ritrouasi essere nella positione mi acquisito.

Compositione del quinto Tuono regolato, come appare.

Terminatione del quinto Tuono regolato.

Et la prima nota della compositione ritrouasi essere nella positione F fa ut acquisito.

Compositione del sesto Tuono regolato, come appare.

Termi-page 79vIl Tesoro Illuminato

Terminatione del sesto Tuono regolato.

Et l'vltima nota della compositione ritrouasi essere nella positione C fa ut acquisito.

Compositione del settimo Tuono regolato, come appare.

Terminatione del settimo Tuono regolato.

Compositione dell'ottauo Tuono regolato, come appare.

Terminatione dell'ottauo Tuono regolato.

Et l'vltima nota della compositione ritrouasi essere nella positione D sol re acquisito. D'alcunipage 80Libro Terzo.80

D'alcuni altri otto Tuoni regolati, quali saranno chiamati la maggior parte di loro misti di compositione, con le terminationi loro, posti à complacenza. Cap. XLIX.

HOra Lettore mio benegno vederete alcuni altri Tuoni regolati dalla parte remissa, quali il numero di loro saranno otto, & da noi saranno chiamati la maggior parte di loro Misti, per cagione della compositione loro, perche saranno composti di specie naturali & accidentali, & alcuni di loro saranno accidentali, & vna parte di loro ancora andaranno fuora della Mano dalla parte remissa per le positioni acquisite à corrispondenza dell'ottaue, loro dalla parte intensa, & più chiaramente vi dimostraranno le figurationi per essere breue.
Et il Compositore potrà à suo piacere fare tenere il principato del Tuono la parte del Basso, procedendo sempre con le specie pertinenti al Tuono.

Compositione del primo Tuono regolato & misto.

Terminatione del primo Tuono regolato.

Compositione del secondo Tuono regolato & misto.

Terminatione del secondo Tuono regolato.

Et l'vltima nota della compositione ritrouasi essere nella positione D sol re acquisito. Compo-page 80vIl Tesoro Illuminato

Compositione del terzo Tuono regolato & misto.

Terminatione del terzo Tuono regolato.

Compositione del quarto Tuono regolato & misto.

Terminatione del quarto Tuono regolato.

Et l'vltima nota della compositione ritrouasi essere nella positione E la mi acquisito.

Compositione del quinto Tuono regolato, & tutto accidentale.

Terminatione del quinto Tuono regolato.

Compo-page 81Libro Terzo.81

Compositione del sesto Tuono regolato, & tutto accidentale.

Terminatione del sesto Tuono regolato.

Et l'vltima nota della compositione ritrouasi essere nella positione F fa ut acquisito.

Compositione del settimo Tuono regolato & misto.

Terminatione del settimo Tuono regolato.

Compositione dell'ottauo Tuono regolato & misto.

Terminatione dell'ottauo Tuono regolato.

XDellapage 81vIl Tesoro Illuminato

Della compositione de gl'otto Tuoni regolati, quali andaranno fuora della mano vna parte di loro dalla parte intensa, con le terminationi loro, come dimostraranno le figure dalla parte remissa vederete ogni cosa per ordine, posti à complacenza. Cap. L.

ET le parti delli Soprani potranno tenere il principato del Tuono à complacenza delli Compositori.

Compositione del primo Tuono regolato.

Terminatione del primo Tuono regolato.

Compositione del secondo Tuono regolato.

Terminatione del secondo Tuono regolato.

Compositione del terzo Tuono regolato.

Terminatione del terzo Tuono regolato.

Compo-page 82Libro Terzo.82

Compositione del quarto Tuono regolato.

Terminatione del quarto Tuono regolato.

Compositione del quinto Tuono regolato.

Terminatione del quinto Tuono regolato.

Et l'vltima nota della compositione ritrouasi essere nella positione F fa ut acquisito.

Compositione del sesto Tuono regolato.

Terminatione del sesto Tuono regolato.

X 2Compo-page 82vIl Tesoro Illuminato

Compositione del settimo Tuono regolato.

Terminatione del settimo Tuono regolato.

Et l'vltima nota della compositione ritrouasi essere nella positione G sol re ut acquisito.

Compositione dell'ottauo Tuono regolato.

Terminatione dell'ottauo Tuono regolato.

Espediti gl'otto Tuoni regolati naturali, & nel cap. seguente vederete ancor altri otto Tuoni regolati, misti di compositione, cioè saranno composti di specie naturali, & accidentali per vostra consolatione, posti à complacenza.

Ancora dimostraremo la compositione de gl'otto Tuoni regolati, quali andaranno fuora della mano la maggior parte di loro dal la parte intensa, con le terminationi loro, come dimostraranno le figure dalla parte remissa poste à complacenza, & vederete ogni cosa per ordine. Cap. LI.

ET le parti delli Soprani potranno tenere il principato del Tuono à com placenza delli Compositori. Compo-page 83Libro Terzo.83

Compositione del primo Tuono regolato & misto.

Terminatione del primo Tuono regolato.

Et l'vltima nota della compositione ritrouasi essere nella positione G sol re ut acquisito.

Compositione del secondo Tuono regolato & misto.

Terminatione del secondo Tuono regolato.

Compositione del terzo Tuono regolato & misto.

Terminatione del terzo Tuono regolato.

Et l'vltima nota della compositione ritrouasi essere nella positione A la mi re acquisito. Composi-page 83vIl Tesoro Illuminato

Compositione del quarto Tuono regolato & misto.

Terminatione del quarto Tuono regolato.

Compositione del quinto Tuono regolato accidentale.

Terminatione del quinto Tuono regolato.

Et l'vltima nota della compositione ritrouasi essere nella positione b fa di b fa mi acquisito.

Compositione del sesto Tuono regolato accidentale.

Terminatione del sesto Tuono regolato.

Compo-page 84Libro Terzo.84

Compositione del settimo Tuono regolato, & misto.

Terminatione del settimo Tuono regolato.

Et l'vltima nota della compositione ritrouasi essere nella positione C sol fa ut acquisito.

Compositione dell'ottauo Tuono regolato & misto.

Terminatione dell'ottauo Tuono regolato.

