×

Title: Il tesoro illuminato

Author: Illuminato Aiguino

Publication: Giovanni Varisco (Venezia, 1581)

Principal editor: Frans Wiering

Funder: Utrecht University Netherlands Organization for Scientific Research (NWO)

Edition: 2000

Department of Information and Computing Sciences Utrecht University P.O. Box 80.089 3508 TB Utrecht Netherlands
Copyright © 2000, Utrecht University, Netherlands
page i
IL TESORO
ILLVMINATO
DI TVTTI I TVONI
DI CANTO FIGVRATO,
CON ALCVNI BELLISSIMI SECRETI,
non da altri più scritti:
CON PRIVILEGIO.IN VENETIA, MDLXXXI.page iipage iii

ALL'ILLVSTRISSIMO,
ET REVERENDISS. SIGNORE,
ET PATRON MIO COLEN.MO
IL SIGNOR ALVIGI
Cardinal da Este.

HO sempre Illustrissimo & Reueren-
dissimo Signore, portato amore, e
riuerenza à V. S. Illustriss. dapoi
che per fama ho inteso quanto ella
sia magnamina, cortese, e liberale;
& insieme ho lungo tempo deside-
rato poter con qualche segno farle conoscere parte del-
l'affettione ch'io le porto: perloche hauendo io questi
giorni messo in luce vn'Operetta, che tratta della Mu-
sica, ho preso ardire di appresentarla à piedi di V. S.
* 3Illustriss.page iv Illustrissima, cosi per sodisfare in parte al desiderio,
c'ho di seruirla & honorarla, come anco accioche sotto
la protettione del suo glorioso nome possi sicuramente
lasciarsi vedere al Mondo. Il dono è picciolo, ma as-
sai dà chi tutto dà. Supplisca alla sua picciolezza &
la cortesia di V. S. Illustrissima, & la mia gran volon-
tà, c'ho di seruirla. Il Signor Dio la conserui, e guar-
di da ogni male, che io humilmente inchinandomele le
bascio le gratiose mani.

Di V. S. Illustriss. & Reuerendiss.
Humil Seruitore
Frate Illuminato Aijguino Bresciano,
dell'ordine Serafico d'osseruanza.

page vpage vi
CAPITANO
page 1 1

IL TESORO ILLVMINATO
DI TVTTI I TVONI
DI CANTO FIGVRATO.

LIBRO PRIMO.

Che cosa sia Musica. Cap. I.

LA Musica non è altro che vn'arte spettabile, & soaue, che
del suo suono in Cielo & in terra rende la sua soauità & dol-
cezza, & quest'afferma il mio irrefregabile Maestro Don
Pietro Aron, & Marchetto Padoano.
La Musica è vna scienza, la quale consiste in numero, in
proportioni, in consonanze, in congiuntioni, in misure, & quantitadi, &
quest'afferma il mio irrefregabile Maestro Don Pietro Aron, & Marchetto
Padoano.
La Musica non è altro che vn moto di voci per arsim & thesim, cioè per
eleuatione, & depositione, & quest'affermano gli sopra nomati Musici, &
ancora Guidone.
La Musica è scienza, la qual dimostra il modo di cantare rettamente, &
con soaue modo pronuntiata, & quest'afferma il mio irrefregabile Maestro
Don Pietro Aron.

Della deriuatione della Musica. Cap II.

MVsica è detta da le Muse, perche per il nouenario numero di tali Dee
gli antichi Theologi volsero denotarsi gli concenti dell'otto Sfere
celesti, & vna massima concordanza, la qual si fa di tutti gli altri concenti,
che fu chiamata harmonia. Da Musa dunque, ouer da le Muse è detta la Mu-
sica, & non da altroue, com'alcuni hanno creduto, quali veramente da noi
sono chiamati poco sapienti.

Della Musica Mondana, Humana, & istromentale.
Cap. III.

LA Musica Mondana, secondo Platone, è quella la quale è causata per
la reuolutione de gli corpi celesti, de gli quali per il lor veloce moui-
mento, non può essere che non nasca suono, & nascendo suono, perche essi
Acircolipage 1vIl Tesoro Illuminatocircoli hanno proportione insieme, non può essere anchora, che non nasca
harmonia, la qual da gli antichi è chiamata Mondana.
La Musica humana è quella che risulta per la congiuntione de l'anima, &
del corpo nostro insieme; imperoche à gli sapienti non par cosa verisimile,
che il corpo & l'anima tanto bene insieme si accordino à far le lor solite ope-
rationi, che sono mirabili, & che tra loro non sia proportione alcuna. onde
per questo essendo necessario confessar che tra il corpo & l'anima sia propor
tione, bisogna anchora dire che tra loro sia non aperta, ma occulta harmo-
nia, & Musica: la quale quanto dura, tanto stà l'anima nostra al suo corpo
congiunta; ma come si dissolue è guasta questa musica, & subito viene la
morte, cioè la seperatione de l'anima & del corpo. per questo credeuano gli
antichi, quando alcuno era amazzato, ouer annegato, l'anima sua non potere
mai andar al luogo suo deputato, per fin che non era compito il numero mu
sicale, con il qual era dal nascimento al suo corpo stata congiunta. Onde dis-
se Virgilio nel sesto: Compirò il numero & tornerommi à le tenebre.
La Musica istromentale è quella che solo da gli instromenti nasce, & di
questa specialmente habbiamo à trattare. Ma è da sapere che gl'instromenti
sono di due maniere, alcuni sono naturali, alcuni artificiali; quegli naturali
sono come in questi tre versi appare; Noue sono gl'istromenti naturali, Go-
la, lingua, palato, & quattro denti, & duoi labri, al parlar insieme eguali, &
di questi istromenti nascono le voci, & gli suoni causatiui de le consonanze,
& de la Musica, la quale è chiamata vocale, & è di molto precio che tutte
l'altre Musiche, imperoche la voce humana auanza tutte l'altre voci.

Della diuisione della Musica. Cap. IIII.

HOra ritrouasi nella Musica prattica hauere duoi membri, ouero due
particole principali, le quali particole, la prima particola dunque sa-
ra chiamata Canto fermo, ò vuoi dire Canto plano, & questa nel suo proces-
so, considera nella pronuntiatione, del tempo Musico, intiero, cioè non in
parti diuiso. La seconda particola sarà chiamata Canto figurato, ouero men
surato, la quale particola considera nel tempo Musico per se, & ancora in
parti diuiso; il che la partitione del tempo da gli dottti Musici, è chiamata
prolatione, & di più da essi il tempo Musico più volte suonto è chiamato
Modo, il quale tempo è pigliato per principio nella Musica figurata, ò vuoi
dire mensurata.
Hor per cortesia dimostraremo vn'altra diuisione com'appare per dar al-
legrezza alli spiriti che in tal lago pescano.
La prima diuisione dunque sarà chiamata Musica harmonica, la quale
si appartiene alle
Commediepage 2Libro Primo.2
  • Commedie
  • Tragedie, come fu Epulone,
  • Chori,
  • & à tutti quelli, i quali cantano con la prima voce.
La seconda diuisione farà chiamata
Musica organica è quella, la quale è compita di spirito reflante nel suono
delle voci, che sono animate com'appare
  • Trombe
  • Calami
  • Organi,
  • & altri simili istromenti.
La terza diuisione sarà chiamata
Musica è quella, la quale è atta alli nerui & polsi, alla quale si dan-
no le specie varie com'appare.
  • Cittare
  • Salteri
  • Tamburo
  • Sistro
  • Accetaboli di rame, o d'argento, ouero altr'istromenti percossi, rendo-
    no soauità.

Che cosa sia tuono, & della sua diuisione. Cap. V.

LEttore mio benigno non pigliar ammiratione, se ben tu vederai alcuni
capitoli, gli quali sono anchora posti nel libro mio chiamato, la Illumi-
nata, non già per fare lungo il libro, ma si ben per più rispetti, & à compia-
cenza de gl'amici, & in breuità saranno posti. Il tuono adunque non è al-
tro ch'una distanza di due voci, ouero suoni, scritto dalla sillaba vt, alla sil-
laba re, & per contrario della sillaba re, alla sillaba vt, cosi ancor dalla silla-
ba re, alla sillaba mi, & per contrario dalla sillaba mi, alla sillaba re, & il si-
mile interuallo sarà dalla sillaba fa, alla sillaba sol, & per contrario dalla sil-
laba sol, alla sillaba fa; cosi ancor dalla sillaba sol alla sillaba la, & per con-
trario dalla sillaba la, alla sillaba sol, & cosi à voi sia manifesto nelle sillabe
ancor accidentali, il qual interuallo del tuono cade nella proportione ses-
quiottaua, come appare 9 à 8.

Seguita la diuisione del Tuono.

IL Tuono è diuiso per duoi semituoni ineguali, vno maggiore, & l'altro
minore; dunque seguitarà che il semituono maggiore è la maggior par-
te del tuono, & il minor semituono egliè la minor parte del tuono.
  • Hor in quattro diesi, & vn comma causano il tuono sesquiottauo.
    A 2Diesi,page 2vIl Tesoro Illuminato
  • Diesi, significa diuisione, & è parte del tuono.
  • In nuoue Commati si diuide il tuono sesquiottauo; adunque seguitarà che
    vn comma sarà parte del tuono.
  • Comma Greco, Latinamente significa incisione.
  • In diciotto chisma si diuide il tuono; adunque seguitarà che vn chisma è del
    tuono, & più oltre, che il chisma è la metà del comma.
  • In trentasei diachisma si diuide il tuono; adunque seguitarà, che vn diachis-
    ma è parte del tuono, & il diachisma è la metà del chisma.

Del Semituono minore & maggiore. Cap. VI.

IL Semituono maggiore non è altro ch'vna distanza di duoi suoni, ouero vo-
ci, scritto dalla sillaba mi, alla sillaba fa, da positione à positione, & per
contrario dalla sillaba fa, alla sillaba mi, la qual distanza è la compositione
di quattro comme, da positione à positione, come è detto, il qual semituo-
no minore è chiamato dal mio irrefregabile Maestro Don Pietro Aron, &
da Platone, & da Marchetto Padoano lima, qual cade nella proportione
256 à 243.

Del Semituono maggiore.

IL Semituono maggiore non è altro che la compositione di cinque com-
me, il qual interuallo nasce tra la sillaba fa, & mi, nella positione chia-
mata b fa mi, la qual voce mi è più intensa, ouero acuto di essa voce fa,
d'vn semituono maggiore, o vuoi dire l'interuallo de cinque comme, nel che
il tuono sesquiottauo resta diuiso in duoi semituoni ineguali, come à ciascun
instrumento perfetto si appartiene, secondo il modo vsato, & esso semituo-
no maggiore è chiamato da' Greci Apotome, il qual semituono cade nella
proportione 2187 à 2048.

Dell'effetto che fa il Semituono minore nel Semidittono, ouero
Terza minore, con la diffinitione sua, & quante
sono le specie sue. Cap. VII.

IL Semidittono, ouero Terza minore non è altro ch'vna compositione
d'vn sesquiottauo, & d'vn minor semituono. Dico dunque, che
il semituono minore è causa della diuersità delle specie; come si vede nel se-
midittono in questo modo, re mi fa, il qual semituono si troua nel secon-
do interuallo, & per contrario nel semidittono, ouero Terza minore, co-
me appare, mi fa sol, il semituono minore si troua nel primo interuallo, &
di quì nasce, che sono due Terze minori differenti, per cagione del Semi-
tuonopage 3Libro Primo.3tuono mi
nore come
appare.
Et cosi à voi sia manifesto in tutto il Monacordo, cosi naturali come ancora
accidentali, & faranno diuersi effetti appartati; & volendo andare con il con-
trapunto all'vnisuono, con le parti, sempre si debbe accettare la Terza mi-
nore, & occorendo che la Terza maggiore fosse auanti l'vnisuono, bisogna
che la sia sminuita con la congionta, quali interualli delle Terze minori, ca-
dono nella proprortione 32 à 27.

Del Dittono, ouero Terza maggiore con la sua
diffinitione. Cap. VIII.

IL Dittono, ouero Terza maggiore non è altro ch'vna compositione di
duoi tuoni sesquiottaui in questo modo, vt re mi, & per contrario, mi re
vt, & il simile fa sol la, & per contrario la sol fa; nel che per il mancamento del
semituono minore, da positione à positione, ritrouasi hauere vna sola spe-
cie, il che habbiamo adunque di tre sorti di Terze differenti. Due sono le
Terze minori, & vna maggiore, del che vna farà vn'effetto appartato da
l'altra, & di quì nasce che il compositore ha mille commodità di fare più
Terze, vna dopo l'altra, nelle sue compositioni. hor al proposito nostro, dico
adunque doue tu trouarai simile interuallo della Terza maggiore, ouero
Dittono nel Monacordo, cosi naturale come accidentale, sempre sarà Ter-
za maggiore, come dimostra la figura, la qual Terza cade nella propor-
tione LXXXI à LXIIII.

Dell'effetto che fa il Semituono minore nella Diatessaron
minore, ouero Quarta minore, con la diffinitione sua,
& quante sono le specie sue. Cap. IX.

Il Diatessaron, ouero Quarta minore non è altro ch'vna compositione
di duoi tuoni sesquiottaui, & d'vn minor semituono, nel che il minor è causa della diuersità delle specie, come ogn'ingegno può giudica-
re in questo modo, re mi fa sol, il qual semituono minore si troua nel secon-
do interuallo, & per contrario nella presente Diatessaron, mi fa sol la, il se-
mituono minore si troua nel primo interuallo, & nella Diatessaron, come
appare,page 3vIl Tesoro Illuminatoappare, vt re mi fa, ritrouasi in minor semituono ne l'vltimo interuallo. Adun
que per la variatione del semituono minore causa tre specie minori del Dia
tessaron, ouero Quarta minore, come appare.
Et cosi à voi sia manifesto in tutto il Monacordo, cosi naturali come ancora
accidentali, i quali Diatessaron, ouero Quarta minore cadono nella pro-
portione 4 à 3.

Della Diatessaron, ouero Quarta maggiore. Cap. X.

IL Diatessaron, ouero Quarta maggiore, non è altro ch'vna compositio-
ne di tre tuoni continuati, cadenti nella proportione sesquiottaua per se
soli, i quali contengono quattro note, & tre interualli, da estremo à estre-
mo, nel che esso interuallo è chiamato Tritono dalla scola Musicale, ilche
esso Tritono causa vna durezza non poco difficile alla pronuntia, & ancor
molto offende l'orecchio, il qual Tritono nasce due volte naturalmente nel
Monacordo, dalla positione F fa vt primo alla positione mi di b fa mi
primo, & per contrario, & cosi nell'ottaua sua, & questo passaggio di Tri-
tono s'intende quando non passa gli estremi, & passando gl'estremi dalla par
te intensa, ouero dalla parte remissa, più non sarà Tritono, ma sarà altra spe-
cie, il che esso Tritono si debbe conuertire nella terza specie del Diatessa-
ron, qual dice, vt re mi fa, & alcuna volta nella seconda specie del Diatessa-
ron, qual dice, mi fa sol la, & per contrario la sol fa mi, & con il tuo inge-
gno ne trouarai d'accidentali tanti quanti ti piacerà. Cade adunque il Tri-
tono nella proportione 729 à 512. Ecco la figura per vostro ammaestra-
mento, & in altri modi si potrebbe porre, ma per essere breve si lasciano.
Dell'effettopage 4Libro Primo.4

Dell'effetto che fa il Semituono minore nella Diapente,
con la diffinitione sua, & quante sono le
sue specie. Cap. XI.

LA Diapente perfetto non è altro ch'vna compositione di quattro in-
terualli continenti tre tuoni sesquiottaui, & d'vn minor semituono.
Dico adunque che il semituono minore è causa della diuersità delle specie,
come si vede nel Diapente, ouero Quinta in questo modo, re mi fa sol la,
il qual semituono minore si troua essere nel secondo interuallo, & per con-
trario in questo modo, mi fa sol re mi, ritrouasi il semituono minore nel pri-
mo interuallo; cosi ancora per contrario in questo modo, fa sol re mi fa, ri-
trouasi il semituono nell'vltimo interuallo, & per contrario nella presente
Diapente come appare, vt re mi fa sol, il semituono ritrouasi essere nel ter-
zo interuallo, nel che si vede chiaro ch'il semituono minore è causa, che nel-
la proportione sesquialtera nascono quattro specie di Diapenti sano modo
scriuendo, per la variatione del Semituono, come dimostra la figura.
Et cosi à voi sia manifesto in tutto il Monacordo, cosi delli Diapenti natu-
rali, come ancora accidentali, sempre saranno quelle istesse specie, & l'ordi-
ne suo, come dimostra la figura sopra detta, le quali specie cadono nella pro-
portione sesquialtera 3 à 2.

Dell'effetto che fa il Semituono minore nelli quattro intervalli dui
maggiori, & dui minori, compositione di cinque note,
con la sua diffinitione. Cap. XII.

GLi quattro interualli non è altro che vna compositione di cinque note,
& quattro interualli, cōtinenti in se duoi tuoni sesquiottaui, & duoi mi-
nori Semituoni, del che di estremo à estremo nasce il mi contro il fa, il qual
interuallo sarà chiamato Diapente, ouero Quinta diminuta, & da molti Mu-
sici è chiamata Quinta imperfetta, la qual cosa è falsa, lasciando molte per essere breue. Dico adunque che esso Diapente diminuto, alcuna vol-
ta nel contrapunto di necessità si deue vsare per andare alla Terza maggio-
re, & in altri modi, come vederai al cap. suo, non tanto à due voci, come an-
cora à tre & quattro voci, & di più, secondo il tuo parere; & perche gli Semi-
tuoni minori non variano luogo, ritrouasi hauere vna sola specie naturale,
qualpage 4vIl Tesoro Illuminatoqual nasce da mi alla positione F fa ut, & il simile di E la mi primo, al fa
di b fa mi primo, la qual sarà chiamata mista con l'accidentale, & cosi
sarà il simile nelle deriuate & replicate loro, del che sono due specie, vna na-
turale, & vna mista con l'accidentale; & più oltre si dice, che d'vna Quinta
perfetta si può fare una diminuta, con vna delle due à tuo piacere, & con il
tuo ingegno ne trouarai nel Monacordo tante quante vorrai, adoperando le
congionte, & per cagione delle estreme, quali non variano sempre saranno
vna cosa istessa, come dimostra la figura.

Dell'effetto che fa il Semituono minore nella Sesta minore,
con la sua diffinitione. Cap. XIII.

LA Sesta minore non è altro ch'vna compositione di sei note, & cinque
interualli continenti in se tre tuoni sesquiottaui, & duoi minori semituo
ni; nel che per la variatione dei semituoni di estremo à estremo nascono di-
uerse specie in questo modo, re mi fa re mi fa, dalla positione A re, alla po-
sitione F fa ut primo; del che si vede chiaro essere il Semituono nel secondo
& vltimo interuallo, & per contrario mi fa re mi fa sol, nel che ritrouasi es-
sere gli Semituoni nel primo, & nel quarto interuallo, cosi ancora per contra-
rio come appare, mi fa sol re mi fa, ritrouasi hauere gli semituoni nel primo
& vltimo interuallo, & il simile saranno nelle specie accidentali, & faranno
diuersi effetti appartati, cioè, quella che farà vn'effeto nel contrapunto non
farà l'altra, & doue tu trouarai tali interualli di estremo à estremo per tut-
to il Monacordo, sempre saranno Seste minori; del che per la variatione
delli Semituoni nascono tre specie diuerse, & faranno per ciascuna di loro
diuersipage 5Libro Primo.5diuersi effeti appartati, la qual Sesta minore cade nella proportione 128,
& 81. Ecco la figura.
Et il simile sarà per contrario, cioè saranno sempre seste minori.

Dell'effetto che fa il Semituono minore nella Sesta maggiore,
con la sua diffinitione. Cap. XIIII.

LA Sesta maggiore non è altro ch'vna compositione di sei note, & cin-
que interualli, continenti in se quattro tuoni sesquiottaui, & vn minor
Semituono, dil che per la variatione del Semituono minore di estremo à
estremo nascono diuerse specie in questo modo, vt re mi fa sol la, nel che si
vede chiaro essere il Semituono nel terzo interuallo, & per contrario come
appare, re mi fa sol re mi. Ecco che si troua essere il Semituono nel secondo
interuallo, cosi ancora per contrario come appare, fa sol re mi fa sol, ritro-
uasi essere il Semituono minore nel quarto interuallo, & il simile saranno
nelle specie accidentali, & per la variatione del Semituono minore nasco-
no tre specie diuersi, & faranno diuersi effetti appartati, la qual Sesta mag-
giore cade nella proportione 27. & 16. Ecco la figura.
Et il simile sarà per contrario, cioè sempre saranno Seste maggiori, & quādo
vorrai seruirti d'vna Sesta per andare alla Quinta, sempre tu deue accettare
la Sesta minore, & quando ancora vorrai seruirti d'vna Sesta per andare all'
Ottaua, sempre tu deue accettare la Sesta maggiore; & occorendo che tu
trouassi la Sesta minore auanti l'Ottaua, di necessità bisogna che la Sesta mi-
nore sia aiutata con vna delle due, cioè con vna delle congiunte, che di Sesta
minore, la viene essere fatta Sesta maggiore.

Della Settima maggiore & minore, con la sua diffinitione,
& dell'effetto che fa il Semituono minore nella Set-
tima maggiore & minore. Cap. XV.

LA Settima maggiore non è altro ch'vna compositine di sei interualli
continenti in se cinque tuoni sesquiottaui, & vn minor semituono, come
Bapparepage 5vIl Tesoro Illuminatoappare dalla positione C fa ut alla positione b mi di b fa b mi primo, in
[gap — ] questo modo, vt re mi fa sol re mi, del che si vede chiaro che il Semituo-
no minore ritrouasi essere nel terzo interuallo, & per contrario ap-
pare dalla positione F fa ut primo alla positione E la mi secondo, in questo
modo, fa sol re mi fa sol la, nel che ritrouasi essere il Semituono minore nel
quarto interuallo, & per la variatione del Semituono ritrouasi hauere due
specie diuerse, & faranno gli suoi effetti appartati, & saranno il simile nelle
accidentali, & cosi intenderai nelle sue deriuate, & cosi discorrendo cosi na-
turali come accidentali.
La Settima minore non è altro ch'vna compositione di sei interualli con-
tinenti in se quattro tuoni sesquiottaui, & dui minori Semituoni, com'appa-
re dalla Gamma ut alla positione F fa ut primo, in questo modo, vt re mi fa
re mi fa, del che ritrouasi essere il Semituono nel terzo & vltimo interuallo,
& per contrario dalla positione A re, alla positione G sol re ut primo, come
appare, re mi fa re mi fa sol, nel che si vede chiaro essere il Semituono mino-
re nel secondo & quinto interuallo, cosi ancora per contrario dalla positio-
ne mi alla positione A la mi re primo, come appare, mi fa re mi fa sol la,
dil che ritrouasi essere il Semituono nel primo & quarto interuallo, & per
contrario dalla positione D sol re, alla positione C sol fa ut, nel che ritrouasi
essere il Semituono nel secondo & vltimo interuallo, com'appare, re mi fa
sol re mi fa, & per la variatione delli Semituoni minori ritrouasi la Settima
minore hauere quattro specie differenti, & faranno diuersi effetti appartati,
& tutte le Settime maggiori, come ancora minori si vsano nelle cadenze del-
l'Ottaue auanti le Seste per andare all'Ottaue, & il simile nelle cadenze spez-
zate, cosi ancora le Settime maggiori come minori si vsano fuori delle ca-
denze appartate, come si vede nelle compositioni.

Dimostrationi delle Settime maggiori per se soli, & ancora nelle cadenze,
come dimostra la figura, la qual vi sarà per ammaestramento.

Cosi ancora sarà il simile nelle Settime accidentali, & miste, che con il tuo
ingegno trouarai, hauendo riguardo à gl'interualli di sopra mostrati.
Dimo-page 6Libro Primo.6

Dimostrationi delle Settime minori per se sole, & ancora nelle cadenze,
come dimostra la figura, la qual vi sarà per ammaestramento.

Cosi ancora sarà il simile nelle cadenze accidentali, & misti, che con il tuo
ingegno trouarai, hauendo riguardo à gl'interualli di sopra notati.

Della Diapason, ouero Ottaua. Cap. XVI.

LA Diapason ouero Ottaua non è altro ch'vna compositione di otto no-
te continenti in se cinque tuoni sesquiottaui, & dui minori Semituoni,
nel che esso interuallo ritrouasi hauere sette specie diuerse, per cagione del-
la variatione delli Semituoni, dil che non trouarete nel Monacordo, ouero
mano, altro che le sette specie; ma ben saranno replicate cosi naturali, come
ancora accidentali, lasciando di porre in figura quelli accidentali per essere
breve, ma con l'ingegno vostro trouarete ogni cosa, hauendo riguardo al-
la figura, quale sarà dimostrata per vostro ammaestramento, la qual'Ottaua
cade nella proportione dupla 2 à 1.

Della quantità de gli Tuoni, ouero modi. Cap. XVII.

GLi modi, ouero Tuoni, che furono primieramente trouati sono que-
sti, Protus, Deuterus, Tritus, & Tetrardus, che appresso di noi vuol
dire, Primo, Terzo, Quinto, Settimo, & per essere stati i primi trouati, sono
chiamati Signori, ò vuoi dire Autentici. Dipoi furono aggiunti quattro al-
tri, quali sono questi, il Secondo, il Quarto, il Sesto, l'Ottauo, i quali sono
chiamati Collaterali, ò vuoi dire Suiuggali, nel che furono accompagnati li
Suiuggali cō li Signori in questo modo, il Secondo viue sotto all'ombra del
Primo, il Quarto si riposa con il Terzo, il Sesto giubila con il Quinto, l'Ot-
tauo trionfa con il Settimo.

Del Tuono con la sua diffinitione. Cap. XVIII.

IL Tuono perfetto non è altro ch'vna compositione di vno Diapente per-
fetto, & vno Diatessaron minore, le quali specie di Diapente & Diates-
saron contengono in se otto note, nelle quali di estremo à estremo gli sono
sette interualli, i quali contengono in se cinque Tuoni sesquiottaui, & duoi
minori Semituoni, nel che l'Ottaua viene à essere perfetta, del che si con-
chiude che il Tuono perfetto, non è altro ch'vna Ottaua perfetta, ouero
Diapason perfetto.

Della compositione del primo Tuono. Cap. XIX.

LA compositione del primo Tuono si componerà della prima specie del
Diapente perfetto, ò vuoi dire Quinta perfetta nascente dalla positio-
ne D sol re alla positione A la mi re primo con queste note, re mi fa sol la, &
della prima specie del Diatessaron, nascente dalla positione A la mi re primo
alla positione D la sol re, con queste note, re mi fa sol. Hor adunque il Dia-
pente, & Diatessaron faciunt Diapason
, che non vuol dire altro, che Quinta
perfetta, & Quarta minore causa l'Ottaua perfetta, & doue finisse il Diapēte
oueropage 7Libro Primo.7ouero la Quinta, in quel luogo istesso hà principio il Diatessaron, ouero la
Quarta minore, & cosi à voi sarà manifesto in tutti li Tuoni, ouero modi.

Compositione del primo Tuono.

Della compositione del secondo Tuono. Cap. XX.

IL secondo Tuono si componerà di quello interuallo istesso del Diapente
di estremo à estremo, che ancora habbiamo fatto al primo Tuono. Ma
tal'interuallo debbe essere riuoltato al cōtrario, perche tutti gli suiuggali vi-
uono sotto all'ombra de gl'autentici, & viuendo debbono essere differenti di
compositione, & in ogni cosa, come hai visto nell'illuminata nostra. Hor
al proposito nostro, dico che il secondo Tuono si componerà di quello in-
teruallo del Diapente di estremo à estremo, come habbiamo fatto al primo
Tuono, ma sarà riuoltato al contrario, nascente dalla positione A la mi re
primo alla positione D sol re, quali sillabe dicono, la sol fa mi re, & della pri-
ma del Diatessaron riuoltata al contrario con queste sillabe, sol fa mi re, na-
scente dalla positione D sol re, alla positione A re, come dimostra la figura.

Compositione del secondo Tuono.

Hor si vede chiaro che il secondo Tuono è differente dal primo in ogni cosa;
perche le specie del primo Tuono procedono all'intensione, & quelle del se-
condo Tuono procedono alla remissione, nel che tutti gl'interualli del suiug-
gale della specie maggiore restano variati da quello del primo Tuono. Adun
que seguitarà che nō tanto è differente il suiuggale nel Diatessaron per essere
posto dalla parte remissa del Diapente, come ancora è differente ne gl'inter-
ualli della specie maggiore, del che si troua che il secondo Tuono è differete
dalpage 7vIl Tesoro Illuminatodal suo Signore in tre cose, la prima sarà nella specie maggiore, quale è riuol-
tata al contrario; secondariamente nella Diatessaron, qual è dalla parte re-
missa del Diapente: la terza & vltima è, che sono variati gl'interualli della
specie maggiore del secondo Tuono da quelli del primo; nel che esso secon-
do Tuono resta differente dal suo Signore di compositione & di remissione; &
cosi à voi sia manifesto di tutti li Tuoni collaterali, ouero suiugali, i quali sa-
ranno differenti d'ogni cosa da li suoi Signori, ouero autentici, & altre cose si
lasciano per essere breue, & più chiaro seguitando intenderai.

Della compositione del terzo Tuono. Cap. XXI.

IL terzo Tuono si componerà della seconda specie del Diapente, qual di-
ce, mi fa sol re mi, nascente dalla positione E la mi primo, alla positione
mi di b fa mi acuto, & ancora della seconda specie del Diatessaron, qual
dice, mi fa sol la, nascente dalla positione mi di b fa mi acuto, alla posi-
tione E la mi secondo, come dimostra la figura.

Compositione del terzo Tuono.

Della compositione del quarto Tuono. Cap. XXII.

IL quarto Tuono si componerà di quello interuallo del Diapente di estre-
mo à estremo ch'habbiamo fatto al terzo Tuono, ma tale interuallo sa-
rà riuoltato al contrario nascente dal mi di b fa mi acuto, alla positio-
ne E la mi primo, con queste note, mi la sol fa mi, & ancora di quello inter-
uallo della seconda specie del Diatessaron di estremo à estremo, con queste
sillabe, la sol fa mi, nascente dalla positione E la mi primo, alla positione
mi graue, dil che si vede chiaro che il quarto Tuono è differente in ogni co-
sa dal suo Signore; cosi nella specie maggiore, come nella minore, & tutti
gl'interualli di esse specie sono variati da quelli del terzo Tuono, del che vie-
ne à essere differēte di compositione dal suo Signore, come appare in figura.

Compositione del quarto Tuono.

Dellapage 8Libro Primo.8

Della compositione del quinto Tuono. Cap. XXIII.

IL quinto Tuono si componerà della terza specie del Diapente nascente
dalla positione F fa ut primo, alla positione C sol fa ut, con queste sillabe,
fa sol re mi fa, & della terza specie della Diatessaron nascente dalla positio-
ne C sol fa ut alla positione F fa ut secondo con queste note, vt re mi fa, co-
me appare in figura.

Compositione del quinto Tuono.

Della compositione del sesto Tuono. Cap. XXIIII.

IL sesto Tuono si componerà di quello interuallo del Diapente di estremo
à estremo, che ancora habbiamo fatto al quinto Tuono; ma tale interual-
lo sarà riuoltato al contrario nascente dalla positione C sol fa ut, alla positio-
ne F fa ut primo, con queste sillabe, fa mi la sol fa, & ancora di quello inter-
uallo della terza specie del Diatessaron di estremo à estremo, con queste sil-
labe, fa mi re ut, nascente dalla positione F fa ut primo alla positione C fa ut,
del che si può vedere, ch'il sesto Tuono è differente dal quinto in ogni cosa,
cosi nella specie maggiore, come ancora minore, & ne gl'interualli che sono
nelle specie, come ogn'ingegno può vedere, dil che esso Tuono è differente
dal suo Signore nella compositione di ogni cosa, come dimostra la figura.

Della compositione del settimo Tuono. Cap. XXV.

IL settimo Tuono si componerà della quarta specie del Diapente, nascen-
te dalla positione G sol re ut primo, alla positione D la sol re, con queste
sillabe, vt re mi fa sol, & ancora della prima specie del Diatessaron, quale dice,
re mipage 8vIl Tesoro Illuminatore mi fa sol, nascente dalla positione D la sol re, alla positione G sol re ut se-
condo, con queste note ouero sillabe, re mi fa sol, come appare in figura.

Compositione del settimo Tuono.

Della compositione dell'ottauo Tuono. Cap. XXVI.

L'Ottauo Tuono si componerà di quello interuallo del Diapente di e-
stremo à estremo, che ancora habbiamo fatto al settimo, ma tal inter-
uallo sarà riuoltato al contrario nascente dalla positione D la sol re, alla posi-
tione G sol re ut primo, con queste note, sol fa mi re ut, & ancora di quello
interuallo della prima specie del Diatessaron riuoltata al contrario, nascente
dalla positione G sol re ut primo, alla positione D sol re, con queste note, sol
fa mi re, dil che chiaro si vede che l'interuallo del Diapente è variato dall'in-
terualli del settimo Tuono: ma la Diatessaron non è variato da gl'interualli,
ma è posto di sotto all'interuallo del Diapente, come ogni douere & ragio-
ne vuole, ch'il sia differente l'ottauo dal suo Signore, & se non fosse differen-
te dal suo Signore, sarebbe eguale del suo maggiore, del che ne risultarebbo-
no errori assai, quali non si dicono per essere breue. Hor lettore mio bene-
gno, tutti li Tuoni suiuggali hāno li Diatessaron dalle parti remisse delli Dia-
penti, & tutti gl'interualli delli Diapenti sono variati da quelli de gl'auten-
tici, ò vuoi dire Signori, & la seconda & terza specie delli Diatessaron anco-
ra loro sono variati d'interualli differenti dalli Signori, come ogni ingegno
può vedere à suo piacere. Ecco la figura.

Compositione dell'ottauo Tuono.

Perchepage 9Libro Primo.9

Perche causa si piglia la prima specie del Diatessaron à com-
porre il settimo Tuono, & che non si piglia vna
dell'altre due. Cap. XXVII.

HOra in questo cap. haueremo à dimostrare la cagione, perche causa
si piglia la prima specie del Diatessaron per comporre il settimo Tuo-
no, & che non si piglia vna dell'altre due specie. Rispondo, ch'habbiamo
per precetto che ciascun Tuono sia formato di Diapente & Diatessaron, dil
che hauemo il Diapente dal G sol re ut primo alla positione D la sol re; hor
restaci il Diatessaron di porre dalla positione D la sol re alla positione G sol
re ut secondo, qual dice, re mi fa sol, Diatessaron naturale: hora dico se vo-
gliamo pigliare la seconda, ouero terza specie del Diatessaron, di necessità sa
rebbe à procedere con vna delle congiunte, dil che si verrebbe à dare luogo
alla Musica accidentale, & distruggere il naturale, come dimostra la figura.
La qual cosa non conuiene nella Musica, saluo se non si facesse, acciò che l'ar-
te imitasse la Natura, ma in questo luogo non occorre, perche si distrugge-
rebbe la settima specie della Diapason.

Della terminatione, ouero fine delli tuoni, & che cosa
sia la fine. Cap. XXVIII.

DOpo ch'habbiamo ordinati gli Tuoni regolati, è necessaria cosa à porre
la terminatione loro, accioche ciascuno possa conoscere gli Tuoni. Hor
adunque il primo & secondo Tuono hauranno à terminare in D sol re. il
terzo & quarto Tuono hauranno terminatione in E la mi primo. il quinto
& sesto Tuono hauranno terminatione in F fa ut primo. il settimo & ottauo
Tuono hauranno à terminare in G sol re ut primo. Restaci à vedere, che co-
sa sia la fine, ouero terminatione: la fine, ouero terminatione, pigliandola ge-
neralmente, non è altro ch'vna magistral terminatione del concento, intro-
dotta à conoscere il Tuono, la quale da gli Musici è stata regolare & irregola
re terminata, accioche meglio sia compreso la natura & forma di tutti li Tuo
ni, dil che nelli sopradetti luoghi regolari resta necessaria, rationale, & go-
uernatrice ad ogni Tuono.
CDpage 9vIl Tesoro Illuminato

Dell'auttorità delle specie. Cap. XXIX.

NEl cap. di sopra hauemo dimostrato le terminationi regolari delli
tuoni, & in questo hauremo à dimostrare l'auttorità delle specie, à
ben che le sedie ordinarie delle terminationi delli tuoni siano dimostrate, nō
per questo esse sedie debbono hauere sempre luogo, & se hauessero esse se-
die sempre luogo sarebbero troppo superbe, & di più auttorità che non è le
specie, la qual cosa è falsa, perche le sedie non compongono i tuoni, & per-
che le specie cosi maggiori come minori compongono gli tuoni, seguitarà
che sono piu degne le specie che non è le sedie; essendo adunque piu degne
le specie, seguitarà che in ciascun luogo della mano doue si può trouare le
specie d'un tuono in quel luogo istesso, debbe terminare il tuono. più oltre si
dice, che se la specie maggiore per se sola si troua in vna sedia sano modo
scriuendo, dico che il tuono può terminare in quella istessa sedia, come da
C fa ut, al G sol re ut primo, nasce la quarta specie del Diapente, composi-
tione del settimo tuono, come appare, vt re mi fa sol, & per contrario, dal
G al C all'ottauo tuono; & questo vi sarà per amaestramento in tutti gli tuo
ni, & che in C fa ut può terminare il settimo, & ottauo tuono, per cagio-
ne della specie maggiore, & il simile sarà nelle specie accidentali, & anco-
ra miste per tutto il Monacordo.

Della natura delli Tuoni. Cap. XXX.

  • IL primo tuono peruiene allegrezza, hillarità d'animo, & commoue tut-
    ti gl'affetti dell'anima.
  • Il secondo tuono è costituito nelle lacrime, e le lamentationi, & acque-
    tare l'afflitto languente spirito.
  • Il terzo tuono accresce animosità, & iracondia, spauenta l'inimici, infiam
    ma & accende il spirito all'ira.
  • Il quarto tuono per appiaceri, perche si accomoda mirabilmente al ripo-
    so, & tranquillitade.
  • Il quinto tuono, questa natura si troua in lui, essendo le persone fastidia-
    te, & piene d'affanni, leua la malenconia.
  • Il sesto tuono, produce lacrime, & pietà alli huomini per compassione.
  • Il settimo tuono desidera le lasciuie, parte di modestia & giocondità,
    e nozze.
  • Il tuono ottauo, il conuiene alli allegri, & giocondo conuiui, come perso-
    ne approbate, quali vogliono appiacere, ma non de i lasciui.

Quale parte debbe tenere il principato del Tuono, cosi nelli Tuoni
autentici, come ancora nelli suiuggali. Cap. XXXI.

HOra dico volendo il Compositore comporre vno concento, è ne-
cessaria cosa hauere nell'intelletto quello che lui vuol fare, cioè vn'
duo,page 10Libro Primo.10duo, o terzo, ouero quarto, & ancor di più, dil che bisogna hauere sempre
vna parte, quale habbia da procedere, come se il fosse vno canto fermo, &
procedere con le specie pertitenti al Tuono, & facendo incontrario, sareb-
be vn infilciare note; & non renderebbe soauità à quelli che l'ascoltano; per-
che farebbono come fanno gl'vccelli, quali saltano di ramo in ramo; ma ser-
uando la natura del Tuono, con le specie maggiori & minori, cioè con gli
Diapenti, gli Diatessaron, gli Dittoni, & Semidittoni pertinenti al Tuono,
renderà soauità à tutti quelli che l'ascoltano, per la diuersità delli Tuoni, oue
ro modi, & di quì nasce che la variatione delle cose fanno parere bello il
Mondo; cosi ancora per la variatione de gli Tuoni, per cagione delle specie,
quali sono variate, fanno la Musica grata à chi l'ascoltano. Hora molte di-
sputationi si potrebbono fare, dimostrando quale parte debbe tenere il prin-
cipato del Tuono, dil che per essere breue, io per hora trapassarò ogni cosa.
Dico adunque che la parte del Tenore nelli Tuoni autentici è più commo-
do ch'ogn'altra parte, perche representa il canto fermo, ilqual'è la madre
nostra, & procede con i processi naturali, & è più propinqua al Basso, ch'o-
gn'altra parte, nel che il se chiama Tenor, à tenendo, idest, tenere il princi-
pato del Tuono. Et nelli Tuoni Suiuggali, ouero placati, vogliamo che la
parte del primo basso tenga il principato del Tuono, per cagione della re-
missione loro, la qual procedere con i processi naturali senza discommodo
loro, per essere la sua natural forma, & representa il canto piano. Ma se gli
Tenori nelli placati tenessero il principato del Tuono, alcuna volta sarebbo-
no discommodi per la remissione loro; dil che la parte dunque del primo
basso potrà tenere il principato, per essere più commodo ch'ogn'altra par-
te, & massime nelli primi duoi Tuoni suiuggali. Et facendo vno canto che
hauesse il canto fermo, oueramente trouando un concento ch'hauesse il
canto piano, ò vuoi dire fermo, dico che per esso canto fermo debbe essere
giudicato il Tuono, & non per altra parte, per essere la Madre nostra, facen-
do terminare la parte, qual tiene il principato del Tuono, come già è dimo-
strato il tutto per ordine nel cap. XXVI.

Diuersi auuertimenti, & concessioni, con alcune considerationi
circa delle parti, & ancor del canto fermo, à compiacen-
za de gli amici. Cap. XXXII.

