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Title: Trattato della natura et cognitione di tutti gli tuoni

Author: Pietro Aaron

Publication: Bernardino de Vitali (Venezia, 1525)

Library of the Arts Faculty, Utrecht University, Utrecht, Netherlands

Principal editor: Anne-Emmanuelle Ceulemans

Funder: Université catholique de Louvain, Unité de musicologie F.N.R.S.

Edition: 2002

Department of Information and Computing Sciences Utrecht University P.O. Box 80.089 3508 TB Utrecht Netherlands
Copyright © 2002, Université catholique de Louvain, Unité de musicologie, Louvain-la-Neuve, Belgium; Utrecht University, Netherlands
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TRATTATO DELLA NATVURA ET COGNITIONE DI TVUTTI GLI TVUONI DI CANTO FIGVURATO NON DA ALTRVUI PIVU' SCRITTI
COMPOSTI PER MESSER PIERO AARON, MVUSICO FIORENTINO, CANONICO IN RIMINI, MAESTRO DI CASA DEL REVEdoDO ET MA-GNIFICO CAVALIERE HIEROSOLIMITANO MES-SER SEBASTIANO MICHELE, PRIORE DI VINETIA.For a detailed discussion of the polyphonic examples cited in Aaron's Trattato, see Cristle Collins Judd, "Reading Aron Reading Petrucci: The Music Examples of the Trattato della natura et cognitione di tutti gli tuoni (1525)", in Early Music History, 14 (1995), p. 121-152.
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AL MAGNIFICO ET GENEROSO MESSER PIERO GRITTI, PATRITIO VENETO, PIERO AARON, MVUSICO FIORENTINO, CANONICO IN RIMINI.

ESSENDOssendo dalla natura concesso per gratia & dono a quegli che meritamente aquistono laude et honore, non eè ragione alcuna neé lingua humana che spegner possa quello che nel mio core piuù giorni et giorni per te era rinchiuso. Pur nondimeno fantasti-cando, cercauvo spasso, giunsi a luogo douve grade harmonia di suauvi uccelletti si sentiuva, gli quali infra le fresche fronde et uverdi fiori si posauvono, et ascoltando la dolcezza loro, uveddi la dea Musa, laqual chiamandomi, a lei m'accostai,. Diceuva che non altri era nel suo consortio degno che te, Magnifico. Onde sentendo io, presi ardire non solamente a questo, ma per la gentilezza et uvirtuù tua, essendo padre di chi di Mmusica si diletta, et piuù per la grandezza del tuo nome, elquale infra le Mmuse s'a-compagna, tal dedicatione a te conuviene,. Per tanto non sia molesto a tua magnificenza el piccol mio dono, ma solo accetta il core, la seruvituù et ani-mo, elqual sempre saraà in te, sSignor Magnifico. Vale.
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TAVOLA DI TVUTTO EL LIBRO.

DIichiaratione del fine et della forma di tutti gli tuoni. Cap. I.
Come el cantore debbe giudicare el tuono. Cap. II.
Modi di cognoscere le compositioni diuverse. Cap. III.
Dichiaratione del primo et secondo tuono. Cap. IIII.
Dichiaratione del terzo et quarto tuono. Cap. V.
Dichiaratione del quinto et sesto tuono. Cap. VI.
Dichiaratione del settimo et ottauvo tuono. Cap. VII.
Dichiaratione delle cadenze di tutti gli tuoni. Cap. VIII.
Cadenze del primo et secondo tuono. Cap. VIIII.
Cadenze del terzo et quarto tuono. Cap. X.
Cadenze del quinto et sesto tuono. Cap. XI.
Cadenze del settimo et ottauvo tuono. Cap. XII.
Ordine irregulare al primo tuono. Cap. XIII.
Ordine diuverso al secondo tuono. Cap. XIIII.
Ordine discrepante al terzo tuono. Cap. XV.
Ordine contrario al quarto tuono. Cap. XVI.
Ordine dissimile al quinto tuono. Cap. XVII.
Ordine dissonante al sesto tuono. Cap. XVIII.
Ordine non conuveniente al settimo tuono. Cap. XIX.
Ordine disconuveneuvole all'ottauvo tuono. Cap. XX.
Degli principii del primo et secondo tuono. Cap. XXI.
Degli principii del terzo et quarto tuono. Cap. XXII.
Degli principii del quinto et sesto tuono. Cap. XXIII.
Degli principii del settimo et ottauvo tuono. Cap. XXIIII.
Della natura et operatione di tutti gli tuoni. Cap. XXV.
Dichiaratione come in tutte le positioni ouvero luoghi della mano sono sei note natural-mente et accidentali. Cap. XXVI. page 5
Are. Cap. XXVII.
mi. Cap. XXVIII.
C fa ut. Cap. XXIX.
D sol re. Cap. XXX.
E la mi. Cap. XXXI.
F fa ut. Cap. XXXII.
G sol re ut. Cap. XXXIII.
A la mi re. Cap. XXXIIII.
B fa mi. Cap. XXXV.
C sol fa ut. Cap. XXXVI.
D la sol re. Cap. XXXVII.
E la mi. Cap. XXXVIII.
F fa ut. Cap. XXXIX.
G sol re ut. Cap. XXXX.
A la mi re. Cap. XXXXI.
B fa mi. Cap. XXXXII.
C sol fa. Cap. XXXXIII.
D la sol. Cap. XXXXIIII.
E la. Cap. XXXXV.
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DICHIARATIONE DEL FINE DI TVUTTI GLI TVUONI. CAP. I.

SI COMEì come fama et honore è a qualunque artefice intedere et sapere, et determinatamete cognoscere le parti et ragioni della sua arte., Ccosiì in-famia et uvituperio eè a non sapere et inganarsi negli articoli della sua fa-coltaà,. iIo, considerando adunque et examinando la excellenza et gran-dezza di molti et molti autori anti-chi et alpresente moderni, no è dubbio alcuno che fra me stesso, di tale impresa pesando, no mi senta, massimamete cognoscendo io la materia difficilissima, subblime et alta a dichiarare,. pPur non dimeno, non come prosuntuoso neé altiero a te, gentilissimo lettore, ma co humana uvoce agli tuoi piedi narrar tal cosa penso, et aspet-tando essa fastidiosa et strana, non fo giuditio che dagli celeberrimi sopra detti musichi per ignoranza da loro abbandonato sia, ma sol per altro in-commodo et opportuno fastidio lasciato hanno, (& chiaro si uvede che da nessuno al nostro secolo scritto si truouva,). Onde per maggiore laude trattato hanno di quello che facilmente intender non si puoò, della qual cosa si cognosce uvarii et uvarii modi,. Io adunque, mosso non per ambitione al-cuna, ma come infimo, ho preso tal fatica, sperando che da tutti per sue humanitaà et gentilezze, se alcuno error saraà, scusato sia, mostrando breuve-mente quello che necessario cognosco, Cconciosia cosa che assai della uvera intelligenza ingannarsi uveggo, della qual cosa spero in qualche particella satisfarti,. eEt primamete dichiarare intendo che cosa sia fine et anchora la spetie, et se la fine è necessaria et rationale sempre alla cognitione del tuo-no, ouveramente se gli tuoni son cognosciuti per le sue spetie, Dda poi qual sia la parte che el cantore debbe examinare, et come gli copositori habbi-apage 8 no a procedere negli canti, secodo la intentione da loro pensata, con alcuni altri secreti degli quali non mi disturbo che a te alquanto non siano dilet-teuvoli,. &Et cosiì seguendo dico, Cche, essendo el fine diuverso, cioeè regulare, & irregulare, è dibisogno che ciaschedun tuono habbi la forma similmente diuversa et uvaria,. dDi qua adunque nasceraà che el fine alcuna uvolta signoreg-geraà, et alcuna uvolta la spetie, laquale fine cosiì da me eè diffinita,: Lla fine non è altro che una magistral terminatione del canto introdotta a cogno-scere el tuono, la quale dagli musichi è stato regulare et irregulare termi-nata, accioò che meglio sia compreso la natura et forma di tutti gli tuoni,. pPer tanto diroò che le presenti positioni, cioeè. D sol re, E la mi, F fa ut et G sol re ut, son fini ouvero luoghi terminati al Pprimo & Ssecodo tuono, al Tterzo et Qquarto, al Qquinto & erzo [sic: sesto], al Ssettimo & Oottauvo regularmete or-dinati, ma gli seguenti luoghi, cioeè Gama ut, A re, mi, C fa ut, A la mi re, B fa mi & C sol fa ut, Iirregulari chiamati, alla quale intelligenza la fine negli sopradetti luoghi regulari resta necessaria, rationale et gouverna-trice a ogni tuono,. Cosiì la spetie alcuna uvolta domineraà regularmente et irregularmente., laquale non eè altro che dispositione delle uvoci del suo ge-nere a certi et prefiniti modi uvariata, come la figura dimostra.
SEeguita adunque che la fine nelle positioni sopradette, cioeè A la mi re, B fa mi & C sol fa ut, è necessaria, la quale in dui modi page 9 saraà considerata, la prima quanto alla confinalitaà & la seconda rispetto alle differenze de gli seculorum,. Per tanto, se nella positione chiamata A la mi re termineranno alcuni canti, & che in essi canti non sia el segno del B molle, tal fine saraà commune al primo & secondo tuono rispetto alla con-finalitaà, & anchora al terzo quanto alla differenza, intendendo sempre di Mmesse, Mmotetti, Ccanzone, Ffrottole, Sstrambotti, Mmadrigali, Ssonetti & Ccapitoli, pur che in essi sia el processo conuveniente & atto alla confina-litaà, ouveramente differenza, come seguitando intenderai,. Ma se in loro saraà el segno del B molle, Ddico che qua la fine non eè necessaria neé ratio-nale quanto alla confinalitaà, percheé si uvede chiaramente la forma esser diuversa dal suo primo moto, della qual cosa saraà dibisogno che tal con-centi siano giudicati per le sue spetie, come manifestamente el simile di-mostrano gli canti terminati nel B fa mi & C sol fa ut, & cosiì in tutti gli altri luoghi douve le spetie si potranno trouvare,. Adunque la cogni-tione, la quale si piglia per le spetie, è necessaria intelligenza, & non arbi-traria al canto, Pprima percheé la cognitione, laquale eè tratta dalla diffi-nitione, è uvera et necessaria. Oltra di questo, quella si eè intelligenza necessa-ria, laquale si ha dalla essentia. Ma cosiì eè che la cognitione della spetie è essentiale, adunque quella è necessaria. Da poi questo, quella si domanda cognitione necessaria, laquale è per seé, ma la cognitione delle spetie eè co-gnitione per seé, per tanto eè necessaria, Nnon osta che per la piuù parte si suole dare la cognitione de gli canti per el fine, percheé io rispondo che quello è stato per piuù facile intelligenza, conciosiacosa che meglio si so-gliono attendere quelle cose che sono nel fine, che quelle che sono nel prin-cipio & mezzo,; Eet che la coclusione nostra sia uvera, lo potemo dimostrare con qste & altre simile ragioni,. Noi hauvemo che l'huomo si diffinisce essere animale rationale et mortale,; certo eè che rationale et mortale sono due dif-ferenze a cognoscere che cosa sia l'huomo, dellaquale una è finale, laqual si considera secondo il fine di esso huomo, cioeè mortale, & l'altra è formale, laquale si considera piuù secondo lo essere specifico & formale di esso huo-mo uviuvente, cioeè rationale, Iilche questa eè quella che piuù fa cognoscere la essentia dell'huomo che quella, la quale si cosidera piuù secondo il fine, cioeè che l'huomo sia mortale, percheé questa eè commune non solamente a gli page 10 huomini, ma anchora agli altri animali,. Pertanto la cognitione del fine non è per seé, et per consequente non eè sempre necessaria, come dimostrano alcuni canti, gli quali hanno la fine ordinaria et regulare, et non si trouvan-do lo ascenso et discenso di alcune sue spetie, non sono chiamati di tuono, ma solamente detti canti Eeuphoniaci, come nella altra opera mia de iInsti- tutione harmonica al Ccap. xxx. del primo fu dimostrato.