Hor Lettore mio benegno, crederò che in parte da me sarai sodisfatto delli sopradetti Tuoni, auegna ch'io non habbia posto tutto quello, ch'il tuo intelletto desideraua, perche ho pretenduto alla breuità : nondimeno con il tuo ingegno potrai trouare quello che da me è stato lasciato, per essere breue: il che conosco la tua cortesia, che d'ogni poco vi contentate, & hauerai il tuo Illuminato per iscusato.

In qual positione della Mano debbe cominciare il Compositore, quando da lui è terminato di fare vno suo concento. Cap. LII.

HOr debbiamo sempre hauere riguardo di fuggire la moltitudine delle pause, eccettuando quando il Compositore haurà terminato di farepage 84vIl Tesoro Illuminatofare vno Canon, allhora non si può fare di manco secondo il soggetto che da lui sarà preso. Hora dico, hauendo il Compositore terminato nell'idea sua di volere fare vno concento, di necessità bisogna hauere grande riguardo alle parole, & essaminare ben qual Tuono chiamano esse parole. Hor adunque si farà vn presupposito, che le parole meritano d'essere collocate nel primo tuono, & hauendo il primo tuono sei principij, come habbiamo dimostrato nell'opera nostra chiamata la Illuminata nel libro terzo al cap. VII. & al cap. IX. del presente libro. Dil che bisogna dunque hauere riguardo qual principio è più conueniente alla prima parola per conformare le note con le parole. Diremo adunque, che la prima parola metta il principio in F fa ut primo con queste note, fa sol la, & per fuggire la moltitudine delle pause, l'altra parte potrà hauer principio in C fa ut, ouero in C sol fa ut con queste note fa sol la, & vn'altra parte potrà hauere in E la mi primo, ouero in E la mi secondo con queste note, la sol fa, in contrario delle prime positioni vn'altra parte potrà hauere principio in A la mi re primo, ouero nel secondo con queste note la sol fa, & cosi discorrendo ripigliando sempre quelle stanze di sopra nomate, che vi saranno più accommode: & questo solo essempio vi sarà per ammaestramento ne gl'altri Tuoni, hauendo riguardo alle stanze deriuate & replicate.
Cosi ancora volendo il Compositore fare vno concento, & dare principio con la Diatessaron incomposito del primo Tuono, re sol, ouero composito, re mi fa sol; & per euitare la moltitudine delle pause, vn'altra parte potrà dire, sol re, ouero sol fa mi re. & più oltre si dice, ch'il Compositore potrà accettare vn'altra specie del Diatessaron incomposito, ouero composito qual sarà più conueniente alle parole, ouero al sentimento, & per euitare la moltitudine delle pause, questo Diatessaron differente si concede; & questo solo essempio vi sarà per ammaestramento ne gl'altri tuoni.
Cosi ancor volendo il Compositore fare vno suo concento, & volendo dare principio per Diapente incomposito del primo tuono, qual dice, re la, ouero composito, come appare, la sol fa mi re, ouero accettare la Diatessaron del primo tuono, re sol, & per contrario sol re, ouero composito re mi fa sol, & per contrario sol fa mi re. Dil che per euitare la moltitudine delle pause, il Compositore potrà accettare vna dell'altre specie delli Diapenti incomposite, accettando sempre quella che sarà più conueniente; & questo essempio vi sarà per ammaestramento ne gl'altri tuoni.
Ancor vi dono auiso, che delli sei principij del primo tuono non tanto il Compositore si debbe seruire di tutti quelli sei principij secondo l'occorrenze del tuono. Cosi ancor intendiamo nell'ottaue, & replicate loro per accommodare le parti. Cosi ancora intendiamo per vnisuono, & per Diatessaron & Diapente, secondo l'occorrenze del tuono, & alcuna volta per terza mino re & maggiore, secondo l'occorrenze del tuono, & cosi nell'ottaue & replicate loro; & questo vi sarà per ammaestramento ancor in tutti i tuoni. Chepage 85Libro Terzo.85

Che differenza è tra la Sesquialtera, & la Hemiolea, con alcuni auuertimenti. Cap. LIII.

LA Sesquialtera & la Hemiolea sono vna cosa istessa, perche tanto significa Sesquialtera in potenza, quanto la Hemiolea; dato che gli vocaboli siano differenti di nome, nondimeno in virtù sono vguali; perche tanto opera vno quanto l'altro, il che hanno vno medesimo significato & effetto. Hor adunque quando il Compositore vorrà formare vna Sesquialtera nel suo concento di breui & semibreui, bisogna dimostrare la presente figuratione 3/2 ouero come appare 3/2 lasciando molte ragioni per essere breue del secondo essempio, nel che haurai nel primo & secondo essempio la breue perfetta & la semibreue alterata, & alcuna volta la semibreue verrà transportata secondo l'occorrenze, & altre cose, & la pausa di breue, come appare, sempre verrà perfetta, cioè di valore di tre semibreui suffocate: nel che passarà alla mensura nella presente figura 3/2 ouero come appare 3/2 tre semibreui contro dua dell'antecedenti per ciascuna dimostratione. Cosi ancora volendo il Compositore dimostra re la sesquialtera di semibreui & minime, haurai à dimostrare la presente figura 3/2 dil che passarà tre minime contro dua dell'antecedenti, & la semibreue verrà perfetta, & la minima verrà alterata, & alcuna volta sarà transportata secondo l'occorrenze, & altre cose, & la pausa di semibreue, come appare sempre verrà perfetta, cioè di valore di tre minime; & molte altre ragioni & dimostrationi si lasciano per essere breue.
Et quando il Compositore vorrà formare la Sesquialtera di breui & semibreui, fa che tal concento sia terminato in quantità senaria, acciò si possa congiungere la mensura delle breui & semibreui con il termine del mensurato; & il simile nella sesquialtera segnata di semibreui & minime. Cosi ancora nella Hemiolea quando sarà segnata di breui & semibreui, ouero la sua quan tità, haurai à memoria di farla terminare in quantità senaria.
Et quando sarà segnata la Hemiolea di semibreui & minime, ouero la sua quantità, haurai à memoria di farla terminare in quantità senaria.

Della Hemiolea.

