Title: Trattato della natura et cognitione di tutti gli tuoni
Author: Pietro Aaron
Publication: Bernardino de Vitali (Venezia, 1525)
Library of the Arts Faculty, Utrecht University, Utrecht, NetherlandsPrincipal editor: Anne-Emmanuelle Ceulemans
Funder: Université catholique de Louvain, Unité de musicologie F.N.R.S.
Edition: 2002
Department of Information and Computing Sciences Utrecht University P.O. Box 80.089 3508 TB Utrecht Netherlands












AL MAGNIFICO ET GENEROSO MESSER PIERO GRITTI, PATRITIO VENETO, PIERO AARON, MUSICO FIORENTINO, CANONICO IN RIMINI.
TAVOLA DI TUTTO EL LIBRO.
| Dichiaratione del fine et della forma di tutti gli tuoni. | Cap. I. |
| Come el cantore debbe giudicare el tuono. | Cap. II. |
| Modi di cognoscere le compositioni diverse. | Cap. III. |
| Dichiaratione del primo et secondo tuono. | Cap. IIII. |
| Dichiaratione del terzo et quarto tuono. | Cap. V. |
| Dichiaratione del quinto et sesto tuono. | Cap. VI. |
| Dichiaratione del settimo et ottavo tuono. | Cap. VII. |
| Dichiaratione delle cadenze di tutti gli tuoni. | Cap. VIII. |
| Cadenze del primo et secondo tuono. | Cap. VIIII. |
| Cadenze del terzo et quarto tuono. | Cap. X. |
| Cadenze del quinto et sesto tuono. | Cap. XI. |
| Cadenze del settimo et ottavo tuono. | Cap. XII. |
| Ordine irregulare al primo tuono. | Cap. XIII. |
| Ordine diverso al secondo tuono. | Cap. XIIII. |
| Ordine discrepante al terzo tuono. | Cap. XV. |
| Ordine contrario al quarto tuono. | Cap. XVI. |
| Ordine dissimile al quinto tuono. | Cap. XVII. |
| Ordine dissonante al sesto tuono. | Cap. XVIII. |
| Ordine non conveniente al settimo tuono. | Cap. XIX. |
| Ordine disconvenevole all'ottavo tuono. | Cap. XX. |
| Degli principii del primo et secondo tuono. | Cap. XXI. |
| Degli principii del terzo et quarto tuono. | Cap. XXII. |
| Degli principii del quinto et sesto tuono. | Cap. XXIII. |
| Degli principii del settimo et ottavo tuono. | Cap. XXIIII. |
| Della natura et operatione di tutti gli tuoni. | Cap. XXV. |
| Dichiaratione come in tutte le positioni overo luoghi della mano sono sei note naturalmente et accidentali. | Cap. XXVI. page 5 |
| Are. | Cap. XXVII. |
mi.
|
Cap. XXVIII. |
| C fa ut. | Cap. XXIX. |
| D sol re. | Cap. XXX. |
| E la mi. | Cap. XXXI. |
| F fa ut. | Cap. XXXII. |
| G sol re ut. | Cap. XXXIII. |
| A la mi re. | Cap. XXXIIII. |
fa mi.
|
Cap. XXXV. |
| C sol fa ut. | Cap. XXXVI. |
| D la sol re. | Cap. XXXVII. |
| E la mi. | Cap. XXXVIII. |
| F fa ut. | Cap. XXXIX. |
| G sol re ut. | Cap. XXXX. |
| A la mi re. | Cap. XXXXI. |
fa mi.
|
Cap. XXXXII. |
| C sol fa. | Cap. XXXXIII. |
| D la sol. | Cap. XXXXIIII. |
| E la. | Cap. XXXXV. |

DICHIARATIONE DEL FINE DI TUTTI GLI TUONI. CAP. I.
mi, C fa ut, A la mi
re, fa
mi & C sol fa ut, irregulari chiamati, alla quale intelligenza la
fine negli sopradetti luoghi regulari resta necessaria, rationale et governatrice a ogni tuono. Così la spetie alcuna volta dominerà regularmente et
irregularmente, laquale non è altro che dispositione delle voci del suo genere a certi et prefiniti modi variata, come la figura dimostra.