COME EL CANTORE DEBBE GIVUDICARE EL TVUONO. CAP. II.

ESssendo el tenore parte stabile et ferma, cioeè che tiene et piglia tutto el cocento della harmonia, è dibisogno che el cantore no altrimenti giudichi el tuono che perla sopra detta parte, percheé si uvede, quando un tenore è rimosso dal suo canto, no rende gratia ma poca suauvitaà a quegli che tal cosa ascoltano, et questo auviene per la distanza che è dal con-tro basso al canto, della qual cosa, essendo el tenore piuù commodo et facile per gli processi naturali., Ddico che uno Iintroito., un Kyrie, una Gloria, un Ggraduale, uno Aalleluya, un Credo, un Ooffertorio, un Santus, uno Agnus dDei, un Ppost comunione, un Rrisponsorio, un Deo gratias, un Ppsalmo, uno Hhymno, un Magnificat, un Mmotetto, una Ccazona, Ffrottole, Bbargerette, Sstrabotti, Mmadrigali, et Ccapitoli sarano tutti giudicati per el suo tenore, percheé piuù facilmente si cosidera la sua natural forma che nella parte del soprano, nella quale, uvolendo formare el settimo tuono, bisogneraà trouvare el Ddiatessáaron suo per il corso accidentale,; Eet cosiì tal modo et ordine da noi eè dato in tutti gli canti che di uvoluntaà del compositore son fatti, cosiì sopra del canto fermo, come senza rispetto di esso canto fermo, et il simile in quegli a cinque, sei, sette et di piuù uvoci fatti, negli quali eè cosueto mette-re un primo et principale tenore, sopra del quale ciascuna altra parte è gouvernata dalla natura di esso tenore, per ilche saraà cognosciuto el tuono, excetto se in essi non fussi el proprio canto fermo, elquale è primo et prin-cipale a tal cognitione. page 11

MODI DA COGNOSCERE LE COMPO-SITIONI DIVERSE. CAP. III.

STANDOtando pensoso soletto piuù giorni & giorni, mi ricordai di alcun trauvagli gli quali piuù uvolte fantasti-cato hauveuvo. Onde se el dolce tuo aspetto et labramosa uvoglia mia del disiato fine, o benigno lettore, no mistringessi, piuù leggiermente al trauvaglioso porto le uvele cha-lerei,; ma percheé io penso che da te non fussi alquanto biasimato, seguitar uvoglio la principiata impresa, no p coloro che intorno intorno girano, ma sol per quegli che tal cibo non intendono. Cosiì giun gnendo [sic: giungendo] qua, alquanto sto sospeso; pur non dimeno penso con teco inanzi ragionando ire, cercando regola per laquale tu possi hauver chiarezza di ciascun sopradetto tuono. Et percheé alcuni finiranno nelle positioni di D sol re, E la mi, F fa ut & G sol re ut, questi sarano giudicati secondo el fine, per ilquale si cognoscerano le sue proprie et uvere spetie, come da D sol re ad A la mi re primo et da A la mi re ad D la sol re, Dda E la mi ad B fa mi, & da B fa mi ad E la mi acuto, Dda F fa ut ad C sol fa ut et da C sol fa ut ad F fa ut acuto, Dda G sol re ut grauve ad D la sol re, & da D la sol re ad G sol re ut secondo, luoghi chiamati regulari al primo, secondo, terzo, quarto, quinto, sesto, settimo et ottauvo tuono, degli quali la sua fine saraà necessaria, rationale et gouvernatrice, Llaquale meglio dichiarir ti uvoglio,; et Pprima aduvertirai che tutti gli canti, gli quali harano fine nel sopradetto D sol re, et nel principio & mezzo procederano co le spetie del terzo, quarto, quinto, sexto, settimo, et ottauvo tuono., Ddico che questi no si giudicherano altrimenti che dal suo proprio et regular fine, dato che in essi sia contrarii processi & non couvenienti a loro, percheé nessuno altro tuono non ha diffe-renza terminata nel detto luogo,. Et se alcuni altri terminerano in E la mi, Ddico che similmente questi non sarano sotto posti a nessuna altra forma, excetto che alla sua propria, gli quali piuù tosto saranno chiamati tuoni comisti,. Ma se alcuni altri terminarano nella positione chiamata F fa ut, Ddico che questi saranno sottoposti non tanto al fine & alle spetie sue, ma sottoposti achora alla natura & forma del primo & quarto tuono rispetto page 12 alla differeza loro, laquale in tal luogo alcuna uvolta finisce, ma questo in-tendi quando procederano con el modo conuveniente al primo & quarto tuono, pcheé altrimenti resterano del quinto o uveramente sesto,. Cosiì alcuni altri harano fine nel G sol re ut,; Ddico che questi saranno sottoposti al setti-mo & ottauvo tuono et anchora al primo, secondo, terzo et quarto tuono, come seguitando intenderai.
ALlcuni altri finiranno in A la mi re, B fa mi, C sol fa ut,. qQuesti, pcheé son luoghi irregulari, da noi saranno cosiderati secondo el processo, le spetie et differenze degli seculorum, gli quali gouvernerano & darano uvera cognitione del tuono.
ALlcuni altri finiranno in D la sol re, E la mi, F fa ut & G sol re ut. qQuesti saranno di quella medesima natura de gli sopradetti regulari.
ALlcuni altri finirano secondo el modo regulare; non dimeno in essi saraà segnato el segno del B molle. Dico che alhora la fine non saraà necessaria neé rationale a cognoscere el tuono, ma per le spetie sarano giudicati, excetto quegli che in D sol re & F fa ut finirano, &c.
ALlcuni altri haranno proceduto nel principio et mezzo co le spe-tie couvenienti a qualche tuono, et nella fine cotrarii a tal discorso,. qQuesti sarano giudicati per le dette spetie & differeze, excettuado i fini regulari, come di sopra eè ditto.
ALlcuni altri harano irregular fine et distonato processo, senza alcu finito diapete p elquale si possa cognoscere la uvera forma,. qQuesti sarano giudicati per alcuni diatessaron, ouveramete per el suo proprio fine.
ALlcuni altri cati si ritrouverano senza forma et seza modo regulare, ma da propria uvolutaà composti,. qQuesti uveramente saranno alla similitudine di coloro, gli quali exercitano un giuoco chiamato alleta., douve si pone et mette un certo fine alquale si habbino aridurre, & correndosi drieto l'uno al'altro, per sicurezza a quel luogo o uver fine ricor-rano et sono saluvi. Cosiì diremo di coloro che senza consideratione si uvol-tono et riuvoltono, procedendo et discorrendo fuora della natura & ordine principale da loro considerati, ma a un tratto uvengono a un suo fine.; page 13 Ddico che questi cocenti o canti non possono esser giudicati se non p detto fine, pur che siano senza B molle terminati.
ALlcuni altri appariranno col sopra detto segno nel contro basso, et alcuni altri nel tenore,. Dico che simile ordine non eè concesso neé conuveniente a un concento o canto, excettuando quado saraà cosi-derato et con artificio messo, come lo excellete Iosquino nel pPatrem della mMessa. De uVirgine mMaria ha osseruvato, et similmente el diuvino Alexandro in molti suoi canti.
ALlcuni altri harano el segno del B molle in E la mi grauve., A la mi re primo, B fa mi & E la mi acuto. Dico che questi sarano giu-dicati secondo le spetie, & non secodo el fine, dato che siano regu-larmente o irregularmete terminati, come Celasan plus di Iosquino., Pec- cata mea dDomine di Giouvani mMoton nel lLibro della corona, Le seruvitur,Le serviteur: Harmonice musices Odhecaton, nr 35. See Cristle Collins Judd, "Reading Aron Reading Petrucci: The Music Examples of the Trattato della natura et cognitione di tutti gli tuoni (1525)", in Early Music History, 14 (1995), p. 147. Heélas mamors, & La dicuplaisant, et altri simili.

DICHIARATIONE DEL PRIMO ET SE-CONDO TVUONO. CAP. IIII.

OGgni canto, delquale el suo tenore finiraà in D sol re, senza alcun dubbio saraà chiamato del primo o secodo tuono, massimamente quando el soprano finiraà in D la sol re per la regolare et rational fine, laqual dimostra chiaramente la natural forma, come gli presenti motteti.: Rogamus te uVirgo mMaria di Iacotin., Iudica me dDeus di Acaen [sic: A. Caen], Congregate sunt et Beata dDei genitrix di Giouvani mMoton, Clangat plebs flores di Regis, Eet similmente alcuni altri col segno di B molle,. Dico che questi non muteranno natura, percheé non si rimouve altro che el suo dia-tessaron, formato da A la mi re ad D la sol re,. nNon si mouvendo adunque el suo primo et natural diapete, saraà chiamato anchor del primo tuono, co-me el motetto Nomine qui dDomini di Acaen [sic: A. Caen], & Pour quoy fu fyat [sic: fayt] ceste emprisePourquoy fut: Canti B, nr 43. See Cristle Collins Judd, "Reading Aron Reading Petrucci: The Music Examples of the Trattato della natura et cognitione di tutti gli tuoni (1525)", in Early Music History, 14 (1995), p. 124. et altri simili,. bBencheé alcuna uvolta, come eè consuetudine, uvano sol-lazzando con alcuni tratti., Ddico che a te bisogna cosiderare se quella fine rimossa dal Ccompositore eè conuveniente, consonante o discrepante da quel canto o no, percheé se el copositore si saraà mosso co ragione laquale a quel tuono si conuviene, esso aduvertiraà almanco di non muouvere una delle parti, bpage 14 cioeè tenore o canto, dal suo fine, procedendo con andamenti grati et conso-nanti secodo che richiede tal tuono, cosiì regulare come irregulare, gliquali seguitando si uveggono con molti piuù uvarii modi secondo la uvoluntaà et di-spositione del Ccompositore. CANTO. TENORE. BASSO. ALTO.

FINE A BENEPLACITO DEL PRIMO ET SECONDO TVUONO.