LA Hemiolea è consueto, anzi per debito si debbe scriuersi senza segno di cifra alcuna, perche di sua natura è termine di proportione Arithmetica. adunque non si debbe dimostrare per cifre numerali, & la negrezza sua sodisfà per essere termine Arithmetico, come dimostra il Calepino Ambrosio. Dico dunque che la Hemiolea per essere di sua natura nera, è priua di molte cose, & questo è la differenza, ch'è tra la Sesquialtera & la Hemiolea, nel che la sesquialtera proportione possiede tutto il Tesoro Musicale, & la Hemiolea Yperpage 85vIl Tesoro Illuminatoper essere di sua natura nera, & la negrezza significa mestitia, imperfettione: dil che d'ogni cosa resta priua, eccetto che essa fa il suo corso, come dimostra il Calepino Ambrosio, 3/2 15/10 & vederete ogni cosa per ordine la differenza loro, pretendendo sempre di essere breue.
Della Sesquialtera proportione segnata di breui & semibreui, ouero la sua quantità interpollata di estremo à estremo, cioè per il processo del concento.
HOR nella proportione Sesquialtera haurai la breue perfetta à tuo piacere.
Ancora nella Sesquialtera proportione haurai la pausa di breue sempre perfetta.
Ancora la breue nella Sesquialtera proportione sempre verrà perfetta auanti la sua pausa.
Ancora nella proportione Sesquialtera haurai la semibreue alterata in dispositione del Compositore.
Ancora nella sesquialtera proportione haurai la semibreue transportata à tuo piacere.
Ancora nella sesquialtera proportione la semibreue può fare imperfetta la sua maggior propinqua.
Ancora nella proportione sesquialtera la breue sempre verrà perfetta, quando sarà auanti alla sua simile, non tanto di colore, come ancora di forma, & ancor auanti il suo valore.
Ancora nella sesquialtera proportione verrà la breue perfetta con il punto.
Ancora nella sesquialtera proportione la breue verrà alcuna volta imperfetta, dato che di sua natura sia perfetta, nondimeno volontariamente la si spoglia della sua terza parte per sua cortesia, dimostrando che si fa stima delle sue viscere; perche la semibreue, & altre figure minori sono scemate dal corpo della breue, nel che l'amano come suoi figliuoli, & per darli honore la s'è contentata d'essere fatta imperfetta, allegrandosi à vedere gli suoi figliuoli, che doppo lei seguono, & che di loro nasce tanta soauità, & stà à godersi in allegrezza, & cosi viue lietamente & felice, perche di lei nascono tutte le figure, come ogn'ingegno può vedere; & molte cose sono lasciate per essere breue.
Della sesquialtera proportione segnata di semibreue & minime, ouero la sua quantità interpollata di estremo à estremo, cioè per il processo del concento.
NELLA proportione sesquialtera haurai la semibreue perfetta à tuo piacere.
Ancora nella sesquialtera proportione haurai la pausa di semibreue sempre perfetta. Cosipage 86Libro Terzo.86
Cosi ancora nella proportione sesquialtera haurai sempre la semibreue perfetta auanti la sua pausa.
Ancora nella proportione sesquialtera haurai la minima alterata à tuo piacere.
Cosi ancora nella sesquialtera proportione haurai la minima trasportata.
Ancor nella proportione sesquialtera la minima può far imperfetta la sua maggior propinqua.
Ancora nella sesquialtera proportione la semibreue sempre verrà perfetta quando sarà auanti alla sua simile, non tanto di colore, come ancora di forma, & ancor auanti il suo valore.
Ancor nella sesquialtera proportione verrà la semibreue perfetta con il punto.
Ancora nella proportione sesquialtera la semibreue alcuna volta verrà im perfetta, dato che di sua natura sia perfetta, nondimeno ancora lei si spoglia della sua terza parte, dimostrando che si fa stima delle sue viscere, nel che la minima, & altre figure minori sono scemate dal corpo della semibreue; dil che la semibreue s'è contentata volontariamente d'essere fatta imperfetta dalle sue viscere, come suoi figliuoli, che doppo lei seguono, & che da loro nasce tanta harmonia, & lei stà à godersi in allegrezza, & cosi viue felice.
Hor la conclusione di questo cap. adunque sarà, che la differenza, ch'è tra la Sesquialtera, & la Hemiolea, che tutte le note della Hemiolea verranno imperfette, come sarà la breue nella Hemiolea segnata di breui & semibreui, & ancor di minori figure interpollate di estremo à estremo, cioè nel processo del concento. & più oltre si dice, che se la breue ancor hauesse il punto, non per questo verrà la breue perfetta, anzi sarà imperfetta, & il simile sarà nella semibreue, quando la Hemiolea sarà segnata di semibreui, & minime, & ancor di minori figure interpollate nel processo del concento, hauendo il punto la semibreue, non per questo verrà perfetta la semibreue, anzi sarà sem pre imperfetta, perche di sua natura è sottoposta all'imperfettione, & il simile sarà nella breue, perche è sottoposta all'imperfettione. Hor si conchiude, che ciascuna figura non può essere fatta perfetta quando ella è sottoposta all'imperfettione. ergo &c.
Cosi ancor quando la Hemiolea sarà segnata di breui & semibreui, la semibreue non può far imperfetta la sua maggiore, nè meno essa semibreue non può essere alterata, nè meno trasportata.
Cosi ancor quando la Hemiolea sarà segnata di semibreui & minime, la minima non può far imperfetta la sua maggiore, nè meno essa minima non può essere alterata, nè meno trasportata.
Hor da molti Musici è detto che il punto posto alla breue, ouero semibreue, ouero in altre figure nella Hemiolea, dicono che esso punto sarà chiamato punto di perfettione; a' quali son contrario, & dico, che la Hemiolea di sua natura è cosa imperfetta: essendo dunque imperfetta, seguitarà che il punto Y 2da loropage 86vIl Tesoro Illuminatoda loro chiamato di perfettione, egliè il falso; perche non può essere chiama ta vna cosa perfetta, se non è sottoposta alla perfettione. dunque esso punto sarà chiamato contra della sua natura, ergo male; & da noi sarà chiamato punto d'augumentatione, perche augumenta la meta, per essere la Hemiolea di sua natura imperfetta, & come vna cosa è sottoposta all'imperfettione, meno il punto non può essere chiamato di perfettione. hor adunque sarà da noi chiamato punto d'augumentatione, perche augumenta la metà. Ma quando le figure sono sottoposte alle perfettioni, allhora il punto sarà chiamato punto di perfettione, come più volte è detto & dimostrato.
Et molte altre cose sono lasciate per essere breue. dico dunque che la sesquialtera possede tutto il Tesoro Musicale, & la Hemiolea fa il suo solo effetto, come dimostra il Calepino Ambrosio. dunque la Hemiolea resta priua d'ogni Tesoro Musicale, per essere di sua natura imperfetta.