mi & C sol fa ut, è necessaria, la quale in dui modi page 9
sarà considerata, la prima quanto alla confinalità & la seconda rispetto
alle differenze de gli seculorum. Per tanto, se nella positione chiamata A la
mi re termineranno alcuni canti, & che in essi canti non sia el segno del
molle, tal fine sarà commune al primo & secondo tuono rispetto alla confinalità, & anchora al terzo quanto alla differenza, intendendo sempre di
messe, motetti, canzone, frottole, strambotti, madrigali, sonetti &
capitoli, pur che in essi sia el processo conveniente & atto alla confinalità overamente differenza, come seguitando intenderai. Ma se in loro
sarà el segno del molle, dico che qua la fine non è necessaria né rationale quanto alla confinalità, perché si vede chiaramente la forma esser
diversa dal suo primo moto, della qual cosa sarà dibisogno che tal concenti siano giudicati per le sue spetie, come manifestamente el simile dimostrano gli canti terminati nel fa
mi & C sol fa ut, & così in tutti
gli altri luoghi dove le spetie si potranno trovare. Adunque la cognitione, la quale si piglia per le spetie, è necessaria intelligenza & non arbitraria al canto, prima perché la cognitione, laquale è tratta dalla diffinitione, è vera et necessaria. Oltra di questo, quella si è intelligenza necessaria, laquale si ha dalla essentia. Ma così è che la cognitione della spetie è
essentiale, adunque quella è necessaria. Da poi questo, quella si domanda
cognitione necessaria, laquale è per sé, ma la cognitione delle spetie è cognitione per sé, per tanto è necessaria, non osta che per la più parte si
suole dare la cognitione de gli canti per el fine, perché io rispondo che
quello è stato per più facile intelligenza, conciosiacosa che meglio si sogliono attendere quelle cose che sono nel fine, che quelle che sono nel principio & mezzo; et che la conclusione nostra sia vera, lo potemo dimostrare
con queste & altre simile ragioni. Noi havemo che l'huomo si diffinisce essere
animale rationale et mortale; certo è che rationale et mortale sono due differenze a cognoscere che cosa sia l'huomo, dellaquale una è finale, laqual si
considera secondo il fine di esso huomo, cioè mortale, & l'altra è formale,
laquale si considera più secondo lo essere specifico & formale di esso huomo vivente, cioè rationale, ilche questa è quella che più fa cognoscere la
essentia dell'huomo che quella, la quale si considera più secondo il fine, cioè
che l'huomo sia mortale, perché questa è commune non solamente a gli page 10
huomini, ma anchora agli altri animali. Pertanto la cognitione del fine
non è per sé, et per consequente non è sempre necessaria, come dimostrano
alcuni canti, gli quali hanno la fine ordinaria et regulare, et non si trovando lo ascenso et discenso di alcune sue spetie, non sono chiamati di tuono,
ma solamente detti canti euphoniaci, come nella altra opera mia de Institutione harmonica al cap. xxx del primo fu dimostrato.
COME EL CANTORE DEBBE GIUDICARE EL TUONO. CAP. II.
MODI DA COGNOSCERE LE COMPOSITIONI DIVERSE. CAP. III.
mi & da fa
mi ad E la mi acuto, da F fa ut ad C sol fa ut et da C sol
fa ut ad F fa ut acuto, da G sol re ut grave ad D la sol re & da D la sol re
ad G sol re ut secondo, luoghi chiamati regulari al primo, secondo, terzo,
quarto, quinto, sesto, settimo et ottavo tuono, degli quali la sua fine sarà necessaria, rationale et governatrice, laquale meglio dichiarir ti voglio; et
prima advertirai che tutti gli canti, gli quali haranno fine nel sopradetto D
sol re, et nel principio & mezzo procederanno con le spetie del terzo, quarto,
quinto, sexto, settimo et ottavo tuono, dico che questi non si giudicheranno
altrimenti che dal suo proprio et regular fine, dato che in essi sia contrarii
processi & non convenienti a loro, perché nessuno altro tuono non ha differenza terminata nel detto luogo. Et se alcuni altri termineranno in E la mi,
dico che similmente questi non saranno sotto posti a nessuna altra forma,
excetto che alla sua propria, gli quali più tosto saranno chiamati tuoni
commisti. Ma se alcuni altri terminaranno nella positione chiamata F fa ut,
dico che questi saranno sottoposti non tanto al fine & alle spetie sue, ma
sottoposti anchora alla natura & forma del primo & quarto tuono rispetto page 12
alla differenza loro, laquale in tal luogo alcuna volta finisce, ma questo intendi quando procederanno con el modo conveniente al primo & quarto
tuono, perché altrimenti resteranno del quinto o veramente sesto. Così alcuni
altri haranno fine nel G sol re ut; dico che questi saranno sottoposti al settimo & ottavo tuono et anchora al primo, secondo, terzo et quarto tuono,
come seguitando intenderai.