MAa percheé forse alcuni diranno che la sopra detta positione eè co-mune anchora al secodo tuono, io ti rispondo che nel canto figu-rato rarissimi tenori si truouvano gli quali habbino pcesso et di-scensione couveniete et atta a tal tuono cosiì finito,. Ma se pure el copositore se inmagineraà pcedere alla natura di esso secodo tuono, lui aduvertiraà nel principio o mezzo pcedere con qualche propria sua forma, come si uvede et coprende in psalmi et mMagnificat, negli quali alhora el copositore eè obligato et sottoposto al proprio modo et ordine di detto secondo tuono.
ALlcuni altri finirano nel luogo di G sol re ut. Dico che, trouvadosi el segno del B molle, no altrimeti sarano itesi che del primo o secodo tuono, dato che tal positione sia ordinaria et regulare al settimo et ottauvo tuono, pcheé tal segno ouver figura rimuouve la sua ppria et natural forma ouvero copositione,. nNo dimeno, per esser aquisite le spetie ptinenti al primo et secondo tuono, la fine patisce, & in questo luogo resta arbitraria et quasi come regulare p seé, et no conuveniente al settimo et ottauvo tuono, ma necessaria al primo & al secondo, come dimostrono le seguete messe et motetti,: Auve maris stella et dD'ung aultre amer di Iosquino, Nobilis pgenie & Vulnerasti cor meu di Feuvin, gli quali sarano del primo tuono quato al processo, copositione & diapason finito, come molti altri simile trouverrai. page 15
ALlcuni altri sono terminati nel medesimo luogo & detti del secodo tuono,. qQuesti facilmete si copredono p el cotinuo processo discen-dente, come Virgo celesti di Loyset cCoper., D'ung aultre amer et De tuben [sic: tous biens] plaine di Ayne, Cen'est pas di Pierazzon de lLarue, & D'ung aultre amer di Orto, della qual cosa, se a te paressi qualche uvolta fuora di propo-sito, no ti marauvigliare, percheé li copositori osseruvono alcuna uvolta el pro-cesso di un cato nel principio & mezzo di qualche tuono, & nella fine se-condo la differenza del canto fermo, come per lo aduvenire intenderai.
ALlcuni altri tenori finirano in A la mi re. bBisogna cosiderare et examinare se el pcesso suo eè couveniete et rationale a tal terminatione, pcheé essendo fini [sic: fine] irregularmete terminata al primo & secodo tuo-no & no pcedendo colla sua forma propria, potrebbe facilmete no essere di quel tuono, dato che sia fine irregulare et termine del suo seculor ouvero differenza,. qQuesto eè, cheé el terzo et quarto tuono ha simil luogo quato alla differenza, come seguitando intenderai., Ssiì che p questa ragione, trouvadosi aduq la sua couveniete forma, sara chiamati del primo tuono, come La plus de plus di Iosquino, elquale p el discorso degli diapenti et sua ascesione eè po tuono, et de 2° Simieulx di Loiset cCopere, come maifestamete si coprede.
ALlcuni altri finirano in D la sol re,. Dico che similmete qsti sarano giudicati del primo et secodo tuono, pcheé si uvede chiaramente che da D la sol re insino al suo diapason eè la ppria forma del diapente & diatessaron po, cioeè re-la et re-sol, et quado ascederano insino alla quinta o sesta uvoce, sarano del po, & maggiormente se piuù ascenderano, come Pour tant semon di Antonio Busnois, Gaude uVirgo, Mmotetto di Costanzo fFesta, L'ome armeé di Iosquino dDe sic de singulis, & Heélas que ilest aàmongreé di Iapart, o sia el B molle o no, Fours seulament di Pierazzon de Larue, Ie despitetous [sic: Je despite tous] di Brumel & Gaude bBarbara di Giouvani mMoton. mMa qgli che no harano la cotinuatione alla sommitaà del diapete, come di sopra eè detto, & procedendo nelle parti grauvi, sarano del secodo tuono et non del primo, come Lla messa di Hercules dux Ferrarie da Iosquino composta, & molti altri che narrar no uvoglio, percheé con questa medesima similitudine facil-mente el resto intenderai, laqual senteza coferma el uvenerabile mMesser pre Zanetto, musico Veneto. b iipage 16

DICHIARATIONE DEL TERZO ET QVUAR-TO TVUONO. CAP. V.

SVuole esser detto da coloro, gli quali poco in questo lago pescano, che ogni canto, elquale finiraà nella positione di E la mi, saraà chiamato del quarto tuono, non pensando che tal luogo eè anchor comune al terzo,. Dico che gra-demente resterano inuviluppati, & questo aduviene cheé la differenza piuù uvolte in quel luogo finisce,. Peroò da molti eè giudicato esser quarto tuono, percheé solamente aduvertiscono alla termi-natione del suo seculorum. Onde grandissima confusione facilmente po-trebbe nascere,. Per tanto eè necessario considerare alcuna uvolta la fine, ascesione et discensione, processi, intonationi & differenze, lequali sono uvarie, & perconsequente finiranno in diuversi modi, Ddilche diremo che el motetto Michael arcangele di Iacotin, la prima parte eè del terzo tuono irregulare, & la seconda regular terzo finito, et no quarto,; cosiì el simile saranno Ma- leur me bat di Ocheghen, & iInteruveniat pro rege nostro di Iacotin, et molti altri a questi simili, gli quali hanno fine regulare, processo conuveniente et ascensione. CANTO. TENORE. BASSO. ALTO.

FINE A BENEPLACITO DEL TERZO ET QVUARTO TVUONO.

ALlcuni altri saranno terminati nella positione di G sol re ut, luogo ordinario et regulare al settimo & ottauvo tuono,. nNon dimeno son detti essere del terzo,. qQuesti uveramete bisogna che siano con gra-page 17dissima diligenza considerati, massimamente el processo loro, percheé non hauvendo ordine neé forma pertinete et atta al terzo tuono, mai per tal fine non sarano chiamati di detto tuono, ma del settimo ouvero ottauvo. Trouva-dosi aduque la natural sua forma, sempre sarano giudicati del terzo tuo-no, et no settimo et ottauvo, rispetto alla forma et differeza, come Nunqua fuit pena maiorNunquam fuit pena maior: by Johannes Urreda. See Peter Bergquist, The Theoretical Writings of Pietro Aaron (Ph.D. diss., Columbia University, 1964), p. 287. et altri simili, &c., come coferma el predetto & uvenerabile mMesser pre Zanetto, musico Veneto.
ALlcuni altri anchora in A la mi re del terzo trouverai, negli quali, essendo in essi el processo conforme, sarano giudicati di esso terzo tuono, come Miserere mei dDeus di Iosquino., Letatus sumFor a discussion of this work and its attribution, see Cristle Collins Judd, "Reading Aron Reading Petrucci: The Music Examples of the Trattato della natura et cognitione di tutti gli tuoni (1525)", in Early Music History, 14 (1995), p. 125 and 135. di Eustachio, & Benedic anima mea dDominum, douve la prima parte finisce nel suo confinale, la secoda nel finale, & la terza nella differenza,; et molti altri cosiì si trouveranno,. Ma se saranno con el segno del B molle., Ddico che questi maggiormente si chiameranno del terzo tuono, dato che nel principio o mezzo non siano proceduti con el debito et conuveniente modo, percheé chiaramente si uvede la regolar sua copositione di mi-mi et mi-la, laqual si genera da detto A la mi re, ad E la mi acuto, congiunto el superiore Ddia-tessaron, quale eè mi-la, bencheé di questi pochi se ritruouvino per la incomo-ditaà dello ascenso suo, excettuando se non fussino a uvoce simili ouvero mu-tate, gli quali saranno giudicati del terzo o quarto tuono quanto alle spe-tie & discensioni, et no per cagione della differenza, neé processo,. Per tanto si coclude che tal canti piuù tosto sarano chiamati del quarto tuono per la discedete cotinuatione, come O mMaria rogamus teO Maria rogamus te: by Heinrich Isaac. See Cristle Collins Judd, "Reading Aron Reading Petrucci: The Music Examples of the Trattato della natura et cognitione di tutti gli tuoni (1525)", in Early Music History, 14 (1995), p. 150. nel lLibro de' motetti cC, & molti altri con questo modo facilmente potrai intendere.

DICHIARATIONE DEL QVUINTO ET SESTO TVUONO. CAP. VI.

SPpinto dal tuo amore et sperando al fin uvenire, considero quello che dubitar potresti. Onde hauvendo io el quinto & sesto tuono a dichiarare, aduvertirai che un canto el-quale finiraà nella positione di F fa ut saraà del quinto o sesto tuono chiamato,. Ma percheé molti et molti et quasi tutti el segno del B molle hanno, non uvoglio che in te cpage 18 alcun sospetto rimaga, percheé uvedendo tu rimossa la sua forma, facil cosa sarebbe credere el cotrario p causa di alcune sentetie da me di sopra dette,. Per tato sappi che li compositori antichi piuù hano in questi tali cosiderato la facilitaà che la sua propria forma o uvero copositione, conciosiacosa che el quinto et sesto tuono harebbe assai uvolte dibisogno lo aiuto del B molle/, Ddato che no sempre tal tuono si debbe cantare per detto B molle, percheé sarebbe cotra agli uversi delle mediationi di lor tuoni ordinati da gli anti-chi,; Eet questo similmente coferma el sopradetto mMesser pre Zanetto Vve-neto. Onde per questa cagione rimuouvono el Ddiapente terzo nella natura del diapente quarto, acciocheé el tritono, elquale nel mezzo si interpone, no habbi nel canto a generare alcuno incomodo neé durezza, come gli segueti canti del quinto tuono regularmente ti dimostrano, cioeè, Stabat mater do lorosa et Alma redemptoris di Iosquino, Heélasque poura di Caron., Que- ramus cum pastoribus di Giouvanni mMoton et Illuminare illuminare hHie- rusale, et el Santus et Agnus dDei della mMessa de uVirgine mMaria di Pieraz-zon de lLarue, gliquali no altrimeti sarano chiamati rispetto allo ascenso et processo suo,; et quegli gli quali no harano cotinuo processo in tale altezza, ma discorrendo al Ddiapente o exachordo suo, saranno giudicati del sesto tuono regularmete terminati, come gli presenti canti,: Brunette di Stoche, Votre bargeronette di Comper., IJenedemande di Busnoys., Ales regres [sic: Allez regretz] di Agricola., A la audiench di Ayne, Sancta tTrinitas unus dDeus di Feuvin et Tempus meu est ut reuvertar ad eu., Celeste beneficiu di Giouvani mMoton, et Egregie cChristi di Feuvin; et molti altri simili cosiì sarano. CANTO TENORE BASSO ALTO

FINE A BENEPLACITO DEL QVUINTO ET SESTO TVUONO.

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ETt se alcuni altri sarano chiamati del qnto tuono in A la mi re, Ssappi che eè dibisogno che nel principio et mezzo habbino processo couve-niente a quel tuono, et no hauvendo simile discorso, la differeza poco opereraà, et facilmente sarebbono di qualche altro tuono, come di sopra in-tendesti,. nNodimeno el Ccompositore bene a tal tuono aduvertisce, ma quello che eè necessario piuù chiaramente negli psalmi et mMagnificat si cognosce,. Per tanto el sesto tuono da noi in detto luogo no saraà concesso, percheé non ha la forma neé differenza alcuna.
SAaranno alcuni altri giudicati del quinto tuono quando in B fa mi terminerano,. qQuesto non si conferma se rimossa saraà la figura o segno del B molle, elquale in quel luogo genera la sua compositione, no tato ascendente quanto discendente, Ddilche la fine qua eè rationale, necessaria et gouvernatrice, per laqual cosa si cognosce la sua propria forma, come di-mostra el canto Caregrette [sic: La regrettée] da Hayne composto, elquale eè quinto tuono rispetto alle spetie, cadenze, et continuo ascenso,; ma sesto eè detto O admi- rabile comertiu di Iosquino, con alcuni altri simili, bencheé rari sene truouvi.
ALlcuni altri in C sol fa ut saranno detti del quinto tuono, o sia el B molle o no, come Si sumpsero di Obreth,. qQuesto eè solo per la differenza, laquale alcuna uvolta el cato fermo dimostra,. Per tato el sesto tuono in tal luogo mancheraà, dato che sia confinalitaà del quinto et sesto regularmente finiti, percheé non si puoò torre alcuna forma neé differenza conuveniente a lui.

DICHIARATIONE DEL SETTIMO ET OTTAVO TVUONO. CAP. VII.