Contra à quelli, che vanno seminando per il volgo cieco, ch'egliè la quinta superflua, a' quali son contrario. Cap. LIIII.

HOra dico, ch'ogni specie di consonanza sono procedute dalle proportioni; dico dunque che la terza maggiore, ò vuoi dire Dittono, cade nella proportione 81 à 64. Il semidittono, ò vuoi dire terza minore cade nella proportione 32 à 27. Il Diatessaron, ò vuoi dire quarta minore cade nella proportione sesquiterza 4 à 3. La Diapente, ò vuoi dire quinta perfetta cade nella proportione sesquialtera 3 à 2. La Sesta maggiore, ò vuoi dire Hesacor do maggiore cade nella proportione 27 à 16. La Sesta minore, ò vuoi dire Hesacordo minore cade nella proportione 128 à 81. L'ottaua, ò vuoi dire Diapason cade nella proportione dupla 2 à 1. Hor dunque per la dimostrationi delle proportioni di sopra mostrate, non si troua quinta superflua, ma si ben perfetta, come egliè detto. Adunque quelli, che vanno seminando & dimostrando ch'egliè la quinta superflua, hanno male considerato; perche ogni consonanza cade nella proportione, & non si troua proportione doue riesce la quinta superflua. dunque non è degna d'essere nel numero delle con sonanze, nè meno debbe essere nomato esso interuallo; & essi Musici fanno vergogna alle consonanze à porre in luce quello che dall'Aritmetica non produce, nè meno può far' esso interuallo effetto alcuno nella Musica. Hor potrebbono dir'alcuni, secondo che gli Musici hanno accettato la quinta di minuta continente duoi Tuoni sesquiottaui, con duoi minori semituoni, & esso interuallo manca vn'apotome della perfettione sua. Cosi ancor il Musico commertio può accettare la quinta superflua, la qual contiene tre Tuoni sesquiottaui, con duoi semituoni ineguali, nondimeno il Musico commertio accetta la diminuta, & non la superflua; hor appare che la Schola Musicale sia fatta partiale d'accettare la diminuta, e non la superflua: & tutti gli duoi interualli di estremo à estremo non trouo, che cadono nelle proportioni, ma di loropage 87Libro Terzo.87di loro si cauaranno per gli mezi suoi diuerse proportioni: il che la quinta di minuta manca della perfettione sua vno apotome, & la quinta superflua soprauanza della perfettione sua vno apotome. Dunque il Musico commertio si può acquetare, accettando tutti gli duoi interualli d'estremo à estremo, & questo è vn modo d'arguire Sofistico. Hor à questo per cortesia si risponde, quando la quinta superflua non passasse gli quattro interualli, & cinque note, & che fossero gl'interualli diuersi dalli primi, allhora sarebbe cosa ragioneuole al Musico commertio d'accettare esso interuallo. Ma si vede chiaro che la quinta chiamata da loro superflua, non è nel numero delle consonanze, perche la passa il termine suo, dil che esso interuallo non è quinta, nè sesta minore, nè maggiore, nè meno esso interuallo si possa accostare con altra consonanza à far'effetto alcuno, perch'egliè vn'interuallo appartato; contra della natura diminuta, quale gli Compositori alcuna volta da loro egliè adoperata per andare alla terza maggiore. Hor che faremo di questo interuallo, ò figlio mio? Aldi & apri l'orecchie; Dicoti figlio, che non è buono di fare cosa alcuna, ma egliè da gittare nel mare; perche esso interuallo è bandito dall'Arismetica, e l'Arismetica predomina tutto il mondo. Adunque esso interuallo non è degno d'essere nomato, perche non ha luogo nel genere Diatonico. Et più oltre si dice per cortesia, che cosa vltra perfectum nihil datur. Ergo male.

Contra all'openioni d'alcuni Musici, quali dicono, ch'egliè il punto d'imperfettione, & ch'esso punto imperfice la pausa breue sottoposta alla perfettione, a' quali son contrario. Cap. LV.