HOra volendo il Compositore comporre vno concento à due, ò tre, oue-
ro à quattro voci, & ancor di più, è cosa necessaria che la parte del
Tenore debbe sempre procedere con le specie pertinenti al Tuono, & dipoi
la parte del Soprano, qual'è deriuato dal Tenore per cagione delle sette let-
tere, intendo à voci pieni; dunque seguitarà che la parte del Soprano per for-
za debbe procedere con le specie pertinenti al tuono, più ch'ogn'altra par-
C 2te, &page 10vIl Tesoro Illuminatote, & poi la parte del Basso, & il simile la parte chiamata Contralto, come
studiando farete ogni cosa; e non fare come fanno alcuni, quali son'inimici
della fatica, dil che vorrebbono l'honore senza 'l sudore, la qual cosa non
può hauere luogo, perche l'honore s'acquista con il sudore; adunque di ne-
cessità bisogna faticarsi, chi vuol acquistare honore, e faticandosi reuscisce
ogni cosa. & di più dico per la tua sodisfattione, sia poi il concento a quante
parti si voglia, cosi à voci piene, come ancor à voci pari, dico che 'l Com-
positore debbe sempre procedere in tutte le parti, con le specie pertinenti
al Tuono.
Ancora dico quando 'l Compositore haurà terminato di fare vno con-
cento, sia poi vno terzo, ò quarto, ò quinto, ò sesto, ò settimo, ouer'ottauo,
& ancor di più; dico ch'il Compositore debbe fuggire le pause, se non in
quel tanto, che non si può fare con di manco, per dare ristoro all'afflitto
spirito, e per dare gratia alle parti nell'intrare. Hor dunque se vogliamo
fare vno quarto, perch'il vogliamo ridurre in duoi, ouero tre parti, e fare
tante pause, che genera fastidio alli cantanti, e ancora alli audienti, e per eui-
tare 'l grande numero delle pause, daremo alcuni auisi per consiglio; dico
dunque quando si farà vno concento à più voci, e hauendo imaginato di
farlo per imitatione, dico che 'l Compositore debbe hauere riguardo di pi-
gliare il Tuono proportionato alle parole, e pigliare vno soggetto grato,
che 'l Compositore non sia costretto di fare grande numero di pause nelle
parti, e se pur il Compositore non potesse fare con di manco del grande nu-
mero di pause, vogliamo per leuare questi abbusi, che 'l Compositore sia
astretto d'accettare le specie maggiori, e minori, Dittoni, & Semidittoni
pertinenti al Tuono, per infina tanto, che verrà la commodità d'intrare con
le parti per imitatione, dil che 'l concento verrà à restare pieno, facendo poi
vna, ò due, ouero tre pause di semibreui, per dare riposo all'afflitto spirito,
e per dare gratia ancor alle parti.
Ancora volendo il Compositore fare vno Canon, pigliare vno soggetto
che sia di poche pause, per non fastidiare 'l cantante. Hor conchiudo che 'l
Compositore debbe fuggire 'l grande numero di pause, e tenere pieno 'l suo
concento, e seruirsi delle Diapenti, e Diatessaron, e Dittoni, e Semiditto-
ni per varie sedie pertinenti alli Tuoni, e verrà à restare pieno non tanto nel
principio, e in mezzo, com'ancora nel fine, com'ogni douere comporta, e non
fa: e com'hanno fatto alcuni Compositori, quali hanno dimostrato, che so-
no huomini ingeniosi appresso 'l volgo, per hauere dimostrato carta assai di
poco valore; ma appresso alli huomini dotti, e pellegrini sono tenuti per
quelli che sono.
Ancora volendo il Compositore duplicare le parti, di necessità bisogna
dimostrare appartatamente primo Tenore, secondo Tenore, & cosi discor-
rendo, & se sarà duoi Soprani, dimostrare 'l primo Soprano, & il simile duoi
Bassi dimostrare 'l primo Basso, & il simile del Contralto; dico dunque
che sipage 11Libro Primo.11che si pongono queste primiere parti, perche sono quelle, che debbono
procedere con le specie pertinenti alli Tuoni, più che l'altre parti, e cosi
discorrendo; perciò ancora tutte l'altre parti debbono procedere con le spe-
cie loro pertinenti alli Tuoni, hauendo riguardo sempre di conformare le
note con le parole.
Ancora se tutte le parti saranno Tenori, porre 'l primo Tenore, & cosi
procedendo con il vostr'ingegno; procedendo sempre in tutte le parti con
le specie pertinenti al Tuono.
Ancora se tutte le parti saranno Soprani, porre 'l primo Soprano, & cosi
discorrendo, con il vostro ingegno.
Ancora se tutte le parti saranno Bassi, porre 'l primo Basso, & cosi proce-
dendo con il vostr'ingegno.
Ancora se tutte le parti saranno Contralti, porre 'l primo Contralto, &
cosi discorrendo con il vostr'ingegno.
Ancora si concede in vno concento douersi vsare, in vn quarto fare can-
tare duoi parti, & l'altre duoi parti debbono pausare, & per contrario, cioè
quelle duoi parti ch'hanno cantato debbono pausare, & l'altre duoi parti
debbono cantare, dil che sarà à modo di Dialogo, & in molti altri mo-
di, come essaminando trouarai nelle compositioni delli dotti, e prattici
Musici.
Cosi ancor si concede vn duo in vn concento, con mistero fatto, sia poi à
quante parti si voglia, pausando tutte l'altre parti.
Ancora si concede vno terzo in vno concento, con mistero fatto, sia poi à
quante parti si voglia, pausando tutte l'altre parti.
Cosi ancor si concede vno quarto in vno concento con mistero fatto, sia
poi à quante parti si voglia, pausando tutte l'altre parti, & in molt'altri mo-
di, che con l'ingegno tuo sodisfarà al volgo pellegrino, facendo i contra-
punti soaui, ch'acquetaranno i lor'intelletti, hauendo riguardo alcuna volta
per tua sotisfattione nelle compositioni delli prattici, e dotti Musici, tu tro-
uarai che le pause da loro poste sono con tal gratia poste, ch'appare quasi
che cantono, perche sono fatte, & poste con grande mistero, & questo vi sa-
rà per vostro ammaestramento, hauendo 'l tiro alli honorati Maestri.

Auuertimenti per il Canto piano posto nel concento.

COsi ancor volendo il Compositore fare vno concento con il Canto
piano, ò vuoi dire Canto fermo, dico che per esso Canto fermo debbe
essere giudicato 'l Tuono; perche vale più quattro note di Canto fermo, che
non vale tutto 'l Canto figurato, per essere la Madre nostra, lasciando molte
ragioni per essere breue, procedendo sempre nell'altre parti, cō le specie per-
tinenti al Tuono, hauendo riguardo sempre di conformare le parole, & il
sentimento con le note, & questo vi sarà precetto in tutti gli concenti.
Ancorapage 11vIl Tesoro Illuminato
Ancora vno Canto fermo, che fosse posto in vno concento, & che di estre
mo à estremo del canto fermo non passarà vna Terza, sia poi maggiore, oue
ro minore, dico che per esso canto fermo nō debbe essere giudicato il Tuo-
no, perilche esso canto fermo non sarà Tuono, perch'à lui manca la specie
maggiore, & minore, cioè Diapente, & Diatessaron; dil che ogni Tuono
almeno vuol'essere composto d'vna Quarta, ò vuoi dire Diatessaron mino-
re, & mancando esso canto fermo della Quarta minore, ouero Diatessaron
minore, adunque seguitarà che non sarà Tuono; ma ben sarà chiamato esso
canto fermo, buona suonorità, & questo afferma il mio irrefregabile Mae-
stro Don Pietro Aron nel libro primo d'Institutione harmonica al cap. 30.
Hor al proposito nostro, dico che per essere priuo il Canto fermo dell'autto-
rità sua, vogliamo che per la parte d'vn'altro tenore sia giudicato 'l Tuono,
hauendo terminatione nella positione ordinaria, quale è la positione doue
ha terminato il canto fermo, & non hauendo il Tenore terminatione ordi-
naria, vogliamo che per il primo Soprano sia giudicato il Tuono, perch'il
procede con la natural sua forma.
Ancora dico quando il Compositore farà vno concento à quattro parti,
di necessità debbe porre il nome suo in scrittura à tutte le parti, appartati in
questo modo, com'appare, Tenore, Canto, Basso, Alto, sempre procedendo
con le specie pertinenti al Tuono, conformando sempre le note con le pa-
role, & ancor il sentimento in tutti gli concenti, che si possono fare.
Ancora dico quando il Compositore haurà terminato di fare vno con-
cento à cinque parti, & se esso vorrà fare duoi Soprani, di necessità bisogna
porre in scrittura, il primo Soprano, & il simile, il secondo Soprano, & se
duoi Tenori, debbe porre il primo Tenore, perche da esso sarà giudicato il
Tuono, & il simile il secondo Tenore, & se duoi Bassi, debbe porre il primo
Basso, & il simile il secondo Basso, & se duoi Contralti dee porre il primo
Contralto, & secondo, & cosi andarai seguitando, crescendo le parti in nu-
mero, lasciando molte ragioni per essere breue, procedendo sempre in tutte
le parti con le specie pertinenti al Tuono.
Ancora dico quando il Compositore farà vno concento con il Canto fer-
mo, & che à lui gli piace di fare restare il canto fermo l'vltima parte nell'in-
trare, si concede le pause per infina tanto che verrà la commodità d'intrare
con il canto fermo; ma il Compositore debbe essere auuertito di pigliare
vno soggetto nell'altre parti, ch'il canto fermo non habbia d'hauere grande
numero di pause per non lasciare vacuo il concento, & ancor per non pro-
durre fastidio alli cantanti.
Ancora dico quando il Compositore farà vno concento à voci pari, cioè
fare tutte le parti che siano Bassi, dico che di necessità bisogna porre in scrit-
tura, Basso primo, qual habbia à tener' il principato del Tuono, perche pro-
cede con la naturale sua forma, & cosi ancor in tutte le parti si debbe proce-
dere con le specie pertinenti al Tuono, & cosi ancor porre in scrittura,
Bassopage 12Libro Primo.12Basso secondo, Basso terzo, Basso quarto, & cosi discorrendo procedersi à
tuo piacere, & debbe terminare il primo basso nel luogo ordinario.
Ancora dico quando il Compositore vorrà fare vno concento, che tutte
le parti siano Soprani, dico che di necessità bisogna porre in scrittura, Canto
primo, ouero Soprano, qual habbia à tenere il principato, perche procede
con la naturale sua forma, & porre nell'altre parti, il nome suo in scrittura,
Soprano secondo, terzo, quarto, & cosi discorrendo, procedendo in tutte le
parti con le specie pertinenti al Tuono, & debbe terminar' il primo Soprano
nel luogo ordinario.
Ancora dico quando il Compositore haurà terminato di fare tutte le par
ti Tenori, dico che di necessità bisogna fare vno primo Tenore, qual habbia
da tener' il principato del Tuono, perche procede con la naturale sua forma,
& porre in scrittura il nome suo à tutte le parti in questo modo, Tenore pri-
mo, Tenore secondo, Tenore terzo, Tenore quarto, & cosi discorrendo pro-
cedendo in tutte le parti con le specie pertineti al tuono, & debbe termina-
re il primo Tenore nel luogo ordinario.
Ancora dico quando il Compositore haurà terminato di fare tutte le par
ti Contralti, dico che di necessità bisogna porre in scrittura, Alto primo, qual
habbia à tenere il principato del Tuono, perche procede con la naturale sua
forma, & debbe terminare esso primo Alto nel luogo ordinario, & poi se-
guitando, Alto secondo, Alto terzo, Alto quarto, ò vuoi dire Contralti, &
cosi discorrendo procedendo in tutte le parti con le specie pertinenti al Tuo
no, come già è detto, più volte per essere d'obligo, & debbe terminare il pri-
mo Contralto nel luogo ordinario.

Che la presente figura è chiamata al contrario della sua natura,
& che il b molle sempre è accidentale, & che le congionte
sono necessarie, & non arbitrarie, con la diffinitione loro.
Cap. XXXIII.

HOra dal volgo cieco questa figura è chiamata Diesis, dil che io son
contrario, & dico che tal figura com'appare opera vn'effetto con-
tra la natura del Diesis, perche quattro Diesis e comma causano il Tuono
sesquiottauo, come à Boetio piace. Adunque seguitarà, che il Diesis è la
quantità di due comme, nel che l'effetto & il nome non hanno corrispon-
denza, & questo segno opera la quantità di cinque comme, che di Semi-
tuono causa il Tuono, & per contrario, & di Terza minore la causa maggio-
re, & di Sesta minore la causa maggiore, & da noi è chiamata segno di
quadro giacente, ouero congionta di quadro giacente; perche il nome,
& l'effetto hanno corrispondenza, & questo è affermato dal mio irrefrega-
belipage 12vIl Tesoro Illuminatobile Maestro Don Pietro Aron nel lucidario suo all'openione nona del se-
condo libro, & ancor da Messer Giouanni Spatario Musico Bolognese nel-
li errori contra di Franchino nella quinta parte all'errore trentanoue, & il
simile da Giouanni Ottobi: cosi ancora dimostraremo la presente figura b,
quale è chiamata da' Greci Menon, che vuol dire cosa accidentale, che d'vn
minor Semituono causa il Tuono sesquiottauo, & per contrario d'vn Tuo-
no causa il Semituono minore, & di Terza minore la causa maggiore, & di
Sesta minore la causa maggiore, & da noi è chiamata congionta di b mol-
le, che vuol dire cosa accidentale, perche mouetur ad tempus, che potest
adesse & abesse sine corruptione subiecti
. Et il simile del segno quadro
giacente, dil che tutti dua sono simili quanto all'effetto, cioè in operare, ma
differenti in figura, com'appare b , & ancor differenti di natura, nel che
il segno di b molle pretende alla remissione, & il segno di quadro gia-
cente pretende alla intensione, ma sono simili in operare, cioè tutti dua
operano la quantità di cinque comme, che ancor d'vn Tuono causano il Se-
mituono minore, dil che le congionte sono state inuente, accioche meglio
l'arte possa imitare la natura. Adunque seguitarà che le congionte sono ne-
cessarie, & non arbitrarie, come alcuni hanno scritto, & i grossi hanno cre-
duto. place="left">Diffini-
tione del
le cōgion
te.
Dico adunque che la congionta non è altro che segno accidentale, che
mouetur ad tempus, che potest adesse & abesse sine corruptione subiecti.
  • Segno di b quadro giacente, ouero congionta di b quadro giacente.
  • Segno b di b molle, ouero congionta di b molle.
  • Et la presente figura b, doue la si trouarà ò in principio del concento,
    ouero nel processo, sempre sarà accidentale.

Auuertimento alli Compositori, quali vsano d'ogni sorte di ca-
denza in ciascun Tuono, & se esse cadenze sono necessarie, o nò,
con la diffinitione sua. Cap. XXXIIII.

DA molti Musici sono stati accettati d'ogni sorte di cadenza in ciascun
Tuono, credendosi che fanno vn bellissimo sentir'all'orecchio per ca-
gione della variatione loro. Hora dico, che di questo sono ingannati non
poco, anzi che commettono dissonanza, com'ogn'ingegno pellegrino può
giudicare, alle quali openioni io son contrario & dico, secondo che le specie
maggiori causano i Tuoni, & il simile gli minori; cosi ancora le specie mag-
giori, & minori per se sole causano le cadenze, come vederete al cap. suo, dil
che mancando le specie maggiori & minori non pertinenti alli Tuoni, quali
sono quelli, che causano le cadenze estraordinarie. Adunque seguitarà,
che mancando esse specie, gli Compositori non possono vsare à suo piacere
d'ognipage 13Libro Primo.13d'ogni sorte di cadenza in ciascun Tuono; ergo male. Altre ragioni si la-
sciano per essere breue. Et per leuare gl'errori da noi sarà posto le cadenze
ordinarie d'ogni tuono alli proprij suoi luoghi, lasciando molte ragioni &
disputationi per essere breue. Cosi ancora lasciaremo le cadenze delli Sal-
mi & Cantici, quali vederete per ordine alli proprij suoi luoghi. Diffini-
tione del
la caden-
za.
Hora dico
che la cadenza non è altro che vn certo segno per alcun senso delle parole,
fanno vn mediato ; perche se alcuna volta non si facesse cadenza, non sa-
rebbe il senso perfetto. Adunque seguitarà che le cadenze sono necessarie,
dil che nascono dalli termini regolari, & irregolari.
Hora Signor mio Laurentio per la vostra cortesia, qual veggo giorno, e
notte, ch'in voi regna, io son sforzato dalla ragione di contentare in parte 'l
vostr'intelletto pellegrino della dimanda che Vostra Signoria à me fatta, &
s'in alcuna cosa mancasse, la vostra cortesia me haurà per iscusato. Dico
dunque quando Vostra Signoria haurà terminato nell'Idea vostra di fare
vno concento, sia poi à quante parte si voglia passando le sei parti, io vi con-
cedo vna parte con mistero fatta, la quale sarà differente dal Tuono, come
sarebbe dire, il concento sarà del primo tuono, & la settima parte, vi conce-
do che la sia del terzo, ò quarto Tuono, ouero del quinto, ò sesto Tuono, &
più oltra si dice del settimo, ouero dell'ottauo Tuono, accettando quale tuo-
no sarà più a commodo all'altre parti, & essendo la settima parte aggiunta,
vogliamo ch'ancor le parole siano differenti. Hor dunque hauendo pigliato
per figura 'l terzo Tuono per la settima parte, non per questo si corrompe la
natura del tuono già prima accettato; perche la settima parte aggiunta sarà
chiamata parte strauagante, cioè vna fantasia particolare, conformando le
parole con le note, & ancor il sentimento. Ma di raro si debbe vsare questa
parte strauagante, ma alcuna volta per fare vna sua fantasia, la si concede,
accettando in essa parte il Modo minore perfetto, Tempo perfetto, & Pro-
latione perfetta, con la sesquialtera di breui & semibreui, & alcuna volta di
semibreui & minime; per il che vogliamo che la settima parte sia in ogni cosa del primo tuono già prima accettato, procedendo sempre
nel processo d'essa settima parte con diuerse fantasie, dil che il primo tuo-
no non haurà occasione di lamentarsi della parte strauagante; perch'essa
parte sarà all' con l'altre parti, come fanno i Zani, quali salta-
no in banco con gli suoi Compagni per dare spasso al volgo, & il simile nel-
le Comedie, per dare spasso alli Signori, & questo solo essempio vi sarà per
ammaestramento, hauendo riguardo ch'essa parte sia differente dal primo
tuono in ogni cosa, & di raro si debbe vsare tal parte aggiunta; ma la si con-
cede alcuna volta, come è detto, per dare spasso.
DD'alcunipage 13vIl Tesoro Illuminato

D'alcun'altri auuertimenti circa delle cadenze, le quali fanno
gli compositori inconsideratamente nelle compositioni loro, &
che effetto fa la cadenza dellottaua. Cap. XXXV.

NOn pochi Compositori fanno le cadenze nelle compositioni loro à
suo piacere, & non hanno riguardo alli errori che commettono. Hor
à questo faremo vna dimanda alli Compositori, Io vorrei intendere per
qual ragione accettate d'ogni sorte di cadenze in vn Tuono solo? Alcuni ri-
pondono, & dicono, che la diuersità delle cose fa bello il Mondo, cosi an-
cora la diuersità delle cadenze in vn Tuono fa parere bello il concento. Io
rispondo & dico, che si troua vn sol Mondo, non per questo la consequenza
vale à dire, egliè vn sol Mondo; adunque egliè vn solo modo, ouero Tuono,
anzi sono diuersi Tuoni, come testificano i dotti Musici. Se sono adunque
diuersi Tuoni, come faremo à conoscere i Tuoni appartati, vsando le caden-
ze d'ogni sorte per ciascun Tuono; perche la cadenza dell'ottaua porta con
lei la compositione del Tuono perfetto, come ciascun può considerare con
l'ingegno suo. L'effetto
che fa la
cadenza
dell'otta-
ua.
Et questo è l'effetto che fa la cadenza dell'ottaua di portare
con lei la compositione del Tuono perfetto. Hor diremo dunque se il Com-
positore haurà terminato di fare il primo Tuono per cagione delle parole,
le quali chiamano esso Tuono; & di quì nasce che non è in arbitrio del Com-
positore à pigliare qual Tuono gli piace, anzi che il Compositore è sogget-
to alle parole. S'adunque ò Compositore hai pigliato il primo Tuono; per-
che dunque volete preuaricare la natura del Tuono à pigliar'altre cadenze
non pertinenti al Tuono? la qual cosa non conuiene nella Schola Musicale.
Ma quando le parole chiamassero il primo Tuono, & che in esse parole fosse
vna parola che chiamasse il Diatessaron, ouero Diapente del terzo ò quarto
Tuono, allhora vogliamo che la cadenza del terzo ò quarto Tuono sia ac-
cettata vna volta sola. & questo sarà per vostro ammaestramento nelli altri
tuoni, secondo l'occorenze delle parole, accettare ancora le cadenze perti-
nenti alle parole; & di più dico, accettare le note che siano conformi alle
parole, & alle dittoni, seruando come è detto, non verrai à essere all'as-
somiglianza degl'vccelli, quali saltano di ramo in ramo, com'egliè di sua
natura senza proposito à saltare hora in vn tuono hora in vn'altro, & que-
sto vi farà precetto.

D'alcuni auuertimenti nell'vsare le specie d'vn Tuono con le
parole all'assomiglianza delle note. Cap. XXXVI.

HOra volendo il Compositore comporre vno concento à duoi, ò tre,
ouero più parti, bisogna hauere riguardo alle parole, & hauere gran
consi-page 14Libro Primo.14consideratione delle sacre parole, ouero non sacre, & vedere quali specie
maggiori ò minori chiamano esse parole, ouero alcune dittioni, & come
voi vedete, che le parole chiamano le specie di qual sorte si voglia, subito
terminarete nell'idea vostra, quale tuono douete accettare, & porre le note
che corrispondono alle parole, & alle dittoni, & ancor al sentimento, & nō
fare com'alcuni fanno per la ignoranza loro, che non tengono regola alcu-
na, nè de specie del Tuono, nè meno pongono le note che chiamano le paro-
le; ma caminano con gl'occhi serrati, e vanno à vn fine desiderato senza sa-
pore. hor questo non si può negare, perche la stampa dimostra le cose che
sono fatte, & tanto male accommodate, non tanto nelle specie maggiori &
minori, quali peruengono al tuono, come ancora nelle parole, & per questi
errori è necessario hauere gran consideratione delle parole; come dimostra
Orlando
Lasso, Ga
briel Val
lone.
M. Orlando Lasso, & M. Gabriel Vallone Fiamengo Secretario dell'Illust. Si-
gnor Ranutio Gambara, & molti altri, quali si lasciano per essere breue. hor
vedete nelle lor cose fatte, tanto sono ben'ornate, che commuouono ogn'inge-
gno pellegrino à mirarle, considerando che le parole sono ben poste sotto
alle note con tanta gratia, ch'ogn'ingegno, che non habbiano Musica, sono
sforzati à riguardarli, & gli cantanti mai farebbono altro che pronunciare
esse Musiche; nel che si conchiude che il Compositore debbe hauere gran
consideratione sopra delle parole, & delle specie del Tuono, & delle note
pertinenti alle parole, & facendo al contrario, saranno tenuti poco sapienti
dalla schola Musicale.

Della perfettione delli Tuoni, con la dimostratione loro, & con
le cadenze loro alli proprij suoi luoghi per ordine di ciascun
Tuono. Cap. XXXVII.

LA perfettione del modo, ouero Tuono, non è altro ch'vna compositio-
ne di otto note continenti in se di estremo à estremo cinque Tuoni ses-
quiottaui, & duoi minori Semituoni, la qual sarà la vera Dia-
pason, ò vuoi dire ottaua, la quale ottaua verrà essere composta di Diapente
perfetto, & Diatessaron minore, dil che vederete alcune figurationi per vo-
stro ammaestramento di tutti i Tuoni autentici & suiuggali, gli quali saran-
no posti poche figure per ogn'essempio per essere breue.
Dimostratione del primo Tuono perfetto, con la terminatione ordina-
ria, & con il Diatessaron estraordinario, & dal D al G pertinente al Tuo-
no, nel che di estremo à estremo del Tuono, sia poi perfetto, ò imperfet-
to, nascendo alcune specie maggiori, ò minori pertinenti al tuono, aue-
gna che non siano nelli luoghi ordinarij della compositione del Tuono,
nondimeno saranno al seruigio del tuono; & cosi à voi sia manifesto in tut-
ti gli tuoni. cosi ancora nascendo alcune specie maggiori, ò minori perti-
D 2nentipage 14vIl Tesoro Illuminatonenti al tuono nell'altre parti saranno al seruigio del tuono; dil che il Com-
positore haurà molte specie di procedere nel concento, non tanto in quel-
la parte qual tiene il principato del tuono; ma ancora nell'altre parti, & fa-
cendo incontrario saranno degni di riprensione; & cosi à voi sia manifesto
in tutti i tuoni cosi autentici, come ancora nelli collaterali, ò vuoi dire pla-
cati cosi nelli tuoni naturali, come ancora ne gl'accidentali misti, & il simile
ne gl'accidentali semplici, cosi perfetti come ancor imperfetti. & vi dono aui
so, che nelle dimostrationi delli tuoni non pretendiamo ad altro, che dimo-
strare gli tuoni semplici, come se fossero canti fermi.
Et le cadenze del primo tuono saranno D sol re, A la mi re, & D la sol
re, con l'ottaue & deriuate loro.
Hora dico che nel primo Tuono si concede ancora il Diapente estraordina-
rio dalla positione A la mi re primo alla positione E la mi secondo, nella
parte qual tiene il principato del tuono, senza causare altro effetto, & per
fortificare il tuono della sue specie per varie sedie, conformando le parole
con le note, procedendo con essa specie, secondo che le parole chiamaran-
no licenza arbitraria.
Dimostratione del secondo tuono perfetto, con la terminatione ordina-
ria, & con la Diapente & Diatessaron estraordinarij dalla positione E pri-
mo alla positione A re, & dal G sol re ut primo alla positione D sol re.
Et le cadenze del secondo tuono saranno D sol re, A la mi re, & A re, con
l'ottaue & deriuate loro.
Et la parte del primo basso potrebbe tenere il principato del tuono, co-
me appare.
Dimo-page 15Libro Primo.15
Dimostratione del terzo Tuono perfetto, con la terminatione ordinaria,
& con il Diatessaron estraordinario pertinente al tuono dalla positione E la
mi primo alla positione A la mi re primo.
Et le cadenze del terzo Tuono saranno E la mi primo, & mi acuto, &
E la mi acuto, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione del quarto Tuono perfetto con la terminatione ordina-
ria, & con il Diatessaron estraordinario pertinente al tuono della positione
A la mi re primo alla positione E la mi primo.
Et le cadenze del quarto Tuono saranno E la mi primo & secondo, mi
acuto, & mi graue, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione del quinto Tuono perfetto, con la terminatione ordina-
ria, & con il Diatessaron estraordinario pertinente al tuono dalla positione
G sol re ut primo, alla positione C sol fa ut.
Et le cadenze del quinto Tuono saranno F fa ut primo, & C sol fa ut, &
F fa ut secondo, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimo-page 15vIl Tesoro Illuminato
Dimostratione del sesto Tuono perfetto, con la terminatione ordinaria, &
con duoi Diatessaron estraordinarii dalla positione C sol fa ut, alla positione
G sol re ut primo, & dal b fa di b fa mi primo alla positione F fa ut primo.
Et le cadenze del sesto Tuono saranno F fa ut primo, C fa ut, C sol fa ut,
& F fa ut secondo, con l'ottaue & deriuate loro.

Contra all'openioni d'alcuni Musici, quali compongono il quinto
& sesto Tuono con la congionta di b molle posta
in mi acuto. Cap. XXXVIII.

HOr da molti Musici è stato vsato alcuna volta nel volere dimostrare il
quinto & sesto Tuono, con la congionta di b molle posta in mi acu
to, con la terminatione loro in F fa ut, come si può vedere nelle compositio-
ni loro, i quali non fanno alcuna differenza, procedendo naturalmente come
ancora accidentalmente, mediato perfetto dalla positione F fa ut alla posi-
tione C sol fa ut, & per contrario. Alle quali openioni son contrario, & dico,
che lasciano la terza specie del Diapente, compositione del quinto & sesto
tuono, & accettano la quarta specie del Diapente, compositione del settimo
& ottauo tuono; nel che da F fa ut al C sol fa ut con il b molle posto in mi
acuto, nasce la quarta specie del Diapente, com'appare.
Nel chepage 16Libro Primo.16Nel che gli primi duoi interualli da F fa ut al G sol re ut, & A la mi re, &
per contrario sono intervalli eguali cosi naturalmente, come ancora acciden
talmente pertinenti al quinto & sesto Tuono; & ancor al settimo & ottauo
tuono accidentali. Ma ben dicoui, che dalla positione A la mi re al mi
acuto, & al C sol fa ut, sono interualli differenti da quelli di A la mi re al
mi acuto con il b molle posto in mi acuto. & di quì nasce l'errore d'al-
cuni Compositori; perche da A la mi re al mi acuto senza il b molle na-
sce il tuono sesquiottauo, & da A la mi re al mi acuto con il b molle po-
sto in mi, nasce l'interuallo del Semituono minore; cosi ancora dal
mi senza il b molle al C sol fa ut nasce nasce il semituono minore, & dal mi con
il segno di b molle al C sol fa ut nasce il tuono sesquiottauo, cosi in ascende-
re, come ancora in descendere; dil che si vede chiaro da A la mi re al mi,
& dal mi al C sol fa ut sono interualli differenti da quelli di A la mi re al
mi, con il b molle posto in mi, & al C sol fa ut; dil che di A la mi re
al mi acuto, & C sol fa ut nasce il Semidittono naturalmente del quinto
tuono, & per contrario al sesto tuono, & di A la mi re al mi con il b mol-
le posto in mi al C sol fa ut, nasce il Semidittono accidentale del settimo
tuono, & per contrario all'ottauo tuono, com'appare.
Hor per le ragioni di sopra mostrate si vede chiaro, che l'interuallo del Se- mituono minore ritrouasi essere variato da luogo à luogo, cioè di A la mi re
al mi acuto, & C sol fa ut; perche hora si troua nel primo interuallo del
Semidittono con la congionta di b molle posta in mi acuto, hora si tro-
ua nel secondo interuallo del Semidittono senza la congionta di b molle po-
sta in mi acuto, dil che secondo che varia il Semituono, come si vede chia
ro, & che non ha fermezza, cosi ancora variano le specie delli Diapenti, &
ancora tutte l'altre. Adunque seguitarà, che l'interuallo di A la mi re al C
sol fa ut mediato, ritrouasi essere variato da quello di A la mi re, al C sol fa
ut mediato con la congionta di b molle posta in mi acuto. seguitarà dūque
che quell'interualli di A la mi re al C sol la ut mediati, non sono simili: ma
ben sono differenti per cagione del Semituono minore, qual è cagione di
tutte le specie; & se l'interuallo del Semituono minore non fosse manco, sa-
rebbono le specie varie di terza, di quarta, di quinta, & cosi discorrendo;
nel chepage 16vIl Tesoro Illuminatonel che procedendo con la congionta di b molle da F fa ut al C sol fa ut me-
diato perfetto, nasce la quarta specie del Diapente accidentale, compositio-
ne del settimo, & per contrario all'ottauo tuono. Dico adunque tutti quelli
Musici, ch'hanno vsato tal'interuallo di estremo à estremo da F al C, creden-
dosi che non fosse differenza dall'interuallo da F fa ut al C sol fa ut senza il b
molle. A quell'interuallo con il b molle, dico che sono stati ingannati per
le ragioni di sopra mostrate, & dalla schola Musicale sono dannati, perche
hanno distrutta la terza specie del Diapente naturale, qual è compositione
del quinto & sesto naturali, & hanno dato luogo alla quarta specie del Dia-
pente accidentale, compositione del settimo & ottauo tuono, che di quinto
ouero sesto naturale, nasce il settimo ouero ottauo accidentale, & il simile sa
rà della terminatione di F fa ut al quinto & sesto tuono, sarà conuertita al
settimo & ottauo tuono, per cagione della specie maggiore, quale nasce da F
fa ut al C sol fa ut con queste note, vt re mi fa sol, per cagione della congion-
ta di b molle, & per essere distrutta la specie maggiore naturale del tuono,
cosi ancora si distrugge la terminatione loro naturale, dil che non si conce-
de douersi procedere da F fa ut al C sol fa ut, mediato perfetto con la con-
giunta di b molle posta in mi acuto, & molti altri errori sono lasciati di
dire per essere breue.

Modo di procedere da F fa ut primo al C sol fa ut, con la con-
giunta di b molle posta in mi acuto, con le dimostrationi del
quinto & Sesto tuono, con le terminationi loro ordinarie, con
le cadenze loro, & con duoi auuertimenti. Cap. XXXIX.

HOra habbiamo à dimostrare in questo Cap. come al Compositore sa-
rà concesso à procedere da F fa ut al C sol fa ut con il b molle posto in
mi acuto, & con la terminatione del quinto & sesto tuono in F fa ut. Dico
dunque, volendo il Compositore procedere da F fa ut al C sol fa ut, con la
congionta di b molle posta in mi acuto, debbe hauere riguardo di non
procedere da A la mi re al C sol fa ut mediato; ma ben debbe procedere non
mediato, per cagione del Semituono minore, & per contrario, com'appare.
Nel che la sopradetta figura da F fa ut alla positione C sol fa ut, nasce la ter-
za specie del Diapente per il mancamento del Semituono minore, qual non
si trouapage 17Libro Primo.17si troua nella sopradetta figura, qual nasce da positione à positione, dil che
mancando il Semituono minore, qual è cagione di tutte le specie; adunque
debbe essere chiamata la sopradetta figura terza specie del Diapente per es-
sere al luogo proprio & naturale, come se fosse questa istessa figuratione na-
turale. Et più oltre si dice, che il naturale precede l'accidentale, qual è com-
positione del quinto, & per contrario al sesto, & la terminatione loro, quale
è F fa ut, verrà hauere luogo, dil che hauerete à procedere con tal'ordine nel-
la parte, qual tiene il principato del tuono, & ancor in tutte le parti per ot-
taua, & cosi discorrendo.
Hor potrebbono dir'alcuni, che le note della prima sopradetta figura so-
no note della quarta specie del Diapente. hora si risponde, che le note non
fanno le specie, ma ben sono gl'interualli che fanno le specie, & le note stan-
no come termini de gl'interualli, cioè che diuidono gl'interualli, ergo male.

Dimostratione del quinto Tuono perfetto, con la sua
terminatione ordinaria.

Et le cadenze del quinto Tuono saranno F fa ut, b fa mi, & C sol fa ut,
& F fa ut secondo, con l'ottaue & deriuate loro.
Hor il quinto Tuono di sopra mostrato, hauendo il Compositore imagi-
nato di fare vno concento con due parti; la prima dunque debbe terminare
in b fa di b fa mi, ouero in C sol fa ut, pigliando sempre vna di quelle ter-
minationi, che saranno più accommode, & la seconda parte debbe termina-
re in F fa ut, luogo suo ordinario.
Ma facendo il concento di tre parti, la prima parte potrà terminare in b
fa di b fa mi, & la seconda parte debbe terminare in C sol fa ut, & per con
trario pigliando sempre vna delle sopradette terminationi, quali saranno
più accommode, & la terza parte haurà di terminare in F fa ut, luogo suo
ordinario.
EDimo-page 17vIl Tesoro Illuminato

Dimostratione del sesto Tuono perfetto, con la sua
terminatione ordinaria.

Et le cadenze del sesto Tuono saranno F fa ut, C fa ut, b fa mi, & G
sol fa ut, con l'ottaue & deriuate loro.
Hora il sesto Tuono di sopra mostrato, hauendo il Compositore imagi-
nato di fare vno concento à duoi parti, la prima potrà terminare in b fa di b
fa mi, ouero in C fa ut, ouero in C sol fa ut, pigliando vna di quelle, che
saranno più accommode, & la seconda parte haurà da terminare in F fa ut,
luogo suo ordinario.
Cosi ancora facendo il Compositore vno concento, che sia diuiso in tre
parti; la prima parte dunque potrà terminare in C sol fa ut, ouero in C fa ut,
ouero in b fa di b fa mi, pigliando sempre vna di quelle, che saranno più
accomode, & la seconda parte debbe terminare differentemente dalla pri-
ma, & la terza parte haurà da terminare in F fa ut nel luogo suo ordinario.
Omnis laus in fine canitur.
Et occorendo, che nelli sopradetti Tuoni hauessero quattro, ouero cin-
que parti sempre hauranno luogo di variare le terminationi, cioè adoperan-
do vna & poi l'altra, & cosi discorrendo, e lasciare sempre l'vltima parte,
qual haurà da terminare nel luogo suo ordinario, come dimostrano le so-
pradette figure, perche omnis laus in fine canitur.
Dimostratione del settimo Tuono perfetto, con il Diatessaron estraordi-
nario per gratia pertinente al Tuono dalla positione A la mi re primo, alla
positione D la sol re. & cosi tutti gli Diatessaron estraordinarij pertinenti
alli Tuoni, quali nascono nelli Diapenti delli Tuoni, saranno chiamati Dia-
tessaron per gratia; perche sono fuora delle sedie loro ordinarie delle com-
positioni, con vno Diapente estraordinario dalla positione C sol fa ut alla po
sitione G sol re ut secondo. & il simile saranno delli Diapenti estraordinarij,
quali nascono nella Diapason del Tuono saranno chiamati Diapenti per gra-
tia; perche sono fuora delle sue sedie ordinarie delle compositioni, sano mo-
do scriuendo.
Et le cadenze del settimo Tuono saranno G sol re ut primo, D la sol re,
& G sol re ut secondo, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimo-page 18Libro Primo.18
Dimostratione dell'ottauo Tuono perfetto con il Diatessaron estraor-
dinario dalla positione D la sol re alla positione A la mi re primo.
Et le cadenze dell'ottauo Tuono saranno G sol re ut ordinariamente,
D sol re, & D la sol re nel processo del concento, con l'ottaue & deriua-
te loro.
Hor nelle sopradette dimostrationi tutte le specie ordinarie, & estraordi-
narie saranno in arbitrio del Compositore da essere poste composite perfet-
te, ouero composite imperfette, ouero incomposite perfette, secondo l'oc-
corenze de le parole, & cosi intenderai in tutti gli Tuoni.
Hora dico, che nell'ottauo Tuono si concede ancora il Diapente estraor-
dinario dalla positione G sol re ut primo alla postione C fa ut, nella parte,
qual tiene il principato del tuono senza rispetto alcuno, per fortificare il tuo
no della sua specie per varij sedie, & cosi nell'altre parti, essendo accommo-
do alle parti, conformando le parole con le note, procedendo con essa spe-
cie secondo che le parole chiamaranno. A ben che sian lasciate di porre le
cadenze nelli sopra notati essempi vna terza maggiore, ouero minore di so-
pra delle terminationi delli tuoni. Hora dico, che non è precetto, ma consi-
glio, perche à me non piace, lasciando molte ragioni per essere breue; non-
dimeno ogni Musico haurà libertà di porre le cadenze nelle sopradette po-
sitioni, cioè di sopra delle terminationi delli tuoni cosi autentici, com'anco-
ra suiuggalli vna terza minore, ouero maggiore, secondo l'occorenze delli
tuoni, e parole, lasciando le cadenze delli Salmi & Cantici, quali saranno po-
ste alli proprij luoghi.
Ancora dico, che nelle compositioni si concede di vsare il Diapente, & il
Diatessaron d'vn tuono per contrario in questo modo. Hor il Compositore
E 2saràpage 18vIl Tesoro Illuminatosarà astretto di accettare il primo Tuono per cagione delle parole, il Diapen
te & il Diatessaron del tuono sarāno re mi fa sol la, & re mi fa sol, ouero re la,
& re sol, specie del tuono. Hor adunque la parte, qual tiene il principato del
Tuono farà quest'effetto, re mi fa sol la, ouero re la, ouero come piace al
Compositore, composito imperfetto, & l'altra parte potrà dire al contrario
per euitare le pause, com'appare, la re, ouero la sol fa mi re, ouero composi-
to imperfetto. Cosi ancora sarà il simile del Diatessaron, qual farà nella par-
te, qual tiene il principato del tuono, com'appare, re mi fa sol, ouero re
sol, ouero mediato imperfetto, & l'altra parte potrà dire al contrario sol fa
mi re, ouero sol re, ouero mediato imperfetto, dil che esse specie dato che
siano poste al contrario dell'altre, perciò sono specie pertinenti al Tuono;
perche in tale caso si concede esse specie del suo compagno per seruire al tuo
no principiato; perch'esse specie del suo compagno sono più conuenienti al
Tuono principiato, che non sono le specie d'altri tuoni, perche variarebbo-
no la natura del Tuono, & quando il Compositore non potrà hauere com-
modamente il Diapente, ouero il Diatessaron per ischifare la moltitudine
delle pause, il Compositore debbe accettare gli Dittoni, Semidittoni per va-
rij sedie pertinenti al tuono, per accommodare le parti, che non restano va-
coue, come è detto di sopra. Hor al proposito nostro, dico ancora che il
Compositore debbe pigliare nella parte, qual tiene il principato del Tuono,
il Dittono, ouero il Semidittono, & pigliare vna di queste due specie, & ac-
cettare quella che sarà più accomoda, & l'altra parte ancora debbe haue-
re il Dittono, ouero il Semidittono, pigliando sempre quell'interuallo che si
trouarà più accommodo, cioè pigliando in vna parte il Dittono, & non po-
tendo hauere nell'altra parte il Dittono, si debbe pigliare il Semidittono
per non lasciare vacue le parti, & per contrario, pigliando in vna parte il Se-
midittono, l'altra parte accetterà il Dittono, ogni cosa pertinenti al tuono.
cosi ancora pigliare vn Semituono per vn tuono, & per contrario pigliare
vn Tuono per vn Semituono.

Dell'imperfettione delli Tuoni. Cap. XL.

L'Imperfettione del Tuono, ouero modo, non è alto che scemare alcu-
no interuallo, ouero alcuni interualli all'ottaua, ò vuoi dire al Diapen-
te & Diatessaron; nel che nelli tuoni autentici, ouero signori restaranno im-
perfetti dalla parte intensa, per cagione della terminatione loro, perche non
possono essere imperfetti dalla parte remissa, per la terminatione loro. Ma
nelli tuoni collaterali, ò vuoi dire placati potranno essere fatti imperfetti
dalla parte remissa & intensa, cioè non ascendere alla perfettione del suo Dia
pente, nè manco discendere alla perfettione del suo Diatessaron; dil che essi
Tuoni verranno à essere imperfetti cosi dalla parte remissa, come ancora dal
la parte intensa. Ma auuertiscoui, ch'il Tuono non può essere di manco di
vnapage 19Libro Primo.19vna quantità minore, & se la parte qual tiene il principato del Tuono, non ha-
uerà di estremo à estremo la compositione della quarta, dicoui che non sarà
Tuono, dil che ogni Tuono potrà essere fatto imperfetto, per infino à tanto,
che almeno habbi la compositione d'vna quarta.

D'alcuni canti, i quali sono composti d'vna quinta di estremo
à estremo, & della corda, ouero stanza, che diuide il
Diapente. Cap. XLI.


Gli Tuoni, i quali sono composti per Diapente, ouero quinta, cioè quel-
le parti, quali tengono gli principati delli Tuoni; dico che saranno giu
dicati alcuna volta per spatij, & alcuna volta per specie. Hor sarà vn Tuono,
il qual sarà composto d'vna quinta, & haurà la terminatione nella positio-
ne D sol re, dico ch'esso canto sarà primo ouero secondo Tuono, & tal spa-
tio è commune cosi al primo quanto al secondo di estremo à estemo, nel
che è cosa necessaria, ch'in esso canto gli sia vn capo. Hora dico che tutti gli
Tuoni composti per quinta, & ch'in essi mancassero le proprie specie, dico
che non possono essere giudicati per corda, per vedere la quantità loro delle
neume; adunque seguitarà che per spatij, ouero specie sarāno giudicati. Hor
per il spatio si dirà alcuna cosa, dico dunque che sarà vn canto, il qual termi-
narà nella positione D sol re, & non hauendo questo canto vno Diapente,
qual dica, la re, ouero mediato imperfetto, ouero perfetto, & vno Diatessa-
ron incoposito, qual dica, sol re. Hora dico, che esso canto sarà primo tuo-
no, perche haurà maggior spatio di sopra della corda, il quale spatio è la com
positione d'vn Dittono, & dalla parte remissa della corda egliè la composi-
tione d'vn Semidittono; & più oltre si dice, che denominatio fit à nobiliori.
Hor vederai la figura quale sarà primo Tuono per cagione del maggior'in-
teruallo, qual è di sopra della corda, ouero stanza, che diuide le specie mino-
ri, cioè il Dittono & Semidittono del Diapente, la qual stanza, ouero corda
sarà F fa ut, al primo & secondo tuono G sol re ut, al terzo & quarto tuono
A la mi re, al quinto & sesto tuono mi acuto, al settimo & ottauo tuono,
& non tanto le sopradette stanze sodisfanno alli tuoni fatti per quinta, come
ancora nelli perfetti, & imperfetti vguali di spatio, & volendo vedere chiara
mente ogni cosa, & quello ch'opra la corda ouero stanza, riguarda Lettore
mio benegno, nell'opra mia chiamata la Illuminata nel lib. 2. al cap. 10.

Dimostratione del primo tuono per cagione del maggior'interuallo, che
si troua di sopra della corda, ouero stanza.

Et perpage 19vIl Tesoro IlluminatoEt per contrario si trouarà nella parte qual tiene il principato del Tuono vn
Diapente & vn Diatessaron, quali appartengono al secondo tuono, dico che
in questo non occorre à giudicare per interuallo, ma per specie; dil che si con
chiude, che non sempre per l'interuallo maggiore non si debbe giudicare il
tuono, ma si ben per le specie. Ancor concediamo che vna sola specie del
Diapente sodisfarà à peruertire il tuono; & cosi à voi sia manifesto in tutti
gli tuoni, hauendo le specie pertinenti alli tuoni, & per essi debbono esse-
re giudicati.

Dimostratione del secondo Tuono per cagione del suo Diapente, & il
Diatessaron per gratia.