mi, C sol fa ut. Questi, perché son luoghi irregulari, da noi saranno considerati secondo el processo, le spetie et differenze degli seculorum, gli quali governeranno
& daranno vera cognitione del tuono.
mi & E la mi acuto. Dico che questi saranno giudicati secondo le spetie & non secondo el fine, dato che siano regularmente o irregularmente terminati, come Celasan plus di Iosquino, Peccata mea Domine di Giovanni Moton nel Libro della corona, Le servitur,Le serviteur: Harmonice musices Odhecaton, nr 35. See Cristle Collins Judd, "Reading Aron Reading Petrucci: The Music Examples of the Trattato della natura et cognitione di tutti gli tuoni (1525)", in Early Music History, 14 (1995), p. 147.
Hélas mamors & La dicuplaisant, et altri simili.
DICHIARATIONE DEL PRIMO ET SECONDO TUONO. CAP. IIII.

FINE A BENEPLACITO DEL PRIMO ET SECONDO TUONO.
DICHIARATIONE DEL TERZO ET QUARTO TUONO. CAP. V.

FINE A BENEPLACITO DEL TERZO ET QUARTO TUONO.
DICHIARATIONE DEL QUINTO ET SESTO TUONO. CAP. VI.

FINE A BENEPLACITO DEL QUINTO ET SESTO TUONO.
page 19
mi
termineranno. Questo non si conferma se rimossa sarà la figura o segno
del molle, elquale in quel luogo genera la sua compositione, non tanto
ascendente quanto discendente, dilche la fine qua è rationale, necessaria et
governatrice, per laqual cosa si cognosce la sua propria forma, come dimostra el canto La regrettée da Hayne composto, elquale è quinto tuono
rispetto alle spetie, cadenze et continuo ascenso; ma sesto è detto O admirabile commertium di Iosquino, con alcuni altri simili, benché rari sene truovi.
DICHIARATIONE DEL SETTIMO ET OTTAVO TUONO. CAP. VII.

FINE A BENEPLACITO DEL SETTIMO ET OTTAVO TUONO.
DICHIARATIONE DELLE CADENZE DI TUTTI GLI TUONI. CAP. VIII.
CADENZE DEL PRIMO ET SECONDO TUONO. CAP. IX.
CADENZE DEL TERZO ET QUARTO TUONO. CAP. X.
mi acuto et C sol fa ut. El
quarto similmente sei cadenze harà, cioè parhypate hypaton, lichanos hypaton, hypate meson, parhypate meson, lichanos meson et mese, detti C fa ut, D sol re, E la mi, F fa ut, G
sol re ut et A la mi re, atte al quarto tuono.
CADENZE DEL QUINTO ET SESTO TUONO. CAP. XI.
CADENZE DEL SETTIMO ET OTTAVO TUONO. CAP. XII.
mi acuto, C sol fa ut et D la sol re. Et l'ottavo
tuono solamente ha quatro cadenze, cioè lichanos hypaton, parhypate
meson, lichanos meson et trite diezeugmenon, detti D sol re, F fa ut, G sol
re ut et C sol faut, ordine conveniente al tuono ottavo, et similmente a tutti
gli altri di sopra detti tale modo et ordine sarà necessario. page 24
- CADENZE DEL PRIMO TUONO.
- D acuto
- F acuto
- G acuto
- et in A sopracuto.
- CADENZE DEL SECONDO TUONO.
- C acuto
- D acuto
- F acuto
- G acuto
- A sopracuto
- et in A acuto.
- CADENZE DEL TERZO TUONO.
- E acuto
- F acuto
- G acuto
- A sopracuto
sopracuto
- et C sopracuto.
- CADENZE DEL QUARTO TUONO.
- C acuto
- D acuto
- E acuto
- F acuto
- G acuto
- et in A sopracuto.
- CADENZE DEL QUINTO TUONO.