HOra dico, che la Schola Musicale hà accettato il punto, per fare la pro latione perfetta, & ancor per fare perfetta la figura, quando egliè sottoposta alla perfettione, ch'alcuna volta d'vna minor à lei seguente restarebbe imperfetta, secondo le regole Musicali; dil che il Compositore debbe porre il punto alla figura maggiore, per fare che la sia preseruata perfetta, cosi ancor il circolo per fare perfetta la breue. Dunque seguitarà, ch'il punto non può fare imperfetta la breue, nè meno la sua pausa, quando ella è sottoposta alla perfettione, & il simile la pausa sempre resta di sua natura perfetta; a benche si troua in alcune compositioni hodierne, che la pausa breue è fatta alcuna volta imperfetta, perche à loro manca tal'intelligenza; il che subito che la nota è sottoposta alla perfettione, non essendo trauagliata dalle sue descendenti, sempre sarà perfetta, maggiormente debbe essere la sua pau sa, perche non è variabile, nè meno indiuisibile per cagione della sua taciturnità, che da lei non riesce harmonia alcuna; dunque non è variabile: cosi ancor il circolo accettato dal Musico commertio, pretende alla perfettione, cosi ancor nella sesquialtera; & di quì nasce che non si troua punto d'imperfettione, ma ben si troua punto d'augumentatione, punto di perfettione, & puntopage 87vIl Tesoro Illuminatopunto di diuisione, come habbiamo dimostrato nel terzo libro nel cap. XXI. Hor dunque se non si troua punto d'imperfettione; ergo male: cosi ancor tale punto sarà chiamato da noi punto di distruttione, perche distrugge l'Aritmetica, & ancor la Geometria. Et più oltre si dice, ch'il punto chiamato di imperfettione sarebbe di maggior dignità, che non è quello di perfettione; la qual cosa non conuiene: perche ogni cosa, che pretende alla perfettione ò più degna, che non è quella, che pretende alla imperfettione. Adunque è più degno il circolo, che non è il punto. Et più oltre si dice, che il circolo è figura perfettissima: ma il punto, ò Lettore mio benegno, è di contraria natura. Hor ascolta & apri l'orecchie: Dico dunque ch'il punto non è quantità nè continua nè meno discreta, ma ben sarà principio di quantità; dunque non può distruggere l'effetto del segno circolare. Hora dico, ch'il punto chiamato da loro punto d'imperfettione, è stato male considerato, perche a loro manca tal'intelligenza, & da noi come è detto sarà chiamato punto di distruttione, perche distrugge l'effetto che fa il circolo. dunque per le ragioni di sopra dette non può essere chiamato punto d'imperfettione, ma ben sarà chiamato punto di distruttione, come habbiamo prouato; & di quì nasce, che non si troua punto d'imperfettione, ma ben appresso di noi non si troua altro ch'il punto d'augumentatione, punto di perfettione, & punto di diuisione, come è detto, e dimostrato, quali da noi sono chiamati punti reali; & in parte di loro nascono diuersi effetti, & vederai l'essempio doue egliè stato trouato tal punto, come appare nel libro chiamato Fior Angelico al cap. ottauo, nel qual distrugge la Geometria dell'effetto suo, come appare.
Hora si vede Lettore mio benegno, che nel sopranotato essempio il punto fa imperfette le pause, attento che sono soggette alla perfettione per cagione del circolo. Conclusionipage 88Libro Terzo.88

Conclusioni in Musica poste per il R. Padre Frate Illuminato Aiguino, non per superbia, ma per cortesia.

  • CH'il Salmo dell'Introito della Natiuità di San Giouanni Battista è ben posto, dato che l'Introito è secondo Tuono, nondimeno il Salmo ritro uasi essere del primo Tuono, come appare in molti libri.
  • Ch'il Salmo di sopra detto stà male; perche l'Introito è secondo Tuono, & il Salmo egliè del primo Tuono.
  • Ch'il fa contra il mi in quinta è buono per l'effetto, qual da lui nasce.
  • Ch'il fa contra 'l mi in quinta è falso per l'effetto, qual da lui nasce.
  • Ch'il mi contra il mi in quinta perfetta è falso, per l'effetto che da lui nasce.
  • Ch'il mi contra il mi in quinta perfetta è buono, per l'effetto, che da lui nasce.
  • Che la Diapente, ò vuoi dire quinta come appare, re la, ouero mi mi, ouero fa fa, ouero vt sol, non è perfetto Diapente, ò vuoi dire quinta.
  • Che la Diapente perfetto ritrouasi hauere quattro specie appartate.
  • Che la Diapente perfetto ritrouasi essere vna sola specie, & non quattro, come contiene nella conclusione di sopra detta.
  • Ch'Alma redemptoris non è quinto tuono, come ho detto nell'Illuminata nostra, ma ben sarà settimo regolato.
  • Ch'Alma redemptoris di sopra nomata, sarà quinto, & non settimo.
  • Ch'Alma redemptoris non è quinto, nè settimo, nè meno vndecimo Tuono, ma ben sarà sesto Tuono, misto perfetto, & commisto perfetto, con il primo irregolare.
  • Che la Diapente & Diatessaron, come appare, re la, per la Diapente, & re sol, per la specie del Diatessaron, ouero quarta minore, come dimostra la figura, non sarà perfetto Tuono, come appare.
  • Hor per cortesia dico, che la sopradetta figuratione sarà Tuono perfetto.
  • Alcuni Musici fanno terminare Aures ad nostras, hinno della Quaresima, nella positione A la mi re; hor dico ch'egliè il falso, che non debbe terminare in A la mi re; ma ben debbe terminare in G sol re ut.
  • Contra, che l'hinno di sopra mostrato, dico che non debbe terminare in G sol re ut, anzi debbe terminare in A la mi re, come ogni ingegno pellegrino può vedere. Chepage 88vIl Tesoro Illuminato Libro Terzo
  • Che l'ottaua non è Madre delle consonanze, come il volgo tiene.
  • Contra all'opinione di sopra detta, che l'ottaua è la Madre nostra delle consonanze.
  • Che l'ottaua da C fa ut alla positione C sol fa ut, non è perfetta ottaua.
  • Contra, che l'ottaua da C fa ut alla positione C sol fa ut, ritrouasi essere l'ottaua perfetta.
  • Diuersi Scrittori hanno dimostrato, che si trouano otto Tuoni, & alcuni altri quattordeci, & alcuni altri sedici: a' quali son contrario, & dico, ch'al mondo non si trouano altro che duoi Tuoni.
  • Che la conclusione di sopra detta, qual dice, che non è altro, che gli duoi Tuoni; hora dico, ch'ella è falsa: perche nella Schola Musicale si trouano quattro Tuoni.
  • Contra alla conclusione di sopra detta delli quattro Tuoni, dico ch'ella è falsa; perche nella Schola Musicale non possono essere altro che gli duoi tuo ni, come egliè detto nella prima conclusione.
  • Hor per cortesia, & ancor per debito dico, che le conclusioni di sopra mo strate sono false, & dico che non si trouano altro ch'vn solo Tuono. Contra alla conclusione di sopra detta, hauendo detto ch'egliè vn solo Tuono; hora dico, che gli Tuoni sono quattordeci.
Hora dicoti Lettore mio benegno, per tua cortesia tu haurai per iscusato il tuo seruo Illuminato, trouando nel libro alcuna lettera posta per vn'altra, ouero alcuna parola, ò dittione, & alcuna cosa posta per vn'altra, ouero alcuno mancamento, rimettendomi al tuo discreto giudicio: ma ti prego, che tu habbi riguardo al sentimento di quello, ch'è detto per auanti, ouero dipoi, che trouarai ogni cosa che l'intelletto tuo restarà per tua cortesia sodisfatto. Vale & memore di me.
IL FINE.
page 89

TAVOLA DELLI CAPITOLI, CHE NELL'OPERA SI CONTENGONO.