Lettore mio benegno, auegna che il Diatessaron non sia al proprio luogo
della compositione sua; nondimeno ogni volta che si trouarà il Diatessaron
sol re nell'interuallo pertinente al tuono suiuggale, sempre sarà al seruiggio
di esso suiuggale, ò vuoi dire placato, & per contrario re sol sarà al seruiggio
del primo tuono. Et cosi sarà il simile mi la al terzo tuono, & per contrario
la mi al quarto tuono, & al quinto tuono vt fa, & per contrario fa ut al sesto
tuono, & al settimo tuono re sol, & per contrario sol re all'ottauo tuono; &
questi Diatessaron possono essere mediati perfetti, & imperfetti, & il simile
intenderai delli Diapenti mediati, perfetti, & imperfetti.

Dimostratione del terzo Tuono per cagione dell'interuallo maggiore,
qual'è di sopra della corda ouero stanza.

Dimostratione del quarto Tuono, per cagione del suo Diapente, &
Diatessaron.

Dimo-page 20Libro Primo.20

Dimostratione del quinto Tuono, per cagione del suo Diapente, & Dia-
tessaron.

Dimostratione del sesto Tuono per cagione del spatio maggiore, qual è
dalla parte remissa della stanza, & il Diatessaron per gratia.

Dimostratione del settimo Tuono per cagione del suo Diapente, & Dia-
tessaron.

Dimostratione dell'ottauo Tuono per cagione del maggiore interuallo,
qual è dalla parte remissa della corda ouero stanza.

Hor sipage 20vIl Tesoro IlluminatoHor se nelle vostre compositioni fate per quinta, gli saranno poche note,
come di sopra appare, & ancor alla vostra discretione sodisfarà duoi specie
di Diatessaron, senza il Diapente, & il simile vno Diapente solo à conuer-
tire il Tuono di collaterale in autentico, & per contrario, & cosi il simi-
le sarà nelli tuoni fatti per la congionta di b molle posta in mi acuto, &
ancor in altri modi.
Ancora dico d'esso Tuono, che di quinta sarà composto, commodamen-
te il Compositore potrà seruirsi, e porre essa parte per vn canto piano, ouero
figurato à suo piacere, & essa parte del canto fermo haurà da tenere il prin-
cipato del tuono, saluo s'altra parte maggiore d'vn canto fermo non fosse
posta nel concento, allhora essa parte maggiore haurà da tenere 'l principa-
to del Tuono.

Che di sopra di A la mi re, vna nota non sempre si debbe
dire fa. Cap. XLII.

DA molti Cantori è stato dimostrato, & ancor di continuo dimostrano,
che sempre di sopra di A la mi re, non passando b fa mi, sempre si
debbe dire fa; alle quali openioni son contrario, & dico, che sempre biso-
gna hauere riguardo alle specie maggiori, cioè alli Diapenti, che non sian di-
strutte, & massime nel terzo & quarto tuono per cagione della sua specie,
la quale è sua compositione; cosi ancora ne gl'altri tuoni, per non distrugge-
re la commistione, perche alcuna volta le parole chiamano tali specie; dil
che bisogna hauere riguardo à non distruggere esse specie, per cagione del-
la distonatione delle parole, & ancora che le parole non fossero apparse, do-
uemo sempre havere rispetto alla specie, che non siano distrutte, & non di-
struggendo specie alcuna cosi maggiore come minore nel tuono, ouero del
li tuoni, verrai à seruare la natura del tuono, & la commistione come occor-
re alcuna volta per cagione delle parole. Ancora concediamo, che di so-
pra della sillaba la, si debbe dire fa; ma distruggendo le specie, da noi non sa-
rà concesso per le ragioni di sopra dette, & ancor per altri rispetti, quali si
lasciano per essere breue.

De tutti gli canti, che saranno composti per quarta, ouero
Diatessaron minore. Cap. XLIII.

GLi canti, i quali saranno composti d'vna quarta, dico, che essi canti deb
bono essere chiamati tuoni, ouero modi; perche verranno à essere cō-
posti d'vna specie, quale si compongono il tuono. Adunque tutti i canti com
posti per quarta saranno chiamati tuoni suiuggali, questo percio s'intende
quando la parte, qual tiene il principato del tuono non haurà dentro delli
Diatessaron pertinenti alli autentici, ma andarà cosi girando con le specie
minori.page 21Libro Primo.21minori. ma hauendo nelli processi gli Diatessaron pertinenti alli tuoni au-
tentici, conuertiranno de suiuggali in autentici, ò vuoi dire signori, dil che
egliè necessario, che la parte, qual tiene il principato del tuono, habbia al-
meno duoi Diatessaron pertinenti al tuono autentico, sia poi come si voglia
no, cioè mediati imperfetti, ouero mediati perfetti, il che possono essere tut-
ti duoi differenti, dil che il Compositore sarà in libertà à porre à suo modo,
conformando sempre le note con le parole, & porre vno differente da l'al-
tro, & questi duoi Diatessaron sodisfarà, quando la parte sarà di poche no-
te, remettendo sempre alla tua buona discretione, & se la parte sarà lunga,
vogliamo che siano tre, ouero quattro Diatessaron, & ancora di più, secon-
do la tua discretione à conuertire il tuono placato in autentico, & vederete
alcune dimostrationi per vostro ammaestramento.

Dimostratione del secondo Tuono.

Dimostratione del primo Tuono, per cagione delli duoi Diatessaron,
quali appartengono al primo Tuono, che per essi di placato si conuertisse
in autentico.

Dimostratione del quarto Tuono.

Dimostratione del terzo Tuono per cagione delli duoi Diatessaron per-
tinenti al Tuono.

FDimo-page 21vIl Tesoro Illuminato

Dimostratione del sesto Tuono per ischifare il Tritono.

Dimostratione del quinto Tuono per cagione delli duoi Diatessaron.

Dimostratione dell'ottauo Tuono.

Dimostratione del settimo Tuono, il qual sarà d'vn'altra natura per il
mancamento del suo Diatessaron, qual non si troua da estremo à estremo
naturalmente; ma per cagione del Dittono, qual è frequentato, come dimo
stra la figura.

Et questo Tuono, qual sarà composto d'vna quarta, il Compositore à suo
piacere potrà seruirsi ancora in vno suo concento, e porre essa parte per vn
canto fermo, ouero figurato, à suo piacere, & questa parte del canto fermo
haurà da tenere il principato del Tuono, saluo s'altra parte maggiore d'un
canto fermo non fosse posta nel concento, allhora essa parte maggiore teni-
rà il principato del Tuono.
LIBROpage 2222

LIBRO SECONDO.

Della compositione di tutti gli Tuoni con il b molle posto in mi
acuto, con le terminationi loro, & dimostrationi di essi Tuoni,
con alcune specie estraordinarie pertinenti alli Tuoni. Cap. I.

HOra in questo capitolo haureremo à dimostrare gl'otto Tuo
ni, hauendo aiutorio della congionta di b molle posta in
mi acuto, dil che saranno chiamati Tuoni regolati, perché ver
ranno à essere composti delle specie, quali appartengono à
loro. Ma ben dicoui, che la maggior parte di loro saranno
chiamati Tuoni misti, per essere composti d'vna specie accidentale, & vna
naturale, & per contrario, & alcuna volta tutte dua le specie accidentali. Hor
le terminationi de gl'otto Tuoni faranno G sol re ut primo, A la mi re, b fa
di b fa mi, C sol fa ut. Dico dunque che il primo & secondo Tuono ter-
minaranno in G sol re ut, il terzo & quarto Tuono terminaranno in A la mi
re, il quinto & sesto Tuono terminaranno in b fa di b fa mi, il settimo &
ottauo Tuono terminaranno in C sol fa ut, & vederete alcune figurationi
per vostro ammaestramento.

Della compositione del primo Tuono.

Dico dunque che il primo Tuono si componerà della prima specie del Dia-
pente, qual dice, re la, nascente dalla positione G sol re ut, alla positione D la
sol re, & della prima del Diatessaron, qual dice, re sol, nascente dalla positio-
ne D la sol re, alla positione G sol re ut secondo, come dimostra la figura.

Del primo Tuono terminato in G sol re ut.

Dimostratione del primo Tuono perfetto con le specie sue ordinarie del-
la Diapente & Diatessaron, & ancor vno Diatessaron estraordinario perti-
nente al Tuono, qual dice, re mi fa sol, ouero re sol, dal G al C.
Et le cadenze ordinarie del primo Tuono saranno G sol re ut primo, D la
sol re, & G sol re ut secondo, con le sue ottaue & deriuate loro.
F 2Et occor-page 22vIl Tesoro Illuminato
Et occorrendo che il Tuono fosse commisto, & secondo che la commi-
stione maggiore, ouero minore per cagione delle specie, quali saranno accet
tate per forza delle parole; gli darete ancora le sue cadenze pertinenti alle
specie, dico perciò vna sola cadenza per ogni specie; & così à voi sia manife-
sto in tutti gli Tuoni seguenti, & ancor in tutti gl'altri Tuoni.
Hor da noi non sarà dimostrato gli Tuoni imperfetti per essere breue, &
delli Diatessaron estraordinarij saranno quell'istessi, che sono ancora nelli
Tuoni perfetti, perch'essi Diatessaron estraordinarij pertinenti alli Tuoni
dependono dalli Diapenti pertinenti alli Tuoni. hor hauendo appiacere di
vedere d'ogni sorte d'imperfettione, riguarda l'opra mia chiamata la Il-
luminata.
Ancor vi auuertisco, che le specie ordinarie, & ancor l'estraodinarie del-
li Diapenti & Diatessaron possano essere composite perfetti, & composite
imperfetti, & incomposite perfetti, secondo l'occorrenze delle parole, & cosi
sarà à voi manifesto in tutti gli Tuoni.

Della compositione del secondoTuono con il b molle posto
in mi acuto. Cap. II.

IL secondo Tuono si componerà della prima specie del Diapente, & della
prima specie del Diatessaron, riuoltati al contrario, nascenti dalla posi-
tione D la sol re, alla positione G sol re ut primo, & dalla positione G sol re
ut, alla positione D sol re, come appare.
Delpage 23Libro Secondo.23

Del secondo Tuono, qual haurà terminatione in G sol re ut.

Dimostratione del secondo Tuono perfetto, con le specie sue ordinarie
della Diapente & Diatessaron, & ancor de gl'estraordinarij pertinenti al
Tuono, quali dicono, la re, & la sol fa mi re, dalla positione A la mi re, alla
positione D sol re, & ancor sol re, dalla positione C sol fa ut, alla positione
G sol re ut, come appare.

Et le cadenze del secondo Tuono saranno G sol re ut, D sol re, & D la sol
re, con l'ottaue & deriuate loro.

Dimostratione del secondo Tuono imperfetto, con la Diapente estraor-
dinaria pertinente al Tuono, posto à complacenza.

Della compositione del terzo Tuono con il b molle posto in
mi acuto. Cap. III.

IL terzo Tuono si componerà della seconda specie del Diapente, & del-
la seconda del Diatessaron nascenti, dalla positione A la mi re primo, al-
la positione E la mi secondo, & dalla positione E la mi secondo, alla positio-
ne A la mi re secondo, come appare.
Delpage 23vIl Tesoro Illuminato

Del terzo Tuono, qual haurà terminatione in A la mi re.

Dimostratione del terzo Tuono perfetto con la Diapente & Diatessaron
ordinarij, & con il Diatessaron estraordinario pertinente al Tuono, qual di-
ce, mi la, ouero mi fa sol la, da A la mi re primo alla positione D la sol re.
Et le cadenze ordinarie del terzo Tuono saranno A la mi re primo & se-
condo, & E la mi acuto, con l'ottaue & deriuate loro.

Della compositione del quarto Tuono con il b molle posto
in mi acuto. Cap. IIII.

IL quarto Tuono si componerà della seconda specie del Diapente, & se-
conda del Diatessaron riuoltati al contrario nascenti dalla positione E la
mi secondo alla positione A la mi re primo, & dalla positioneA la mi re, alla
positione E la mi primo, come appare.

Del quarto Tuono, qual haurà terminatione in A la mi re.

Dimostratione del quarto Tuono perfetto con le specie sue ordinarie del-
la Diapente & Diatessaron, con il Diatessaron estraordinario pertinente al
Tuono, qual dice, la mi, ouero la sol fa mi, dalla positione D la sol re, alla po-
sitione A la mi re primo, come appare.
Et le cadenze ordinarie del quarto Tuono saranno A la mi re primo, &
E la mi primo, & ancor E la mi secondo, con l'ottaue & deriuate loro.
Dellapage 24Libro Secondo.24

Della compositione del quinto Tuono con il b molle posto
in mi acuto. Cap. V.

Il quinto Tuono si componerà della terza specie del Diapente, & terza
del Diatessaron, nascenti dalla positione b fa di b fa mi, alla positio-
ne F fa ut secondo, & da F fa ut secondo, alla positione b fa di b fa mi se-
condo, come dimostra la figura.

Del quinto Tuono, qual haurà terminatione in b fa di b fa mi.

Dimostratione del quinto Tuono perfetto, con le specie ordinarie del
Diapente, & Diatessaron con duoi altri Diatessaron differenti de sedie per-
tinenti al Tuono, nascenti dalla positione C sol fa ut alla positione F fa ut se-
condo, & dal b fa di b fa mi primo alla positione E la mi secondo, con il
b molle posto in E la mi secondo, come dimostrarà la figura, & possono es-
sere posti essi Diatessaron mediati, perfetti, & imperfetti.
Et le cadenze ordinarie del quinto Tuono saranno b fa mi, F fa ut se-
condo & b fa mi sopr'acuto, con l'ottaue & deriuate loro.

Della compositione del sesto Tuono con il b molle posto
in mi acuto. Cap. VI.

IL sesto Tuono si componerà della terza specie del Diapente, & Diatessa-
ron riuoltati al contrario, nascenti dalla positione F fa ut secondo alla po
sitione b fa di b fa mi primo, & dalla positione b fa alla positione F fa ut
primo, com'appare.
Delpage 24vIl Tesoro Illuminato

Del sesto Tuono, qual haurà terminatione in b fa di b fa mi.

Dimostratione del sesto Tuono perfetto con le specie sue ordinarie della
Diapente & Diatessaron, con duoi Diatessaron estraordinarij differenti de
sedie, pertinenti al tuono, nascenti dalla positione F fa ut secondo alla posi-
tione C sol fa ut, & di E la mi secondo, con il b molle posto in essa positio-
ne b fa di b fa mi primo, quali dicono fa ut, ouero fa mi re ut. hora à me
sodisfa à dimostrare le sedie delli Diatessaron, à voi sarà la libertà di vsarli à
vostro commodo, mediati, perfetti, & imperfetti.
Et le cadenze ordinarie del sesto Tuono saranno b fa di b fa mi, F fa ut
primo & secondo, con l'ottaue & deriuate loro.
Del sesto Tuono soggetto & imperfetto per cortesia posto, hauendo ri-
guardo di non fare terza minore mediata, dalla positione A, alla positione
C, & per contrario, come dimostra la figura.

Della compositione del settimo Tuono con il b molle posto
in mi acuto, & sopr'acuto. Cap. VII.

IL settimo Tuono si componerà della quarta specie del Diapente, & pri-
ma del Diatessaron, nascenti dalla positione C sol fa ut alla positione G
sol re ut secondo, & dal G sol re ut secondo alla positione C sol fa, come di-
mostra la figura.
Delpage 25Libro Secondo.25

Del settimo Tuono, qual haurà terminatione in C sol fa ut.

Dimostratione del settimo Tuono perfetto con le specie sue ordinarie del
la Diapente & Diatessaron, con il Diatessaron estraordinario pertinente al
Tuono, nascente dalla positione D la sol re, alla positione G sol re ut secon-
do, qual dice, re sol, & ancor il Diapente estraordinario pertinente al Tuono
da F secondo al C sol fa.
Et le cadenze ordinarie del settimo Tuono saranno C sol fa ut, G sol re ut
secondo, & C sol fa, con le sue ottaue & deriuate loro.

Della compositione dell'ottauo Tuono con il b molle posto
in mi acuto. Cap. VIII.

L'Ottauo Tuono si componerà della quarta specie del Diapente, & pri-
ma del Diatessaron riuoltati al contrario, nascenti dalla positione G
sol re ut secondo alla positione C sol fa ut, & dalla positione C sol fa ut alla
positione G sol re ut primo, come appare.

Dell'ottauo Tuono, qual haurà terminatione in C sol fa ut.

Dimostratione dell'ottauo Tuono perfetto, con le specie sue ordinarie
della Diapente & Diatessaron, con vno Diatessaron estraordinario pertinen
te al Tuono, nascente dalla positione G sol re ut secondo alla positione D la
sol re, qual dice sol re, ouero sol fa mi re, come appare.
Et le cadenze ordinarie dell'ottauo Tuono saranno C sol fa ut, & G sol
re ut primo & secondo, con l'ottaue & deriuate loro.
GAuuer-page 25vIl Tesoro Illuminato

Auuertimenti.

HORA dicoui Lettori miei benegni, dato che nelli sopra notati essempi
siano poste le specie delle Diapenti & Diatessaron ordinarij, come ancora
gl'estraodinarij variabili di compositione & di sedie, come dimostrano le
figure; dil che sarete in libertà di mostrarli à vostro commodo, secondo l'oc-
corenza delle parole, & al sentimento delle parole, & farli mediati perfetti,
& imperfetti, & incompositi perfetti, hauendo riguardo alle parole. Et anco-
ra sarete in libertà di porre quante specie del Tuono, che à voi sarà in ap-
piacere; a ben che ne habbia poste poche per ogni esempio, per essere breue,
& ho pretenduto solo à dimostrare gli Tuoni, & cosi à voi sia manifesto in
tutti gli Tuoni cosi nelli signori, com'ancora nelli suiuggali.

Della dimostratione del primo Tuono perfetto con la terminatio-
ne estraordinaria, con il b molle posto in mi acuto, & con le
cadenze ordinarie alli proprij suoi luoghi. Cap. IX.

DImostratione del primo Tuono perfetto con la terminatione estraor-
dinaria, con il b molle posto in mi acuto, con la figura di quadro
naturale, accioche l'arte imiti la natura.
Et le cadenze ordinarie del primo Tuono saranno G sol re ut primo &
secondo, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione del primo Tuono perfetto, con la terminatione in D la
sol re, confinalità del Diapente.
Et le cadenze ordinarie del primo Tuono saranno G sol re ut primo &
secondo, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
Horpage 26Libro Secondo.26
Hor per consiglio, vogliamo ch'il concento sia giudicato per il Tenore,
dato che la terminatione sia fuora della sedia ordinaria, vna terza di sopra,
ouero una quinta per essere confinalità del Diapente; nondimeno regnando
le specie d'vn Tuono, dunque per le specie debbe essere giudicato, perche
sono quelle che compongono gli Tuoni, hauendo riguardo alla parte del
Soprano, perche procede con la natural sua forma, & quello ch'habbiamo
nel sopr'acuto, l'habbiamo nell'acuto, & ancor nel graue, & essa parte repre-
senta il Tenore, dato che la sia fuora della sedie sua ordinaria, hor riguarda
ben la terminatione, & le specie del Soprano, che saranno conforme à quel-
le del Tenore, dato ch'il sia fuora della sedia, & di quì nasce, che debbe esse-
re giudicato il concento per il Tenore, hauendo aiutorio della parte del So-
prano, come è detto, & essaminando trouarai che le specie del Soprano, qua
li compogono 'l Tuono, saranno vna cosa istessa con quelle del Tenore, &
questo vi sarà per ammaestramento in tutti gli tuoni, di quelli ch'hauranno
la terminatione estraordinaria, hauendo riguardo sempre alla parte del So-
prano, & occorrendo, ch'il giudicante non hauesse la vera notitia del tuono
per la parte del Tenore, com'alcuna volta se ne troua, che non sanno se sono
viui, nè morti; dunque il giudicante s'accostarà alla parte del Soprano, & ha-
uerà la vera notitia del Tuono, perche procede con la natural sua forma.

Della dimostratione del secondo Tuono perfetto, con la terminatio-
ne estraordinaria, con il b molle posto in mi acuto, con le ca-
denze alli proprij suoi luoghi. Cap. X.

DImostratione del secōdo Tuono perfetto con la terminatione in b fa
mi, con la figura di quadro naturale, accioche l'arte imiti la natura.
Et le cadenze ordinarie del secondo Tuono saranno G sol re ut primo, &
D sol re, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.

Dimostratione del secondo Tuono perfetto con la terminatione
in D la sol re.

Et le cadenze ordinarie del secondo Tuono saranno G sol re ut primo, &
D sol re, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
G 2Tenorepage 26vIl Tesoro Illuminato

Della dimostratione del terzo Tuono perfetto con la terminatione
estraordinaria, con il b molle posto in mi acuto, con le caden-
ze alli proprij suoi luoghi. Cap. XI.

DImostratione del terzo Tuono perfetto con la terminatione in C sol
fa ut, con la congionta di quadro giacente, accioche l'arte imiti
la natura.
Et le cadenze ordinarie del terzo Tuono saranno A la mi re primo & se-
condo, & E la mi secondo, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione del terzo Tuono perfetto, con la terminatione estraor-
dinaria in E la mi secondo.
Et le cadenze ordinarie del terzo Tuono saranno A la mi re primo & se-
condo, & E la mi secondo, con l'ottaue & deriuate loro.
Dellapage 27Libro Secondo.27

Della dimostratione del quarto Tuono perfetto, con la terminatio-
ne estraordinaria, con il b molle posto in mi acuto, con le ca-
denze alli proprij suoi luoghi. Cap. XII.

DImostratione del quarto Tuono perfetto, con la terminatione in C
sol fa ut, con la congionta di quadro giacente, accioche l'arte imi-
ti la natura.
Et le cadenze ordinarie del quarto Tuono saranno A la mi re primo & se-
condo, & E la mi primo & secondo, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione del quarto Tuono perfetto, con la terminatione in E
la mi secondo.
Et le cadenze ordinarie del quarto Tuono saranno A la mi re primo & se
condo, & E la mi primo & secondo, con l'ottaue & deriuate loro.

Della dimostratione del quinto Tuono perfetto, con la terminatio-
ne estraordinaria, con il b molle posto in mi acuto, con le ca-
denze alli proprij suoi luoghi. Cap. XIII.

DImostratione del quinto Tuono perfetto, con la terminatione in D
la sol re.
Et le cadenze ordinarie del quinto Tuono saranno b fa mi primo & se-
condo, & F fa ut primo & secondo, con l'ottaue & deriuate loro.
Tenorepage 27vIl Tesoro Illuminato
DImostratione del quinto Tuono perfetto, con la terminatione in F fa
ut secondo.
Et le cadenze ordinarie del quinto Tuono saranno b fa mi primo & se-
condo, & F fa ut primo & secondo, con l'ottaue & deriuate loro.

Della dimostratione del sesto Tuono perfetto, con la terminatione
estraordinaria, con il b molle posto in mi acuto, con le caden-
ze alli proprij suoi luoghi. Cap. XIIII.

DImostratione del sesto Tuono perfetto, con la terminatione in D
la sol re.
Et le cadenze ordinarie del sesto Tuono saranno b fa mi primo & se-
condo, F fa ut primo & secondo, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimo-page 28Libro Secondo.28
Dimostratione del sesto Tuono perfetto, qual haurà terminatione in F
fa ut secondo.
Et le cadenze ordinarie del sesto Tuono saranno b fa mi primo & se-
condo, & F fa ut primo & secondo, con l'ottaue & deriuate loro.

Della dimostratione del settimo Tuono perfetto, con la termina-
tione estraordinaria, con il b molle posto in mi acuto, & so-
pr'acuto, con le cadenze alli proprij suoi luoghi. Cap. XV.

DImostratione del settimo Tuono perfetto, qual haurà terminatione
in E la mi secondo.
Et le cadenze ordinarie del settimo Tuono saranno C sol fa ut, G sol re
ut secondo, & C sol fa, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione del settimo Tuono perfetto, con la terminatione in G sol
re ut secondo.
Et le cadenze ordinarie del settimo Tuono saranno C sol fa ut, G sol re ut
secondo, & C sol fa, con l'ottaue & deriuate loro.
Dellapage 28vIl Tesoro Illuminato

Della dimostratione dell'ottauo Tuono perfetto, con la termina-
tione estraordinaria, con il b molle posto in mi acuto, & so-
pr'acuto, con le cadenze alli suoi proprij luoghi. Cap. XVI.

DImostratione dell'ottauo Tuono perfetto, con la terminatione in E
la mi secondo.
Et le cadenze ordinarie dell'ottauo Tuono saranno C sol fa ut, & G sol
re ut primo & secondo, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione dell'ottauo Tuono perfetto, con la terminatione in G sol
re ut secondo.
Et le cadenze ordinarie dell'ottauo Tuono saranno C sol fa ut, & G sol
re ut primo & secondo, con l'ottaue & deriuate loro.

Della quantità delli Tuoni irregolari, con la terminatione loro, &
che cosa sia irregolarità, con le cadenze loro alli proprij suoi
luoghi. Cap. XVII.

GLi Tuoni irregolari sono sei, cioè, primo, secondo, terzo, quarto, quin-
to, & sesto. Dico dunque, che la terminatione delli Tuoni saranno A
la mi re, mi acuto, & C sol fa ut, per essere luoghi della confinalità delli
Diapenti, dil che il primo & il secondo Tuono hauranno la terminatione in
A la mi repage 29Libro Secondo.29A la mi re. il terzo & quarto hauranno terminatione in mi acuto, il quin
to & sesto hauranno terminatione in C sol fa ut. Resta di vedere, che cosa
sia irregolarità, la quale non è altro ch'vna terminatione de tuoni, doue si
trouano le specie loro di estremo à estremo; ma non già ordinariamente,
& vederete ogni cosa in figuratione per ordine con le specie pertinenti alli
Tuoni.

Della dimostratione del primo Tuono irregolare perfetto, qual
haurà terminatione in A la mi re, con le cadenze al proprio
suo luogo. Cap. XVIII.

DImostratione del primo Tuono irregolare perfetto, con le specie sue
pertinenti al Tuono, & Diatessaron per vari sedie.
Et le cadenze ordinarie del primo Tuono irregolare saranno A la mi re,
& D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.

Della dimostratione del secondo Tuono irregolare perfetto, con le
specie pertinenti al Tuono, con la terminatione in A la mi re,
& con le cadenze al proprio suo luogo. Cap. XIX.

DImostratione del secondo Tuono irregolare perfetto, con la termina-
tione in A la mi re.
Et le cadenze ordinarie del secondo Tuono irregolare saranno A la mi
re primo & secondo, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
Et la nota che in D sol re, la si concede al secondo Tuono per acquistare
la specie del Diapente pertinente al Tuono, qual dice, la sol fa mi re, per
vari sedie.
HDellepage 29vIl Tesoro Illuminato

Della dimostratione del terzo Tuono irregolare perfetto, con la ter-
minatione in mi acuto, con le cadenze al proprio
suo luogo. Cap. XX.

DImostratione del terzo Tuono perfetto, con le specie pertinenti al
Tuono & Diatessaron per vari sedie.
Et le cadenze ordinarie del terzo Tuono irregolare saranno mi acuto,
& E la mi primo & secondo, con l'ottaue & deriuate loro.

Dimostratione del quarto Tuono irregolare perfetto, differente da
gli altri, per cagione del Diapente, qual manca dalla parte in-
tensa per conto dell'interuallo, nondimeno quello che manca dal
la parte intensa per cagione del Diapente naturale, e dalla par-
te remissa da noi sarà concessa la Diapente pertinente al Tuo-
no, & ancor esso Tuono procederà con gli Diatessaron pertinen-
ti al Tuono per uari sedie, come dimostra la figura. Cap. XXI.

ET le cadenze del quarto Tuono saranno mi acuto, & E la mi primo,
& secondo, con l'ottaue & deriuate loro, ouero replicate.
Hor si concede la nota in E la mi primo, come nel sopranotato essempio
si vede, per acquistare il Diapente pertinente al quarto Tuono, imitando il
Canto piano, come si vede chiaro, che ancora nell'ottauo Tuono, qual de-
scende alcuna volta in C fa ut.
Dellapage 30Libro Secondo.30

Della dimostratione del quinto Tuono irregolare perfetto, con la
terminatione in C sol fa ut, con le cadenze al proprio
suo luogo. Cap. XXII.

DImostratione del quinto Tuono perfetto irregolare, con le specie per-
tinenti al Tuono, & Diatessaron per vari sedie.
Et le cadenze ordinarie del quinto Tuono irregolare saranno C sol fa ut,
& F fa ut acuto, con l'ottaue & deriuate loro.

Della dimostratione del sesto Tuono irregolare perfetto, & con il
Diatessaron per vari sedie pertinenti al Tuono, con la termi-
natione in C sol fa ut, con le cadenze al proprio suo luogo.
Cap. XXIII.

DImostratione del sesto Tuono irregolare perfetto, secondo il com-
mun grido, con diuersi Diatessaron per vari sedie pertinēti al tuono.
Et le cadenze ordinarie del sesto Tuono saranno C sol fa ut, & F fa ut acu-
to, con l'ottaue & deriuate loro.

Della dimostratione del sesto Tuono regolato & soggetto, con la
terminatione in C sol fa ut, con le cadenze al proprio
suo luogo. Cap. XXIIII.

HOra siamo peruenuto al sesto Tuono regolato, & soggetto, dil che il
Compositore non haurà à procedere dal G sol re ut secondo alla posi-
H 2tionepage 30vIl Tesoro Illuminatotione C sol fa ut mediato perfetto per conto del sesto tuono, per cagione del
Semituono minore, come appare; perche ri
trouasi essere interuallo pertinente all'otta-
uo Tuono, come hai visto nella compositio-
ne delli Tuoni. Ma ben commodamente il
Compositore potrà procedere, com'appare;
perche essi interualli sono all'assomiglianza
in tutto al
la presen-
te figura. Adunque seguitarà, che la pre-
sente figura sarà al seruigio del
sesto Tuono, per cagione del mancamento del Semituono minore, dato che
le note siano vari di nome; nondimeno sono eguali gl'interualli, & le note,
Signor mio, stanno come termini, che diuidono essi interualli, nel che proce
dendo con tal'ordine sarà sesto Tuono regolato, & soggetto, differente da
quello che ha terminatione in F fa ut primo, perche dal C sol fa ut alla posi-
tione F fa ut primo, sarà in arbitrio del Compositore di procedere mediato
perfetto, & in questo si procederà in altro modo, ch'il Compositore volendo
fare il Tuono regolare, di necessità sarà soggetto di non procedere mediato
perfetto dal G sol re ut secondo al C sol fa ut, ò vuoi dire dal G sol re ut secon
do alla positione E la mi secondo mediato, per cagione del Semituono mino
re, & di quì nasce che sarà chiamato sesto
Tuono regolare & soggetto, & per contra-
rio dal C al G del quinto Tuono soggetto,
come dimostra la figura.
Dimostratione del sesto Tuono perfetto, regolato, & soggetto, con le spe
cie pertitinenti al Tuono del Diapente, & delli Diatessaron per varij sedie.
Et le cadenze ordinarie del sesto Tuono regolato, & soggetto saranno C
sol fa ut, F fa ut acuto, con l'ottaue & deriuate loro.
Dellapage 31Libro Secondo.31

Della commistione maggiore imperfetta, con la sua diffinitione.
Cap. XXV.

LA commistione maggiore imperfetta non è altro, che duoi Diapenti
d'vna specie istessa di estremo a estremo, posti nella parte, quale tiene
il principato del Tuono, non pertinenti al Tuono, & più oltre si dice, che
possono essere posti per vari sedie, & ancor vno diuerso da l'altro, cioè vno
mediato perfetto, & vno mediato imperfetto, ouero tutti duoi à vn modo
istesso, dico che causaranno la commistione maggiore imperfetta in questo
modo, Sarà terminato dal Compositore per cagione delle parole di fare il
primo Tuono, & di accettare duoi Diapenti, quali appartengono al terzo
Tuono, dico che esso concento sarà chiamato primo tuono commisto con il
terzo, come dimostra la figura.

Et cosi ancor si concede le cadenze del terzo Tuono, quali saranno E la
mi primo, & mi acuto, con l'ottaue & deriuate loro.
LETTORE mio benegno, questo solo essempio vi farà per ammaestra-
mento in tutti gli Tuoni, & hauendo appiacere di vedere ogni cosa in figura
tione per ordine de tutti i Tuoni, riguarda nell'opra mia chiamata la Illumi-
nata di Canto fermo, nel secondo libro al cap. XVIII.

Della commistione minore imperfetta, con la sua diffinitione.
Cap. XXVI.

LA commistione minore imperfetta, non è altro che porre tre volte in
vno concento vno Diatessaron d'vna compositione istessa non perti-
nente al Tuono, nella parte qual tiene il principato del tuono, sia poi media-
to perfetto, ouero mediato imperfetto, ouero incomposito perfetto, & an-
cor che fossero posti per vari sedie vno diuerso dall'altro, ouero tutti tre
à vn modo; dico che causaranno la commistione minore imperfetta, & per
essere breue, si lascia di porre in figura gli essempi, nondimeno hauendo ap-
piacerepage 31vIl Tesoro Illuminatopiacere di vedere ogni cosa in figuratione, riguardate nell'opera mia chia-
mata la Illuminata nel secondo libro al capitolo XXI. vederete ogni cosa
per ordine.

Se il Compositore sarà in libertà di porre la commistione maggiore,
ò minore nel suo concento, ò nò, & che effetto fa la
commistione. Cap. XXVII.

HOra dico che il Compositore volendo comporre vno concento deb-
be essaminare ben le parole, qual Tuono è più commodo, dil che se
quelle parole da voi saranno accettate, chiamaranno il settimo Tuono, & in
esse parole gli sarà vna parola, ò dua, ouero più, quali chiamassero la commi-
stione maggiore, ouero minore; per il che sarà sforzato il Compositore dal
la necessità à fare il suo concento commisto, per non fare differenti le figure
dalle parole, nel che non essendo parole che chiamano la commistione, da
noi non sarà concessa la commistione maggiore, né minore; L'effetto
della cō
mistione
perche l'effetto
della commistione non è altro, che fuggire la natural forma del Tuono; er-
go male
. & di quì nasce, che la commistione non è sempre necessaria. Adun-
que il Compositore non sarà in libertà di porre la commistione nel suo con-
cento, come alcuni hanno fatto senza rispetto, come ancora si vede in molti
canti fermi, & figurati; & se le parole del concento chiamaranno il settimo
tuono, perché vogliamo adunque accettare altre specie non pertinenti al
tuono? la qual cosa non conuiene nella Schola Musicale. Ma ben è necessa-
rio à seguitare la natura del tuono, procedendo con il Diapente per vari mo-
di secondo l'occorrenze delle parole, & per il suo Diatessaron per vari mo-
di, & con il Dittono & Semidittono per vari sedie pertinenti al tuono, secon-
do l'occorrenze; dil che non mancano specie pertinenti al tuono senza varia-
re la natural forma del tuono. hor questo intendiamo nella parte, qual tie-
ne il principato del tuono, & ancor nella sua deriuata, & ancor sforzandosi
in tutte le parti di procedere con le specie pertinenti al tuono; & hauendo
riguardo all'honore vostro, & ancor essendo amico della fatica, & inimico
delle cose fatte, seruarete la natura del Tuono in tutte le parti.

Che non si troua Tuono più perfetto, come alcuni Scrittori hanno
detto, & della commistione perfetta, con uno auuer-
timento. Cap. XXVIII.

ALcuni Scrittori hanno detto, che le note quali passaranno l'ottaua dal-
la parte intensa delli Tuoni autentici, & dalla parte remissa alli colla-
terali, che per cagione loro, cioè per quelle note, ouero per quella nota che
passarà,page 32Libro Secondo.32passarà, ouero passaranno di sopra della perfettione, ouero di sotto della
perfettione, dicono molti Musici, & ancora Scrittori, come ancora si può ve-
dere nelli Trattati loro, che esso Tuono debbe essere chiamato Tuono più
che perfetto; alle quali openioni son contrario, & dico, che gli Scrittori han-
no male considerato, per la sentenza del Filosofo, qual dice, Vltra perfectum
nihil datur, ergo male
. Hor potrebbono dire alcuni Musici, che quelle note
che di sopra & di sotto della perfettione loro saranno superflue. Hor si ri-
sponde à questi Musici, che non sono date da Gregorio, nè d'Agostino per
cose superflue; perché Deus & Natura nihil agunt frustra, dice il Filosofo.
Adunque seguitarà, che esse note, quali sono di sopra & di sotto della perfet-
tione, non possono essere chiamate note superflue; ma saranno chiamate no-
te, che di loro nascono la commistione perfetta. Dico dunque, che la com-
mistione perfetta nelli Tuoni autentici non è altro, che passare l'ottaua sua
dalla parte intensa vna nota, ouero più. cosi ancor nelli tuoni suiuggali la
commistione perfetta non è altro, che passare l'ottaua sua dalla parte remis-
sa vna nota ouero più, nel che volendo fare il primo tuono, & hauendo ter-
minato di fare la commistione perfetta con il terzo tuono, di necessità biso-
gna che nel primo tuono gli sia la Diapente del terzo, ouero il Diatessaron
del terzo Tuono, & che esso tuono habbia di ascendere nella positione E la
mi acuto, perche da E la mi primo alla positione E la mi secondo nasce la
compositione del terzo Tuono, ouero porre nel concento tutte due le spe-
cie maggiori, come si vede nel canto fermo, nè mai ascenderà il canto fermo
in E la mi, che non gli sia in esso canto fermo alcuna specie maggiore perti-
nente al terzo tuono, & che essa specie maggiore non si trouasse in esso can-
to fermo, almeno gli sarà il Diatessaron, & cosi dico de gl'altri Tuoni, del
che bisogna hauere riguardo al canto fermo, qual egliè la Madre nostra, ac-
cettando vna di quelle, che si appartenga alla parola, ouero parole; & ascen-
dendo in F fa ut, non terzo, ma sarà quinto, tenendo l'ordine, come è detto; &
se ascenderà in G sol re ut, non terzo, nè quinto, ma sarà settimo; & non essen
do parola, che appartenga à vna delle due, ouero tutte due, ouero vna silla-
ba, ò dittione, ò vna vocale d'vna parola, da noi non sarà concessa la commi-
stione perfetta, perche la sarebbe superflua & vana. cosi ancora nel secondo
tuono descendendo in Gamma ut, dico che sarà commisto perfetto, con il
settimo, per cagione della sua compositione, qual nasce da Gamma ut al G
sol re ut primo; & se descenderà in F fa ut acquisito, non settimo, ma quinto;
& se descenderà in E la mi acquisito, non settimo, nè quinto, ma terzo, ser-
uando l'ordine, come è detto delli autentici, lasciando di porre le figuratio-
ni per essere breue; nondimeno hauendo appiacere di vedere molte figure,
riguarda nell'opra mia chiamata la Illuminata nel terzo libro, al capitolo
primo.
S'eglièpage 32vIl Tesoro Illuminato

S'egliè cosa conueniente nel primo Tuono dalla positione D sol re
alla positione D la sol re, à porre la seconda specie del Diatessa-
ron mi fa sol la, sopra la Diapente. Cap. XXIX.

HOra l'è cosa conueniente, ch'ogni Tuono habbia d'hauere la sua com
positione ordinaria, quanto delli regolati, nondimeno per cortesia vo
glio arguire contra à tal compositione, & pigliaremo per fondamento il set-
timo Tuono, qual nasce la sua Diapente dal G sol re ut primo, alla positione
D la sol re, come appare, vt re mi fa sol. Restaci la sua Diatessaron prima spe
cie del Diatessaron nascente dalla positione D la sol re, alla positione G sol
re ut secondo, qual dice, re mi fa sol. Dico adunque secondo che pigliamo
la prima specie del Diatessaron à comporre il settimo tuono, cosi ancora
possiamo pigliare la seconda specie del Diatessaron, qual dice, mi fa sol la,
per comporre il primo Tuono da A la mi re primo, alla positione D la sol
re, con la congionta di b molle posta in mi acuto, dil che il tuono viene à
restare ancora nella sua perfettione. Adunque seguitarà, che si può pigliare
cosi la seconda specie del Diatessaron, quanto è la prima à comporre il pri-
mo Tuono, dalla positione D sol re alla positione D la sol re, & altre ragioni
si lasciano per essere breue. & nel cap. seguente vederete alcune cose, che vi
saranno forse grate.

Contra all'openione di sopra detta, qual dice, che si può pigliare la
seconda specie del Diatessaron, quanto è la prima, à comporre il
primo Tuono, dalla positione D sol re, à D la sol re, con la con-
cessione. Cap. XXX.

HOr nel cap. di sopradetto hauemo dimostrato, che si può pigliare cosi
la seconda specie del Diatessaron à comporre il primo Tuono, quan-
to è la prima, & in questo voglio dimostrare, che non è cosa conueniente.
Dico dunque, che non è cosa ragioneuole à distruggere il naturale, per non
acquistare cosa alcuna per dare luogo all'accidentale: ergo male. Et di più si
dice, che l'interuallo del Diatessaron naturale mediato perfetto è differente
dalla seconda specie del Diatessaron mediato perfetto: ergo male. Ma quan-
do fossero gli Diatessaron eguali de interualli, cioè tanto vno come l'altro,
sarebbe cosa conueniente al Compositore alcuna volta douer'vsare tal Dia-
tessaron accidentale per il naturale, & se non fosse mai per altro rispetto, al-
meno sarebbe per la variatione de gli vocali, ma non essendo eguali d'inter-
ualli, come è detto, da noi non sarà concesso douerlo vsare per due cause:
prima per non distruggere il naturale senza occasione alcuna. la seconda, per
che gl'interualli sono variabili, dil che siamo adunque obligati à procedere
per ilpage 33Libro Secondo.33per il suo naturale processo del Diatessaron, qual dice re mi fa sol, & non
con l'accidentale, qual dice mi fa sol la.
(Concessione) Dico adunque quando le parole, che tu vuoi comporre
chiamassero la specie maggiore del primo Tuono, & ancora la seconda spe-
cie del Diatessaron, & per fuggire la commistione minore imperfetta da E la
mi alla positione A la mi re, da noi sarà concessa la seconda specie del Diates-
saron da A la mi re primo alla positione D la sol re, qual dice, mi fa sol la,
con la congionta di b molle posta in mi acuto; ma in altro modo non
vogliamo per le ragioni di sopra dette. Ecco la figura.
Hor dopo ch'habbiamo posto in luce questo primo Tuono composto
della prima specie della Diapente, & seconda della Diatessaron, come dimo-
stra la figura, è stato modo di pigliar'occasione d'arguire per suileggiare gl'
intelletti, e fare conoscere la verità. Dico dunque, ò figlio mio, quale è la ra-
gione, che vi spinge à distruggere il Diatessaron naturale per dare luogo al-
l'accidentale Rispondi senza paura, & con la faccia allegra. Hor padre an-
cor che sia figlio, vi rispondo con ogni riuerenza: Dico che le parole accet-
tate da me per fare il concento, io son astretto, e conuinto dalla ragione d'ac
cettare la seconda specie della Diatessaron, per conformare le note con le pa
role. Hor figlio mio, per cortesia vi concedo douersi vsare la seconda specie
del Diatessaron per conformare le note con le parole. Hora dicoti figlio, e
ascolta & apri l'orecchie, che di meglio haurai distruggendo la concessione;
dico dunque, che se le parole chiamaranno la seconda specie del Diatessa-
ron, come è detto, tu haurai d'accettare essa specie dalla positione E la mi
primo alla positione A la mi re primo, e verrai à lasciare la natura del tuono
nel suo proprio naturale, e tu figlio mio haurai l'intento tuo di conformare
le note con le parole, senza distruggere la natura del tuono contra della scho
la Musicale. Et di più oltre si dice, egliè meglio à permettere la commistione
minore imperfetta, che distruggere il naturale per dare luogo all'accidenta-
le; dil che si conchiude non douersi vsare à comporre il primo Tuono à pi-
gliare la seconda specie della Diatessaron; perche come è detto, si distrugge
il naturale, e da luogo all'accidentale, & seguirebbe ancor che l'accidentale
sarebbe eguale in dignità con il naturale, la qual cosa è falsa. Vale & memo-
re di me figlio mio osseruandissimo.
IDelpage 33vIl Tesoro Illuminato

Del Tuono commisto con tutti i signori Tuoni, ò suiuggali, ouero in
parte. Cap. XXXI.