HAanno alcuni ordinato che el settimo et ottauvo tuono regularmente et irregulare possino in tre luoghi esser finiti, cioeè Gama ut, C fa ut, & G sol re ut, delle quali terminationi molti molte uvarie oppenioni adducono, massimamente di quegli che finiranno in detti Gama ut et C fa ut,. Onde piuù tosto tal canti da loro son giu-dicati del settimo tuono, che dello ottauvo, et questo aduviene percheé rarissi-me uvolte et quasi mai un simil canto discende alla forma plagale, Pper la-c iipage 20 qualcosa ti rispondo, che tale oppenione da noi non eè concessa, percheé uve-demo chiaramente essi cotinuare in quello che naturalmente uvogliono et richiedono gli proprii et regulari tuoni,. pPur non dimeno quegli che nel Gama ut finiranno, rispetto alla forma aquisita couveniente a detto settimo tuono, concludo settimo et non ottauvo senza el B molle, ma primo ouvero secondo con el segno del B molle, ma no cosiì quando nel C fa ut finirano, per la ragione di sopra detta,; et percheé anchora non hanno el Ddiatessaron conuveniente, Ssarano adunque da noi chiamati del tuono ottauvo et non settimo, come li segueti cati dimostrano,: Mon marim'a deffameée di Orto et similmente el canto chiamato E la la la,E la la la: by Ninot le Petit. See Cristle Collins Judd, "Reading Aron Reading Petrucci: The Music Examples of the Trattato della natura et cognitione di tutti gli tuoni (1525)", in Early Music History, 14 (1995), p. 149. degli quali con el medesimo or-dine el resto intenderai, Llaqual oppenione tiene el prenominato mMesser pre Zanetto Mmusico.
ALlcuni altri finiranno nella positione di G sol re ut,. qQuesti natural-mente et regularmente sarano detti del settimo tuono ouveramete dello ottauvo, percheé loro hanno el suo proprio fine et la natural forma,. Pertanto diremo che la messa di Giouvanni mMoton di VUt sol et la Gloria della uVergine mMaria di Pierazzon de lLarue per le spetie, fine & con-tinuo ascenso saran chiamati del settimo tuono, Ccosiì el simile Multi sunt uvocati pauci uvero eletti del uvenerabele mMesser pre Zaneto Vveneto et Asce dens cChristus in altum de Hylaere, & no cosiì degli seguenti canti.: Si de- dero di Alessandro aAgricola et C'est possibile que l'home peult; quanto alla fine et pcesso sono dello ottauvo tuono, et anchora O uVenus bant di Iosqno,O uVenus bant di Iosqno: this is a misattribution. The chanson was actually composed by Gaspar Van Weerbeke. See Gustave Reese/Patrick Macey, "Josquin Desprez", The New Grove Dictionary of Music and Musicians, second edition, ed. by Stanley Sadie (London, 2001), vol. 13, p. 249. Disant adiu [sic: adieu] madame,Disant adieu Madame: by Loyset Compère. See Cristle Collins Judd, "Reading Aron Reading Petrucci: The Music Examples of the Trattato della natura et cognitione di tutti gli tuoni (1525)", in Early Music History, 14 (1995), p. 148. IJesuis amie,Je suis amie: by Loyset Compère. See Cristle Collins Judd, "Reading Aron Reading Petrucci: The Music Examples of the Trattato della natura et cognitione di tutti gli tuoni (1525)", in Early Music History, 14 (1995), p. 149. Min morghem ghaf., Heélas heélas di Ninot, Dent [sic: Dont] reuvenesz uvous di Compere, et Beata dDei genitrix, co molti altri gliquali in questo modo cognoscer potrai. CANTO TENORE BASSO ALTO

FINE A BENEPLACITO DEL SETTIMO ET OTTAVO TVUONO.

page 21ALlcuni altri finirano nella positione di C sol fa ut,. Dico che questi similmente saranno detti del settimo tuono ouvero ottauvo quanto alla differenza & processo, laqual differenza molte uvolte si uvede in tal luogo terminare,. Pertanto se detto canto haraà processo conuveniente a quel tuono, senza alcun dubbio saraà del settimo rispetto al suo fine, et an-chora ottauvo, et molto piuù ragioneuvolmete se in essi saraà segnato la figura del B molle, elquale partoriraà la propria sua compositione chiamata ut-sol & re-sol, sol-ut et sol-re, couveniente forma al settimo et ottauvo tuono sopra detto,. Onde gli presenti canti, cioeè Mes pensies di Compere, Madame Hheélas, Cenent [sic: Comment] peult di Iosquino, & Mittit ad uVirginem, non altrimeti che del settimo son chiamati, et Ieuide fece [sic: Je cuide si ce] tamps, & L'oserai dire del tuono ottauvo et no settimo, come la sua forma et cotinuo pcesso ti dimostrao, &c. Et con questo ordine examinando & considerando el modo sopra detto, sarai chiaro di ogni altro canto o tuono conuveniente et atto al canto fi-gurato.

DICHIARATIONE DELLE CADEN-ZE DI TVUTTI GLI TVUO-NI. CAP. VIII.

NOon eè da marauvigliarsi se alcuni compositori hanno osseruvato processi incommodi et distonati a qualche tuono, percheé questo procede da no cosiderare quello che primamente eè necessario., Ccociosiacosa che gli so-pra detti tuoni habbino diuverse et uvarie cadeze, per lequali non hauvendo el uvero giuditio, no altrimenti che con uviluppo gli canti loro spesse uvolte si comprenderanno,. Pur non dime-no, cognoscendo io che da una delle due intelligenze a te puoò essere stato noto, resto contento che se la prima, la quale con ragione si gouverna, non intendi, almanco con quella che la natura ha concesso, quale eè lo audito, dpage 22 el tutto facilmente tu hai inteso, et similmente intender puoi,. Ma percheé io penso grandemete et desidero far cosa grata a quegli che di tal regole ma-cono, col puro core et animo sinciero ogni fatica per essi patir uvoglio, pur dichiarando quello che da me cadenze son chiamate, ouveramente distin-tioni, et come si conuvengono al Pprimo, Ssecondo, Tterzo, Qquarto, Qquinto, Ssesto, Ssettimo et Oottauvo tuono, accioò che meglio ogni canto con ragione da te sia ordinato,. Per tanto dico che Ccadenza non eè altro che un certo se-gno del quale gli Ccompositori, per alcun senso delle parole, fanno un me-diato fine, come coferma Giouvanni de Muris, Mmusico celeberrimo, elqua-le dice Cche se alcuna uvolta non si facessi cadenze negli canti, non sarebbe el senso perfetto, Ddella qual cosa tutte le sopra dette cadenze principalme-te nascano da i fini regulari et confinalitaà, cioeè Iirregulari, lequali chiara-mente si uveggono examinado la natura degli Iintroiti, Ggraduali, Aalleluya, Ooffertorii, Ppostcomunioni, ntiphane [sic: antiphone], et Rresponsorii., Ssopra laquale co-sideratione largamente saranno constituite et ordinate le naturali et uvere sue cadenze.

CADENZE DEL PRIMO ET SECONDO TVUONO. CAP. IX.

ELl primo tuono haraà quatro ordinate cadenze, cioeè Lli-chanos hypaton, Pparhypate meson, Llichanos meson et Mmese, detti D sol re, F fa ut, G sol re ut et A la mi re. Et cosiì sempre intederai anchora nelle ottauve di sopra, lequali senza altra dubitatione negli tuoi cocenti cosiì osseruverai,. El secondo tuono haraà sei cadeze, cioeè Ppar-hypate hypaton, Llichanos hypaton., Pparhypate meson, Llichanos meson, Mmese et alcuna uvolta Pproslanbanomenos, detti C fa ut, D sol re, F fa ut, G sol re ut, A la mi re et A re, couvenienti luoghi al tuon secondo. page 23

CADENZE DEL TERZO ET QVUARTO TVUONO. CAP. X.

ELl terzo tuono medesimamente haraà sei cadenze, cioeè Hhypate meson, Pparhypate meson, Llichanos meson, Mmese, Pparamese et Ttrite diezeugmenon, detti E la mi, F fa ut, G sol re ut, A la mi re, mi acuto et C sol fa ut. El quarto similmente sei cadenze haraà, cioeè Pparhypate hy-paton, Llichanos hypato, Hhypate meson, Pparhypate me-son, Llichanos meson et Mmese, detti C fa ut, D sol re, E la mi, F fa ut, G sol re ut et A la mi re, atte al quarto tuono.

CADENZE DEL QVUINTO ET SESTO TVUONO. CAP. XI.

ELl quinto tuono tre sole cadenze haraà, cioeè Pparhypate meson, Mmese et Ttrite diezeugmenon, detti F fa ut, A la mi re et C sol fa ut. Ma el suo sesto cinque ne haraà, cioeè Pparhypate hy-paton, Llichanos hypaton, Pparhypate meson, Mmese et Ttrite diezeugmenon, detti C fa ut, D sol re, F fa ut, A la mi re et C sol fa ut, luoghi non discrepati al sesto tuono.

CADENZE DEL SETTIMO ET OTTAVO TVUONO. CAP. XII.

ELl settimo tuono haraà cinque cadenze, cioeè Llichanos meson, Mmese, Pparamese, Ttrite diezeugmenon et Pparanete diezeugmenon, detti G sol re ut, A la mi re, mi acuto, C sol fa ut et D la sol re. eEt Ll'ottauvo tuono solamente ha quatro cadenze, cioeè Llichanos hypaton, Pparhypate meson, Llichanos meson et Ttrite diezeugmeno, detti D sol re, F fa ut, G sol re ut et C sol faut, ordine couveniente al tuono ottauvo, et similmente a tutti gli altri di sopra detti tale modo et ordine saraà necessario. d iipage 24
  • CADENZE DEL PRIMO TVUONO.
    • D acuto
    • F acuto
    • G acuto
    • et in A sopracuto.
  • CADENZE DEL SECONDO TVUONO.
    • C acuto
    • D acuto
    • F acuto
    • G acuto
    • A sopracuto
    • et in A acuto.
  • CADENZE DEL TERZO TVUONO.
    • E acuto
    • F acuto
    • G acuto
    • A sopracuto
    • sopracuto
    • et C sopracuto.
  • CADENZE DEL QVUARTO TVUONO.
    • C acuto
    • D acuto
    • E acuto
    • F acuto
    • G acuto
    • et in A sopracuto.
  • CADENZE DEL QVUINTO TVUONO.
    • F acuto
    • A sopracuto
    • C sopracuto.
  • CADENZE DEL SESTO TVUONO.
    • C acuto
    • D acuto
    • F acuto
    • A sopracuto
    • et in C sopracuto.
  • CADENZE DEL SETTIMO TVUONO.
    • G acuto
    • A sopracuto
    • sopracuto
    • C sopracuto
    • et in D sopracuto.
  • CADENZE DEL OTTAVO TVUONO.
    • D acuto
    • F acuto
    • G acuto
    • et in C sopracuto.
page 25

ORDINE IRREGVULARE AL PRIMO TVUONO. CAP. XIII.

ESssendo el primo tuono formato del Ddia pente et Ddia tessaron primi, detti re-la et re-sol, eè necessario che el compositore aduvertisca di procedere nel concento con simili spetie ouvero forma, per laquale si sentiranno an-damenti grati et consonanti,. Ma se con altro modo in questo tuono pcederai, nasceraà sempre la distonata uvia, et similmente se le contrarie cadenze osseruverai, lequali sono Hhypate meson, Pparamese et Ttrite diezeugmenon, chiamate E la mi, mi acuto et C sol fa ut.

ORDINE DIVERSO AL SECONDO TVUONO. CAP. XIIII.

LAa forma del secondo tuono è generata del Ddia pente similmente et Ddia tessaron primi, cioeè re-la et sol-re,. Essendo adunque, nel concento detto, alcune spetie non conuvenienti a lui, si sentiraà el canto distonato, et non conforme,; Ccosiì se le cadenze contrarie saranno, lequali sono le so-pra dette del primo tuono, cioeè Hhypate meson, Pparamese et Ttrite diezeug-menon,.

FORMA DEL PRIMO ET SE-CONDO TVUONO.

epage 26

ORDINE DISCREPANTE AL TERZO TVUONO. CAP. XV.