- F acuto
- A sopracuto
- C sopracuto.
- CADENZE DEL SESTO TUONO.
- C acuto
- D acuto
- F acuto
- A sopracuto
- et in C sopracuto.
- CADENZE DEL SETTIMO TUONO.
- G acuto
- A sopracuto
sopracuto
- C sopracuto
- et in D sopracuto.
- CADENZE DEL OTTAVO TUONO.
- D acuto
- F acuto
- G acuto
- et in C sopracuto.
ORDINE IRREGULARE AL PRIMO TUONO. CAP. XIII.
mi acuto et
C sol fa ut.
ORDINE DIVERSO AL SECONDO TUONO. CAP. XIIII.

FORMA DEL PRIMO ET SECONDO TUONO.
ORDINE DISCREPANTE AL TERZO TUONO. CAP. XV.
ORDINE CONTRARIO AL QUARTO TUONO. CAP. XVI.
mi acuto, C sol fa ut et D la sol re.

FORMA DEL TERZO ET QUARTO TUONO.
ORDINE DISSIMILE AL QUINTO TUONO. CAP. XVII.
mi acuto et D la sol re. page 27ORDINE DISSONANTE AL SESTO TUONO. CAP. XVIII.
mi acuto et D la sol re.

FORMA DEL QUINTO ET SESTO TUONO.
ORDINE NON CONVENIENTE AL SETTIMO TUONO. CAP. XVIIII.
ORDINE DISCONVENEVOLE AL TUONO OTTAVO. CAP. XX.
mi acuto et D la sol re, gliquali precetti et demostrationi a te saranno
cogniti al vero modo et contraria forma a tutti gli tuoni.

FORMA DEL SETTIMO ET OTTAVO TUONO.
DE GLI PRINCIPII DEL PRIMO ET SECONDO TUONO. CAP. XXI.
DE GLI PRINCIPII DEL TERZO ET QUARTO TUONO. CAP. XXII.
DE GLI PRINCIPII DEL QUINTO ET SESTO TUONO. CAP. XXIII.
DE GLI PRINCIPII DEL SETTIMO ET OTTAVO TUONO. CAP. XXIIII.
mi acuto, C sol fa ut, D la sol re
et G sol re ut acuto. Ma el tuono ottavo solamente cinque principii ha,
degli quali el primo è parhypate hypaton, el secondo lichanos hypaton,
el terzo parhypate meson, el quarto mese et el quinto trite diezeugmenon, detti C fa ut, D sol re, F fa ut, A la mi re et C sol fa ut, laqual dimostratione sempre a te sarà nelle compositioni regulare, necessaria et rationale, sì come chiaramente si vede negli canti con tale ordine composti. page 30page 31DELLA NATURA ET OPERATIONE DI TUTTI GLI TUONI. CAP. XXV.
DICHIARATIONE COME IN TUTTE LE POSITIONI OVER LUOGHI DELLA MANO SONO NATURALMENTE ET ACCIDENTALMENTE SEI NOTE O VERAMENTE VOCI. CAP. XXVI.This chapter is criticised in two letters written by Giovanni Spataro to Giovanni del Lago (dated 30 October 1527 and 4 January 1529) and in two letters written by Spataro to Aaron (dated 30 January 1531 and 8 February 1531). See Bonnie J. Blackburn, Edward E. Lowinsky, Clement A. Miller, A Correspondence of Renaissance Musicians (Oxford, 1991), p. 323-327, 335-344, 415-417 and 427-428.
mi, per cagione del fa elquale accidentalmente viene dal
molle in quel luogo ordinato, laqual si chiama re. La terza nota over
voce, detta mi, è causata primamente da quel mi mutato nel fa de hypate
meson detto E la mi, del quale la sua quinta over dia pente inferiore conrispondente per uno altro accidentale fa, sarà nella positione chiamata
proslambanomenos, cioè A re, dicendo fa. Per consequente, in Gama ut sarà
la terza nota mi. La quarta voce harà principio da lichanos hypaton, cioè
D sol re, nelquale sarà lo accidentale fa rispetto a quella voce mi ordinata
et constituita nella positione detta mese, cioè A la mi re, mutata nel fa, elqual fa risponde per dia pente inferiore nel luogo detto D sol re, dicendo page 36
similmente fa, con elqual fa discendendo per una altra quinta, è necessario
che in Gama ut sia fa. La quinta voce over nota, sol, è facilissima comprenderla, perché assai volte questo accade secondo el discorso naturale degli contra bassi, gli quali, discendendo sotto di esso Gama ut, è dibisogno formare
nella sequente positione aquisita la voce fa, accioché meglio si possa procedere,
et da quel fa nascerà el sol nel detto Gama ut. La sesta et ultima nota nascerà
da una voce fa, accidentalmente terminata per una ottava inferiore a hypate
meson, cioè E la mi. Dicendo adunque fa, si vede chiaramente in Gama ut essere
la sesta voce chiamata la, con ilquale ordine gli seguenti luoghi dimostreremo.