Hora sarà vno Compositore, il quale vorrà comporre vna sua fantasia,
dil che le parole chiamaranno il terzo Tuono, nondimeno in esse pa-
role chiamaranno le commistioni de tutti i Tuoni autentici, ò suiuggali, oue
ro in parte delli signori, & in parte delli collaterali, ò vuoi dir suiuggali, da
noi saran concesse queste commistioni. Ma quando sarà il Tuono commisto
con tutti i Tuoni, cioè autentici, ouero suiuggali, dico che le parole debbo-
no essere almeno diuise in due parti. Ma se le parole chiamassero la commi-
stione de tutti i Tuoni signori, & suiuggali, ogni ragione vuole, che le parole
siano diuise in tre parti, accioche il Tuono abbia luogo, cioè che le specie
del terzo Tuono siano in abondanza, dil che il Tuono non sia superato dalle
commistioni, sian poi quali si vogliono, ò maggiori, ò minori, che in tale mo
do sia fatto il Tuono, che 'l si possa giudicare terzo, per cagione delle sue spe-
cie, con la terminatione sua. Ma se la terminatione fosse senza le spetie del
Tuono, cioè che il Tuono fosse superato dalle commistioni, restarebbe il tuo
no confuso, & di quì nasce, che vogliamo, che le parole sian diuise in due, ò
uero in tre parti, & ancor di più à tua discretione, accioche il Tuono sia ac-
commodato honoratamente delle sue specie. Ma se le parole non chiamasse-
ro la commistione, da noi sarà concesso vno Diapente diuerso dal tuono nel
la parte qual tiene il principato del Tuono, non per imitatione. & il simile
vno Diatessaron, ouero duoi diuersi di natura, & questo s'intende quando il
canto fosse longo; & questo vi sarà per ammaestramento in tutti i Tuoni, la-
sciando di porre le figure per essere breue, & hauendo appiacere di vedere il
primo Tuono commisto con tutti i Tuoni, riguarda al cap. xx. del secondo
libro dell'Illuminata nostra.

Modo di comporre & giudicare il Tuono per ciascuna parte, e sa-
rà vn'istesso Tuono, con alcuni auuertimenti à com-
placenza de gli amici. Cap. XXXII.

Alcuni Musici forse staranno ammiratiui, & ne faranno giudicio della
mia presuntione; perche tanti Auttori famosi non hanno parlato in
tal facoltà, & che voglia quasi mostrare, che sono stati ignoranti, & che non
habbiano hauuto quella sufficienza. Hor à questo si risponde, ch'io non ho
hauuto quest'animo di volere far parere gli nostri Auttori antichi, e moder-
ni ignoranti; anzi sono stati huomini famosi & irrefregabili, & hanno atteso
alle cose alte, e profonde della Musica. Et io che son'il minimo fra i mini-
mi, ho pigliato questo carico à complacenza de gl'amici, in volere mostrare,
che con tutte le parti appartati, se possono giudicare il Tuono, e sarà vno
istessopage 34Libro Secondo.34istesso Tuono. Et non credere Lettore mio benegno, che per hauere piglia-
to questo carico, che in me sia superbia, né presuntione, anzi con gran cordo-
glio & fastidio ho pigliato questa fatica contra il voler mio; & s'alcuna cosa
fosse non ben scritta, la tua gentillezza & cortesia m'haurà per iscusato. Hor
al proposito nostro, sarà vno Compositore, qual haurà terminato di fare
vno concento à quattro voci, & ancora di più, sian poi à voci piene ouero pa-
ri; dico ch'il Compositore potrà à suo piacere fare, che per ciascuna parte sia
giudicato il Tuono, e sarà un'istesso Tuono. Hor adunque haurà terminato
nell'idea sua di fare vno coucento del primo Tuono, & la terminatione del
primo & secondo Tuono ritrouasi essere nella positione D sol re, ordinaria-
mente come già è detto. Dico dunque, che 'l primo Tuono debb'ascendere
dalla positione D sol re alla positione D la sol re, come dimostrarà la figura
seguente, e da noi sarà mostrate poche note per ogni figura per essere breue.

Dimostratione del primo Tuono perfetto.

Hor habbiamo dimostrato la parte del Tenore primo tuono perfetto,
come dimostra la figura di sopra mostrata.
Ancora dimostraremo vn'altra figura per la parte del Basso, com'appare.
HOr non è dubbio alcuno, che ciascuno Musico giudicarà la figura di
sopra mostrata secondo tuono perfetto, misto con il primo imperfet-
to: a' quali son contrario, perche à loro mancano l'intelligenza. Dico dun-
que, che la sopradetta figura non può essere chiamata secondo tuono perfet
to, dato che la discensa sua venga in A re, secondo l'ordine suo; perche ogni
suiuggale debbe discendere dalla parte remissa di sotto alla terminatione sua
vno Diatessaron minore, non per questo seguitarà che la sopradetta figura
debb'essere chiamata secondo tuono perfetto, misto imperfetto con il tuo si-
gnore. Diremo dunque che la sopradetta figura non può essere chiamata
secondo tuono, per cagione di quelli duoi Diapenti congionti, quali dicono
re la, dil che hanno tanta fortezza per essere principali figure, & che di loro
I 2tuttepage 34vIl Tesoro Illuminatotutte l'altre dependono, sono come Lioni, lasciando molte ragioni per esse-
re breue; per il che cangiano 'l proprio suo nome di suiuggale, riesce in signo
re, ò vuoi dire primo Tuono perfetto, e misto perfetto con il secondo; dun-
que da noi sarà chiamato primo tuono, & non secondo.
Dimostratione della parte del Contralto, qual haurà terminatione nella
positione A la mi re, e sarà giudicato primo Tuono per cagione della confi-
nalità della prima specie del Diapente, & ancor perche si trouano le specie
sue di estremo à estremo. Et più oltra si dice, che di estremo à estremo si
trouano duoi Diapenti pertinenti al primo Tuono: vno sarà dalla positio-
ne A la mi re primo alla positione E la mi secondo, con queste note, re mi fa
sol la; e l'altro verrà dalla positione D la sol re alla positione A la mi re se-
condo con queste note, re mi fa sol la. Adunque di necessità bisogna, che sia
giudicato primo Tuono per diuersi rispetti, come hauemo raccontato, & al-
tre ragioni si lasciano per essere breue.

Dimostratione del Contralto, qual si troua essere primo Tuono.

Ancora dimostraremo vn'altra figura, quale sarà imperfetta d'vn Tuo-
no; nondimeno sarà primo Tuono perfetto, per cagione di quelli duoi Dia-
penti congionti, che di secondo riesce primo, & misto perfetto con il suo su-
iuggale, com'appare in figura.

Dimostratione della parte del Soprano, quale sarà primo Tuono.

Ancorapage 35Libro Secondo.35
Ancora dimostraremo vn'altra figura, quale sarà imperfetta d'vn Tuono;
nondimeno sarà primo Tuono perfetto per cagione di quelli duoi Diapenti
congionti, che di secondo riesce primo, & misto perfetto con il suo suiugga-
le, come dimostra la figura.
Et quello solo essempio delle quattro parti del primo Tuono di sopra mo
strato vi sarà per ammaestramento negl'altri Tuoni chiamati signori, ò vuoi
dire autentici, tenendo l'ordine dato di sopra secondo la natura delli Tuoni,
procedendo sempre con le specie pertinenti alla natura loro.

Auuertimenti.

Hora hauend'espedito la promessa fatta di tutte le quattro parti, cioè del
Tenore, Basso, Contralto, e Soprano del Tuono autentico, ò vuoi dire signo-
re, & daremo alcuni auuertimenti al Compositore, quando haurà fatto fare
la terminatione del Tenore nel luogo ordinario, cioè in D sol re, l'haurà da
seguitare con alcuni contrapunti grati, con tutte l'altre parti à suo piacere, e
la parte del Tenore haurà da terminare in F fa ut, con la congionta di qua
dro giacente, e la parte del Basso haurà la terminatione nel luogo suo ordina
rio, cioè in D sol re, e la parte del Contralto haurà terminatione in A la mi
re, il che la quinta verrà mediata, e la parte del Soprano haurà terminatione
in D la sol re, à ben che essa parte di necessità non debb'essere nel numero del
le reali parti; perche causa ò Lettore mio benegno, hor ascolta & apri le orec-
chie. Dicoti che la Musica non consiste in altro, che nel Graue, e Acuto, e me
diato fine. adunque tutte l'altre parti, che porrai nel tuo concento saranno
chiamate parti aggionte. Hor si conchiude, che tutte quelle parti, che faran-
no la Diapente, ò vuoi dire quinta piena, saranno chiamate parti reali, ò vuoi
dire principali, & tutte l'altre parti saranno chiamate parti aggionte.
Hora hauendo espedito la promessa delle quattro parti appartate d'vn
istesso Tuono, cioè Autentiche, parmi ancor di non mancar di porre le quat
tro parti appartate del Tuono suiuggale, hauendo promesso à gl'amici, ac-
cioche non fosse tassato d'essere mancatore della parola mia. Dunque farò
la fatica per amor delli amici. Hor hauendo conchiuso, ch'in ciascuna par-
te, che si trouarà essere perfetta, e che haurà dentro duoi Diapenti congionti
pertinenti al suo maggiore perderà il suo proprio nome di suiuggale, e riesce
signore;page 35vIl Tesoro Illuminatosignore; & per contrario verrà vn primo Tuono perfetto, e haurà dentro
duoi Diapenti congionti, quali diranno la re, gli quali appartengono al se-
condo Tuono. Dico dunque ch'il primo Tuono perderà il proprio suo no-
me, che di signore riesce suiuggale perfetto, e misto con il primo perfetto,
come dimostra la figura per vostro ammaestramento.

Dimostratione del secondo Tuono perfetto per conto
della parte del Basso.

Ancora dimostraremo vn'altra figura per la parte del Basso, e sarà perfet-
to, e verrà misto imperfetto d'vn Tuono sesquiottauo con il suo suiuggale;
nondimeno per cagione delli duoi Diapenti congionti, riesce secondo Tuo-
no perfetto, e misto perfetto con il suo signore, com'appare.
Hora Lettore mio benegno, di questo primo Tuono di sopra mostrato
quanto alle note, & hauendo da patire, e dare luogo al suo suiuggale, biso
gna che ritrouasi hauere nel processo suo duoi Diapenti congionti pertinen
ti al suo suiuggale, quali dicono la re, come dimostra la figura di sopra det-
ta, dil che riesce di primo in secondo perfetto, lasciando molte ragioni per
essere breue, & verrà misto perfetto con il primo. Et più oltre si dice, che se
la figura di sopra mostrata venisse nella positione A re, maggiormente sareb
be secondo Tuono, per gli sopra dimostrati Diapenti congionti.
Ancora dimostraremo vn'altra figura per il Tenore, quale sarà imperfet-
ta d'vn Semidittono, e sarà quell'istesso Tuono, cioè secondo, come di sopra
hauemo dimostrato.
Dimo-page 36Libro Secondo.36

Dimostratione del secondo Tuono perfetto per cagione delli duoi Dia-
penti congionti.

Dimostratione del Contralto, qual sarà primo Tuono
perfetto, come appare.

Ancora dimostraremo vn'altra figura per la parte del Contralto, e sarà
perfetto, e verrà misto con il suo suiuggale imperfetto d'vn Semidittono;
nondimeno per cagione delli duoi Diapenti congionti, riesce secondo Tuo-
no perfetto, e misto perfetto, con il suo signore, come appare.

Dimostratione della parte del Soprano, qual sarà primo Tuono perfetto,
come appare.

Ancorapage 36vIl Tesoro Illuminato
Ancora dimostraremo vn'altra figura per la parte del soprano, e sarà per
fetto, e verrà misto con il suo suiuggale imperfetto d'vn Semidittono; nondi-
meno per cagione delli duoi Diapenti congionti riesce secondo Tuono per-
fetto, e misto perfetto con il suo signore, come .
Et questo solo essempio delle quattro parti del secondo Tuono di sopra
mostrato vi sarà per ammaestramento nelli altri Tuoni chiamati placati, ò
vuoi dir collaterali, tenendo l'ordine dato di sopra, secondo la natura delli
tuoni, procedendo sempre con le specie pertinenti alla natura loro.
Et questo egliè affermato del primo & secondo tuono dal mio irrefrega-
bile Maestro Don Pietro Aron, & M. Giouanni Spatario.
Et da M. Giouanni Tintore nel trattato vndecimo, al capitolo terzo, &
ancor da M. Nicolò Vuolico Barrodocense nel Compendio suo, al cap. xvij.

Et più oltre si dice per cortesia.

Dico dunque, essendo gli Tuoni autentici, ò vuoi dire Signori perfetti, &
che non descendono di sotto alle terminationi loro, & hauendo gli duoi Dia
penti congionti pertinenti alli suiuggali, perderanno il proprio suo nome di
Signori, & riesceranno suiuggali; & per contrario, gli suiuggali saranno per-
fetti, & non passaranno gli confinalità delli Diapenti, delli Signori, & hauen-
do gli Duoi diapenti congionti pertinenti alli signori, perderanno il proprio
suo nome de collaterali, e riesceranno autentici, & questo solo essempio vi
sarà per ammaestramento, come dimostrano le figure.

Secondo Tuono.

Primopage 37Libro Secondo.37

Primo Tuono.

Et questo egliè ancor affermato dalli sopranomati Maestri.

Come il Compositore sarà in libertà di fare terminare il suo con-
cento appartatamente, pigliando vna delle tre parti,
qual'à lui piacerà. Cap. XXXIII.

HOra hauremo à dimostrare in questo cap. ch'il Compositore sarà in
libertà di fare terminare il Tuono in qualche parte, ch'à lui piacerà, cioè
nel Tenore, ò Basso, ouero Soprano, & in breuità saranno da noi dimostrate.
Hor hauemo la parte del Tenore, qual è chiamata parte principale, perche
rapresenta il canto piano, qual è la Madre nostra. debbe dunque terminare
nel luogo suo ordinario, secondo la natura del Tuono; cosi ancora sarà il si-
mile la parte del Soprano, quale verrà di sopr'vn'ottaua del Tenore, e sarà
quell'istesso effetto, ch'hà fatto il Tenore; perch'ancora lui rappresenta il can
to piano, dato ch'il sia alzato vn'ottaua, perciò riesce quell'istessi passaggi,
ch'hà fatto il Tenore, hauendo riguardo sempr'alle sette lettere.
Ancora dimostraremo la parte del Basso, qual è conforme al Canto pia-
no. Diremo dunque ch'il Compositore haurà terminato nell'Idea sua di fa-
re tenere il principato del Tuono la parte del Basso; dico che di necessità bi-
sogna hauere riguardo all'estremità, per la discensa & ascensa loro, per cagio-
ne del cantante. Hor douremo fuggire le estremità, perche sono vitiose, & di
quì nasce, ch'il Compositore debb'essere vigilante nelle sue compositioni di
non essere estremo; e sarà in libertà di fare la parte del Basso, qual tiene il
principato del Tuono perfetta, & ancor imperfetta, come fa alcuna vol-
ta il canto piano, qual è la Madre nostra. dunque Lettore mio benegno, ri-
guarda l'introito della gloriosa Vergine Maria, qual dice, Salve Sancta pa-
rens
, ritrouasi essere secondo Tuono imperfetto d'vn tuono sesquiottauo;
cosi ancor l'Introito Vultum tuum deprecabuntur del commune delle Ver-
gini, qual è secondo Tuono perfetto, il che debb'essere vigilante il Compo-
sitore di procedere con le specie pertinenti al Tuono, cosi naturali, com'an-
cora strauaganti, cioè che le specie maggiori si trouano da estremo à estre-
mo, à ben che nō sono nelli luoghi ordinarij, per essere il tuono imperfetto,
Knonpage 37vIl Tesoro Illuminatonon per questo il Tuono rimane priuo delle sue specie, cioè del Diapente &
Diatessaron, anzi se trouano infra gl'estremi com'è detto, terminando nel luo
go suo ordinario, & questo solo essempio vi sarà per ammaestramento nelli
Tuoni suiuggali, quali tengono il principato delli Tuoni, procedendo sem-
pre con le specie loro, non tanto nelli suiuggali, com'ancor nelli altri Tuoni.

Auuertimenti circa il non dimostrare il nome delli Tuoni appar-
tati, che gli Compositori sono mancati, à complacenza
de gl'amici. Cap. XXXIIII.

DA molti cantanti son stato richiesto, perche causa gli Compositori
quando fanno alcuna compositione, che da loro non è posto qual tuo
no sarà chiamato il suo concento, attento che nel dimostrare gli Tuoni delli
Salmi dimostrano i Tuoni appartati. Hor à questo gli ho risposto, che non è
da marauigliarsi, perche credono, che gli Maestri, quali dimostran'alli suoi
Discepoli, dourebbono ancora dimostrare, dicendoli questo Motetto, o
Messa, ouer'altra simil cosa è primo ò secondo Tuono, ouero come si ritro-
ua, accioche li Discepoli pigliassero la prattica delli Tuoni, per sapere poi di-
re quando si fanno gli ridotti fra loro Signori, se sono allegri, Cantiamo alle-
gramente, e pigliamo il Tuono proportionato; s'ancor fossero mesti, piglia-
mo il Tuono commodato à sciogliere la mestitia, & entrare nell'allegrezze,
e cantare secondo la natura delli Tuoni; per il che tutti gli Compositori per
sua cortesia si sforzaranno nelle Compositioni loro di porre il nome del tuo
no, e questo ha seruato il mio irrefregabile Maestro Don Pietro Aron nello
Euangelo, cioè, In illo tempore, loquente Iesu ad turbas, extollens vocē quae-
dam mulier.
e molti altri di quali per hora non tengo memoria. Ancor Con
cilio in nel Motetto à quattro, cioè Da pacem; e seruando quello che ho det-
to per sua cortesia, verranno à fare il debito loro, e leuaranno l'ignoranza di
alcuni Maestri, quali dimostrano per prattica alli poueri Discepoli, e man-
cando li Compositori di porre il nome delli Tuoni appartati nelle composi-
tioni loro, ne seguitarà, che gli Maestri restaranno ciechi, e quando un cieco
conduce vn'altro cieco, tutti dua cascano nella fossa. Hor al proposito no-
stro, quando gli Discepoli per suo piacere saranno ridotti per cantare, come
è detto, potranno dire allegramente, Cantiamo di tal Tuono, che sodisfarà
à gl'intelletti nostri, perche già hauranno conosciuto la natura delli Tuoni.
Hor dunque se ben gli Compositori honorati sono mancati à non porre 'l no
me de gli Tuoni appartati nelle compositioni loro, l'hanno fatto con qual-
che ragione, & è questa, come leggendo ò mio benegno Lettore intenderai.
Apri dunque l'orecchie & ascolta. Dico che li Compositori honorati hanno
fatto il debito loro à comporre, e dar in luce le sue fatiche, per dar diletto à
chi l'ascoltano; dunque parmi assai, che gli Compositori honorati, se ben
fosseropage 38Libro Secondo.38fossero mancati à non dimostrare nelle sue compositioni i Tuoni appartati,
debbon'esser'iscusati per le fatiche loro, e per hauer fede alli Maestri, quali di
mostran'ogni giorno alli Discepoli, pensandosi ch'ogni Maestro non doue-
rebbe mettersi à dimostrare, se non hauessero cognitione delli Tuoni; nondi
meno sono stati ingannati, però la colpa non è delli Compositori, per la fe-
de grande, che loro hanno hauuto alli Maestri. Et più oltra si dice, che non
tutti gli Compositori hanno notitia della terminatione delli Tuoni, nè me-
no conoscono la natura loro, ma ben pretendono à infilzare note, come si
veggono nelle compositioni loro, hora saltano in vn tuono, hora in vn'altro
fuora di proposito, perche in loro mancano tal'intelligenza. Ma gli Compo
sitori honorati si conoscono nelle compositioni loro, & ogn'intelletto pelle-
grino è sforzato dalla ragione à fargli ogni riuerenza, non tanto alli Compo
sitori per il nome suo, come ancor'alle sue compositioni. Vale, e memore di
me Signor mio osseruandissimo.

D'alcune considerationi, che fanno molti Musici circa del princi-
piare delli Tuoni in Gamma ut, & il simile in C fa ut, con la
risposta per cortesia data. Cap. XXXV.

DA molti Musici egliè detto, & ancor stanno ammiratiui delli nostri an
tichi, che non hanno dato principio alla compositione, & terminatio-
ne delli Tuoni in Gamma ut, per essere primo esacordo de Guido Monaco,
& l'inuentore de tutti gli sett'esacordi, che per giustitia doueuano dargli
quest'honore. Appar appresso d'alcuni Musici, che gli nostri antichi da lo-
ro è stato male considerato à non dare principio della compositione & ter-
minatione delli Tuoni in Gamma ut, per essere suo primo esacordo. Hor à
questo si risponde, che gli nostri antichi non hanno voluto dare principio in
Gamma ut, per non procedere con certi falsi, hora in vn luogo, hora in vn'al
tro, & ancora sarebbe stato necessario à lasciare le positione mi graue, per
il mancamento del Diapente perfetto. Et più oltra si dice, che la quarta posi-
tione qual è C fa ut al G sol re ut primo, sarebbe stato quell'istesso Diapen-
te, che dal Gamma ut alla positione D sol re, & gli Diatessaron per essere de
minore proportione, che non è la Diapente non possono variare la natura
delli Tuoni. Et volendo andare per ordine con gli otto Tuoni, & hauendo
principio in Gamma ut, come ogni douere comporta per honorare l'inuen-
tore, verrebbe nelle quattro positioni G, A, , C, essere una specie maggio-
re accettata due volte negli otto Tuoni, qual specie gliè pronunciata, com'ap
pare, vt re mi fa sol, & il simile progresso sarà dalla positione C fa ut alla posi
tione G sol re ut primo; & di quì nasce lasciando il mi di necessità come è
detto, per il mancamento del Diapente perfetto gl'otto Tuoni non andereb
bono per ordine; & cosi ancor dal C fa ut al G sol re ut nasce l'istesso inter-
K 2uallo,page 38vIl Tesoro Illuminatouallo, che dal Gamma ut alla positione D sol re, dil che sarebbe riuscito grā
confusione, & non gli sarebbe stato ordine alcuno negli otto Tuoni, & doue
non si troua ordine, sortisce gran confusione. Hor al proposito nostro gli
nostri antichi hanno ben considerato à dare principio nel comporre gli tuo
ni con le terminationi loro nella quarta specie del Diapason, quali sono D,
E, F, G, & di quì nasce, che si trouano le quattro specie delli Diapenti per or-
dine, per cagione della variatione delli Semituoni, & consequentemente tut-
ti gli otto Tuoni vanno per ordine, & non vanno hora in vn luogo, hora in
vn'altro, & molte ragioni si lasciano per essere breue.
Alcuni altri Musici dicono, che gli nostri antichi poteuano dara principio
nel formare gli Tuoni nelle terza specie della Diapason, qual'ha principio in
C fa ut, & ch'haurebbono ancor hauuto le quattro specie delle Diapenti va
riate. Hor à questo si risponde, che gli nostri antichi hanno ben considerato
à non dare principio nel formare gli Tuoni della terza specie della Diapason;
perche haurebbono trouato duoi volte, vt re mi fa sol, dalla positione C fa ut
alla positione C sol fa ut; & per il primo Diapente da C fa ut al G sol re ut, co
me appare, vt re mi fa sol; & il simile interuallo sarà dalla positione F fa ut
graue alla positione C sol fa ut, come appare, vt re mi fa sol per b molle, dato
ch'esso Diapente sia accidentale; nondimeno ritrouasi essere esso Diapente
nella terza proprietà in ordine, & esso Diapente egliè cauato fuora del terzo
esacordo in ordine della mano di Guido Aretino. dunque nasce duoi volte
vt re mi fa sol, da C fa ut al C sol fa ut. Dico dunque, che gli nostri antichi
hanno ben considerato à non dar principio nel formare gli tuoni della ter-
za specie della Diapason, per il mancamento d'vna delle quattro specie del
Diapente.
Cosi ancor potrebbono dir'alcuni Musici, che da F fa ut graue al C sol fa
ut, sarà le note com'appare, fa sol re mi fa; adunque verrà le quattro specie
delle Diapenti variate da C fa ut al C sol fa ut; adunque gli nostri antichi po-
teuano dare principio nel formare gli Tuoni nella terza specie della Diapa-
son. Hor à questo si risponde, che gli nostri antichi hanno ben considerato
à non dare principio nella terza specie della Diapason, per non porre gli in-
telletti pellegrini à partita. Aldi Lettore mio benegno, non hai tu hauuto di
sopra, che da F fa ut al C sol fa ut nasce la quarta specie della Diapente; per-
ch'egliè cauata fuora del terzo esacordo in ordine della mano di Guido Are
tino, qual è accetato dal commertio Musico. e di più vi dico, che la sillaba ut
è capo di tutte l'altre note; dunque debbe hauer luogo ut, con le sue descen-
denti com'appare, vt re mi fa sol, che non è la terza specie della Diapente, co
me appare, fa sol re mi fa, perche sono tutte note deriuate; & di quì nasce, che
gli nostri antichi non hanno voluto dare principio nel formare gli tuoni nel-
la terza specie della Diapason, cioè in C fa ut, altre ragioni si lasciano per es-
sere breue.
D'alcunepage 39Libro Secondo.39

D'alcune considerationi circa della sillaba, ò vuoi dire nota chia-
mata Re, che dal volgo cieco è chiamata nota di poco valore,
per essere deriuata: & io dico, ch'ella è più degna di essere noma-
ta & essaltata, che non è la sillaba vt, come intenderai, e con
alcune considerationi circa del principiare gli Tuoni in Gam-
ma ut, ouero in C fa ut per cortesia. Cap. XXXVI.

HOr habbiamo da tutti gl'Auttori, che la prima sillaba vt, è padre di
tutte l'altre note; adunque re mi fa sol la sono deriuate, perche hanno
origine dalla sillaba ut. Hora dico, che ut è voce, & è prima in ordine nel can
to, & è suono, nondimeno essa nota non fa melodia alcuna. Aldi Lettore mio
benegno, che sarà dunque, che farà la melodia. Hora dicoti sarà la nota chia-
mata re, perche fa il primo muoto, & per il muoto hauemo il canto, com'af-
ferma il mio honorato Maestro Don Pietro Aron, & il simil'afferma Guido
Aretino, & Marchetto Padoano. Hor adunque la Musica non è altro, ch'vn
mouimento de voci per elevatione & depositione, cioè per ascendere & de-
scendere, & senza il mouimento della voce non hauremo il canto; & più ol-
tra si dice, che mettendo tutte le note in linea, ouero spacio, non farà melodia
alcuna, ma ben farà vn grande vllulare, come fanno gl'animali irrationali.
Adunque la nota chiamata Re, sarà chiamata prima nota, ò vuoi dire voce,
perche di lei riesce il canto, e debb'essere nomata; è degna d'ogni riuerenza,
cosa che non è la nota chiamata ut, che di essa non riesce effetto alcuno. Hor
adunque tu non puoi negare, che 'l Re non sia prima voce, ò vuoi dire prima
nota, perche egliè principio di ogni canto; e di quì nasce, che 'l re per suo bene
merito è posto in principio della prima specie del Diatessaron, e della Dia-
pente, & ancor della Diapason; dil che si conchiude che di lei nasce la Musi-
ca, la qual commoue i cieli; e di più la Musica commoue gl'intelletti pellegri
ni, la Musica commoue gl'vccelli, la Musica è cagione, che fa pigliar bando
tutti i pensieri, la Musica commoue gli huomini, e fa molt'altri segnalati ef-
fetti, che per breuità mi taccio, e l'ingegno tuo farà capace l'intelletto, & ac-
queterassi. Hor al nostro, quanti figliuoli hanno fatto buoni ef-
fetti, che non hanno fatto i padri loro? Hora piglia l'essempio di quel gran
Profeta del Re Dauid, qual fu figliuolo di quel gran huomo da bene di
Iesse; nondimeno esso Padre non ha fatto tante operationi come fece il suo
figlio, come si legge nella Sacra Scrittura. Ancora Sansone, qual fu figliuo-
lo di quel grande huomo da bene di Manuè; nondimeno esso padre non ha
fatto tante operationi come fece il figlio, come si legge nella Sacra Scrittu-
ra, dil che di loro n'è nasciuto tante grande & degne cose. Cosi ancora Car-
lo Magno figlio di Pipino, qual era grande huomo da bene, e non è quasi no
mato, e di Carlo si tratta in ogni historia, delle sue grandi, e degne cose, che 'l
fece.page 39vIl Tesoro Illuminatofece. Achille figlio di Peleo fu tanto essaltato da Homero, e di Peleo suo pa-
dre honorato, e costumato non si fa mention'alcuna. Cosi ancor la nota chia
mata vt, è padre della nota chiamata Re, nondimeno la nota vt non fa melo-
dia alcuna; ma dal re ne nasce tutta la Musica. adunque la nota chiamata re,
è degna d'essere lodata più che non è la nota chiamata vt. Hor al proprosito
nostro, gli nostri antichi hanno ben considerato nella compositione delli tuo
ni à dare principio nella positione D sol re; perche si piglia la prima specie
della Diapente, qual hà principio nella degna & honorata nota chiamata
Re, & ancor si piglia la prima specie della Diatessaron, qual à principio nella
honorata figura, ò vuoi dire nota chiamata Re, dil che la terminatione del
primo & secondo Tuono sarà dunque nella positione D sol re, per honora-
re la nota chiamata Re, perche da essa dipende ogni cosa; tu non puoi dun-
que negare, che il re non sia principio d'ogni canto. Hor gli nostri antichi
hanno ben considerato à fauorire la nota chiamata Re, per non esserli ingra-
ti, dil che tutti gl'altri Tuoni vanno per ordine. adunque gli nostri antichi
non poteuano fare con di manco, non volendo essere tassati d'huomoni vi-
gliachi, & di poco giudicio. Hora dicoti Lettore mio benegno, riguarda gli
Romani quando alcuno di loro faceuano qualche grand'impresa per la Re-
publica, faceuano grandi trionfi, e alcuni memoriali: cosi ancor gli nostri an-
tichi, vedendo che di quella nota chiamata re n'è riuscito tanto bene, ch'han-
no voluto darli ancora honore nella compositione delli Tuoni, ch'hauessero
à principiare in D sol re; dunque i Tuoni non debbono hauere principio in
Gamma ut, nè meno in C fa ut, come alcuni credono. Et di più voglio dire,
che s'alla Musica s'acquistasse alcuna cosa, per dire gli nostri antichi poteua
no dare principio alli Tuoni in Gamma ut, ouero in C fa ut, restarebbe que-
to; ma non acquistando cosa alcuna, parmi frustratorio, & è grand'errore à
porre gl'intelletti à partita delli poueri Discepoli, perche non hanno cogni-
tione più che tanto. Hor non creditu Lettore mio benegno, ch'il mio hono-
rato & irrefregabile Maestro Don Pietro Aron, & M. Giouanni Spatario
Musico Bolognese, & Bartolomeo Ispano, quali haurebbono tenuto gli ba-
cili alla barba à Boetio, se in quel tempo fossero stati al Mondo, per gl'inge-
gni, quali hanno dimostrato per l'opere loro date in luce, & alcuni Musici
hanno hauuto colloquio con essi Maestri irrefregabili, e recati hanno molti
secreti miracolosi della Musica. Hor dunque essendo stati tutti huomini irre-
fregabili, e sono stati al Mondo senz'alcuni contradicenti di verità; dicoti Let
tore mio benegno, quando hauessero conosciuto che gli nostri antichi ha-
uessero possuto dare principio alli Tuoni in Gamma ut, ouero in C fa ut con
l'honor suo, gli sopradetti irrefregabili Maestri l'haurebbono dimostrato
nell'opere loro, non tanto in quelle che sono in luce, come ancora in quelle
che sono sepolte, quali sono state nelle mani mie. Ma considerando gli sopra
detti Maestri, che gli nostri antichi hanno fatto ogni cosa con grande miste-
ro, gli sopradetti Maestri hanno confermato il tutto. Et più oltra si dice,
ch'hannopage 40Libro Secondo.40ch'hanno ben ripresi in alcune cose gli nostri antichi, che à loro parean che
potessero fare con di manco in alcune cose, quali per hora non dico per esse-
re breue. Hor al proprosito nostro, dico dunque, che gli sopranomati Mae-
stri s'hauessero conosciuto d'acquistare alcuna cosa alla Musica, haurebbo-
no ancora loro dato principio nel formare gli Tuoni in Gamma ut, ouero
in C fa ut, anzi hanno confernato il tutto delli nostri antichi; perche hanno
considerato, che da loro è fatto con grande mistero. Dunque Lettore mio
benegno, non porre gl'intelletti à partita delli poueri discepoli, e ancora por-
re confusione, dil che la pouera Musica stride, e geme; la qual cosa à me non
piace: perciò ciascun tenga l'openione loro, e alli Lettori staranno accostarsi,
doue che gl'intelletti loro s'acquetaranno.

LIBRO TERZO.

Della terminatione delli Tuoni secondo le differenze delli seculo-
rum, lasciando quelli che sono nelle terminationi ordinarie delli
Tuoni, e saranno chiamati regolati, et soggetti, de non essere
commisti, con le cadenze alli proprij suoi luoghi, & vederete
tutti gli Tuoni per ordine. & questi Tuoni delli seculorum è
stato seruato da Ochegen, & Duffaij, et Cherpentras, & dal
mio irrefregabile Maestro Don Pietro Aron, & massime
nelli Salmi. Cap. I.

HAVENDO io à dimostrare la natura delli Tuoni secondo i se-
culorum non d'altrui più scritti, lasciando molte ragioni per
essere breue. Et prima hauremo à considerare duoi cognitio-
ni, vna per la specie, & l'altra per la fine. Dico dunque, che la
cognitione, la quale si piglia per le specie, è necessaria più ch'
ogn'altra cosa, perche se non fossero le specie, che cosa sarebbono i Tuoni,
se non vn'infilzare note senza sapore, & sempre à vn modo, & venire à vn ter
minato fine? Et la cognitione della fine è stato ordinato per più facilità; non
per questo il fine non distrugge l'auttorità & dignità delle specie. dil che si con
chiude, che le specie sono più necessarie, che non è le terminationi, & di quì
nasce, che vogliamo che nelli concenti de tutti i Tuoni de gli seculorum, sem
pre s'habbia di procedere con le specie pertinenti alli tuoni imaginati, eccet-
tuando vna sola specie del Diapente non pertinente al Tuono, & il simil'ef-
fetto sarà vno Diatessaron non pertinente al Tuono, le quali specie apparta-
te saranno quelle, che chiamaranno gli seculorum, come si vedono nell'An-
tifonepage 40vIl Tesoro Illuminatotifone giuste, & esse specie saranno dimostrate nelle dimostrationi, le quali
dimostrationi representaranno il canto fermo, dimostrando poche note per
ogni dimostratione per essere breue. Cosi ancora non vogliamo, che s'hab-
bia di fare la commistione maggiore, nè minore; ma sempre procedere con
le specie del Tuono imaginato; & concediamo di sopra delli Diatessaron del-
li autentici vna nota, ò duoi, ouero tre, quando vna vocale, ò dittione, ò silla-
ba, ò tutta la parola, ouero parole chiamassero esse note, ò vuoi dire figure.
Et il simile sarà di sotto delli Diatessaron delli suiuggali, dil che non essendo
questo rispetto, come è detto, non si concede douere passare la natural for-
ma del Tuono, perché sarebbono note superflue, & passando la natura del
Tuono per alcun rispetto, almeno non fare specie, quali chiamano quelle no
te, potendo fare con di manco, per cagione della commistione perfetta, & di
quì nasce, che il Compositore debbe essaminare ben le parole qual Tuono
chiamano, per lasciare il Tuono nella sua fortezza; nondimeno potrebbono
essere tali parole, che la commistione perfetta non si potrebbe negare; dil che
essendo astretto à eleggere de duoi mali vno, sempre douemo eleggere il
manco male, cioè passare la natura del Tuono, ouero fare le specie secondo
l'occorrenze delle parole, & quando non si potesse fare con di manco, la ne-
cessità non ha legge, fare poi quello che appartiene alla commistione per-
fetta, cioè le note, & le specie, & di subito ritornare alle specie del Tuono ima
ginato. Dico ancora, che nel concento si debbe vsare il seculorum del tuono
nel principio del concento secondo l'occorrenze delle parole, non tanto nel-
la parte qual tiene il principato del Tuono, come ancora nella parte del So-
prano, sforzandosi ancora nell'altre parti, & cosi per il processo del concen-
to più che sia possibile, secondo ancora l'occorrenze delle parole. & nella
terminatione del concento sempre si debbe vsare il seculorum del tuono. &
vederete tutte le figurationi d'ogni Tuono per ordine, secondo le differenze
loro, & il simile le Antifone doue sono state ritrouate, & per essere breue ne
saranno dimostrate vna sola per ogni Tuono, con il canto fermo, con le vo-
cali cauate fuori del seculorum per essere breue.
Dimostratione dell'Antifona del primo Tuono nelle laude del giorno de
tutti i Santi, & la Diapente del sesto Tuono, qual nasce dalla positione C sol
fa ut alla positione F fa ut primo, causa che il seculorum ha terminatione in
F fa ut primo, come dimostra la figura, con la dimostratione del primo Tuo-
no perfetto.
Et le cadenze del primo Tuono saranno D sol re, F fa ut, A la mi re, & D
la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
Hor volendo il Compositore fare vno concento, & farlo terminare fuora
del luogo suo ordinario, & hauendo determinato nell'idea sua di farlo termi
nare in F fa ut, dico che al Compositore gli conuiene di necessità accettare
vna specie del Diapente pertinente al sesto Tuono nella parte, qual tiene il
principato del Tuono, come appare nella sopradetta figura, qual dice, fa la
sol fa, come appare; dil che essa spe-
cie chiama la terminatione del se-
culorum in F fa ut, cosi ancora pro
cedere con le note del seculorum
più volte nel processo del concen-
to, & cosi ancora nella terminatione del concento, come dimostra la figura
di sopra detta nella parte qual tiene il principato del Tuono: cosi ancora il
Compositore debbe sforzarsi di porre le note del seculorum in tutte le par-
ti per il processo del concento, hauendo la commodità della fatica, & non
essere amico delle cose fatte.
Cosi ancora il Compositore sarà in libertà di porre le note del seculorum
Là suopage 41vIl Tesoro Illuminatoà suo piacere, cioè di minime, & di minor valore, & di semibreui, & cosi dis-
correndo, come ogn'ingegno pellegrino ne può far giudicio, & secondo le
occorrenze delle parole, & alcuna volta separare le note legate del seculo-
rum à tuo piacere, secondo l'occorrenze delle parole, & vogliamo ch'il Com
positore sia astretto di fare la replicatione del seculorum nel fine del concen
to, nella parte qual tiene il principato del Tuono, variando gli contrapunti;
& cosi à voi sia manifesto in tutti gli Tuoni delli seculorum d'ogni Tuono.
Dimostratione dell'Antifona del primo Tuono nel secondo vespro della
Natiuità del nostro Signore, con la Diapente dell'ottauo Tuono, qual nasce
dal G sol re ut primo al C fa ut, causa che il seculorum ha terminatione in
G sol re ut, come dimostra la figura, con la dimostratione del primo Tuono
perfetto, & le cadenze del Tuono saranno D sol re, G sol re ut, A la mi re, &
D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimo-page 42Libro Terzo.42
Dimostratione dell'Antifona del primo Tuono nelle laudi dell'inuentio-
ne della Croce, per cagione della quarta specie del Diapente riuoltata al con
trario, qual appartiene all'ottauo Tuono, qual nasce dal G sol re ut al C fa
ut, come appare nella figura, nel che esso interuallo dell'ottauo Tuono cau-
sa che il seculorum ha terminatione in G sol re ut, & per hauere la Diapente
del primo Tuono legato, causa il seculorum in A la mi re, dil che sarà chia-
mato seculorum vincitore; perche se essa specie del primo non fosse, restareb-
be il seculorum in G sol re ut, & di necessità sono state legate le due vltime
note, per non priuare il G sol re ut assolutamente dell'auttorità sua, lascian-
do molte ragioni per essere breue, con la dimostratione del primo tuono per
fetto, & trouando nel fine delli seculorum note legate, con il vostro ingegno
ne farete giudicio, cioè intenderete il perche saranno legate, hauendo riguar
do à questo solo essempio per vostro ammaestramento.
Et le cadenze del Tuono saranno D sol re, & G sol re ut, A la mi re, & D la
sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
L 2Ancorapage 42vIl Tesoro Illuminato
Ancora si dimostrarà la dimostratione dell'Antifona del primo Tuono
nelle laudi della terza Domenica dell'Auuento del nostro Signore, & per ca
gione del principio suo causa che il seculorum ha terminatione in A la mi re,
come dimostra la figura, con la dimostratione del primo Tuono perfetto.
Et le cadenze del Tuono saranno D sol re, A la mi re, & D la sol re, con
l'ottaue & deriuate loro.
Hor si potrebbe dire molte ragioni di questo seculorum di A la mi re, &
per essere breue si lasciano.
Del seculorum del secondo Tuono da noi non sarà dimostrato, per ha-
uere vno solo seculorum, qual ha terminatione nel luogo suo ordinario
del Tuono.
Dellapage 43Libro Terzo.43

Della dimostratione del terzo Tuono secondo gli seculorum.
Cap. II.

DImostratione dell'Antifona del terzo Tuono nella feria sesta doppo la
seconda Domenica di Quadragesima, al Magnificat, per cagione della
quarta specie del Diapente riuoltata al contrario, pertinente all'ottauo Tuo-
no, nascente dalla positione D la sol re alla positione G sol re ut primo, causa
che il seculorum ha terminatione in G sol re ut, con la congionta di qua-
dro giacente à tuo piacere, accioche l'arte imiti la natura, come dimostra la
figura, con la dimostratione del Tuono perfetto.
Et le cadenze del Tuono saranno E la mi primo & secondo, & G sol re ut,
senza la congionta quadro, & mi graue & acuto, con l'ottaue & de-
riuate loro.
Dimostratione dell'Antifona del terzo Tuono nelle laudi di Santo Filip-
po & Giacomo, per cagione della prima specie del Diapente nascente dalla
positione D sol re alla positione A la mi re primo, & per contrario la specie
del Diapente pertinente al secondo Tuono, nascente dalla positione E la mi
acuto alla positione A la mi re primo, come dimostra la figura, con la dimo-
stratione del Tuono perfetto.
Et lepage 43vIl Tesoro Illuminato
Et le cadenze del Tuono saranno E la mi re primo & secondo, mi acu-
to, & A la mi re primo, con l'ottaue & deriuate loro, con la dimostratione
del Tuono perfetto, altre ragioni si lasciano per essere breue.
Dimostratione dell'Antifona del terzo Tuono nelle laudi del Commune
delle Vergini, per cagione del Diapente, qual appartiene all'ottauo Tuono,
dalla positione D la sol re alla positione G sol re ut primo, causa che il secu-
lorum ha terminatione in G sol re ut, & di poi ascende legato in A la mi re,
per cagione del Diapente, qual appartiene al secondo Tuono dalla positio-
ne A la mi re alla positione D sol re, la fa mi re, & per contrario al primo tuo
no dalla positione D sol re alla positione A la mi re, re mi fa sol la. resta adun
que vincitore la terminatione del seculorum in A la mi re, come dimostra la
figura, & con la dimostratione del Tuono perfetto.
Et le cadenze del tuono saranno E la mi graue & acuto, G sol re ut primo,
A la mi re, mi acuto, con l'ottaue & deriuate loro.
Haecpage 44Libro Terzo.44

Della dimostratione del quarto Tuono secondo gli
seculorum. Cap. III.