LAa compositione del terzo tuono nasce dal Ddia pente et Ddia tessaron spetie seconde, chiamate mi-mi et mi-la. Pertanto se nel concento no si procederaà col suo ordine naturale et proprio, el canto no haraà co-uveniente discorso, ma distonato processo.; Ccosiì anchora se le cadenze non saranno al proposito, come le segueti, cioeè Pparhypate hypaton et Llichanos hypaton, chiamati C fa ut et D sol re.

ORDINE CONTRARIO AL QVUARTO TVUONO. CAP. XVI.

ELl quarto tuono similmente è coposto dal Ddia pente et Ddia tessaron secodi, detti mi-mi et la-mi, alquale mutando la sua forma, renderaà harmonia dissimile et distonata, Eet molto piuù se le cadenze saranno contrarie, come seguita, cioeè Pparamese, Ttrite diezeugmenon et Pparanete diezeugmenon, detti mi acuto, C sol fa ut et D la sol re.

FORMA DEL TERZO ET QVUARTO TVUONO.

ORDINE DISSIMILE AL QVUINTO TVUONO. CAP. XVII.

LAa forma conuveniente al quinto tuono chiaro si uvede per le presenti syllabe, cioeè fa-fa et ut-fa, terzo Ddia pete et Ddia tessaron, Llaquale co-positione essendo nel concento uvariata, el cato facilmente saraà dissi-mile et distonato dal suo processo naturale, Eet questo anchora se userai le sequeti cadeze, cioeè Pparhypate hypaton, Llichanos hypaton, Hhypate me-son, Llichanos meson, Pparamese et Pparanete diezeugmenon, chiamati C fa ut, D sol re, E la mi, G sol re ut, mi acuto et D la sol re. page 27

ORDINE DISSONANTE AL SESTO TVUONO. CAP. XVIII.

ELl sesto tuono da le medesime sopra dette spetie è composto, cioeè fa- fa et fa-ut, et uvariado el processo ordinario, opera quello che nel qnto è stato detto, Eet maggiormente se le seguenti cadenze userai, cioeè Hhypate meson, Llichanos meson, Pparamese et Pparanete diezeugmeno, detti E la mi, G sol re ut, mi acuto et D la sol re.

FORMA DEL QVUINTO ET SESTO TVUONO.

ORDINE NON CONVENIENTE AL SETTIMO TVUONO. CAP. XVIIII.

LAa copositione del settimo tuono nasce dal quarto Ddia pente detto, ut-sol, et dal Ddia tessaron primo detto re-sol, Llaqual forma, essendo uvariata, bisogna che sia el processo co alcune distonationi., Eet ancho-ra osseruvado le cadeze cotrarie, lequali seguitado si uvedono, cioeè Llichanos hypato, Hhypate meso et Pparhypate meso, detti D sol re, E la mi et F fa ut.

ORDINE DISCONVENEVOLE AL TVUONO OTTAVO. CAP. XX.

LEe spetie ouveramente forma del tuono ottauvo è quella che si couviene al settimo superiore detto, cioeè ut-sol et sol-re, laquale, no essendo nel canto cotinuata, ne nascerano gli incouvenienti di sopra detti, Eet tanto piuù se le cadenze sarano Pparhypate hypaton, Hhypate meson, Mmese, Pparamese et nel Pparanete diezeugmenon, chiamati C fa ut, E la mi, A la mi re, mi acuto et D la sol re, gliquali precetti et demostrationi a te saranno cogniti al uvero modo et cotraria forma a tutti gli tuoni.

FORMA DEL SETTIMO ET OTTAVO TVUONO.

e iipage 28

DE GLI PRINCIPII DEL PRIMO ET SECONDO TVUONO. CAP. XXI.

POotrebbe essere el seguente capitolo grato a quegli che di comporre si dilettono,. sSiì come la sopra detta dichia-ratione delle cadenze si couviene, Iio adunque similmete cosidero essere cosa utile sapere gli principii di tutti gli tuoni, Cconciosiacosa che ad alcuni paia che tal princi-pii siano a coplacenza degli copositori, laqual ragione da noi non si conferma, pcheé essendo gli tuoni diuversi del fine, copositione et processi, bisogneraà che similmente loro siano uvarii secondo la natura di quel tuono che primamente da te saraà pensato, gli quali el piuù delle uvolte seguiterano el principio, mezzo et fine del suo natural Ddia pete, massima-mente quado essi sarano del Pprimo, Tterzo, Qquinto et Ssettimo tuono,. Ma se saranno del Ssecondo, Qquarto, Ssesto et Oottauvo, douve discorreraà el Ddia tessaron el piuù principieranno,. Per tanto el primo tuono haraà regularmete sette principii, cioeè Pparhypate hypaton, Llichanos hypaton, Hhypate meson, Pparhypate meson, Llichanos meson, Mmese et Pparanete diezeugmeno, detti C fa ut, D sol re, E la mi, F fa ut, G sol re ut, A la mi re et D la sol re, gli quali ragioneuvolmente si couvengono a gli sopra detti tuoni,; Ddellaqual cosa el secondo tuono ne haraà cinque, cioeè Pproslambanomenos, Pparhypate hypaton, Llichanos hypato, Hhypate meson et Pparhypate meson, chiamati A re, C fa ut, D sol re, E la mi et F fa ut.

DE GLI PRINCIPII DEL TERZO ET QVUARTO TVUONO. CAP. XXII.

ELl terzo tuono similmente haraà sette principii, de gli quali el primo eè Hhypate meson, el 2° Pparhypate meson, el terzo Llichanos meson, el quarto Mmese, el quinto Pparamese, el sesto Ttrite diezeugmenon, et el page 29 settimo Nnete diezeugmeno, detti E la mi grauve, F fa ut, G sol re ut, A la mi re, B mi acuto, C sol fa ut et E la mi acuto,. El quarto tuono sola-mente ne ha sei, de gli quali el primo eè Pparhypate hypaton, el secodo Lly-chanos hypaton, el terzo Hhypate meson, el quarto Pparhypate meson, el quinto Llichanos meson, et el sesto Mmese, chiamati C fa ut, D sol re, E la mi, F fa ut, G sol re ut et A la mi re.

DE GLI PRINCIPII DEL QVUINTO ET SESTO TVUONO. CAP. XXIII.

ELl quinto tuono regularmente tiene principii cinque, de gli quali el primo eè parhypate meson, el secodo Llichaos meson, el terzo Mmese, el quarto Ttrite diezeugmeno, el quinto et ultimo Ttrite hyperboleo, chiamati F fa ut, G sol re ut, A la mi re, C sol fa ut et F fa ut acuto,. El sesto solo quatro principii haraà, cioeè Pparhypate hypaton, Llichanos hy-paton, Pparhypate meson, et Mmese, detti C fa ut, D sol re, F fa ut et A la mi re.

DE GLI PRINCIPII DEL SETTIMO ET OTTAVO TVUONO. CAP. XXIIII.

ELl settimo tuono sei principii si truouva,. eEl primo eè Llichanos meson, el secodo Mmese, el terzo Pparamese, el quarto Ttrite diezeugmenon, el qnto Pparanete diezeugmenon, et el sesto Pparanete hyperboleon, chiamati G sol re ut grauve, A la mi re, mi acuto, C sol fa ut, D la sol re et G sol re ut acuto,. Ma el tuono ottauvo solamente cinque principii ha, degli quali el primo eè Pparhypate hypaton, el secondo Llichanos hypaton, el terzo Pparhypate meson, el quarto Mmese, et el quinto Ttrite diezeugme-non, detti C fa ut, D sol re, F fa ut, A la mi re et C sol fa ut, Llaqual di-mostratione sempre a te saraà nelle compositioni regulare, necessaria et ra-tionale, siì come chiaramete si uvede negli canti con tale ordine coposti. e iiipage 30page 31

DELLA NATVURA ET OPERATIONE DI TVUTTI GLI TVUONI. CAP. XXV.

DIi quate miserie et passioni sia ripiena la uvita humana, po-chi sono che no lo sappino, se hano fatto in quella alcuna dimora, conciosiacosa che tanto calamitosa et erunosa sia, che alcuni philosophi naturali meritamente hanno detto che huomo nessuno la accetteria se, quado lui nasce, sapessi le coditioni di quella, laqualcosa intendendo Idio et la natura, hano intro-dotto in questo modo uvarii et diuversi appiaceri et spassi, co gli quali l'huo-mo potessi alquato mitigare la osteritaà, fastidii et chargo di essa uvita, altri-menti presto saria cessata co grade isdegno di essa natura,. Ma fra le altre recreationi, nessuna pare a me esser piuù sollazzeuvole neé piuù conuveniente all'huomo, quato eè la suauve et gioconda harmonia, le dolcezze et ameni-tade della quale no mi metteroò a ricotare, pcheé no si potria p modo alcuno pensare et manco con lingua explicare, Mma solamente ricercheremo sotto breuvitade qual sia la causa che l'anima nra si diletta cosiì grademete di nu-meri musichi, et dapoi diremo le qualitaà et diuversitaà degli effetti pdutti da esso cato, elquale alcuna uvolta prouvoca l'huomo ad ira et fatti crudeli, alcu-na uvolta a clemetia et mansuetudine, alcuna uvolta a altre diuverse passioni. Quato sia p la prima inuvestigatioe., Aalcuni hano ditto questa esser la causa della predetta quistione, che l'anima nostra si diletta di Mmusica, pcheé seco-do la oppenione di Aristoxeno, phylosopho, l'anima nostra no eè altro se no una certa harmonia, laqual resulta dalla intentione de gli membri et parte corporee, laqual diffinitione, se fussi uvera, sarebbe euvidete ragioe del nostro primo quesito, pcheé ogni simile couviene naturalmete co el suo simile,. Ma essendo stato reprobata qsta oppenioe, cosiì da' philosophi antichi come da' chriani, Aalcuni altri hano detto che l'aa p questo grandemente si diletta di musica, pcheé essa eè stata creata i cielo, douve ha udiro [sic: udito], cosiì laà suso stado co-me anchora discededo, qgli suauvi coceti produtti da gli corpi celesti, de gli quali da poi i qsta uvita hauvedone una certa natural memoria, appetisce gli page 32 canti humani, per hauver quegli qualche similitudine con la celestiale har-monia., Llaquale ragione, bencheé sia uverisimile, non dimeno non piace a molti, et massimamente a gli nostri theologi, percheé secondo la loro oppe-nione non eè uvero che l'anima, fatta in paradiso, discenda giuso in terra per gli circoli celesti, ma dicono che Idio, creado essa anima, la infonde nel corpo, percheé non saria cosa conuveniente che Idio la fecessi in paradiso nitida, pura et bella, et a quel luogo la madassi in terra a macularsi di uvitii et pec-cati, Ssiì che piuù oltra resta da cercare,. Donde, pare a me che questa ragio-ne si possa asegnare alla preditta qstione, Cche l'anima p altro no si recrea et gaude negli canti et suoni harmoniaci se non percheé quegli hanno in seé grande perfettione et a seé atraissano et grandemente suspedano, et in quel moto fanno alquanto dismenticare le miserie di questo mondo,; uverame-te fanno che maco si sentono,. Et che questo sia la uveritaà, noi uvediamo, cheé le uvoci assone, rauche et brutte, & cosiì gli suoni strepitosi et fuora di ogni suauvitaà, sono piuù presto in abominatione et spauveto che in piaceri alcuni, percheé non sono grati, ma piuù presto sono fuggiti dal nostro audito. Allo opposito, gli buoni et perfetti moduli fanno che a quegli ci accostiamo, et quanto piuù sono perfetti, tato piuù sono attrattiuvi., Iilche cognosciamo essere in tutte quante le altre cose quali, quanto piuù sono perfette, tanto piuù sono diletteuvole et attrattiuve, et in questo mezzo ci rimuouvono alquanto dalle inmense calamitaà et passioni date alla anima uviuvente, et questo secondo la capacitaà et incapacitaà di essa anima, o rationale, ouvero irrationale,. Donde concludiamo, che la perfettione cosiì degli suoni come degli numeri, quali tutta dua adopera el musico, esser quella che diletta, et p questo solo et non per altro esser grata la musica., Ssiì che gli excellenti et consumati nella arte, non giaà gli ignoranti, si possono allegrare,. Da qui mi penso prouvenire che non infiniti et innumerabili tuoni sono stati amessi, ma solamente certi pochi, negli quali eè maggior perfettione, hanno eletti gli pratici et maestri del canto, et questi sono otto, come eè manifesto a qualuque huomo medio-cre nella arte musica, cioeè primo, secodo, terzo, quarto, quinto, sesto, settimo et ottauvo, neé anchora uno solo, ma piuù tuoni sono stati messi in uso per gli diuversi effetti, gli quali essa harmonia suole produrre, Iimperoò che alcuna uvolta si richiede letitia, gaudio et hillaritaà di animo, et alhora eè cosa ragio-page 33neuvole si adoperi el primo tuono, elquale di sua natura eè mobile et abile a comuouvere et excittare tutti gli affetti della anima,. aAlleuvolte l'huomo eè co-stituto nelle lachrime et lametationi,; alhora el cantore perito della arte, la-sciando el Pprimo, piglia el Ssecondo tuono, qual p esser grai [sic: grave], meglio haraà aquietare lo afflitto et languente spirito, et tal tuono possiamo dire hauvere usato gli antichi ne gli funerali exequii, quando acompagnauvono gli de funtti [sic: defunti] alla sepultura co cati et suoni, siì come testificano gli autori,. Accade ad altri tempi che la animositaà et iracodia eè necessaria, siì come saria a uno Ccapitano per excitare seé medesimo et gli suoi soldati et spauventare gl'ini-mici,. aA questo tepo, sia cauto el cantore in adoperare el terzo tuono, percheé molto infiama et accede il spirito ad ira,. Ma quado gli huomini si darano a gli piaceri, bisogneraà postponere el preditto et eleggere el quarto, pcheé quello si accomoda mirabilmete al riposo et tranqllitade. Se pur la sorte daraà al cantore che el sia inanzi persone fastidiate et piene di affani, potraà tetare con el quinto tuono di leuvare tale malinconia, pcheé, siì come testifica Guidone, el qnto eè delettabile, modesto, allegro et atto a scacciare le ansietaà et fastidii,. El sesto opera et produce cotrario effetto, cioeè lachrime et pietaà, quale si debbe mettere in exercitio et adoperarsi quado siamo in casi douve couviene inducere gli huomini a pianto, lachrime et copassione, come saria negli giorni della Ssettimana santa et altri simili tepi,. Alcuni luoghi hano persone appetenti et desiderosi parte di lasciuvie, parte di modestia et gio-conditaà et appiacere, come alle nozze suole accadere, et in questo tempo ben quadrerraà el Ssettimo,. Et similmete lo ottauvo couveniraà a gli allegri et giocondi couviuvii, douve siano persone affabile et approbate, quali uvogliono appiacere, ma no tale che uvenga agli atti lasciuvii et petulanti,. Questi sono gli effetti degli tuoni diuversi et uvarii, et secondo la diuversitaà degli luoghi, tempi et persone hanno ad essere adoperati; altrimenti el musico parrebbe indotto et ignorante se non sapessi agli suoi tempi accomodare gli detti tuoni,. Neé manco incouveniente mi penso che saraà al Mmusico a' tempi gio-condi et allegri procedere per uvia del secondo tuono, di quello che sarebbe se qualche uno nelle festiuvitaà uvolessi incedere con uno habito flebile et mesto, Eet peroò, parlando degli tuoni, no mi eè parso fuora di proposito ad-uvisare anchora queste parti, non per coloro che sanno, ma ad instrutione di quegli che hano appiacere, non sapendo, imparare. fpage 34page 35