LIBRO PRIMO.
CHE cosa sia Musica. Cap. i.
Della deriuatione della Musica. Cap. ij.
Della Musica Mondana, Humana, e istromentale. Cap. iij.
Della diuisione della Musica. Cap. iiij.
Che cosa sia Tuono, & della sua diuisione. Cap. v.
Del Semituono minore & maggiore. Cap. vi.
Dell'effetto che fa il Semituono minore, nel Semidittono, ouero terza minore, con la diffinitione sua, & quante sono le specie sue. Cap. vij.
Del Dittono, ouero terza maggiore, con la sua diffinitione. Cap. viij.
Dell'effetto che fa il Semituono minore nella Diatessaron minore, ouero quarta minore, con la diffinitione sua, & quante sono le specie sue. Cap. ix.
Della Diatessaron, ouero quarta maggiore. Cap. x.
Dell'effetto che fa il Semituono minore nella Diapente, con la diffinitione sua, & quante sono le sue specie. Cap. xi.
Dell'effetto che fa il Semituono minore nelli quattro interualli duoi maggiori, e duoi minori, compositione di cinque note, con la sua diffinitione. Cap. xij.
Dell'effetto che fa il Semituono minore nella sesta minore, con la sua diffinitione. Cap. xiij.
Dell'effetto che fa il Semituono minore nella sesta maggiore, con la sua diffinitione. Cap. xiiij.
Della settima maggiore & minore, con la sua diffinitione, & dell'effetto, che fa il Semituono minore nella settima maggiore & minore. Cap. xv.
Della Diapason, ouero ottaua. Cap. xvi.
Della quantità de gli Tuoni, ouero modi. Cap. xvij.
Del Tuono con la sua diffinitione. Cap. xviij.
Della compositione del primo Tuono. Cap. xix.
Della compositione del secondo Tuono. Cap. xx.
Della compositione del terzo Tuono. Cap. xxi.
Della compositione del quarto Tuono. Cap. xxij.
Della compositione del quinto Tuono. Cap. xxiij.
Della compositione del sesto Tuono. Cap. xxiiij.
Della compositione del settimo Tuono. Cap. xxv.ZDellapage 89vTauola.
Della compositione dell'ottauo Tuono. Cap. xxvi.
Perche causa si piglia la prima specie del Diatessaron à comporre il settimo Tuono, & che non si piglia vna dell'altre due. Cap. xxvij.
Della terminatione, ouero fine delli Tuoni, & che cosa sia la fine. Cap. xxviij.
Dell'auttorità delle specie. Cap. xxix.
Della natura delli Tuoni. Cap. xxx.
Qual parte debbe tenere il principato del Tuono, cosi nelli Tuoni autentici, come an cora nelli suiuggali. Cap. xxxi.
Diuersi auuertimenti, & concessioni, con alcune considerationi circa del Canto fermo. Cap. xxxij.
Che la presente figura è chiamata al contrario della sua natura, & che il b molle sempre è accidentale, & che le congionte sono necessarie, & non arbitrarie, con la diffinitione loro. Cap. xxxiij.
Auuertimento alli Compositori, quali vsano d'ogni sorte di cadenza in ciascun Tuono, & se esse cadenze sono necessarie, ò nò, con la diffinitione sua. Cap. xxxiiij.
D'alcuni altri auuertimenti circa delle cadenze, le quali fanno gli Compositori incon sideratamente nelle compositioni loro, & che effetto fa la cadenza dell'ottaua. Cap. xxxv.
D'alcuni auuertimenti nel vsare le specie d'vn Tuono, con le parole all'assomiglianza delle note. Cap. xxxvi.
Della perfettione delli Tuoni, con la dimostratione loro, con le cadenze loro alli proprij suoi luoghi per ordine di ciascun Tuono. Cap. xxxvij.
Contra all'opinioni d'alcuni Musici, quali compongono il quinto & sesto Tuono, con la congionta di b molle posta in mi acuto. Cap. xxxviij.
Modo di procedere da F fa ut primo al C sol fa ut, con la congionta di b molle posta in mi acuto, con le dimostrationi del quinto & sesto Tuono, con le terminationi loro ordinarie, con le cadenze loro, & con duoi auuertimenti. Cap. xxxix.
Dell'imperfettione delli Tuoni. Cap. xl.
D'alcuni canti, i quali sono composti d'vna quinta di estremo à estremo, & della cor da, ouero stanza, che diuide il Diapente. Cap. xli
Che di sopra di A la mi re vna nota non sempre si debbe dire fa. Cap. xlij.
De tutti gli canti, che saranno composti per quarta, ouero Diatessaron minore. Cap. xliij.
LIBRO SECONDO.
DElla compositione de tutti gli Tuoni con il b molle posto in mi acuto, con le terminationi loro, & dimostrationi di essi Tuoni, con alcune specie estraordinarie pertinenti alli Tuoni. Cap. i.
Della compositione del secondo Tuono, con il b molle posto in mi acuto. Cap. ij.Dellapage 90Tauola.
Della compositione del terzo Tuono, con il b molle posto in mi acuto. Cap. iij.
Della compositione del quarto Tuono, con il b molle posto in acuto. Cap. iiij.
Della compositione del quinto Tuono, con il b molle posto in mi acuto. Cap. v.
Della compositione del sesto Tuono, con il b molle posto in mi acuto. Cap vi.
Della compositione del settimo Tuono, con il b molle posto in mi acuto. Cap. vij.
Della compositione dell'ottauo Tuono con il b molle posto in mi acuto. Cap. viij
Della dimostratione del primo Tuono perfetto, con la terminatione estraordinaria, con il b molle posto in mi acuto, & con le cadenze ordinarie alli proprij suoi luoghi. Cap. ix.
Della dimostratione del secondo Tuono perfetto, con la terminatione estraordinaria, con il b molle posto in mi acuto, con le cadenze alli proprij suoi luoghi. Cap. x.
Della dimostratione del terzo Tuono perfetto, con la terminatione estraordinaria, con il b molle posto in mi acuto. Cap. xi.
Della dimostratione del quinto Tuono perfetto, con la terminatione estraordinaria, con il b molle posto in mi acuto, con le cadenze alli proprij suoi luoghi. Cap. xij.