DImostratione dell'Antifona del quarto Tuono, al Benedictus, nel Sab-
ato doppo la prima Domenica dell'Auuento per cagione del Dia-
pente, qual nasce da C fa ut al G sol re ut primo, pertinente al settimo Tuo-
no, causa che il seculorum ha terminatione in G sol re ut, come dimostra la
figura, con la dimostratione del Tuono perfetto.
Et le cadenze del Tuono saranno E la mi primo & secondo, G sol re ut
primo & secondo, mi graue & acuto, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione dell'antifona al Magnificat del quarto Tuono, nella feria
quarta doppo la seconda Domenica dell'Auuento, per cagione del Diapen-
te, qual appartiene al secondo Tuono, nascente dalla positione A la mi re
primo alla positione D sol re, causa che il seculorum hà terminatione in A
la mi re, come dimostra la figura, con la dimostratione del Tuono perfetto.
Et le cadenze del Tuono saranno E la mi primo & secondo, mi graue
& acuto, A la mi re, con l'ottaue & deriuate loro.
Horpage 45Libro Terzo.45
Hor questo seculorum è il proprio suo dell'Antifona per cagione della
quarta specie del Diapente pertinente al settimo Tuono, nascente dalla po-
sitione C fa ut alla positione G sol re ut, com'appare nella figura, nel che re-
sta vincitore la specie del secondo Tuono, & per non priuare totalmente la
quarta specie dell'auttorità sua, egliè stato necessario à legare le note, come
appare nel seculorum.
Et le cadenze del Tuono saranno E la mi primo & secondo, mi graue
& acuto, G sol re ut, A la mi re, con l'ottaue & deriuate loro.
Lettore mio benegno non pigliare ammiratione, se da noi non sarà posto
il presente seculorum, come appare;
perche à me non piace per diuersi ri
spetti, quali si lasciano per essere bre
ue; nondimeno il Compositore sarà
in libertà d'vsarlo à suo piacere.

Della dimostratione del quinto Tuono secondo gli
seculorum. Cap. IIII.

DImostratione dell'Antifona al Magnificat del quinto Tuono nella fe-
ria quinta doppo la Domenica terza dell'Auuento, per cagione della
prima specie del Diapente, qual nasce dalla positione A la mi re primo alla
positione E la mi secondo, causa che il seculorum ha terminatione in A la mi
re, & doppo ascende legato in C sol fa ut, per cagione della confinalità del
Diapente del quinto, & ancora per il principio dell'Antifona, come dimo-
stra la figura, con la dimostratione del Tuono perfetto.
Et le cadenze del Tuono saranno F fa ut, A la mi re primo, & C sol fa ut,
con l'ottaue & deriuate loro.
MLaetaminipage 45vIl Tesoro Illuminato
Dimostratione dell'Antifona del quinto Tuono al Benedictus, nella festi-
uità di Sant'Agata, per cagione della prima specie del Diapente, qual nasce
dalla positione A la mi re primo alla positione E la mi acuto, interuallo per-
tinente al primo Tuono, causa che il seculorum ha terminatione in A la mi
re, come dimostra la figura, con la dimostratione del Tuono perfetto.
Et le cadenze del Tuono saranno F fa ut, A la mi re, C sol fa ut, con l'otta-
ue & deriuate loro.
Lettore mio da noi non sarà posto il seculorum del sesto Tuono, per haue
re la terminatione esso seculorum nel luogo suo ordinario del Tuono.

Della dimostratione del settimo Tuono secondo gli
seculorum. Cap. V.

DImostratione dell'Antifona del settimo Tuono, nelle laudi di San Ste-
fano, per cagione del Diatessaron pertinente al terzo Tuono, nascente
dalla positione mi acuto alla positione E la mi acuto, qual dice mi fa sol
la, causa il seculorum in mi acuto, & dopo descende legato in A la mi re,
di necessità per cagione della Diapente pertinente al secondo Tuono, qual
dice, la fa re, nascente dalla positione E la mi acuto alla positione A la mi re
primo, come dimostra la figura, con la dimostratione del Tuono perfetto.
Et le cadenze del Tuono saranno G sol re ut, mi acuto, & A la mi re,
con l'ottaue & deriuate loro.
M 2Lapidespage 46vIl Tesoro Illuminato
Dimostratione dell'Antifona del settimoTuono nelle laudi di San Pie-
tro, per cagione del Diatessaron del terzo Tuono, qual dice mi sol la, perti-
nente al terzo tuono, nascente dalla positione mi acuto alla positione E la
mi acuto, causa che il seculorum ha terminatione in mi acuto, come di-
mostra la figura, con la dimostratione del tuono perfetto.
Et le le cadenze del tuono saranno G sol re ut, mi acuto, E la mi acu-
to con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione dell'Antifona del settimo Tuono nelle laudi dell'inuentio
ne della Croce, per cagione del Diatessaron del terzo tuono, qual dice, mi
sol la, qual nasce dalla positione mi acuto alla positione E la mi acuto,
causa il seculorum in mi acuto, & doppo ascende legato in C sol fa ut di
necessità per cagione della terza specie del Diapente, qual nasce dalla posi-
tione F fa ut primo alla positione C sol fa ut, pertinente al quinto tuono, co-
me dimostra la figura, con la dimostratione del tuono perfetto.
Et le cadenze del tuono saranno G sol re ut primo, mi acuto, C sol fa
ut, D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione dell'Antifona al Magnificat del settimo Tuono nel secon-
do Vespro della Natività di San Giovanni Battista, per cagione della terza
specie del Diapente pertinente al quinto Tuono dalla positione F fa ut alla
positione C sol fa ut, causa il seculorum in C sol fa ut di necessità, & dop-
po ascende legato in D la sol re, & in essa positione fa la terminatione del
seculorum, per cagione della prima specie del Diapente pertinente al pri-
mo Tuono, nascente dalla positione A la mi re, alla positione E la mi acu-
to, & per contrario dalla positione E la mi acuto alla positione A la mi re,
nasce la specie del Diapente pertinente al secondo Tuono, dil che esso secu-
lorum ha terminatione in D la sol re, per cagione delle specie pertinenti al
primo & secondo tuono, & ancor per essere terminatione regolare delli so-
pradetti tuoni, come dimostra la figura, con la dimostratione del Tuono
perfetto.
Et le cadenze del tuono saranno G sol re ut, C sol fa ut, D la sol re, A la
mi re, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione dell'Antifona del settimo Tuono nelle laudi di San Pie-
tro Apostolo, per cagione delle duoi Diapenti pertinenti al secondo Tuono
nascenti dalla positione E la mi alla positione A la mi re, causa il seculorum
nella positione D la sol re di necessità, & dopo descende legato in C sol fa ut,
per cagione della terza specie del Diapente pertinente al quinto tuono, nel
che esso seculorum ha terminatione in C sol fa ut, come appare nella figura,
& con la dimostratione del Tuono perfetto.
Et le cadenze del Tuono saranno G sol re ut, mi acuto, A la mi re, C sol
fa ut, D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione dell'Antifona del settimo Tuono nelle laudi dell'assum-
pta, per cagione della Diatessaron pertinente al sesto Tuono, per sentenza di
Marchetto Padouano nascente dalla positione b fa primo alla positione F fa
ut primo, qual Diatessaron dice fa mi ut, & ancor il simile Diatessaron perti-
nente al sesto Tuono, qual dice fa mi re ut, nascente dalla positione F fa ut
acuto alla positione C sol fa ut, causa che il seculorum ha terminatione in C
sol fa ut, come dimostra la figura, con la dimostratione del Tuono perfetto.
Et le cadenze del Tuono saranno G sol re ut, D la sol re, & C sol fa ut, con
l'ottaue & deriuate loro.

Della dimostratione dell'ottauo Tuono secondo il
seculorum. Cap. VI.

DImostratione dell'Antifona dell'ottauo Tuono nelle laudi dell'esalta-
tione della Croce, per cagione del Diapente pertinente al sesto Tuono
nascente dalla positione C sol fa ut alla positione F fa ut primo, qual dice,
fa la fa, come dimostra la figura, con la dimostratione del Tuono perfetto.
Et le cadenze del Tuono saranno G sol re ut, C sol fa ut, F fa ut, con l'otta-
ue & deriuate loro.
Hor Lettori miei benegni, molte ragioni haurei potuto dire, & ancor di-
mostrare in figuratione per ogni seculorum d'ogni Tuono, nel che sono la-
sciate per essere breue; ma con l'ingegno vostro, hauendo riguardo alli so-
pradetti, ne farete giudicio, & il simile dell'Antifone.
Cosi ancora se 'l Compositore haurà determinato di fare vno concento,
& che le parole chiamassero il primo Tuono, il che nelle parole gli sarà vna
parola, la qual chiamarà vna specie del Diapente, ouero vno Diatessaron
non pertinente al Tuono; per il che non si possono negare essa specie, ouero
esse specie, dato che fossero di diuersi tuoni, dico che di necessità bisogna che
la sia accettata, ouero accettate le specie. Cosi ancora concediamo la sua ca-
denza per ogni specie, il che con l'ingegno vostro hauendo riguardo alle spe
cie, che da voi saranno accettate, saperete pigliare la cadenza, ouero cadenze
pertinenti alle specie, facendo vna sola cadenza per ogni specie.

Dell'auttorità de gli Tuoni secondo gli seculorum.
Cap. VII.

GLi Tuoni autentici sono quattro, cioè primo, terzo, quinto, & settimo,
quali furono primi instituiti, dil che sono più degni che gl'altri. hor es-
sendo dunque perfetti hauranno potestà di descendere di sotto alle termina-
tioni ordinarie vn Tuono sesquiottauo, cioè al primo, terzo, settimo, & il
quinto vn Semituono minore, senza alcun rispetto di mistione, ratione digni
tatis, cioè in questo modo, Il primo tuono ha terminatione in F fa ut, in G
sol re ut, & in A la mi re, come habbiamo dimostrato, per cagione del suo se-
culorum, il che esso primo tuono può discendere in C fa ut senza rispetto al-
cuno di mistione; cosi ancora il terzo tuono può discendere in D sol re; il
quinto può discendere in E la mi; il settimo in F fa ut, lasciando le termina-
tioni delli seculorum alli proprij suoi luoghi, & questa dignità della discensa
loro è per auttorità Ecclesiastica, & non per auttorità Musicale; nondimeno
dalla schola Musicale è stata accettata tal discensa, per non retirarsi dalla
Chiesa Romana.
Diuersipage 50Libro Terzo.50

Diuersi auuertimenti circa de tutti gli Tuoni delli
seculorum. Cap. VIII.

HOr vogliamo, che la parte, qual tiene il principato del tuono habbia
da rimanere come se fosse vn canto fermo, cioè non aggiugnere spe-
cie aliene, se non in quel tanto che si ritrouano nell'Antifone, per non variare
la natura del Tuono, & per euitare le commistioni, & quando saranno astret
ti d'accettare alcuna specie per cagione della parola, allhora concediamo an-
cor la sua cadenza.
Cosi ancora vogliamo, che il Compositore habbi d'accettare in tutte le
parti, le specie quali chiamano gli seculorum, hauendo sempre riguardo all'
Antifona da lui accettata, & vedere ben quali sono quelle specie, che chia-
mano i seculorum. & cosi ancora vsare in tutte le parti le note delli seculo-
rum, mettendo le parole, che saranno più accommode sotto à esse note delli
seculorum.
Cosi ancora il Compositore sarà in libertà di vsare le specie accettate per
imitatione, ouero fuggate.
Cosi ancora nell'vltima sillaba, ouero vocale della parola, sarà quella che
chiamarà la cadenza, come sarebbe in questa parola, come appare, Domini,
la quale chiama la cadenza di E la mi, ouero mi, con l'ottaue & deri-
uate loro.
Cosi ancora sarà il simile con questa parola come appare, Domine, che
nell'vltima sillaba chiama la cadenza di A la mi re, ouero D la sol re, con
l'ottaue & deriuate loro, & questo vi sarà per consiglio, & d'ogni altra paro-
la ne farai giudicio.

Delli principij di ciascun Tuono secondo i libri
Ecclesiastici. Cap. IX.

HOr in questo cap. haueremo à dimostrare i principij di ciascun Tuo-
no regolato, lasciando i loro luoghi doue sono stati ritrouati, per es-
sere breue.
  • Il primo Tuono ritrouasi hauere sei principi, come apparono, C fa ut,
    D sol re, E la mi, F fa ut, G sol re ut, A la mi re.
  • Il secondo Tuono ha quattro principij in A re, C fa ut, D sol re, F fa ut.
  • Il terzo Tuono ritrouasi hauere quattro principij in E la mi, F fa ut, G sol
    re ut, & C sol fa ut.
  • Il quarto Tuono ritrouasi hauere sei principij, in C fa ut, D sol re, E la mi,
    F fa ut, G sol re ut, A la mi re.
  • Il quinto Tuono ritrouasi hauere quattro principij, in F fa ut, G sol re ut,
    A la mi re, C sol fa ut.
    N 2Il sestopage 50vIl Tesoro Illuminato
  • Il sesto Tuono ritrouasi hauere quattro principij, in C fa ut, D sol re, F fa
    ut, G sol re ut.
  • Il settimo Tuono ritrouasi hauere sei principij, in F fa ut, G sol re ut, A la
    mi re, mi acuto, C sol fa ut, D la sol re.
  • Il Tuono ottauo ritrouasi hauere sei principij, in C fa ut, D sol re, F fa ut,
    G sol re ut, A la mi re, C sol fa ut.
Hor nelli sopranotati principij il Compositore potrà accomodarsi d'ac
cettare quello principio che sarà più conueniente al concento, & alle parole,
non tanto nella parte, qual tiene il principato del Tuono, come ancora in
tutte le parti, & per deriuatione, come ancora per replicatione. cosi ancora
potrà il Compositore accettare tutti i principij d'vn Tuono in vno solo con-
cento, dato che i principij siano diuersi, quando sarà la moltitudine delle
parti, & questo vi sarà per ammaestramento in tutti i tuoni d'ogni sorte.

Che cosa sia Tempo, & prolatione minore, & maggiore.
Cap. X.

Il Tempo non è altro, che vna figura quadrata come appare , dil che
esso tempo fu inuento & constituito imperfetto, come afferma M. Gio-
uanni Spatario Musico Bolognese nel libro di sesquialtera, & il mio irrefrega
bile Maestro Don Pietro Aron, & da esso tempo dependono tutte le figure
cantabili, & diuidendo esso tempo in parti propinque, & remote, produce
duoi sorti di prolatione, cioè vna Minore, & l'altra Maggiore. La prolatione
minore adunque sarà quando il tempo sarà diuiso per semibreui, nel che al-
cuna volta sarà diuiso in due semibreui, come egliè di sua propria natura, co-
me appare, & alcuna volta sarà diuiso esso tempo in tre par-
ti, cioè in tre semibreui, quando il tempo sarà soggetto al cir-
colo, come appare , dil che ogni volta ch'appare il cir-
colo, sempre dimostra il tempo, ò vuoi dire la breue es-
sere diuisa in tre parti eguali, cioè in tre semibreui, nel che la semibreue diui-
de il tempo in due semibreui, & ancora in tre semibreui, come già è detto.
Hor adunque essa semibreue sarà chiamata prolatione minore, non tanto
quando la semibreue diuide il tempo in due parti eguali, cioè in due semibre
ui, come ancora quando la semibreue diuide il tempo in tre parti eguali, cioè
in tre semibreui, il che sempre la semibreue debbe essere chiamata prolatio-
ne minore. Ma quando il tempo sarà diuiso in sei parti, verrà per cagione
del punto posto in semicircolo, come appare ; perche ciascuna semibreue
resta diuisa in tre parti eguali, cioè in tre minime; cosi ancora quando sarà di
uiso il tempo in noue parti, verrà per cagione del punto posto nel circolo,
come appare , nel che il tempo egliè di valuta di tre semibreui nel circo-
lo, & ogni semibreue resta diuisa in tre minime, nel che il tempo resta diuiso
in nuoue parti. Hora vediamo dunque, che la minima diuide in più parti il
tempo,page 51Libro Terzo.51tempo, che non fa la semibreue. adunque seguitarà, che la minima debbe es-
sere chiamata prolatione maggiore; & di semibreue, come già è detto, & di-
mostrato, diuide in manco parti il tempo, che non fa la minima. Adunque
seguitarà, che la semibreue debbe essere chiamata prolatione minore, & la
minima prolatione maggiore.

Della cognitione di cantare segno contro segno.
Cap. XI.

DA molti amici son stato pregato di porre alquanti segni contro segni,
& alla loro sodisfattione non posso mancare di fare appiacere, per esse
re nato con questo soggetto; & ho pigliato questa poca fatica, & con breuità
da noi sarà dimostrato alquanti segni. Hora dico, che questo segno per
se solo passarà vna semibreue alla mensura, & il simile farà ancora questo se-
gno , nel che tra loro non è differenza alcuna nella battuta, dato che fosse-
ro comparati. Ma comparando vno di questi à questo , passarà vna
semibreue per mensura, ò vuoi dire alla battuta per ciascun di questi ,
contro à due semibreui di questo ; & se questo sarà comparato con que
sto , passarà alla battuta di questo tre semibreui, contro di quattro semi
breui del presente . Ma comparando questo con questo , passarà due
semibreui di questo contro vna semibreue di questo ; & comparando
questo con questo , passarà vna breue per battuta, cioè due semibreui
per ciascun di loro, nel che sono simili nella mensura del mensurato. Ma com
parando questo con questo , passarà due breui di questo contra vna
semibreue di questo ; & se sarà comparato questo , con questo , pas-
sarà quattro breui di questo contra vna breue di questo ; & se sarà com
parato questo con questo , passarà quattro breui di questo contra
vna semibreue di questo ; cosi ancora comparando questo con questo
, passarà otto breui alla battuta di questo contra vna semibreue di que
sto & comparando questo con questo , passarà alla battuta quattro
breui di questo contra vna semibreue di questo ; & se ancora sarà com-
parato questo con vno di questi , passarà alla battuta vna breue del
presente contra otto breui d'vno di questi ; & comparando vno di
questi à vno delli presenti , passarà vna minima per battuta d'vno
di questi contra vna semibreue d'vna di questi ; & se saranno ta-
gliati come appare , passarà alla battuta vna minima di questi
contra due semibreui delli presenti . Ma se sarà comparato vno di que
sti à vno di questi , passarà vna minima per battuta da vno di que
sti contra due breui d'vno di questi , & se sarà comparato vno di
questi con ciascuno di questi , passarà vna minima per battuta
d'vno di questi contra de quattro breui d'vno di questi , & se ha-
ueranno gli sopradetti segni come apparono , passaranno otto breui
perpage 51vIl Tesoro Illuminatoper battuta contra d'vna minima d'vno di questi , & se tutte le parti
hauranno il punto, come apparono , passaranno alla battuta tre mini
me; & altri segni contro segni si lasciano per essere breue, che con l'ingegno
vostro volendo fare, vi saperete gouernare, & trouando alcuna cosa fatta, ha-
uendo riguardo alli sopradetti segni, crederò che con l'ingegno vostro passa
rete ogni cosa facendo la fatica.

Del modo minore imperfetto, & perfetto.
Cap. XII.

IL modo minore non è altro, ch'vna moltiplicatione de breui applicate
nella figura lunga; & ancora il mondo si può dire è vna aggregatione di
tempi, & quando di due breui sarà constituita la lunga, sarà chiamata modo
minore imperfetto, & si discriue con due pause di breui gionte insieme à mo
do d'vna vergola, occupante duoi spatij, come appare,
dil che sarà chiamata segno & pausa, qual segno è de-
mostratiuo del modo minore imperfetto.
Ma quando sarà costituita la lunga di tre breui, chiamato sarà modo mi
nore perfetto, & si descriue con tre pause di breue gionte insieme à modo di
vna vergola occupante tre spatij, come appare;
dil che dimostra valere la lunga tre breui, & chia
mata sarà segno & pausa, qual segno è dimostra-
tiuo del Modo minore perfetto.

Del modo maggiore imperfetto, & perfetto. Cap. XIII.

IL Modo maggiore non è altro, che vna moltiplicatione di lunghe appli-
cate nella figura Massima; & quando di due lunghe sarà costituita la
Massima, chiamata sarà Modo maggiore imperfetto, & si descriue con duoi
segni parimenti posti, come apparono;
dil che il Compositore sarà in libertà di
accettare quelle ch'à lui piace, cioè li
due primi segni, ouero le seguenti, il che
sono segni & pause, quali segni sono dimostratiui del modo maggiore imper
fetto. Ma quando la Massima sarà costituita di tre lunghe, sarà chiamato
Modo maggiore perfetto, & si discriue con
tre segni parimente posti, come apparono,
gli quali dimostrano la Massima essere di
valore di tre lunghe, nel che la lunga & mas-
sima non hanno pausa, come hanno l'altre figure; à ben che molti Musici
credono in contrario, ma sono ingannati. Hor al proposito nostro, se esse
figurepage 52Libro Terzo.52figure, cioè la lunga & massima hauessero pause, seguitarebbono, che le pau
se sariano variabili; la qual cosa da noi non è concessa. Hora dico, che tutti
questi segni & pause dependono dalla pausa breue, il che sono segni & pau-
se, i quali segni sono dimostratiui del modo maggiore perfetto; altre ragio-
ni si lasciano per essere breue.

Che cosa conuiene alli Compositori di necessità à porre nelli
concenti loro. Cap. XIIII.

OGni Compositore sarà constretto dalla necessità à porre in tutti gli
concenti Tempo, Prolatione, & Modo. Hora per il Tempo sarà dimo-
strata la breue, & per la prolatione la semibreue, ouero la minima, & per il
modo la lunga, ouero la massima, dil che parlando in generale, bisogna al-
meno dimostrare la quantità loro, non volendo dimostrare le figure.

Contra all'openioni d'alcuni Scrittori, quali hanno dimostrato gli
segni del modo minore & maggiore auanti gli semicircoli, oue-
ro circoli, & da essi Scrittori sono chiamati indiciali. Cap. XV.

Sono alcuni Musici, quali hanno dimostrato nelli suoi trattati gli segni
delli modi auanti gli semicircoli, & circoli, come apparono: alle quali
openioni io gli son incontrario, & con breuità diremo alcuna cosa. Hora di-
co, che dalli nostri Musici irrefregabili hanno vsato i segni delli modi con
grande rispetto, & mai da loro furono posti gli modi indiciali, ma ben gl'es-
sentiali; & dalli Musici dotti non sono stati ritrouati per se soli per segni indi-
ciali; ma ben da loro sono stati inuenti per segni essentiali, & ancor per indi-
ciali: & se i Musici hauessero hauuto questo animo di dimostrarli per se so-
li, cioè indiciali, sarebbono da loro stato frustratorio, per non acquistare co-
sa alcuna; perché già haueano i segni antichi, i quali sono veri segni indi-
ciali. Ma i nostri dotti Musici procurarono di lasciare gli segni indiciali, &
di accettare gli segni essentiali, & indiciali; perche sono manco segni, che non
sono quelli de gl'antichi; dil che per molte ragioni sono stati inuenti dalli
nostripage 52vIl Tesoro Illuminatonostri dotti Musici. Primieramente per accettare gli essentiali & indiciali, &
per farli fare l'effetto suo, & ancor per segnare manco segni, & cosi da loro
sono stati essercitati, come si può vedere dal mio honorato & irrefregabile
Maestro Don Pietro Aron, & il simile da M. Bartolomeo Rami Ispano Mu-
sico irrefregabile, cosi ancora ha seruato M. Giouanni Spatario Musico ir-
refregabile, & altri Musici, quali si lasciano per essere breue; dil che hanno
seruato quello che conuiene alli modi, cioè dimostrando quello che à loro
gli conuiene, come di sopra è detto. Dico dunque, che da molti Scrittori
non hanno seruato alcuna volta la taciturnità, come è detto, perch'hanno po
sto le pause auanti gli semicircoli, ò circoli, come di sopra vi ho dimostrato;
dil che ne seguitarà, che non hanno fatto differenza dal segno al segnato; la
qual cosa è falsa. Ma se questi Scrittori moderni voleuano porre i modi in-
diciali per se soli, doueuano accettare i modi de gl'antichi Musici, cioè il se-
micircolo & circolo, con le cifre ternarie & binarie, senza porre confusione,
i quali sono veri segni indiciali, come dimostra la figura.
Nel che per il semicircolo dimostra il modo maggiore imperfetto, & per il
circolo dimostra il modo maggiore perfetto, & per la prima Cifra, se sarà
ternaria, dimostra il modo minore perfetto, & se sarà binaria, dimostra il mo
do minore imperfetto, & per la seconda cifra se sarà ternaria, dimostra il tem
po perfetto, & se sarà binaria dimostra il tēpo imperfetto, cosi ancora questi
che per il circolo dimostra
il modo minore perfetto, &
per il semicircolo dimostra
il modo minore imperfet-
to, & per la cifra ternaria dimostra il tempo perfetto, & per la cifra binaria
dimostra il tempo imperfetto, dil che questi sono gli veri segni indiciali; &
non porre quelli modi, i quali sono di natura sua essentiali per indiciali, nel
che si distrugge il suo proprio, & inuano sarebbono stati trouati dalli nostri
dotti Musici antichi i modi di sopra detti, cioè quelli delle pause; anzi sono
stati ritrouati per fare manco segni, che non erano gli segni antichi, & per
conseguire il suo proprio, cioè dimostrano gli modi, & la taciturnità insie-
me vniti, dil che si conchiude, che dalli Scrittori sono stati inconsiderati à
porre i modi indiciali, come appare al principio del capitolo. Ma ben è ne-
cessario che siano posti essentiali, come di propria sua natura, cioè doppo il
semicircolo & circolo, dil che dimostrano gli modi, & fanno l'effetto suo,
cioè la taciturnità, come dimostra la figura.
Tempopage 53Libro Terzo.53

Contra all'openione d'alcuni Scrittori, quali hanno dimostrato il
modo maggiore perfetto, con due pause parimente poste, et vna
più remissa, ouero più alta d'vn tempo. Cap. XVI.

ALcuni Scrittori hanno dimostrato il Modo maggiore perfetto con due
pause di lunga parimente poste, & vna più remissa, ouero più alta d'vn
tempo, come dimostra la figura,
alli quali Scrittori io gli son con-
trario. & dico, che tre pause di
lunga parimente poste, come ap-
pare, dimostrano vn corpo solo, cioè dimostra la mas-
sima valere tre lunghe. Ma dimostrando la presente
figuratione,
ancora dimo-
stra vn corpo solo di due lunghe, il
qual dimostra la massima valere due
lūghe, dil che dimostra il modo maggiore imperfetto, il che alla volōtà delli
Scrittori seguitarebbe, che nō sarebbe differenza da questo segno per se solo
à que
sto;
la qual cosa è falsa: perche
nell'vltima figuratione egli
è leuato vna pausa di lunga
al corpo; dil che ne rimane
duoi, le quali dimostrano valere la massima due lunghe. adunque seguitarà,
che non possono essere chiamati Modi maggiori perfetti; ma ben debbono
essere chiamati Modi maggiori imperfetti. Hor più oltre si dice, che se la
massima hauesse pausa potrebbe meglio passare; perche le due pause sariano
Ointesepage 53vIl Tesoro Illuminatontese per due terze parti, dil che sarebbe chiamato Modo maggiore per-
fetto. Ma per non hauere la Massima la sua pausa, non si può intendere le
due pause parimente poste due terze parti. Et se la Massima hauesse pausa,
saria variabile, cioè non haurebbe fermezza, la qual cosa non conuiene nel-
la Schola Musicale. dil che si conchiude, che dalli Scrittori è stato male con-
siderato à chiamare i modo perfetti con due pause parimente poste, come
appare; ma essendo le tre pause di lunga parimen-
te poste, come dimostra la figura
debbe essere chiamato modo mag
giore perfetto; perche dimostra la
massima essere diuisa in tre parti eguali. Ergo male scripse-
runt & docuerunt.

Contra all'openioni d' Compositori, quali pongono le acciden-
ze per segni, che dimostrano la perfettione, l'alteratione, la diui-
sione, l'imperfettione, la trasportatione. Cap. XVII.

DA alcuni Compositori sono dimostrate le accidenze per segni, che di-
mostrano le perfettione, dimostrando due pause de minime parimen-
te poste, come appare, nel principio, ouero nel processo del con
cento, dimostrando, che la semibreue è di valore di tre mini-
me, cioè che la semibreue sia soggetta alla perfettione, dil
che le minime vengono alterate, come se fossero apparsi i pre-
senti segni, ; cosi ancora hanno dimostrato due pause di semibreue in-
sieme accozzate, come appare nel principio, ouero nel processo
del concento, dimostrando, che la breue è di valore di tre se-
mibreui, cioè che la breue sia soggetta alla perfettione, & le se-
mibreui vengono alterate come se fossero apparsi i presenti se-
gni 3 3, dil che potrebbono dire alcuni Musici, che le due pau-
se di minima sono due parti terze della semibreue, & cosi le due pause di se-
mibreue sono due parti terze della breue. adunque seguitarà che nelli sopra-
notati essempi la semibreue verrà perfetta, & la minima alterata. Cosi anco-
ra la breue verrà perfetta, & la semibreue verrà alterata. Alliquali Musici io
gli son contrario, & dico, che se le due pause de minime parimente poste di-
mostrassero la perfettione della semibreue, & l'alteratione della minima,
cosi ancora le due pause di semibreue parimente poste dimostrassero la per-
fettione della breue, & l'alteratione della semibreue, seguitarebbe che non
saria differenza dal proprio all'accidente, ò vuoi dire dal naturale all'acciden
tale, la qual cosa è falsa per Aristotile. Et più oltre si dice, come possono
essere intese due parti terze della semibreue, le due pause di minima, non ap-
parendo il punto nel semicircolo, ouero circolo , cosi ancora come
possonopage 54Libro Terzo.54possono essere intese due partì terze le due pause di semibreue della breue,
non apparendo vno delli segni, quali sono naturali, 3 3. adunque
seguitarebbe come è detto, che non sarebbe differenza dall'accidenze al pro-
prio, ò vuoi dire al naturale, la qual cosa è falsa. & inuano sarebbono stati tro-
uati gli sopranotati segni dalli nostri irrefregabili Musici; dil che conchiu-
do, che gli Compositori sono stati inconsiderati, & volendo dimostrare la
perfettione della semibreue, & l'alteratione della minima. cosi ancor volen
do dimostrare la perfettione della breue, & l'alteratione della semibreue, e-
gliè cosa necessaria dunque che siano dimostrati gli presenti segni, sano mo-
do scriuendo 3 3, ouero nella proportione sesquialtera senza
i segni; perche in loro si trouano le perfettioni, & l'alterationi, & cosi discor-
rendo, perche è di propria sua natura, come afferma l'aureato M. Giouanni
Spatario Musico Bolognese nel trattato suo di sesquialtera, & il mio irrefre-
gabile Maestro Don Pietro Aron.

In cortesia diremo contra al capitolo di sopra detto, qual dice, che
dalli Compositori è stato male considerato à dimostrare le ac-
cidenze. Cap. XVIII.

HOra habbiamo à dimostrare in questo cap. che dalli Compositori
egliè stato ben considerato à porre le accidenze, & con breuità sarà di-
mostrato. Hora dico, che le due pause di minima parimente poste, & il si-
mile le due pause di semibreue parimente poste, come
appare, dimostrano essere la semibreue &
la breue diuise in tre parti vguali, per essere
esse pause due parti terze delle figure, cioè
della semibreue & breue, le quali pause sono veri segni, perche
dimostrano le figure essere soggette alle perfettioni, cioè diuise in tre parti
vguali, & ancora causano l'effetto suo, qual è la taciturnità, dil che sono veri
segni. Ma il semicircolo con il punto, ouero il circolo con il punto non so-
no veri segni, perche causano vn'effetto solo, cioè dimostrano le perfettioni
delle figure, ò vuoi dire sono segni incidiali, cioè che dimostrano. Adunque
seguitarà che dalli Compositori è stato ben considerato da loro à dimostra-
re le due pause di sopra mostrate, per essere veri segni, cioè segni essentiali &
indiciali, cosa che non sono gli semicircoli & circoli con il punto, perche so-
no frustratorij à dimostrarli, sano modo scriuendo.

Contra al capitolo di sopra detto per gentilezza, per acuire
gl'ingegni. Cap. XIX.

HOra dico, che se vno dimandasse à tutti gli Musici se vogliono essere
in libertà, ouero soggetti, non dubito di cosa alcuna, che huomo del
O 2Mondopage 54vIl Tesoro IlluminatoMondo non dica, che vogliono essere in libertà: nel che volendo essere in li-
bertà, bisogna dunque segnare il semicircolo con il punto , ouero il circo-
lo con il punto , per dimostrare la perfettione delle figure, cioè della se-
mibreue & breue, & cosi discorrendo con gl'altri effetti; & facendo in con-
trario, da voi istessi vi fate soggetti, come ogni mediocre Musico può vede-
re. Ma volendo dimostrare la perfettione delle figure, cioè della semibreue
& breue, cō le pause loro come appare, per la semibreue, & per
la breue, com'appare, gli Compositori ven-
gono à essere soggetti, che di necessità biso
gna dimostrare le pause: nondimeno le loro
intentioni, cioè delli Compositori non saranno di pausa-
re in quel modo delle due pause parimente poste. Ma ben sarà di pausare à
suo beneplacito nel suo concento, & non essere soggetti. Adunque seguitarà
ch'alli Compositori gli conuiene à dimostrare il semicircolo con il punto,
ouero il circolo con il punto, & non dimostrare le pause, & cosi vengono à
essere in libertà. Ancora più oltre si dice, che per non dare fatica alli cantan-
ti, & volendo ancora essere in libertà, vorranno gli Compositori nel proces-
so del concento conseruare le perfettioni, & le alterationi, & cosi discorren-
do con gl'altri effetti, senza porre le pause come già è detto: dil che metten-
do il semicircolo, ò circolo con il punto al principio del concento, gli can-
tanti verranno à essere fuora di fastidio & fatica, di non riguardare tutto il
concento auanti che incominciano à cantare; il che conchiudo quando gli
Compositori vogliono dimostrare le perfettioni, & le alterationi delle figu-
re con gl'altri effetti debbono porre in principio del concento il semicirco-
lo, ouero, circolo con il punto: & cosi gli Compositori vengono à essere in
libertà, & si toglie ogni fastidio & fatica alli cantanti di non riguardare tut-
to il concento; dil che in quello instante che sono presentate le parti nelle
mani alli cantanti incominciano à intonare & pronunciare quello ch'egliè
stato presentato nelle mani.

Come debbono essere intese le note perfette, & ancor che cosa è alte-
ratione, con la sua diffinitione. Cap. XX.

HOra essendo apparso la pausa dimostratiua del modo minore perfet-
to nel concento; essendo vna lunga auanti d'vna sua simile, dato che
la seconda lunga fosse di colore piena, cioè nera, sempre la prima lunga ver-
rà perfetta, per la regola qual habbiamo dalli nostri antichi Musici, qual di-
ce: Similis ante similem nunquam potest imperfici, non de colore, sed de for
ma.
& cosi intenderai in tutte le figure sottoposte alla perfettioni. Cosi anco-
ra essendo la lunga auanti la pausa di tre tempi, sempre vogliamo che la lun-
ga sia perfetta, per essere auanti della sua quantità vnita d'vn corpo solo, oue-
ro auanti di tre breui per essere la quantità sua, ouero auanti le sei semibreui,
perpage 55Libro Terzo.55per essere la quantità sua. Et ancora la lunga verrà perfetta, quando sarà auan
ti di noue semibreui, quando il tempo sarà sottoposto alla perfettione; & cosi
intenderai in tutte le perfettioni, hauendo riguardo à quello che di sopra
habbiamo detto, che d'ogni cosa sarà per vostro ammaestramento in tutte
le figure sottoposte alle perfettioni. dil che in esso modo minore perfetto
verrà la breue alterata; la qual'alteratione pigliandola in generale, non è al-
tro che vn duplicar di nota, in questo modo, Saranno due breui tra due lun-
ghe, ouero cinque breui tra due lunghe, la seconda breue, ouero la quinta
breue verrà alterata, cioè duplicata, per integrare il modo, ò vuoi dire per
integrare il numero perfetto del modo, come appare.
Et cosi à voi sarà manifesto in tutte le figure sottoposte alle perfettioni: dil
che le minori figure propinque sempre saranno sottoposte all'alterationi.
Ancora vi dono auiso, che Notulae nigrae nunquam alterantur, general-
mente parlando.
Cosi ancora essendo apparse le tre pause dimostratiue del modo maggio
re perfetto nel concento; essendo la massima auāti d'vna sua simile, dato che
la seconda massima fosse di colore pieno, cioè nera, sempre la prima massi-
ma verrà perfetta. Cosi ancora essendo la massima auanti le tre pause di tre
tempi parimente posti, ouero auanti le tre pause de duoi tempi parimente
posti, sempre la massima verrà perfetta, & la lunga verrà alterata, quando
saranno due lunghe intra due massime, ouero cinque lunghe tra due massi-
me, la seconda, ouero la quinta lunga verrà alterata, per integrare il modo
maggiore perfetto, ò vuoi dire per integrare il numero perfetto del modo.
Et cosi ancora se fossero cinque figure nel primo essempio, ouero otto nel
secondo essempio, farebbe il simile effetto dell'alteratione; & questo vi sarà
per ammaestramento in tutte le perfettioni, & cosi ancora nella sesquialte-
ra di diuerse figure, lasciando molte ragioni per essere breue.
Cosi ancora essendo apparso il circolo nel concento, qual dimostra la bre
ue essere soggetta alla perfettione; dil che essendo vna breue auanti d'vna
sui simile, dato che la seconda breue fosse di colore pieno, cioè nera, sempre
la primapage 55vIl Tesoro Illuminatola prima verrà perfetta. cosi ancora essendo la breue auanti la sua pausa, sem
pre la breue verrà perfetta. Cosi ancora nella sesquialtera, qual è di sua natu-
ra à essere perfetta la breue, & la semibreue alterata, quando saranno due se-
mibreui tra due breui, ouero cinque semibreui tra due breui, la seconda, oue
ro la quinta semibreue verrà alterata, per integrare il tempo perfetto, ò vuoi
dire per integrare il numero perfetto del tempo, come appare.

Del punto, & della sua diffinitione. Cap. XXI.

IL punto non è altro, ch'vna cosa minima in qualità, ma in quantità è
grande; perche alcuna volta d'vn tutto accresce la metà del tutto: dil che
esso punto haurà tre significati. Il primo sarà chiamato Punto d'au-
gumentatione; perche d'vn tutto aggiugne la metà del tutto: il qual punto
si mette appresso alle note sottoposte alle imperfettioni, come dimostra
la figura.

Punto di augumentatione.

Et in molti altri modi si potrebbe mostrare l'augumentatione, ma per esse-
re breue si lasciano.
Il secondo significato del punto sarà chiamato punto di perfettione, dil
che esso punto causa più effetti, & esso punto si mette appresso le note sot-
toposte alli segni di perfettione; dil che le note senza il punto restarebbono
imperfette, per le figure minori à loro seguenti; & per conseruarle, che non
siano trauagliate dalla imperfettione, cioè che non restano imperfette, si
mette il punto appresso loro, come dimostra la figura.

Punto di perfettione.

Horpage 56Libro Terzo.56
Hor nelle sopradette minor figure, che seguono alle maggiori, ch'hanno
il punto debbono essere trasportate doue che possono hauere luogo. Adun-
que seguitarà, che il punto di perfettione causa duoi effetti, cioè perfice, &
trasporta la minor figura; & nella seguente figura il punto causarà tre effet-
ti, come vederete il tutto per ordine.
Hora il punto di perfettione si vede chiaramente, ch'il causa tre effetti. Il
primo effetto adunque fa perfetta la breue. Il secondo effetto fa transporta-
re la prima semibreue doppo l'vltima semibreue, che verrà à essere cinque
semibreui tra due breui: dil che per il mancamento del numero perfetto, di
necessità bisogna che la semibreue, quale è stata transportata, venga altera-
ta, che vuol dire duplicata; il che si trouarà il numero perfetto tra la terza &
quarta breue, per cagione dell'alteratione: nel che si conchiude, che non può
essere altro punto, che il punto di perfettione nella sopradetta figuratione;
il qual punto di perfettione da lui depende ogni cosa, cioè la trasportatione
& l'alteratione. Et nella seconda figura ancora il punto di perfettione fa
transportare la prima semibreue doppo la seconda semibreue: di che verrà
essere due semibreui tra due breui, di modo che la semibreue, quale è stata
transportata, di necessità bisogna che la sia alterata, per integrare il numero
perfetto: nel che dal punto di perfettione depende ogni cosa, cioè la trans-
portatione & l'alteratione. Ma leuando il punto di perfettione, sarà distrut-
ta la trasportatione & l'alteratione. dunque dal punto di perfettione na-
sce gl'altri duoi effetti, com'è detto.
Il terzo significato del punto, qual sarà chiamato punto di diuisione, il
quale si mette nelli concenti sottoposti alla perfettione: dil che esso punto si
mette tra due minori figure poste tra due maggiori, & esso punto alcuna
volta farà quattro effetti, come vederete ogni cosa in figura.

Dimostratione del punto di diuisione, con gl'altri suoi tre effetti.

Horapage 56vIl Tesoro Illuminato
Hora Lettore mio benegno, tu vedi ch'il punto di diuisione fa quattro ef-
fetti. Il primo effetto dunque diuide, il secondo effetto imperfice, il terzo ef-
fetto transporta, il quarto effetto fa alterare. dil che leuando il punto di diui-
sione, scioglie l'imperfettione, & la transportatione, & ancor l'alteratione.
Ma ben restarebbe l'alteratione semplice, cioè senza il punto: la quale non è
altro, che due minori figure, ouero cinque, ouero otto poste tra due maggio
ri, sottoposte esse maggiori alla perfettione: nel che sempre la seconda, oue-
ro quinta, ouero ottaua figura debbe alterare per integrare la perfettione
del modo, ouero del tempo, ouero la prolatione. Adunque seguitarà che nō
egliè punto di alteratione, ne d'imperfettione, ne di transportatione, come
alcuni hanno scritto nelli suoi trattati, dicendo, Punto di augumentatione,
Punto di perfettione, Punto di diuisione, Punto di transportatione, Punto di
imperfettione, Punto d'alteratione. Ma ben sono gli tre punti, come habbia-
mo dimostrato, cioè, Punto d'augumentatione, Punto di perfettione, &
Punto di diuisione: dil che tutti gli altri tre effetti non possono essere chiama
ti punti, cioè di transportatione, imperfettione, & alteratione; perche ogni
cosa depende dalli duoi punti, cioè da quello di perfettione, & di quello di
diuisione. nel che fanno causare quelli altri tre effetti, cioè fa trasportare, im-
perficere, & alterare. Adunque seguitarà che non egliè altro, che il punto di
augumentatione, il punto di diuisione, & il punto di perfettione. ergo malè;
& molte altre cose sarebbono dette, per essere breue si lasciano.
  • Il Punto di augumentatione.
  • Il Punto di diuisione.
  • Il punto di perfettione.
  • Il più nobile di loro egliè quello di augumentatione, perche d'vn tutto
    cresce la metà.

Per cortesia diremo contra alle openioni di alcuni Musici Bresciani
& altri, i quali fanno terminare la prima parte delli concenti
del sesto Tuono nella positione G sol re ut primo. Cap. XXII.