A RE. CAP. XXVII.
mi, nel qual luogo dicendo fa, di necessità bisogna che in A re sia detto mi. La quarta nota, fa, non altrimenti
nasce che dal suo dia pente superiore, chiamato hypate meson, cioè E la
mi, nelqual dicendo fa, et discendendo insino a detto A re overo proslanbanomenos, è forza che in esso luogo sia una altra voce fa, laqual risponde
al dia pente suo superiore ordinato. La quinta nota procede da lichanos
hypaton, detto D sol re, nel quale è posto uno accidentale fa, per ilquale discendendo di voce in voce, passa per la positione chiamata parhypate hypaton, dicendo mi, quale è nel C fa ut, da poi la in hypate hypaton, quale
è
mi, et discendendo, sol in proslanbanomenos detto A re, et se più basso,
fa sarà in Gama ut. La sesta nota, la, da dui luoghi nascer si vede: el primo
viene dal natural processo, dicendo fa nel parhypate hypaton, qual si domanda C fa ut, mi in hypate hypaton, quale è
mi, et la nel re di detto
proslanbanomenos, quando discenderai di sotto a Gama ut.
MI. CAP. XXVIII.
mi, come gli contra bassi nel
suo processo mostrono. Et la seconda nota, sol, vien da D sol re overo lichanos hypaton, dicendo fa, senza proprio discorso, et discendendo, nasce re in
mi detto. La terza nota naturalmente appare secondo che procede il natural discorso, dicendo ut in Gama ut, et re et mi in proslanbanomenos et
hypate hypaton, detti A re et
mi. La quarta voce o syllaba si truova
quando si interpone el segno del molle, come spesse volte gli contra bassi
dimostrano, per lo incommodo et durezza del dia pente qual si ritruova da
hypate hypaton a parhypate meson, luoghi chiamati
mi et F fa ut. La
quinta nota, sol, chiaro si vede, dicendo fa nel luogo hypate meson, et descendendo insino a proslanbanomenos, detto A re, è dibisogno che in D sol re
overo lichanos hypaton, el re o sol si muti nel mi, et el fa o ut di parhypate
hypaton, chiamato C fa ut, nella syllaba la, et discendendo, sol sarà nel hypate hypaton detto
mi. La sesta voce, la, sol si comprende quando nel D sol
re dirai un fa, et discorrendo insino al Gama ut, forza sarà nel parhypate
hypaton overo C fa ut essere un mi et re, quale proprio è nel hypate hypaton, cioè
mi, mutare nella syllaba o vero nota la, accioché meglio al
Gama ut discender possi.
C FA UT. CAP. XXVIIII.
mi,
et per consequente la nel C fa ut.
D SOL RE. CAP. XXX.
mi, laqual
risponde per uno dia pente diminuto overo imperfetto alla positione detta parhypate meson, chiamata F fa ut, nelqual
mi è dibisogno mettere el molle,
et mutato la voce over nota mi nella voce fa, et ascendendo per ordine al D sol
re, sarà nel parhypate hypaton, cioè C fa ut, sol, et seguitando la nel D sol re. page 39E LA MI. CAP. XXXI.
F FA UT. CAP. XXXII.
G SOL RE UT. CAP. XXXIII.
A LA MI RE. CAP. XXXIIII.
FA
MI. CAP. XXXV.
mi overo trite synemenon-paramese, positione decima, ha
voci sei o note sopra dette. La prima nota, ut, è causata dal fa accidentale posto nella positione chiamata nete diezeugmenon, detto
E la mi acuto, dalquale nasce la voce detta ut, come discendendo si vede.