Della dimostratione del quinto Tuono perfetto, con la terminatione estraordinaria, con il b molle posto in mi acuto, con le cadenze alli proprij suoi luoghi. Cap. xiij.
Della dimostratione del sesto Tuono perfetto, con la terminatione estraordinaria, con il b molle posto in mi acuto, con le cadenze alli proprij suoi luoghi. Cap. xiiij.
Della dimostratione del settimo Tuono perfetto, con la terminatione estraordinaria, con il b molle posto in mi acuto, con le cadenze alli proprij suoi luoghi. Cap. xv.
Della dimostratione dell'ottauo Tuono perfetto, con la terminatione estraordinaria, con il b molle posto in mi acuto, con le cadenze alli proprij suoi luoghi. Cap. xvi.
Della quantità delli Tuoni irregolari, con la terminatione loro, & che cosa sia irrego larità, con le cadenze loro alli proprij suoi luoghi. Cap. xvij.
Della dimostratione del primo Tuono irregolare perfetto, qual haurà terminatione in A la mi re, con le cadenze al proprio suo luogo. Cap. xviij.
Della dimostratione del secondo Tuono irregolare perfetto, con le specie pertinenti al Tuono, con la terminatione in A la mi re, & con le cadenze al proprio suo luogo. Cap. xix.
Della dimostratione del terzo Tuono irregolare perfetto, con la terminatione in mi acuto, con le cadenze al proprio suo luogo. Cap. xx.
Della dimostratione del quarto Tuono irregolare, con la terminatione in mi acuto, con le cadenze al proprio suo luogo. Cap. xxi.
Della dimostratione del quinto Tuono irregolare perfetto, con la terminatione in C sol fa ut, con le cadenze al proprio suo luogo. Cap. xxij.Z 2Dellapage 90vTauola.
Della dimostratione del sesto Tuono irregolare perfetto, & con il Diatessaron per varie sedie pertinenti al Tuono, con la terminatione in C sol fa ut, con le cadenze al proprio suo luogo. Cap. xxiij.
Della dimostratione del sesto Tuono regolato & soggetto, con la terminatione in C sol fa ut, con le cadenze al proprio suo luogo. Cap. xxiiij.
Della commistione maggiore imperfetta, con la sua diffinitione. Cap. xxv.
Della commistione minore imperfetta, con la sua diffinitione. Cap. xxvi.
Se il Compositore sarà in libertà di porre la commistione maggiore, ò minore nel suo concento, ò nò, & che effetto fa la commistione, con la concessione delle specie. Cap. xxvij.
Che non si troua Tuono più che perfetto, come alcuni Scrittori hanno detto, & della commistione perfetta, con vno auuertimento. Cap. xxviij.
S'egliè cosa conueniente nel primo Tuono dalla positione D sol re, alla positione D la sol re, à porre la seconda specie del Diatessaron mi fa sol la, sopra la Diapente. Cap. xxix.
Contra all'opinione di sopra detta, qual dice, che si può pigliare la seconda specie del Diatessaron, quanto à comporre il primo Tuono dalla positione D sol re, à D la sol re, con la concessione. Cap. xxx.
Del Tuono commisto con tutti i Signori Tuoni, ò suiuggali, ouero in parte. Cap. xxxi.
Modo di comporre & giudicare il Tuono per ciascuna parte, & sarà vn'istesso Tuono, con alcuni auuertimenti, à complacenza de gli amici. Cap. xxxij.
Come il Compositore sarà in libertà di fare terminare il suo concento appartatamen te, pigliando vna delle tre parti, qual'à lui piacerà. Cap. xxxiij.
Auuertimenti circa il non dimostrare il nome delli Tuoni appartati, e che gli Compo sitori sono mancati, à complacenza de gl'amici. Cap. xxxiiij.
D'alcune considerationi, che fanno molti Musici circa del principiare delli Tuoni in Gamma ut, & il simile in C fa ut, con la risposta per cortesia data. Cap. xxxv.
D'alcune considerationi circa della sillaba, ò vuoi dire nota chiamata Re, che dal volgo cieco è chiamata nota di poco valore, per essere deriuata; & io dico, ch'ella è più degna d'essere nomata & essaltata, che non è la sillaba ut, come intenderai, con alcune considerationi circa del principiare gli Tuoni in Gamma ut, ouero in C fa ut per cortesia. Cap. xxxvi.
LIBRO TERZO.
DElla terminatione delli Tuoni secondo le differenze delli seculorum, lasciando quelli che sono nelle terminationi ordinarie delli Tuoni, & saranno chiamati regolati & soggetti, de non essere commisti, con le cadenze loro alli proprij suoi luoghi, & vederete tutti gli Tuoni per ordine. Cap. i.
Della dimostratione del terzo Tuono secondo gli seculorum. Cap. ij.
Della dimostratione del quarto Tuono secondo gli seculorum. Cap. iij.Dellapage 91Tauola.
Della dimostratione del quinto Tuono secondo gli seculorum. Cap. iiij.
Della dimostratione del settimo Tuono secondo gli seculorum. Cap. v.
Della dimostratione dell'ottauo Tuono secondo gli seculorum. Cap. vi.
Dell'auttorità de gli Tuoni secondo gli seculorum. Cap. vij.
Diuersi auuertimenti circa di tutti gli Tuoni delli seculorum. Cap. viij.
Delli principij di ciascun Tuono secondo i libri Ecclesiastici. Cap. ix.
Che cosa sia tempo, & prolatione minore & maggiore. Cap. x.
Della cognitione di cantare segno contro segno. Cap. xi.
Del Modo minore imperfetto & perfetto. Cap. xij.
Del Modo maggiore imperfetto & perfetto. Cap. xiij.
Che cosa conuiene alli Compositori di necessità à porre nelli concenti loro. Cap. xiiij.
Contra all'openioni d'alcuni Scrittori, quali hanno dimostrato gli segni del Modo minore & maggiore auanti gli semicircoli, ouero circoli, & da essi Scrittori sono chiamati indiciali. Cap. xv.
Contra all'openioni d'alcuni Scrittori, quali hanno dimostrato il Modo maggiore perfetto con due pause parimente poste, & vna più remissa, ouero più alta d'vn tempo. Cap. xvi.