MOlti Compositori Bresciani, & altri hanno pigliato vna regola arbi-
traria senza fondamento alcuno di verità, di fare terminare la prima
parte del sesto Tuono del suo concento nella positione G sol re ut primo,
con dire, ch'il sesto Tuono ha terminatione in C fa ut, & hauendo termina-
tionepage 57Libro Terzo.57tione in C fa ut, che ancora si può alzare la prima parte per quinta, che viene
à essere in G sol re ut, pigliando forsi regola del primo & secondo Tuono,
i quali hanno terminatione nella positione D sol re, il che si possono alzare
vna quinta, che verrà in A la mi re. hor la consequenza non vale à dire, posso
alzare dalla lettera D alla lettera A per quinta: cosi ancor possiamo alzare
vna quinta dalla lettera C alla lettera G. Alle quali openioni son contrario,
& dico, che nel Monacordo non si troua altro che le sette lettere, com'ogni
ingegno può vedere, leggendo al principio dell'opera mia chiamata l'Illu-
minata, nel che non si può fare quell'effetto d'alzare una quinta dal C al G;
perche il G non è confinalità del C: & se ben l'è concesso & ordinato dal D
alla positione A la mi re, ascendere per quinta, è stato ordinato dalli Musici,
per la confinalità del Diapente ordinario, & di regolare alla irregolarità; &
per acquistare più terminationi; perche le specie compongono il tuono. ergo
male.
altre ragioni si lasciano per essere breue. Ancora dico, che non si può
andare dalla irregolarità, quāto alla lettera alla regolarità; perche prima è la
regolarità: per il che si verrebbe à trapassare le sette lettere, & à questo mo-
do si andarebbe in infinitum, la qual cosa non conuiene nella schola Musica-
le; perche non bisogna passare le sette lettere, perche passando le sette lettere,
molti errori ne risultarebbono, i quali non si dicono per essere breue. Hor al
proposito nostro dico, che dal C al G non si può alzare una quinta; perche
non è Diapente pertinente al sesto Tuono, ma si ben'al settimo; né manco il
G non è confinalità del C, come è detto. Ancor di più si dice, che non han-
no riguardo alle sette lettere, delle quali tutta la Musica depende. Adunque
non è cosa conueniente à dire, possiamo alzare la prima parte per quinta;
perche gia è alzata da F fa ut acquisito al C fa ut, che di regolare alla irrego-
larità; perche non si può andare dalla irregolarità alla regolarità; perche si
passarebbe le sette lettere. Et ancor di più si dice, che si farebbe patire la ter-
minatione regolare del settimo & ottauo tuono, per dare luogo al sesto tuo
no irregolare fuora d'ogni proposito, & come le terminationi regolari pati-
scono senza ragione, come douemo gouernarsi? & in oltre sequitarebbono,
che gli tuoni non haurebbono fermezza: ergo malè. Ancor di più si passa,
volendo alzare i tuoni per quinta, si potrebbono andare in infinitum, & in
infinitum nulla est proportio. ergo malè.

Della compositione di tutti gli otto Tuoni con il b molle posto in
mi graue, à complacenza de gl'amici, con le cadenze loro: &
vederete ogni cosa in figura per ordine. Cap. XXIII.

HOr auanti che intramo alla compositione delli Tuoni, faremo vno
discorso breue in sodisfattione de gl'amici. Dico dunque che le specie
maggiori & minori compongono tutti i Tuoni, & essi tuoni possono termi-
Pnarepage 57vIl Tesoro Illuminatonare in ciascuna positione, ouero lettera della Mano, doue si possono ritro-
uare le sue specie, & cosi mettendo la congionta di b molle in mi graue;
seguitarà, che in Gamma ut, & cosi successiuamente nelle tre lettere seguen-
ti, come appare A B C, saranno luoghi ordinarij di tutte le terminationi de
gl'otto Tuoni regolati quanto alle specie, & vederete ogni cosa per ordine,
lasciando molte ragioni per essere breue.

Della compositione del primo Tuono.

Dico dunque che il primo Tuono si componerà della prima specie del
Diapente nascente dalla positione Gamma ut alla positione D, con queste
sillabe, re mi fa sol la, & della prima del Diatessaron nascente dalla positio-
ne D alla positione G primo con queste sillabe, re mi fa sol, come dimostra
la figura.
Et le cadenze del primo Tuono saranno Gamma ut, & la lettera prima
D di sopra al Gamma ut, & G sol re ut primo, con l'ottaue & deriuate loro.
Hor delle cadenze di sopra delle terminationi di tutti gli Tuoni vna terza
maggiore, ouero minore, non saranno poste, lascioui in libertà, hauendo ri-
guardo sempre alle parole, come già è detto.
Et volendo vedere le dimostrationi di tutti gli otto tuoni, riguarda al
principio del secondo libro, quali sono tutti per ordine; perche tanto è G sol
re ut con il b molle posto in mi acuto, con l'altre tre positioni seguenti,
come ancora Gamma ut, come il b molle posto in mi graue, con l'altre tre
positioni à lei seguenti.

Della compositione del secondo Tuono.

Il secondo Tuono si componerà di quello interuallo istesso del Diapente
di sopra detto di estremo à estremo, ma sarà riuoltato al contrario, nascente
dalla positione D alla positione Gamma ut con queste sillabe, la sol fa mi re,
& della prima specie del Diatessaron riuoltata al contrario con queste silla-
be, sol fa mi re, nascente dalla positione Gāma ut alla positione D acquisito,
che viene à essere di sotto Gamma ut tre positioni, come dimostra la figura.
Et lepage 58Libro Terzo.58
Et le cadenze ordinarie del secondo Tuono saranno la lettera D, & Gam-
ma ut, & la lettera D acquisito, con l'ottaue & deriuate loro.

Della compositione del terzo & quarto Tuono.
Cap. XXIIII.

IL terzo Tuono si componerà della seconda specie del Diapente nascen-
te dalla positione A alla positione E, con queste sillabe Mi fa sol re mi, &
della seconda del Diatessaron nascente dalla positione E alla positione A,
con queste sillabe, Mi fa sol la, come dimostra la figura.
Et le cadenze ordinarie del terzo Tuono saranno la lettera prima A, & la
lettera prima E, & A la mi re primo, con l'ottaue & deriuate loro.

Della compositione del quarto Tuono.

Il quarto Tuono si componerà di quello istesso interuallo di sopra detto
del Diapente di estremo à estremo, ma sarà ancora lui riuoltato al contrario
nascente dalla positione E la mi primo alla positione A primo con queste
note, ouero sillabe, Mi la sol fa mi, & della seconda specie del Diatessaron na-
scente dalla positione, ouero lettera prima A alla positione E la mi acquisi-
to, che viene à essere di sotto al Gamma ut due positioni con queste sillabe,
la sol fa mi, come dimostra la figura.
Et le cadenze ordinarie del quarto Tuono saranno la prima lettera E, &
la prima lettera A, & la lettera E acquisito, con l'ottaue & deriuate loro.

Della compositione del quinto & sesto Tuono.
Cap. XXV.

IL quinto Tuono si componerà della terza specie del Diapente nascente
dalla lettera b molle posta in mi graue alla positione F graue cō que-
P 2ste sillabepage 58vIl Tesoro Illuminatoste sillabe, fa sol re mi fa, & della terza specie del Diatessaron nascente dalla
positione f alla positione b molle posto in mi acuto, con queste sillabe, vt
re mi fa, come dimostra la figura.
Et le cadenze ordinarie del quinto Tuono saranno nella lettera b molle
posta in mi graue, & nella lettera F primo, & nella lettera b molle po-
sta in mi acuto, con l'ottaue & deriuate loro.

Della compositione del sesto Tuono.

Il sesto Tuono si componerà di quello interuallo istesso del Diapente di
sopra detto, ma sarà riuoltato al contrario da estremo à estremo nascente
dalla positione F graue alla lettera b molle posta in mi graue con queste
note, ouero sillabe, Fa mi la sol fa, & della terza specie del Diatessaron nascen
te dalla lettera b alla lettera f acquisito & subgraue, qual è di sotto al Gam-
ma ut vna positione, ò vuoi dire l'interuallo d'vn tuono con queste sillabe,
fa mi re ut, come dimostra la figura.
Et le cadenze ordinarie del sesto Tuono saranno F fa ut graue, & nella
lettera b molle posta in mi graue, & F fa ut acquisito di sotto al Gamma
ut, con l'ottaue & deriuate loro.

Della compositione del settimo & ottauo Tuono.
Cap. XXVI.

IL settimo Tuono si componerà della quarta specie del Diapente na-
scente dalla positione C graue, alla positione G sol re ut, con queste sil-
labe, vt re mi fa sol, & della prima specie del Diatessaron nascente dalla po-
sitione G acuto alla positione C acuto con il b molle posto in mi acuto,
con queste note, ouero sillabe, re mi fa sol, come dimostra la figura.
Compo-page 59Libro Terzo.59
Et le cadenze ordinarie del settimo Tuono saranno nella prima lettera C,
& G sol re ut primo, & C sol fa ut, con l'ottaue & deriuate loro.

Della compositione dell'ottauo Tuono.

L'ottauo Tuono si componerà di quello istesso interualo del Diapente di
sopra detto da estremo à estremo, ma sarà riuoltato al contrario nascente
dalla positione G sol re ut primo alla positione C primo con queste sillabe,
sol fa mi re ut, & della prima specie del Diatessaron riuoltata al contrario
nascente dalla positione C con il b molle posto in mi graue alla positione
Gamma ut con queste sillabe, sol fa mi re, come dimostra la figura.
Et le cadenze ordinarie dell'ottauo Tuono saranno G sol re ut primo, &
nella lettera C primo, & Gamma ut, con l'ottaue & deriuate loro.

Della terminatione delli Tuoni sopradetti. Cap. XXVII.

GIà è detto, che ciascun Tuono può terminare in ciascuna positione del-
la mano, doue si possano ritrouare le sue specie, nel che habbiamo di-
mostrato nelli cap. di sopra mostrati, le compositioni loro nelle quattro po-
sitioni, come dimostrano le figure.
  • Hor dunque il primo & secondo Tuono hauranno le terminationi loro
    nella positione di Gamma ut, con il b molle posto in mi graue.
  • Il terzo & quarto Tuono hauranno le terminationi loro nella positione
    A, ouero lettera seguente al Gamma ut, con il b molle posto in mi graue.
  • Il quinto & sesto Tuono hauranno le terminationi loro nella positione,
    ouero lettera b molle posto in mi graue.
  • Il settimo & ottauo Tuono hauranno le terminationi loro nella positio-
    ne, ouero lettera C primo, con il b molle posto in mi graue, come ogni
    ingegno può giudicare.
Dellepage 59vIl Tesoro Illuminato

Delle cadenze, che si debbono vsare nelli salmi & cantici, dimo-
strando i luoghi semplicemente, lasciando quelli delli seculo-
rum, perche già sono dimostrati. Cap. XXVIII.

Delle cadenze del primo, & secondo tuono.

LE cadenze del primo tuono saranno D sol re, F fa ut, & A la mi re, in D
sol re per essere terminatione ordinaria, in F fa ut, per cagione del prin-
cipio dell'intuonatione sua, in A la mi re, per essere 'l medio suo, & confinali-
tà del diapente. Et quando 'l Compositore trouarà nel salmo, ouero canti-
co, che chiamassero le specie maggiori, ò minori, quali causano gli tuoni, o-
uero altre cose, come più volte è detto, allhora 'l Compositore sarà dalla ra-
gione constretto d'accettare tali specie, & ancora le sue cadenze, dil che sa-
ranno chiamate cadenze pelegrini, perche non pertengono alli tuoni, & cosi
a voi sia manifesto in tutti gli tuoni d'ogni sorte. & cosi haurai nell'ottaue,
& deriuate loro.
Le cadenze del secondo tuono saranno D sol re, C fa ut, & F fa ut, & A la
mi re, hor in D sol re, per essere terminatione ordinaria, in C fa ut, per essere
principio dell'intonatione sua, in F fa ut, per essere il medio suo in A la mi re
per essere principio della compositione sua, con l'ottaue, & deriuate loro.

Della cadenze del terzo, & quarto tuono. Cap. XXIX.

LE cadenze del terzo Tuono saranno E la mi primo, G sol re ut primo,
C sol fa ut, & mi acuto, hor in E la mi per essere terminatione ordi-
naria, in G sol re ut, per essere principio dell'intonatione sua, in C sol fa ut
per cagione del medio suo, in mi acuto, per essere confinalità del Diapen
te con l'ottaue, & deriuate loro.
Le cadenze del quarto Tuono saranno in E la mi, A la mi re, in mi acu-
to, hor in E la mi, per essere terminatione ordinaria, in A la mi re, per essere
il principio dell'intonatione sua, & ancora per essere il medio suo in mi
acuto, per essere il principio della compositione sua, con l'ottaue, & deri-
uate loro.

Della cadenze del quinto, & sesto tuono. Cap. XXX.

LE Cadenze del quinto tuono saranno in F fa ut, & C sol fa ut, hor in
F fa ut per essere terminatione ordinaria, & principio dell'intuonatio-
ne sua, in C sol fa ut, per essere il medio suo, con l'ottaue, & deriuate loro.
Le cadenze del sesto tuono saranno F fa ut, A la mi re, & C sol fa ut, in
F fa utpage 60Libro Terzo.60F fa ut per essere terminatione ordinaria, & ancor principio dell'intuonatio-
ne sua, in A la mi re per essere 'l medio suo, ma vi auuertisco quando la paro-
la chiamarà la specie, ouero altre cose pertinenti al medio, allhora si conce-
de la cadenza del medio, & non essendo da noi non sarà concessa la cadenza
d'A la mi re, per non variare la natura del tuono, & di quì nasce, che 'l medio
del sesto tuono haurà patienza, di stare queto. & il simile sarà del quinto tuo
no, per conto d'A la mi re; hor al proposito nostro in C sol fa ut, per essere 'l
principio della compositione sua, con l'ottaue, & deriuate loro.

Delle cadenze del settimo & ottauo tuono. Cap. XXXI.

LE cadenze del settimo tuono saranno G sol re vt, C sol fa ut, D la sol re
E la mi acuto, hor in G sol re ut, per essere terminatione sua ordinaria,
& principio delli cantici in C sol fa ut, per essere principio dell'intuonatione
sua, in D la sol re, per essere confinalità del diapente, ma di raro, in E la mi
acuto, per essere 'l medio suo, ma vi auuertisco, che questa cadenza di E la mi
bisogna hauere riguardo di toccarla manco che sia possibile, per non varia-
re la natura del tuono, & essendo astretto dalle parole, ouero per altre cose,
subito ritornare alla natura del tuono, con l'ottaue, & deriuate loro.
Le cadenze dell'ottauo tuono saranno G sol re ut, C sol fa ut, & D la sol
re, in G sol re ut per essere terminatione ordinaria, & principio dell'intuona-
tione sua, in C sol fa ut per essere 'l medio suo, in D la sol re per essere princi-
pio della compositione sua, con l'ottaue, & deriuate loro.
Hor doppo che habbiamo posto le cadenze delli salmi & cantici, in quel
tanto ch'importa la ragione della Musica, lasciando molte ragioni per esse-
re breue: nondimeno gli Compositori saranno in libertà d'vsare le cadenze
a suo piacere, hauendo riguardo di non distruggere la natural forma delli
tuoni.
Hora Lettore mio benegno delle sopradette cadenze vi saranno per amae
stramento, nelli tuoni, quali saranno composti con l'aiutorio della congion-
ta di B molle posta in mi acuto, hauendo riguardo alle sopra dette caden
ze, nel procedere loro, secondo la natura delli tuoni.

Delle cadenze delli tuoni irregolari delli salmi &
cantici. Cap. XXXII.

IL primo tuono ritrouasi hauere la terminatione irregolare in A la mi re
primo, & le cadenze dunque del primo tuono saranno in A la mi re, C sol
fa ut, D la sol re, con l'ottaue, & deriuate loro; & più oltra si dice, che per tut
te le ragioni vorebbono, che E la mi secondo fosse cadenza del primo tuono
per essere 'l medio suo, & perche variarebbe la natura del tuono, non si con-
cede tale cadenza, & se per sorte fosse alcuna parola, ouero altre cose, che
chiamas-page 60vIl Tesoro Illuminatochiamassero tale cadenze d'E la mi, vogliamo che la sia accettata per non
variare le parole, ouero dictioni dalle note.
Cosi ancor la terminatione del secondo tuono irregolare sarà in A la mi
re primo, & le cadenze dunque del secondo tuono saranno A la mi re, C sol
fa ut per essere 'l medio suo, D la sol re, & F fa ut con l'ottaue, & deriuate lo-
ro, & quella di E la mi, sarà come è detto di sopra.

Della terminatione del terzo, & quarto tuono irregolare.

Il terzo tuono irregolare a terminatione nella positione mi acuto, &
le cadenze dunque del terzo tuono sarāno mi acuto, C sol fa ut, & E la mi
acuto, con l'ottaue, & deriuate loro.
Cosi ancora la terminatione del quarto Tuono irregolare ritrouasi essere
in mi acuto, & le cadenze del quarto Tuono saranno mi acuto, & E la
mi acuto, con l'ottaue & deriuate loro.

Della terminatione del quinto & sesto Tuono irregolare, & dell'
auuertimento. Cap. XXXIII.

Auuertimento.

HOr se il Compositore haurà terminato di fare vn Salmo, ouero Can-
tico del quinto, ò sesto Tuono, ouero altre cose, & per essere C sol fa
ut terminatione ordinaria quanto al luogo irregolare, egliè necessario à pro
cedere dalla positione C sol fa ut al G sol re ut secondo, con la specie del Dia
pente, come appare.
Dil che sarà questo istesso passaggio, come appare.
Il quinto Tuono irregolare ritrouasi hauere la terminatione in C sol fa ut,
& le cadenze dunque saranno C sol fa ut, F fa ut acuto, & G sol re ut secon-
do, con la congionta di b qua-
dro giacente posta in F fa ut a-
cuto, come dimostra la figura:
dil che sarà questo istesso pas-
page 61Libro Terzo.61saggio, come ap
pare, con l'ottaue
& deriuate loro.
Cosi ancora la terminatione del sesto Tuono irregolare ritrouasi hauere
la terminatione in C sol fa ut, & le cadenze dunque saranno in C sol fa ut,
F fa ut acuto, & G sol re ut secondo, con la congionta posta in F fa ut acuto,
come è dimostrato di sopra, & non mettendo essa congionta, da noi non sarà
concessa essa cadenza, con l'ottaue & deriuate loro. Molte ragioni haurei
dette circa di queste cadenze, ma per essere breue sono lasciate, & con l'inge-
gno vostro restarete sodisfatti.

D'alcuni auuertimenti circa delle parti. Cap. XXXIIII.

S'Alcuna volta paresse al Compositore di fare il suo concento à voci pari,
vogliamo che la parte del Soprano tenga il principato del Tuono, ouero
la parte remissa, & cosi à voi sarà precetto in tutti gli tuoni cosi naturali, co-
me ancora accidentali, misti di compositione, hauendo riguardo sempre al-
le sette lettere; perche vn'effetto farà la parte superiora quanto alla termina-
tione del tuono, & vn'altro effetto farà la parte remissa quanto alla termina-
tione del Tuono: dil che bisogna, ch'il Compositore sia auuertito à procede-
re con le specie pertinenti alla positione, doue si farà terminare la parte più
remissa; perche essa positione chiamarà vn tuono, & quella positione supe-
riora chiamarà vn'altro tuono differente; il che egliè necessario al Compo-
sitore hauere auuertenza alle estremità delle lettere per cagione del tuono,
& procedere con le specie pertinenti alla positione doue haurà à terminare
il tuono; & cosi procederai in tutte le parti con le specie pertinenti al tuono.
Ma più procederai in quella parte qual tiene il principato, perche essa parte
rappresenta il Canto fermo, & sforzarsi ancora nell'altre parti; & di quì na-
sce, che il Compositore si conoscerà se sarà di villa, ouero di Città.
Cosi ancor facendo il Compositore vno concento, & che tutte le parti sia
no bassi, vogliamo che la parte superiora tenga il principato del tuono, oue-
ro la parte più remissa, hauendo riguardo alle sette lettere A C D E F G.
Cosi ancor facendo il Compositore vno concento, & che tutte le parti sia
no tenori, vogliamo che la parte superiora tenga il principato del Tuono,
ouero la parte più remissa, hauendo riguardo alle sette lettere.
Cosi ancora facendo il Compositore vno concento, & che tutte le parti
siano contralti, vogliamo che la parte superiora tenga il principato del tuo-
no, ouero la parte più remissa, hauendo riguardo alle sette lettere.
Ancor si possono nelle parti medie terminare infra gl'estremi delle lette-
re; ma bisogna ben hauere grande riguardo alli tuoni, per cagione delle spe-
cie loro, & ancora per la terminatione del tuono, per cagione della parte più
Qremissapage 61vIl Tesoro Illuminatoremissa, & cosi à voi sarà manifesto in tutti gli Tuoni di sopra detti.
Cosi ancor facendo il Compositore vno concento, & che tutte le parti sia
no Soprani, vogliamo che la parte superiora tenga il principato del Tuono,
ouero la parte più remissa, hauendo riguardo alle sette lettere.
Ma facendo il Compositore à due parti, & terminando vna delle dua di
sopra vna terza maggiore; dico che per la parte remissa sarà giudicato tuo
no: & il Compositore debbe hauere riguardo alle parti per cagione della
congionta di quadro giacente posta nella positione di sopra dalla re-
missa vna terza, qual terza minore, che prima si ritrouaua, & per cagione
della congionta di quadro giacente posta nella sopradetta positione ver
rà terza maggiore.
Ma se sarà la parte superiora vna terza maggiore naturale di sopra dalla
parte remissa, il Compositore sarà in libertà di fare tenere il principato del
Tuono, qual parte à lui gli piace, procedendo sempre con le specie pertinen-
ti al tuono; & cosi à voi sarà manifesto in tutti gli tuoni naturali, come anco-
ra accidentali, & misti di compositione.
Cosi ancor facendo il Compositore vno concento à tre voci, vogliamo
che la parte superiora tenga il principato del Tuono, ouero la parte più re-
missa, ouero la parte media, quando sarà vna terza maggiore naturale di so-
pra dalla parte remissa, hauendo riguardo alle sette lettere.

D'vn'altro auuertimento, volendo il Compositore fare vno con-
cento à cinque, ouero à sei voci, & ancor di più.
Cap. XXXV.

HOr quando il Compositore haurà terminato nell'idea sua di fare vno
concento à cinque, ouero à sei voci, & ancor di più; & volendo fare
duoi, ouero tre soprani, & ancor di più; il Compositore haurà di fare vno pri
mo Soprano, qual habbia da tenere il principato del Tuono, & per esso pri-
mo Soprano sarà giudicato il Tuono, & vogliamo che il primo Soprano sia
fatto il Tuono perfetto. & se sarà vno canto fermo nel concento, sia poi in
qual parte si voglia, sempre per esso canto fermo si farà giudicio del Tuono,
lasciando tutte l'altre parti. Et cosi ancora vogliamo, che per la parte del pri
mo Tenore sia giudicato il Tuono; nel che per due parti appartate, cioè per
il primo Soprano & il primo Tenore il giudicante potrà giudicare il tuono,
accettando qual parte di accostarsi, che à lui gli piace; & cosi il Composito-
re debbe sforzarsi di procedere in quelle due parti, cioè per il Soprano & Te
nore, con le specie pertinenti al Tuono, & ancora nelle altre parti. Hor al
proposito nostro, dico che il primo Soprano representa il Tenore, & il Te-
nore representa il Canto fermo. Cosi ancora se il Compositore sarà vigilan-
te, potrà fare nel suo concento, che, non tanto per il Soprano & Tenore ap-
partatipage 62Libro Terzo.62partati il giudicante potrà giudicare il Tuono, come ancora per la parte del
Basso nelli Tuoni suiuggali; dil che in tre modi il giudicante potrà giudica-
re il Tuono: & questo verrà per cagione del Compositore, qual haurà dimo-
strato l'ingegno suo pellegrino, & verrà esso à essere nel numero delli veri
Musici.

D'vn'altro auuertimento circa del fare vno concento con il Canto
fermo, & ancor per giudicare il Tuono.
Cap. XXXVI.

DIco che essendo vn Canto fermo in qual concento si voglia, dicoui che
per il Canto fermo debbe essere giudicato il Tuono; pur che il Canto
fermo sia composto almeno d'vna quarta di estremo à estremo; & occorren-
do che il Canto fermo fosse composto d'vna terza maggiore, ouero minore;
dico che questo concento non debbe essere giudicato per il Canto fermo:
Ma debbe essere giudicato il concento per il primo Soprano, ouero per il
primo Tenore; perche il Canto fermo, qual è composto d'vna terza, sia poi
maggiore ò minore, non può essere chiamato Tuono, per il mancamento
delle due specie appartate, quali compongono gli tuoni: & questo Canto fer
mo composto d'vna terza, sia maggiore ouero minore, sarà chiamato buo-
na suonorità; altre ragioni si lasciano per essere breue.

D'altro auuertimento, volendo il Compositore fare vno concento,
& che tutte le parti siano Canti fermi.
Cap. XXXVII.

HOra il Compositore haurà terminato nell'idea sua di fare vno concen
to, & che tutte le parti siano Canti fermi; dico che il Compositore
debbe hauere grande riguardo alle parti, perche in esse parti verranno di-
uersi Tuoni, perche ciascuna parte di loro farà il suo effetto appartato; & di
quì nasce che il Compositore debbe essere vigilante per diuersi rispetti. Hor
adunque volendo il Compositore fare un concento del quinto Tuono, &
la terminatione sua ordinaria ritrouasi essere in F fa ut primo: & perche tut-
te le parti appartate fanno diuersi Tuoni per essere Canto fermo; dico che
tutte le parti debbono procedere con le specie pertinenti al quinto Tuono.
Et la parte qual haurà da terminare in C sol fa ut, può essere del settimo &
ottauo Tuono; perche dalla positione C sol fa ut alla positione G sol re ut
secondo nasceranno le specie pertinenti al settimo & ottauo Tuono, come
appare, vt re mi fa sol, per il settimo, & per contrario sol fa mi re ut, per l'ot-
tauo, & procedendo con tal ordine, come appare:
Q 2al quintopage 62vIl Tesoro Illuminato sarà del quinto, ò sesto. Et la parte qual haurà terminatione in A la mi re
primo, dil che dalla positione A la mi re primo alla positione E la mi secon-
do, nasce la specie maggiore pertinente al primo Tuono, come appare, re
mi fa sol la: & per contrario nasce la specie maggiore pertinente al secondo
Tuono, come appare, la sol fa mi re. Dico dunque che le specie maggiori
di sopra mostrate saranno causa della variatione del quinto Tuono; & di quì
nasce, che il Compositore debbe essere vigilante, & fuggire le specie mag-
giori del primo & secondo Tuono; cosi ancor del settimo & ottauo Tuono,
& procedere in tutte le parti con le specie pertinenti al quinto Tuono; & fa-
cendo incontrario sarebbe grande confusione, & questo solo essempio vi sa-
rà per ammaestramento in ciascuno concento.
D'vn'altro auuertimento, ch'il Compositore à suo piacere potrà fare il
suo concento, & che tutte le parti siano Canti fermi, & fare che ciascuna par
te siano tuoni appartati, ma con grande mistero; dil che bisogna che le paro-
le siano diuerse per ciascuna parte, & secondo che saranno le parole, accetta-
re il Tuono conueniente alle parole, conformando le note con le parole.

Della terminatione estraordinaria delli Tuoni à beneplacito del
Compositore, con le cadenze loro alli proprij suoi luoghi, con la
terminatione della seconda, terza, & quarta parte; le quali sa-
ranno chiamate terminationi estraordinarie, a quali tutti gli
Compositori si potranno seruire, variando le terminationi, vo
lendo passare vna sola parte del suo concento. Cap. XXXVIII.

HOra habbiamo già dimostrato la terminatione ordinaria de tutti gli
Tuoni, & in questo haueremo à dimostrare la terminatione estraordi
naria d'ogni tuono à beneplacito del Compositore; Diremo dunque, volen-
do il Compositore fuggire la terminatione ordinaria del tuono per alcun
suo intento, sarà cosa necessaria à fare terminare la parte del primo Soprano
nell'ottaua sua, per essere regolare & rational fine. Dico dunque che il Com
positore volendo fare il primo tuono, & non volendo fare terminare il Te-
nore, ouero il Basso, qual tiene il principato del Tuono nella positione ordi-
naria, quale è D sol re, vogliamo che la parte del primo Soprano habbi à ter
minare nella positione D la sol re, ouero nella positione D la sol, per essere
regolarepage 63Libro Terzo.63regolare, & rational fine; le quali positioni sono ancora è D sol re, per
non essere altro che sette lettere nella mano, come appare, G A C D E F;
dil che tanto è D la sol re, ouero D la sol, come ancora D sol re, per essere
sua deriuata, ò vuoi dire replicata. Cosi ancora la parte del primo Soprano
representa il primo Tenore, ouero il primo Basso, qual tiene il principato del
tuono, perche procedono secondo la sua natural forma delli tuoni; dil che
sarà in libertà il Compositore di fare terminare il suo concento nella positio
ne F fa ut primo, ouero in G sol re ut primo, ouero in A la mi re primo, co-
me alcuna volta fanno gli seculorum, pigliando sempre quella terminatio-
ne, che sarà più conueniente alle parole, seruando sempre la natura del Tuo-
no, cioè procedendo sempre con le specie pertinenti al tuono; & con passag-
gi grati & consonanti, secondo che richiede il tuono; & cosi à voi sarà mani-
festo in tutti gli tuoni di non accettare specie non pertinenti al tuono nella
parte qual tiene il principato, & cosi ancora nell'altre parti manco che sia
possibile: dil che si conchiude, che la fine non è sempre necessaria, ma si ben
le specie; & di quì nasce, ch'il tuono non sempre si conosce per la fine, ma al-
cuna volta per le specie. Et auuertiscoui, dato che gli tenori habbiano le ter-
minationi fuora delle sue sedie, vogliamo perciò che siano fatti perfetti, &
non volendo farli perfetti, vogliamo che la parte del primo Soprano, qual
tiene il principato, sia fatta perfetta del tuono. Et vederete molti essempi &
dimostrationi per vostro ammaestramento, che de loro sarete sicuri nel vo-
stro procedere nelli tuoni; & vi dono auiso, che vederete alcune dimostratio-
ni con poche note per ogni tenore per essere breue; perche attendiamo à di-
mostrare solum le terminationi estraordinarie.
Dimostratione del primo Tuono perfetto, con la terminatione in F fa
ut, con la congionta di quadro giacente , accioche l'arte imiti la natura.
Et le cadenze del primo Tuono saranno D sol re, A la mi re primo, & D
la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimo-page 63vIl Tesoro Illuminato
Dimostratione del primo Tuono perfetto, con la terminatione in A
la mi re.
Et le cadenze del primo Tuono saranno D sol re, A la mi re primo, & D
la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
Ancora sarà dimostrato il primo Tuono, qual ascenderà in E la mi secon-
do, la qual positione E la mi la concediamo per gratia al primo tuono, per
acquistare la Diapente pertinente al Tuono senza rispetto alcuno, priuan-
do il Compositore, che da lui non sia accettato specie maggiori pertinenti
al terzo & quarto Tuono, & vno solo essempio vi sarà dimostrato per vostro
ammaestramento, con vno Diatessaron estraordinario pertinente al tuono,
hor vedi la figura.
Et la concessione di E la mi, la concediamo ancora quando il Tuono haurà
terminatione nel luogo suo ordinario, cioè in D; & di quì nasce ch'il Com-
positore à suo piacere potrà fare nel suo concento due, ò tre, & ancora quat-
tro partipage 64Libro Terzo.64tro parti, variando i luoghi, accettando sempre quella terminatione, che sa-
rà più conueniente alla parola; dil che sempre l'vltima parte del concento
haurà da terminare nel luogo suo ordinario, & cosi à voi sarà manifesto in
tutti gli Tuoni, s'hauessero alcuno Diatessaron per imitatione non pertinen
te al tuono, concediamo la sua cadenza. cosi ancor hauendo la parte, quale
tiene il principato del Tuono vno Diapente non pertinente al tuono per ca-
gione della parola, concediamo la sua cadenza: cosi ancora che la parte qual
tiene il principato del tuono fosse commista, ò maggiore ò minore, conce-
diamo ancor la sua cadenza, secondo che saranno le specie; & cosi à voi sia
manifesto in tutti gli Tuoni seguenti, & ancora in ciascun tuono di qual sor-
te sia voglia.
Cosi ancora vi auuertisco, che nelle terminationi estraordinarie di sopra
mostrate vogliamo sempre, che la parte del Soprano habbia la terminatio-
ne nel luogo suo ordinario, cioè in D la sol re, come è detto, & procedere con
le specie pertinenti al tuono, come già è detto, lasciandoui in libertà di fare
la parte del Soprano perfetta, ouero imperfetta: & non volendo fare perfet-
ta la parte del Soprano, sarete constretti per ogni ragione di fare perfetta
la parte del Tenore.
Hora potrebbono dire alcuni facendo vno canto à cinque, ouero à sei vo-
ci, & ancor di più, verrà nell'idea sua al Compositore di fare duoi Soprani,
& fare terminare il primo Soprano in D la sol, nel che sarebbe necessario a-
scendere vn'ottaua di sopra dalla positione D la sol, per hauere la perfettio-
ne sua. Hor à quello si risponde in breuità, che non è necessario di ascende-
re vn'ottaua di sopra della positione D la sol, ma ascendere quello che piace
al Compositore non già di obligo, ma à suo piacere può ascendere di sopra
dalla positione D la sol, hauendo riguardo al canto piano, & alle specie per-
tinenti al tuono, come seguitando intenderai.

Della terminatione in D la sol, farà diuersi effetti, lasciando molte ragio-
ni per essere breue.

Il primo effetto dunque sarà quando il primo Soprano non passarà D la
sol, di necessità bisogna che venga il Soprano nella positione D la sol re; per
che D la sol ripresenta D la sol re; dil che sarà giudicato primo Tuono per-
fetto, perche ritrouasi hauere la perfettione sua dalla positione D la sol re al-
la positione D la sol; altre ragioni si lasciano per essere breue, & vederete o-
gni cosa in figura per ordine dalla parte remissa.
Il secondo effetto sarà quando il primo Soprano passarà D la sol, & ascen
derà nella positione E la, & volendo hauere la perfettione sua, di necessità
l'haurà da discendere nella positione D la sol re; dil che giudicato sarà pri-
mo Tuono perfetto: & la nota, che si ritroua nella positione E la, sarà super-
flua quanto alla perfettione del tuono, come di sopra habbiamo dimostrato:
perche Vltra perfectum nibil datur; ergo male. Hor à questo si risponde,
che lapage 64vIl Tesoro Illuminatoche la nota, ch'è nella positione E la, in tal caso io la concedo senza altro ri-
spetto, per acquistare la Diapente del primo Tuono nascente dalla positio-
ne A la mi re secondo, alla positione E la, per fortificare il tuono della sua
specie maggiore, maggiormente puoi, se la parola chiamasse tal nota.
Hor al proposito nostro D la sol representa D la sol re, dil che sarà primo
Tuono perfetto, & non superfluo in tal caso, come è detto, priuando il Com-
positore, che da lui non sia accettato specie maggiori pertinenti al terzo &
quarto Tuono.
Il terzo effetto sarà d'vn'altra natura, quando il primo Soprano passarà D
la sol, & ascenderà di sopra nella positione F fa ut acquisito, che farà due
note, & verrà nella positione D la sol re, dico che esso concento sarà giudica
to primo Tuono perfetto; perche D la sol representa D la sol re, come è det-
to, & quelle due note di sopra dalla positione D la sol, saranno superflue
quanto al tuono; perche Vltra perfectum nihil datur; ergo male. Ma se le
note fossero chiamate per cagione d'alcuna parola, allhora tali note saranno
concesse; dil che seguitarà, che le note di sopra dette non saranno superflue,
anzi saranno necessarie per conformare le note con le parole, & il tuono ver-
rà commisto perfetto con il quinto.
Il quarto effetto sarà d'vn'altra natura, quando il primo Soprano passarà
D la sol, & ascenderà nella positione G sol re ut acquisito, & verrà nella posi-
tione D la sol re; dico che le note, che sono di sotto di A la mi re secondo, sa-
ranno superflue quanto al tuono; dil che bisogna giudicare il tuono per la
specie minore, cioè con il Diatessaron, qual dice, re mi fa sol, ouero incompo
sito re sol, pertinente al tuono dalla positione D la sol alla positione G sol re
ut acquisito, & il simile dalla positione A la mi re secondo alla positione D
la sol, come appare, re sol: & di più ancor si dice, che douete accettare d'obli-
go la prima specie del Diapente pertinente al primo tuono dalla positione
A la mi re secondo, alla positione E la, come appare, re la, ouero re mi fa sol
la; dil che questo Tuono sarà giudicato primo tuono, per cagione delle spe-
cie imperfetto & misto sarà chiamato; & se le specie saranno poste al contra-
rio, sol re per il Diatessaron, & la re, ouero la sol fa mi re per la Diapente, sarà
giudicato secondo imperfetto, & non primo; altre ragioni si lasciano per es-
se breue. Et auuertiscoui, che nelli sopradetti Tuoni possono descendere
ancora di sotto dalla stanza finale, cioè di sotto dalla positione D la sol re, &
tutte quelle note saranno pertinenti al secondo tuono, & questo solo essem-
pio vi sarà per ammaestramento, hauendo riguardo al canto piano.
Il quinto effetto sarà d'vn'altra natura, quando il primo Soprano passarà
D la sol, & ascenderà in A la mi re acquisito, & descenderà in D la sol re, &
tutte le note che saranno di sotto di A la mi re secondo, saranno superflue
quanto al tuono; & se procederai dalla positione D la sol alla positione A la
mi re acquisito con la specie sua, come appare, re la, ouero re mi fa sol la, &
ancor dalla positione A la mi re secondo alla positione E la, con la sua specie
delpage 65Libro Terzo.65del Diapente, come appare, re la, ouero re mi fa sol la, & ancora con gli Dia-
tessaron re sol, ouero re mi fa sol, dalla positione A la mi re secondo alla po-
sitione D la sol, & il simile Diatessaron dalla positione D la sol alla positio-
ne G sol re ut acquisito, sarà giudicato primo tuono, per cagione delle spe-
cie del primo Tuono, quali sono regnate. Dico adunque sarà chiamato pri-
mo imperfetto, & misto con il secondo perfetto. & se le specie saranno poste
al contrario, come appare, sol re, & la re, ouero composite perfette, ouero
composite imperfette, sarà giudicato secondo tuono perfetto.
Il sesto effetto sarà d'vn'altra natura, quando il primo Soprano passarà D
la sol, & ascenderà in b fa mi acquisito, & descenderà in D la sol re, & tutte
quelle note, che saranno di sotto di A la mi re secōdo saranno superflue quan
to al tuono: nondimeno esse note, quali nascono dalla positione D la sol re
alla positione G sol re ut secondo, saranno al seruigio del primo tuono; dil
che esse note vengono à fortificare il tuono, ma non sono necessarie, anzi su-
perflue quanto al tuono, come è detto. Hor al proposito nostro, se procede-
rai dalla positione D la sol alla positione A la mi re acquisito, con la specie
del Diapente pertinente al primo tuono, come appare, re la, & ancor il Dia-
tessaron re sol dalla positione A la mi re secondo, alla positione D la sol, & il
simile Diatessaron dalla positione D la sol alla positione G sol re ut acquisi-
to, giudicato sarà primo tuono per cagione della specie, che signoreggiano;
dil che imperfetto sarà chiamato & misto con il secondo perfetto; & se le spe
cie del primo tuono non fossero, restarebbe secondo tuono, e misto con il
primo. Maggiormente sarebbe secondo tuono quando le specie fossero po-
ste al contrario, come appare, sol re, per il Diatessaron, & la re per la Dia-
pente. Et auuertiscoui, che gli Diapenti & Diatessaron di sopra nomati, &
ancor in tutta l'opera, sano modo scriuendo, possono essere composite per-
fette, & composite imperfette, & incomposite perfette, secondo l'occorren-
za delle parole, & porre le note conformi alle parole, ouero al sentimento
delle parole; come è stato vsato da gl'ingegni pellegrini, & di continuo è
vsato da Orlando
Lasso, &
Gabriel
Valloni.
M. Orlando Lasso & da M. Gabriel di Valloni Fiamengo, qual ho-
nora la Illustre Casa Gambaresca, & molti altri si lasciano per essere breue,
& sempre bisogna hauere il canto piano per vostro ammaestramento, per-
che egliè la Madre nostra.

Alcuni altri auuertimenti.

Ancora sarà il simil'effetto del Soprano, quando il Compositore farà vno
solo Soprano, sia poi il concento à duoi, à tre, & ancor à quattro, ouero cin-
que voci, & ancor di più come è detto, & cosi à voi sia manifesto in tutti gli
tuoni, come seguitando intenderai più chiaramente.
Cosi ancora se il primo Soprano, ouero vno solo soprano terminarà in E
la, vltima positione dell'esacordo di Guido, & che 'l venga in principio del
concento, ouero nel processo in E la mi secondo, & che non ascenda di sopra
RE lapage 65vIl Tesoro IlluminatoE la, giudicato sarà terzo Tuono perfetto; & se saranno regnate le specie
maggiori, cioè la Diapente & Diatessaron pertinenti al quarto tuono nel so-
pradetto Soprano, giudicato sarà quarto tuono imperfetto. Et più oltre si
dice, se il Soprano ascendesse in F fa ut acquisito commisto, sarà chiamato
con il quinto; & per contrario, se la specie maggiore del sesto tuono regnas-
se, verrà commisto con il sesto, & non quinto.
Cosi ancora se il Soprano, ouero il primo Soprano terminarà in F fa ut ac-
quisito, & che venga nel principio, ouero nel processo del concento in F fa
ut secondo, & che non ascenda di sopra di F fa ut acquisito, sarà giudicato
quinto tuono perfetto, & se ascendesse in G sol re ut acquisito, verrà commi-
sto con il settimo, & se le specie maggiori, cioè il Diapente e il Diatessaron re-
gnassero del sesto tuono, giudicato sarà sesto Tuono imperfetto, & commi-
sto con il settimo; & se la specie maggiore dell'ottauo tuono apparesse, verrà
commisto con l'ottauo, & non settimo.
Cosi ancora se il Soprano, ouero il primo Soprano terminarà in G sol re
ut acquisito, & ch'il venga nel principio, ouero nel processo del concento in
G sol re ut secondo, & che non ascenda di sopra dal G sol re ut acquisito,
giudicato sarà settimo tuono perfetto; & se saranno regnate le specie mag-
giori, cioè la Diapente & Diatessaron pertinenti all'ottauo tuono nel sopra-
detto soprano, giudicato sarà ottauo tuono imperfetto. Et più oltre si dice,
se il Soprano ascendesse in A la mi re acquisito, commisto sarà chiamato con
il primo tuono: & per contrario, se la specie maggiore del secondo tuono re-
gnasse, verrà commisto con il secondo, & non primo.
Cosi ancora se il Soprano, ouero il primo Soprano haurà terminatione in
A la mi re acquisito, & che 'l venga nel principio, ouero nel processo del con-
cento in A la mi re secondo, & che non ascenda di sopra di A la mi re acqui-
sito, giudicato sarà primo tuono perfetto irregolare: & se ascendesse in b fa
di b fa mi acquisito, verrà commisto con il sesto, per cagione della spe-
cie minore, cioè del Diatessaron, qual ritrouasi essere dalla positione b fa
alla positione F fa ut acquisito con queste note, fa mi re ut, per b molle;
verrà commisto dunque con il sesto, come afferma Marcheto Padouano
nel trattatto secondo al cap. quarto. & se ascendesse in mi di b fa mi
acquisito, verrà commisto con il terzo; & se la specie maggiore del quarto
tuono regnasse, verrà commisto con il quarto, & non terzo. Hor al propo-
sito nostro del principio nostro circa del primo tuono, dico che le specie
del secondo tuono regnassero, non primo, ma secondo tuono imperfetto sa-
rà chiamato.

Essempi di tutti gl'effetti del primo Tuono di sopra raccontati per
vostro ammaestramento.