DICHIARATIONE COME IN TVUTTE LE POSITIONI OVER LVUOGHI DELLA MANO SONO NATVURALMENTE ET ACCIDENTALMENTE SEI NOTE O VERAMENTE VOCI. CAP. XXVI.This chapter is criticised in two letters written by Giovanni Spataro to Giovanni del Lago (dated 30 October 1527 and 4 January 1529) and in two letters written by Spataro to Aaron (dated 30 January 1531 and 8 February 1531). See Bonnie J. Blackburn, Edward E. Lowinsky, Clement A. Miller, A Correspondence of Renaissance Musicians (Oxford, 1991), p. 323-327, 335-344, 415-417 and 427-428.

BEencheé ad alcuni qualche uvolta paia cosa strana che in tutti gli sopra detti luoghi si ritruouvino sei note ouver uvoci, chiamate ut, re, mi, fa, sol, la, questo non eè che sia fuor di proposito, ma solo aduviene che la coniunta non intendono,. Onde, tal nostra dichiaratione no saraà degna a quegli gli quali in tal scienza son celeberrimi, ma per coloro che tal pratica ignorano,. Per tato un so-lo ordine et modo aduvertirai, cheé in ciascuna positione nella quale naturalmente secondo l'ordine della mano gli trouve-rai una uvoce ouver syllaba mi, et mutandola nel fa, questa sol cosa conside-rando alle ottauve et qnte di sotto et di sopra, cognoscerai quello che chia-rir uvogliamo,. Adunq cosiì diremo che in Gama ut sono sei note ouver uvoci, delle quali naturalmete si cognosce essere ut,. La seconda nasce da Hhypate hypaton, cioeè mi, per cagione del fa elquale accidentalmente uviene dal B molle in quel luogo ordinato, laqual si chiama re,. La terza nota ouver uvoce, detta mi, eè causata primamente da quel mi mutato nel fa de Hhypate meson detto E la mi, del quale la sua quinta ouver Ddia pente inferiore co-rispondente per uno altro accidentale fa, saraà nella positione chiamata Pproslambanomenos, cioeè A re, dicendo fa,. pPer cosequente, in Gama ut saraà la terza nota mi,. La quarta uvoce haraà principio da Llichanos hypato, cioeè D sol re, nelquale saraà lo accidetale fa rispetto a quella uvoce mi ordinata et constituita nella positione detta Mmese, cioeè A la mi re, mutata nel fa, el-qual fa risponde per Ddia pente inferiore nel luogo detto D sol re, dicendo f iipage 36 similmente fa, con elqual fa discendendo per una altra quinta, eè necessario che in Gama ut sia fa,. La quinta uvoce ouver nota, sol, eè facilissima copren-derla, pcheé assai uvolte questo accade secodo el discorso naturale degli con-tra bassi, gli quali, discendendo sotto di esso Gama ut, eè dibisogno formare nella sequete positione aquisita la uvoce fa, acciocheé meglio si possa pcedere, et da ql fa nasceraà el sol nel detto Gama ut,. La sesta et ultima nota nasceraà da una uvoce fa, accidetalmete terminata p una ottauva inferiore a Hhypate meson, cioeè E la mi,. dDicedo aduq fa, si uvede chiaramete in Gama ut essere la sesta uvoce chiama^la [sic: chiamata la], co ilquale ordine gli segueti luoghi dimostreremo.

A RE. CAP. XXVII.

A Rre, secondo luogo nel nostro ordine, similmente sei uvoce haraà. La secoda nota, re, nasce dalla sua principal uvoce, quale è in Gama ut,. La prima uvoce, ut/, no naturale, uviene da un fa finto posto in Llychanos hypaton, cioeè D sol re, come di sopra tu hai inteso, distante dalla posi-tione chiamata Mmese, cioeè A la mi re, p uno Ddia pente, nel qual luogo di-cendo fa, manifestamente si uvede essere ut in A re/, ouvero in Pproslanbano-menos,. La terza nota, chiamata mi, nasce dal fa accidental posta nella po-sitione detta Hhypate hypaton, cioeè mi, nel qual luogo dicendo fa/, di ne-cessitaà bisogna che in A re sia detto mi,. La quarta nota, fa, non altrimenti nasce che dal suo Ddia pente superiore, chiamato Hhypate meson, cioeè E la mi, nelqual dicendo fa/, et discendendo insino a detto A re ouvero Pproslan-banomenos, eè forza che in esso luogo sia una altra uvoce fa, laqual risponde al Ddia pente suo superiore ordinato,. La quinta nota procede da Llichanos hypaton, detto D sol re, nel quale eè posto uno accidetale fa, per ilquale di-scendendo di uvoce in uvoce, passa per la positione chiamata Pparhypate hy-paton, dicedo mi, quale/ eè/ nel C fa ut, da poi la in Hhypate hypaton, quale eè mi, et discedendo, sol in Pproslanbanomenos detto A re, et se piuù basso/, fa saraà in Gama ut,. La sesta nota, la, da dui luoghi nascer si uvede,: el primo uviene dal natural processo, dicendo fa nel Pparhypate hypaton, qual si do-manda C fa ut, mi in Hhypate hypaton, quale eè mi, et la nel re di detto Pproslanbanomenos, quando discenderai di sotto a Gama ut.

MI. CAP. XXVIII.

page 37B mi o uvero Hhypate hypaton sei uvoci anchora haraà,. La prima nasce da E la mi, chiamato Hhypate meson, nelqual dicedo fa/, eè/ necessario che sia ut in Hhypate hypaton o uvero mi, come gli contra bassi nel suo processo mostrono,. eEt Lla secoda nota, sol, uvien da D sol re ouvero Llichanos hypaton, dicendo fa, senza proprio discorso, et discendendo, nasce re in mi detto,. lLa terza nota naturalmete appare secodo che procede il na-tural discorso, dicedo ut in Gama ut, et re et mi in Pproslanbanomenos et Hhypate hypaton, detti A re et mi,. La quarta uvoce o syllaba si truouva quando si interpone el segno del B molle, come spesse uvolte gli contra bassi dimostrano, p lo incomodo et durezza del Ddia pente qual si ritruouva da Hhypate hypaton a Pparhypate meson, luoghi chiamati mi et F fa ut,. La quinta nota, sol, chiaro si uvede, dicedo fa nel luogo Hhypate meson, et descedendo insino a Pproslanbanomenos, detto aA re, eè dibisogno che in D sol re ouvero Llichanos hypato, el re o sol si muti nel mi, et el fa o ut di Pparhypate hypaton, chiamato C fa ut, nella syllaba la, et discendedo, sol saraà nel Hhy-pate hypaton detto mi,. La sesta uvoce, la, sol si coprende quado nel D sol re dirai un fa, et discorrendo insino al Gama ut, forza saraà nel Pparhypate hypaton ouvero C fa ut essere un mi et re, quale proprio eè nel Hhypate hy-paton, cioeè mi, mutare nella syllaba o uvero nota la, acciocheé meglio al Gama ut discender possi.

C FA VUT. CAP. XXVIIII.

C Ffa ut, detto Pparhypate hypato, haraà sei note ouvero uvoci,. La prima chiaramete natural si uvede, et eè principio della secoda proprietaà da Pparhypate hypato a Mmese, cioeè C fa ut et A la mi re, dagli musichi ordinato,. La secoda syllaba ouver nota eè deriuvata dal fa accidentale posto nella positioe chiamata Hhypate meson, cioeè E la mi, dellaqlcosa, discededo uvoce p uvoce, nasceraà re nel luogo detto Pparhypate hypaton,. La 3Aa nota, mi, saraà p cagione di ql fa corispondente, qnta inferiore di Mmese, chiamato A la mi re, elqle iace nel luogo detto Llichanos hypato, chiamato D sol re, et discendedo, cognoscerai esser mi nel sopra detto C fa ut ouvero Pparhypate hypaton,. La 4Aa uvoce resta naturale et è nel mezzo della pprietaà prima, la quale ha el suo principio nella prima positioe quato allo ordine, chiamata Gama ut,. La qnta nota, qual si domada sol, nasce da luogo di Hhypate hy-f iiipage 38 paton, elqual hauvedo mutato la nota mi nella uvoce fa/, eè/ necessario, ascen-dedo al Pparhypate hypaton, cioeè C fa ut, che in esso si truouvi la uvoce sol, osseruvado el modo accidetale, come comada el pprio et naturale,. La sesta uvoce accidetal saraà quella laquale si uvede dal fa no pprio in A re formato, luogo distante da Hhypate meson p uno Ddia pente inferiore, corispondente al fa del sopra detto E la mi, nel quale A re dicendo fa, el sol eè nel mi, et per cosequente la nel C fa ut.