Contra all'openioni d'alcuni Compositori, quali pongono le accidenze per segni, che dimostrano la perfettione, l'alteratione, la diuisione, l'imperfettione, la transportatione. Cap. xvij.
In cortesia diremo contra al capitolo di sopra detto, qual dice, che dalli Compositori è stato male considerato à dimostrare le accidenze. Cap. xviij.
Contra al capitolo di sopra detto per gentilezza, per acuire gl'ingegni. Cap. xix.
Come debbono essere intese le note perfette, & ancor che cosa è alteratione, con la sua diffinitione. Cap. xx.
Del punto, & della sua diffinitione. Cap. xxi.
Per cortesia diremo contra all'opinioni d'alcuni Musici Bresciani, & altri, i quali fanno terminare la prima parte delli concenti del sesto Tuono nella positione G sol re ut primo. Cap. xxij.
Della compositione di tutti gli otto Tuoni con il b molle posto in mi graue, à complacenza de gl'amici, con le cadenze loro, & vederete ogni cosa in figura per ordine. Cap. xxiij.
Della compositione del terzo & quarto tuono. Cap. xxiiij.
Della compositione del quinto & sesto tuono. Cap. xxv.
Della compositione del settimo & ottauo tuono. Cap. xxvi.
Della terminatione delli tuoni sopradetti. Cap. xxvij.
Delle cadenze, che si debbono usare nelli Salmi & Cantici, dimostrando i luoghi semplicemente, lasciando quelli delli seculorum, perche già sono dimostrati. Cap. xxviij.
Delle cadenze del terzo & quarto tuono. Cap. xxix.
Delle cadenze del quinto & sesto tuono. Cap. xxx.Dellepage 91vTauola.
Delle cadenze del settimo & ottauo Tuono. Cap. xxxi.
Delle cadenze delli Tuoni irregolari delli Salmi & Cantici, lasciando molte ragioni per essere breue. Cap. xxxij.
Della terminatione del quinto & sesto Tuono irregolare, & dell'auuertimento d'una cadenza. Cap. xxxiij.
D'alcuni auuertimenti circa delle parti. Cap. xxxiiij.
D'vn'altro auuertimento, volendo il Compositore fare vno concento à cinque, ouero à sei voci differenti, & ancor di più. Cap. xxxv.
D'vn'altro auuertimento circa del fare vno concento con il canto fermo, & ancor per giudicare il tuono. Cap. xxxvi.
D'vn'altro auuertimento, volendo il Compositore fare vno concento, & con tutte le parti siano canti fermi. Cap. xxxvij.
Della terminatione estraordinaria delli Tuoni à beneplacito del Compositore, con le cadenze loro alli proprij suoi luoghi, con la terminatione della seconda, terza & quarta parte, le quali saranno chiamate terminationi estraordinarie, a quali tutti gli Compositori si potranno seruire, variando le terminationi, volendo passare una sola parte del suo concento. Cap. xxxviij.
Del terzo & quarto tuono, con le terminationi estraordinarie. Cap. xxxix.
Del quinto & sesto tuono, con le terminationi estraordinarie. Cap. xl.
Dell'auuertimento contro d'alcuni Compositori per cagione della congionta del b molle posta in mi acuto. Cap. xli.
Del settimo & ottauo Tuono, con le terminationi estraordinarie. Cap. xlij.
In che modo il Compositore volendo fare due parti, ouero piu in vno suo concento, se tutte due le parti debbono terminare nel luogo ordinario, ò nò, con alcune dechiarationi. Cap. xliij.
Contr'al cap. di sopra detto, & à che effetto sono dimostrate diuerse terminationi estraordinarie d'ogni tuono, con alcuni auuertimenti. Cap. xliiij.
Della quantità delli tuoni secondo l'openione d'alcuni Musici, con la risposta data à essi Musici per cortesia. Cap. xlv.
Contra 'l cap. di sopra detto, nel qual'habbiamo prouato, che sono quattordeci Tuoni: & in questo per cortesia haueremo à dimostrare, che sono altro che gli otto Tuo ni regolari. Cap. xlvi.
Contra all'openioni d'alcuni Musici per cortesia, dicendo il parere nostro circa il Nono & Decimo Tuono, & ancora dell'Vndecimo, & Duodecimo Tuono, quali dicono hauere le terminationi in A la mi re primo, & in C sol fa ut. Cap. xlvij.
Della compositione de gl'otto tuoni regolati, quali andaranno fuora della Mano, la maggior parte di loro dalla parte remissa, con le terminationi loro. Cap. xlviij.
D'alcuni altri otto Tuoni regolati, quali saranno chiamati la maggior parte di loro misti di compositione, con le terminationi loro. Cap. xlix.
Della compositione de gl'otto Tuoni regolati, quali andaranno fuora della Mano vna parte di loro dalla parte intensa, con le terminationi loro, come dimostrarannopage 92Tauola.ranno le figure dalla parte remissa ogni cosa per ordine. Cap. L.
Ancora dimostraremo la compositione delli otto Tuoni regolati, quali andaranno fuora della Mano la maggior parte di loro dalla parte intensa, con le terminationi loro, come dimostrano le figure dalla parte remissa, ogni cosa per ordine. Cap. lj.
In qual positione della Mano debbe cominciare il Compositore quando da lui è termi nato di fare vno suo concento. Cap. lij.
Che differenza è tra la Sesquialtera & Hemiolea, con alcuni auuertimenti. Cap. liij.
Contra a quelli che vanno seminando per il volgo cieco, ch'egliè la quinta superflua, a' quali son contrario. Cap. liiij.
Contra all'openioni d'alcuni Musici, quali dicono ch'egliè 'l punto d'imperfettione, & ch'esso punto imperfice la pausa breue sottoposta alla perfettione, a' quali son contrario. Cap. lv.
IL FINE.
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REGISTRO.

* A B C D E F G H I K L M N O P Q R S T V X Y Z.
Tutti sono interi fogli.
IN VENETIA, Appresso GIOVANNI Varisco.MDLXXXI.