Il primo effetto del primo Tuono perfetto, con la terminatione in
D la sol.
Il secondopage 66Libro Terzo.66
Il secondo effetto del primo Tuono perfetto, con la terminatione in D
la sol, con la concessione della positione E la, senza rispetto alcuno, co-
me è detto.
Il terzo effetto del primo Tuono perfetto, con la terminatione in D la sol,
commisto perfetto per cagione del Diapente pertinente al quinto Tuono,
qual nasce dalla positione F fa ut secondo alla positione C sol fa; dil che ogni
Tuono quando sarà commisto perfetto haurà dentro vna delle specie mag-
giori, come habbiamo dimostrato nell'opera nostra chiamata la Illuminata
nel libro terzo al cap. primo.
Il quarto effetto del primo Tuono imperfetto, & misto imperfetto con il
secondo, con la terminatione in D la sol.
R 2Il quintopage 66vIl Tesoro Illuminato
Il quinto effetto del primo Tuono imperfetto, con la terminatione in D
la sol, & misto con il secondo Tuono perfetto; dunque sarà chiamato primo
Tuono per cagione delle specie, quali signoreggiano.
Il sesto effetto del primo Tuono imperfetto, con la terminatione in D la
sol, & misto con il secondo Tuono perfetto, dunque sarà chiamato primo
Tuono per cagione delle specie, quali signoreggiano.
Il settimopage 67Libro Terzo.67
Il settimo effetto del primo Tuono imperfetto, con la terminatione in D
la sol, & misto con il secondo Tuono perfetto; dunque sarà chiamato primo
Tuono per cagione delle specie quali signoreggiano.
Del settimo effetto la figura vi darà notizia del tutto, per essere cosa faci-
le, hauendo riguardo all'altre figure, & dechiarationi di sopra mostrate,
quali vi sono per ammaestramento.
Dimostratione del secondo Tuono perfetto, con la terminatione in F fa
ut, con la congionta di b quadro giacente, accioche l'arte imiti la natura.
Et le cadenze ordinarie del secondo Tuono saranno D sol re, A re, & A la
mi re primo, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
Cantopage 67vIl Tesoro Illuminato

Dimostratione del secondo Tuono perfetto, con la terminatione
in A la mi re.

Et le cadenze del secondo Tuono saranno D sol re, A re, & A la mi re pri-
mo, con l'ottaue & deriuate loro.

Del terzo & quarto Tuono, con le terminationi
estraordinarie. Cap. XXXIX.

DImostratione del terzo Tuono perfetto, con la terminatione in G
sol re ut, con la congionta di b quadro giacente, accioche l'arte imiti
la Natura.
Et le cadenze del terzo Tuono saranno E la mi primo, mi acuto, &
E la mi secondo, con l'ottaue & deriuate loro.
Cantopage 68Libro Terzo.68

Dimostratione del terzo Tuono perfetto, con la terminatione
in mi acuto.

Et le cadenze ordinarie del terzo Tuono saranno E la mi primo, & mi
acuto, & E la mi secondo, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione del quarto Tuono perfetto, con la terminatione in G sol
re ut, con la congionta di b quadro giacente, accioche l'arte imiti la natura.
Et le cadenze ordinarie del quarto Tuono saranno E la mi primo, mi
graue, & mi acuto, con l'ottaue & deriuate loro.

Dimostratione del quarto Tuono perfetto, con la termina-
tione in mi acuto.

Et le cadenze ordinarie del quarto Tuono saranno E la mi primo, mi
graue, & mi acuto, con l'ottaue & deriuate loro.

Del quinto & sesto Tuono, con le terminationi
estraordinarie. Cap. XL.

DImostratione del quinto Tuono perfetto, con la terminatione in A
la mi re.
Et le cadenze ordinarie del quinto Tuono saranno F fa ut primo, C sol fa
ut, & F fa ut secondo, con l'ottaue & deriuate loro.

Dimostratione del quinto Tuono perfetto, con la terminatione
in C sol fa ut.

Et le cadenze ordinarie del quinto Tuono saranno F fa ut primo, C sol fa
ut, & F fa ut secondo, con l'ottaue & deriuate loro.

Dimostratione del sesto Tuono perfetto, con la terminatione
in A la mi re.

Et le cadenze del sesto Tuono saranno F fa ut, C fa ut, & C sol fa ut, con
l'ottaue & deriuate loro.

Dimostratione del sesto Tuono perfetto, con la terminatione
in C sol fa ut.

Et le cadenze ordinarie del sesto Tuono saranno F fa ut, C fa ut, & C sol
fa ut, con l'ottaue & deriuate loro.

Dell'auuertimento contro d'alcuni Compositori, per cagione della
congionta del b molle posta in mi acuto. Cap. XLI.

HOr alcuni Musici quando compongono alcuni canti per la congion-
ta di b molle posta in mi acuto, volendo fare d'vna sesta minore, &
farla maggiore per andare all'ottaua, ouero altre cose, dimostrano la con-
gionta di b quadro giacente, come appare in b fa mi, la qual cosa à fal-
sa; perche Non datur signum accidentale supra signum accidentale; ergo
male
. Ma quando i Compositori vogliono fare la sesta maggiore, come è
detto, ouero la terza minore per andare all'vnisuono in C sol fa ut, ouero
per altri rispetti, bisogna porre il b quadro come appare in nella positione
b fa, qual è proprio suo luogo; nel che per essere naturale, & posto nel pro-
prio suo luogo, procede il segno accidentale, come dimostra la figura: non-
dimeno egliè introdutta questa abusione di porre questo segno . hor me
ne passo, & io ho detto il mio parere, secondo l'ordine retto della Musica.
Dimo-page 70Libro Terzo.70
Dimostratione del quinto Tuono perfetto, con la Diatessaron estraor-
dinario pertinente al Tuono, & ancor la Diapēte, & terminatione ordinaria.
Et le cadenze ordinarie del quinto Tuono saranno F fa ut primo & secon
do, b fa di b fa mi primo, C sol fa ut, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione del quinto perfetto, con la Diapente & Diatessaron estra-
ordinarij pertinenti al Tuono, & con la terminatione estraordinaria.
Et le cadenze ordinarie del quinto Tuono saranno F fa ut primo & secon
do, b fa di b fa mi primo, C sol fa ut, con l'ottaue & deriuate loro.
S 2Dimo-page 70vIl Tesoro Illuminato
Dimostratione del quinto Tuono perfetto, con la Diapente & Diatessa-
ron estraordinarij pertinenti al quinto Tuono, & con la terminatione estra-
ordinaria.
Et le cadenze ordinarie del quinto Tuono saranno F fa ut primo & secon-
do, b fa di b fa mi primo, C sol fa ut, con l'ottaue & deriuate loro.
Hora la terminatione del quinto & sesto Tuono in A la mi re, la si concede
quando essi Tuoni hauessero quattro parti; dil che la prima parte terminarà
in b fa di b fa mi; la secōda parte potrà terminare in C sol fa ut: la terza par
te in A la mi re; la quarta parte terminarà nella positione ordinaria, cioè in F
fa ut; & hauendo il concento tre parti, la prima parte terminarà in b fa di b
fa mi primo; la seconda terminarà in C sol fa ut; la terza parte terminarà
in F fa ut primo: & se saranno due parti, la prima parte terminarà in b fa di b
fa mi primo, & la seconda terminarà in F fa ut primo positione or-
dinaria. Et nelle dette terminationi estraordinarie il Compositore debbe es-
sere auuertito di accettare sempre quella terminatione, che sarà più conue-
niente alla parola, ouero dittione, hauendo riguardo sempre di conformare
le note con le parole, ouero il sentimento.
Dimostratione del quinto Tuono perfetto, con la Diapente & Diatessa-
ron estraordinarij pertinenti al quinto Tuono, & con la terminatione estra-
ordinaria.
Et le cadenze ordinarie del quinto Tuono saranno F fa ut primo & secon
do, b fa di b fa mi, C sol fa ut, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione del sesto Tuono perfetto, con la Diatessaron estraordina-
rio pertinente al Tuono, & con la terminatione ordinaria.
Et le cadenze ordinarie del sesto Tuono saranno F fa ut primo, C fa ut, b
fa di b fa mi, & C sol fa ut, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione del sesto Tuono perfetto, con la Diatessaron estraordina-
rio pertinente al Tuono sesto, & con la terminatione estraordinaria.
Et le cadenze ordinarie del sesto Tuono saranno F fa ut primo, C fa ut, b
fa di b fa mi primo, & C sol fa ut, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione del sesto Tuono perfetto, con la Diatessaron estraordina-
rio pertinente al sesto Tuono, & con la terminatione estraordinaria.
Et le cadenze ordinarie del sesto Tuono saranno F fa ut primo, C fa ut,
b fa di b fa mi primo, & C sol fa ut, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione del sesto Tuono perfetto, con la Diatessaron estraordina-
rio pertinente al sesto Tuono, & con la terminatione estraordinaria.
Et le cadenze ordinarie del sesto Tuono saranno F fa ut primo, C fa ut,
b fa di b fa mi primo, & C sol fa ut, con l'ottaue & deriuate loro.
Delpage 72Libro Terzo.72

Del settimo & ottauo Tuono, con le terminationi
estraordinarie. Cap. XLII.

DImostratione del settimo Tuono perfetto, con la Diapente estraordi-
nario pertinente al settimo Tuono, & con la terminatione estraor-
dinaria.
Et le cadenze ordinarie del settimo Tuono saranno G sol re ut primo &
secondo, mi acuto, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione del settimo Tuono perfetto, con la Diapente & Dia-
tessaron estraordinarij pertinente al Tuono, & con la terminatione estra-
ordinaria.
Et le cadenze ordinarie del settimo Tuono saranno G sol re ut primo &
secondo, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimopage 72vIl Tesoro Illuminato
Dimostratione del settimo Tuono perfetto, con la Diapente & Dia-
tessaron estraordinarij pertinenti al Tuono, & con la terminatione estra-
ordinaria.
Et le cadenze del settimo Tuono saranno G sol re ut primo & secondo,
D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione dell'ottauo Tuono perfetto, con duoi Diapenti & vno
Diatessaron estraordinario pertinente al Tuono, & con la terminatione
estraordinaria.
Et le cadenze ordinarie dell'ottauo Tuono saranno G sol re ut primo,
D sol re, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
Et la positione C fa ut la si concede per gratia all'ottauo Tuono, per ac-
quistare la Diapente pertinente al Tuono, senza rispetto alcuno, come dimo
stra la figura di sopra detta, & il simile saranno nelli altri duoi seguenti.
Dimo-page 73Libro Terzo.73
Dimostratione dell'ottauo Tuono perfetto, con vno Diapente, & vno
Diatessaron estraordinarij pertinenti al Tuono, & con la terminatione estra
ordinaria in C sol fa ut.
Et le cadenze ordinarie dell'ottauo tuono saranno G sol re ut primo, D
sol re, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.
Dimostratione dell'ottauo Tuono perfetto, con duoi Diapenti, & vno
Diatessaron estraordinario pertinente al Tuono, & con la terminatione
estraordinaria.
Et le cadenze ordinarie dell'ottauo Tuono saranno G sol re ut primo, D
sol re, & D la sol re, con l'ottaue & deriuate loro.

Auuertimenti per cortesia circa delle terminationi
estraordinarie.

Hora dico, che nelle terminationi estraordinarie sono posti, quando 'l con
cento sarà in due parti diuiso, ouero più, hauendo riguardo il Compositore
Tsemprepage 73vIl Tesoro Illuminatosempre di fare terminare le prime parti in esse terminationi estraordinarie
per consiglio, & ancor per debito, pigliando sempre quella terminatione,
che sarà più accomoda alla parola, ouero dittione, & nel fine del concen-
to il Compositore sarà dalla ragione costretto di fare terminare il concento
nel luogo suo ordinario.

In che modo il Compositore volendo fare due parti, ouero più in
vno concento; se tutte dua le parti debbono terminare nel luo-
go ordinario, ò no, con alcune dechiarationi. Cap. XLIII.

HOra in questo capitolo haueremo à dimostrare se tutte dua le parti
debbono terminare nel luogo suo ordinario, ò nò, pigliando per no-
stro ammaestramento il Canto piano, il quale è la Madre nostra: a benche nō
pochi Musici habbiano fatto terminare le prima, seconda, & terza parte nel
luogo suo ordinario, com'appare, Cùm natus esset Iesus, à cinque voci di M.
Morales con tre parti. Dixit Iesus Discipulis suis: Modicū & iam non videbi-
tis me di M. Iachetto. O beatum Pontificem di M. Giouanni Liritier: dil che
tutte le parti delli sopranomati Musici hanno le terminationi ordinarie; &
molti altri, quali si lasciano per essere breue. Dico dunque volendo il Com-
positore hauere per fondamento il Canto fermo, come tutti siamo obligati
abbracciare, come sarebbono Introiti, Graduali, Alleluia, Responsorij, &
simili; dil che essendo gli sopra canti piani, ò vuoi dire fermi capi, i quali ten-
gono gli principati delli tuoni, come habbiamo detto nell'opera nostra chia
mata la Illuminata de tutti gli Tuoni di Canto fermo, nel libro terzo, al ca-
pitolo xx. il che seguiterà, che i Salmi de gl'Introiti, & i versi delli Graduali,
& de gl'Alleluia, & Responsori sono membri: nel che essendo la prima parte
del concento in luogo, che representa l'Introito, ò Graduale, ò Alleluia, oue-
ro Responsorio, qual tiene il principato del tuono; seguitarà che essa prima
parte del concento debbe terminare nel luogo suo ordinario, secondo il vo-
lere delli sopranomati Musici, hauendo per fondamento il Canto piano; se-
guitarà dunque che la prima parte sempre debbe terminare nel luogo ordi-
nario: cosi ancor la seconda parte, ouero più possono terminare nelli luoghi
estraordinarij, hauendo per fondamento il canto fermo, pigliando regola
da gl'infrascritti, cioè Introiti, Graduali, & altre cose, come apparono, pre-
tendendo alla breuità.

Del primo Tuono.

  • L'Introito delle Ceneri è primo Tuono, & il Salmo ha terminatione in
    A la mi re.
  • L'Introito Rorate celi, nella quarta feria delle Tempore dell'Auuento di
    Christo benedetto, è primo tuono, & il Salmo ha terminatione in F fa ut.Gradualepage 74Libro Terzo.74
  • Graduale, Benedicam Dominum in omni tempore, nella terza Domeni-
    ca doppo la Pentecoste ritrouasi essere primo Tuono irregolare, qual hà
    terminatione in A la mi re, & il verso ha terminatione in G sol re ut, & ab-
    bassando ogni cosa per quinta verrà la terminatione in D sol re per il Gra-
    duale; & per il verso in C fa ut.

Del terzo Tuono.

  • L'Introito Dum clamarem, nella feria quinta doppo le Ceneri è terzo
    Tuono, & il Salmo ha terminatione in A la mi re.
  • L'Introito In nomine Domini, nella feria quarta doppo la Domenica del
    le palme, è terzo Tuono, & il Salmo ha terminatione in G sol re ut.
  • Alleluia della Domenica quarta dell'Auuento, è terzo Tuono, & il verso
    ha terminatione in D sol re.
  • Alleluia, Adducentur Regi virgines post eam, delle Vergini, è terzo Tuo-
    no imperfetto d'vn Tuono, & il verso descende in A re, & la terminatione
    del verso ritrouasi essere in D sol re.

Del quarto Tuono.

  • L'Introito Reminiscere nelle quattro Tempore della Quaresima, è quar-
    to Tuono, & il Salmo ha terminatione in F fa ut.
  • Antifona della Domenica al vespro fidelia, in mandatis, sono del quarto
    Tuono, & gli Salmi, per essere membri, come già detto, hanno le termina-
    tioni in G sol re ut.
  • Antifona nella Domenica decimaottaua doppo la Pentecoste al Magni-
    ficat. Tulit ergo paraliticus, è quarto Tuono, & il Salmo, ò vuoi dire il secu-
    lorum ha terminatione in A la mi re.

Del quinto Tuono.

  • L'Introito Circundederunt me è quinto Tuono, & il Salmo ha termina-
    tione in A la mi re, & il simile introito Laetare Hierusalem.
  • Antifona nelle laude della prima Domenica dell'Auuento, Ecce Domi-
    nus veniet, è quinto tuono, & il seculorum ha terminatione in C sol fa ut.

Del sesto Tuono.

  • Graduale, Ergo dixi Domine, nella prima Domenica doppo la Penteco-
    ste ritrouasi essere sesto Tuono, & il verso ha terminatione in A la mi re.

Del settimoTuono.

  • L'Introito, Populus Sion, nella seconda Domenica dell'Auuento, è setti-
    mo Tuono, & il Salmo ha terminatione in D la sol re, & il simile introto
    Puer natus nobis, della Natiuità di Christo benedetto.
    T 2Antifonapage 74vIl Tesoro Illuminato
  • Antifona Assumpta est Maria, è settimo Tuono, & il seculorum ha termi-
    natione in A la mi re.
  • Antifona Argentum & aurum, di Santo Pietro & Paolo, è settimo tuono,
    il seculorum ha terminatione in mi acuto.
  • Antifona Misit Dominus di Santo Pietro & Paolo, è settimo tuono, & il
    seculorum ha terminatione in C sol fa ut.

Dell'ottauo Tuono.

  • Antifona del secondo vespro delli Apostoli, Collocet eum, & il simile
    Euntes ibant, sono dell'ottauo Tuono, & i seculorum hanno le terminatio-
    ni in C sol fa ut.

Contra al cap. di sopra detto, & à che effetto sono dimostrate di-
uerse terminationi estraordinarie d'ogni Tuono, con
alcuni auuertimenti. Cap. XLIIII.

DA molti Musici è stato vsato à fare terminare la prima parte nel luogo
ordinario, come è detto nel cap. di sopra, seruando il modo del canto
piano, & il simile la seconda parte; nel che non sempre il membro del Canto
fermo non ha la terminatione ordinaria, come nel cap. di sopra è dimostra-
to, & tali terminationi sono procedute per le specie maggiori, che sono ri-
trouate nel membro, non per questo il Compositore debbe fare terminare
la seconda parte nel luogo estraordinario: auegna che nella seconda parte si
ritrouasse alcune specie maggiori non pertinenti al Tuono, che per forza del
le parole fosse sforzato il Compositore d'accettare esse specie; & di quì na-
sce, ch'il Compositore auanti che incominci à comporre, debbe essaminare
ben le parole, qual Tuono chiamano, & sforzarsi di non porre nell'vltima
parte specie maggiori non pertinenti al Tuono. Dico dunque quando il
Compositore hauesse accettato alcune specie non pertinenti al Tuono, co-
me è detto, non per questo debbe fare terminare la seconda parte nel luogo
estraordinario, come già ha fatto il Canto fermo; perche Omnis regula pa-
titur exceptionem
. Ma ben debbiamo accostarsi alla sacra Scrittura, qual di-
ce, Omnis laus in fine canitur. Et ancora il Filosofo, qual dice, In cunctis re-
bus non principijs, sed terminationibus attribuitur
. & se sarà necessario à por
re le specie maggiori per cagione delle parole, tali specie maggiori, ò minori
d'vn tuono causaranno la commistione maggiore, ò minore imperfetta, &
dare la terminatione ordinaria all'vltima parte del tuono. Hor adunque per
le ragioni di sopra dette, il Compositore debbe fare terminare l'vltima parte
del suo concento nel luogo suo ordinario; & di quì nasce, che sono dimo-
strate diuerse terminationi estraordinarie d'ogni Tuono, accioche il Com-
positore possa fare terminare di necessità la prima parte, & ancor l'altre
partipage 75Libro Terzo.75parti nel luogo estraordinario, & accettare quella terminatione, ch'al Com-
positore piace, hauendo sempre riguardo alle parole, & accettare quella ter-
minatione che à loro gli conuiene, & l'vltima parte debbe sempre termina-
re nel luogo suo ordinario, & cosi à voi sia manifesto in tutti i Tuoni; & quan-
do il concento sarà di tre, ouero quattro parti, si concede per cortesia, che la
prima parte possa terminare nel luogo ordinario. Et più oltre si dice, che se
l'vltima parola, ouero il sentimento d'essa parola della prima parte chiamas-
se la terminatione ordinaria, allhora si concede douersi accettare essa termi-
natione ordinaria; & cosi à voi sia manifesto in tutti gli Tuoni di qual sorte
si voglia.

Della quantità delli Tuoni secondo l'opinione d'alcuni Musici,
con la risposta data ad essi Musici per cortesia.
Cap. XLV.

MOlti Musici hanno openione, che nel Monacordo si ritrouano dodici
Tuoni: a quali openioni son contrario, & dico, che gli Tuoni sono
quattordeci, & ogni tuono può essere composto almeno d'vna quarta mino
re, & per essere composto d'vna delle due, & non di manco sarà chiamato
tuono, & mancando, non sarebbe tuono. Hor al proposito nostro, lasciare-
mo gli otto tuoni, quali hanno le terminationi in D E F G, quali sono chia-
mati tuoni regolati. Hor restaci l'altre tre lettere, quali sono A C, dil che
hauranno da essere occupati dalli sei tuoni, quali saranno chiamati tuoni ir-
regolari: A benche in queste tre lettere, come appare A C, da questi so-
pranomati Musici, hanno lasciato fuora la lettera , come cosa che non sia
al mondo: la qual cosa molto me dispiace, perché Deus & natura nihil agūt
frustra: ergo male
. Hor adunque pigliaremo il Canto fermo la maggior par
te per nostro fondamento, & con altri essempi & dimostrationi, che nella po
sitione A la mi re primo haurà terminatione il nono & decimo tuono, il no-
no tuono perfetto, come appare nella post communione, Passer inuenit sibi
domum & turtur nidum, come dimostra il Canto piano per il libro scritto
in carta pecorina & antico, visto & letto in Venetia, & per gratia del Signor
Iddio esso libro ritrouasi nelle nostre mani, per poter mostrare al commun
grido, & per mia consolatione. Il decimo tuono, come appare nel Graduale,
Exultabunt Sancti in gloria, come dimostra nel libro di sopra detto, & il si-
mile nel Graduale Dispersit dedit pauperibus. In mi acuto haurà termina
tione l'vndecimo & duodecimo tuono: l'vndecimo tuono, come appare, nel
la postcommunione Dominus virtutum, ascende in mi sopr'acuto, & de-
scende in G sol re ut primo, & ritrouasi hauere la terminatione in mi acu-
to; la qual postcommunione ritrouasi essere nella feria seconda doppo la Do
menica di passione. Il duodecimo tuono, come appare nell'offertorio, Do-
minepage 75vIl Tesoro Illuminatomine fac mecum misericordiam tuam, ritrouasi hauere la terminatione in
mi acuto, & ascende nella positione E la mi secondo, & descende in E la
mi primo; qual offertorio ritrouasi essere nella feria quarta doppo la Dome
nica terza di Quaresima; & il simile nell'offertorio Eripe de inimicis meis
Domine, qual ritrouasi hauere la terminatione in mi acuto, & ascende in
E la mi secondo, & descende in D sol re, come appare nel libro ut supra. ho-
ra in questi duoi offertori gli sono duoi bellissimi secreti, & per essere breue
si lasciano nella penna. Hora si dimostrarà vna figura dalla parte remissa,
come appare.
Dil che Lettore mio benegno, tu non puoi negare, che essa figura non sia tuo
no; perche essa figura ritrouasi essere composta d'vna delle dua; il che sarà
chiamato duodecimo Tuono imperfetto. Et più oltre si dice, che siamo libe-
ri di fare gli tuoni perfetti & imperfetti, come dimostra il canto piano. &
ancor si dice, che la sopradetta figura, il Compositore potrà ancora porre
nel suo concento, & accomodare per vn canto fermo, hauendo sempre ri-
guardo alle regole date di sopra, conformando le note con le parole, & altre
cose, come è detto. Adunque Lettore mio benegno per le dimostrationi di
sopra nomati, il mi acuto, qual appresso d'alcuni Musici non si trouaua al
Mondo, & da noi con il fauore del Signor Iddio l'habbiamo trouato, & da-
to l'honore che à lui gli conuiene; il che non si debbe cosi sommergere le
lettere à suo piacere, & senza ragione alcuna; perche esse lettere A C D E
F G sono state ritrouate per seruirsene à luoghi & tempi; perche Deus & na-
tura nihil agunt frustra: ergo male. Hor seguita la positione C sol fa ut, qual
haurà la terminatione il terzodecimo & quartodecimo tuono. Hora il ter-
zodecimo tuono, come appare nell'Alleluia, Felix es sacra Virgo Maria, ri-
trouasi hauere terminatione in C sol fa ut, & ascende in C sol fa, & ha princi-
pio in G sol re ut primo, come appare nel libro vt sopra. Il quartodecimo
tuono, come dimostra nell'Introito Dicit Dominus: Ergo cogito cogitatio-
nes pacis, ritrouasi hauere la terminatione in C sol fa ut, & ascende in G sol
re ut secondo, & descende in F fa ut primo, sarà chiamato quartodecimo
tuono, & il Salmo del sesto tuono chiaro come il Sole, come appare nel libro
vt sopra; & il simile nell'offertorio Ego clamaui, quoniam exaudisti me, ritro
uasi hauere la terminatione in C sol fa ut, & ascende in A la mi re secondo,
& descendepage 76Libro Terzo.76& descende in A la mi re primo, come appare nel libro vt supra. Adunque
seguitarà che gli Tuoni sono quattordeci, & non dodeci, come molti dico-
no; & la maggior parte delli tuoni di sopranomati, che dall'irregolarità chia
mati, sono ridotti nella regolarità, come ogn'ingegno pellegrino può vede-
re nelli libri Ecclesiastici secondo la Romana Chiesa; & à noi sodisfa hauerli
visti per mia giustificatione, & sodisfatione del commun grido à terminare
nelle presenti lettere A C, & nel Monacordo non habbiamo altro che le
sette lettere, come appare D E F G A C.

Contra al cap. di sopra detto, nel qual habbiamo prouato, che sono
quattordeci Tuoni: & in questo per cortesia haueremo à dimo
strare, che sono altro, che gl'otto Tuoni regolati. Cap. XLVI.

HOra ritrouasi nel Monacordo altro che le sette lettere, come appare,
D E F G A C, nel che gli nostri antichi Musici sono stati huomini
di grande consideratione, per tanto hanno dimostrato, che non è altro, che
gl'otto Tuoni, quali hanno la terminatione in D E F G, quali tuoni sono
chiamati tuoni regolati; & per compire il numero delle sette lettere, le altre
tre à loro seguenti, come appare A C, che fossero occupate; perche Deus
& natura nihil agunt frustra
. Nel che da loro fu terminato, che il primo &
secondo tuono hauessero terminatione in A acuto; il terzo & quarto tuono
hauessero terminatione in mi acuto; il quinto & sesto tuono hauessero ter
minatione in C acuto: quali tuoni sono chiamati tuoni irregolari, perche vi-
uono sotto all'ombra delli autentici, & ancora perche esse lettere A C
sono confinalità delli Diapenti delli tuoni autentici. Et più oltre si dice, che
la irregolarità nasce dalla regolarità; & ancor si dice, che la irregolarità si
può ridurre alla regolarità, abbassando ogni tuono vna quinta verranno nel
la compositione giusta delli tuoni autentici. Et più oltre si dice, che siamo
obligati per ogni ragione di ridurre le imperfettioni alle perfettioni, cioè la
irregolarità alla regolarità. Hor per le ragioni di sopra nomate seguitarà che
non sono altro che gl'otto tuoni regolati; & quando gli tuoni irregolari non
deriuassero dalli regolari, & che non si potessero ridurre alla regolarità, al-
lhora me accostarebbe alli loro intelletti: & questo che si dice egliè per mo-
do d'arguire per cortesia per stare allegri. Hor potrebbono dire alcuni Mu-
sici, che le tre lettere, come appare A C, sono dunque superflue. Hora di-
coui, che à questo da noi sarà data piena risposta, che le tre lettere A C
non sono superflue, perche Deus & natura nihil agunt frustra; anzi sono ne-
cessarie, perche quando 'l Compositore haurà terminato nell'idea sua di fare
vno concento con due parti. la prima parte dunque haurà da terminare vna
quinta di sopra della terminatione ordinaria, & la seconda parte haurà da ter
minare nella positione ordinaria. Adunque le sopradette tre lettere non sono
superflue, anzi sono necessarie; altre ragioni si lasciano per essere breue.
Contrapage 76vIl Tesoro Illuminato

Contra all'openioni d'alcuni Musici per cortesia, dicendo il parere
nostro circa il nono e decimo Tuono, e ancora dell'vndeci-
mo et duodecimo Tuono, quali dicono hauere le terminationi
in A la mi re primo, & in C sol fa ut. Cap. XLVII.

ALcuni Musici dicono, che per la variatione delli Diatessaron & Dia-
penti causano diuersi Tuoni appartati, cioè fanno il nono & decimo
tuono, & il simile l'vndecimo & duodecimo tuono; la qual cosa à me non
piace, dicendo il parere nostro, saluando sempre l'honore à tutti. Hora dico,
che à causare vn tuono, di necessità bisogna dimostrare la Diapente, & la
Diatessaron. Et perche habbiamo dalla Schola Musicale, ch'ogni volta, che
trouiamo nel Monacordo re mi fa sol la, sempre sarà prima specie del Dia-
pente pertinente al primo tuono, & per contrario la sol fa mi re, sarà sempre
al seruigio del secondo tuono.
Cosi ancora trouando nel Monacordo mi fa sol re mi, sempre sarà secon-
da specie del Diapente pertinente al terzo tuono, & per contrario mi la sol
fa mi, sarà al seruigio del quarto tuono.
Ancor trouando nel Monacordo fa sol re mi fa, sempre sarà terza specie
del Diapente pertinente al quinto tuono, & per contrario, fa mi la sol fa, sarà
al seruigio del sesto tuono.
Cosi ancora trouando nel Monacordo vt re mi fa sol, sempre sarà quarta
specie del Diapente pertinente al settimo tuono, & per contrario sol fa mi re
ut, sarà al seruigio dell'ottauo tuono. Hor ritrouasi la Diapente hauere quat-
tro specie, & la Diatessaron ritrouasi hauere tre specie; dico dunque se gli
Diatessaron sono cagione della variatione delli tuoni, seguitarebbe che sa-
rebbe di manco la proportione sesquialtera, come appare 3 à 2, che non è la
proportione sesquiterza, come appare 4 à 3, la qual cosa è falsa: perche la
sesquialtera proportione 3 à 2 è maggiore, nella qual proportione nasce la
Diapente, ò vuoi dire quinta. Essendo adunque maggiore proportione la
sesquialtera, che non è la sesquiterza, nella qual proportione nasce il Diates-
saron minore. adunque seguitarà che il Diatessaron non può variare la na-
tura del tuono, come vogliamo dimostrare. Hora volendo formare il nono
tuono, di necessità bisogna accettare la prima specie del Diapente, qual na-
sce dalla positione A la mi re primo alla positione E la mi secondo, con que-
ste note, re mi fa sol la, compositione del primo tuono; & la seconda specie
del Diatessaron nascente dalla positione E la mi secondo alla positione A la
mi re secondo con queste note, mi fa sol la. Adunque seguitarà che non può
essere chiamato nono tuono: ma ben sarà chiamato d'ogni ragione primo
tuono regolare; perche le specie compongono il tuono: & la maggior spe-
cie, quale è la Diapente pertinente al primo tuono, qual dice, re mi fa sol la.
dil che la maggior specie supera la minore, & tiene il principato del Tuono;
datopage 77Libro Terzo.77dato che la sesquialtera, & la sesquiterza siano tutte dua eiusdem generis,
non seguitarà per questo che le proportioni di sopra nomate siano eguali,
anzi sono differenti intra loro, come ogn'ingegno Arithmetico può vedere;
perche non sono esse proportioni eiusdem speciei, ma quando fossero eius-
dem speciei
, allhora sarebbono eguali. adunque la Diapente, ò vuoi dire
quinta, sarà maggiore, che non è la Diatessaron, ò vuoi dire quarta minore;
seguitarà dunque che la Diatessaron non può variare la natura del tuono;
ma si ben la Diapente, per essere maggiore: dil che ogni volta, che si troua-
rà intra due positioni re mi fa sol la, sempre sarà al seruigio del primo tuono,
& per contrario la sol fa mi re, sempre sarà al seruigio del secondo Tuono: &
questo solo essempio vi sarà per ammaestramento in tutti gli tuoni, seruan-
do l'ordine delle specie appartate pertinenti alli Tuoni. Adunque il Diates-
saron non può variare la natura del Tuono. Hor seguitarà che sarà primo
tuono regolato, & il nono tuono non haurà luogo in A la mi re, né meno
debbe essere nomato nella Schola Musicale; & la positione A la mi re la s'è
sdegnata vedendo le presontioni del nono & decimo tuono à volere allog-
giare in essa positione; perche ritrouasi essere gente noua, che non hanno re-
gola, nè fermezza; dil che sono chiamati tuoni vagabondi, ò vuoi dire pelle-
grini: nel che essa positione A la mi re non si troua nel Monacordo, è fuggita
con il primo & secondo Tuono; perche ha paura de simili nationi, Cum ma-
bis pacem habeto
, lontano.
Cosi ancor volendo formare il decimo Tuono, di necessità bisogna piglia
re l'interuallo della prima specie del Diapente riuoltata al contrario, nascen
te dalla positione E la mi secondo alla positione A la mi re primo con que-
ste note, la sol fa mi re, qual interuallo appartiene al secondo tuono; & anco-
ra accettare la seconda specie del Diatessaron riuoltata al contrario nascen-
te dalla positione A la mi re primo alla positione E la mi primo con queste
note la sol fa mi. dico dunque che non sarà chiamato decimo tuono; ma ben
sarà chiamato secondo tuono regolato, perche la specie compone il tuono:
& la maggior specie del tuono, quale è la Diapente, è pertinente al secondo
tuono, qual dice, la sol fa mi re: dil che la maggior specie supera la minore.
adunque seguitarà che sarà chiamato secondo tuono regolato, & il decimo
tuono da loro chiamato andarà cantando per monti & selue, non trouando
luogo d'accostarsi per hauer riposo.
Cosi ancora volendo fare l'vndecimo Tuono, qual ha terminatione in C
sol fa ut, di necessità bisogna accettare la quarta specie del Diapente nascen-
te dalla positione C sol fa ut alla positione G sol re ut secondo con queste
note vt re mi fa sol compositione del settimo tuono; & della terza specie del
Diatessaron nascente dal G sol re ut secondo alla positione C sol fa, con que
ste note, vt re mi fa. adunque non può essere chiamato vndecimo tuono; ma
ben sarà da noi chiamato settimo tuono regolato; perche la specie compo-
ne il tuono, & la maggior specie del tuono, qual è la Diapente è pertinente
Val settimopage 77vIl Tesoro Illuminatoal settimo Tuono, qual dico, vt re mi fa sol; dil che la maggior specie supera
la minore. adunque il Diatessaron non può variare la natura del tuono. Hor
seguitarà che sarà chiamato settimo Tuono regolato, & l'vndecimo tuono
da loro chiamato andarà nauigando per il mare infin'à tanto, che la Naui-
cella, & i remi verranno almeno: dil che il fin suo sarà nel profondo del Ma-
re, gridando Aiutatemi, e niuno gli potrà dar'aiuto, nè fauore per la profon-
dità dell'acqua, & il poueretto restarà soffocato.
Cosi ancor volendo formare il duodecimo tuono, qual ha terminatione
in C sol fa ut, di necessità bisogna accettare l'interuallo della quarta specie
del Diapente riuoltata al contrario, nascente dalla positione G sol re ut se-
condo alla positione C sol fa ut con queste note, sol fa mi re ut, compositione
dell'ottauo tuono, & della terza specie del Diatessaron riuoltata al contrario,
nascente dalla positione C sol fa ut alla positione G sol re ut primo, cō queste
note, fa mi re ut. adunque non può essere chiamato duodecimo tuono; ma
ben sarà da noi chiamato ottauo tuono regolato; perche la specie compone
il Tuono, & la maggior specie supera la minore. Adunque il Diatessaron
non può variare la natura del tuono, hor seguitarà che sarà chiamato ottauo
tuono, & il duodecimo tuono da loro chiamato è andato alla ripa del mare
chiamando il suo Signore, che lo volesse aiutare; nol che essendo l'vndecimo
tuono soffocato dal mare, non gli ha potuto dar fauore: & se l'vndecimo tuo
no non si ha potuto aiutare come Signore, meno ha potuto aiutare il suo ser
uo. Hora vedendo il poueretto duodecimo tuono, che non ha potuto haue-
re aiuto dal suo Signore, come disperato s'è gittato nel Mare, & del corpo
suo n'è fatto pastura alla Balena.
Hor dunque per le ragioni di sopra raccontate non possono essere nomati
da alcuni Musici gli sopradetti Tuoni, cioè il Nono, Decimo, l'Vndecimo &
Duodecimo Tuono. Ecco le figurationi delli Tuoni di sopra nommati se-
condo il parere nostro.

Compositione del primo & secondo Tuono,
come dimostra la figura.

Et da noi saranno chiamati Tuoni Misti.
Compositionepage 78Libro Terzo.78

Compositione del settimo & ottauo Tuono,
come dimostra la figura.

Et di quì nasce, che si troua tre sorti di Mistione; hor adunque la terza mi-
stione da noi aggionta sarà chiamata Mistione maggiore, per cagione delle
specie minori, quali compongono gli tuoni.

Della compositione de gl'otto Tuoni regolati, quali andaranno fuo-
ri della Mano la maggior parte di loro dalla parte remissa, con
la terminatione loro, posti à complacenza. Cap. XLVIII.

DA molti Musici son stato pregato, ch'io volesse porre gl'otto Tuoni
regolati, quali andassero fuora della Mano; & io che son nato per fare
appiacere, non posso mancare di quel tanto, che la natura mi sporge, dato
che sia l'infimo, che si troua nella Schola Musicale ho preso tal fatica per so-
disfarli in parte, non per superbia, nè meno per ambitione, ma per cortesia;
& con breuità saranno posti. Gli Tuoni dunque gli vederete per ordine dal-
la parte remissa, & saranno chiamati Tuoni regolati, & la maggior parte di
loro andaranno fuora della Mano dalla parte remissa per le positioni acqui-
site à corrispondenza dell'ottaue loro dalla parte intensa; & di quì nasce, che
si pongono le regole in luce per quelli, che non hanno tal'intelligenza.

Compositione del primo Tuono regolato, come appare.

Terminatione del primo Tuono regolato.

V 2Et lapage 78vIl Tesoro Illuminato
Et la prima nota della compositione ritrouasi essere nella positione D so
re acquisito.
Et le figurationi con le cadenze loro saranno quelle istesse, che si ritroua-
no nell'ottaue loro dalla parte intensa al cap. XXXVII. del primo libro.

Compositione del secondo Tuono regolato, come appare.

Terminatione del secondo Tuono regolato.


Et l'vltima nota della compositione ritrouasi essere nella positione A la
mi re acquisito.

Compositione del terzo Tuono regolato, come appare.

Terminatione del terzo Tuono regolato.

Et la prima nota della compositione ritrouasi essere nella positione E la
mi acquisito.
Composi-page 79Libro Terzo.79

Compositione del quarto Tuono regolato, come appare.

Terminatione del quarto Tuono regolato.

Et l'vltima nota della compositione ritrouasi essere nella positione mi
acquisito.

Compositione del quinto Tuono regolato, come appare.

Terminatione del quinto Tuono regolato.

Et la prima nota della compositione ritrouasi essere nella positione F fa
ut acquisito.

Compositione del sesto Tuono regolato, come appare.

Termi-page 79vIl Tesoro Illuminato

Terminatione del sesto Tuono regolato.

Et l'vltima nota della compositione ritrouasi essere nella positione C fa
ut acquisito.

Compositione del settimo Tuono regolato, come appare.

Terminatione del settimo Tuono regolato.

Compositione dell'ottauo Tuono regolato, come appare.

Terminatione dell'ottauo Tuono regolato.

Et l'vltima nota della compositione ritrouasi essere nella positione D sol
re acquisito.
D'alcunipage 80Libro Terzo.80

D'alcuni altri otto Tuoni regolati, quali saranno chiamati la
maggior parte di loro misti di compositione, con le terminationi
loro, posti à complacenza. Cap. XLIX.

HOra Lettore mio benegno vederete alcuni altri Tuoni regolati dalla
parte remissa, quali il numero di loro saranno otto, & da noi saranno
chiamati la maggior parte di loro Misti, per cagione della compositione lo-
ro, perche saranno composti di specie naturali & accidentali, & alcuni di lo-
ro saranno accidentali, & vna parte di loro ancora andaranno fuora della
Mano dalla parte remissa per le positioni acquisite à corrispondenza del-
l'ottaue, loro dalla parte intensa, & più chiaramente vi dimostraranno le fi-
gurationi per essere breue.
Et il Compositore potrà à suo piacere fare tenere il principato del Tuono
la parte del Basso, procedendo sempre con le specie pertinenti al Tuono.

Compositione del primo Tuono regolato & misto.

Terminatione del primo Tuono regolato.

Compositione del secondo Tuono regolato & misto.

Terminatione del secondo Tuono regolato.

Et l'vltima nota della compositione ritrouasi essere nella positione D sol
re acquisito.
Compo-page 80vIl Tesoro Illuminato

Compositione del terzo Tuono regolato & misto.

Terminatione del terzo Tuono regolato.

Compositione del quarto Tuono regolato & misto.

Terminatione del quarto Tuono regolato.

Et l'vltima nota della compositione ritrouasi essere nella positione E la
mi acquisito.

Compositione del quinto Tuono regolato, & tutto accidentale.

Terminatione del quinto Tuono regolato.

Compo-page 81Libro Terzo.81

Compositione del sesto Tuono regolato, & tutto accidentale.

Terminatione del sesto Tuono regolato.

Et l'vltima nota della compositione ritrouasi essere nella positione F fa
ut acquisito.

Compositione del settimo Tuono regolato & misto.

Terminatione del settimo Tuono regolato.

Compositione dell'ottauo Tuono regolato & misto.

Terminatione dell'ottauo Tuono regolato.

XDellapage 81vIl Tesoro Illuminato

Della compositione de gl'otto Tuoni regolati, quali andaranno fuo-
ra della mano vna parte di loro dalla parte intensa, con le ter-
minationi loro, come dimostraranno le figure dalla parte remissa
vederete ogni cosa per ordine, posti à complacenza. Cap. L.

ET le parti delli Soprani potranno tenere il principato del Tuono à com-
placenza delli Compositori.

Compositione del primo Tuono regolato.

Terminatione del primo Tuono regolato.

Compositione del secondo Tuono regolato.

Terminatione del secondo Tuono regolato.

Compositione del terzo Tuono regolato.

Terminatione del terzo Tuono regolato.

Compo-page 82Libro Terzo.82

Compositione del quarto Tuono regolato.

Terminatione del quarto Tuono regolato.

Compositione del quinto Tuono regolato.

Terminatione del quinto Tuono regolato.

Et l'vltima nota della compositione ritrouasi essere nella positione F fa
ut acquisito.

Compositione del sesto Tuono regolato.

Terminatione del sesto Tuono regolato.

X 2Compo-page 82vIl Tesoro Illuminato

Compositione del settimo Tuono regolato.

Terminatione del settimo Tuono regolato.

Et l'vltima nota della compositione ritrouasi essere nella positione G sol
re ut acquisito.

Compositione dell'ottauo Tuono regolato.

Terminatione dell'ottauo Tuono regolato.

Espediti gl'otto Tuoni regolati naturali, & nel cap. seguente vederete an-
cor altri otto Tuoni regolati, misti di compositione, cioè saranno composti
di specie naturali, & accidentali per vostra consolatione, posti à cōplacenza.

Ancora dimostraremo la compositione de gl'otto Tuoni regolati,
quali andaranno fuora della mano la maggior parte di loro dal
la parte intensa, con le terminationi loro, come dimostraranno le
figure dalla parte remissa poste à complacenza, & vederete
ogni cosa per ordine. Cap. LI.

ET le parti delli Soprani potranno tenere il principato del Tuono à com
placenza delli Compositori.
Compo-page 83Libro Terzo.83

Compositione del primo Tuono regolato & misto.

Terminatione del primo Tuono regolato.

Et l'vltima nota della compositione ritrouasi essere nella positione G so
re ut acquisito.

Compositione del secondo Tuono regolato & misto.

Terminatione del secondo Tuono regolato.

Compositione del terzo Tuono regolato & misto.

Terminatione del terzo Tuono regolato.

Et l'vltima nota della compositione ritrouasi essere nella positione A la
mi re acquisito.
Composi-page 83vIl Tesoro Illuminato

Compositione del quarto Tuono regolato & misto.

Terminatione del quarto Tuono regolato.

Compositione del quinto Tuono regolato accidentale.

Terminatione del quinto Tuono regolato.