La seconda voce, re, nascerà da paranete diezeugmenon, chiamato D la
sol re, per un molle messo nel detto luogo, per elquale discendendo, sarà
re nel sopra detto fa
mi. La terza nota, mi, risponde ordinaria, laquale
ha el principio dal quarto ordine posto nel detto lichanos meson. La
quarta voce, fa, è ordinaria et ha principio dalla terza proprietà o vero
ordine, constituito nella positione detta parhypate meson, cioè F fa ut.
La quinta nota, sol, è derivata dalla positione detta mese, nella quale
accidentalmente è detto fa, dal qual fa ne seguita, ascendendo al trite
synemenon, sol. La sesta voce, la, è discendente et generata da una nota ut,
laquale si vede per el molle posto nella positione detta lichanos meson,
sopra alquale nasce un fa, et da quel fa si comprende la syllaba la nel detto
trite synemenon. page 42C SOL FA UT. CAP. XXXVI.
D LA SOL RE. CAP. XXXVII.
E LA MI. CAP. XXXVIII.
F FA UT. CAP. XXXIX.
G SOL RE UT. CAP. XXXX.
A LA MI RE. CAP. XXXXI.
FA
MI. CAP. XXXXII.
mi, decima settima positione, ha sei note. La prima nota, ut, è
causata da una voce fa laquale è nella positione ultima chiamata
E la, laqual nota fa è derivata dalla positione detta nete hyperboleon, cioè A la mi re secondo. Dicendo adunque fa nel detto E la, chiaro si
vede essere ut nel detto luogo di fa
mi. La seconda voce, re, è discendente dalla positione chiamata D la sol, nella quale conrisponde al fa posto nel luogo detto paranete hyperboleon per una quinta inferiore. Essendo adunque fa, resta la voce re nel sopra detto luogo. La terza nota, mi,
naturalmente si cognosce, laquale ha principio dalla positione detta G
sol re ut acuto, capo et principio della settima proprietà. La quarta voce, fa, è similmente ordinaria, laqual è derivata dalla positione detta trite hyperboleon, principio della proprietà sesta. La quinta nota, sol, è considerata da
nete hyperboleon, perché si vede lo accidental fa in esso luogo generato, per ilqual fa si vede essere sol nel sopra detto luogo. La sesta voce,
la, solamente si comprende dalla positione detta paranete hyperboleon,
sopra del quale nasce un fa, et da quel fa è derivata la voce la, come
ascendendo si vede, &c. page 46C SOL FA. CAP. XXXXIII.
D LA SOL. CAP. XXXXIIII.
mi secondo insino alla quinta voce superiore, quale è la
positione constituita sopra di E la, sopra della quale è fa, et discendendo, re
nel sopra detto luogo. La terza voce, mi, è derivata quando nel fa
mi è
detto fa, perché toccando el luogo di E la, rispetto al tritono si dice fa, et discendendo una, resta mi nel detto luogo. La quarta nota, fa, risponde alla
positione detta paranete hyperboleon, sopra laquale si dice fa, et per consequente fa nella sua quinta. La quinta voce, sol, è naturale et ordinaria, laquale ha principio dal detto luogo paranete hyperboleon, cioè G sol re
ut acuto. La sesta nota, la, è ordinaria, et ha principio dalla positione detta
trite hyperboleon, cioè F fa ut acuto. page 47E LA CAP. XXXXV.
mi mutato nel fa, et ascendendo una quarta, resta medesimamente fa, et a uno altro dia tessaron ascendente, è similmente fa, per il
qual fa si vede ut nel sopra detto luogo. La seconda nota, re, è derivata da
un fa conrispondente una quinta superiore alla positione detta C sol fa, per
laquale discendendo, resta re nel sopra detto luogo. La terza voce, mi,
chiaro si vede per un molle posto sopra di fa
mi un diapente, per
elqual molle resta mi nel sopra detto luogo. La quarta nota, fa, è considerata da quel tritono accidentale posto da fa
mi ad E la, nel quale
E la è dibisogno dire la voce fa, et da quel fa ne resta accidentale tal nota.
La quinta voce, sol, è generata dalla positione più volte detta paranete
hyperboleon, nel quale essendo fa, risponde sol nel sopra detto luogo. La
sesta nota, la, è secondo l'ordine, et ha principio dalla positione detta G sol
re ut acuto, settima et ultima proprietà, lequal dimostrationi apertamente
si manifestano per la presente examinatione.