D SOL RE. CAP. XXX.

E [sic: D] sol re ouvero Llichanos hypaton ha similmete sei note anchora,. La prima nota, ut, nasceraà dalla positione chiamata Llichanos meson, cioeè G sol re ut, agiuto el segno del B molle, per elqual segno nel detto luogo chiameremo fa, et discedendo insino a Llichanos hypaton, saraà la nota di sopra detta ut, pcheé nel Pparhypate meson si diraà mi, quale eè F fa ut, et nello Hhypate meson, quale eè E la mi, si diraà re,. La secoda nota, re, naturalmete iace in tal positione, et ha principio in Pparhypate hypaton, cioeè C fa ut, come ordinariamete seguendo si uvedono,. La terza uvoce, mi, è deriuvata dalla positione chiamata hypate meson, detto E la mi, nelquale essendo el segno del B molle/, eè/ necessario si muti la nota mi nella uvoce fa., et discendedo a Llichanos hypaton, chiamato D sol re, dicedo fa nel luogo di detto E la mi, seguedo l'ordine come si couviene, saraà la nota mi nel detto D sol re,. La quarta uvoce, fa, saraà accidetale nata da mese, luogo chiamato A la mi re, nel quale essendo el B molle, et pcedendo gradatim nelle parte grauvi/, eè necessario che nel Llichanos hypaton gli corisponda un'altra uvoce fa, p essere interuvallo di uno Ddia pente,; ptato diremo fa douve eè A la mi re, mi nel Llichanos meson, cioeè G sol re ut, re saraà mutato nella nota la quale eè in Pparhypate meson, sol in E la mi, quale eè Hhypate meson, et p coseque-te fa nel detto D sol re,. La quinta nota, sol, eè naturale et ha principio dalla proprietaà prima formata nel primo luogo chiamato Gama ut,. La sesta uvoce, la, saraà chauvata dalla positione Hhypate hypaton, cioeè mi, laqual risponde p uno dia pente diminuto ouvero ipfetto alla positione detta Ppar-hypate meso, chiamara [sic: chiamata] F fa ut, nelql mi eè dibisogno mettere el B molle, et mutato la uvoce ouver nota mi nella uvoce fa, et ascededo p ordine al D sol re, saraà nel Pparhypate hypaton, cioeè C fa ut, sol, et seguitado la nel D sol re. page 39

E LA MI. CAP. XXXI.

E Lla mi ouvero Hhypate meson, sesta positione, sei note anchora haraà. La prima haraà principio da Mmese, cioeè A la mi re, percheé dicedo fa et descendendo al luogo di detto Hhypate meson, non altrimenti che ut se intenderaà in detto luogo. La seconda nota, re, descede da quel B molle elquale alcuna uvolta è posto nella positione di Llichanos meson, detto G sol re ut, per elquale discendendo, chiaramete saraà tal uvoce re nel Hhypate me-son, cioeè E la mi, secondo l'ordine et processo delle uvoci,. La terza nota, mi, risponde secondo el modo naturale p el principio suo posto nel Pparhypate hypaton, detto C fa ut, et maggiormente per el fa superiore messo et col-locato nel Pparhypate meson, cioeè F fa ut. La quarta uvoce, fa, eè generata p cagione di quel B molle posto nel Ttrite synemenon, detto B fa, percheé uvolendo a una quinta ouvero Ddia pente discendere, bisogna che risponda a un'altra uvoce fa, accioò che tal discorso sia perfetto et non diminuto,. pPer tanto resta la detta uvoce fa nel Hhypate meson, chiamato E la mi,. La qnta nota, sol, haraà tal nome, pcheé essendo fa nel luogo Mmese, detto A la mi re, bisogna anchor che sia fa p Ddia pente ouvero quinta inferiore et superiore a esso Mmese, lequal positioni son chiamate Nnete diezeugmenon, detto E la mi acuto, et Llichanos hypaton, chiamato D sol re, nel quale D sol re, essendo fa accidentale, bisogna che di necessitaà, ascendendo una uvoce, che el sia sol nel sopra detto E la mi,. La sesta uvoce, la, per seé, eè naturale et ha principio dalla prima pprietaà posta nel primo luogo chiamato Gama ut.

F FA VUT. CAP. XXXII.

F Ffa ut ouvero Pparhypate meson, settima positione, ha similmente sei note,. La prima nasce dal sopra detto luogo naturalmente per seé or-dinato,. La secoda nota, re, d'altrouve no ha principio che dal fa posta nella positione Mmese, nelquale essendo fa, nel Pparhypate meson resta re, come seguendo l'ordine le uvoci ti dimostrono,. La terza nota, mi, da Llicha-nos meson, detto G sol re ut, nasce, et descendendo al Pparhypate meson, cioeè F fa ut, eè necessario in quel luogo mi secondo l'ordine accidentale,. page 40 La quarta uvoce, fa, naturalmente iace nel proprio suo luogo, laquale eè de-riuvata dalla secoda proprietaà ordinata nel Pparhypate hypaton, chiamato C fa ut,. La quinta nota, sol, si uvede chiaramente nascere per cagione del Hhypate meson, cioeè E la mi, nel quale accidentalmete eè posto un B molle, rispetto alla sua quinta superiore del Ttrite synemenon, cioeè B fa,. dDicendo adunque fa in E la mi, resteraà sol nel Pparhypate meson detto F fa ut,. La sesta uvoce, la, saraà in quel luogo p cagione di una uvoce fa posta nella posi-tione chiamata Mmese, cioeè A la mi re, laquale discedendo insino al luogo chiamoto [sic: chiamato] Llichanos hypaton ouvero D sol re, eè dibisogno conrisponda la nota fa per Ddia pente, et per tal uvoce si cognosce essere la nel Pparhypate meson, detto F fa ut.

G SOL RE VUT. CAP. XXXIII.

G Ssol re ut ouvero Llichanos meson, ottauva positioe, haraà sei note ouver uvoci,. La prima nota, ut, naturalmente per seé eè posta et eè principio della proprietaà quarta costituita nel detto Llichanos meson,. La se-conda nota, re, cosiì anchora p seé/ eè/ ordinaria, tratta da l'ordine ouvero pro-prietaà nata dal segno del B molle, posta nel sopra detto Pparhypate meson,. La terza uvoce, mi, eè cognosciuta da Mmese, nelquale eè ordinato lo accidetal B molle, et descendendo al Llichanos meson, cioeè G sol re ut, chiaro si uvede essere in quel luogo mi,. La quarta uvoce, fa, per seé si coprede per el B molle, posto nel detto G sol re ut,. La quinta nota, sol, naturalmente si cognosce per esser deriuvata da quella uvoce ouver syllaba ut, posta nel Pparhypate hy-paton, chiamato C fa ut,. La sesta syllaba, la, si uvede nascere da Hhypate meson, detto E la mi, percheé essendo lo accidental fa nella positione chia-mata Mmese, p consequente nello Hhypate meson, cioeè E la mi, medesima-mente saraà la uvoce fa, laqual dimostra la nel detto Llichanos meson.

A LA MI RE. CAP. XXXIIII.

A Lla mi re ouvero Mmese, nona positione, otteneraà sei uvoci,. La prima nota, ut, bisogna che nasca dal fa accidetale posto nel luogo chia-page 41mato Pparanete diezeugmenon ouvero D la sol re, laquale positione rispode quinta del Llichanos meson, nelquale Pparanete diezeugmenon essendo el fa, eè necessario trouvare ut nel sopra detto A la mi re,. La seconda uvoce, re, eè deriuvata dalla proprietaà terza, cioeè dal suo principio, quale si truouva nel Llichanos meson, laquale per seé resta naturale et propria,. La terza syllaba, mi, da seé eè ordinaria anchora, et ha principio da Pparhypate meson, detto F fa ut, con elquale si cognosce re nel sopra detto Pparhypate meson,. La quarta nota, fa, dal proprio luogo uviene, come di sopra piuù uvolte hai com-preso,. La quinta nota, sol, procede da Llichanos meson, detto G sol re ut, nel quale essendo el B molle, resta lo accidental sol nella positione detta Mmese,. La sesta uvoce, la, eè ordinaria, et ha principio dalla positione di Ppar-hypate hypaton, cioeè F [sic: C] fa ut detto, et eè per seé secoda proprietaà ordinata.

B FA MI. CAP. XXXV.

B Ffa mi ouvero Ttrite synemenon-paramese, positione decima, ha uvoci sei o note sopra dette,. La prima nota, ut, eè causata dal fa acci-dentale posto nella positione chiamata Nnete diezeugmenon, detto E la mi acuto, dalquale nasce la uvoce detta ut, come discendendo si uvede,. La seconda uvoce, re, nasceraà da Pparanete diezeugmenon, chiamato D la sol re, per un B molle messo nel detto luogo, per elquale discedendo, saraà re nel sopra detto B Ffa mi,. La terza nota, mi, rispode ordinaria, laquale ha el principio dal quarto ordine posto nel detto Llichanos meson,. La quarta uvoce, fa, eè ordinaria et ha principio dalla terza proprietaà o uvero ordine, constituito nella positione detta Pparhypate meson, cioeè F fa ut,. La quinta nota, sol/, eè/ deriuvata dalla positione detta Mmese, nella quale accidentalmente eè detto Ffa, dal qual fa ne seguita, ascendendo al Ttrite synemenon, sol,. La sesta uvoce, la, eè discedente et generata da una nota ut, laquale si uvede per el B molle posto nella positione detta Llichanos meson, sopra alquale nasce un fa, et da quel fa si coprende la syllaba la nel detto Ttrite Ssynemenon. gpage 42

C SOL FA VUT. CAP. XXXVI.

C Ssol fa ut ouvero Ttrite diezeugmenon cu Pparanete synemeno, un-decima positione, ha sei note,. La prima nasce, cioeè ut, dal suo pro-prio et natural discorso senza alcu principio, ma p seé sola, et eè con-numerata nel quinto ordine, detto proprietaà,. La seconda nota, re/, eè/ gene-rata dalla positione chiamata Nnete diezeugmeno, cioeè E la mi acuto, so-pra del quale eè ordinato fa,; onde discendendo nota per nota, si uvede facil-mente esser re nel detto C sol fa ut,. La terza uvoce, mi, eè considerata dalla positione chiamata Pparanete diezeugmenon ouvero Nnete synemenon, cioeè D la sol re, sopra laquale è detto fa, et discendendo si cognosce el mi nel detto C sol fa ut,. La quarta nota, fa, è per seé et natural processo, delquale el suo principio eè collocato nella positione Llichanos meson, chiamato ut,. La quinta uvoce, sol, naturalmente per seé dimostra, laqual deriuva dal terzo or-dine, chiamato F fa ut, sopra delquale el suo principio eè ut,. La sesta uvoce, la, chiar si cognosce per la cagione piuù uvolte da noi detta di quel B molle che sopra la positione Mmese eè collocato, nelqual dicedo fa, ne segue la nota la nel sopradetto C sol fa ut.

D LA SOL RE. CAP. XXXVII.