Et l'vltima nota della compositione ritrouasi essere nella positione b fa
di b fa mi acquisito.

Compositione del sesto Tuono regolato accidentale.

Terminatione del sesto Tuono regolato.

Compo-page 84Libro Terzo.84

Compositione del settimo Tuono regolato, & misto.

Terminatione del settimo Tuono regolato.

Et l'vltima nota della compositione ritrouasi essere nella positione C sol
fa ut acquisito.

Compositione dell'ottauo Tuono regolato & misto.

Terminatione dell'ottauo Tuono regolato.

Hor Lettore mio benegno, crederò che in parte da me sarai sodisfatto
delli sopradetti Tuoni, auegna ch'io non habbia posto tutto quello, ch'il tuo
intelletto desideraua, perche ho pretenduto alla breuità : nondimeno con
il tuo ingegno potrai trouare quello che da me è stato lasciato, per essere
breue: il che conosco la tua cortesia, che d'ogni poco vi contentate, & ha-
uerai il tuo Illuminato per iscusato.

In qual positione della Mano debbe cominciare il Compositore,
quando da lui è terminato di fare vno suo concento. Cap. LII.

HOr debbiamo sempre hauere riguardo di fuggire la moltitudine del-
le pause, eccettuando quando il Compositore haurà terminato di
farepage 84vIl Tesoro Illuminatofare vno Canon, allhora non si può fare di manco secondo il soggetto che da
lui sarà preso. Hora dico, hauendo il Compositore terminato nell'idea sua
di volere fare vno concento, di necessità bisogna hauere grande riguardo al-
le parole, & essaminare ben qual Tuono chiamano esse parole. Hor adun-
que si farà vn presupposito, che le parole meritano d'essere collocate nel pri-
mo tuono, & hauendo il primo tuono sei principij, come habbiamo dimo-
strato nell'opera nostra chiamata la Illuminata nel libro terzo al cap. VII.
& al cap. IX. del presente libro. Dil che bisogna dunque hauere riguardo
qual principio è più conueniente alla prima parola per conformare le note
con le parole. Diremo adunque, che la prima parola metta il principio in F
fa ut primo con queste note, fa sol la, & per fuggire la moltitudine delle pau-
se, l'altra parte potrà hauer principio in C fa ut, ouero in C sol fa ut con que-
ste note fa sol la, & vn'altra parte potrà hauere in E la mi primo, ouero in
E la mi secondo con queste note, la sol fa, in contrario delle prime po-
sitioni vn'altra parte potrà hauere principio in A la mi re primo, ouero
nel secondo con queste note la sol fa, & cosi discorrendo ripigliando sem-
pre quelle stanze di sopra nomate, che vi saranno più accommode: & que-
sto solo essempio vi sarà per ammaestramento ne gl'altri Tuoni, hauendo ri-
guardo alle stanze deriuate & replicate.
Cosi ancora volendo il Compositore fare vno concento, & dare princi-
pio con la Diatessaron incomposito del primo Tuono, re sol, ouero compo-
sito, re mi fa sol; & per euitare la moltitudine delle pause, vn'altra parte po-
trà dire, sol re, ouero sol fa mi re. & più oltre si dice, ch'il Compositore potrà
accettare vn'altra specie del Diatessaron incōposito, ouero composito qual
sarà più conueniente alle parole, ouero al sentimento, & per euitare la molti-
tudine delle pause, questo Diatessaron differente si concede; & questo solo
essempio vi sarà per ammaestramento ne gl'altri tuoni.
Cosi ancor volendo il Compositore fare vno suo concento, & volendo da
re principio per Diapente incomposito del primo tuono, qual dice, re la, oue
ro composito, come appare, la sol fa mi re, ouero accettare la Diatessaron
del primo tuono, re sol, & per contrario sol re, ouero composito re mi fa sol,
& per contrario sol fa mi re. Dil che per euitare la moltitudine delle pause, il
Compositore potrà accettare vna dell'altre specie delli Diapenti incomposi-
te, accettando sempre quella che sarà più conueniente; & questo essempio vi
sarà per ammaestramento ne gl'altri tuoni.
Ancor vi dono auiso, che delli sei principij del primo tuono non tanto il
Compositore si debbe seruire di tutti quelli sei principij secondo l'occorren
ze del tuono. Cosi ancor intendiamo nell'ottaue, & replicate loro per accom
modare le parti. Cosi ancora intendiamo per vnisuono, & per Diatessaron
& Diapente, secondo l'occorrenze del tuono, & alcuna volta per terza mino
re & maggiore, secondo l'occorrenze del tuono, & cosi nell'ottaue & repli-
cate loro; & questo vi sarà per ammaestramento ancor in tutti i tuoni.
Chepage 85Libro Terzo.85

Che differenza è tra la Sesquialtera, & la Hemiolea, con alcuni
auuertimenti. Cap. LIII.

LA Sesquialtera & la Hemiolea sono vna cosa istessa, perche tanto signi-
fica Sesquialtera in potenza, quanto la Hemiolea; dato che gli vocaboli
siano differenti di nome, nondimeno in virtù sono vguali; perche tanto ope-
ra vno quanto l'altro, il che hanno vno medesimo significato & effetto. Hor
adunque quando il Compositore vorrà formare vna Sesquialtera nel suo
concento di breui & semibreui, bisogna dimostrare la presente figuratione
3/2 ouero come appare 3/2 lasciando molte ragioni per essere breue del secon
do essempio, nel che haurai nel primo & secondo essempio la breue per
fetta & la semibreue alterata, & alcuna volta la semibreue verrà transpor-
tata secondo l'occorrenze, & altre cose, & la pausa di breue, come appare,
sempre verrà perfetta, cioè di valore di tre semibreui suffocate: nel
che passarà alla mensura nella presente figura 3/2 ouero come ap-
pare 3/2 tre semibreui contro dua dell'antecedenti per ciascuna
dimostratione. Cosi ancora volendo il Compositore dimostra
re la sesquialtera di semibreui & minime, haurai à dimostrare la presente fi-
gura 3/2 dil che passarà tre minime contro dua dell'antecedenti, & la semi-
breue verrà perfetta, & la minima verrà alterata, & alcuna volta sarà trans-
portata secondo l'occorrenze, & altre cose, & la pausa di semibre-
ue, come appare sempre verrà perfetta, cioè di valore di tre mini-
me; & molte al- tre ragioni & dimostrationi si lasciano per essere
breue.
Et quando il Compositore vorrà formare la Sesquialtera di breui & semi-
breui, fa che tal concento sia terminato in quantità senaria, acciò si possa con
giungere la mensura delle breui & semibreui con il termine del mensurato;
& il simile nella sesquialtera segnata di semibreui & minime. Cosi ancora
nella Hemiolea quando sarà segnata di breui & semibreui, ouero la sua quan
tità, haurai à memoria di farla terminare in quantità senaria.
Et quando sarà segnata la Hemiolea di semibreui & minime, ouero la sua
quantità, haurai à memoria di farla terminare in quantità senaria.

Della Hemiolea.

LA Hemiolea è consueto, anzi per debito si debbe scriuersi senza segno
di cifra alcuna, perche di sua natura è termine di proportione Arithmetica.
adunque non si debbe dimostrare per cifre numerali, & la negrezza sua so-
disfà per essere termine Arithmetico, come dimostra il Calepino Ambrosio.
Dico dunque che la Hemiolea per essere di sua natura nera, è priua di molte
cose, & questo è la differenza, ch'è tra la Sesquialtera & la Hemiolea, nel che
la sesquialtera proportione possiede tutto il Tesoro Musicale, & la Hemiolea
Yperpage 85vIl Tesoro Illuminatoper essere di sua natura nera, & la negrezza significa mestitia, imperfettione:
dil che d'ogni cosa resta priua, eccetto che essa fa il suo corso, come dimostra
il Calepino Ambrosio, 3/2 15/10 & vederete ogni cosa per ordine la differen-
za loro, pretendendo sempre di essere breue.
Della Sesquialtera proportione segnata di breui & semibreui, ouero la sua
quantità interpollata di estremo à estremo, cioè per il processo del concēto.
HOR nella proportione Sesquialtera haurai la breue perfetta à tuo
piacere.
Ancora nella Sesquialtera proportione haurai la pausa di breue sempre
perfetta.
Ancora la breue nella Sesquialtera proportione sempre verrà perfetta
auanti la sua pausa.
Ancora nella proportione Sesquialtera haurai la semibreue alterata in
dispositione del Compositore.
Ancora nella sesquialtera proportione haurai la semibreue transportata à
tuo piacere.
Ancora nella sesquialtera proportione la semibreue può fare imperfetta
la sua maggior propinqua.
Ancora nella proportione sesquialtera la breue sempre verrà perfetta,
quando sarà auanti alla sua simile, non tanto di colore, come ancora di for-
ma, & ancor auanti il suo valore.
Ancora nella sesquialtera proportione verrà la breue perfetta cō il punto.
Ancora nella sesquialtera proportione la breue verrà alcuna volta imper-
fetta, dato che di sua natura sia perfetta, nondimeno volontariamente la si
spoglia della sua terza parte per sua cortesia, dimostrando che si fa stima
delle sue viscere; perche la semibreue, & altre figure minori sono scemate
dal corpo della breue, nel che l'amano come suoi figliuoli, & per darli hono-
re la s'è contentata d'essere fatta imperfetta, allegrandosi à vedere gli suoi fi-
gliuoli, che doppo lei seguono, & che di loro nasce tanta soauità, & stà à go-
dersi in allegrezza, & cosi viue lietamente & felice, perche di lei nascono
tutte le figure, come ogn'ingegno può vedere; & molte cose sono lasciate
per essere breue.
Della sesquialtera proportione segnata di semibreue & minime, ouero la
sua quantità interpollata di estremo à estremo, cioè per il processo del
concento.
NELLA proportione sesquialtera haurai la semibreue perfetta à tuo
piacere.
Ancora nella sesquialtera proportione haurai la pausa di semibreue sem-
pre perfetta.
Cosipage 86Libro Terzo.86
Cosi ancora nella proportione sesquialtera haurai sempre la semibreue
perfetta auanti la sua pausa.
Ancora nella proportione sesquialtera haurai la minima alterata à tuo
piacere.
Cosi ancora nella sesquialtera proportione haurai la minima trasportata.
Ancor nella proportione sesquialtera la minima può far imperfetta la sua
maggior propinqua.
Ancora nella sesquialtera proportione la semibreue sempre verrà perfetta
quando sarà auanti alla sua simile, non tanto di colore, come ancora di fo-
ma, & ancor auanti il suo valore.
Ancor nella sesquialtera proportione verrà la semibreue perfetta con il
punto.
Ancora nella proportione sesquialtera la semibreue alcuna volta verrà im
perfetta, dato che di sua natura sia perfetta, nondimeno ancora lei si spoglia
della sua terza parte, dimostrando che si fa stima delle sue viscere, nel che la
minima, & altre figure minori sono scemate dal corpo della semibreue; dil
che la semibreue s'è contentata volontariamente d'essere fatta imperfetta
dalle sue viscere, come suoi figliuoli, che doppo lei seguono, & che da loro
nasce tanta harmonia, & lei stà à godersi in allegrezza, & cosi viue felice.
Hor la conclusione di questo cap. adunque sarà, che la differenza, ch'è tra
la Sesquialtera, & la Hemiolea, che tutte le note della Hemiolea verranno
imperfette, come sarà la breue nella Hemiolea segnata di breui & semibre-
ui, & ancor di minori figure interpollate di estremo à estremo, cioè nel pro-
cesso del concento. & più oltre si dice, che se la breue ancor hauesse il punto,
non per questo verrà la breue perfetta, anzi sarà imperfetta, & il simile sarà
nella semibreue, quando la Hemiolea sarà segnata di semibreui, & minime,
& ancor di minori figure interpollate nel processo del concento, hauendo il
punto la semibreue, non per questo verrà perfetta la semibreue, anzi sarà sem
pre imperfetta, perche di sua natura è sottoposta all'imperfettione, & il si-
mile sarà nella breue, perche è sottoposta all'imperfettione. Hor si conchiu-
de, che ciascuna figura non può essere fatta perfetta quando ella è sottopo-
sta all'imperfettione. ergo &c.
Cosi ancor quando la Hemiolea sarà segnata di breui & semibreui, la se-
mibreue non può far imperfetta la sua maggiore, nè meno essa semibreue
non può essere alterata, nè meno trasportata.
Cosi ancor quando la Hemiolea sarà segnata di semibreui & minime, la
minima non può far imperfetta la sua maggiore, nè meno essa minima non
può essere alterata, nè meno trasportata.
Hor da molti Musici è detto che il punto posto alla breue, ouero semibre-
ue, ouero in altre figure nella Hemiolea, dicono che esso punto sarà chiama-
to punto di perfettione; a' quali son contrario, & dico, che la Hemiolea di sua
natura è cosa imperfetta: essendo dunque imperfetta, seguitarà che il punto
Y 2da loropage 86vIl Tesoro Illuminatoda loro chiamato di perfettione, egliè il falso; perche non può essere chiama
ta vna cosa perfetta, se non è sottoposta alla perfettione. dunque esso punto
sarà chiamato contra della sua natura, ergo male; & da noi sarà chiamato
punto d'augumentatione, perche augumenta la meta, per essere la Hemio-
lea di sua natura imperfetta, & come vna cosa è sottoposta all'imperfettione,
meno il punto non può essere chiamato di perfettione. hor adunque sarà da
noi chiamato punto d'augumentatione, perche augumenta la metà. Ma
quando le figure sono sottoposte alle perfettioni, allhora il punto sarà chia-
mato punto di perfettione, come più volte è detto & dimostrato.
Et molte altre cose sono lasciate per essere breue. dico dunque che la ses-
quialtera possede tutto il Tesoro Musicale, & la Hemiolea fa il suo solo ef-
fetto, come dimostra il Calepino Ambrosio. dunque la Hemiolea resta priua
d'ogni Tesoro Musicale, per essere di sua natura imperfetta.

Contra à quelli, che vanno seminando per il volgo cieco, ch'egliè
la quinta superflua, a' quali son contrario. Cap. LIIII.

HOra dico, ch'ogni specie di consonanza sono procedute dalle propor-
tioni; dico dunque che la terza maggiore, ò vuoi dire Dittono, cade
nella proportione 81 à 64. Il semidittono, ò vuoi dire terza minore cade nel-
la proportione 32 à 27. Il Diatessaron, ò vuoi dire quarta minore cade nella
proportione sesquiterza 4 à 3. La Diapente, ò vuoi dire quinta perfetta cade
nella proportione sesquialtera 3 à 2. La Sesta maggiore, ò vuoi dire Hesacor
do maggiore cade nella proportione 27 à 16. La Sesta minore, ò vuoi dire
Hesacordo minore cade nella proportione 128 à 81. L'ottaua, ò vuoi dire
Diapason cade nella proportione dupla 2 à 1. Hor dunque per la dimostra-
tioni delle proportioni di sopra mostrate, non si troua quinta superflua, ma
si ben perfetta, come egliè detto. Adunque quelli, che vanno seminando &
dimostrando ch'egliè la quinta superflua, hanno male considerato; perche
ogni consonanza cade nella proportione, & non si troua proportione doue
riesce la quinta superflua. dunque non è degna d'essere nel numero delle con
sonanze, nè meno debbe essere nomato esso interuallo; & essi Musici fanno
vergogna alle consonanze à porre in luce quello che dall'Aritmetica non
produce, nè meno può far' esso interuallo effetto alcuno nella Musica. Hor
potrebbono dir'alcuni, secondo che gli Musici hanno accettato la quinta di
minuta continente duoi Tuoni sesquiottaui, con duoi minori semituoni, &
esso interuallo manca vn'apotome della perfettione sua. Cosi ancor il Musi-
co commertio può accettare la quinta superflua, la qual contiene tre Tuoni
sesquiottaui, con duoi semituoni ineguali, nondimeno il Musico commertio
accetta la diminuta, & non la superflua; hor appare che la Schola Musicale
sia fatta partiale d'accettare la diminuta, e non la superflua: & tutti gli duoi
interualli di estremo à estremo non trouo, che cadono nelle proportioni, ma
di loropage 87Libro Terzo.87di loro si cauaranno per gli mezi suoi diuerse proportioni: il che la quinta di
minuta manca della perfettione sua vno apotome, & la quinta superflua so-
prauanza della perfettione sua vno apotome. Dunque il Musico commer-
tio si può acquetare, accettando tutti gli duoi interualli d'estremo à estremo,
& questo è vn modo d'arguire Sofistico. Hor à questo per cortesia si rispon-
de, quando la quinta superflua non passasse gli quattro interualli, & cinque
note, & che fossero gl'interualli diuersi dalli primi, allhora sarebbe cosa ra-
gioneuole al Musico commertio d'accettare esso interuallo. Ma si vede chia-
ro che la quinta chiamata da loro superflua, non è nel numero delle conso-
nanze, perche la passa il termine suo, dil che esso interuallo non è quinta, nè
sesta minore, nè maggiore, nè meno esso interuallo si possa accostare con al-
tra consonanza à far'effetto alcuno, perch'egliè vn'interuallo appartato; con
tra della natura diminuta, quale gli Compositori alcuna volta da loro egliè
adoperata per andare alla terza maggiore. Hor che faremo di questo inter-
uallo, ò figlio mio? Aldi & apri l'orecchie; Dicoti figlio, che non è buono di
fare cosa alcuna, ma egliè da gittare nel mare; perche esso interuallo è bandi-
to dall'Arismetica, e l'Arismetica predomina tutto il mondo. Adunque esso
interuallo non è degno d'essere nomato, perche non ha luogo nel genere
Diatonico. Et più oltre si dice per cortesia, che cosa vltra perfectum nihil
datur. Ergo male.

Contra all'openioni d'alcuni Musici, quali dicono, ch'egliè il punto
d'imperfettione, & ch'esso punto imperfice la pausa breue sotto-
posta alla perfettione, a' quali son contrario. Cap. LV.

HOra dico, che la Schola Musicale hà accettato il punto, per fare la pro
latione perfetta, & ancor per fare perfetta la figura, quando egliè sot-
toposta alla perfettione, ch'alcuna volta d'vna minor à lei seguente restareb
be imperfetta, secondo le regole Musicali; dil che il Compositore debbe por
re il punto alla figura maggiore, per fare che la sia preseruata perfetta, cosi
ancor il circolo per fare perfetta la breue. Dunque seguitarà, ch'il punto
non può fare imperfetta la breue, nè meno la sua pausa, quando ella è sotto-
posta alla perfettione, & il simile la pausa sempre resta di sua natura perfet-
ta; a benche si troua in alcune compositioni hodierne, che la pausa breue è
fatta alcuna volta imperfetta, perche à loro manca tal'intelligenza; il che su-
bito che la nota è sottoposta alla perfettione, non essendo trauagliata dalle
sue descendenti, sempre sarà perfetta, maggiormente debbe essere la sua pau
sa, perche non è variabile, nè meno indiuisibile per cagione della sua tacitur-
nità, che da lei non riesce harmonia alcuna; dunque non è variabile: cosi an-
cor il circolo accettato dal Musico commertio, pretende alla perfettione,
cosi ancor nella sesquialtera; & di quì nasce che non si troua punto d'imper-
fettione, ma ben si troua punto d'augumentatione, punto di perfettione, &
puntopage 87vIl Tesoro Illuminatopunto di diuisione, come habbiamo dimostrato nel terzo libro nel cap. XXI.
Hor dunque se non si troua punto d'imperfettione; ergo male: cosi ancor ta-
le punto sarà chiamato da noi punto di distruttione, perche distrugge l'Arit-
metica, & ancor la Geometria. Et più oltre si dice, ch'il punto chiamato di
imperfettione sarebbe di maggior dignità, che non è quello di perfettione;
la qual cosa non conuiene: perche ogni cosa, che pretende alla perfettione ò
più degna, che non è quella, che pretende alla imperfettione. Adunque è più
degno il circolo, che non è il punto. Et più oltre si dice, che il circolo è figu-
ra perfettissima: ma il punto, ò Lettore mio benegno, è di contraria natura.
Hor ascolta & apri l'orecchie: Dico dunque ch'il punto non è quantità nè
continua nè meno discreta, ma ben sarà principio di quantità; dunque non
può distruggere l'effetto del segno circolare. Hora dico, ch'il punto chiama-
to da loro punto d'imperfettione, è stato male considerato, perche a loro
manca tal'intelligenza, & da noi come è detto sarà chiamato punto di di-
struttione, perche distrugge l'effetto che fa il circolo. dunque per le ragioni
di sopra dette non può essere chiamato punto d'imperfettione, ma ben sarà
chiamato punto di distruttione, come habbiamo prouato; & di quì nasce,
che non si troua punto d'imperfettione, ma ben appresso di noi non si troua
altro ch'il punto d'augumentatione, punto di perfettione, & punto di diui-
sione, come è detto, e dimostrato, quali da noi sono chiamati punti reali; &
in parte di loro nascono diuersi effetti, & vederai l'essempio doue egliè stato
trouato tal punto, come appare nel libro chiamato Fior Angelico al cap. ot-
tauo, nel qual distrugge la Geometria dell'effetto suo, come appare.
Hora si vede Lettore mio benegno, che nel sopranotato essempio il pun-
to fa imperfette le pause, attento che sono soggette alla perfettione per ca-
gione del circolo.
Conclusionipage 88Libro Terzo.88

Conclusioni in Musica poste per il R. Padre Frate Illuminato
Aiguino, non per superbia, ma per cortesia.

  • CH'il Salmo dell'Introito della Natiuità di San Giouanni Battista è ben
    posto, dato che l'Introito è secondo Tuono, nondimeno il Salmo ritro
    uasi essere del primo Tuono, come appare in molti libri.
  • Ch'il Salmo di sopra detto stà male; perche l'Introito è secondo Tuono,
    & il Salmo egliè del primo Tuono.
  • Ch'il fa contra il mi in quinta è buono per l'effetto, qual da lui nasce.
  • Ch'il fa contra 'l mi in quinta è falso per l'effetto, qual da lui nasce.
  • Ch'il mi cōtra il mi in quinta perfetta è falso, per l'effetto che da lui nasce.
  • Ch'il mi contra il mi in quinta perfetta è buono, per l'effetto, che da
    lui nasce.
  • Che la Diapente, ò vuoi dire quinta come appare, re la, ouero mi mi, oue-
    ro fa fa, ouero vt sol, non è perfetto Diapente, ò vuoi dire quinta.
  • Che la Diapente perfetto ritrouasi hauere quattro specie appartate.
  • Che la Diapente perfetto ritrouasi essere vna sola specie, & non quattro,
    come contiene nella conclusione di sopra detta.
  • Ch'Alma redemptoris non è quinto tuono, come ho detto nell'Illumina-
    ta nostra, ma ben sarà settimo regolato.
  • Ch'Alma redemptoris di sopra nomata, sarà quinto, & non settimo.
  • Ch'Alma redemptoris non è quinto, nè settimo, nè meno vndecimo Tuo-
    no, ma ben sarà sesto Tuono, misto perfetto, & commisto perfetto, con il pri
    mo irregolare.
  • Che la Diapente & Diatessaron, come appare, re la, per la Diapente, &
    re sol, per la specie del Diatessaron, ouero quarta minore, come dimostra la
    figura, non sarà perfetto Tuono, come appare.
  • Hor per cortesia dico, che la sopradetta figuratione sarà Tuono perfetto.
  • Alcuni Musici fanno terminare Aures ad nostras, hinno della Quaresima,
    nella positione A la mi re; hor dico ch'egliè il falso, che non debbe termina-
    re in A la mi re; ma ben debbe terminare in G sol re ut.
  • Contra, che l'hinno di sopra mostrato, dico che non debbe terminare in
    G sol re ut, anzi debbe terminare in A la mi re, come ogni ingegno pellegri-
    no può vedere.
    Chepage 88vIl Tesoro Illuminato Libro Terzo
  • Che l'ottaua non è Madre delle consonanze, come il volgo tiene.
  • Contra all'opinione di sopra detta, che l'ottaua è la Madre nostra delle
    consonanze.
  • Che l'ottaua da C fa ut alla positione C sol fa ut, non è perfetta ottaua.
  • Contra, che l'ottaua da C fa ut alla positione C sol fa ut, ritrouasi essere
    l'ottaua perfetta.
  • Diuersi Scrittori hanno dimostrato, che si trouano otto Tuoni, & alcuni
    altri quattordeci, & alcuni altri sedici: a' quali son contrario, & dico, ch'al
    mondo non si trouano altro che duoi Tuoni.
  • Che la conclusione di sopra detta, qual dice, che non è altro, che gli duoi
    Tuoni; hora dico, ch'ella è falsa: perche nella Schola Musicale si trouano
    quattro Tuoni.
  • Contra alla conclusione di sopra detta delli quattro Tuoni, dico ch'ella è
    falsa; perche nella Schola Musicale non possono essere altro che gli duoi tuo
    ni, come egliè detto nella prima conclusione.
  • Hor per cortesia, & ancor per debito dico, che le conclusioni di sopra mo
    strate sono false, & dico che non si trouano altro ch'vn solo Tuono.
    Contra alla conclusione di sopra detta, hauendo detto ch'egliè vn solo
    Tuono; hora dico, che gli Tuoni sono quattordeci.
Hora dicoti Lettore mio benegno, per tua cortesia tu haurai per iscusato
il tuo seruo Illuminato, trouando nel libro alcuna lettera posta per vn'altra,
ouero alcuna parola, ò dittione, & alcuna cosa posta per vn'altra, ouero al-
cuno mancamento, rimettendomi al tuo discreto giudicio: ma ti prego, che
tu habbi riguardo al sentimēto di quello, ch'è detto per auanti, ouero dipoi,
che trouarai ogni cosa che l'intelletto tuo restarà per tua cortesia sodisfatto.
Vale & memore di me.
IL FINE.
page 89

TAVOLA DELLI CAPITOLI,
CHE NELL'OPERA SI CONTENGONO.

LIBRO PRIMO.
CHE cosa sia Musica. Cap. i.
Della deriuatione della Musica. Cap. ij.
Della Musica Mondana, Humana, e istromentale. Cap. iij.
Della diuisione della Musica. Cap. iiij.
Che cosa sia Tuono, & della sua diuisione. Cap. v.
Del Semituono minore & maggiore. Cap. vi.
Dell'effetto che fa il Semituono minore, nel Semidittono, ouero terza minore, con la
diffinitione sua, & quante sono le specie sue.
Cap. vij.
Del Dittono, ouero terza maggiore, con la sua diffinitione. Cap. viij.
Dell'effetto che fa il Semituono minore nella Diatessaron minore, ouero quarta mi-
nore, con la diffinitione sua, & quante sono le specie sue.
Cap. ix.
Della Diatessaron, ouero quarta maggiore. Cap. x.
Dell'effetto che fa il Semituono minore nella Diapente, con la diffinitione sua, &
quante sono le sue specie.
Cap. xi.
Dell'effetto che fa il Semituono minore nelli quattro interualli duoi maggiori, e
duoi minori, compositione di cinque note, con la sua diffinitione.
Cap. xij.
Dell'effetto che fa il Semituono minore nella sesta minore, con la sua diffinitione.
Cap. xiij.
Dell'effetto che fa il Semituono minore nella sesta maggiore, con la sua diffinitione.
Cap. xiiij.
Della settima maggiore & minore, con la sua diffinitione, & dell'effetto, che fa il
Semituono minore nella settima maggiore & minore.
Cap. xv.
Della Diapason, ouero ottaua. Cap. xvi.
Della quantità de gli Tuoni, ouero modi. Cap. xvij.
Del Tuono con la sua diffinitione. Cap. xviij.
Della compositione del primo Tuono. Cap. xix.
Della compositione del secondo Tuono. Cap. xx.
Della compositione del terzo Tuono. Cap. xxi.
Della compositione del quarto Tuono. Cap. xxij.
Della compositione del quinto Tuono. Cap. xxiij.
Della compositione del sesto Tuono. Cap. xxiiij.
Della compositione del settimo Tuono. Cap. xxv.ZDellapage 89vTauola.
Della compositione dell'ottauo Tuono. Cap. xxvi.
Perche causa si piglia la prima specie del Diatessaron à comporre il settimo Tuono,
& che non si piglia vna dell'altre due.
Cap. xxvij.
Della terminatione, ouero fine delli Tuoni, & che cosa sia la fine. Cap. xxviij.
Dell'auttorità delle specie. Cap. xxix.
Della natura delli Tuoni. Cap. xxx.
Qual parte debbe tenere il principato del Tuono, cosi nelli Tuoni autentici, come an
cora nelli suiuggali.
Cap. xxxi.
Diuersi auuertimenti, & concessioni, con alcune considerationi circa del Canto
fermo.
Cap. xxxij.
Che la presente figura è chiamata al contrario della sua natura, & che il b mol-
le sempre è accidentale, & che le congionte sono necessarie, & non arbitrarie,
con la diffinitione loro.
Cap. xxxiij.
Auuertimento alli Compositori, quali vsano d'ogni sorte di cadenza in ciascun Tuo-
no, & se esse cadenze sono necessarie, ò nò, con la diffinitione sua.
Cap. xxxiiij.
D'alcuni altri auuertimenti circa delle cadenze, le quali fanno gli Compositori incon
sideratamente nelle compositioni loro, & che effetto fa la cadenza dell'ottaua.
Cap. xxxv.
D'alcuni auuertimenti nel vsare le specie d'vn Tuono, con le parole all'assomiglian-
za delle note.
Cap. xxxvi.
Della perfettione delli Tuoni, con la dimostratione loro, con le cadenze loro alli pro-
prij suoi luoghi per ordine di ciascun Tuono.
Cap. xxxvij.
Contra all'opinioni d'alcuni Musici, quali compongono il quinto & sesto Tuono, con
la congionta di b molle posta in mi acuto.
Cap. xxxviij.
Modo di procedere da F fa ut primo al C sol fa ut, con la congionta di b molle posta
in mi acuto, con le dimostrationi del quinto & sesto Tuono, con le terminatio-
ni loro ordinarie, con le cadenze loro, & con duoi auuertimenti.
Cap. xxxix.
Dell'imperfettione delli Tuoni. Cap. xl.
D'alcuni canti, i quali sono composti d'vna quinta di estremo à estremo, & della cor
da, ouero stanza, che diuide il Diapente.
Cap. xli
Che di sopra di A la mi re vna nota non sempre si debbe dire fa. Cap. xlij.
De tutti gli canti, che saranno composti per quarta, ouero Diatessaron minore.
Cap. xliij.
LIBRO SECONDO.
DElla compositione de tutti gli Tuoni con il b molle posto in mi acuto, con le
terminationi loro, & dimostrationi di essi Tuoni, con alcune specie estraordi-
narie pertinenti alli Tuoni.
Cap. i.
Della compositione del secondo Tuono, con il b molle posto in mi acuto.
Cap. ij.Dellapage 90Tauola.
Della compositione del terzo Tuono, con il b molle posto in mi acuto. Cap. iij.
Della compositione del quarto Tuono, con il b molle posto in acuto. Cap. iiij.
Della compositione del quinto Tuono, con il b molle posto in mi acuto. Cap. v.
Della compositione del sesto Tuono, con il b molle posto in mi acuto. Cap vi.
Della compositione del settimo Tuono, con il b molle posto in mi acuto. Cap. vij.
Della compositione dell'ottauo Tuono con il b molle posto in mi acuto. Cap. viij
Della dimostratione del primo Tuono perfetto, con la terminatione estraordinaria,
con il b molle posto in mi acuto, & con le cadenze ordinarie alli proprij suoi
luoghi.
Cap. ix.
Della dimostratione del secondo Tuono perfetto, con la terminatione estraordinaria,
con il b molle posto in mi acuto, con le cadenze alli proprij suoi luoghi.
Cap. x.
Della dimostratione del terzo Tuono perfetto, con la terminatione estraordinaria,
con il b molle posto in mi acuto.
Cap. xi.
Della dimostratione del quinto Tuono perfetto, con la terminatione estraordinaria,
con il b molle posto in mi acuto, con le cadenze alli proprij suoi luoghi.
Cap. xij.
Della dimostratione del quinto Tuono perfetto, con la terminatione estraordinaria,
con il b molle posto in mi acuto, con le cadenze alli proprij suoi luoghi.
Cap. xiij.
Della dimostratione del sesto Tuono perfetto, con la terminatione estraordinaria, con
il b molle posto in mi acuto, con le cadenze alli proprij suoi luoghi.
Cap. xiiij.
Della dimostratione del settimo Tuono perfetto, con la terminatione estraordinaria,
con il b molle posto in mi acuto, con le cadenze alli proprij suoi luoghi.
Cap. xv.
Della dimostratione dell'ottauo Tuono perfetto, con la terminatione estraordinaria,
con il b molle posto in mi acuto, con le cadenze alli proprij suoi luoghi.
Cap. xvi.
Della quantità delli Tuoni irregolari, con la terminatione loro, & che cosa sia irrego
larità, con le cadenze loro alli proprij suoi luoghi.
Cap. xvij.
Della dimostratione del primo Tuono irregolare perfetto, qual haurà terminatione
in A la mi re, con le cadenze al proprio suo luogo.
Cap. xviij.
Della dimostratione del secondo Tuono irregolare perfetto, con le specie pertinenti
al Tuono, con la terminatione in A la mi re, & con le cadenze al proprio suo
luogo.
Cap. xix.
Della dimostratione del terzo Tuono irregolare perfetto, con la terminatione in
mi acuto, con le cadenze al proprio suo luogo.
Cap. xx.
Della dimostratione del quarto Tuono irregolare, con la terminatione in mi acu-
to, con le cadenze al proprio suo luogo.
Cap. xxi.
Della dimostratione del quinto Tuono irregolare perfetto, con la terminatione in C
sol fa ut, con le cadenze al proprio suo luogo.
Cap. xxij.Z 2Dellapage 90vTauola.
Della dimostratione del sesto Tuono irregolare perfetto, & con il Diatessaron per
varie sedie pertinenti al Tuono, con la terminatione in C sol fa ut, con le cadenze
al proprio suo luogo.
Cap. xxiij.
Della dimostratione del sesto Tuono regolato & soggetto, con la terminatione in
C sol fa ut, con le cadenze al proprio suo luogo.
Cap. xxiiij.
Della commistione maggiore imperfetta, con la sua diffinitione. Cap. xxv.
Della commistione minore imperfetta, con la sua diffinitione. Cap. xxvi.
Se il Compositore sarà in libertà di porre la commistione maggiore, ò minore nel suo
concento, ò nò, & che effetto fa la commistione, con la concessione delle specie.
Cap. xxvij.
Che non si troua Tuono più che perfetto, come alcuni Scrittori hanno detto, & della
commistione perfetta, con vno auuertimento.
Cap. xxviij.
S'egliè cosa conueniente nel primo Tuono dalla positione D sol re, alla positione D la
sol re, à porre la seconda specie del Diatessaron mi fa sol la, sopra la Diapente.
Cap. xxix.
Contra all'opinione di sopra detta, qual dice, che si può pigliare la seconda specie del
Diatessaron, quanto à comporre il primo Tuono dalla positione D sol re, à D la sol
re, con la concessione.
Cap. xxx.
Del Tuono commisto con tutti i Signori Tuoni, ò suiuggali, ouero in parte. Cap. xxxi.
Modo di comporre & giudicare il Tuono per ciascuna parte, & sarà vn'istesso Tuono,
con alcuni auuertimenti, à complacenza de gli amici.
Cap. xxxij.
Come il Compositore sarà in libertà di fare terminare il suo concento appartatamen
te, pigliando vna delle tre parti, qual'à lui piacerà.
Cap. xxxiij.
Auuertimenti circa il non dimostrare il nome delli Tuoni appartati, e che gli Compo
sitori sono mancati, à complacenza de gl'amici.
Cap. xxxiiij.
D'alcune considerationi, che fanno molti Musici circa del principiare delli Tuoni in
Gamma ut, & il simile in C fa ut, con la risposta per cortesia data.
Cap. xxxv.
D'alcune considerationi circa della sillaba, ò vuoi dire nota chiamata Re, che dal vol-
go cieco è chiamata nota di poco valore, per essere deriuata; & io dico, ch'ella è
più degna d'essere nomata & essaltata, che non è la sillaba ut, come intenderai,
con alcune considerationi circa del principiare gli Tuoni in Gamma ut, ouero in C
fa ut per cortesia.
Cap. xxxvi.
LIBRO TERZO.
DElla terminatione delli Tuoni secondo le differenze delli seculorum, lasciando
quelli che sono nelle terminationi ordinarie delli Tuoni, & saranno chiamati
regolati & soggetti, de non essere commisti, con le cadenze loro alli proprij suoi
luoghi, & vederete tutti gli Tuoni per ordine.
Cap. i.
Della dimostratione del terzo Tuono secondo gli seculorum. Cap. ij.
Della dimostratione del quarto Tuono secondo gli seculorum. Cap. iij.Dellapage 91Tauola.
Della dimostratione del quinto Tuono secondo gli seculorum. Cap. iiij.
Della dimostratione del settimo Tuono secondo gli seculorum. Cap. v.
Della dimostratione dell'ottauo Tuono secondo gli seculorum. Cap. vi.
Dell'auttorità de gli Tuoni secondo gli seculorum. Cap. vij.
Diuersi auuertimenti circa di tutti gli Tuoni delli seculorum. Cap. viij.
Delli principij di ciascun Tuono secondo i libri Ecclesiastici. Cap. ix.
Che cosa sia tempo, & prolatione minore & maggiore. Cap. x.
Della cognitione di cantare segno contro segno. Cap. xi.
Del Modo minore imperfetto & perfetto. Cap. xij.
Del Modo maggiore imperfetto & perfetto. Cap. xiij.
Che cosa conuiene alli Compositori di necessità à porre nelli concenti loro. Cap. xiiij.
Contra all'openioni d'alcuni Scrittori, quali hanno dimostrato gli segni del Modo mi-
nore & maggiore auanti gli semicircoli, ouero circoli, & da essi Scrittori sono
chiamati indiciali.
Cap. xv.
Contra all'openioni d'alcuni Scrittori, quali hanno dimostrato il Modo maggiore
perfetto con due pause parimente poste, & vna più remissa, ouero più alta d'vn
tempo.
Cap. xvi.
Contra all'openioni d'alcuni Compositori, quali pongono le accidenze per segni, che
dimostrano la perfettione, l'alteratione, la diuisione, l'imperfettione, la trans-
portatione.
Cap. xvij.
In cortesia diremo contra al capitolo di sopra detto, qual dice, che dalli Compositori è
stato male considerato à dimostrare le accidenze.
Cap. xviij.
Contra al capitolo di sopra detto per gentilezza, per acuire gl'ingegni. Cap. xix.
Come debbono essere intese le note perfette, & ancor che cosa è alteratione, con la
sua diffinitione.
Cap. xx.
Del punto, & della sua diffinitione. Cap. xxi.
Per cortesia diremo contra all'opinioni d'alcuni Musici Bresciani, & altri, i quali
fanno terminare la prima parte delli concenti del sesto Tuono nella positione G
sol re ut primo.
Cap. xxij.
Della compositione di tutti gli otto Tuoni con il b molle posto in mi graue, à com-
placenza de gl'amici, con le cadenze loro, & vederete ogni cosa in figura per
ordine.
Cap. xxiij.
Della compositione del terzo & quarto tuono. Cap. xxiiij.
Della compositione del quinto & sesto tuono. Cap. xxv.
Della compositione del settimo & ottauo tuono. Cap. xxvi.
Della terminatione delli tuoni sopradetti. Cap. xxvij.
Delle cadenze, che si debbono usare nelli Salmi & Cantici, dimostrando i luoghi sem-
plicemente, lasciando quelli delli seculorum, perche già sono dimostrati.
Cap. xxviij.
Delle cadenze del terzo & quarto tuono. Cap. xxix.
Delle cadenze del quinto & sesto tuono. Cap. xxxDellepage 91vTauola.
Delle cadenze del settimo & ottauo Tuono. Cap. xxxi.
Delle cadenze delli Tuoni irregolari delli Salmi & Cantici, lasciando molte ragioni
per essere breue.
Cap. xxxij.
Della terminatione del quinto & sesto Tuono irregolare, & dell'auuertimento d'una
cadenza.
Cap. xxxiij.
D'alcuni auuertimenti circa delle parti. Cap. xxxiiij.
D'vn'altro auuertimento, volendo il Compositore fare vno concento à cinque, ouero
à sei voci differenti, & ancor di più.
Cap. xxxv.
D'vn'altro auuertimento circa del fare vno concento con il canto fermo, & ancor
per giudicare il tuono.
Cap. xxxvi.
D'vn'altro auuertimento, volendo il Compositore fare vno concento, & con tutte le
parti siano canti fermi.
Cap. xxxvij.
Della terminatione estraordinaria delli Tuoni à beneplacito del Compositore, con le
cadenze loro alli proprij suoi luoghi, con la terminatione della seconda, terza &
quarta parte, le quali saranno chiamate terminationi estraordinarie, a quali tutti
gli Compositori si potranno seruire, variando le terminationi, volendo passare una
sola parte del suo concento.
Cap. xxxviij.
Del terzo & quarto tuono, con le terminationi estraordinarie. Cap. xxxix.
Del quinto & sesto tuono, con le terminationi estraordinarie. Cap. xl.
Dell'auuertimento contro d'alcuni Compositori per cagione della congionta del b
molle posta in mi acuto.
Cap. xli.
Del settimo & ottauo Tuono, con le terminationi estraordinarie. Cap. xlij.
In che modo il Compositore volendo fare due parti, ouero piu in vno suo concento,
se tutte due le parti debbono terminare nel luogo ordinario, ò nò, con alcune de-
chiarationi.
Cap. xliij.
Contr'al cap. di sopra detto, & à che effetto sono dimostrate diuerse terminationi
estraordinarie d'ogni tuono, con alcuni auuertimenti.
Cap. xliiij.
Della quantità delli tuoni secondo l'openione d'alcuni Musici, con la risposta data à
essi Musici per cortesia.
Cap. xlv.
Contra 'l cap. di sopra detto, nel qual'habbiamo prouato, che sono quattordeci Tuoni:
& in questo per cortesia haueremo à dimostrare, che sono altro che gli otto Tuo
ni regolari.
Cap. xlvi.
Contra all'openioni d'alcuni Musici per cortesia, dicendo il parere nostro circa il No-
no & Decimo Tuono, & ancora dell'Vndecimo, & Duodecimo Tuono, quali dico
no hauere le terminationi in A la mi re primo, & in C sol fa ut.
Cap. xlvij.
Della compositione de gl'otto tuoni regolati, quali andaranno fuora della Mano, la
maggior parte di loro dalla parte remissa, con le terminationi loro.
Cap. xlviij.
D'alcuni altri otto Tuoni regolati, quali saranno chiamati la maggior parte di loro
misti di compositione, con le terminationi loro.
Cap. xlix.
Della compositione de gl'otto Tuoni regolati, quali andaranno fuora della Mano
vna parte di loro dalla parte intensa, con le terminationi loro, come dimostra-
rannopage 92Tauola.ranno le figure dalla parte remissa ogni cosa per ordine.
Cap. L
Ancora dimostraremo la compositione delli otto Tuoni regolati, quali andaranno
fuora della Mano la maggior parte di loro dalla parte intensa, con le terminationi
loro, come dimostrano le figure dalla parte remissa, ogni cosa per ordine.
Cap. lj.
In qual positione della Mano debbe cominciare il Compositore quando da lui è termi
nato di fare vno suo concento.
Cap. lij.
Che differenza è tra la Sesquialtera & Hemiolea, con alcuni auuertimenti. Cap. liij.
Contra a quelli che vanno seminando per il volgo cieco, ch'egliè la quinta superflua,
a' quali son contrario.
Cap. liiij.
Contra all'openioni d'alcuni Musici, quali dicono ch'egliè 'l punto d'imperfettione, &
ch'esso punto imperfice la pausa breue sottoposta alla perfettione, a' quali son
contrario.
Cap. lv.
IL FINE.
page 92v

REGISTRO.

* A B C D E F G H I K L M N O P Q
R S T V X Y Z.
Tutti sono interi fogli.
IN VENETIA,
Appresso GIOVANNI Varisco.MDLXXXI.