D Lla sol re, Pparanete diezeugmenon o uvero Nnete synemenon, duodecima positioe, ha sei note,. La prima uvoce, ut, nasce dal fa accidentale posto sopra la positione chiamata Pparanete hyperboleon, detto G sol re ut secodo, nelquale essendo fa, eè necessario che nel Pparanete diezeugmenon sia la syllaba ut,. La seconda nota, re, haraà principio dalla uvoce ut posta nella positione chiamata C sol fa ut, laqual per seé eè naturale et no accidentale,. La terza uvoce, mi, eè generata per cagione della uvoce mi mutata nel fa sopra la positione chiamata Nnete diezeugmenon, detto E la mi secondo, per elqual fa si uvede esser mi nel sopra detto luogo,. La quarta nota, fa, procede dalla positione di Llichanos meson, detto G sol re ut pri-mo, nel quale si pone un B molle, et p tal causa risponde fa in D la sol re per uno Ddia pente superiore,. La quinta syllaba, sol, eè deriuvata dalla pro-page 43prietaà quarta posta nella positione detta Llichanos meson, laqual per seé eè naturale et ordinaria,. La sexta nota, sol, eè similmente ordinaria et natu-rale, laquale eè deriuvata et ha principio dalla proprietaà terza posta nella positione detta Pparhypate meson, cioeè F fa ut primo.

E LA MI. CAP. XXXVIII.

E Lla mi ouvero Nnete diezeugmeno, terza decima positioe, ha sei note,. La prima è ut et ha origine dal fa accidetale posto sopra la positio-ne chiamata Nnete hyperboleon, cioeè A la mi re secondo, dalqual fa chiaro discendendo si uvede essere la nota ut nel Nnete diezeugmenon,. La seconda nota, re, haraà principio dal fa ordinato nella positione detta Ppara-nete hyperboleon, chiamata G sol re ut, p ilqual fa si cognosce re nel detto Nnete diezeugmenon,. La terza nota, mi, eè naturale et ordinaria, et ha prin-cipio dal ut della proprietaà quinta, posto nel C sol fa ut,. La quarta uvoce, fa, eè deriuvata dal suo Ddia pete inferiore, quale è la positione detta Mmese, cioeè A la mi re, laqual risponde con el simil fa,. La quinta nota, sol, si uvede chia-ro p el B molle posto nella positione detta D la sol re, co laqual uvoce asce-dendo, resteraà sol nel sopra detto luogo,. La sesta uvoce, la, naturale eè et or-dinaria, laqual deriuva dalla syllaba ut posta nella positione detta Llichanos meson, cioeè G sol re ut primo, quarta proprietaà secondo l'ordine.

F FA VUT. CAP. XXXIX.

F Ffa ut o uvero Ttrite hyperboleon, quarta decima positione, sei uvoce si-milmente ha,. La prima uvoce, ut, eè propria et naturale, et è principio della sesta proprietaà,. La seconda nota, re, è deriuvata dal fa acciden-tale posto nella positione chiamata Nnete hyperboleon, cioeè A la mi re secondo, dalquale discendendo, facilmete trouverrai re nel detto luogo Ttrite hyperboleon,. La terza nota, mi, si uvede nascere dalla positione detta Ppara-nete hyperboleon, chiamato G sol re ut secondo, nel quale eè accidental fa, et discendendo, resta mi nel sopra detto luogo,. La quarta uvoce, fa, eè natu-rale et ha principio dal ut posto nella positione detta C sol fa ut, quinta g iipage 44 proprietaà secondo l'ordine,. La quinta nota, sol, eè deriuvata dal fa cosiderato nella positione detta E la mi acuto, per elqual fa ascendendo, nasce la uvoce sol nel sopra detto luogo,. La sesta nota, la, deriuva dalla positione detta D la sol re sopra laquale eè messo el segno del B molle, elqual B molle genera la uvoce fa, et ascendendo, resta la nel Ttrite hyperboleon.

G SOL RE VUT. CAP. XXXX.

G Ssol re ut o uvero Pparanete hyperboleon, quinta decima positione, ha sei note anchora,. La prima nota, ut, no ha principio alcuno, ma sol per seé eè propria et naturale, et eè chiamata principio della pro-prietaà settima,. La seconda uvoce, re, similmente eè ordinaria, nata dalla sylla-ba ut posta nella positione detta Ttrite hyperboleon, detto F fa ut acuto,. La terza uvoce, mi, eè generata dalla syllaba fa posta et collocata nella posi-tione detta Nnete hyperboleon, nel quale essendo el B molle, eè necessario sia nel sopra detto luogo la uvoce mi,. La quarta uvoce, fa, resta nel luogo detto per el B molle a tempo messo, laqual risponde al ia pente et dia pason inferiori [sic: diapason inferiore],. La quinta nota, sol, eè naturale et ppria, et ha principio dal quinto ordine, ouvero dalla syllaba ut, principio della quinta proprietaà, po-sto nella positione detta C sol fa ut,. La sesta nota, la, eè deriuvata da Nnete diezeugmenon, detto E la mi acuto, sopra delquale eè formato lo acciden-tal B molle, elquale muta la nota mi nella uvoce fa, per elqual fa si com-prende la nel sopra detto luogo.

A LA MI RE. CAP. XXXXI.

A Lla mi re ouvero Nnete hyperboleon, sesta decima positione, ha sei note,. La prima nota, ut, eè considerata per cagione del B molle di sopra detto, posto nella positione detta Pparanete hyperboleon, della quale la sua qnta resteraà conrispondente in D la sol, sopra del quale saraà uno accidetal fa, dalqual fa nasceraà la uvoce o nota ut nel sopra detto Nnete page 45 hyperboleon,. La seconda uvoce, re, eè naturale et rationale, laqual deriuva per cagione di ut posto nel G sol re ut acuto, principio della settima pprietaà,. La terza nota, mi, è similmente naturale, et ha principio dalla positione detta Ttrite hyperboleon, chiamata F fa ut acuto, sesta proprietaà nello ordine dimostrato,. La quarta uvoce, fa, no si rimuouve dal detto luogo pro-prio, percheé eè generata dal suo accidental B molle piuù uvolte da noi dimo-strato,. La quinta nota, sol, eè considerata dalla positione detta Pparanete hy-perboleon, cioeè G sol re ut acuto, nel quale essendo lo accidental fa, eè dibisogno sia el sol nel sopra detto luogo,. La sesta uvoce, la, eè per seé propria et naturale messa, laquale eè deriuvata da quella uvoce ut posta nella positione detta C sol fa ut, quinta proprietaà nel consueto ordine, &c.

B FA MI. CAP. XXXXII.

B Ffa mi, decima settima positione, ha sei note,. lLa prima nota, ut, è causata da una uvoce fa laquale eè nella positione ultima chiamata E la, laqual nota fa eè deriuvata dalla positione detta Nnete hyperbo-leon, cioeè A la mi re secondo,. dDicendo adunque fa nel detto E la/, chiaro si uvede essere ut nel detto luogo di B fa mi,. La seconda uvoce, re, è disce-dente dalla positione chiamata D la sol, nella quale conrisponde al fa po-sto nel luogo detto Pparanete hyperboleon per una quinta inferiore,. eEssen-do adunque fa/, resta la uvoce re nel sopra detto luogo,. La terza nota, mi, naturalmente si cognosce, laquale ha principio dalla positione detta G sol re ut acuto, capo et principio della settima proprietà,. La quarta uvoce, fa, è simil-mente ordinaria, laqual eè deriuvata dalla positione detta Ttrite hyperbo-leon, principio della proprietaà sesta,. La quinta nota, sol, è considerata da Nnete hyperboleon, percheé si uvede lo accidental fa in esso luogo gene-rato, per ilqual fa si uvede essere sol nel sopra detto luogo,. La sesta uvoce, la, solamente si comprende dalla positione detta Pparanete hyperboleon, sopra del quale nasce un fa, et da quel fa è deriuvata la uvoce la, come ascendendo si uvede, &c. page 46

C SOL FA. CAP. XXXXIII.

C Ssol fa, decima ottauva positione, ha sei note achora,. La prima nota, ut, nasce da una positione superiore ad E la, sopra laquale eè messo una uvoce fa,; ptato da quel fa è causata la uvoce ut,. La seconda nota, re, è generata dalla positione detta E la, nella quale è posto un fa rispetto a Nnete hypboleon, nelquale eè fa accidetale p cinq uvoci discendenti, et cosiì resta la nota re nel sopra detto luogo,. La terza uvoce, mi, eè cosiderata dalla positione detta D la sol, nella quale risponde fa rispetto al suo Ddia pente, posto nella positione detta Pparanete hypboleon, et p tal fa si uvede mi nel sopra detto luogo,. La quarta nota, fa, p seé eè naturale, Lla quale è deriuvata dalla positione detta G sol re ut acuto, principio della pprietaà sopra detta settima,. La qnta uvoce, sol, p seé è ordinaria, nata dal luogo detto Ttrite hyp-boleon, principio et capo della proprietaà sesta,. La sesta nota, la, è deriuvata da Nnete hyperboleon detto, nel qual si uvede essere la uvoce fa, et perconse-quente resta la nel sopra detto luogo.

D LA SOL. CAP. XXXXIIII.

D Lla sol, decima nona positione, ha sei note,. La prima ha principio da una positione simile a qlla chiamata G sol re ut, pcheé passando la positione detta E la, la sequente prima è simile a qlla di F fa ut, et cosiì seguedo G sol re ut, A la mi re, &c. Pertato ut saraà nella sopra detta positione, come discendedo si cognosce,. La seconda nota, re, chiaro si cosi-dera da B fa mi secondo insino alla quinta uvoce superiore, quale è la positione constituita sopra di E la, sopra della quale è fa, et discedendo, re nel sopra detto luogo,. La terza uvoce, mi, è deriuvata quado nel B fa mi è detto fa, pcheé toccado el luogo di E la, rispetto al tritono si dice fa, et di-scendendo una/, resta mi nel detto luogo,. La quarta nota, fa, risponde alla positione detta Pparanete hypboleon, sopra laquale si dice fa, et per conse-quente fa nella sua quinta,. La quinta uvoce, sol, è naturale et ordinaria, la-quale ha principio dal detto luogo Pparanete hyperboleon, cioeè G sol re ut acuto,. La sesta nota, la, è ordinaria, et ha principio dalla positione detta Ttrite hyperboleon, cioeè F fa ut acuto. page 47

E LA CAP. XXXXV.

E Lla, uvigesima et ultima positione, ha sei note,. La prima nasce dalla positione cosiderata sopra di E la tre uvoci, nella quale rispetto al mi di B fa mi mutato nel fa, et ascendendo una quarta, resta medesi-mamente fa, et a uno altro Ddia tessaron ascendente, è similmente fa, per il qual fa si uvede ut nel sopra detto luogo,. La seconda nota, re, è deriuvata da un fa corispondente una quinta superiore alla positione detta C sol fa, p laquale discendendo, resta re nel sopra detto luogo,. La terza uvoce, mi, chiaro si uvede per un B molle posto sopra di B fa mi un Ddiapente, p elqual B molle resta mi nel sopra detto luogo,. La quarta nota, fa, è cosi-derata da quel tritono accidentale posto da B fa mi ad E la, nel quale E la eè dibisogno dire la uvoce fa, et da quel fa ne resta accidetale tal nota,. La quinta uvoce, sol, è generata dalla positione piuù uvolte detta Pparanete hyperboleon, nel quale essendo fa, risponde sol nel sopra detto luogo,. La sesta nota, la, eè secondo l'ordine, et ha principio dalla positione detta G sol re ut acuto, settima et ultima proprietaà, lequal dimostrationi apertamente si manifestano per la presente examinatione.
IMPRESSO IN VINEGIA PER MAE-STRO BERNARDINO DE' VITALI, VENITIANO, EL DII' QVUARTO DI AGOSTO. M. CCCCC. XXV. CON PRIVILEGIO.